Aumentati fino al 22% gli annunci di vendita di nuda proprietà nelle città italiane del Nord, mentre al Sud questa realtà è ancora pressoché sconosciuta.
L’antidoto alla crisi del mattone. In parte per la crisi della compravendita, in parte per la difficoltà di accesso al credito, in parte, ancora, per l’incertezza dei mercati finanziari, attualmente gli italiani si palesano maggiormente interessati alla nuda proprietà.
Innanzitutto cerchiamo di comprendere in che cosa consiste questo fenomeno e quali sono i benefici sia per chi vende sia per chi acquista. In termini tecnici la nuda proprietà è il valore dell’immobile diminuito dell’usufrutto: vendere la nuda proprietà vuol dire vendere il proprio immobile, ma salvaguardando il diritto di abitarci per tutta la vita.
Mentre chi vende la nuda proprietà non solo si riserva il diritto di godere dell’immobile a vita, ma percepisce anche un capitale che gli permette di vivere più in tranquillità, chi la acquista ottiene un immobile a un prezzo agevolato, a seconda dell’età dell’usufruttuario. Nel passato questa formula di vendita era usata quasi esclusivamente da persone anziane, che in questo modo si godevano con maggior tranquillità gli anni della pensione. Invece oggi è diventata una realtà di un certo spessore nel mercato immobiliare se si pensa che nelle grandi città, nel 2013, è arrivata a costituire lo 0,7% dell’offerta totale.
Una indagine recente. L’Ufficio Studi di Immobiliare.it ha svolto recentemente un’accurata analisi sul diffondersi di questo mercato, che in 36 mesi ha raggiunto una crescita del 21,9%. Dall’indagine, è emerso che Torino è il capoluogo italiano di maggior aumento del fenomeno, anche se in ogni città presa a campione l’incremento è stato rilevante. Si può osservare che, dal 2010 ad oggi, l’offerta è aumentata del 20,3% a Roma, del 18,7% a Milano, del 17,4% a Firenze e del 15,5% a Genova.
Il divario tra Sud e Nord. Nel meridione, invece, la cultura della casa di proprietà influisce più a fondo nella vita degli individui e la nuda proprietà non è ancora una realtà presa in considerazione: non a caso a Napoli l’offerta si attesta solo all’11,1%. La flessione del mercato ha diminuito anche il vantaggio, per l’acquirente, dell’acquisto di un immobile equivalente in vendita con formula classica.
Tuttavia il margine di risparmio rimane ampio: chi compra una nuda proprietà a Milano risparmia circa il 24% del prezzo di mercato mentre chi la acquista a Napoli riesce a spendere quasi il 35% in meno. Tra questi due estremi si trovano i risparmi di Roma, col 24,7%, Genova, col 25,6%, Torino, con il 26,6%, e Firenze, con il 31,1%. Se inquadriamo l’attenzione sulla domanda, rispetto al 2010, essa si concentra principalmente nelle grandi città (97%). Infatti è dettata, in sostanza, dal desiderio di investire perciò, con l’aumento dell’offerta – e quindi dell’opportunità di acquisto – e la poca intenzione all’investimento in Italia, è rimasta stabile.
A titolo di curiosità. Il mercato più florido per la nuda proprietà è senza dubbio quello della Costa Azzurra: ciò si spiega essenzialmente con il fatto che si tratta di un’area dall’investimento redditizio.
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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