Semplificazione della tasi e imu: un’occasione perduta?

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local tax1Il Governo ha approvato giovedì scorso la legge di stabilità del 2016, ma per l’entrata in vigore definitiva sarà necessario attendere ancora il dibattito parlamentare. L’intervento sulla TASI era tra i più attesi. La detassazione totale dell’abitazione principale era pressoché sicura, ma si attendeva anche la radicale semplificazione dei due tributi oramai divenuti ingestibili da tutti gli operatori, ivi compresi i professionisti che dovrebbero avere un buon grado di dimestichezza con la materia tributaria.

Le aspettative sono andate deluse. La Local Tax, avrebbe dovuto non solo sostituire IMU e TASI, con un accorpamento dei due tributi, ma rendere molto più agevole il computo dell’onere tributario. Al contrario la bozza della legge di stabilità prevede pochi interventi che di fatto renderanno ancor più difficile il calcolo di IMU e TASI.

La prima modifica prevede l’esenzione dell’abitazione principale che risulta così essere completamente detassata. Non si applicherà né l’IMU (questa non à una novità), né la TASI, anche se l’immobile posseduto à di lusso come ad esempio, le ville ed i castelli (categorie catastali A1, A8 e A9). L’esenzione riguarderà anche l’abitazione principale non posseduta a titolo di proprietà, ma in base ad un contratto di locazione o comodato. Fino al 31 dicembre 2015 il detentore pagherà, a seconda della delibera comunale, una quota variabile dal 10 al 30 per cento.

Invece con decorrenza dal 1 gennaio 2016 anche il conduttore (o il comodatario) saranno completamente esentati dal versamento. Simmetricamente, la quota non versata dal detentore, non dovrà essere versata dal proprietario. Sembrerebbe una misura di buon senso, ma che in realtà finisce con il rendere più complicato il computo dell’imposta dovuta. Infatti, unicamente nel caso in cui il detentore dell’immobile lo utilizzi quale abitazione principale, il proprietario sarà tenuto ad effettuare un versamento in una quota variabile compresa tra il 70 e il 90 per cento, come se la quota residua fosse versata dal detentore stesso. In questo caso il legislatore non ha inteso ribaltare la quota non versata dal locatario dell’abitazione principale sul proprietario.

Alla luce di questi fatti, occorre però osservarsi che la legge di stabilità non solo non ha previsto alcuna semplificazione, ma ha ulteriormente complicato la casistica. Infatti, il detentore non è sempre esentato dall’obbligo di versamento del tributo. Sarà necessario verificare in concreto a quale titolo utilizza l’immobile in base al contratto di locazione. Se si tratta dell’immobile in cui risiede anagraficamente e allo stesso tempo vi dimora, si tratta dell’abitazione principale esente dalla TASI. Se, al contrario, l’utilizzatore non ha stabilito presso l’immobile la residenza anagrafica, la TASI dovrà essere versata anche nel 2016 dal detentore, sia pure nella quota variabile tra il 10 ed il 30 per cento.

I primi commentatori hanno rilevato come la legge di stabilità del 2016 non abbia previsto, per il momento, la proroga per il nuovo anno dell’addizionale dello 0,8 per mille. La misura (la mancata previsione) è logica se si considera che l’addizionale era finalizzata ad attribuire ai Comuni le risorse necessarie per prevedere le detrazioni TASI dell’abitazione principale. A seguito della cancellazione del tributo sull’abitazione principale viene meno la necessità di riconoscere ai contribuenti anche le detrazioni e quindi vengono anche meno le ragioni che hanno indotto il legislatore a prevedere l’addizionale.

Il ragionamento sembra sin troppo logico, ma si deve anche considerare che la legge di Stabilità è ancora in bozza. Inoltre non si può escludere che un ulteriore provvedimento reintroduca l’addizionale. La motivazione sarebbe sin troppo agevole: non per restituire ai Comuni le risorse necessarie per il riconoscimento delle detrazioni, ma per fare fronte, almeno in parte, alla diminuzione del gettito dovuto alla detassazione integrale della prima casa.

Almeno per il momento, la somma delle aliquote IMU e TASI sugli immobili diversi dall’abitazione principale non potrà superare il 10,6 per mille. Lo scorso anno in alcuni Comuni la tassazione, per effetto dell’addizionale, à arrivata anche all’11,4 per mille.

Fonte: Agefis

 

About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate. Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale. Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato. “Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato". ”Tito Maccio Plauto"

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