“Nasce come risposta a un desiderio sempre più forte a ritrovare dimensioni perdute di socialità e di condivisione, oltre al bisogno di ridurre i costi di gestione delle attività quotidiane. E’ una pratica di condivisione di spazi abitativi che, unendo spazi privati e aree in comune, consente di risparmiare su costi di gestione e servizi della casa. È un modello abitativo che vince la crisi!”.
Il cohousing, è una soluzione abitativa ampiamente diffusa nel Nord Europa, che da qualche anno sta prendendo sempre più piede anche in Italia, nelle grandi città come nelle aree più rurali.
L’idea nasce in Danimarca negli anni Sessanta, quando l’architetto danese Jan Gødmand Høyer riunisce un gruppo di otto amici per discutere di un altro modo di abitare e fu così che nacque la comunità di Skråplanet, tuttora esistente e perfettamente funzionante. Oggi si stima che in Danimarca almeno il 5% della popolazione viva in una qualche forma di cohousing.
A partire dagli anni Settanta il cohousing comincia a prendere piede nei paesi dell’Europa del nord, e in particolare in Olanda e Scandinavia. Negli anni Ottanta il fenomeno limitato si è diffuso nelle altre zone del mondo: Stati Uniti,Australia e Giappone.
Un po’ più tardi si sono registrati i primi casi nel resto d’Europa, soprattutto Regno Unito, Francia e Germania. In Italia e nei Paesi mediterranei queste realtà sono ancora poche, anche se negli ultimi tempi il perdurare della crisi economica sta spingendo molte persone a valutare la coabitazione.
Non è un vezzo o una scelta ideologica, come può sembrare ad una prima impressione, è lontana mille miglia dalle comuni dei figli dei fiori o dai kibbutz israeliani. Nasce come risposta a un desiderio sempre più forte a ritrovare dimensioni perdute di socialità e di condivisione, oltre al bisogno di ridurre i costi di gestione delle attività quotidiane.
E’ una pratica di condivisione di spazi abitativi che, unendo spazi privati e aree in comune, consente di risparmiare su costi di gestione e servizi della casa. È un modello abitativo che può vincere la crisi.
In Italia oggi se ne contano esempi in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia.
Anche alcune agenzie immobiliari iniziano ad occuparsi professionalmente di cohousing. Generalmente promuovono la ricerca e la selezione di immobili idonei alla realizzazione di progetti di cohousing ed offrono un eccellente servizio di assistenza e consulenza non solo in fase di acquisto ma, attraverso la collaborazione e coordinazione di varie figure professionali, fino alla concretizzazione dei progetti stessi.
Non esiste un modello predefinito, i progetti di cohousing hanno come scopo quello di bonificare o riqualificare un’area urbana piuttosto che la costruzione di un nuovo quartiere seguendo logiche di sostenibilità ambientale e bioarchitettura, a dimostrazione che impatto zero, economicità e collaborazione sono temi che possono essere messi a fattor comune.
Innovativa e tradizionale al tempo stesso, questa nuova concezione del vivere può essere un veicolo dal quale trarre vantaggi concreti.
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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