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Diventare amministratore di condominio.

uomo in una piccola casa

La figura dell’amministratore di condominio è sempre più importante e rappresenta per molti uno sbocco lavorativo. Non tutti, però, possono essere amministratori di condominio, ma, a tal fine, è indispensabile: essere in possesso di specifici requisiti; aver proficuamente seguito un corso di formazione iniziale e seguire dei corsi di formazione periodica.

Come diventare amministratore di condominio.

Chi vuole diventare amministratore di condominio deve innanzitutto possedere i seguenti requisiti:

  • godimento dei diritti civili
  • assenza di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per qualsiasi delitto non colposo per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni
  • l’assenza di interdizione o inabilitazione
  • l’assenza di annotazione del proprio nome nell’elenco dei protesti cambiari. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Agevolati anche gli immobili strumentali locati.

Il beneficio a prescindere dal tipo di contabilità adottato dal contribuente. Sono interessate al bonus facciate, per gli interventi effettuati nel 2020, non solo le persone fisiche, i professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici e le associazioni tra professionisti, ma anche tutti i soggetti che conseguono reddito d’impresa, con qualunque forma giuridica, come ad esempio, gli imprenditori, le società di persone e quelle di capitali.

Per la circolare 2/E/20, però, per individuare il momento di effettuazione dell’intervento (che deve avvenire obbligatoriamente nel 2020), è necessario utilizzare il principio di competenza e non quello di cassa, non solo per i soggetti in contabilità ordinaria (come previsto per le detrazioni sul risparmio energetico «qualificato» e sulle misure antisismiche «speciali»), ma per tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, «a prescindere dalla circostanza che il soggetto beneficiario applichi tale regola per la determinazione del proprio reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito».

Per il bonus facciate, pertanto, le società di persone e le imprese individuali, familiari o coniugali, applicano il principio di competenza se sono in contabilità semplificata, per cassa o col metodo della registrazione.(continua)

Fonte:IlSole24Ore

Immobili Bonus facciate, Italia divisa in due sulla definizione delle aree ammesse.

Il bonus facciate presenta un punto critico in merito all’ubicazione dell’edificio ammesso al credito d’imposta del 90% delle spese sostenute. Una problematica che accomuna le facciate esterne tanto degli edifici condominiali quanto di quelli con un unico proprietario.

I riferimenti generali sono la legge di Bilancio 2020, la circolare 2/E/20 e il decreto ministeriale h/,4/68. Il problema si pone perché in regioni come, per esempio, la Lombardia e la Liguria ci sono Comuni che non usano più, nei propri strumenti urbanistici, le definizioni zona A, B e C come invece, a titolo esemplificativo fanno ancora oggi la Puglia e la Sicilia, ma utilizzano nuovi termini.

Come ambito storico, ambiti residenziali con sigle da Ri a R4 e ambiti di trasformazione . Definizioni che possono trarre in inganno anche un cattedratico di urbanistica da noi sentito per il quale anche se guardando solo una legenda e non la relativa planimetria di un Comune lombardo «è sicuramente zona omogenea A l’ambito storico ed è quasi sicuramente zona omogenea B l’ambito residenziale consolidato mentre non si evince se gli altri ambiti residenziali R2 e R3 e soprattutto gli ambiti di trasformazione abbiano i requisiti previsti dal Dm i444/68 (si veda la scheda a fianco ndr) per essere considerati zona omogenea B oppure zona omogenea C». (continua)

Fonte:IlSole24Ore