La TASI, la nuova tassa sui servizi indivisibili che verrà riscossa a partire dal 2014 dai Comuni italiani, non sarà un salasso solamente per le imprese ed i negozi ma anche per le famiglie italiane: infatti, peserà in misura maggiore della vecchia ICI, in special modo per le fasce di popolazione meno abbienti.
Con la decisione del Governo Renzi di dare facoltà ai Sindaci di alzare l’aliquota TASI di un ulteriore 0,8 per mille sulla prima casa ( da 2,5 a 3,3 per mille) e sulle seconde (da 10,6 all’11,4 per mille) o di suddividere l’aumento sulle due categorie di immobili, per le famiglie si prospetta una vera e propria stangata.
Al netto delle detrazioni, in media ogni famiglia dovrà pagare da 247 a 326 euro in più ma ciò che colpisce è la beffa che riguarda le famiglie meno abbienti. Mentre prima, grazie alla detrazione per la prima casa e per eventuali figli a carico, queste famiglie non pagavano l’IMU, oggi si troveranno a dover far fronte al pagamento di importi i alcuni casi non indifferenti, alla luce di detrazioni in questo momento ancora vaghe ed indefinite.
I cittadini, specialmente i proprietari di di prima casa, saranno penalizzati in modo ancora maggiore rispetto alla vecchia IMU ( e la tanto decantata abolizione dove è finita? ): per coprire gli ammanchi di gettito delle asfittiche casse comunali, il Governo non ha fatto altro che cambiare il nome alla tassa ed il gioco è fatto.
In questo modo, i Sindaci potranno contare su 125 milioni in più dei 500 stanziati dal precedente Governo per compensare il mancato gettito dovuto dalla differenza di aliquota tra Tasi prima casa (2,5 per mille) e IMU (4 per mille).
Inoltre, mentre nella formulazione originaria della norma i maggiori incassi derivanti dall’aumento dell’aliquota TASI dovevano essere destinati “esclusivamente” alla istituzione di detrazioni per le famiglie, si è fatto un passo indietro ed ora dovranno essere semplicemente “finalizzati” alle detrazioni.
Sicuramente, le ricadute di questo ulteriore balzello si faranno sentire sull’andamento della domanda di mercato interno, già in forte contrazione ed ai livelli più bassi degli ultimi vent’anni, aggravando ulteriormente un tasso di disoccupazione che ha raggiunto livelli al limite del sopportabile.
Rammentiamo che la TASI va pagata da chi possiede, occupa o detiene a qualsiasi titolo delle unità immobiliari e serve a finanziare tutti gli altri servizi di base, come ad esempio l’illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade.
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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