Se l’ex finisce in affitto, la casa può essere più modesta di quella coniugale. No all’aumento dell’assegno.

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Per la Cassazione, una volta revocata l’assegnazione della casa coniugale, l’assegno non deve coprire i costi di un affitto avente lo stesso valore di mercato.

assegno mantenimentoL’assegno di mantenimento disposto a favore del coniuge economicamente più debole cui è stata revocata l’assegnazione della casa coniugale, non deve coprire i costi dell’affitto di un’abitazione avente lo stesso valore di mercato. È sufficiente che consenta una sistemazione “decorosa” anche se più modesta.

Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 15272, rigettando il ricorso di un’ex moglie che chiedeva l’aumento dell’assegno di mantenimento disposto a carico del marito, in quanto dopo aver visto revocare l’assegnazione della casa coniugale, perché la figlia in comune era diventata maggiorenne e aveva raggiunto l’autonomia economica, doveva cercarsi un’altra sistemazione.

La Corte d’Appello aveva già elevato, rispetto alla sentenza di primo grado, l’importo dell’assegno a 800 euro mensili, tenendo conto della disparità economica tra i due coniugi (lui ex diplomatico in pensione e titolare di redditi da locazioni immobiliari, lei con reddito notevolmente inferiore e priva di casa ma comunque titolare di immobili, benchè improduttivi).

Ma la donna ritenendo insufficiente la somma aveva adito la Cassazione.

Per il Palazzaccio però dovrà accontentarsi, perché se è vero che, per giurisprudenza consolidata, l’assegno deve tendere al mantenimento del tenore di vita goduto durante il matrimonio e nella sua quantificazione deve tenere conto dello svantaggio del coniuge economicamente più debole rimasto privo della casa coniugale, è altrettanto vero che il suo ammontare “non deve essere sempre e comunque direttamente proporzionale al canone di mercato dell’immobile che il coniuge deve lasciare, potendo ipotizzarsi una diversa sistemazione, in abitazione eventualmente più modesta, ancorché decorosa”.

E il giudice di merito, ha deciso in conclusione la sesta sezione civile, ha tenuto in debito conto quanto sopra, tanto da elevare l’importo dell’assegno determinando una cifra congrua per trovare un’adeguata sistemazione.

About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate. Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale. Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato. “Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato". ”Tito Maccio Plauto"

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