Convegno FIMAA antiriciclaggio

Le nuove regole sulla tematica dell\'antiriciclaggio Continua »

Convegno Home Staging Cesena

L\'efficacia dell Home Staging nelle nuove tecniche di vendita del mercato immobiliare. Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2020. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Campagna associativa Fimaa 2018

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

 

Ecobonus: arriva la stretta per imprese e cittadini.

Il decreto del MISE ridisegna la disciplina dei c.d. ecobonus introducendo 28 massimali specifici per ogni singola tipologia di intervento. Cambia anche il “bonifico parlante”. Ecco il testo e le novità
attrezzi per lavori che formano una casa
La bozza di decreto (qui sotto allegata) con cui il Mise mira alla revisione delle agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica (i cosiddetti Ecobonus) potrebbe comportare un giro di vite nei confronti di imprese e cittadini.
Il provvedimento, sviluppato con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell’Ambiente, si occuperà di definire irequisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delldetrazioni fiscali per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento.
Si è, infatti, reso necessario un aggiornamento dei requisiti previsti dalla finanziaria 2007 (art. 1, commi da 344 a 349, L. 296/2006) in quanto, nell’ultimo decennio, gli incentivi per gli interventi di riqualificazione energetica sono stati coinvolti in una serie di modifiche e proroghe che hanno determinato confusione e difficoltà per tecnici e cittadini.
Il documento, infatti,mira ad aggiornare e semplificare gli adempimenti previsti adeguandoli alle novità normative intercorse negli ultimi anni e rendendo il quadro più chiaro ai beneficiari e agli operatori.
In particolare, coerentemente con quanto previsto dallaLegge di stabilità2018, il decreto introduce anche massimali unitari di spesa per ogni singola tipologia di intervento.Inoltre, le novità coinvolgeranno anche le modalità di compilazione del bonifico parlante.
Fonte:StudioCataldi

Ristrutturazione edilizia e gravi difetti dell’edificio.

In tema di gravi difetti di un edificio, la cattiva esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia può portare all’affermazione di responsabilità per gravi difetti di cui all’art. 1669 c.c. anche se la situazione preesistente era già compromessa.

Questa, in breve sintesi, la conclusione cui è giunta la Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14290 pubblicata, mediante deposito in cancelleria, il 4 giugno 2018.

Una pronuncia importante ed utile vista la sempre più frequente fattispecie che vede imprese edili acquistare vecchi edifici, demolirli solo parzialmente, per poi ricostruirli e rivenderli.

Il principio in sostanza è il seguente: chi compie questo genere di operazioni risponde dei gravi difetti, sulle parti dell’edificio oggetto di ristrutturazione edilizia, come se si trattasse di una nuova costruzione, poiché l’attività di ristrutturazione – di per sé invasiva e rilevante – deve essere eseguita a regole d’arte.

Il posto auto in condominio.

In assenza di una norma specifica sul punto, ecco come è possibile risolvere i dissidi dei condomini in materia di posti auto e quale disciplina applicare. Guida ai posti auto in condominio.
posti auto in condominio

Sovente i cortili condominiali sono adibiti ad aree di parcheggio; altrettanto spesso, però, i posti auto disponibili non bastano per tutti. Da qui i frequenti conflitti tra vicini di casa su chi abbia diritto di parcheggiare e chi no.

Vediamo quindi cosa dice il nostro ordinamento in proposito:

Il silenzio del codice civile sui posti auto.

Il codice civile non detta nessuna norma specifica sulla gestione dei posti auto  in condominio, né una regolamentazione in proposito si rinviene in altre fonti normative. Di conseguenza, l’unico strumento per dirimere le controversie sul punto è quello di applicare in via analogica le altre norme che disciplinano il condominio, anche avvalendosi del contributo della giurisprudenza.

Posti auto come parti comuni.

Secondo quanto previsto dall’articolo 1117 del codice civile , le aree destinate a parcheggio rientrano tra i beni che sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, se non risulta il contrario dal titolo.

Su di esse, pertanto, ciascun condomino ha un diritto al quale non può rinunciare e che è proporzionale al valore dell’unità immobiliare che gli appartiene, salvo che il titolo non disponga diversamente.

Turnazione dei posti auto.

La natura del parcheggio quale bene comune condominiale fa sì che non sia possibile che solo alcuni condomini godano dei posti auto estromettendo gli altri. In tal caso, infatti, si procederebbe a un’illegittima limitazione dell’uso e del godimento spettante a ciascun proprietario sul parcheggio.

Tuttavia, l’articolo 1130 del codice civile  attribuisce all’amministratore, tra gli altri, il compito di “disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini“.

Di conseguenza, se sorgono contestazioni per l’assenza di  posti auto  per tutti gli abitanti del condominio si deve procedere all’individuazione di sistemi di turnazione che permettano a tutti di godere adeguatamente dei  posti auto comuni, senza estromettere nessuno (sulla necessità di prevedere delle turnazioni v., ad esempio, Tribunale di Roma, sentenza numero 16154/2015).

Limitazioni dei posti auto.

Eventuali limitazioni sono possibili solo all’unanimità, mediante l’introduzione di una disposizione specifica all’interno del Regolamento condominiale.

Non è invece possibile escludere qualcuno con una “normale” delibera. Sul punto si veda, ad esempio, quanto sancito dalla Corte di cassazione nella sentenza numero 23660/2016, che ha chiarito che deve considerarsi nulla una delibera condominiale che escluda i titolari dei locali commerciali dalla delimitazione di  posti auto  nel cortile comune, riservandola ai soli proprietari delle unità immobiliari a uso abitativo. In tal modo, infatti, si procede a un’assegnazione individuale a uso esclusivo di parti di un’area a uso comune, impedendone il godimento da parte di alcuni condomini.

Posti auto per non residenti.

La natura di bene comune condominiale assegnata dal codice civile alle aree destinate a parcheggio comporta, inoltre, che su di esso vantano i medesimi diritti tutti i proprietari anche a prescindere dalla loro residenza.

Il che vuol dire che coloro che risiedono nell’edificio condominiale, laddove i  posti auto siano insufficienti a soddisfare pienamente tutti i condomini, non possono decidere di escludere dal loro godimento coloro che risiedono altrove. Da nessuna parte, infatti, si fa riferimento al criterio della residenza per poter godere dei  posti auto condominiali.

Casomai, se l’appartamento è dato in affitto a terzi, saranno locatore e conduttore a contendersi il posto e a decidere come ripartire tra di loro il diritto a utilizzare l’area condominiale adibita a parcheggio.

L’usucapione del posto auto.

Se un condomino lascia per venti anni consecutivi la propria auto su un determinato  posto auto  condominiale può tuttavia usucapirlo, ma solo a determinate condizioni.

A tal fine, infatti, non basta essersi limitati a usare sempre lo stesso parcheggio per tutto il tempo necessario all’usucapione, ma è necessario che il posto sia stato in qualche modo delimitato, ad esempio con corde o paletti.

Infatti, il presupposto indispensabile perché si abbia possesso idoneo all’acquisto per usucapione è che il godimento del  posto auto sia avvenuto in maniera esclusiva e incompatibile con il possesso degli altri condomini. Non è insomma sufficiente aver utilizzato lo spazio comune più degli altri, ma è indispensabile che i vicini di casa siano stati esclusi lecitamente da quel determinato parcheggio.

Sul punto si veda quanto sancito, ad esempio, dalla sentenza numero 3236/1984 della Corte di cassazione, ovverosia che ai fini dell’usucapione è necessario il compimento di atti integranti un comportamento durevole che evidenzi il possesso esclusivo e animo domini sulla cosa, incompatibile con il compossesso degli altri condomini.

Fonte:StudioCataldi

 

Locazioni: niente restituzione se l’immobile resta occupato dai mobili.

Per la Cassazione l’obbligazione di restituzione non è adempiuta se nell’immobile restano i beni del conduttore. Irrilevante che il rilascio sia avvenuto ex art. 608.
Deve ritenersi inadempiuta l’obbligazione di restituzione dell’immobile locato prevista dall’art. 1590 c.c. qualora il locatore non ne riacquisti la completa disponibilità: la mora e gli effetti di cui all’art. 1591 c.c. si producono anche ove il locatore torni formalmente in possesso del bene, ma questo sia inutilizzabile perché ancora occupato dai beni mobilio del conduttore.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, prima sezione civile, nella sentenza n. 20146/2018 pronunciandosi sulla domanda si una società che si era vista respingere la domanda di ammissione tardiva in una procedura fallimentare per alcuni crediti.
Uno di questi aveva ad oggetto, oltre agli oneri condominiali e alle spese di ripristino dei locali, l’indennità di occupazione maturata relativamente a un immobile locato alla società fallita, sul presupposto che il locale in questione (per cui era intervenuta esecuzione forzata) non fosse stato rilasciato libero da beni mobili al termine del rapporto locatizio.

Comunicazione Enea bonus ristrutturazione, obbligatoria da settembre 2018.

 

 

Gtres

La comunicazione Enea è un adempimento online che devono svolgere i contribuenti che hanno eseguito lavori sulla propria casa e vogliono usufruire delle detrazioni ristrutturazioni ed energia per l’anno in corso. A partire da settembre 2018 la comunicazione Enea, oltre che per l’ecobonus, è obbligatoria anche per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Comunicazione Enea per ristrutturazione edilizia 2018.

L’obbligo di comunicazione Enea per i lavori di ristrutturazione edilizia 2018 è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, la stessa che ha prorogato le detrazioni del 50% anche per l’anno in corso. La manovra prevedeva l’estensione generalizzata delle “informazioni sugli interventi effettuati”, analogamente “a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici”. L’obbligo è quindi in vigore per tutti i lavori iniziati a partire dal 1º gennaio 2018.

Comunicazione Enea, chi deve farla.

La Comunicazione Enea è un adempimento che cittadini, imprese e condomini devono realizzare per poter fruire dell’ecobonus del 65% e del bonus ristrutturazioni del 50% per gli interventi conclusi entro la fine del 2018. Per effetto della nuova legge di bilancio, la Comunicazione Enea è obbligatoria anche per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Firma falsificata dal fratello? Accettando il canone, si convalida il contratto.

Il quesito. Sono comproprietario per 1/8, con i miei fratellastri, di un immobile a uso abitativo. In seguito alla notifica di una cartella esattoriale per mancato pagamento dell’imposta di registro, ho scoperto la stipula di un contratto di locazione nel 2016 (di cui ho ricevuto copia dall’agenzia delle Entrate).

Il contratto riporta anche la mia firma, mai apposta (e che quindi risulta falsa). Non sapendo chi ha materialmente registrato il contratto (l’Agenzia non ha voluto fornirmi questa notizia), quale procedimento posso attuare per tutelarmi e per recuperare la mia quota di locazione dell’immobile?

La risposta. Le due finalità, cioè quella della tutela legale (a causa della firma falsa) e quella del recupero della quota di locazione (a causa del contratto ignoto), vanno in due “direzioni” diverse. E, comunque, il diritto tutela anche la posizione dell’inquilino.

Luce e gas: “maggior tutela” sino al 2020.

Per effetto del decreto Milleproroghe, la liberalizzazione per le tariffe di luce e gas è rinviata al 2020. I consumatori avranno ancora un anno in più per usufruire delle tariffe luce e gas stabilite dall’Arera.

La liberalizzazione per le tariffe di luce e gas è rinviata al 2020. I consumatori avranno ancora un anno in più per usufruire delle tariffe luce e gas stabilite dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera).

Slitterà di un anno, ossia dal 1° luglio 2019 al 1° luglio 2020, la fine del regime di maggior tutela nel settore del gas naturale e dell’energia elettrica.

Luce e gas, “maggior tutela” rinviato al 2020.

E’ stata la maggioranza a votare un emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, approvato ieri dal Senato, grazie al quale è procrastinata al 1° luglio 2020 la fine dei prezzi di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas. La ratio del rinvio è da ricondurre alla necessità di procedere ad una riforma che possa coniugare migliori prezzi per gli utenti e trasparenza nelle tariffe.