Sfratto: atto di precetto per rilascio di immobile.

Quando e come si attiva la procedura esecutiva dello sfratto con l’invio dell’atto di precetto per il rilascio dell’immobile.

donna sfrattata con ufficiale che attacca avviso sulla porta

Quando il conduttore versa in morosità nel pagamento dei canoni di locazione, ovvero non consegna l’immobile nel caso di disdetta del contratto o alla naturale scadenza dello stesso, il locatore, dopo aver effettuato tentativi bonari per ottenere quanto gli spetta, può attivare la procedura di sfratto.

Sfratto: la procedura.

Ciò vuol dire che egli, di fronte alla persistente morosità del conduttore, dapprima invia lettera di diffida con raccomandata a/r per sollecitare al pagamento dei canoni arretrati e invitare a lasciare libero l’immobile entro il termine indicato; successivamente, intima lo sfratto per morosità con contestuale citazione in udienza per la convalida.

A questo punto, il giudice (salvo opposizione da parte del conduttore e/o richiesta del termine di grazia, o ancora, saldo della morosità), ove ricorrano i presupposti della domanda, procederà alla convalida dello sfratto, fissando una data per il rilascio dell’immobile.

Se ciononostante, l’inquilino non rilascia spontaneamente l’immobile, il proprietario dovrà, tramite il proprio difensore, avviare la procedura esecutiva per attuare concretamente il provvedimento del giudice.

Sfratto: l’atto di precetto.

A questo punto, l’avvocato redigerà per il proprietario/cliente, un atto di precetto, da notificare al conduttore, con cui gli sarà intimato di consegnare l’immobile libero da persone e da cose entro il termine di dieci giorni dalla ricezione dell’atto.

Laddove il conduttore continui a persistere nella condotta e non adempia al rilascio, il proprietario potrà procedere all’esecuzione forzata dello sfratto, richiedendo all’ufficiale giudiziario competente per territorio, la notifica di un “preavviso di rilascio”, con la data del suo accesso per la consegna delle chiavi.

Accesso dell’ufficiale giudiziario.

Di frequente il primo accesso dell’ufficiale giudiziario rimane senza esito e lo stesso deve redigere verbale negativo (per assenza dell’inquilino o per richiesta di un differimento del termine), essendo necessario un secondo accesso. Nel corso dello stesso, l’ufficiale potrà anche avvalersi della forza pubblica, qualora necessario nell’ipotesi di resistenza da parte dell’inquilino, così come dell’aiuto di un esperto per la forzatura dell’apertura della porta e la sostituzione della serratura.

A seguito dell’accesso verrà quindi redatto un verbale di consegna dell’immobile, eventualmente corredato da inventario dei beni mobili che dovessero essere presenti e che saranno affidati in custodia al proprietario o a un istituto specializzato, per essere riconsegnati all’inquilino sfrattato successivamente, ovvero, in caso di rifiuto di questi, venduti all’asta.

Fonte: StudioCataldi

About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate. Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale. Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato. “Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato". ”Tito Maccio Plauto"

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