Archivi Giornalieri: 22 maggio 2018

Usufrutto congiuntivo, successivo e successivo improprio.

L’usufrutto, diritto reale minore disciplinato all’interno del Libro III, Titolo V, Capo I, artt. 978 e ss del Codice Civile, consiste notoriamente nel diritto di godere dell’altrui bene (mobile o immobile), traendo e beneficiando di tutte le utilità che il medesimo è in grado di fornire, con l’obbligo tuttavia di doverne rispettare l’originaria destinazione economica: se oggetto di usufrutto è un terreno agricolo, l’usufruttuario non potrà, in ipotesi, utilizzare il medesimo per realizzarvi un parcheggio o un centro commerciale.

Usufrutto: la necessaria temporaneità.

Peculiarità dell’istituto in commento è la sua temporaneità.

Come agilmente si ricava dalla lettera dell’art. 979 c.c., la durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario e se lo stesso è costituito a favore di una persona giuridica (così come in favore di un ente non personificato, quale ad esempio un’associazione non riconosciuta) la sua durata non potrà essere superiore a trenta anni.