La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5737 del 7 marzo 2013, ha stabilito che “l’esecuzione delle formalità per il pignoramento di un immobile, costituite da particolari obblighi e divieti imposti dalla legge sul possesso del bene, non escludono che il proprietario sia tenuto a pagare l’ICI”. Il presupposto impositivo viene a estinguersi ( e si trasferisce sull’assegnatario) solamente all’atto dell’emissione del decreto giudiziale di trasferimento. Rimane in ogni modo escluso che l’obbligo di pagamento del tributo si possa trasferire in capo al custode giudiziale.
Per i Giudici “le conseguenze giuridiche derivanti dall’esecuzione della formalità del pignoramento immobiliare, costituite dai particolari obblighi e divieti imposti al proprietario del cespite, non escludono l’applicazione a suo carico dell’ICI in quanto il presupposto impositivo viene a mancare (rectius, a migrare nella sfera giuridica dell’assegnatario) soltanto all’atto dell’emissione del decreto di trasferimento del bene”. E il carico tributario non si trasferisce “medio tempore in capo al custode giudiziale”.
Solitamente, il possesso di diritto di un immobile obbliga al pagamento sia dell’ICI che dell’IMU. L’unica eccezione è rappresentata dal coniuge assegnatario dell’immobile, che ha l’obbligo del pagamento della nuova imposta locale anche nell’eventualità in cui non sia nè proprietario nè titolare di altro diritto reale di godimento sul bene. Infatti, solamente ai fini IMU l’immobile si intende destinato a titolo di diritto di abitazione. La prova della proprietà o della titolarità di un immobile non è assegnata dalle iscrizioni catastali, ma dalle risultanze dei registri immobiliari.
Anche in condizioni di difformità è obbligato a pagare l’imposta il soggetto che risulta titolare da questi registri (Commissione tributaria del Lazio, I^ sezione, sentenza n. 90/2006).
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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