Compravendita: se manca il certificato di agibilità scatta il risarcimento per l’acquirente.

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Tale documento garantisce la commerciabilità e, salvo esclusione convenzionale, rientra tra i documenti che i venditori devono consegnare agli acquirenti.

cassazioneSe un immobile viene trasferito senza certificato di agibilità, l’acquirente va risarcito dei danni che abbia in conseguenza subito.

Ci si riferisce, in particolare, ai costi necessari per ottenere tale certificato (ove ciò sia ancora possibile) oltre che alla riduzione del prezzo di acquisto dell’immobile.

Della questione si è recentemente occupato il Tribunale di Roma, dinanzi al quale si era instaurata una complessa controversia sfociata nella sentenza numero 194/2016.

Con tale pronuncia, in particolare, il giudice capitolino ha affermato i predetti principi e tentato di fare chiarezza in argomento.

Nel caso di specie, più nel dettaglio, gli acquirenti di diversi appartamenti di un unico palazzo, a distanza di più di cinque anni dall’acquisto, non avevano ancora ottenuto il certificato di agibilità da parte del costruttore/venditore.

Nonostante quest’ultimo avesse tentato di difendersi affermando che il mancato rilascio del certificato era dipeso da una serie di modifiche progettuali richieste dagli acquirenti e che avevano reso necessaria la presentazione di alcune domande di condono, con conseguente allungamento dei tempi burocratici, il Tribunale di Roma ha deciso comunque di accogliere le richieste degli attori.

Infatti, nel corso del giudizio si era constatato che le variazioni erano state concordate prima della stipula del preliminare e non richieste dopo dagli acquirenti.

Di conseguenza, quindi, dinanzi all’impegno del venditore di fornire il certificato, nulla, neanche la presunta lentezza burocratica, poteva affievolire la sua colpa.

Del resto, il certificato di agibilità risponde alla funzione di garantire la commerciabilità degli immobili ad uso abitativo. Esso pertanto, salvo espressa esclusione convenzionale, rientra tra i documenti che i venditori devono necessariamente consegnare agli acquirenti.

Fonte: StudioCataldi 

About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate. Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale. Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato. “Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato". ”Tito Maccio Plauto"

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