Convegno FIMAA antiriciclaggio

Le nuove regole sulla tematica dell\'antiriciclaggio Continua »

Convegno Home Staging Cesena

L\'efficacia dell Home Staging nelle nuove tecniche di vendita del mercato immobiliare. Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2020. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Campagna associativa Fimaa 2018

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

 

Indagine Fimaa-Nomisma. Agenti Immobiliari: negli ultimi 5 anni il 63% degli italiani si è rivolto ad un’agenzia, di questi il 40% si dichiara molto soddisfatto.

È quanto emerge dall’indagine “Il ruolo dell’agente immobiliare” realizzata da Nomisma per conto di Fimaa – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia

Roma 22 ottobre 2018 – Il 63% degli italiani che negli ultimi 4-5 anni hanno avuto esigenze di acquisto e/o di vendita di un immobile si è affidato ad un agente immobiliare.

Il 51% ha utilizzato anche Internet, che mantiene prevalentemente una funzione informativa: il 28%, infatti, lo ha usato solo nelle fasi iniziali della ricerca o per farsi un’idea generale sul mercato. In molti casi, la Rete rappresenta lo strumento fondamentale per il primo contatto con l’agenzia (10%).

Le attività di compravendita senza mediazione rappresentano una quota residuale, per lo più riconducibile a situazioni di conoscenza diretta del soggetto da cui comprare o a cui vendere (il 29% indica tale fattore decisivo), piuttosto che alla impossibilità di sostenere i costi di mediazione (25%).

La gestione autonoma di una compravendita presenta elementi di criticità: la gestione di pratiche burocratiche (40%) e l’incompletezza delle informazioni per una corretta valutazione dell’immobile (25%), fattori per cui – nella valutazione ex-post – si segnalano la necessità e l’importanza di un supporto da parte di un agente immobiliare.

Che la gestione di una compravendita in autonomia sia complessa e a volte rischiosa emerge anche dall’esperienza di chi ha effettuato una compravendita senza intermediari: l’87% dichiara che in caso di future esigenze farà con buona probabilità affidamento ad un agente immobiliare, segnale che per molti fruitori la gestione autonoma si è rivelata onerosa.

(Continua)

Fonte:Confcommercio

Cedolare secca al 21% per gli affitti commerciali.

La manovra «prevede una flat tax per gli affitti con l’introduzione di una cedolare fissa al 21% sui nuovi contratti di affitto. degli immobili commerciali, come i capannoni». In poche parole la cedolare secca è una imposta sostitutiva di Irpef e addizionali varie, applicata ai redditi da locazione di un immobile.

Su questi contratti non si pagano imposta di registro e di bollo dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. Il contribuente, in questo caso chi affitta un locale commerciale, dal primo gennaio 2019 dovrà solo pagare una imposta «fissa» del 21%. C’è però una condizione per ottenere questo risparmio.

Chi sceglie questo regime fiscale dovrà rinunciare alla facoltà di chiedere, per tutta la durata del contratto, l’aggiornamento del canone o il suo adeguamento al paniere Istat, fattore che diversamente sarebbe invece previsto. (continua)

Fonte:LaVerità

Legge di bilancio 2019. Confermate le detrazioni fiscali per efficientamento, ristrutturazione, aree verdi e acquisto mobili.

Restano confermati anche dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2019, i precedenti bonus fiscali per la ristrutturazione degli immobili, l’efficientamento energetico, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (in caso di ristrutturazione dell’unità abitativa) e la cura e sistemazione delle aree verdi.

Il Documento Programmatico di Bilancio 2019 presentato dal Ministro dell’Economia ed inoltrato alla Commissione Europea dopo la sua approvazione, vede nelle voci relative alle “Misure discrezionali adottate dalle Amministrazioni pubbliche“, la conferma delle agevolazioni fiscali già indicate dalla Legge di Bilancio 2018.

L’obiettivo di proseguire sulla strada degli investimenti e della messa in sicurezza del territorio, nonché proseguire nella strategia per la crescita e l’occupazione, hanno portato il Governo a prorogare. senza grandi modifiche, i bonus precedenti relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia degli immobili, di riqualificazione energetica (ecobonus), di sistemazione del verde (privato e condominiale) e all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici associabile però agli interventi di ristrutturazione, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo. (continua)

Fonte:www.condominioweb.com 

Pompieri in condominio: chi paga?

vigili del fuoco durante un intervento

Quando va pagato l’intervento dei pompieri in condominio? E a chi spetta pagare?

Dipende dal tipo di intervento e naturalmente se questo è richiesto dal singolo per un problema relativo alla sua proprietà esclusiva o a una parte comune del  condominio.

Detto questo, vediamo quando i servizi forniti dai vigili del fuoco sono a pagamento e quando invece sono gratuiti:

Pompieri: a pagamento solo gli interventi non urgenti.

Nel momento in cui si chiamano i pompieri è necessario sapere che, come previsto dall’art. 25 del dlgs. n. 139/2006 “I servizi di soccorso pubblico resi dal Corpo nazionale non comportano oneri finanziari per il soggetto o l’ente che ne beneficia. Qualora non sussista un imminente pericolo di danno alle persone o alle cose e ferme restando la priorità delle esigenze di soccorso pubblico, il soggetto o l’ente che richiede l’intervento è tenuto a corrispondere un corrispettivo al Ministero dell’interno. Alla determinazione e all’aggiornamento delle tariffe si provvede con il decreto di cui all’articolo 23, comma 2.”

Bonus, la residenza non basta.

Non spettano le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale se l’immobile non è adibito a dimora abituale di tutti i componenti del nucleo familiare. Non è sufficiente per avere diritto all’esenzione il dato formale della residenza anagrafica nell’immobile.

Lo ha affermato la Commissione tributaria regionale di Firenze, sezione VII, con la sentenza 1593 del 18 settembre 2018. Per i giudici d’appello, «una «abitazione» (ovverossia una unità immobiliare adibita a tale uso) posseduta dal contribuente può e deve essere ritenuta «principale» soltanto se nella stessa «dimorano abitualmente», sia il «contribuente» che i «suoi familiari».

Dunque, per il sorgere del diritto all’agevolazione «non è sufficiente che il contribuente dimori abitualmente nell’unità immobiliare se i «suoi familiari» dimorino altrove». Permane, dunque, il contrasto giurisprudenziale sui requisiti per fruire dei benefici fiscali sulla prima casa sia per l’Ici che per l’Imu.

Leggi l’articolo.

Fonte:ItaliaOggi

Bonus 50% per lavori di ristrutturazione: guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.

Alle luce delle ultime novità introdotte con la Legge di Bilancio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato la guida on line dedicata alla detrazione fiscale per lavori di ristrutturazione.

BONUS 50%

Fino al 31 dicembre 2018 è possibile fruire della detrazione Irpef al 50% per i lavori di ristrutturazione su unità immobiliari. Questo grazie all’ultima legge di bilancio che ha prorogato e in parte modificato i bonus fiscali previsti per le abitazioni privati e parti comuni di edifici residenziali. Ora l’Agenzia delle Entrate alla luce di queste novità ha aggiornato la sua guida on line relativa proprio alla detrazione per ristrutturazione.

Disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), la detrazione per lavori di ristrutturazione consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. (continua)

Fonte:CosediCasa

Spese per la casa: in aumento i costi di Luce e Gas.