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Come e quando il locatore può mandare via un inquilino prima della scadenza.

Affitto: quando il locatore può mandare via l'inquilino

Il contratto di affitto prevede una durata minima che è stabilita dalla legge e le parti non possono modificare questo aspetto.

Mentre però il conduttore può recedere in qualsiasi momento per una giusta causa, con un preavviso di 6 mesi, il locatore è tenuto invece a rispettare il termine di scadenza.

Ma ci sono dei casi in cui il proprietario pu.ò disdettare il contratto di affitto e mandare via un inquilino prima della scadenza, rientrando in possesso del proprio immobile?

Quando è possibile la disdetta.

In linea generale, il proprietario può disdettare l’affitto in anticipo solo in occasione della prima scadenza del contratto – come nei contratti di locazione 4+4 a canone libero o in quelli 3+2 a canone concordato – evitando cioè il tacito rinnovo.

Se non lo fa, per poter recedere dal contratto dovrà attendere la scadenza successiva, quando potrà recedere liberamente. (continua)

Fonte:Immobiliare.it

Il decreto Ristori. Bonus a chi riduce la rata dell’affitto.

Si tratta di un contributo a fondo perduto che mira appunto a ridurre il canone di locazione. Come funziona?

Il contributo, pari al 50% dell’importo complessivo delle rinegoziazioni in diminuzione dei canoni, è calcolato su un importo massimo di riduzione dei canoni pari a 1.200 euro. La cosa interessante, è che il contributo spetta a qualunque soggetto e quindi anche alle società.

Naturalmente per poterlo ottenere è necessario rispettare una serie di parametri. Ecco quali. Per prima cosa è necessario che sussista alla data del 29 ottobre 2020 un contratto di locazione di tipo abitativo che riguardi un immobile in un Comune ad alta tensione abitativa, individuato nell’elenco approvato dal Cipe.

Per ottenere il contributo è poi necessario che l’immobile concesso in locazione sia l’abitazione principale dell’affittuario e che la riduzione del canone applicata dal locatore riguardi tutto l’anno 2021 o almeno una sua parte. L’accordo di rinegoziazione dev’essere successivo al 24 dicembre 2020 e comunicato entro la fine del 2021 all’Agenzia delle Entrate tramite il modello Rli o attraverso altre procedure di registrazione. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Contratti di affitto. Se cambia il Locatore canone non aumenta.

Non di sovente per fortuna, può capitare, che nella locazione ad uso abitativo, a seguito della compravendita dell’immobile, il conduttore che lo utilizza in virtù di un regolare contratto di locazione si veda ritrattare da parte del nuovo proprietario (terzo acquirente) le pattuizioni della locazione ancora in corso (Es. gli viene chiesto un aumento del canone di locazione ecc.) oppure,ancora peggio, si veda mettere in discussione il suo regolare proseguimento (Es. gli viene chiesto di liberare l’immobile) sino alla prestabilita data di scadenza.

Orbene, qualsiasi trattativa in tale direzione è del tutto illegittima.

Con la compravendita, infatti, si realizza la c.d. successione del locatore nella locazione e, quindi, il nuovo proprietario, sin dal giorno del suo acquisto, succede nel contratto di locazione già in corso cosi come è, diventando semplicemente il nuovo locatore senza nulla poter modificare in merito allo stesso.

Ovviamente fatta salva la facoltà del locatore e del conduttore di addivenire ad un nuovo contratto di locazione. Pertanto, volente o nolente, il nuovo locatore è tenuto a rispettare integralmente la locazione nei diritti e nelle obbligazioni cosi come è stata predisposta dai due originari contraenti. (continua)

Fonte:Metropolis