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Arriva la dichiarazione Iva precompilata e l’obbligo della fattura elettronica tra privati.

Arriva la dichiarazione precompilata dell’Iva e dei redditi per le piccole imprese (con contabilità semplificata) e i professionisti. Non solo. Diventa strutturale la mini-cedolare sugli affitti a canone concordato nella misura del 10% e viene confermato il bonus 18enni. Sono alcune delle novità contenute in una delle ultime bozze della legge di Bilancio, approvata lunedì scorso dal Consiglio dei Ministri “salvo intese”.

Il testo del ddl punta da un lato, a rispettare gli impegni presi con la Commissione europea ossia la correzione del disavanzo strutturale pari allo 0,3% e il calo del deficit in rapporto al Pil all’1,6%; dall’altro, a dare continuità per una crescita del Paese sostenibile e inclusiva, grazie ai circa 20,4 miliardi di euro che si muoveranno per la nuova manovra.

Ecco le novità più importanti:

Dichiarazione Iva precompilata.

Dichiarazione precompilata Iva e dei redditi anche per le partite Iva e le piccole imprese, basata sui dati della fatturazione elettronica. La normativa specifica che sarà l’Agenzia delle Entrate a predisporre la bozza di dichiarazione Iva (e quella dei redditi) nonché i prospetti periodici di liquidazione Iva e le bozze dei modelli F24 (comprensivi delle compensazioni).

Locazioni commerciali: prima l’indennità di avviamento poi il rilascio.

La Cassazione ricorda che è legittimo il mancato rilascio dell’immobile finchè il locatore non paga l’indennità di avviamento dovuta.

Legittimo il mancato rilascio dell’immobile se il locatore non paga l’indennità di avviamento dovuta. Nelle locazioni commerciali, infatti, il conduttore ha un diritto di ritenzione sull’immobile, anche laddove penda una controversia, sino al pagamento dell’indennità. Così ha stabilito la Cassazione, con l’ordinanza n. 24285/2017 sotto allegata, accogliendo il ricorso di un conduttore contro la decisione di merito.

La vicenda.

Nella vicenda, il locatore aveva chiesto il risarcimento del danno dovuto alla condotta inadempiente del conduttore che non aveva rilasciato l’immobile nonostante la disdetta a suo tempo inviata, omettendo di restituirlo. Il danno veniva individuato nel maggior canone che il proprietario avrebbe potuto conseguire, rispetto a quello effettivamente versato dal conduttore, locando il bene a soggetto diverso.

Il conduttore si difendeva rilevando la legittimità della sua permanenza nell’immobile sino alla corresponsione dell’indennità di avviamento dovuta.

Catasto rurali, ultimo appello.

Atti di contestazione in arrivo per chi non ha presentato la denuncia degli immobili ex rurali, anche se per chi ha già avviato le pratiche è prevista una ” moratoria”.

La direzione centrale Catasto, cartografia e pubblicità immobiliare dell’agenzia delle Entrate, con nota dello ottobre 2017, prot. n. 213605, ha fornito chiarimenti sull’accertamento di fabbricati rurali censiti al catasto terreni da dichiarare al catasto edilizio urbano (articolo 13, commi 14ter e 14-quater, del decreto legge 6 dicembre 2011, n.200.

La normativa prevedeva il censimento di questi immobili al catasto dei fabbricati da eseguire entro il 30 novembre 2012. Lo scorso gennaio l’Agenzia, con avviso bonario ai contribuenti interessati, ha ricordato che il mancato o tardivo adempimento è soggetto a sanzione da 1.032 e 8.264 euro, ma in caso di tardivi adempimenti (eccedenti l’anno di ritardo) è possibile sanare la posizione producendo l’accatastamento spontaneo (prima dell’avvio dell’accertamento) corrispondendo la sanzione ridotta ad 172 euro. ( leggi l’articolo).

Fonte: IlSole24Ore

Lavori di ristrutturazione in condominio: detrazioni fiscali a rischio in assenza del Durc dell’impresa.

 lavori di ristrutturazione eseguiti sulle parti comuni del fabbricato condominiale permettono ai condòmini di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, c.d. Irpef, una percentuale delle relative spese sostenute.

Tali detrazioni sono fruibili a condizione che l’amministratore di condominio ottemperi ad una serie di adempimenti riferiti alla ditta incaricata ad eseguire i lavori di ristrutturazione sulle parti comuni dell’edificio condominiale. Per l’amministratore di condominio, comunque, non è semplice riuscire a rispondere, con precisione, alle disposizioni del groviglio normativo in materia di appalti privati, che non sembra agevolare la comprensione delle stesse norme.

Appalti e corresponsabilità tributaria.

Ad ogni modo, si osserva che la tendenza normativa in materia di appalto è quella di configurare una sorta di responsabilità collettiva tra committente, appaltatore e subappaltatore relativamente al controllo del versamento dei contributi previdenziali, assicurativi, nonché delle ritenute fiscali, riferibili ai lavoratori, che sono impiegati nell’appalto stesso, ed agli ulteriori adempimenti fiscali. Tale ipotesi di corresponsabilità tributaria è contenuta nell’art. 13-ter del Decreto Legge n. 83 del 22/06/2012, rubricato “Disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore”, che ha mutato la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti d’appalto e subappalto di opere e servizi.

Affitti brevi, niente sanzioni per omesse ritenute.

Niente sanzioni per omessa ritenuta fino all’11/9/2017.

L’ ombrello dello statuto del contribuente ripara gli intermediari immobiliari dalle sanzioni per il mancato versamento delle ritenute sulle locazioni brevi.

Seppure la ritenuta d’acconto si applichi ai contratti di locazione stipulati dal 1° giugno 2017 l’Agenzia delle entrate, tenuto conto delle difficoltà di natura gestionale incontrate dagli operatori immobiliari, potrà infatti escludere dalle sanzioni l’omessa effettuazione delle ritenute fino all’il settembre 2017, cioè fino al sessantesimo giorno dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Niente trasmissione dati della locazione breve se l’intermediario immobiliare si limita a mettere in contatto le parti. Niente versamento della ritenuta d’acconto del 21% se l’intermediario non ha la materiale disponibilità delle somme pagate dal conduttore.

L’affitto va pagato nonostante topi e umidità

 Il conduttore non può astenersi dal versare il canone di locazione se non viene a mancare la controprestazione da parte del locatore.

Lo ha deciso il Tribunale di Roma (sentenza 11906 dell’8 giugno) sulla vicenda di un conduttore che aveva sospeso il pagamento per alcuni mesi perché, a causa dell’umidità (cagionata da perdite d’acqua in bagno) e di topi, non aveva goduto della casa, incompatibile con la salute del figlio.

Il locatore intimava lo sfratto per morosità e chiedeva il pagamento dei canoni scaduti. Dopo l’ordinanza di rilascio dell’immobile e il mutamento di rito, il conduttore si costitutiva e formulava eccezione di inadempimento (articolo 1460 del Codice civile) sostenendo che il locale concesso in locazione era inutilizzabile a causa dei vizi originari (infiltrazioni di acqua e invasione di topi) e il mancato pagamento sarebbe giustificato dall’inadempimento della locatrice. (Leggi l’articolo).

Fonte:IlSole24Ore

 

Immobili. Resta valido il contratto originario mentre è illecita la clausola in più e l’aumento non va pagato.

Le Sezioni Unite, con la sentenza 23601 depositata ieri, stabiliscono la nullità dei patti aggiunti a seguito della registrazione di un contratto di locazione di immobile a uso non abitativo, aggiungendo che tale invalidità riguarda solo il patto aggiunto ma non compromette l’originario accordo.

La vicenda in oggetto principiava quando un locatore intimava lo sfratto per morosità ad una società che occupava dei locali commerciali di sua proprietà giusto contratto di locazione ad uso non abitativo. In particolare, secondo il locatore, la società non aveva corrisposto i canoni concordati. (Leggi l’articolo)

Fonte: IlSole24Ore