Sono trascorsi 21 anni dalla strage di Capaci, che il 23 maggio 1992 uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Per ricordare il sacrificio di quei servitori dello Stato, anche oggi Palermo sarà palcoscenico d’incontri e manifestazioni alle quali prenderanno parte migliaia di studenti provenienti da tutta Italia, nonché i maggiori rappresentanti delle istituzioni.
(Alcune citazioni di Borsellino e Falcone, riportate da Paolo Majolino)
“E’ normale che esista la paura in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio” (Paolo Borsellino).
A 20 anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, dove morirono i giudici Falcone con la moglie e Borsellino con le rispettive scorte, appare significativo ricordare alcuni loro pensieri per non rendere vano il sacrificio della loro vita nella lotta alla mafia.
L’essere siciliani, nati e cresciuti a contatto diretto con la realtà di quella regione, era un’altra loro forza. Falcone e Borsellino comprendevano il mondo mafioso, il senso ‘d’onore’ siciliano ed il linguaggio dei boss e dei malavitosi con cui dovevano parlare, riuscendo a dialogare con i “pentiti” di mafia e guadagnandosi finanche il loro rispetto. (paoma)
Falcone – L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!
Borsellino – Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.
Falcone – Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Spesso si muore perché non si dispone di alleanze, perché privi di sostegno.
Borsellino – La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compresso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Falcone – Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino di un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.
Borsellino – Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
Twitter •
