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Bonus casa 110% Parte la corsa.

Tre interventi attraggono al 110% lavori soggetti da soli a bonus ridotti. La super detrazione può essere estesa a molte tipologie di interventi.

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino a1 31 dicembre 2021, il decreto Rilancio ha introdotto una nuova percentuale di detrazione Irpef e Ires del 110% nell’ambito degli interventi per il risparmio energetico «qualificato», cosiddetto ecobonus, che è già agevolato con le percentuali del 50-65-70-75-80-85% (le quali rimangono ancora in vigore, se non si rispetteranno i nuovi requisiti del decreto Rilancio).

I LAVORI «TRAINANTI» In particolare, sono stati introdotti i seguenti tre interventi, agevolati con il super bonus del 110%: la «sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti» sugli «edifici unifamiliari» o sulle «parti comuni degli edifici» e l’isolamento termico con materiali isolanti che rispettano i criteri ambientali minimi.

Se viene effettuato uno di questi tre nuovi interventi agevolati al 110%, questa percentuale di detrazione può essere estesa anche a tutti gli altri interventi per il risparmio energetico «qualificato», già agevolati al 50-65 7o-75-80-85%, o all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, già agevolata al 50 per cento.

Per questo motivo, i tre nuovi interventi dell’ecobonus vengono chiamati «trainanti» rispetto agli altri (che sono invece «trainati»). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Classi energetiche: così è possibile migliorarle.

Migliorare la classe energetica di un edificio è possibile ed ora, grazie al nuovo Superbonus del 110%, è anche conveniente. Per ottenere l’ambito beneficio, però, bisogna salire di almeno due classi energetiche e riuscirci non è semplice.

In Italia la gran parte degli immobili, che siano condomìni o private abitazioni, rientrano in classi energetiche molto basse. Le più diffuse in assoluto sono la F e la G; questo vuol dire che l’isolamento termico degli edifici è inesistente, che gli impianti di riscaldamento sono vetusti e che gli infissi non offrono la giusta protezione dall’esterno.

Tutto questo incide in maniera determinante sui consumi energetici e naturalmente anche sui costi che le famiglie sono costrette a sostenere. Per ottenere ottimi risultati in termini di risparmio energetico e accedere al superbonus previsto dal Governo è necessario fare alcune interventi all’immobile in cui si vive.

La prima cosa da fare è scegliere un professionista che dopo un sopralluogo saprà indicare gli interventi adatti al caso specifico e svolgerà i calcoli per verificare che la soluzione prospettata consenta di raggiungere la classe energetica desiderata. A quel punto, tenendo conto del costo dei materiali e della manodopera, sarà possibile conoscere l’entità della spesa e valutare l’opportunità di eseguire gli interventi di ristrutturazione/riqualificazione. (continua)

Fonte: IlGiorno

Case accorpate, il bonus è salvo.

Non decade dai benefici primi casa il contribuente che abbia acquistato una unità immobiliare da unire alla «prima casa» e abbia eseguito lavori che rendono effettivo l’accorpamento. La realizzazione di un’unica unità immobiliare è coerente con la ratio dalla disposizione agevolativa e prevale anche rispetto alle difformi risultanze catastali.

È questo il principio di diritto statuito dalla recente sentenza n. 11322 del 12 giugno 2020, con la quale la Cassazione ha censurato l’operato dell’Ufficio che, illegittimamente, dava esclusivo rilievo al dato formale rinveniente dai dati catastali.

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa. Gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili formati nel territorio dello Stato o, se formati all’estero, aventi a oggetto immobili esistenti nel territorio dello Stato sono soggetti, ordinariamente, all’imposta di registro con aliquota pari al 9%. La base imponibile è rappresentata dal valore del bene trasferito, individuato in misura pari al corrispettivo pattuito.

Con esclusivo riferimento agli immobili a destinazione abitativa, acquistati da persone fisiche che agiscono per fini estranei all’attività commerciale o professionale esercitata, in deroga al principio del prezzo/valore la base imponibile può essere determinata in misura pari alla rendita catastale rivalutata. (continua)

Fonte:ItaliaOggi