Il Disegno di Legge di conversione del D.L. 63/2013 relativo all’efficienza energetica, con l’introduzione di un nuovo articolo, il 17-bis, in sostituzione del comma 9 dell’art. 5 del D.P.R. 412/1993 relativo agli scarichi degli impianti termici negli edifici, ha sancito che a partire dal prossimo 1° settembre, gli impianti termici di nuova installazione devono essere obbligatoriamente collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione che abbiano sbocco sopra il tetto dell’edificio, alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.
Termini e condizioni. Lo scarico a parete è comunque consentito, fino alla fine di agosto, solo per gli impianti termici installati prima del 31 agosto 2013 e a condizione che si tratti di generatori a condensazione che, per i valori di emissioni dei prodotti della combustione, appartengano alla classe meno inquinante e con prestazioni energetiche conformi ad almeno una delle seguenti norme tecniche: UNI EN 297, UNI EN 483, UNI EN 15502.
Per tutti gli altri diventa obbligatorio lo sbocco sopra il tetto, tranne, appunto, che si tratti di sostituzione di impianti individuali già presenti in stabili plurifamiliari ove siano installate canne fumarie individuali idonee, oppure nel caso in cui si tratti di edifici appartenenti a categorie di intervento di tipo conservativo soggetti a legislazione nazionale o regionale vincolante.
Lo scarico a parete dei prodotti derivanti dalla combustione a seguito dell’impiego di caldaie, è particolarmente utilizzato sul territorio italiano, soprattutto per gli apparecchi di piccola portata termica ed in particolare per gli impianti termici autonomi nati in conseguenza al distaccamento dall’impianto centralizzato.
È intuibile, tuttavia, che le norme comuni di condivisione dello spazio vanno in contrasto con questa prassi, in special modo negli edifici pluri-immobiliari quali, ad esempio, il condominio e per questo la soluzione ideale sarebbe lo scarico fumi a tetto. Ma non sempre è di facile realizzazione.
Altra situazione derogabile è quella che vede l’intervento di un tecnico abilitato (o dello stesso progettista) che asseveri l’impossibilità tecnica ad eseguire lo sbocco sopra il colmo del tetto.
Il vincolo di installazione dello scarico a tetto dunque, concretamente molto complicato soprattutto in uno stabile plurifamiliare, obbliga ad interventi in tempi rapidissimi se ci si vuole scollegare da un impianto centralizzato o rimpiazzare il proprio impianto individuale con un altro ad alta efficienza e cosiddetto “pulito”.
La vecchia disciplina. Rammentiamo, comunque, che il Decreto Crescita bis aveva già modificato l’art. 5 del D.P.R. 412/1993 che prevedeva l’obbligo di scarico dei fumi per gli impianti termici siti nei condomini allargandolo anche a:
– nuove installazioni di impianti termici (anche se al servizio delle singole unità immobiliari);
– ristrutturazioni di impianti termici centralizzati;
– ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali appartenenti ad uno stesso edificio;
– trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti individuali;
– impianti termici individuali realizzati dai singoli previo distacco dall’impianto centralizzato.
Uno sguardo alla riforma del condominio. Con la riforma del condominio (legge 220/2012) è stata apportata una sostanziale modifica anche all’articolo 1118, comma 4, del Codice civile affermando che «il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma».
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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