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Il sapore del mangiare nei malati di Alzheimer

UIkit

Avevo anche controllato varie volte il mangiare preparato dalla badante per la mamma, ma non mi ero mai reso conto dell'importanza del sapore dello stesso fin quando una volta prima che partisse per le ferie non ho visto preparare una mistura.

Il tutto a base di uovo crudo, cioccolata, una pasta e qualcos'altro che non ho capito (la logica del piatto era: è malata ha bisogno di zuccheri, proteine e grassi allora mescoliamo il tutto e siamo a posto). Naturalmente da quel momento in poi abbiamo sempre preparato noi i frullati a base di minestrone formaggio e carne, brodo e stracciatella, zuppa di pesce, zuppa di ceci, pastasciutta al ragù di carne seguiti sempre anche da una porzione di frullati di frutta cotta o fresca, gelato ecc. Ebbene la mamma che praticamente reagiva raramente a tono e con monosillabe, da almeno 4 mesi (e solo quando la chiamavamo col nome), già la prima volta alla richiesta "E' buono il mangiare?" in maniera del tutto inattesa risponde con tono di voce deciso "è buono". Il giorno successivo dopo due siringhe di stracciatella e una di frutta cotta alla stessa domanda risponde "è buonissimo". Infine dopo due mesi vedendola in difficoltà a deglutire pongo la domanda "Non ti è piaciuto?" mi risponde "è buono". Penso si comprendano i sentimenti scatenati da questi episodi in assenza quasi assoluta di altre comunicazioni verbali. Sensi di colpa per non aver controllato prima questo aspetto, seguiti dalla consapevolezza che pur avendo perso il movimento , la parola, ecc qualche cosa era rimasto e questo era molto di più di quanto tutti pensavano me compreso.