Domanda: ” Quali sono le Imposte da pagare al momento della Registrazione di un Contratto di compravendita tra privati?”
Risposta: Il contratto preliminare, chiamato anche “compromesso di vendita” è l’accordo tra due parti, parte promittente venditrice e parte promissaria acquirente con il quale si impegnano alla stipula di un contratto definitivo di compravendita immobiliare, ovvero il rogito notarile.
Il contratto, pena di nullità, deve essere stipulato in forma scritta e deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro venti giorni dalla sottoscrizione dello stesso (o entro 30 giorni in caso di compromesso trascritto o sottoscritto presso il Notaio).
Vediamo ora le imposte che è necessario corrispondere per la registrazione e le modalità:
1) IMPOSTA DI REGISTRO FISSA DI EURO 200,00, importo indipendente dal prezzo di compravendita.
2) IMPOSTA DI BOLLO, nella misura di 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (se invece il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, l’imposta di bollo è pari invece a Euro 155).
Quando il preliminare prevede un versamento di una somma, oltre all’imposta fissa è dovuta una sorta di “acconto” inerente il pagamento dell’imposta di registro, ovviamente se si stratta di atti tra privati e quindi a regime di imposta. Tale pagamento sarà proporzionale e pari:
• allo 0,50% delle somme versate a titolo di caparra confirmatoria,
• al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.
In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare sarà poi detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita
About Massimo Montanari
Massimo Montanari, italiano, nato a Lussemburgo il 16 luglio 1961. Formatosi in Confcommercio col ruolo di Segretario delle Delegazioni di Sarsina e Mercato Saraceno, dal 2011 ha deciso di cambiare percorso lavorativo ed ha portato il suo bagaglio di esperienza nel Settore Sindacale dell'Associazione Cesenate.
Attualmente si occupa di varie categorie Sindacali all'interno di Confcommercio e tra queste quella che ha avuto i maggiori risultati in termini di aumento di Associati è proprio la F.I.M.A.A. Cesena della quale è Segretario Provinciale.
Buon Tennista, è anche grande appassionato di Basket ed è attivo nel mondo del Volontariato.
“Malamente opera chi dimentica ciò che ha imparato".
”Tito Maccio Plauto"
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Buonasera dott. Montanari.
Volevo sottoporle un quesito.
Sono locatario di un contratto di locazione commerciale (attività di edicola) stipulato l’1 dicembre 2010. Il contratto è stato stipulato con la dicitura “di 6 anni in 6 anni” con rinnovo tacito ed eventuale disdetta 6 mesi prima della scadenza. Non avendo ricevuto raccomandata della disdetta ad oggi (22 giugno) suppongo che il contratto si sia rinnovato per altri 6 anni portando la scadenza all’ 1 dicembre 2028.
Ora, ho intenzione di costituire una società di persone e continuare l’attività di edicola e di cui io sarei il socio accomandante, senza responsabilità sociale. In questa società da costituire posso conferire il contratto di locazione commerciale senza alcun problema? Il proprietario dell’immobile potrebbe fare problemi (nonostante il contratto sarà valido fino al 2028?)?
Resto in attesa e saluto molto cordialmente
Egregio,
il contratto è stato rinnovato quindi è valido per chiunque subentra nell’attività.
Cordiali saluti.
Buongiorno dott. Montanari,
ho appena ricevuto una raccomandata dal mio locatore con la quale mi chiede, a norma del contratto di locazione commerciale in essere, l’adeguamento del canone di locazione rivalutato al 75% dell’indice ISTAT degli ultimi 5 anni. Il canone è di 4.200 euro all’anno. In verità ho problemi nel calcolo perché gli indici degli ultimi 5 anni non riesco a trovarli. Un’ultima cosa: devo dare al locatore anche gli arretrati dei mesi precedenti o solo l’aggiornamento a partire dal mese di agosto? Grazie
Egregio,
Lei deve solamente l’aggiornamento a partire da quest’anno, gli arretrati non sono dovuti.
Cordiali saluti.
Buongiorno Dott. Montanari,
sono conduttore di un contratto di locazione a canone concordato da molti anni.
Il proprietario originario è deceduto in giugno 2021 ed è subentrato il figlio
in qualità di erede.
Il contratto, come riportato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, sarebbe scaduto
il 31.10.2022.
Poiché nei mesi precedenti non ho ricevuto comunicazioni di disdetta
né di adeguamento ISTAT del canone, per me il contratto si era rinnovato
tacitamente alle medesime condizioni.
Il 5 dicembre il proprietario, via e-mail, mi ha comunicato che non era più in
cedolare secca (pare già dal 2021), ma in regime ordinario e pertanto applica
l’aumento ISTAT a partire da Novembre 2022 e chiede l’adeguamento del canone
(retroattivo, a partire dal mese di novembre) e la metà dell’imposta
di registro per il 2021 ed il 2022.
Ho già pagato l’affitto per i mesi di novembre e dicembre come al solito,
senza adeguamento. Devo pagare la differenza?
Grazie
Egregio,
se nessuna delle due parti compie alcuna azione il contratto si rinnova tacitamente. Se il conduttore rimane in possesso dell’immobile ed il locatore continua a percepire il canone mensile di affitto, il contratto si intende rinnovato per altri 4 anni. Per disdetta tardiva il contratto si rinnova comunque per 4 anni. L’adeguamento Ista non è retroattivo.
Cordiali saluti.
Inquilino straniero trovasi all’estero da circa un anno con tre dei quattro componenti la famiglia, lasciando la residenza in Italia. La figlia, universitaria, nullatenente, rimasta in Italia paga regolarmente il canone tramite bonifico bancario versando il contante.Ipotizzando eventuale richiesta di trasferire il contratto di locazione in testa alla figlia può il Locatore chiedere la risoluzione del contratto nei temini di legge?
Egregio,
L’articolo n°1456 del Codice Civile permette, se espressamente previsto nel contratto, di risolvere “Ipso iure” il rapporto di locazione nel caso in cui l’inquilino non adempia a determinate obbligazioni, come ad esempio non pagare l’affitto, cambiare la destinazione d’uso, subaffittare l’immobile.
Cordiali saluti.
Inquilino con contratto di locazione 3+w2, marito moglie 2 figli, rinnovato più volte, prossima scadenza giugno 2023, scoperto che da 31-12-2022 non è più residente in Italia perché espatriati in Austria con moglie e un figlio lasciando la figlia in Italia dove ha preso la residenza. Vista detta situazione il Locatore come deve muoversi per riparare le irregolarità venutesi a verificare al fine di regolarizzare fiscalmente la pratica e difendere i propri interessi da eventuali future fughe? Grazie
Buongiorno,
ma i pagamenti sono sempre regolari?
Cordiali saluti.