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QUANTO CONSUMA UNA CALDAIA A CONDENSAZIONE IN UN’ORA?

un tecnico controlla la caldaia

La caldaia a condensazione è una delle migliori soluzioni di ultima generazione tra le offerte degli impianti a gas. In particolari circostanze può raggiungere un rendimento termico fino al 110%.

Portata al massimo della sua efficienza energetica può ridurre il consumo di gas del 20/35% in meno rispetto a una caldaia tradizionale, più datata nel tempo. Ma quanto incide in bolletta, e quanto consuma in termini energetici e monetari?

Scopriamo cosa c’è da sapere, confrontandola con una caldaia più energivora.

 

Che differenza c’è tra una caldaia a condensazione e una caldaia normale?

Il primo prototipo che si avvicina a una caldaia a condensazione è di marca Ignis del 1961, ma solo nel 1989 entra nel mercato un modello più evoluto dal punto di vista tecnico, realizzato negli stabilimenti tedeschi della Junkers, a Dessau. La Junkers è stata la casa di produzione al mondo a introdurla nel mercato come prima caldaia murale a condensazione a gas.

Oggi la termodinamica si è evoluta ulteriormente, riducendo al massimo la dispersione di vapore acqueo prodotto dai fumi di una caldaia. È proprio in questo “difetto” (la dispersione di fumi e vapori) che la caldaia a condensazione trova il suo punto di forza, differenziandosi da quelle tradizionali. (continua)

Fonte: Immobiliare.it

PROROGA DEL MERCATO TUTELATO PER 4,5 MILIONI DI UTENTI: CHI NON DOVRÀ PASSARE AL MERCATO LIBERO.

Proroga del mercato tutelato per 4,5 milioni di utenti

Il governo, al termine del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2023, ha comunicato le nuove norme sul mercato tutelato nel settore della fornitura di energia elettrica.

Una decisione scaturita, dopo il via libera alle disposizioni inserite nel Decreto energia che è finalizzata a disciplinare il passaggio graduale al mercato libero dei 9 milioni di utenze domestiche che ancora usufruiscono del mercato tutelato.

I prezzi calmierati rimarranno solo 4,5 milioni di famiglie considerate “vulnerabili”, perché prorogare ulteriormente la maggior tutela non è possibile visto gli impegni presi con le istituzioni europee.

Per tutte le altre famiglie, attualmente nel mercato tutelato, corrispondenti a circa 4,5 milioni di utenze, vengono introdotte misure per assicurare la massima informazione e le migliori condizioni nel passaggio al mercato libero dell’energia elettrica.

Proroga del mercato tutelato, i motivi della scelta governativa.

La decisione mira a mantenere prezzi calmierati per circa 4 milioni e mezzo di famiglie vulnerabili ed è in linea con gli impegni presi nell’ambito della terza rata del Pnrr.

Questa scelta è stata considerata necessaria per garantire un passaggio graduale e ben informato al mercato libero dell’energia ed evitare ulteriori oneri per queste fasce di utenza e di implementare un sistema di controllo e verifica dei prezzi per assicurare la trasparenza e l’equità nel mercato. (continua)

Fonte: Immobiliare.it

AFFITTI BREVI, NUOVE REGOLE: COME FUNZIONA IL CODICE CIN.

una persona al pc

Ormai da alcuni decenni, tanto in Italia quanto nel resto d’Europa, hanno preso piede in maniera esponenziale i cosiddetti affitti brevi.

Sull’onda dei servizi offerti dalle piattaforme web del settore immobiliare (che garantiscono la possibilità di comparare le diverse soluzioni abitative e di scegliere quella occupabile al minor prezzo), sono tantissimi i cittadini che hanno scelto di creare un proprio account e formulare un annuncio per la locazione temporanea di una seconda o di una terza casa.

Mentre questa tendenza andava diffondendosi come mai prima d’ora, gli agenti della Guardia di Finanza e i tecnici dell’Agenzia delle entrate hanno notato un aumento esponenziale del volume di evasione fiscale derivante da questa attività.

E così, giunti alla fine del 2023, l’attuale governo ha deciso di inserire il cosiddetto Codice identificativo nazionale (conosciuto con l’acronimo di CIN), che dovrebbe favorire l’emersione delle somme sottratte all’erario pubblico.

A cosa serve e chi deve dotarsi del codice CIN per gli affitti brevi.

In molti, dunque, si stanno chiedendo cosa sia il Codice identificativo nazionale, chi dovrà dotarsene e come dovrà essere utilizzato.

Tutte le risposte a questi quesiti sono reperibili sulla pagina online del Ministero del Turismo, ossia quello delegato alla regolamentazione dei contratti di affitto sul territorio statale. (continua)

Fonte: Immobiliare.it