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Come cambierà il Settore Immobiliare dopo il Covid 46.

Le infrastrutture delle città dovranno avere una nuova sensibilità per l’ambiente, le dinamiche sociali e il loro buon governo.

La prossima sfida del settore immobiliare? Rilanciare le città attraverso un processo dí rigenerazione urbana per lasciarsi alle spalle l’emergenza Covid. Ponendo più attenzione all’impatto che gli investimenti producono sull’ambiente, sulle dinamiche sociali e sul loro buon governo.

Perché alla ricerca del rendimento va affiancata una gestione corretta ed efficiente. Ne è convinto Aldo Mazzocco, a.d. di Generali Real Estate e presidente di CityLife spa, che invoca un ammodernamento in ottica Esg del patrimonio edilizio.

Partendo da un presupposto: gli immobili sono le infrastrutture dove le persone svolgono le proprie attività e dove si valorizza il capitale umano.

I criteri Esg enviromental, social, govemace riguardano appunto l’ambiente, l’approccio sociale e la gestione aziendale. Quale delle tre componenti è la priorità del settore in tempi di Covid?

Il tema Esg era sconosciuto fino a prima del Covid e ancora oggi viene confuso con la sostenibilità ambientale. Invece va ricordato che i criteri riguardano, oltre alla componente dell’ambiente anche quella della responsabilità sociale, adesso la più cogente perché bisogna pensare maggiormente alla qualità della vita, al benessere delle persone.

Non si tratta di concetti nuovi per il settore immobiliare, basti pensare alla riqualificazione delle periferie. Rendendo l’edilizia e l’urbanistica di qualità, più umana e attenta alla relazione tra cittadini e ambiente possiamo risolvere molti problemi. Il valore fondiario dell’immobiliare è dato dalla «location», che dipende dalla qualità urbana che c’è intorno. (continua)

Fonte: Panorama

Tari: la tassa sui rifiuti, guida completa.

cestini per raccolta rifiuti differenziata

La Tari è una tassa comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell’utilizzatore.

Cos’è la Tari.

La Tari (tassa sui rifiuti) è stata istituita dall’articolo 1, comma 639, della legge n. 147/2013 (cd. legge di stabilità per l’anno 2014), che ha sostituito le precedenti Tia (tariffa di igiene ambientale), Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e Tares (tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).

Quando e perché si paga la tassa rifiuti.

Ai sensi dell’art. 1 c. 641 L. n. 147/2013, il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile (cd. aree comuni quali, ad esempio, scale e androne) che non siano detenute o occupate in via esclusiva. (continua)

Fonte: StudioCataldi.it

Bonus casa e 110% rilanciano i lavori, ma attenzione al calendario.

Calendari incrociati. La proroga dei bonus edilizi si intreccia quest’anno con due variabili inedite: il superbonus del 110% e la crisi economico-sanitaria da Covid-19.

Chi sta progettando (o anche solo immaginando) interventi di recupero edilizio deve perciò considerare l’orizzonte delle agevolazioni disponibili. E se le detrazioni “tradizionali” vengono prorogate di 12 mesi dal disegno di legge di Bilancio, per il superbonus già in vigore fino a fine 2021 si prospetta una conferma al 2024 (richiesta da imprese e professionisti e avallata da gran parte delle forze politiche).

Tra complessità e scadenze varie. La detrazione del 110%, punto di partenza di ogni verifica di fattibilità, è però l’agevolazione più complessa da ottenere. Non solo perché richiede l’asseverazione di un tecnico con un’adeguata polizza Rc (sempre) e il visto di conformità (in caso di cessione o sconto in fattura).

Ma anche perché impone un’analisi preliminare e una progettazione di alto livello. Sia per chi sceglie il superbonus in versione “eco” e deve migliorare l’intero edificio di due classi energetiche; sia per chi punta sulla versione “sisma”.

I dati sulle pratiche ora in valutazione da parte di Unicredit pur limitati a chi cede il bonus alla banca offrono un primo spaccato della situazione. Oggi l’88% dei potenziali beneficiari sono privati, soltanto l’8% condomìni e il resto imprese. Il che conferma la difficoltà di avviare gli interventi negli edifici plurifamiliari, dove il passaggio alla fase operativa può richiedere anche sei mesi, tra delibere di fatto rinviate dall’emergenza coronavirus, raccolta dei preventivi, permessi e altri passaggi burocratici. (continua)

Fonte:IlSole24Ore