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FIMAA: immobiliare in affanno, servono riforme coraggiose.

Nonostante il secondo trimestre del 2018 abbia registrato un aumento del 4,7% delle compravendite immobiliari rispetto allo stesso trimestre del 2017, i valori immobiliari hanno continuato a calare registrando un -0,2% (dati Istat in linea con il sentiment degli operatori FIMAA). Dal 2010 i valori degli immobili sono scesi in media del 15,7% e addirittura del 22,7% se si considerano gli immobili residenziali usati.

Uno dei motivi cardine della continua diminuzione dei valori immobiliari è caratterizzato dalla forte pressione fiscale sugli immobili che induce i proprietari a metterli sul mercato in una fase già caratterizzata dalla forte offerta, soprattutto per quanto riguarda le seconde case. Inoltre, l’andamento altalenante dell’economia e il perdurare della crisi economica potrebbe limitare ulteriormente il potere d’acquisto degli italiani e pertanto anche la disponibilità di accesso al credito (mutuo/finanziamento per l’acquisto). Tali considerazioni richiedono una risposta da parte del mondo politico.

Il forte carico fiscale sugli immobili non può più essere sopportato. Serve maggiore coraggio per avviare un ciclo di riforme che diano ossigeno al settore immobiliare, locomotiva trainante per l’intera economia del Paese.

Il lastrico solare è condominiale Irrilevanti le modalità di accesso all’area di copertura.

A chi appartiene il lastrico solare dell’edificio? Al condominio e non al proprietario dell’appartamento all’ultimo piano, a meno che non risulti diversamente dal titolo d’acquisto dell’immobile. E ciò anche se al terrazzo si accede soltanto dall’abitazione mentre al catasto il lastrico risulta riaccorpato ai locali sottostanti.

Da una parte pesa la presunzione di condominialità ex articolo 1117 del codice civile, dall’altra la circostanza che i dati del catasto sono utili soprattutto a fini fiscali. È quanto emerge dall’ordinanza 22339/19, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione, che ha accolto il ricorso del vicino, che non ci sta: ritiene un «furto» l’operazione compiuta dal condomino dell’interno 23, che ha recintato lo spazio in cima al fabbricato per utilizzarlo come terrazzo.

Il condominio rinuncia all’azione in primo grado e resta contumace nel secondo. Sbaglia la Corte d’appello a riformare la sentenza dal Tribunale, rigettando la domanda di rilascio sul rilievo che il lastrico solare costituirebbe una pertinenza esclusiva dell’appartamento sottostante perché è raggiungibile solo da quell’unità immobiliare. In realtà il tetto dell’edificio svolge la funzione di proteggere lo stabile, anche se può diventare oggetto di usi accessori e dunque essere sfruttato come terrazzo. ( leggi l’articolo )

 

Condominio: non paga chi non usa l’impianto di riscaldamento.

In tema di riscaldamento centralizzato nei condomini, l’art. 1117 del codice civile, a seguito della riforma del condominio n. 220/2012 in vigore nel 2013, annovera gli impianti per il riscaldamento ed il condizionamento centralizzato tra le parti comuni dell’edificio.

Riscaldamento centralizzato e obbligo di partecipare alle spese.

Da ciò deriva l’obbligo in capo a tutti i condòmini di partecipare alle spese di manutenzione e gestione. L’amministratore, dal suo canto, è responsabile per il funzionamento, ferma restando la possibilità in sede di assemblea condominiale, di deliberare in merito alle ore di funzionamento degli impianti. Giova ricordare, tra l’altro, che esistono normative specifiche a seconda delle fasce climatiche e delle Regioni di appartenenza. (leggi l’articolo)
Fonte:StudioCataldi