Archivi Giornalieri: 7 febbraio 2018

La collocazione di antenne nella proprietà altrui deve essere giustificata dall’assenza di spazi propri.

La vicenda. Un condòmino, dopo aver installato un’antenna nell’area di proprietà esclusiva di un altro inquilino, cita in giudizio quest’ultimo chiedendo la conferma di un provvedimento ex art. 700 cpc con il quale era stato ordinato al convenuto di consentire all’attore l’accesso al lastrico di proprietà esclusiva di quest’ultimo per consentire la riparazione dell’antenna, tuttavia il Tribunale respinge la domanda.

Impugnata la sentenza da parte del condòmino proprietario dell’antenna anche la Corte d’appello ha respinto il gravame osservando che “il diritto dell’appellante di installare e mantenere l’antenna sul lastrico di proprietà dell’appellato fosse condizionato alla dimostrazione dell’impossibilità di effettuare siffatta installazione su beni propri o di proprietà condominiale“.

La sentenza della Cassazione. Il proprietario dell’antenna, illegittimamente installata nella proprietà altrui, non demorde ricorrendo in Cassazione.

I giudici della prima sezione civile della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso, confermando di fatto l’interpretazione della sentenza impugnata, ed effettuando una chiara ricostruzione delle condizioni che legittimano un condomino all’installazione di un’antenna radiotelevisiva nella proprietà altrui. (Cass. sez. I, 7.7.2017 n. 16865).