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L’importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali.

L'importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali

Qual è la differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali? L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine. Le due definizioni non devono essere utilizzate come sinonimi per l’accesso alle agevolazioni, come ad esempio l’esenzione IMU.

Prima casa e abitazione principale non sono la stessa cosa. Bisogna considerare un’importante differenza: i due termini, seppur apparentemente simili, non possono essere usati come sinonimi. L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine.

La normativa, infatti, in base all’utilizzo dell’uno o dell’altro termine prevede requisiti e regole diverse per l’accesso alle agevolazioni fiscali. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

 

 

Il bonus prima casa è riciclabile.

È possibile utilizzare l’agevolazione parziale residua per un futuro acquisto.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 223/2020. Il contribuente che non ha utilizzato per intero dell’agevolazione prima casa in sede di rogito notarile può chiedere di utilizzare la rimanente parte del credito in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale dovute per un secondo atto di compravendita.

Ai sensi dell’articolo 7 della 1. 448/1998, ai contribuenti che provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo, entro un anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro e dell’iva per la prima casa, un’altra casa di abitazione non di lusso, è attribuito un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’Iva corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato.

L’ammontare del credito non può essere superiore l’imposta di registro o all’Iva dovuta per l’acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso. Inoltre, il credito spetta anche nell’ipotesi in cui il contribuente proceda all’acquisto della nuova abitazione prima della vendita dell’immobile posseduto. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Case accorpate, il bonus è salvo.

Non decade dai benefici primi casa il contribuente che abbia acquistato una unità immobiliare da unire alla «prima casa» e abbia eseguito lavori che rendono effettivo l’accorpamento. La realizzazione di un’unica unità immobiliare è coerente con la ratio dalla disposizione agevolativa e prevale anche rispetto alle difformi risultanze catastali.

È questo il principio di diritto statuito dalla recente sentenza n. 11322 del 12 giugno 2020, con la quale la Cassazione ha censurato l’operato dell’Ufficio che, illegittimamente, dava esclusivo rilievo al dato formale rinveniente dai dati catastali.

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa. Gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili formati nel territorio dello Stato o, se formati all’estero, aventi a oggetto immobili esistenti nel territorio dello Stato sono soggetti, ordinariamente, all’imposta di registro con aliquota pari al 9%. La base imponibile è rappresentata dal valore del bene trasferito, individuato in misura pari al corrispettivo pattuito.

Con esclusivo riferimento agli immobili a destinazione abitativa, acquistati da persone fisiche che agiscono per fini estranei all’attività commerciale o professionale esercitata, in deroga al principio del prezzo/valore la base imponibile può essere determinata in misura pari alla rendita catastale rivalutata. (continua)

Fonte:ItaliaOggi