Monthly Archives: agosto 2018

È nulla l’ipoteca senza preavviso al contribuente.

È nulla l’ipoteca immobiliare iscritta dall’ufficio della riscossione senza prima avvisare il contribuente. Il debitore deve essere sempre messo al corrente dell’intenzione di procedere all’iscrizione ipotecaria e allo stesso tempo fornito di un termine di 30 giorni per poter presentare le proprie osservazioni o per effettuare il pagamento.

A ribadire il principio è la Ctr Toscana, che con la sentenza n. 1270/2/18, depositata il 2 luglio scorso, ha accolto le ragioni di una contribuente raggiunta da un’ipoteca sulla propria abitazione. Il verdetto è arrivato dopo che la Cassazione, con l’ordinanza n. 18349/16, aveva annullato con rinvio la precedente pronuncia d’appello.

Il caso vedeva coinvolta una donna che, a margine dell’atto di matrimonio, nel 1997 aveva costituito un fondo patrimoniale insieme al marito, nel quale era stato conferito tra l’altro l’immobile adibito a prima casa. La contribuente, per anni socio illimitatamente responsabile di una società di persone, era stata poi raggiunta da cartelle di pagamento per oltre 730 mila euro, che avevano portato l’allora Equitalia (oggi Agenzia delle entrate-Riscossione) a ipotecare l’immobile.

Pulizia scale fatta dai condòmini, è possibile?

Senza unanimità non è possibile stabilire la pulizia della scala a turno. Ecco perchè.

E’ possibile affidare ad uno dei condòmini la pulizia delle scale dell’edificio in condominio?

La domanda è sovente posta nel nostro forum e riguarda la possibilità per l’assemblea di deliberare che sia uno dei condòmini, che magari s’è offerto volontario, ad eseguire il servizio in esame.

Si badi: lasciamo perdere fin dal principio quelle situazioni nelle quali la scelta ricade su un condòmini che chiede in cambio un rimborso spese o una riduzione delle spese condominiali senza fattura.

Tutte queste inutili “alchimie” nascondo prestazioni irregolari dal punto di vista fiscale e quindi non legittime.

Compravendite, le quotazioni Omi sono insufficienti per la rettifica.

La rettifica del valore di un immobile, ai fini dell’imposta di registro, non può essere fondata soltanto sulla sussistenza di uno scostamento tra il corrispettivo dichiarato nell‘atto di compravendita e il valore del bene quale risulta dalle quotazioni O.M.I. e F.I.M.A.A., ma richiede la sussistenza di ulteriori elementi indiziari gravi, precisi e concordanti.

È quanto emerge dall’Ordinanza n. 11434/2018 della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, che respinge il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

I Massimi giudici hanno confermato la sentenza della CTR della Lombardia che, in linea con la decisione di prime cure, ha dichiarato illegittimo un avviso di rettifica e liquidazione in materia di imposte di registro, ipotecaria e catastale, relativamente all’atto di vendita di un immobile utilizzato come magazzino e di alcuni appezzamenti di terreno.

Negoziazione assistita, anche per le controversie in condominio.

Per cercare soluzione alle liti condominiali, non c’è solo la mediazione. Sempre escludendo l’intervento del giudice, c’è anche la negoziazione assistita.

Una è la negoziazione assistitaun accordo tra le parti per trovare una soluzione avvalendosi dell’assistenza di uno o più avvocati, i “negoziatori” appunto.

Le parti si ripromettono di cooperare in buona fede e con lealtà” e controfirmano la decisione presa a seguito della negoziazione (decreto legge 132/2014 ), che equivale a una sentenza.

La negoziazione è obbligatoria in alcuni casi ma non in tutti è sempre applicare. L’iter ha durata massima di 3 mesi, prorogabili di 30 giorni su richiesta di entrambe le parti.

Le agevolazioni sono di casa.

Non solo bonus fiscali, ma anche mutui più accessibili.

Grazie ai fondi pubblici per i giovani è più facile ottenere un mutuo (con le garanzie statali) o sospendere il pagamento delle rate nel caso di una temporanea difficoltà economica (accedendo al fondo di solidarietà). Perché non approfittarne?

La legge di Bilancio 2018 (legge 27/12/2017 n. 2015) ha destinato nuove risorse per l’abitare che sono andate ad aggiungersi a quelle già in essere. Tra le novità, la detrazione Irpef per la sistemazione a verde di aree scoperte private e di parti comuni esterne di edifici condominiali («Bonus verde») e la detrazione per chi esegue congiuntamente interventi di riqualificazione energetica e di prevenzione antisismica.

Detrazione canone locazione studenti universitari.

Nel caso di contratti di locazione stipulati da studenti universitari, entro quale misura è possibile detrarre in canone pagato?

La domanda, evidentemente, presuppone che esista la possibilità di detrarre i canoni.

Qui di seguito, quindi, ci soffermeremo sui seguenti aspetti utili ad approfondire la vicenda e quindi rispondere al quesito. Questi i punti focali:

  • che cos’è un contratto di locazione per studenti universitari?
  • quali sono le principali norme che lo disciplinano?
  • come operano le detrazioni fiscali rispetto a questi contratto?

Locazione per studenti universitari.

La legge n. 431 del 1998 nel disciplinare la locazione di immobili ad uso abitativo ha previsto un’apposita normativa per i contratti di locazioni finalizzati a dare alloggio a studenti universitari fuori sede.

La legge e la normativa attuativa (d.m. 16 gennaio 2017 e prima d.m. 30 dicembre 2002) stabiliscono le caratteristiche principali di questo contratto.

Condominio: le accuse dei vicini non bastano per togliere la casa popolare.

Va annullato il provvedimento di decadenza che si basa su un’istruttoria incompleta, specie se i comportamenti su cui si fonda sono tenuti nei locali condominiali ma all’esterno dell’abitazione.

Immagine di un piccolo gatto

Per il T.A.R. Lombardia, prima di dichiarare la decadenza dall’assegnazione di una casa popolare occorre eseguire un’istruttoria approfondita e non ci si può limitare a raccogliere le testimonianze confuse e poco dettagliate dei vicini di casa. Soprattutto, se i comportamenti “incriminati” si svolgono all’esterno delle mura domestiche, la casa resta e i vicini non possono farci nulla.

In tal modo, con la sentenza numero 1959/2018 , i giudici amministrativi hanno risolto una disputa condominiale che vedeva coinvolta una donna, accusata di aver lasciato nella zona delle cantine comuni degli avanzi di cibo, di avervi fatto accedere numerosi gatti randagi e di aver nutrito dei volatili sia nel cortile che nelle strade circostanti all’edificio condominiale.

La vicenda.

In particolare, sulla base delle segnalazioni pervenutegli, il Direttore dell’Area Assegnazione Alloggi E.R.P. del Comune di Milano aveva pronunciato la decadenza dell’assegnataria dal beneficio della casa popolare, per aver “causato gravi danni all’alloggio, alle sue pertinenze o alle parti comuni dell’edificio”. Ma la donna si era rivolta alla giustizia amministrativa, contestando che gli addebiti che le erano stati rivolti erano sforniti di prova.

In effetti la dichiarazione di decadenza si era fondata sull’utilizzo improprio delle cantine, oltre che sul danneggiamento delle grate dell’edificio condominiale, senza tuttavia avere alla base un’istruttoria completa ed esaustiva. La maggior parte delle informazioni erano state raccolte attraverso le testimonianze di soggetti che non sempre erano stati chiaramente identificati e, soprattutto, si riferivano a comportamenti della ricorrente o dei suoi familiari tenuti all’esterno dell’abitazione e irrilevanti ai fini della sussistenza o meno dell’idoneità a permanere negli alloggi popolari.

Peraltro dalle diffide non emergevano accertamenti oggettivi, inconfutabili e tali da permettere di ricondurre con certezza alla ricorrente o ai suoi familiari la somministrazione di cibo a una colonia felina installata nella cantina dopo aver danneggiato le grate.

La ricorrente, quindi, ha tutto il diritto di tornare nel suo appartamento.

Fonte:StudioCataldi