Il regolamento edilizio.

Cos’è, a cosa serve e come è disciplinato il regolamento edilizio.

Che cos’è il regolamento edilizio.

Il regolamento edilizio è uno strumento normativo che disciplina gli aspetti igienico – sanitari, tecnico – estetici e di sicurezza delle costruzioni e delle loro pertinenze. Esso trova la sua fonte di disciplina nell’articolo 4 del d.p.r. n. 380/2001 (cd. Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

Il regolamento edilizio si integra con il piano strutturale, relativo agli aspetti previsionali e che definisce, quindi, le strategie per il governo del territorio comunale.

Chi emana il regolamento edilizio.

Il compito di emanare il regolamento edilizio è affidato al Comune: ogni Comune, infatti, ha un proprio regolamento che è possibile reperire presso il sito istituzionale dell’ente.

Concretamente, la redazione del progetto di regolamento edilizio viene affidata alla Giunta, che in genere si avvale di esperti. L’approvazione, invece, spetta al Consiglio che vi provvede, dopo un accurato esame, con una delibera dapprima pubblicata nell’albo pretorio del Comune e poi inviata alla Regione per l’approvazione (affidata al Presidente, previa delibera della giunta), che avviene di norma e salvo disposizioni specifiche entro un anno dal deposito.

In sede di approvazione, la Regione ha la facoltà di inserire unilateralmente le modifiche che ritiene indispensabili per l’osservanza degli standard urbanistici e delle norme sui parcheggi, per la razionale sistemazione delle opere e degli impianti che hanno un interesse nazionale e per la tutela del paesaggio.

Contenuto del regolamento edilizio.

Il regolamento edilizio è suddiviso in diversi articoli che provvedono a una regolamentazione dettagliata della gestione del territorio comunale.

A titolo di esempio sono contenute nel regolamento edilizio le seguenti indicazioni:

  • distanze da rispettare tra gli edifici;
  • distanze delle costruzioni dalla strada;
  • altezze massime delle costruzioni;
  • altezze minime interne delle abitazioni;
  • grandezza delle finestre rispetto all’area complessiva dei locali;
  • dimensione minima dei vani abitabili.

Per tutto quanto non espressamente previsto dal regolamento edilizio di riferimento, si tiene conto delle norme del codice civile.

Regolamento Edilizio Tipo.

Con l’intesa raggiunta il 20 ottobre 2016 tra Stato, Regioni e Anci è stata prevista l’adozione del RET – Regolamento Edilizio Tipo, nell’ambito delle azioni di semplificazione e unificazione in materia edilizia promosse dal Governo.

Lo schema di regolamento prevede che lo stesso debba articolarsi in due parti: una prima relativa ai principi generali su cui si basa l’attività edilizia, una seconda contenente disposizioni specifiche locali definite da ogni Comune sulla base delle peculiarità del proprio territorio.

Nell’intesa dell’ottobre 2016, che le Regioni sono chiamate a recepire, oltre allo schema di regolamento edilizio tipo sono contenute anche:

  • 42 definizioni edilizie-urbanistiche uniformi, che rappresentano un glossario comune valido in tutta Italia
  • la raccolta della normativa sovraordinata statale in materia edilizia, che rappresenta il punto di riferimento per i regolamenti comunali e che non deve essere riportata al loro interno.

Fonte: StudioCataldi

About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate. Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale. Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato. “Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato". ”Tito Maccio Plauto"

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