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La cedolare light sugli affitti spinge i canoni concordati .

Tre locatori su dieci, tra chi sceglie la tassa piatta, applicano l’aliquota al 10% Era uno su 10 nel 2011.

La cedolare secca al 10% spinge gli affitti a canone concordato, mentre continuano i rinnovi delle intese locali tra sigle della proprietà e sindacati degli inquilini. Nelle dichiarazioni dei redditi presentate l’anno scorso, tre contribuenti su dieci tra quelli che hanno scelto la tassa piatta sulle locazioni abitative l’hanno applicata su canoni concordati. La media nazionale è il 29,7%, cui corrispondono 702 mila locatori, contro il 12,9% del 2011, primo anno di cedolare.

Nuovi accordi in 70 capoluoghi.  Proseguono sul territorio i rinnovi per allineare gli accordi locali al decreto ministeriale del 2017 (il Dm 16 gennaio). Non c’è un monitoraggio ufficiale, ma su 107 capoluoghi di provincia, sono almeno 70 quelli che possono vantare la firma di un nuovo accordo. Nella lista ci sono tutti i centri maggiori: da Roma a Milano, da Torino a Bologna, da Napoli a Genova, da Firenze a Venezia. I rinnovi sono importanti non solo per l’adeguamento normativo, a partire dall’obbligo per le parti di farsi “attestare” (cioè validare) i contratti stipulati senza l’assistenza delle associazioni di categoria. Ma soprattutto perché se ben concepiti i nuovi accordi dovrebbero favorire la diffusione dei contratti agevolati, prevedendo livelli di canone minimo e massimo non troppo penalizzanti per i locatori e aggiornati alle reali condizioni di mercato.(continua)

Fonte:IlSole24Ore