Category Archives: L’Esperto risponde

L’Esperto risponde: “REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI COMPRAVENDITA TRA PRIVATI, QUALI IMPOSTE PAGARE?”

Domanda: ” Quali sono le Imposte da pagare al momento della Registrazione di un Contratto di compravendita tra privati?”

Risposta:  Il contratto preliminare, chiamato anche “compromesso di vendita” è l’accordo tra due parti, parte promittente venditrice e parte promissaria acquirente con il quale si impegnano alla stipula di un contratto definitivo di compravendita immobiliare, ovvero il rogito notarile.
Il contratto, pena di nullità, deve essere stipulato in forma scritta e deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro venti giorni dalla sottoscrizione dello stesso (o entro 30 giorni in caso di compromesso trascritto o sottoscritto presso il Notaio).
Vediamo ora le imposte che è necessario corrispondere per la registrazione e le modalità:
1) IMPOSTA DI REGISTRO FISSA DI EURO 200,00, importo indipendente dal prezzo di compravendita.
2) IMPOSTA DI BOLLO, nella misura di 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (se invece il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, l’imposta di bollo è pari invece a Euro 155).

Quando il preliminare prevede un versamento di una somma, oltre all’imposta fissa è dovuta una sorta di “acconto” inerente il pagamento dell’imposta di registro, ovviamente se si stratta di atti tra privati e quindi a regime di imposta. Tale pagamento sarà proporzionale e pari:
• allo 0,50% delle somme versate a titolo di caparra confirmatoria,
• al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.
In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare sarà poi detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita

L’Esperto risponde.

Quesito: Ho intenzione di acquistare un appartamento «chiavi in mano” da una società di investimento che ha in corso un intervento di ristrutturazione, affidato ad una separata impresa di costruzioni, che prevede l’adeguamento sismico e il miglioramento energetico di un intero stabile.

Vorrei sapere se posso usufruire del bonus 110% nonché del bonus mobili. In caso di risposta affermativa, ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale, è sufficiente indicare nel rogito, che stipulerò entro il 31/12/2021, gli importi relativi alle diverse fattispecie di lavori?

Risposta : Si ritiene che l’acquisto dell’immobile rappresentato nel quesito non soddisfa i requisiti per accedere al ed. «Sismabonus acquisti», che si applica solo ai casi di acquisto di case antisismiche direttamente dall’impresa che abbia provveduto alla demolizione e ricostruzione e poi alla vendita entro 18 mesi dalla fine dell’intervento.

Nel caso di specie, la circostanza che i lavori di consolidamento sismico siano effettuati da un soggetto terzo rispetto al venditore preclude l’accesso all’agevolazione. Per quanto riguarda il «bonus mobili», riconosciuto qualora vengano effettuati sull’immobile interventi per il recupero del patrimonio edilizio, previsti dall’articolo 3, dpr n. 380/2001, a), b), e) e d), ovvero manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, interventi di restauro e risanamento conservativo interventi di ristrutturazione edilizia, si precisa che lo stesso spetta a condizione che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

L’Esperto risponde.

Domanda:

La nuova facciata e i balconi. L’assemblea all’unanimità ha deliberato di dare il via ai lavori per il ripristino della facciata. L’amministratore ci ha detto che la spesa, inclusa quella per i balconi, sarà suddivisa in base a millesimi di proprietà. Ma alcune unità immobiliari hanno due balconi, altre tre. Nel regolamento le spese straordinarie sono da ripartire per millesimi di proprietà con tabella a parte solo per ascensore, scale, riscaldamento. Ha ragione l’amministratore? 

Risposta:

Per la giurisprudenza le spese riguardanti i balconi fanno esclusivo carico ai rispettivi proprietari, ad eccezione degli elementi decorativi (frontalini, parapetti, ringhiere, gocciolatoi), la cui spesa va ripartita in base ai millesimi di proprietà se destinati all’abbellimento della facciata nel suo insieme e non del singolo balcone.

È presumibile che il regolamento, rifacendosi al criterio legale di ripartizione delle spese straordinarie in base ai millesimi di proprietà, intenda riferirsi ai decori, considerati parti comuni dell’edificio, e non alle parti estranee alla funzione di abbellimento, come la pavimentazione dei balconi.