Campagna associativa Fimaa 2019

Campagna associativa Fimaa 2019

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2020. Continua »

Convegno FIMAA antiriciclaggio

Convegno FIMAA antiriciclaggio

Le nuove regole sulla tematica del antiriciclaggio Continua »

 

La cancellazione dell’ipoteca.

La procedura da adottare per la cancellazione dell’ipoteca è diversa a seconda che si tratti di ipoteca legale o di ipoteca giudiziale.

L’ipoteca è un diritto reale di garanzia che viene costituito su dei beni o su dei diritti relativi a beni immobili o mobili registrati, al fine di assicurare al creditore che, in caso di inadempimento da parte del suo debitore, l’obbligazione sarà adempiuta con la vendita forzata dei predetti beni.

I beni oggetto di ipoteca possono essere sia di proprietà del debitore che di proprietà di un terzo che lo garantisce.

Ipoteca volontaria.

La forma più comune di ipoteca è rappresentata dallipoteca volontaria, che è quella che trova la sua fonte nella volontà delle parti.

Essa può essere costituita o mediante contratto stipulato tra il creditore e il debitore o il terzo datore di ipoteca o con atto unilaterale tra vivi del debitore o del terzo datore di ipoteca (mai per testamento).

In ogni caso è necessaria la forma scritta a pena di nullità e l’autenticazione o l’accertamento giudiziale della sottoscrizione della parte che concede l’ipoteca. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Box auto in condominio: spese antincendio solo a carico dei proprietari.

box auto di pertinenza di una casa

Spese adeguamento antincendio box e riparto spese condominiali.

Le spese sostenute per adeguare i box di proprietà privata alla normativa antincendio non devono essere poste a carico dei condomini che non ne fanno uso e non ne traggono alcuna utilità. Esse infatti gravano interamente sui proprietari delle autorimesse. Questo in sintesi il principio affermato dalla Cassazione con l’ordinanza n. 24166/2021.

Contestazione riparto spese di adeguamento alla normativa antincendio

Una condomina impugna una delibera con cui è stato deciso il riparto delle spese relative alla progettazione, esecuzione e adeguamento delle autorimesse interrate alla normativa antincendio. La delibera  impugnata ha posto a carico dei proprietari esclusivi i 2/3 delle spese mentre il restante 1/3 a carico di tutti i condomini non proprietari.

Per la ricorrente però le spese sarebbero dovute gravare interamente sui proprietari delle autorimesse, visto che la stessa non trae da tali opere di adeguamento alcun vantaggio.

Il condominio costituito però contesta l’addebito delle spese ai soli proprietari dei box visto che le opere sono state effettuate nell’interesse e a beneficio di tutti i condomini. (continua)

Fonte:Studiocataldi

 

Super green pass per tutti i lavoratori: ok del Governo al nuovo decreto.

green pass cartaceo su cellulare e mascherina

Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che rende obbligatorio il green pass per i lavoratori pubblici e privati, compresi anche gli autonomi, colf e badanti – Il testo allegato.

Green pass per tutti, il decreto.

Sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, sia pubblici, sia privati, ivi compresi gli studi professionali, il Green pass a partire dal 15 ottobre. A stabilirlo è il decreto legge approvato oggi, 16 settembre 2021, dal Cdm a seguito dell’esame della cabina di regia convocata in mattinata.

Green pass obbligatorio, le conseguenze.

Cosa significa l’estensione del green pass a tutti? Scontata quella per i dipendenti pubblici, ai quali si aggiungeranno da metà ottobre anche i privati.

I destinatari dell’obbligo.

E non solo. Anche colf, baby sitter, badanti, partite Iva e studi professionali, nonchè chi opera nelle associazioni di volontariato.

Obbligo anche per gli “esterni”: ossia a chi svolge attività lavorativa o formativa presso le amministrazioni anche sulla base di contratti esterni.

Obbligo del Green pass anche per i magistrati (anche onorari), gli avvocati e i procuratori dello Stato, i componenti delle commissioni tributarie. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Rassegna Stampa Fimaa del 17 Settembre 2021

Sommario Rassegna Stampa  di Venerdì 17 settembre 2021
F.I.M.A.A.
Il Resto del Carlino – Ed. Ravenna/Faenza/Lugo pag.10 · 17-09-2021
QUALITA’ E SICUREZZA DELL’ABITARE A RAVENNA RIGENERAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE NEL
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Immobiliare
Il Sole 24 Ore pag.1 · 17-09-2021
COSI’ CAMBIANO LE NOSTRE CITTA’ NEGLI ANNI DEL POST COVID (P.Dezza)
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Il Sole 24 Ore pag.32 · 17-09-2021
Int. a G.Amitrano: PER GVA REDILCO IL FUTURO E’ NEGLI IMMOBILI IBRIDI E FLUIDI
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Il Sole 24 Ore pag.38 · 17-09-2021
SOLETTA DEI BOX, CRITERI SPECIALI PER RIPARTIRE LE SPESE (L.Rollino)
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Il Fatto Quotidiano pag.1 · 17-09-2021
SOLINAS, LA STRANA VENDITA AL CLIENTE DELLA SUA REGIONE (A.Sparaciari)
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Torino Sette (La Stampa) pag.5 · 17-09-2021
OPEN HOUSE, LE CASE DEGLI ALTRI (J.Dogliani)
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Immobiliare – Nord Italia
Il Giornale – Ed. Milano pag.3 · 17-09-2021
“ZERO CEMENTO AL PARCO SUD? E’ UNA GIUNTA DI FINTI AMBIENTALISTI”
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Il Piccolo pag.1 · 17-09-2021
AREA RESIDENZIALE PER 50 MILION COSTRUTTORI RUSSI A LUBIANA (M.Manzin)
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Il Secolo XIX pag.18 · 17-09-2021
SECONDO TRIMESTRE, DECOLLA L’IMMOBILIARE IL MERCATO PIU’ ATTIVO E’ NEL CAPOLUOGO LIGURE
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Il Secolo XIX pag.31 · 17-09-2021
CASE POPOLARI A CASTELNUOVO, VIA AL RESTYLING DI 50 ALLOGGI
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La Repubblica – Ed. Bologna pag.7 · 17-09-2021
SAN PETRONIO GIARDINI, EX BERETTA QUEI CANTIERI AL PALO (E.G.)
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Libero Quotidiano – Ed. Milano pag.35 · 17-09-2021
BEPPE VENDE LA SEDE ANPI E FA INFURIARE I PARTIGIANI (E.Paoli)
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Immobiliare – Centro Italia
Corriere Adriatico pag.25 · 17-09-2021
VENDUTA ALL’ASTA L’AREA ITALCEMENTI NEL PARCHEGGIO RESIDENCE PER TURISTI (S.Marinelli)
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Corriere Adriatico – Ed. Ascoli Piceno e S. Benedetto pag.23 · 17-09-2021
“BANDIERA ARANCIONE E FORTI IMPULSI TURISTICI ”
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Corriere dell’Umbria pag.2 · 17-09-2021
VOLA IL MERCATO IMMOBILIARE NUMERI MIGLIORI DEL PRE COVI’D
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Corriere di Arezzo e della Provincia pag.2 · 17-09-2021
VOLA IL MERCATO IMMOBILIARE NUMERI MIGLIORI DEL PRE COVI’D
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Corriere di Siena e della Provincia pag.2 · 17-09-2021
VOLA IL MERCATO IMMOBILIARE NUMERI MIGLIORI DEL PRE COVI’D
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Corriere di Viterbo e della Provincia pag.2 · 17-09-2021
VOLA IL MERCATO IMMOBILIARE NUMERI MIGLIORI DEL PRE COVI’D
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Il Centro – Ed. Teramo pag.1 · 17-09-2021
TRE PALAZZINE PRENDONO IL POSTO DEL CAMPEGGIO
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Il Messaggero – Ed. Latina pag.35 · 17-09-2021
POLIAMBULATORIO, RISOLTO IL PROBLEMA DELL’ASCENSORE
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Il Resto del Carlino – Ed. Ascoli pag.15 · 17-09-2021
NICOLAI: MANCA UNA VISIONE SULLA COSTA
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Il Tirreno pag.1 · 17-09-2021
UN MESE A SCROCCO NELLA VILLA
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Il Tirreno – Ed. Viareggio pag.1 · 17-09-2021
UN MESE A SCROCCO NELLA VILLA
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Il Tirreno – Ed. Viareggio pag.9 · 17-09-2021
ALLOGGI ERP, REGOLARIZZAZIONE PER DECINE DI CASI
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La Nazione – Ed. Grosseto pag.12 · 17-09-2021
L’ATTICO DELLA TORRE AZZURRA MESSO ALL’ASTA
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La Nazione – Ed. Siena pag.5 · 17-09-2021
SANSEDONI, CONCORDATO OK EVITATO IL CRAC
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La Nazione – Ed. Siena pag.22 · 17-09-2021
L’ATTICO DELLA TORRE AZZURRA MESSO ALL’ASTA
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La Nazione – Ed. Viareggio – Ed. Versilia pag.1 · 17-09-2021
CONTROLLI DEI REQUISITI: 10 ALLONTANATI
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Provincia Civitavecchia pag.3 · 17-09-2021
ROSCIONI: “BENE IL LAVORO DELL’UFFICIO PATRIMONIO”
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Immobiliare – Sud Italia/Isole
Gazzetta del Sud – Ed. Catanzaro pag.24 · 17-09-2021
IL COMUNE DI DECOLLATURA HA MESSO IN VENDITA TERRENI E FABBRICATI
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Gazzetta del Sud – Ed. Reggio Calabria pag.27 · 17-09-2021
SI CERCANO ABITAZIONI IN AFFITTO PER L’OSPITALITA’ DEI MIGRANTI
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Il Golfo Ischia e Procida (Roma) pag.1 · 17-09-2021
PIO MONTE, I VERTICI A ISCHIA: E’ IL GIORNO DELLA VERITA’
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Il Mattino – Ed. Salerno pag.21 · 17-09-2021
BANCAROTTA SUI CARBURANTI MAXI-SEQUESTRO, 7 INDAGATI
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Il Mattino – Napoli Sud Costiera pag.34 · 17-09-2021
HOUSING SOCIALE, CASO INFINITO FAMIGLIE A RISCHIO SGOMBERO
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Il Quotidiano del Sud pag.13 · 17-09-2021
DIRITTO ALLA CASA, QUALE SARA’ IL VOSTRO IMPEGNO?
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Il Quotidiano del Sud – Basilicata pag.14 · 17-09-2021
ALLOGGI ATER SI APRE UNO SPIRAGLIO
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Il Quotidiano del Sud – Murge pag.10 · 17-09-2021
LA RIPRESA DEL SETTORE EDILE
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Il Quotidiano del Sud – Salerno pag.1 · 17-09-2021
BANCAROTTA E EVASIONE SEQUESTRI PER 10 MILIONI
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Il Quotidiano di Foggia pag.3 · 17-09-2021
GIUSTO PARLARE DI EMERGENZA SFRATTI A BARI E PROVINCIA
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Il Quotidiano di Foggia pag.5 · 17-09-2021
IN PUGLIA +21,1% DI COMPRAVENDITE RESIDENZIALI
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Il Sannio pag.19 · 17-09-2021
“L’OBIETTIVO E’ RENDERE FUNZIONALE OGNI STRUFTURA”
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La Citta’ (Salerno) pag.1 · 17-09-2021
IL CRAC “PETROLIT” SEQUESTRATI BENI PER DIECI MILIONI
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La Citta’ (Salerno) pag.8 · 17-09-2021
E A SANT’EUSTACHIO SI SPACCIA ANCHE IN CASA
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La Citta’ (Salerno) pag.19 · 17-09-2021
“STADIO SANT’ANNA, PROGETTO A RISCHIO”
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La Sicilia – Ed. Siracusa pag.VII · 17-09-2021
LENTINI, LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE NELLA ZONA INDUSTRIALE QUASI ULTIMATI
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Le Cronache del Salernitano pag.19 · 17-09-2021
“SERVALLI TENTA DI FARE CASSA CON L’ALIENAZIONE DI ALCUNI BENI”
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Metropolis pag.8 · 17-09-2021
PISTA DI PATTINAGGIO, ARRIVATE DUE OFFERTE OGGI L’ASTA DELLA SINT
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Nuovo Quotidiano di Puglia – Bari pag.4 · 17-09-2021
LEGNO E ACCIAIO ALLE STELLE ANCE: “RICADUTE INEVITABILI” (A.Pig.)
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Nuovo Quotidiano di Puglia – Ed. Lecce pag.1 · 17-09-2021
PARTITI I LAVORI A SAN CATALDO ECCO COME SARA’ IL RESIDENCE
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Nuovo Quotidiano di Puglia – Ed. Lecce pag.4 · 17-09-2021
LEGNO E ACCIAIO ALLE STELLE ANCE: “RICADUTE INEVITABILI”
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Quotidiano di Bari pag.1 · 17-09-2021
IN PUGLIA +21,1% DI COMPRAVENDITE RESIDENZIALI
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Quotidiano di Bari pag.3 · 17-09-2021
GIUSTO PARLARE DI EMERGENZA SFRATTI A BARI E PROVINCIA
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Taranto Buonasera pag.1 · 17-09-2021
COSTRUZIONI, SI RESPIRA
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Fondi immobiliari
Il Sole 24 Ore pag.32 · 17-09-2021
Int. a P.Bottelli: KRYALOS GUARDA AI SETTORI HOTEL E RESIDENZIALE PER LA RIPRESA
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Edilizia
Il Sole 24 Ore pag.20 · 17-09-2021
CEMENTO, 4,2 MILIARDI PER DIMEZZARE LA. CO2 (M.Morino)
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Il Sole 24 Ore pag.21 · 17-09-2021
FONDI PER DRAGARE I PORTI TURISTICI SALE L’ALLERTA DEL LEASING NAUTICO (R.De Forcade)
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Il Sole 24 Ore pag.38 · 17-09-2021
CENTRI STORICI, SI’ AGLI INTERVENTI LIMITATI (G.L.)
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Il Sole 24 Ore pag.38 · 17-09-2021
ECO E SISMABONUS, CONTABILITA’ SEPARATA SE C’E’ AMPLIAMENTO VOLUMETRICO (S.Fossati)
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Superbonus Il Mef conferma: il 110% applicato anche a immobili non in regola.

Il Mef conferma: 110% anche per immobili abusivi.

Risposta a interrogazione: per il superbonus non serve attestare lo stato legittimo. I montascale sono agevolati purché rispettino la normativa tecnica.

Il superbonus non è precluso agli immobili abusivi. Il motivo è che la presentazione della nuova Cilas non prevede l’attestazione dello stato legittimo e, quindi, separa l’aspetto fiscale da quello della regolarità edilizia.

Il principio, già individuato dagli esperti analizzando le ultime novità in materia di 110% ieri è stato ribadito anche dal ministero dell’Economia, in risposta a un’interrogazione in commissione di Gian Mario Fragomeli e Gianluca Benamati del Pd. Il caso sottoposto al Mef riguardava un condominio «provvisto di concessione edilizia e di titolo abilitativo, costruito in difformità dal progetto originario, insanabile da un punto divista urbanistico», che però è stato reso alienabile per effetto del ravvedimento dei condomini, dopo avere pagato una sanzione.

Quindi, si tratta di un immobile caratterizzato da abusi non sanabili. La domanda è se possa accedere al no al 110 per cento. Per rispondere, il ministero spiega che le ultime modifiche portate dal DI 77/2021prevedono che gli interventi oggetto di superbonus sono realizzabili tramite Cilas e che la presentazione di questa comunicazione «non richiede l’attestazione dello stato legittimo».

Il passo carrabile.

un passo carrabile

Il passo carrabile, secondo l’art. 3 del codice della strada, è l’accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli.

Passo carrabile: normativa.

Il passo carrabile, detto anche passo carraio è, in sostanza, uno sbocco di un’area privata su un’area di passaggio pubblico (ad esempio, di un garage su una strada), identificato da un apposito cartello che permette di uscire liberamente e impedisce che dinanzi ad esso possano sostare veicoli (neanche quelli del titolare del passo carrabile). È in ogni caso permessa la breve sosta per il carico e lo scarico delle merci.

La normativa di riferimento per il passo carrabile è rappresentata dagli articoli 3 e 22 del codice della strada, dall’articolo 46 del relativo regolamento attuativo e dalle discipline locali che ne regolamentano i presupposti, le condizioni e le modalità per il rilascio.

Passo carrabile: come si richiede e quanto costa.

Infatti, i privati non possono decidere autonomamente di posizionare, dinanzi al proprio garage, al proprio portone o allo sbocco di una strada di loro esclusiva proprietà, un passo carrabile, acquistando il relativo cartello, ma devono preventivamente chiedere l’autorizzazione al Comune di riferimento, pagando il costo. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Separazione: le sorti del mutuo cointestato.

 

due coniugi tirano casa in due parti concetto separazione divorzio

Spesso i coniugi che hanno contratto un mutuo cointestato e che si stanno separando si domandano quali saranno le sorti del negozio. Cerchiamo di rispondere.

Mutuo e matrimonio sono due cose diverse.

Le sorti del mutuo cointestato contratto da due coniugi possono essere comprese partendo da un punto fermo fondamentale: il mutuo e il matrimonio sono due cose diverse e quindi la circostanza che i contraenti non siano più coniugi o si siano separati non interessa alla banca, che comunque ha di fronte a sé due obbligati dotati di propria e distinta soggettività.

Tale accordo, peraltro, nulla interessa alla banca, per la quale i cointestatari risulteranno per sempre solidalmente obbligati.

Gli accordi economici dei coniugi.

In sede di separazione, i coniugi che hanno contratto un mutuo cointestato devono decidere chi si farà carico del pagamento delle rate (se uno solo di essi o entrambi) nell’ambito dei più generali accordi economici e patrimoniali che regoleranno i loro rapporti da separati.

In tal senso godono della massima libertà. Poiché il mutuo cointestato è di norma relativo a un immobile cointestato, spesso si decide per l’accollo delle rate residue in capo a un coniuge, al quale verrà trasferita anche l’intera proprietà del bene.  Non si tratta tuttavia di una regola. (continua)

Fonte:StudioCataldi

AGENTE IMMOBILIARE O MEDIATORE CREDITIZIO, CHIAREZZA È FATTA.

La Consulta dei Mediatori Creditizi di Fimaa valuta positivamente l’ok in commissione Politiche Ue del Senato all’emendamento sull’incompatibilità tra le due attività.

La Consulta dei Mediatori Creditizi di Fimaa, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ha espresso “profonda soddisfazione” per l’approvazione da parte della Commissione Politiche Ue del Senato dell’emendamento in sull’incompatibilità tra l’esercizio dell’attività di mediazione creditizia e quella di agente immobiliare.

È stata così fatta finalmente chiarezza su un equivoco interpretativo che negli ultimi due anni ha portato ad applicazioni diverse della normativa da parte delle varie Camere di commercio territoriali.

“Confidiamo che l’emendamento venga confermato nel prossimo passaggio parlamentare – afferma Angelo Spiezia, coordinatore della Consulta – in modo da far cessare la confusione interpretativa che si era creata sia negli operatori che negli enti preposti alla vigilanza, che certo non ha agevolato un corretto funzionamento del mercato di riferimento”.

 

Più tempo per le istanze sui contributi per la riduzione affitti.

Con provvedimento n. 227358 del 4 settembre è stato prorogato al 6 ottobre 2021 il termine per inviare la richiesta del contributo a fondo perduto da parte dei locatari che hanno ridotto il canone ai loro inquilini.

Il contributo è stato introdotto lo scorso anno dall’articolo 9-quater del decreto Ristori (Dl 137/2020, convertito nella legge 176); in particolare, il comma 3 ha previsto l’emanazione di un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate per la definizione delle modalità attuative del contributo.

A tal fine, è stato emanato il Provvedimento n. 180139/2021 che ha previsto l’invio della domanda tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’agenzia delle Entrate a partire dal 6 luglio 2021 ed entro il 6 settembre 2021.

Da ultimo, tenuto conto anche del fatto che l’intervallo previsto per l’invio della richiesta è coinciso con il periodo estivo, è stata concessa la proroga al 6 ottobre.

Sono ammessi al contributo i locatari che rispettano tre condizioni. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il rinnovo della carta d’identità.

carta di identità italiana

Quanto dura la carta d’identità e come si rinnova? Procedura, tempi e documenti necessari per il rinnovo della carta d’identità per maggiorenni e minorenni.

La carta d’identità.

La carta d’identità (artt. 288 e ss. R.D. n. 635/1940) rappresenta uno dei principali documenti amministrativi di riconoscimento personale e di identificazione ai fini di polizia: viene rilasciata dal Comune (per mezzo dello Stato) su supporto cartaceo, magnetico o informatico e costituisce un titolo valido per la libera circolazione dei cittadini italiani negli Stati membri UE, nonché per l’espatrio in altri Paesi con i quali l’Italia abbia stretto accordi internazionali (salvo che il titolare si trovi in una delle condizioni ostative al rilascio del passaporto previste dall’art. 3 dalla L. n. 1185/1967).
La carta d’identità può essere richiesta da tutti i cittadini italiani, minorenni, maggiorenni o residenti all’estero, dai cittadini comunitari residenti in Italia e dai cittadini stranieri extracomunitari residenti in Italia e in possesso di permesso di soggiorno. Diverse sono le regole che operano con riferimento, non solo, al rilascio del documento, ma anche al rinnovo della carta d’i.
Nella maggior parte dei Comuni italiani viene ormai rilasciata la Carta d’identità elettronica (CIE) che ha gradualmente sostituito il documento cartaceo. Chi ha ancora a disposizione il vecchio documento se lo vedrà probabilmente sostituire, alla prossima scadenza, con lo standard più avanzato, poiché solo in rari ed eccezionali casi viene ancora consentito il rilascio su supporto cartaceeo. (continua)
Fonte:StudioCataldi

No alla riduzione del prezzo dell’immobile per vizi conosciuti.

casa sopra calcolatrice concetto mutuo

Vizi dell’immobile al momento della vendita.

La seconda Sezione della Corte di Cassazione con ordinanza n. 23659 del 31 agosto 2021 conferma la sentenza n. 1334/2015, pronunciata dalla Corte di Appello di Venezia ed afferma che i vizi presenti nell’immobile al momento della vendita devono ritenersi (ri)conoscibili dall’acquirente ove di questi si siano accorti i precedenti visitatori e che a tal fine non equivalga a una dichiarazione di esenzione da vizi l’utilizzo da parte del venditore della formula di idoneità al “buon funzionamento” o del “completamente restaurato”.

Restituzione denaro per diminuzione valore causa umidità.

La vicenda giunta all’esame della Suprema Corte prende avvio dalla richiesta promossa dagli acquirenti di un immobile nei confronti del venditore di restituzione della somma di denaro corrispondente alla diminuzione del valore dello stesso causata dalla presenza di umidità. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Non risponde dei debiti del de cuius chi rinuncia all’eredità.

debiti pagati

La Cassazione ribadisce che non rispondono dei debiti tributari del de cuius coloro che rinunciano all’eredità anche se non sono trascorsi 10 anni dall’apertura della successione.

Debiti tributari e soggetti che hanno rinunciato all’eredità.

Non rispondono dei debiti tributari del de cuius i soggetti che hanno rinunciato all’eredità anche se non è ancora trascorso il termine di 10 anni dall’apertura della successione per accettare o rinunciare alla stessa. La rinuncia ha infatti efficacia retroattiva, per cui gli stessi, se non possono essere considerati eredi sin dall’inizio, non possono essere chiamati a rispondere dei debiti del defunto. Concetto già espresso in una precedente sentenza e ribadito dalla Cassazione n. 21006/2021.

Chiesti agli eredi arretrati IRES, IRAP e IVA

L’Agenzia delle Entrate notifica ai potenziali eredi di un contribuente defunto e titolare di una ditta individuale che operava nel campo dell’edilizia un avviso di accertamento, con il quale viene richiesto il pagamento di IRES, IRAP e IVA relativi all’anno di imposta 2005 per una fattura emessa di 250.000 euro. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus prima casa se la precedente abitazione diventa ufficio.

Bonus prima casa al contribuente per il secondo immobile acquistato dopo il precedente alloggio destinato ad ufficio: rileva la destinazione catastale.

Bonus prima casa anche se l’alloggio acquistato con le agevolazioni è diventato ufficio

Bonus prima casa anche se l’alloggio acquistato con le agevolazioni è diventato ufficio.

Le agevolazioni prima casa spettano al contribuente che in precedenza ha acquistato un immobile beneficiando delle stesse e poi lo ha destinato a ufficio. A rilevare infatti è la destinazione catastale dello stesso e non l’uso che il titolare ne fa.

Nel caso di specie poi è emerso che il contribuente ha acquistato il secondo immobile per il quale ha beneficiato delle agevolazioni dopo che il precedente era diventato ufficio per cui non ha detto il falso quando ha dichiarato di non essere titolare di “altra abitazione” come richiede la legge ai fini dell’applicazione ridotta dell’imposta di registro. Precisazioni molto importanti, contenute nell’ordinanza n. 22560/2021 della Corte di Cassazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Bonus terme: cos’è e a chi spetta.

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L’agevolazione prevede un solo bonus per un solo acquisto a persona, fino a un massimo di 200 euro. Tutto quello che c’è da sapere.

Cos’è il Bonus terme.

In arrivo il Bonus terme. Si tratta di un’agevolazione di cui il cittadino potrà beneficiare prenotando i servizi termali di proprio interesse presso uno stabilimento termale prescelto.

Il bonus coprirà fino al 100% del servizio acquistato, fino a un valore massimo di 200 euro.

L’eventuale parte eccedente del costo del servizio sarà a carico del cittadino. È stato il Ministro dello sviluppo economico, con decreto dello scorso 1° luglio 2021 a dare attuazione al nuovo incentivo, previsto dall’articolo 29-bis del decreto-legge n. 104 del 2020, per sostenere l’acquisto da parte dei cittadini di servizi termali presso gli stabilimenti termali accreditati.

Per essere ammessi al beneficio, si deve trattare di servizi termali non già a carico del SSN. di altri enti pubblici ovvero oggetto di ulteriori benefici riconosciuti all’utente, eccetto le eventuali detrazioni previste dalla vigente normativa fiscale sul costo del servizio termale eventualmente non coperto dal buono.

Il Bonus non può essere ceduto a terzi, né a titolo gratuito né in cambio di un corrispettivo in denaro. Il buono non costituisce reddito imponibile dell’utente e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE. Il bonus terme attualmente non è attivo.

Con avviso pubblicato sui siti internet del Ministero dello sviluppo economico e di Invitalia, soggetto gestore della misura, sarà data comunicazione dell’apertura delle prenotazioni dei bonus. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus 110% anche per i piccoli interventi.

Superbonus 110% per le piccole riparazioni.

Il Superbonus 110% potrà essere utilizzato anche per gli interventi di riparazione o locali. Lo chiarisce una risposta all’interpello n. 560/21 con cui l’Agenzia delle entrate riassume le indicazioni contenute in due recenti pareri in materia emessi dalla Commissione consultiva per il monitoraggio dell’applicazione del dm 28/02/2017, operante presso il ministero delle infrastrutture.

Vediamo di cosa si tratta.

Il quesito.

Il quesito che viene posto è sulla possibilità di effettuare interventi finalizzati «all’eliminazione delle situazioni critiche di lesione e al ripristino delle condizioni di sicurezza statica» della propria unità immobiliare, per i quali vorrebbe usufruire della detrazione prevista dall’articolo 119 del decreto legge n. 34 del 2020. In particolare, gli interventi in questione:

– riguarderanno una villetta a schiera di proprietà esclusiva inserita in un complesso orizzontale di più unità abitative, dotata di accesso autonomo dall’esterno e funzionalmente indipendente, sita in zona sismica 3;

– si tratterà “di riparazione o locale”, come definiti al punto 8.4.1 delle Norme tecniche delle costruzioni del 2018.

L’istante chiede se tali interventi rientrino tra quelli per i quali si possa usufruire del Superbonus o, in alternativa, del Sismabonus. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Green pass, ok alla validità prolungata a 12 mesi.

green pass covid su cellulare

Al momento c’è l’ok da parte del Comitato tecnico scientifico alla proposta di prolungamento della scadenza del green pass.

Proroga certificato verde, sì del Cts.

La risposta tanto attesa è arrivata: il Cts (Comitato tecnico scientifico) ha dato l’ok all’estensione del green pass fino a 12 mesi. Al momento il certificato verde è valido nove mesi (dalla data del completamento del ciclo vaccinale). Se il percorso sarà completato il green pass da nove mesi avrà validità un anno. Persistono ancora questioni aperte, come quella sulla terza dose di vaccino, a cui l’esecutivo dovrà dare risposte in tempi rapidi.

Green pass, le categorie in scadenza.

Attualmente i 9 mesi previsti in origine stanno per scadere per il personale sanitario. Perché, si ricorderà, per i medici, infermieri e lavoratori della sanità vaccinazioni sono iniziate tra fine dicembre e inizio gennaio. Lo stesso accadrà, nel breve volgere di qualche settimana, per gli insegnanti, categoria prioritaria, in autunno ci sono le prime scadenze. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Risparmiare sugli interventi con il Bonus Ristrutturazioni.

Tra le agevolazioni che rendono più semplice e conveniente sistemare casa c’è anche il “Bonus Ristrutturazioni Edilizie”.

Si tratta di una detrazione che si applica a interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

PERCHÉ FARLO ORA. Approfittare di questa agevolazione è ora ancora più conveniente: la normativa prevede una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Fino al 31 dicembre 2021, però, la detrazione è elevata al 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

Attenzione anche al fatto che, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile devono comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione. Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo. (continua)

Fonte:IlMessaggero

Green pass, ecco dov’è obbligatorio e dove potrebbe essere esteso.

Dal primo settembre scatta l’obbligo per altre categorie. In previsione green pass anche per dipendenti pubblici, attività essenziali e supermercati.
certificato covid sul telefono

Green pass e trasporti.

Da primo settembre il green pass sarà obbligatorio per chi viaggia in aereo e per i treni a lunga percorrenza (che torneranno all’80% di capienza) e per i traghetti (salvo i casi con isole della stessa regione e per lo Stretto di Messina). Non servirà il certificato verde invece per il trasporto pubblico locale e per i treni regionali che torneranno all’80% di capienza anche in zona gialla (come in zona bianca). controlli gestori dei servizi e chi sarà trovato senza il pass avrà una sanzione da 400 a mille euro. L’obbligo di green pass non si applica ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e alle persone che, per motivi di salute e in base alle indicazioni del CTS, non possono vaccinarsi. Sono previste sanzioni da 400 a mille euro.

Green pass, gli altri casi.

Ecco tutti i casi in cui il green pass è obbligatorio: al ristorante e al bar se si consuma al tavolo nelle sale interne; hotel per accedere a ristoranti, bar, centri benessere e servizi della struttura se si è ospiti esterni; allo stadio per assistere a partite, eventi e spettacoli aperti al pubblico; a teatro, cinema, sale da concerti; in palestra, piscina, centri natatori e centri benessere; musei e luoghi della cultura. Ed ancora sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, concorsi pubblici; sagre e fiere; ricevimenti di matrimonio e altre cerimonie civili e religiose; residenze sanitarie assistenziali e altre strutture sanitarie; centri termali; centri sociali e ricreativi per le attività al chiuso; convegni e congressi; parchi tematici e di divertimento ed infine per spostarsi in entrata e in uscita da territori in zona rossa o arancione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Assegno ridotto per la moglie assegnataria della casa familiare.

casa sopra calcolatrice concetto mutuo
Per la Cassazione, l’assegnazione esclusiva alla moglie della casa coniugale in comproprietà incide sulla misura dell’assegno di mantenimento in suo favore.

Immobile in comproprietà assegnato alla moglie e mantenimento.

L’assegnazione esclusiva della casa familiare in comproprietà alla moglie incide sulla misura dell’assegno di mantenimento da disporre in suo favore. L’occupazione dell’immobile impedisce all’altro coniuge titolare di poter mettere a frutto la sua quota. Queste in sintesi le precisazioni della Cassazione esposte nell’ordinanza n. 20858/2021.

La vicenda processuale.

Il Tribunale pronuncia la separazione tra due coniugi, assegna alla moglie l’uso della casa coniugale e pone a carico del marito l’obbligo di corrispondere alla moglie un assegno mensile di 500 euro e ai figli maggiorenni 750 euro, oltre all’obbligo di provvedere per intero alle spese straordinarie per gli stessi.

La moglie appella la sentenza perché dopo la separazione la stessa ha subito un peggioramento delle proprie condizioni economiche e del proprio tenore di vita. La stessa infatti si è vista ridurre lo stipendio di 1100 euro del 40% a causa di un accordo sindacale, ed è stata costretta a sostenere da sola le spese per le utenze e la manutenzione della casa. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Esenzione Tari: basta non utilizzare l’immobile?

Tari: presupposti per il pagamento dell’imposta.

Con l’ordinanza 11130 del 28 Aprile 2021 vergata dalla sesta sezione civile della Corte di Cassazione si pone un punto all’annoso contrasto interpretativo sul principio fondante della  Tari.
Ovvero, se sia presupposto d’imposta il reale e concreto utilizzo dell’immobile anche in maniera discontinua nel tempo o basti il mero possesso/detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, purché siano suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Partiamo dal presupposto che i casi di esenzione dal versamento della Tari, solitamente, sono isolati e specifici e si riferiscono a situazioni in cui non sia possibile nemmeno potenzialmente produrre rifiuti.

Sappiamo inoltre che la Tari ha sostituito, con decorrenza dall’1 gennaio 2014, i preesistenti tributi dovuti ai Comuni dai cittadini, quale pagamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (TARSU, TARES, TIA), conservandone la medesima natura tributaria.

Proprio per questi motivi si dovrebbe arrivare all’automatica conclusione che l’imposta è dovuta, proprio per l’eredità che riporta, unicamente per il fatto di occupare o detenere locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus 110: le trappole dietro l’opportunità.

Il pericolo è realizzare un impianto sbagliato per la fretta di rientrare nell’agevolazione del Superbonus 110% sulle riqualificazioni.

Sempre più famiglie approfittano dei benefici del Superbonus 110% sulle riqualificazioni energetiche, una pioggia di denaro emessa dallo Stato per abbattere l’inquinamento prodotto dalle nostre case.

Tra gli “interventi trainanti” che permettono di accedere al Superbonus c’è anche la pompa di calore elettrica, che sostituisce la caldaia a combustibile e permette di chiudere il contatore del gas e non ricevere più le relative bollette. Ma dietro questa corsa alla ristrutturazione per rendere le case 100% elettriche prima che lo Stato chiuda i rubinetti degli incentivi c’è un’insidia: impianti progettati in fretta e furia, senza i giusti calcoli e perfino aggiungendo apparati non necessari solo perché coperti dal Superbonus.

Non sempre infatti “di più è meglio”: l’obiettivo di questi interventi dovrebbe essere solo il massimo comfort della famiglia che vivrà nella casa ristrutturata, al caldo anche in inverno, risparmiando sui costi energetici e abbattendo le emissioni inquinanti.

Un impianto sovradimensionato privo di reale utilità) solo nato o, al contrario, solo perché coperti dallo Stato perché progettato senza le dovute analisi e simulazioni, porterebbe a costi di manutenzione e bollette troppo pesanti per gli anni a venire. (continua)

Case prefabbricate: i vantaggi e i permessi necessari per costruire.

Case prefabbricate

Le case prefabbricate sono una soluzione moderna e affidabile e una valida alternativa alle tradizionali case in muratura. In particolare sono apprezzate quelle in legno per via del loro basso impatto ambientale, dei costi inferiori e dei vantaggi in merito i tempi di realizzazione: più brevi e meno problematici.

Casa prefabbricata in legno, le caratteristiche principali

Le case prefabbricate hanno tempi di realizzazione minori e processi più semplici di costruzione. Questo perché seguono un rigoroso percorso di progettazione e realizzazione: ogni elemento viene costruito con specifici macchinari di precisione e successivamente assemblato agli altri direttamente sul terreno.

I vantaggi delle case prefabbricate in legno.

Come si è detto questa tipologia di case assemblate si costruisce in tempi molto rapidi. Le stesse caratteristiche che consentono questa rapidità sono anche alla base dell’alto livello di personalizzazione di questi immobili. (continua)

Fonte:Immobiliare.it

Superbonus, le mosse anti burocrazia.

Dopo un avvio frenato da regole troppo complicate, il superbonus sta accelerando: solo a giugno sono stati comunicati nuovi lavori per 981 milioni, portando il totale a 3,5 miliardi. Il decreto Semplificazioni 77/2021 convertito dal 31 luglio scioglie diversi nodi procedurali: ad esempio, prevede un titolo abilitativo ad hoc (la Cilas) valido anche per lavori strutturali, modifiche dei prospetti e varianti; fa salve le violazioni “formali” (che non inficiano la detrazione); permette di derogare alle distanze minime tra edifici fissate dal Codice civile per installare i’ cappotti termici.

Ma il pieno rilancio del 110% dipende anche da altri fattori, come la proroga dei termini o il costo dei materiali. Il 110% scade infatti il 30 giugno 2022 per i privati o il 31 dicembre 2022 per i condomini: termini quasi impossibili da rispettare, partendo oggi.

E mentre il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha affermato che la proroga del superbonus al 2023 sarà affrontata solo con la prossima legge di Bilancio, a complicare il rispetto dei tempi c’è la scarsità di manodopera, unita al rincaro e razionamento dei materiali. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Il contratto preliminare.

Il contratto preliminare è quel tipo di contratto attraverso il quale le parti si obbligano a stipularne uno futuro.

Cos’è il contratto preliminare.

Il termine “preliminare” viene utilizzato proprio perché prelude alla stipula di un successivo contratto definitivo, il cui contenuto è già fissato dallo stesso preliminare.

Dal contratto preliminare discende, quindi, l’obbligo di prestare il consenso per la conclusione di un successivo contratto i cui effetti tipici verranno in vita solo se e quando tale contratto definitivo sarà stipulato.

L’accordo delle parti.

Il consenso delle parti che dà vita al preliminare è regolato dagli artt. 1326 e ss. c.c. Ai fini dell’individuazione della natura del contratto, a rilevare è proprio il contenuto dell’accordo, ovvero l’intento comune dei contraenti in rapporto alla funzione economico-sociale (causa del contratto). (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Superbonus 110%: il modulo unico Cilas.

scrivania di ingegneri che studiano progetto appalto

Modulo Cilas unico in tutta Italia per il Superbonus.

Grazie alla conversione definitiva del decreto Governance e PNRR e Semplificazioni, il superbonus riceverà un forte impulso.

Le procedure per poter avviare le opere rientranti nel Superbonus 110% infatti vengono fortemente snellite dalla previsione di poter presentare al Comune la Cila, ossia il modulo con il quale, senza bisogno dell’attestazione dello stato legittimo, è sufficiente comunicare al Comune l’inizio dei lavori per beneficiare del maxi credito d’imposta. Fanno eccezione a questa regola solo le opere per le quali si deve procedere alla demolizione e ricostruzione dell’edificio.

Il modulo, approvato nella sua versione in bozza, in attesa del via libera definitivo della Conferenza unificata slittata dal 29 luglio al 4 agosto, sarà unico per tutta Italia e per comodità è stato già battezzato modulo Cilas (Cila + Superbonus). In questo modo si evita la complicazione di moduli diversificati da Regione a regione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Il decreto Ristori. Bonus a chi riduce la rata dell’affitto.

Si tratta di un contributo a fondo perduto che mira appunto a ridurre il canone di locazione. Come funziona?

Il contributo, pari al 50% dell’importo complessivo delle rinegoziazioni in diminuzione dei canoni, è calcolato su un importo massimo di riduzione dei canoni pari a 1.200 euro. La cosa interessante, è che il contributo spetta a qualunque soggetto e quindi anche alle società.

Naturalmente per poterlo ottenere è necessario rispettare una serie di parametri. Ecco quali. Per prima cosa è necessario che sussista alla data del 29 ottobre 2020 un contratto di locazione di tipo abitativo che riguardi un immobile in un Comune ad alta tensione abitativa, individuato nell’elenco approvato dal Cipe.

Per ottenere il contributo è poi necessario che l’immobile concesso in locazione sia l’abitazione principale dell’affittuario e che la riduzione del canone applicata dal locatore riguardi tutto l’anno 2021 o almeno una sua parte. L’accordo di rinegoziazione dev’essere successivo al 24 dicembre 2020 e comunicato entro la fine del 2021 all’Agenzia delle Entrate tramite il modello Rli o attraverso altre procedure di registrazione. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Vicini risarciti per il water rumoroso!

tirare sciacquone in bagno

La Cassazione riconosce a una coppia il risarcimento dei danni morali derivanti dalla lesione del diritto a un’abitazione vivibile.

Risarcimento danni causati dai rumori dello scarico dei vicini.

Spetta il risarcimento dei danni morali alla coppia che, a causa dei forti rumori dello scarico del bagno dei vicini, non può godere del diritto a un’abitazione vivibile. La posizione dello scarico vicino alla camera da letto e l’uso del bagno di giorno e di notte sono decisivi ai fini del riconoscimento del danno subito dalla coppia, che ha sofferto forti disagi a causa della lesione del diritto a un’abitazione vivibile e serena, in cui svolgere le proprie attività quotidiane e riposare. Queste le conclusioni dell’ordinanza della Cassazione n. 21649/2021.

La vicenda processuale.

Una coppia ricorre in Tribunale per chiedere di accertare che la creazione di un secondo bagno nell’appartamento dei vicini provoca immissioni sonore “intollerabili” provenienti dagli scarichi e domandando l’eliminazione di queste immissioni e il risarcimento dei danni.

La Corte di Appello dispone una C.T.U e accerta che il secondo bagno in effetti è stato realizzato nella parete comunicante con la camera da letto della coppia, alla quale è poggiata la testiera del letto e che le dimensioni ridotte dell’appartamento con consentono di adottare soluzioni diverse. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Bonus facciate valido anche per un solo condomino.

decorazioni sulle facciate di palazzi olandesi

L’Agenzia delle entrate chiarisce che la detrazione del 90% per il bonus facciate prevista è valida anche se a richiederlo è un solo contribuente.

Bonus facciate, cos’è?

Per l’utilizzo del Bonus facciate 2021 nei condomini: a beneficiare della detrazione del 90 per cento può essere anche un unico contribuente, a patto che ci sia una delibera condominiale che autorizzi il sostenimento delle spese da parte del singolo interessato a effettuare i lavori. A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 499 del 21 luglio 2021.

Il bonus facciate è la detrazione fiscale pari al 90% delle spese sostenute in caso di interventi volti al recupero o restauro delle facciate esterne di abitazioni o condomini. È stato introdotto dall’articolo 1, commi da 219 a 224 della Legge di Bilancio 2020, così come modificato dalla Legge di Bilancio  2021.

Le spese che possono essere portate in detrazione 90%, da documentare debitamente, devono essere effettuate dal 1° gennaio 2020 fino al 31/12/2021. Gli edifici sui quali si interviene dovranno essere ubicati in zona A o B o assimilabili e i lavori dovranno essere realizzati sulle strutture opache della facciata, su balconi, su ornamenti e fregi. Sono inclusi gli interventi di pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna. (continua)

Fonte;StudioCataldi

 

Sì alla riduzione del canone di locazione causa Covid-19.

portachiavi con casa per affitto

Per il Tribunale di Lecce la crisi economica causata dal Covid-19 è idonea a creare squilibri nel contratto e a imporre in base al dovere generale di buona fede oggettiva di rinegoziarne il contenuto.

Covid-19: l’impatto della crisi economica sulle locazioni.

La crisi economica provocata dalla diffusione del virus Covid-19, che ha costretto molte attività a chiudere forzatamente (in particolare quelle legate a ristorazione e settore alberghiero), deve ritenersi una una sopravvenienza nel sostrato fattuale e giuridico che costituisce il presupposto del contratto di locazione.. In tal caso il principio di buona e correttezza funge da “valvola” per ripristinare l’equilibrio negoziale, spingendo verso una rinegoziazione del contenuto.
Ammissibile, dunque, la riduzione dei canoni nei contratti a lungo termine, come quelli di locazione di immobili per l’esercizio di attività produttive, al fine di scongiurare la risoluzione del contratto per sopravvenuta onerosità. (continua)
Fonte:StudioCataldi

BONUS CASA, FOCUS SULLE AGEVOLAZIONI FISCALI.

Guida alle agevolazioni fiscali e agli incentivi per ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici, interventi antisismici, facciate e sistemazioni a verde.

Rinnovate con la manovra 2021 le agevolazioni per i contribuenti che si apprestano ad eseguire lavori di restauro, edilizia e riqualificazione energetica.

Indice

La Legge di Bilancio 2021 (L.30.12.2020 n.178), in vigore dal 1° gennaio 2021, ha prorogato per l’intera annualità gli incentivi e le detrazioni fiscali, da presentare a seguito di specifica dichiarazione ENEA. Numerose sono le agevolazioni che rientrano nel cosiddetto Bonus Casa e riguardano principalmente interventi di ristrutturazione sugli edifici, oltre che i lavori sugli impianti di riqualificazione, come ad esempio l’aumento delle classi energetiche.

La norma ha confermato per il 2021 le detrazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione di immobili, ovvero gli incentivi noti come Bonus Ristrutturazioni. Si aggiungono le agevolazioni per le spese di mobili, elettrodomestici di classe energetica elevata e arredi grazie al Bonus Mobili ed Elettrodomestici (classe energetica A+), il cui importo massimo detraibile è stato innalzato a 16.000 euro. Confermati anche l’Ecobonus, la detrazione rivolta a tutti coloro che compiono lavori di adeguamento e risparmio energetico e il Bonus verde per gli interventi di sistemazione a verde di terrazze e aree scoperte, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. (continua)

Fonte:Confcommercio

Superbonus 110% per abbattere le barriere architettoniche.

uomo tiene modello casa sotto braccio per ristrutturazione

 

Per le Entrate le spese condominiali per interventi destinati all’eliminazione di barriere architettoniche sono ammesse alla fruizione della detrazione del superbonus 110%.

Eliminazione barriere architettoniche col superbonus.

Potranno fruire del superbonus 110% le spese condominiali per gli interventi di eliminazione di barriere architettoniche. Nel caso sottoposto all’attenzione dell’Agenzia delle entrate si è trattato della messa in opera di una piattaforma elevatrice destinata ai soggetti con ridotta capacità motoria.

 I condòmini, a prescindere dalla propria età, potranno fruire dell’agevolazione in relazione ai millesimi di proprietà o sulla base di altri criteri e potranno, optare per la cessione o lo sconto sul corrispettivo. A chiarirlo è appunto l’Agenzia nella risposta n. 455 del 5 luglio 2021. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Plastiche monouso vietate: le sanzioni.

Superata la prima scadenza: dal 3 luglio scorso la plastica monouso viene bandita in tutta Europa. Ecco cosa succede in Italia.
stoviglie di plastica colorate

Plastiche al bando dal 3 luglio.

La salvaguardia dell’ambiente che passa dall’eliminazione della plastica. Superata la prima scadenza: dal 3 luglio scorso la plastica monouso viene bandita in tutta Europa.

Proprio da quella data è diventata attiva la decisione del Parlamento europeo che punta ad riduzione della plastica entro il 2030. L’adeguamento alla Sup (Single-use plastic products), grazie alla direttiva europea 904, non sarà immediato, ma nel nostro Paese sarà ancora consentito l’utilizzo di diversi prodotti in plastica. inoltre, i negozi potranno comunque continuare a vendere i prodotti vietati fino a esaurimento scorte; successivamente le plastiche monouso saranno vietate per sempre con sanzioni per chi trasgredisce.

Plastica al bando, i prodotti eliminati.

Per quanto riguarda i prodotti monouso l’elenco dei prodotti da eliminare comprende: posate di plastica (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette); piatti di plastica; cannucce di plastica; contenitori per alimenti in polistirolo espanso con o senza coperchio, utilizzati per contenere alimenti destinati al consumo immediato o da asporto; contenitori per bevande in polistirolo espanso; tazze per bevande in polistirolo espanso; prodotti in plastica oxo-degradabile; bastoncini di cotone di plastica.

I prodotti che resteranno in commercio sono: i bicchieri poiché nella direttiva non c’è traccia dei bicchieri in plastica usa e getta; mascherine e guanti e palloncini. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus condizionatori 2021.

Una breve guida al bonus condizionatori per il 2021 che permette detrazioni del 50%, del 65% e del 110% come previsto dalla disciplina sul Superbonus.

Bonus condizionatori 2021 senza Isee.

Il bonus condizionatori è stato confermato dall’ultima legge di Bilancio, valida per il 2021, in favore di coloro che acquistano nuovi impianti o sostituiscono quelli vecchi. Un bonus che non richiede il rispetto di particolari limiti reddituali. Il bonus condizionatori consente di ottenere una detrazione Irpef compresa tra il 50% e il 65% e in casi particolari del 110%.

La finalità del bonus condizionatori è evidente. Dare la possibilità a tutti, attraverso l’offerta di un incentivo, di dotare le proprie abitazioni d’impianti in grado di renderle più confortevoli ed efficienti dal punto di vista energetico.

Bonus condizionatori 2021: le opzioni.

L’agevolazione fiscale relativa ai condizionatori è conseguibile in tre modi diversi:

– La detrazione Irpef del 50% è possibile se l’installazione o l’acquisto del nuovo condizionatore è abbinato a una ristrutturazione edile, anche se l’Agenzia delle Entrate ha specificato che è sufficiente che tale intervento sia giustificato da una manutenzione straordinaria. La detrazione del 50% avviene in particolare in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e o di grandi elettrodomestici con classe non inferiore alla A+, climatizzatori compresi. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Fonte: Bonus condizionatori 2021 https://www.studiocataldi.it/articoli/42349-bonus-condizionatori-2021.asp#ixzz706MjtOAf
(www.StudioCataldi.it)

Agevolazioni prima casa: stretta della Cassazione.

Gli Ermellini chiariscono che per mantenere i benefici prima casa chi acquista un nuovo immobile entro un anno dalla vendita del precedente deve fissarvi la residenza.

Decade dal beneficio chi non fissa la residenza nel nuovo immobile.

La Cassazione nell’ordinanza n. 18939/2021 chiarisce che il beneficio prima casa non può essere riconosciuto al di fuori dei casi contemplati dalla legge. Non rileva infatti ai fini del beneficio che il nuovo immobile, acquistato entro un anno dalla alienazione del precedente, si trovi nel Comune in cui il contribuente lavora, in questo lo stesso deve fissare la sua residenza.

La vicenda processuale.

La C.T.R accoglie l’appello di una contribuente e dichiara non dovuta la maggiore imposta richiesta a titolo d’imposta di registro, sanzioni e interessi richiesti dall’Agenzia delle Entrate dopo che l’ha ritenuta decaduta dall’agevolazione prima casa, per aver venduto la prima casa, senza adibire ad abitazione principale l’immobile acquistato nel termine di un anno dalla vendita del precedente.

Per la C.T.R la contribuente può mantenere il beneficio fiscale perché l’immobile acquistato dopo la rivendita nei cinque anni riguarda un immobile sito nel Comune in cui la stessa lavora. (continua)

Fonte: StudioCataldi.it)

 

Il conduttore deve adeguare l’impianto elettrico.

Contratto di locazione e clausola vessatoria.

Non è vessatoria la clausola che impone all’inquilino il rifacimento dell’impianto elettrico. Non solo. Il conduttore è tenuto a risarcire i danni se tiene l’appartamento sporco rendendolo invivibile. E’ quanto si evince dalla recente sentenza della Cassazione n. 16890/2021.

La vicenda.

Con atto di intimazione di sfratto per morosità e contestuale atto di citazione per la convalida, i comproprietari di un appartamento in Firenze, locato a un terzo, avevano dedotto il mancato pagamento di alcuni canoni di locazione del 2012 e 2013, per cui chiedevano l’emissione di decreto ingiuntivo per i canoni non corrisposti e per quelli dovuti fino al rilascio.

Si costituiva il conduttore proponendo domanda riconvenzionale al fine di ottenere la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento degli attori all’obbligo di fornire un immobile salubre e idoneo alla locazione, nonché il risarcimento dei danni subiti per non avere provveduto a dei lavori straordinari. Gli attori, a loro volta, chiedevano il risarcimento dei danni all’appartamento causati dal conduttore collegati alla sua negligenza ed incuria. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus al 110%: la guida completa con tutto quello che c’è da sapere.

ecobonus e sismabonus

 

Grazie al Superbonus al 110% chi esegue una ristrutturazione fino al 30 giugno 2022 può contare su una detrazione del 110% delle spese sostenute per gli interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e che riducono il rischio sismico. Quello che devi sapere sui lavori ammessi e i requisiti necessari, con tutte le indicazioni pratiche e la risposta ad alcune domande frequenti.

A luglio 2020 il Decreto Rilancio ha introdotto il cosiddetto Superbonus: una detrazione del 110% sulle spese sostenute per chi effettuerà interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e riduzione del rischio sismico nei propri condomini o abitazioni singole. La detrazione fiscale del 110% vale per i lavori effettuati dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. A seconda dell’anno di sostenimento della spesa cambia la suddivisione della detrazione negli anni:

  • per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021 la detrazione va suddivisa in 5 rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro, si ottengono 11.000 euro di detrazione pari a 2.200 euro annui da recuperare nelle 5 dichiarazioni dei redditi presentate a partire dall’anno di esecuzione dei lavori.
  • Per le spese effettuate nel 2022 la detrazione deve essere ripartita in 4 rate di pari ammontare. Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro gli 11.000 euro di detrazione si recuperano in rate da 2.750 euro dalla dichiarazione presentata nel 2023 e per i 3 anni successivi. (continua) 
  • Fonte:Altroconsumo

Professionisti: ecco i 10 bonus ancora utilizzabili tra sanificazione, affitti e lavori.

Dieci aiuti per i costi dello studio ma attenzione al rischio di tagli. I bonus fiscali. Dal credito di imposta per affitti o per la sicurezza anti-contagio nell’ufficio al rimborso per il risparmio idrico: tutte le misure accessibili ai professionisti. Riduzioni in vista con i tetti di spesa.

Sono dieci in questo momento i bonus ancora accessibili per gli studi dei professsionisti che potrebbero consentire di risparmiare sui costi fissi per la sede operativa. Certo a patto, nella maggior parte dei casi, di investire nel miglioramento delle performance dell’immobile, in particolare sotto il profilo dell’efficienza energetica. E di avere una sufficiente capienza fiscale, trattandosi per lo più di “rimborsi” sotto forma di detrazioni o crediti di imposta.

Ma non è necessario essere i proprietari dello studio: di fatto tutti i bonus sono utilizzabili da chi detiene un diritto reale sull’immobile (dunque anche dai locatari, anche se per qualsiasi modifica strutturale resta necessario il consenso del proprietario). Vediamoli nel dettaglio. I bonus Covid Sui dieci bonus totali, due sono quelli messi in campo dal Governo come sostegno alle partite Iva per la crisi da Covid a parziale copertura dei costi fissi delle sedi (esclusi quindi i contributi a fondo perduto erogati direttamente al professionista): il bonus affitti e quello per la sanificazione. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

FONDO PRIMA CASA: BONUS PER GIOVANI UNDER 36.

Una delle novità introdotte dal decreto Sostegni bis, pubblicato lo scorso 25 maggio, ha stabilito che le domande per ottenere il bonus prima casa per i giovani under 36 anni possono essere inoltrate fino al 30 giugno 2022.

Le domande per ottenere la garanzia di Stato sull’80% della quota capitale del mutuo per la prima casa vanno presentate dal trentesimo giorno dall’entrata in vigore del decreto Sostegni bis, quindi dallo scorso 24 giugno, per dare tempo alle banche e ai gestori di adeguare la contrattualistica e la modulistica alle nuove disposizioni.

COSA PREVEDE IL BONUS. La misura contenuta nel decreto Sostegni bis prevede che anche i giovani che non hanno ancora compiuto 36 anni, i quali decidono per l’acquisto della prima casa e hanno un Isee che non supera i 40mila euro annui, anche senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato, possano accedere al Fondo di garanzia sui mutui per la prima casa, ottenendo di fatto un prestito dalla banca per un importo pari all’80% del prezzo della casa garantito dallo stato.

Lo Stato per questa fascia giovanile, azzera le imposte sulla compravendita, sia quando questa avviene da un privato che da una ditta di costruzioni.

COME FUNZIONA. Per chi compra da un privato, l’agevolazione consiste nell’azzeramento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale (restano soltanto da pagare l’imposta di bollo, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali, per totali 320 euro). Invece, per chi compra da una società di costruzioni (ossia nelle compravendite soggette ad Iva) non si pagheranno le imposte di registro, ipotecaria e catastale; restano, come sopra, da pagare il bollo, le tasse ipotecarie e i tributi catastali (320 euro). (continua)

Fonte:L’Eco

Infiltrazioni in condominio: paga anche il danneggiato.

giovane donna disperata per infiltrazione acqua in casa condominio

Per la Cassazione, il diritto al risarcimento per mancata manutenzione delle parti comuni non esonera il condomino dal partecipare alle spese di riparazione delle stesse.

Danni da omessa manutenzione di parti comuni del condominio.

Il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno derivante dall’omessa manutenzione di parti comuni del condominio non esonera il condomino danneggiato dall’obbligo di partecipare alle spese di riparazione delle stesse. Questo in sintesi il principio contenuto nell’ordinanza della Cassazione n. 18187/2021.

Nella vicenda, una S.r.l, proprietaria del piano terra di un edificio condominiale, subisce dei danni a causa della mancata manutenzione del lastrico solare, costituente corte interna dell’immobile. Nell’agire in giudizio chiede quindi la condanna del Condominio a rimborsarle le spese sostenute per la riparazione dei danni e a risarcirle i danni.

Il Tribunale accoglie le richieste della S.r.l, condannando il Condominio a rifondere le spese sostenute da parte attrice e a risarcirla dei danni subiti. La Corte di Appello però, pur confermando la condanna del Condominio, nella motivazione dispone che “nel riparto interno, tutte dette spese vanno suddivise secondo i criteri di cui all’art. 1226 c.c.” (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Rottura elettrodomestico: chi paga?

Nei rapporti tra proprietari e inquilini, se l’appartamento è ammobiliato capire chi deve pagare per la rottura di un elettrodomestico non è sempre semplice.

Rottura elettrodomestico: i riferimenti normativi.

Infatti, i riferimenti normativi che possono fungere da orientamento a tal proposito sono pochi e poco chiari: si tratta, nel dettaglio, degli articoli 1576, 1590 e 1609 del codice civile.

Le riparazioni necessarie.

La prima disposizione, in particolare, stabilisce che il locatore, nel corso della locazione, deve eseguire tutte le riparazioni necessarie, ad eccezione di quelle di piccola manutenzione. Di queste ultime, infatti, deve farsi carico il conduttore. L’articolo 1576 precisa poi che per quanto riguarda le cose mobili le spese di manutenzione e conservazione sono a carico del conduttore, salvo patto contrario.

La restituzione della cosa.

La norma di cui all’articolo 1590 c.c., invece, stabilisce che il conduttore deve restituire la cosa al locatore nel medesimo stato in cui l’ha trovata, fatto salvo il deterioramento o il consumo.

Fino ad ora è quindi chiaro che il conduttore che abbia preso in locazione un appartamento con mobili ed elettrodomestici, dovrà farsi carico delle spese di manutenzione ordinaria, anche al fine di mantenere, per quanto possibile, l’immobile nello stato in cui l’ha ricevuto. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

La ripartizione delle spese tra locatore e conduttore.

appartamento locazione casa

In base all’art. 1576 c.c., il proprietario deve eseguire, durante la locazione tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione.

Ripartizione spese locatore e conduttore: i criteri.

Senza entrare nello specifico, il primo criterio di carattere generale per suddividere le spese tra proprietario e inquilino è quindi quello di individuare la tipologia di intervento.

Qualche chiarimento in più, rispetto alla disciplina del codice civile, arriva dalla legge sulle locazioni degli immobili urbani (Legge 392/78), nella quale si afferma che l’inquilino deve sostenere le spese per la pulizia, quelle relative all’ordinaria manutenzione dell’ascensore (quelle straordinarie restano infatti a carico del proprietario), le spese dell’energia elettrica, dell’acqua, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria.

Deve inoltre provvedere alle spese relative allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine e alle spese di fornitura di altri servizi comuni. Se poi nello stabile c’è un servizio di portineria, l’inquilino dovrà farsi carico del suo pagamento nella misura del 90%. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Casa riqualificata e ceduta, bonus duplicato.

Con la risposta all’interpello 437 (pubblicato ieri) l’agenzia delle Entrate ha confermato che agli acquirenti di un immobile di proprietà di un’impresa che lo ha ristrutturato spetta la detrazione del 50% sul 25% del prezzo, anche se l’impresa stessa ha già beneficiato di ecobonus e sismabonus nel corso dei lavori.

La situazione prospettata dal contribuente (che è la stessa impresa) è quella di un intero fabbricato di sua proprietà, a destinazione abitativa, dove vengono svolti interventi di ristrutturazione edilizia, aventi le caratteristiche per fruire delle detrazioni Ires in materia di risparmio energetico e di misure antisismiche (articoli 14 e 16 del Dl 63/2013)

Sui costi di ristrutturazione, per le Entrate sono diversi i destinatari delle agevolazioni, quindi gli sconti sono totalmente compatibili  a quella tipologia di interventi, quindi, l’impresa realizza già un risparmio ben oltre il 65 per cento.

A fine lavori, però, vuole vendere l’immobile ristrutturato e, per renderlo più appetibile, pensa di metterlo sul mercato entro 18 mesi da fine lavori, ricordando che chi compra una casa ristrutturata dall’impresa che ne è proprietaria ha diritto a detrarre in io anni (articolo 16-bis, comma 3 del Tuir) o a cedere il relativo credito d’imposta, il 25% del prezzo di acquisto (articolo 3, comma i, lettere c) e d) del Dpr 380/2001, cioè per lavori di restauro-risanamento conservativo e ristrutturazione). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Canoni di affitto non percepiti e blocco sfratti: le ultime novità.

La Legge di Conversione del c.d. Decreto Sostegni (D.L. 22 marzo 2021 n. 41) introduce alcune novità che vanno a modificare e integrare il testo del Decreto, in particolare per quanto riguarda la dichiarazione dei canoni di affitto non percepiti e il blocco sfratti.

Nel primo caso viene stabilito che è possibile non pagare le tasse sin dall’inizio del procedimento per tutti i contratti di affitto residenziale, anche quelli stipulati prima del 1° gennaio 2020. Per il blocco sfratti viene invece confermata la sospensione delle procedure già bloccate fino al 30 giugno, mentre via libera per quelle dal 1° luglio.

Approfondiamo in dettaglio le novità.

Dichiarazione dei canoni non percepiti.

La Legge di Conversione del Decreto Sostegni stabilisce che tutti i contratti di affitto residenziale, anche quelli stipulati prima del 1° gennaio 2020, saranno interessati da una vantaggiosa regola:

anziché pagare le imposte sui redditi non percepiti fino alla convalida di sfratto, è possibile non pagare le tasse sin dall’inizio del procedimento, ovvero dall’intimazione di sfratto, o da quando si procede con l’ingiunzione di pagamento per le somme non corrisposte, anche se limitatamente ai canoni non corrisposti dal 1° gennaio 2020 in avanti. (continua)

Fonte:SoloAffitti

Il contratto a canone concordato.

La disciplina del contratto di locazione a canone calmierato o concordato è contenuta nella legge 431/1998 e rappresenta un’alternativa ai contratti a canone libero.

Cos’è il contratto a canone concordato.

Il contratto a canone concordato deve rispettare determinati criteri definiti a livello nazionale e recepiti in accordi a livello locale; ha una durata triennale rinnovabile per ulteriori due anni e permette di fruire di particolari agevolazioni fiscali.

Gli accordi locali.

Più precisamente, i parametri fondamentali del contratto vengono stabiliti da un accordo locale concluso e firmato dalle principali organizzazioni rappresentative della proprietà edilizia e dalle principali associazioni sindacali dei conduttori alla presenza solitamente dell’Assessore comunale o del Sindaco.
Negli accordi locali, che fissano i criteri di stipula, il territorio comunale viene suddiviso in zone urbane omogenee e per ogni area avente caratteristiche simili per valori di mercato, dotazioni infrastrutturali e tipologie edilizie è individuato un valore minimo e un valore. (continua)
Fonte:StudioCataldi

 

Imu, cedolare e bonus sui lavori: i dossier dei partiti verso la riforma.

Domani mercoledì 16 giugno scade la prima rata dell’Imu 2021. Ma chi si chiede cosa succederà con la riforma fiscale non troverà molte risposte nei documenti che i partiti hanno depositato alle commissioni Finanze di Camera e Senato.

Non che gli immobili siano assenti dai sette dossier presentati, ma il grosso delle attenzioni si concentra sull’Irpef. D’altra parte, l’imposizione sulla casa è un argomento politicamente sensibile, su cui non sembrano esserci grandi convergenze.

L’esenzione della prima casa 119,5 milioni di abitazioni principali devono rimanere esenti: Lega e Forza Italia lo scrivono a chiare lettere. In realtà, nessuno degli altri cinque partiti chiede di tassare di nuovo la prima casa. Neanche Liberi e Uguali (Leu), che propone un’imposta personale progressiva sui patrimoni (immobiliari e mobiliari): secondo Leu, infatti, questa imposta dovrebbe assicurare lo stesso gettito totale dei tributi sostituiti, esentando i patrimoni di minor valore e salvaguardando le prime case non di lusso.

Nessuno dei partiti, comunque, si spinge fin dove arrivala Commissione europea, che mette in discussione l’esenzione dell’abitazione principale per i proprietari ad alto reddito (si veda II Sole 24 Ore del 4 giugno). Bruxelles ricorda inoltre che il prelievo immobiliare italiano è applicato su basi imponibili spesso slegate dai reali valori di mercato a causa della mancata riforma del catasto. Riforma degli estimi, peraltro, richiamata nelle Raccomandazioni Ue che sono fra i punti di riferimento del Recovery plan italiano. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Il rogito.

Il rogito è un documento che fa prova legale dei fatti e degli atti giuridici in esso riportati avvenuti alla presenza di un notaio o che questi ha compiuto.
notaio che timbra un testamento

Rogito: efficacia di atto pubblico.

Il rogito, denominato anche atto notarile, è considerato a tutti gli effetti un atto pubblico.

Infatti, l’articolo 2699 del codice civile stabilisce che “L’atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato”.

Le formalità del rogito.

In ogni caso, come emerge anche da tale norma, il rogito, per essere valido, deve essere redatto nel rispetto di particolari formalità, che sono prescritte dalla legge notarile (legge n. 89/1913).

Tra le principali formalità si segnala la redazione, a mano, a macchina o a stampa, personalmente da parte del notaio o da una persona di fiducia sotto la direzione, in ogni momento, del notaio stesso.

L’atto deve essere ricevuto in presenza delle parti e, solo per alcune fattispecie, di almeno due testimoni. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Superbonus 110%, arriva un modello standard.

Anci e Funzione Pubblica lavorano alla creazione di un nuovo modulo con le semplificazioni valide per ottenere l’agevolazione fiscale.

lavori in casa con superbonus 110 per cento

Superbonus, modulistica unica.

Una modulistica unica per la comunicazione inizio lavori asseverata (Cila) applicata ai lavori del Superbonus. A pensarci ci sono l’Associazione nazionali comuni italiani (Anci) con il Dipartimento della Funzione Pubblica. Cambia dunque il modello per la presentazione della Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata) con l’obiettivo di adeguarsi alle norme che regolano il Superbonus.

Superbonus, interventi da realizzare con Cila

Gli interventi agevolati con il Superbonus, per ciò che ha previsto il decreto Semplificazioni, tranne quelli che implicano la demolizione e ricostruzione dell’edificio, sono considerati manutenzioni straordinarie e possono essere realizzati solo con la Cila. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus caldaie 2021: tutto ciò che devi sapere.

Come funziona il bonus caldaia 2021 | Blog Edilnet

Il bonus caldaie 2021 è un incentivo per incoraggiare i contribuenti all’intervento sostitutivo della caldaia. In poche parole sono previste delle detrazioni fiscali per quegli utenti che, nell’anno precedente alla dichiarazione dei redditi, hanno sostenuto i costi relativi alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento.

Il bonus, confermato anche per il 2021 corrisponde al 50%, se si tratta di una caldaia a condensazione di classe A; qualora, invece, siano stati installati degli impianti di termoregolazione innovativi, la detrazione è del 65%. È importante ricordare che la cifra massima detraibile per ogni immobile corrisponde a €30000.

Approfondiamo l’argomento, grazie anche al contributo di idraulicofirenzeeprovincia.it, idraulico di Firenze da diverso tempo attivo nella città.

Bonus caldaia 2021: requisiti indispensabili.

Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale prevista per la sostituzione della vecchia caldaia con una nuova, è necessario possedere determinati requisiti, quali:

  • l’edificio deve essere accatastato o in fase di accatastamento;
  • l’utente deve aver pagato regolarmente tributi sull’immobile;
  • l’impianto di riscaldamento dev’essere preesistente.

La detrazione fiscale include altri costi, vale a dire:

  • il sopralluogo e l’intervento del tecnico professionista;
  • lo smontaggio della caldaia vecchia;
  • l’esecuzione di eventuali opere murarie;
  • la collocazione della caldaia nuova.

Acconto Imu entro il 16 giugno: chi paga e chi no.

Entro questa data i proprietari di immobili devono versare l’acconto 2021: anche quest’anno non è più dovuta la Tasi, sommata in pratica all’Imu.
uomo solleva casa con simbolo Imu

Imu, prima scadenza il 16 giugno.

È previsto il 16 giugno il versamento della prima rata dell’Imu. Saranno molti di meno i soggetti che dovranno pagare rispetto agli anni scorsi: se l’IMU resta non dovuta sull’abitazione principale, ad esclusione delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, nuove riduzioni ed esenzioni sono state introdotte di recente per quei settori economici più colpiti dalla crisi da Covid.

È stato il decreto Sostegni a stabilire l’esenzione dall’acconto IMU 2021 per i titolari di Partita Iva beneficiari dei contributi a fondo perduto, per gli immobili in cui i soggetti passivi esercitano le attività di cui sono anche gestori.

Nell’ultimo periodo, a partire dalla legge di Bilancio 2021 e fino al decreto Sostegni (così come convertito in legge n. 69/2021), si sono succeduti diversi provvedimenti contenenti agevolazioni (in termini di esenzioni e riduzioni) in materia di IMU. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus e covid spingono il mercato immobiliare.

Crescono le compravendite di immobili grazie al superbonus. Boom di case vacanza e appartamenti lontano dai grossi centri.

superbonus

Il superbonus 110 per cento stimola il mercato immobiliare. Le iniziative fiscali volte alla conservazione e miglioramento delle case funge da volano anche per gli investimenti nelle seconde case.

Nonostante l’Imu, gli italiani non abbandonano l’idea di acquistare una seconda casa, magari da mettere a rendita o per uso vacanze. Un lusso che non è per tutti ovviamente, ma che rende comunque l’idea di quanto il superbonus abbia inciso sulla ripartenza degli acquisti di immobili.

Il superbonus spinge il mercato immobiliare.

Grazie al superbonus, crescono così le compravendite immobiliari residenziali nelle grandi città italiane durante il primo quadrimestre del 2021. Per la maggioranza degli operatori immobiliari Fimaa-Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – si è registrato un incremento delle transazioni, che si rafforzerà ulteriormente per tutto il 2021.

Restano comunque sempre stabili i dati relativi ai prezzi che non decollano. Anzi, in molte regioni d’Italia continuano a scendere. A parte ciò, l’incremento della domanda è un segnale incoraggiante per una fase di ripresa del mattone, alimentata dall’emergenza sanitaria da Covid-19. (continua)

Fonte:InvestireOggi

IL MERCATO IMMOBILIARE VEDE LA RIPRESA.

Secondo un’indagine Fimaa, nel primo quadrimestre dell’anno il 51% degli agenti immobiliari ha constatato un aumento delle compravendite residenziali, mentre restano stabili prezzi e offerta. Taverna: “premiato ancora una volta il mattone come miglior forma di investimento”.

Nei primi quattro mesi del 2021 le compravendite immobiliari residenziali nelle città italiane sono aumentate rispetto allo stesso periodo del 2019 per il 51% degli operatori immobiliari. Lo rivela un’indagine dell’Ufficio Studi della Fimaa, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, da cui emerge che l’incremento si rafforzerà ulteriormente nel corso del resto dell’anno arrivando così a recuperare quasi per intero le oltre 46mila transazioni perse nel 2020, con un +8% di compravendite e prezzi in risalita dell’1,9% rispetto all’anno precedente. (continua)

Superbonus 110%: cosa cambia con il decreto semplificazioni.

Il decreto semplificazioni 2021 modifica la disciplina del Superbonus 110% intervenendo su aspetti sostanziali e procedurali della misura.

lampadine dritte e non concetto semplificazione

Decreto semplificazioni 2021 e Superbonus 110%.

Con il DL semplificazioni arrivano infatti ulteriori modifiche alla disciplina del Superbonus dopo quelle apportate dal decreto agosto n. 104/2020, dalla legge di bilancio 2021 n. 178/2020 e dal decreto legge del n. 59/2020.

Quest’ultimo intervento, messo in atto dal DL semplificazioni ha la finalità di ampliare la sfera dei beneficiari e rendere più semplice l’accesso alla misura.

Superbonus 110% più esteso.

Il nuovo Decreto legge n. 77/2021 modifica la disciplina del Superbonus 110% di cui all’art. 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in diversi punti, vediamoli insieme.

Superbonus anche per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Al comma 4, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: “Tale aliquota si applica anche agli interventi previsti dall’art. 16-bis, comma 1, lettera e), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche ove effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni ed a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi indicati nel primo periodo e che non siano già richiesti ai sensi del comma 2 della presente disposizione”.

Con questa modifica gli interventi finalizzati ad abbattere le barriere architettoniche, anche se effettuati in favore di persone che hanno superato i 65 anni di etàrientrano nel superbonus se trainati da almeno uno degli interventi principali previsti dal comma 1 dell’art. 119, purché non già richiesti dal comma 2. (continua)

Fonte:StudioCataldi

F

Prima casa, ampliamento senza il bonus del 50%.

Valore aggiunto al 4% per i lavori di ampliamento o completamento dell’abitazione acquistata con l’agevolazione «prima casa», è possibile applicare l’Iva del 4% ma non è possibile beneficiare delle detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni, come ad esempio il bonus casa del 50%, l’ecobonus del 50-65-70-75-80-85% o il superbonus del 110 per cento.

Invece, nel caso di abitazione già accatastata e completata, con Scia o Cila di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria è possibile beneficiare di questi bonus Irpef, ma non dell’agevolazione dell’Iva del 4% per la «prima casa».

Costruzione. L’agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa, relativamente all’aliquota Iva del 4%, si applica anche alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione di abitazioni non di lusso e rese al proprietario, ai sensi della voce n.39, Parte II, TabellaA, allegata al dpr n. 633/72.

Ampliamento Con la costruzione di un’immobile si ha l’incremento quantitativo dello stesso, il quale si ottiene anche attraverso i lavori di ampliamento e completamento (risoluzione 500309/1974) ovvero ricostruzioni totali (risoluzione 502331/1974). Si hanno semplici lavori di trasformazione, invece, se aumenta il numero delle stanze, ma rimane uguale l’area dell’appartamento (risoluzione 362119/1977) (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Ecobonus 110% come funziona.

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica: Come noto, la possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. (continua)

Fonte:LaNazione

Home staging, l’arte di far bella una casa per venderla al meglio.

«Un appartamento medio si vende in 250 giorni. Ma ne possono bastare 25 se invece che vuoto e buio lo si mostra arredato quel tanto che basta a creare suggestioni positive».

Su questa scommessa, Francesca Greco, fondatrice di Home Philosophy ha costruito una professione, tanto da tenere corsi di home staging. Quelli di Home Plillosophy sono gli unici in Europa ad essere approvati dall’Associazione Internazionale di Home Staging.

Negli ultimi 5 anni il team di consulenti per l’immagine ha preparato oltre 500 case per la vendita o la locazione. Un costo o un investimento?

L’home staging è una consulenza che si affianca all’intermediazione immobiliare tradizionale, da cui spesso non è molto capita perché si ha paura di proporre al cliente un incremento di costi oltre le normali provvigioni di agenzia. I costi del servizio, poi, possono dipendere da molti fattori.

«Per un monolocale già arredato, cui aggiungere solo qualche componente possono bastare 500-600 euro più il servizio fotografico. Per un appartamento di 3-4 locali vuoto e da valorizzare con arredo, si può arrivare a 3500-4mila euro. Ma più che un costo è un investimento, perché se l’appartamento resta sul mercato per mesi e poi devo ribassare la richiesta anche di 2o-3omila euro, forse è meglio valorizzarlo per chiudere prima con minori margini di trattativa». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Bonus prima casa per gli under 36.

Il Decreto Sostegni bis, in vigore dal 26 maggio 2021, prevede un bonus prima casa per gli under 36. Domande dal 24 giugno.
agente immobiliare affitta casa a coppia

Decreto sostegni bis: bonus prima casa under 36

Il Decreto Sostegni bis n. 73/2021, pubblicato in Gazzetta il 25 maggio e in vigore dal giorno successivo, contiene, tra le varie novità, il bonus prima casa per gli under 36.

L’art. 64 del decreto, al comma 2, sostituisce il comma 48, lettera c) dell’art. 1 della legge n. 147/2013, che prevedeva il beneficio per coloro che non avevano ancora compiuto i 35 anni di età a quelli “che non hanno compiuto trentasei anni di età.

l comma 1 invece dispone la proroga fino al 31 dicembre 2021 delle misure contemplate dall’art. 54 comma 1 del Cura Italia n. 18/2020 convertito dalla legge n. 27/2020.

Garanzia all’80% della quota capitale.

Per le domande che verranno presentate a partire dal 30° giorno successivo all’entrata in vigore della disposizione contenuta nel decreto sostegni bis (ossia a partire dal 24 giugno prossimo e fino al 30 giugno 2022), per quanto riguarda le categorie che hanno la priorità per accedere al credito garantito dal Fondo Garanzia prima casa, in possesso di un indicatore ISEE che non superi i 40.000 euro, la misura della garanzia è elevata all’80% della quota capitale(continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Per la sicurezza l’amministratore interviene su parti private.

Per la sicurezza l’amministratore può intervenire su parti private. Lavori urgenti Legittimi la rimozione dei calcinacci e il rifacimento dei balconi. Nulla osta alle opere conservative per salvaguardare l’edificio

L’amministratore del condominio deve compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio (articolo 113o del Codice civile), ma quando l’intervento di urgenza richiesto dal sindaco, per tutelare la pubblica incolumità, riguarda anche le parti private, il condòmino non può opporsi alla messa in sicurezza del condominio.Lo conferma la Cassazione nell’ordinanza 14140/2021.

L’ordinanza sindacale. Nei confronti di un condominio il sindaco emetteva un’ordinanza che ingiungeva l’esecuzione della rimozione di calcinacci ed il rifacimento dei balconi, per tutelare la pubblica incolumità.

L’amministratore convocava l’assemblea che commissionava i lavori ma una condomina citava in giudizio il condominio, l’ingegnere e l’impresa lamentandola non corretta esecuzione, all’interno della sua proprietà, dei lavori secondo la regola dell’arte e impeditivi dell’accesso al suo locale caldaia. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

DECRETO SOSTEGNI. Nuova casa: guida utile per l’acquisto con il bonus.

Meno tasse per l’acquisto della prima casa e un accesso più facile ai mutui.

Tra le diverse misure inserite nel decreto Sostegno bis, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 maggio scorso, un pacchetto di aiuti a sostegno dei giovani che vogliono comprare la prima abitazione. Ecco tutti i dettagli dei provvedimento che prevede agevolazioni fiscali sulle imposte da versare in sede di acquisto.

REQUISITI DI ACCESSO. I giovani fino a 36 anni, con lsee non superiore a 40.000 euro, potranno fare domanda fino al 30 giugno 2022 per usufruire della garanzia dello Stato pari all’80% della quota capitale del finanziamento richiesto.

Accanto alle agevolazioni per il mutuo prima casa, il decreto Sostegno bis cancella anche le tasse dovute dagli under 36 che acquistano l’abitazione principale.

In particolare, viene introdotta l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale.

Per le vendite soggette ad Iva, viene invece riconosciuto un credito d’imposta. Non solo: per i mutui relativi all’acquisto dell’abitazione principale si prevede anche la cancellazione dell’imposta sostitutiva.  (continua)

Fonte:IlCentro

I danni per il rumore possono essere chiesti da un solo condomino.

uomo anziano non riesce a dormire per rumore dei vicini di sopra
Per la Cassazione, il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone è integrato se il rumore viene avvertito da più persone anche se poi se ne lamenta solo qualcuno.

Disturbo delle occupazioni e del riposo.

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 18377/2021 precisa che se è vero che il rumore idoneo a integrare il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone deve essere avvertito da più soggetti, a lamentarsene può essere solo qualcuno. Ma perché gli Ermellini sono arrivati a questa conclusione? Ripercorriamo i fatti sin dall’inizio.

La Corte di Appello di Milano accoglie l’impugnazione della parte civile costituita e riforma la sentenza di con cui il giudice di primo grado ha assolto l’imputata “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” in merito alla contravvenzione ex art. 659 cod. pen., affermandone la responsabilità agli effetti civili e condannandola al risarcimento del danno in favore dell’appellante.

Il disturbo provocato dal rumore deve essere avvertito da più persone.

L’imputata ricorre in cassazione sollevando tre motivi di ricorso.

Con il primo segnala la carenza d’interesse all’impugnazione della parte civile stante la formula dell’assoluzione, che non lo tutela in ordine alle azioni esercitabili in sede civili. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Affitti non pagati, si estende l’esclusione Irpef.

La disciplina che permette di non pagare l’Irpef sui canoni di locazione non percepiti su immobili abitativi, ma comprovati dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento, è estesa ai contratti stipulati prima del 2020.

Lo prevede l’articolo 6-septies della Legge di conversione del Dl Sostegni, che abroga la norma che concedeva il beneficio solo per i contratti stipulati dal 2020.

La norma di partenza è l’articolo 26 del Tuir, che prevede la concorrenza dei redditi fondiari al reddito complessivo indipendentemente dall’effettiva percezione.

Fino a prima del DI 34/2°19, consentiva al locatore di immobili abitativi che non percepiva i canoni pattuiti di non dichiararli, e quindi di non versare l’Irpef su essi, a partire dalla condusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità.

Quindi il locatore doveva avviare una procedura di sfratto e continuare a indicare in dichiarazione i canoni fino alla convalida. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Separazione: le sorti del mutuo cointestato.

due coniugi tirano casa in due parti concetto separazione divorzio

Spesso i coniugi che hanno contratto un mutuo cointestato e che si stanno separando si domandano quali saranno le sorti del negozio. 

Mutuo e matrimonio sono due cose diverse.

Le sorti del mutuo cointestato contratto da due coniugi possono essere comprese partendo da un punto fermo fondamentale: il mutuo e il matrimonio sono due cose diverse e quindi la circostanza che i contraenti non siano più coniugi o si siano separati non interessa alla banca, che comunque ha di fronte a sé due obbligati dotati di propria e distinta soggettività.

I rapporti con la banca, quindi, devono essere oggetto di un apposito accordo tra gli ex coniugi.

Tale accordo, peraltro, nulla interessa alla banca, per la quale i cointestatari risulteranno per sempre solidalmente obbligati. (continua)

Fonte:StudioCataldi

F

 

Condomini: superbonus fino al 31 dicembre 2022.

Proroga del superbonus, ma non per tutti.

Il recente decreto legge n. 59/2021 del 6 maggio 2021 (sotto allegato) e contenente le “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”, pubblicato in G.U il 7 maggio 2021, prevede, tra le altre cose, la proroga del superbonus previsto e disciplinato dall’art. 119 del decreto legge n. 34/2021, per i condomini, le persone fisiche e gli Istituti Autonomi Case Popolari. Vediamo nel dettaglio come sono state pensate le diverse proroghe del superbonus per questi soggetti.

Proroghe per le persone fisiche.

Il comma 3 lettera a) dell’art. 1 del dl n. 59/2021 dispone che per gli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unita’ immobiliari, le disposizioni dei commi da 1 a 3 del decreto n. 34/2020, che regolano il superbonus, si applicano anche alle spese, documentate e rimaste a carico del contribuente, che saranno sostenute dal 1°gennaio 2022 fino al 30 giugno 2023. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Prima casa, il bonus già usato indebitamente blocca quello nuovo.

Decade dall’agevolazione prima casa l’acquirente che ne abbia già usufruito in passato, anche se indebitamente, qualora le Entrate non abbiano contestato la decadenza per tale precedente utilizzo né il contribuente abbia regolarizzato l’operazione versando l’imposta di registro in misura ordinaria.

Lo ha stabilito la Ctr Lazio, con la sentenza 2091/10/2021. In base alla Nota II-bis) all’articolo i della Tariffa, Parte I, allegata al Dpr 131/1986, l’agevolazione spetta a condizione che l’acquirente renda, in sede di rogito notarile, le seguenti dichiarazioni: . che l’immobile è ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto la propria residenza; . di non essere titolare di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare; . di non possedere altra casa di abitazione acquistata con le stesse agevolazioni.

Secondo la Cassazione, il contribuente può usufruire più volte del beneficio a condizione che non possieda altra casa acquistata con la stessa agevolazione (Cassazione 2565/2018, 4740/2017, gn 8548/2016).  (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Raddoppia la proroga degli sfratti.

Tra le novità in arrivo la doppia proroga del blocco degli sfratti, che si allunga al 30 settembre per i provvedimenti di rilascio adottati fra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020, e prosegue fino a al 31 dicembre per quelli adottati dal 1° ottobre scorso al 30 giugno 2021.

Il meccanismo è pensato anche per evitare proroghe ulteriori degli sfratti nati prima della crisi da pandemia, che sarebbero “liberati” dal 30 giugno prossimo. Ma la norma non coglie nel segno perché il provvedimento di rilascio giunge al termine di un procedimento che dura diversi mesi.

Proroga o non proroga, comunque, il tema arriverà ora al tavolo della Corte costituzionale. Nel pacchetto di misure su affitti e casa vanno segnalati anche i due correttivi sostenuti dal presidente della commissione Bilancio, Daniele Pesco.

In particolare viene introdotta la possibilità di ristrutturare i mutui ipotecari per immobili adibiti a prima casa oggetto di procedura esecutiva, già prevista a suo tempo dal DI fiscale di fine 2019. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Requisiti e presupposti per il rilascio del condono urbanistico.

case con segnale di divieto per abusivismo

I motivi per l’annullamento di un permesso in sanatoria.

Con una sentenza di qualche mese fa, il TAR Campania – Salerno ha offerto degli interessanti chiarimenti in merito ai requisiti e ai presupposti per il rilascio del condono urbanistico, giungendo a delle conclusioni che meritano di essere approfondite.

Alla base della pronuncia vi era il ricorso con il quale un soggetto (difeso dallo scrivente avvocato), nella qualità di proprietario confinante di un immobile, aveva impugnato i provvedimenti relativi alla sanatoria ed al completamento di un manufatto (deposito) realizzato su area confinante intestata ai controinteressati.

Nel ricorso, in particolare, veniva dedotta la non condonabilità dell’opera in contestazione, in quanto non ultimata al rustico e funzionalmente incompleta (ossia realizzata con copertura precaria, priva di tamponatura sui lati e priva dei servizi e degli impianti necessari alla sua utilizzazione), tanto da richiedere interventi di nuova costruzione con opere a farsi, non assentibili attraverso il condono edilizio. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Locazioni e tasse. Nel modello Redditi 2021 solo i canoni abitativi incassati.

Nel 730 non si riportano le somme non percepite a seguito di ingiunzione.

La data di stipula del contratto diviene irrilevante con le modifiche al Dl 41.

I canoni di locazione abitativa non percepiti dal 1° gennaio 2020 sono esclusi dalla formazione del reddito, a prescindere dalla data di stipula del contratto. Ma l’esclusione è possibile solo in presenza di uno specifico atto introduttivo della verifica giurisdizionale della morosità (intimazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento).

Lo prevede uno degli emendamenti approvati al decreto Sostegni 41/2021, in corso dì conversione parlamentare. Nella versione ante modifiche, introdotta con il D134/19, il beneficio spettava invece solo per i contratti nuovi, cioè stipulati a partire dal 1° gennaio 2020.

Se è vero che peri canoni non incassati è possibile non tassare già dal momento di intimazione dello sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento senza dover dunque aspettare la fine del procedimento di convalida dello sfratto -siamo però ancora distanti dall’applicazione (peraltro auspicabile) del regime di cassa per i redditi fondiari.

In sede di tassazione del reddito fondiario vale infatti sempre il principio generale previsto dall’articolo 26, comma del Tuir, secondo cui «i redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Bonus zanzariere, ecco come chiederlo.

uomo che monta zanzariera sulla finestra

Anche per il 2021 le zanzariere rientrano tra gli interventi di efficientamento energetico se rispettano i requisiti previsti dalla legge.

Bonus zanzariere, che cos’è?

Bonus zanzariere confermato anche per il 2021. Si tratta di un bonus che consentirà di ricevere uno sgravio fiscale per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2021, col limite massimo di spesa detraibile di 60mila euro.

Trattandosi di una detrazione che rientra nell’Ecobonus 50% è necessario raggiungere la schermatura della casa ed ottenere un miglioramento dell’efficienza energetica. Le zanzariere dunque dovranno essere a schermatura.

Bonus zanzariere, le caratteristiche.

Per beneficiare del bonus, le zanzariere dovranno essere fisse, installate in modo stabile. Per questo sono escluse le zanzariere montabili e smontabili; installate su una superficie vetrata che sia finestra o porta vetrata, in qualsiasi modo esposta; regolabili per consentire un facile utilizzo in base all’intensità solare. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Imu, Tosap e canone. Gli aiuti alle imprese.

Salta la prima rata dell’Imu per le imprese che hanno perso più del 30% del fatturato, il canone Rai per alberghi, ristoranti e bar, e la Tosap, la tassa sull’occupazione di suolo pubblico.

Si avvia un graduale sblocco degli sfratti per morosità (centomila quelli pendenti), mentre i proprietari non dovranno versare l’hpef sui canoni non riscossi anche per i contratti stipulati prima della pandemia. Ci sarà più tempo per utilizzare i voucher per viaggi e concerti saltati.

Arrivano ristori una tantum di mille euro per le start up non toccate finora dagli indennizzi. Spunta un fondo per garantire l’assegno di mantenimento ai separati e divorziati in difficoltà economica. Dieci milioni sono invece previsti per i comuni che individueranno sedi alternative alle scuole per allestire i seggi delle prossime elezioni. Altri microstanziamenti sono stati decisi per le tv locali, i bus turistici, i maestri di sci. E c’è la proroga fino alla fine di ottobre delle concessioni per gli ambulanti, che giorni fa avevano manifestato a Roma. (continua)

Fonte:Corriere della Sera

Edifici di un unico proprietario al bivio del 110% in versione eco.

Pertinenze escluse dal conteggio delle unità immobiliari, ma con effetti ancora da chiarire sui limiti di spesa.

Gli edifici plurifamiliari posseduti da un unico proprietario (o in comproprietà) fino a quattro unità immobiliari hanno guadagnato l’accesso al 110% solo con la legge di Bilancio 2021. Prima il Fisco li aveva esclusi con la circolare 24/E/2020.

Il via libera normativo ha dato il “la” alla fase progettuale per tantissimi interventi, anche per la facilità decisionale che caratterizza questo tipo di lavori. Tuttavia, le interpretazioni giunte dalle Entrate non consentono, in parecchi casi, di approcciare l’agevolazione con la dovuta tranquillità (peraltro si segnala che le risposte 15, 63 e 87/2021 risultano essere superate).

Gli interventi meno problematici sembrano quelli diretti al miglioramento sismico. Per questi lavori, come afferma la commissione istituita dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici (risposta n. 6), «più che all’unità funzionalmente indipendente bisogna fare riferimento all’unità strutturale (US)», la quale «dovrà avere continuità da cielo a terra, per quanto riguarda il flusso dei carichi verticali e, di norma, sarà delimitata o da spazi aperti, o da giunti strutturali, o da edifici contigui strutturalmente ma, almeno tipologicamente, diversi».

Definizione che si addice perfettamente agli edifici in esame, che, quindi, a questi fini, andranno considerati unitariamente. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Cerimonie, spiagge e fiere: ecco le linee guida.

scritta oggi sposi appesa a due alberi

La conferenza delle Regioni aggiorna le linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali. Ecco le regole per le cerimonie, le spiagge, le fiere e i centri termali.

Linee guida cerimonie.

Nello specifico ecco le indicazioni per i banchetti nell’ambito delle cerimonie (es. matrimoni) ed eventi analoghi (es. congressi).

▪ Mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni.

▪ Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita.

▪ Disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale.
Privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (es. giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.(continua)
Fonte:StudioCataldi

Come effettuare un cambio fornitore gas per i tuoi affittuari?

Aumento potenza contatore energia elettrica: costi e tempistiche

Quando si dà in affitto un immobile, è bene controllare la corretta fruizione dei servizi di fornitura come luce e gas. Elementi importanti per vivere al meglio la propria quotidianità e godersi al massimo la nuova abitazione. Nel caso di problemi di diverso genere, potrebbe esserci solo una soluzione: il cambio fornitore gas.

Vediamo in questo articolo come effettuare la richiesta e ogni informazione correlata.

La procedura per il cambio fornitore gas.

Effettuare un cambio fornitore gas (o luce) è spesso l’unica alternativa possibile in caso di continui malfunzionamenti, interruzioni di servizio, scarsa assistenza o semplice volontà di risparmio. Ma come effettuare la richiesta?

Ci sono determinate procedure da seguire attentamente per portare a termine l’operazione. Puoi approfondire l’argomento visitando la pagina dedicata al cambio del fornitore gas. Avrai la possibilità di analizzare nel dettaglio tutto l‘iter burocratico da seguire, i costi e le tempistiche.

Per modificare il gestore delle utenze attive si dovrà contattare una delle aziende locali, in base a preferenze e costi. Non ci vuole molto tempo per concludere il tutto e non si avranno lunghe interruzioni di servizio, in attesa del cambio fornitore gas. Inoltre se vi è già un contatore installato, non sarà necessario procurarsene un altro.

Sbrigare le varie faccende burocratiche da soli, potrebbe non essere semplice. Però, tramite il fornitore, sarà possibile ottenere l’assistenza di cui si necessita e ci si potrà organizzare al meglio. Se oltre al gas e alla luce ti serve anche una linea fissa con una promozione valida, puoi controllare la pagina dedicata alle offerte di telefonia. Un modo per risparmiare nell’immediato sulla spesa per la casa in affitto o comprata. Inoltre sarà possibile confrontare le proposte sul mercato e aggiornarsi su tutti i dettagli e caratteristiche.

I documenti per il cambio fornitore gas.

Una volta inoltrata la richiesta, sarà necessario fornire determinati documenti (sia per effettuare un subentro che voltura). Ecco alcuni dati che sarà utile avere a portata di mano:

  • Documento di identità con allegate informazioni anagrafiche personali.
  • Codice PDR (POD per l’energia elettrica) contenente i dati relativi all’armadio della rete di riferimento della zona.
  • Codice IBAN per effettuare il pagamento in modo semplice e veloce.
  • Indirizzo e-mail
  • Dati di riferimento all’immobile.

Ogni documento dovrà essere consegnato nelle modalità e nei tempi previsti dal gestore di gas o luce. In questo modo sarà possibile usufruire di ogni servizio con comodità e nell’immediatezza.

Vivere al massimo il proprio immobile.

Con la nostra competenza nel mondo immobiliare, aiutiamo privati e aziende a muoversi con attenzione nell’acquisto, vendita o affitto di una casa o ufficio. Questo con consigli, scambi di idee e aggiornamenti sulle norme in vigore. Il tutto ci ha permesso di diventare un costante punto di riferimento per molti.  Anche perché ci sono tanti elementi per vivere al massimo il proprio immobile e ricevere valida assistenza può aiutare a orientarsi meglio nel settore.

È importante valutare ogni promozione presente prima di procedere a qualunque attivazione. Un modo per evitare brutte sorprese in futuro.

Potresti avere ulteriori informazioni riguardo le normative e le leggi sulle utenze per la propria casa, andando sul sito della Gazzetta Ufficiale a questa pagina.

 

Mutuo prima casa giovani: lo Stato farà da garante.

Più semplice per gli under 35 sarà lasciare la casa dei genitori grazie ad un anticipo per aprire un mutuo di cui lo Stato sarà garante.
gioia per la casa familiare

Mutui, nuove garanzie per i giovani.

Ulteriori risorse per aiutare i giovani a contrarre mutui e comprare una casa in arrivo in un decreto, che consentirà di non pagare un anticipo grazie a una garanzia statale.

È stato il presidente del consiglio, Mario Draghi, a riproporre l’incentivazione ai giovani che vogliono comprare casa e hanno bisogno di chiedere il supporto delle banche nell’illustrare il Pnrr.

Più semplice per gli under 35 sarà lasciare la casa dei genitori grazie ad un anticipo per aprire un mutuo di cui lo Stato sarà garante. Un mutuo che, a quanto pare, potrà arrivare fino al 100% della spesa per l’acquisto. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Mediazione e usucapione.

casa e martello proprietà in condominio

 

L’usucapione, come è noto, è un modo di acquisto della proprietà o di altri diritti reali. Il suo accertamento può avvenire anche in sede di mediazione.

Cosa si intende per usucapione?

L’usucapione rappresenta un modo d’acquisto a titolo originario sia della proprietà che dei diritti reali di godimento. Nello specifico si tratta di un mezzo in forza del quale, per effetto del possesso protratto per un certo lasso di tempo (ininterrottamente), si produce l’acquisto della proprietà  e dei relativi diritti reali di godimento (art.1158 ss c.c.).

Ai fini dell’usucapione è necessario che il possesso non sia stato acquistato in modo violento o clandestino e che si sia protratto, a seconda dei casi, per venti, dieci o tre anni. Vengono poi richiesti gli ulteriori requisiti della buona fede nell’acquisto del possesso, dell’esistenza di un titolo e della successiva trascrizione dello stesso. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il Superbonus 110% è l’opportunità per rendere più efficienti le case.

Il Superbonus 110% è una misura di incentivazione introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le nostre abitazioni. Il meccanismo prevede che gli interventi possano essere svolti anche a costo zero per il cittadino.

Il Superbonus si suddivide in due tipologie di interventi: il Super Ecobonus agevola i lavori di efficientamento energetico; il Super Sismabonus incentiva quelli di adeguamento antisismico.

L’incentivo consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1′ luglio 2020 al 30 giugno 2022 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo.

Per i condomini, il limite temporale è esteso fino al 31 dicembre 2022 qualora siano stati completati almeno il 60% dei lavori al 30 giugno 2022. Per poter godere del Super Eco bonus è necessario effettuare almeno un intervento cosiddetto “trainante’

Gli interventi trainanti consistono nell’isolamento termico dell’involucro dell’edificio, che sia plurifamiliare o unifamiliare, nella sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati, nella sostituzione degli impianti termici su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiIlari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. (continua)

Fonte:IlSecoloXIX

Requisiti «prima casa» non posticipabili.

Agevolazioni fiscali. Devono sussistere quando li richiede la legge e non sono rinviabili tramite contratto.

Non si può beneficiare dell’agevolazione “prima casa” se, in assenza dei requisiti richiesti dalla legge per ottenerla, si subordina il contratto di acquisto alla condizione sospensiva consistente nel conseguimento dei requisiti occorrenti («compro la casa se entro due anni non sarò più proprietario delle case di cui sono attualmente proprietario»).

È quanto la Cassazione decide nell’ordinanza 10513/2021, priva di precedenti. La motivazione della decisione risiede nella considerazione che le norme recanti agevolazioni fiscali sono di stretta interpretazione. Pertanto, quando la legge richiede la sussistenza di certi presupposti per avere il beneficio fiscale (ad esempio, il fatto che il contribuente non sia proprietario di altre case nel medesimo Comune nel momento in cui stipula il contratto di acquisto di un’abitazione), tali presupposti devono sussistere nel momento in cui la legge li richiede.

In altre parole, non è nella disponibilità del contribuente, mediante apposita clausola contrattuale, spostare il momento nel quale il presupposto dell’agevolazione deve sussistere: ad esempio, non si può confezionare una condizione sospensiva che subordini l’acquisto alla maturazione della situazione che rende fruibile l’agevolazione, anche se si tratta di una condizione non meramente potestativa e, pure, con la deroga alla regola secondo la quale la verificazione della condizione ha effetto retroattivo. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Ai costi per il cappotto termico devono partecipare tutti i condomini.

casa con sistema di isolamento a cappotto termico
Per la Cassazione, il cappotto termico non è un’opera voluttuaria o gravosa, di questa opera si avvantaggiano tutti i condomini, per cui tutti devono partecipare alla spesa.

Le spese per il cappotto termico, non costituendo spese gravose o voluttuarie, grazie anche ai benefici fiscali connessi alla realizzazione di queste opere, devono essere sostenute da tutti i condomini, in proporzione al valore della proprietà di ognuno.

Queste le precisazioni contenute nellordinanza n. 10371/2021 della Cassazione che chiude una vicenda che ha inizio quando alcuni condomini decidono di agire nei confronti del Condominio di cui fanno parte per impugnare due delibere con le quali si è provveduto a ripartire tra i vari condomini le spese sostenute per la coibentazione dell’edificio. Azione che però vede i condomini soccombenti sia in primo grado che in appello. (continua)

StudioCataldi

 

Home staging. Mobili di cartone per vendere casa prima e meglio.

La nuova seduzione è una casa di cartone. Un’abitazione ben arredata è molto più facile da vendere. Per risparmiare si possono usare mobili un po’ speciali.

Arredare una cucina da 3 metri , spendendo circa 250 euro e utilizzando moduli che, imballati, stanno tutti in una scatola alta e larga più o meno I metro e spessa solo 15 centimetri. È quello che accade con i mobili in cartone: originale e utile strumento a disposizione dell’home staging, la disciplina arrivata dagli Usa con cui si rifà il look di una casa per renderla più appetibile per il mercato e venderla con un buon guadagno nel più breve tempo possibile.

«Quando un home stager prepara una casa per la vendita, utilizzare arredi reali spesso risulta troppo costoso». «Una valida alternativa è, appunto, scegliere quelli realizzati in cartone: prodotti realistici grazie a finiture, rivestimenti e stampe digitali di qualità ma allo stesso tempo economici, visto che i prezzi vanno dai 6 euro di un comodino ai 90 di un divano e che per arredare un trilocale si spendono tra gli 800 e i 1.000 euro».

Leggeri, versatili e riutilizzabili, gli arredi in questione all’apparenza simili alle scatole da imballaggio sono anche molto facili da montare e non richiedono colla, forbici o altri utensili: è sufficiente utilizzare linguette di chiusura e velcro. «Per assemblare un modulo base occorrono solo 30 secondi, mentre per ottenere un divano a due posti è sufficiente comporre sei parallelepipedi, accostarli e poi calzare un rivestimento in tessuto che li tenga insieme», continua a spiegare l’home stager. Senza dimenticare, infine, l’aspetto logistico: parliamo di prodotti che, da chiusi, occupano davvero poco spazio. (continua)

Fonte:Design

Il Covid non salva l’impresa dallo sfratto e dall’affitto arretrato.

sfratto da casa per mancato pagamento affitto

Per il Tribunale di Roma, l’impresa colpita dal Covid deve rilasciare l’immobile in affitto e versare al locatore i canoni non pagati.

Mancato pagamento dei canoni e risoluzione del contratto.

L’impresa colpita dal Covid deve rilasciare l’immobile in affitto e versare al locatore i canoni non pagati. Questa la decisione del Tribunale di Roma con la sentenza n. 3114/2021.

Non esistono nell’ordinamento giuridico norme e principi che offrano al giudice il potere di riequilibrio dei sinallagmi contrattuali alterati da fatti sopravvenuti e imprevedibili come la pandemia.

Morosità incolpevole causa Covid.

Una Spa nonostante avesse ridotto i canoni di locazione del 50%, di un immobile per uso non abitativo sito in Roma, lamentava il mancato pagamento della conduttrice, una srl, chiedendo lo sfratto e la risoluzione del contratto.

La conduttrice evidenziava che nell’immobile locato gestiva una palestra e una piscina e che da Marzo a Maggio 2020, a causa della pandemia Covid 19 erano rimaste chiuse, con azzeramento degli incassi.

Pertanto, aveva qualificato detti omessi pagamenti come morosità incolpevole provocata dalle restrizioni imposte dall’autorità governativa per fronteggiare la, pandemia. La società conduttrice chiedeva al Tribunale di riequilibrare il sinallagma contrattuale stabilendo una congrua riduzione del canone locatizio. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Covid: ecco le tappe delle riaperture dal 26 aprile.

donna ad una cena elegante

Si riparte con tutte le attività di ristorazione, sport e spettacolo nelle aree a basso contagio da Covid, ma solo all’aperto. Arriva la zona gialla “rafforzata”.

Riaperture, scende l’Rt nazionale.

Torneranno dal 26 aprile le zone gialle che diventano “rafforzate”. Di conseguenza ci sarà l’ok alla ripartenza di tutte le attività di ristorazione, sport e spettacolo ma solo all’aperto nelle aree a basso contagio da Covid.

L’annuncio arriva in conferenza stampa dal premier Mario Draghi. A questa decisione il Governo arriva rinfrancato anche dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, c’he vede l’Rt nazionale è sceso a 0,85. Sarà il ministro della Salute, Roberto Speranza, in base dati e indicazioni della cabina di regia, a firmare le nuove ordinanze che saranno in vigore a partire dal 19 Aprile.

Draghi ha chiarito che verrà anticipata al 26 aprile l’introduzione della zona gialla però «con un cambiamento rispetto al passato, nel senso che si dà precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza».

Successivamente riapriranno i ristoranti anche epa sera, ma solo quelli all’aperto. Dal primo giugno riapriranno i ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo seguendo le linee guida. Resterà invece il coprifuoco alle 22 anche nella fase delle nuove aperture. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Metà immobile ricevuto per donazione: bonus prima casa ripetibile.

acquisto prima casa

Bonus prima casa anche se il precedente immobile è stato acquisito per metà per donazione se si vende entro un anno il 50% acquisito a titolo oneroso.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 228 del 2 aprile 2021 (sotto allegata) fornisce importanti indicazioni sulla possibilità per il contribuente di beneficiare per una seconda volta del bonus prima casa in caso di acquisto di un nuovo immobilese il precedente è stato ottenuto per il 50% con donazione da parte del padre e il restante 50% a titolo oneroso.

Nello specifico l’Agenzia delle Entrate si trova a dover risolvere il caso di un contribuente che dichiara di possedere un immobile destinato a prima casa di abitazione, da lui acquisito per il 50% a titolo di donazione da parte del padre e per il restante 50% a titolo oneroso da uno zio.

La domanda del contribuente in sostanza è la seguente: l’acquisto di una nuova abitazione permette di richiedere il bonus prima casa, se si provvederà, come previsto dalla legge, a vendere l’immobile precedente nel termine di un anno anche se il precedente è pervenuto per donazione per il 50%? E ancora: il contribuente è costretto a vendere questa parte a titolo oneroso o può donarla? (continua)

Fonte:StudioCataldi

F

Finita locazione: chi paga l’imbianchino?

coppia che dipinge pareti casa

Quasi sempre, quando si libera un appartamento affittato è necessario rimbiancare le pareti. Vediamo se tale spesa grava sul proprietario o sull’inquilino.

Tinteggiatura alla scadenza dell’affitto.

La necessità di tinteggiare le pareti dell’appartamento affittato, alla scadenza del contratto, sorge pressoché sempre.

È infatti naturale che l’uso normale dell’immobile provochi l’ingiallimento delle pareti o che, su di queste, restino tracce di chiodi o dello scotch utilizzati per decorarle.

Ma chi deve farsi carico delle spese dell’imbianchino? Scopriamolo insieme.

Danni normali o straordinari?

La chiave di volta per rispondere alla domanda è capire se i danni alle pareti possano dirsi causati dal normale utilizzo del bene o da incuria, negligenza o addirittura dolo dell’inquilino.

Nel primo caso, infatti, quest’ultimo non deve farsi carico dei costi per rendere l’appartamento più presentabile, mentre nel secondo caso sarà proprio il conduttore a dover sistemare i danni. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Il ripostiglio comune non si può vendere.

Le parti comuni o le loro porzioni annesse alla proprietà privata (come, per esempio, una parte di un volume tecnico) non si possono vendere senza il consenso di tutti i condòmini, pena la nullità del contratto di compravendita in favore di terzi.

Lo precisa la Cassazione (sentenza 9361/2021). Il caso da cui prende spunto la controversia è un edificio costruito da alcuni fratelli e in proprietà indivisa degli stessi.

In particolare, con la vendita di un’unità immobiliare ubicata all’interno del fabbricato in favore di una sorella, si era omesso di considerare che, a partire da tale momento storico, nasceva il condominio nell’edificio.

Il giudice d’appello non considerava infatti che con l’atto di vendita con il quale i costruttori dell’edificio avevano trasferito alla sorella uno dei tre appartamenti siti al primo piano e la quota “pari a un terzo del ripostiglio condominiale per attrezzi di pulizia posto al piano terra”, con la specificazione che era “compresa nella vendita la comproprietà delle parti comuni” a norma dell’articolo 1117 del Codice civile era sorto il “condominio” e da quel momento i fratelli costruttori avevano perso la qualità di proprietari esclusivi delle pertinenze e delle cose e dei servizi comuni dell’edificio. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Impianti fotovoltaici, l’installazione è tra gli interventi trainati ammessi.

Può rientrare tra quelli trainati se si esegue un intervento di efficienza energetica o antisismico.

Se su un edificio in cui è già presente un impianto fotovoltaico da 3 kW che fruisce dei conto energia viene effettuato un intervento ammesso al Superbonus di rifacimento del cappotto termico è possibile anche trainare un lavoro di potenziamento dell’impianto fotovoltaico esistente?

Ci ha pensato il governo a chiarire la questione rispondendo affermativamente, nel rispetto della condizioni e dei limiti previsti.

Il Superbonus al 110% spetta quindi per le spese sostenute per l’installazione di impianti solari fotovoltaici su parti comuni di edifici residenziali in condominio,  edifici unifamiliari residenziali e relativa pertinenze, unità immmobiliari residenziali e relative pertinenze funzionalmente indipendenti che dispongono di uno o più accessi dall’esterno, all’Interno di edifici plurifamiliari. unita immobiliari residenziali e relative pertinenze. site all’interno di edifici in condominio,pensiline di parcheggio in area condominiale? (continua)

Fonte:Corriere di Bologna

Le distanze tra confini e costruzioni.

Le distanze tra confini e costruzioni sono le misure minime che i privati devono rispettare tra una costruzione e l’altra, stabilite dal codice civile.

Distanze nelle costruzioni: art. 873 c.c.

Le distanze nelle costruzioni sono stabilite dall’art. 873 c.c., per il quale«le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri.»

Quanto espresso vale dunque per fondi “finitimi”, ossia confinanti o contigui, mentre non vi sono problemi in caso di costruzioni unite o aderenti (es. condomini o ville a schiera) oppure se i fondi sono separati da una strada.

La ratio della disciplina codicistica è quella di prevenire la creazione di spazi angusti ed insalubri, intercapedini tra costruzioni che, impedendo il passaggio di aria e luce, possono rivelarsi potenzialmente nocive per la salute, l’igiene e la sicurezza. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Preliminare di vendita.

Il preliminare di compravendita è un contratto con il quale una parte si impegna a vendere un bene a un’altra parte, che si impegna ad acquistarlo.

Cos’è il preliminare di compravendita.

Il contratto preliminare di vendita è lo strumento principale con il quale due soggetti si impegnano a concludere una futura compravendita, dandosi reciprocamente la certezza necessaria a compiere tutte le azioni che debbano eventualmente essere poste in essere in vista della stipula del contratto definitivo (si pensi, ad esempio, alla richiesta di mutuo ove necessario, alle modifiche strutturali concordate, etc.).

Con il preliminare sorge, in capo alle parti, un obbligo giuridico con efficacia vincolante avente a oggetto l’impegno a vendere, per l’una, e l’impegno ad acquistare, per l’altra. Il trasferimento di proprietà, in ogni caso, avverrà solo con il contratto definitivo di compravendita. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Domande e risposte: Tra agibilità e abitabilità non c’è più differenza.

Si parla spesso di certificato di abitabilità e di certificato di agibilità. Che differenza c’è tra i due?

In passato esisteva una differenza formale fra le due tipologie, pur se nella prassi i termini di agibilità e abitabilità spesso erano utilizzati indifferentemente. La differenza consisteva nel fatto che il requisito dell’abitabilità riguardava le sole unità immobiliari destinate a un uso abitativo; al contrario, l’agibilità riguardava la sussistenza (o meno) di quelle condizioni minime di sicurezza e igienico-sanitarie necessarie per esservi consentiti gli usi diversi da quello abitativo.

La differenziazione è scomparsa con l’arrivo del Testo unico dell’edilizia, che ha introdotto un nuovo e unico iter amministrativo, volto all’accertamento della sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico, nonché della conformità dell’opera al progetto presentato. (continua)

Fonte:LaRepubblica

 

Luce, voltura e cambio fornitore con un’unica richiesta.

La decisione in una delibera dell’Arera approvata, dopo la consultazione con i soggetti interessati, per stimolare la concorrenza e semplificare le pratiche dei clienti.

Arera, una sola modalità di presentazione della domanda

In un’unica richiesta la voltura della fornitura elettrica, cioè il cambio di nominativo dell’intestatario del contratto e al contempo il cambio di fornitore, sarà possibile dal 30 settembre 2021 per i contratti elettrici.

A spiegarlo in una nota è l’Arerà (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente: in sintesi ci sarà una sola modalità di presentazione della domanda, sia nel caso venga rivolta al venditore preesistente per la sola voltura, sia nel caso venga presentata ad un nuovo venditore per effettuare contemporaneamente voltura e switching. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Semplificazioni in arrivo per il 110%. Verifiche più facili sugli immobili Superbonus.

Il governo vuole semplificare le procedure per i lavori agevolati con il Superbonus. Sotto la lente, in particolare, la verifica di «doppia conformità» dell’immobile non solo al titolo di oggi ma anche a quello del tempo in cui fu costruito.

La ricerca dei vecchi documenti negli archivi cartacei dei comuni (e per giunta con il personale in smart working) rallenta le autorizzazioni. Si pensa di eliminare o alleggerire la «doppia» conformità oppure escluderla almeno per gli interventi di edilizia libera.

Intanto l’Ance registra una forte accelerazione dei lavori eseguiti con un +24% degli importi nella settimana 24-30 marzo rispetto alla precedente.  Se si confrontano i dati con quelli di inizio febbraio l’incremento è intorno al 200%.

Solo il 9% degli interventi è commissionato da condomini, ma l’importo è al 32% in quanto hanno un importo medio (464mila euro) di gran lunga superiore a quello delle singole abitazioni (80mila). Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna concentrano un terzo degli interventi.

Ma la vera partita sul Superbonus è quella del decreto Recovery/Semplificazioni in arrivo a fine mese. (continua)

Fonte: IlSole24Ore

Non serve l’assemblea per costruire una tettoia appoggiata al muro.

Non serve l’assemblea per costruire una tettoia appoggiata al muro ne e/o parapetti sostenuti da pilastri e travetti esterni (in ferro zincato), poggiati sulla facciata.

Tra l’altro, la Corte d’Appello di Lecce aveva accertato che la tettoia in questione non poteva provocare una limitazione di aria o luce per gli altri condomini, stante l’assenza di finestre o balconi affacciate direttamente sulla tettoia.

Per tale motivo, secondo la Corte d’Appello di Lecce, le modifiche apportate dalla signora non necessitavano dell’ autorizzazione dell’assemblea dei condòmini.

In Cassazione. A questo punto, il condomino contrario decideva di proseguire il giudizio. La Corte di Cassazione Sezione II Civile, con la recente ordinanza 7870/2021 (Relatore Alberto Giusti), ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Lecce.

Per la Cassazione, in tema di condominio di edifici, la costruzione da parte di uno dei condomini di una tettoia, appoggiata al muro perimetrale condominiale, a copertura di alcuni posti auto siti all’interno della sua proprietà esclusiva e di una scala di accesso alla propria abitazione, non integra alcuna violazione delle norme vigenti in materia condominiale, se la costruzione della tettoia non contrasti con la destinazione del muro e non impedisca agli altri condomini di farne uso secondo la sua destinazione, non rechi danno alle parti comuni e non determini pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o la decoro dell’edificio. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Accesso al Superbonus 110% con abusi edilizi lievi e sanatoria.

percentuale del 110 percento di agevolazioni per lavori

 

È possibile accedere al c.d. Superbonus quando l’immobile presenti una difformità di lieve entità (2%) e, in ogni caso, nell’ipotesi di accertamento di conformità in sanatoria con effetto retroattivo.

Natura e caratteristiche del Superbonus.

Il Decreto rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, conv. con mod. in Legge 17 luglio 2020, n. 77) ha introdotto il c.d. “Superbonus”.

Si tratta di un’agevolazione fiscale che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Sono altresì previsti ulteriori sei mesi di tempo (31 dicembre 2022) per le spese sostenute per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche se, al 30 giugno 2022, è stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. Ecobonus). (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Edilizia. Superbonus 110% pratiche più veloci per gli immobili.

In arrivo una nuova versione (semplificata) del superbonus al 110%.

L’obiettivo è tagliare la burocrazia e velocizzare gli interventi, ancora al palo. La soluzione che il governo ha pronta prevede che per gli immobili che necessitano di lavori di manutenzione e non di ristrutturazione basterà una semplice Cila, la comunicazione di inizio lavori asseverata.

La misura introdotta l’anno scorso finora infatti non è decollata, proprio per via degli iter autorizzativi troppo lenti e del labirinto di adempimenti nel quale è necessario addentrarsi al momento.

Per accelerare il superbonus s’interverrà sulle asseverazioni: la soluzione che il governo ha pronta, ma che con ogni probabilità non troverà spazio nel decreto Covid, prevede che per una larga parte degli immobili nel perimetro dell’agevolazione, ossia quelli che necessitano di lavori di manutenzione e non di ristrutturazione, non sarà più necessaria la dichiarazione di conformità urbanistica-edilizia, ma basterà una semplice Cila, la comunicazione di inizio lavori asseverata, per avviare gli interventi.

Risultato? «Oggi l’accesso agli atti per l’asseverazione di conformità urbanistica-edilizia richiede in certi Comuni fino a quattro mesi, bisogna passare dagli sportelli unici per l’edilizia e i loro archivi cartacei, una complicazione che rappresenta un freno non da poco per la maxi detrazione», spiegano dal Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.

«L‘obiettivo del superbonus è troppo importante per farlo naufragare a causa delle lungaggini burocratiche. La verifica della conformità urbanistica degli edifici sta non solo rallentando le pratiche in corso per le difficoltà delle amministrazioni di smaltire il lavoro, ma rischia di impedire a quasi metà delle famiglie l’accesso al beneficio. Insomma, bisogna semplificare subito le modalità di accesso al superbonus, il che non significa autorizzare o sanare gli abusi, ma evitare che alcune difformità, presenti in tanti edifici, impediscano a tutti i condòmini di migliorare la sicurezza e i consumi energetici della propria casa». (continua)

Fonte:IlGazzettino

 

I bonus per l’efficienza energetica.

La riqualificazione energetica comprende tutti quegli interventi necessari per aumentare il livello di efficienza degli edifici e favorire il contenimento dei consumi. Per sostenere queste procedure sono state messe in campo misure ad hoc, come ad esempio l’agevolazione dall’Irpef o dall’Ires.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il bonus è previsto contestualmente all’acquisto e alla posa in opera di schermature solari, di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore azionati grazie a biomasse combustibili e di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione.

Il bonus viene riconosciuto inoltre quando vengono acquistati generatori d’aria calda a condensazione o nel momento in cui vengono sostituiti impianti di climatizzazione con sistemi ibridi caratterizzati dalla pompa di calore integrata alla caldaia a condensazione.

Interventi accomunati dalla stessa finalità: ridurre il fabbisogno energetico e sfruttare in maniera più razionale le risorse disponibili, con benefici sia in termini ambientali che economici. (continua)

Fonte:IlCorrieredellaSera

Le spese legate al superbonus diminuiscono la plusvalenza.

In caso di vendita prima della scadenza dei 5 anni pesano gli importi agevolati. L’obiettivo è evitare una tassazione del beneficio derivante dalla detrazione.

Nel caso in cui l’immobile, che ha fruito di un intervento straordinario agevolato con il sismabonus o con l’ecobonus al 110%, venga ceduto entro i cinque anni dall’acquisto determinando una plusvalenza tassata ai fini Irpef, le spese sostenute riducono tale reddito, anche se si è optato per lo sconto in fattura.

Con la risposta ad interpello 204/2021 l’agenzia delle Entrate affronta un dubbio di largo interesse, risolvendolo in senso favorevole ai contribuenti, così come anticipato sul Sole-24 Ore del 26 febbraio.

Il proprietario di un appartamento facente parte di un condominio minimo sostiene spese per interventi di riduzione del rischio sismico e finalizzati all’efficientamento energetico agevolabili con il superbonus.

L’importo dei lavori non viene materialmente pagato perché, attraverso lo sconto in fattura, i fornitori acquisiscono il credito d’imposta riconducibile alla detrazione. Essendo stato sottoscritto un contratto preliminare di vendita, con emersione di una plusvalenza (si tratta di un immobile acquistato da meno di cinque anni e non adibito per la maggior parte del periodo di possesso ad abitazione principale propria o di un famigliare), si chiede all’Agenzia se nel calcolare la plusvalenza possano essere considerate anche le spese agevolate. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Fondo perduto: come fare domanda per i contributi.

pioggia di banconote in euro

L’Agenzia delle Entrate fornisce le indicazioni per presentare l’istanza e ottenere il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni.

Istruzioni contributi fondo perduto Decreto Sostegni

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 77923/2021 (sotto allegato) fornisce le indicazioni necessarie ai soggetti destinatari dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni n. 41/2021, per compilare la relativa istanza ai fini del riconoscimento della misura.

L’art. 1 del suddetto decreto prevede infatti contributi a fondo perduto in favore dei “soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.”

Il provvedimento definisce il contenuto dell’istanza, il metodo per effettuare il calcolo necessario a presentare la domanda per il contributo, le modalità e i termini di trasmissione della stessa, le modalità di erogazione del contributo, le attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate, la restituzione del contributo non spettante e infine il trattamento dei dati personali. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Fondo perduto affitti, fuori i contratti stipulati dallo scorso 30 ottobre.

Arriva il riordino degli aiuti ma il Governo sceglie l’opzione più restrittiva.

Un riordino atteso, che risolve finalmente i dubbi sul fondo perduto per gli affitti residenziali. Ma che, allo stesso tempo, sceglie la strada più restrittiva tra quelle disponibili, escludendo dal beneficio tutti i contratti sottoscritti a partire dal 30 ottobre dello scorso anno.

Il decreto sostegni, in corso di pubblicazione, interviene anche sul tema dei contributi per le locazioni, con un passaggio stringato, ma significativo. Nell’articolo che assicura le coperture finanziarie al provvedimento, infatti, vengono abrogati i commi della legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020, commi da 381a 384), relativi proprio al fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti.

La misura, però, non viene totalmente cancellata, perché nelle ultime settimane del 2020 era stata creata, su questo tema, una strana duplicazione. Una prima versione dell’aiuto era stata, infatti, introdotta dalla legge di conversione del decreto Ristori (la legge 176/2020 con l’articolo 9-quater).

Un’altra, quasi uguale, era contenuta nella legge di Bilancio 2021. Ed è questa che è stata appena tagliata dal Governo.

In concreto, questo riordino, sollecitato anche dal Servizio studi del Senato per rendere più uniforme il quadro, produce un effetto principale: le due norme, infatti, si differenziavano per l’ambito di applicazione. Il contributo della legge di Bilancio si applicava indistintamente a tutti i contratti di locazione. Quello del decreto Ristori, invece, valeva solo per i contratti «in essere alla data del 29 ottobre scorso». ( continua )

Fonte:IlSole24Ore

L’agevolazione prima casa «guadagna» 678 giorni.

Immobili e bonus. La crisi da coronavirus dà più tempo alla “prima casa”. O, meglio, all’acquisto di un’abitazione con la riduzione delle aliquote fiscali (registro al 2% e Iva al 4%) e la possibilità di detrarre gli interessi passivi del mutuo.

La normativa di emergenza dettata perla pandemia, infatti, allunga in totale di ben 678 giorni (al massimo) i termini per poter applicare l’agevolazione, partendo dal fatto che è subordinata a una cospicua serie di comportamenti che il contribuente deve tenere o non tenere entro un determinato periodo prescritto dalla legge: uno per tutti, i 18 mesi per trasferire la residenza nel Comune di acquisto dell’immobile.

Una sospensione importante per il mercato: basti pensare che sei case su dieci sono acquistate con il bonus prima casa.  La normativa di emergenza dettata in conseguenza della pandemia, infatti, allunga in totale di ben 678 giorni i termini per poter applicare l’agevolazione, partendo dal fatto che è subordinata a una cospicua serie di comportamenti che il contribuente deve tenere o non tenere entro un dato periodo prescritto dalla legge: ad esempio, trasferire la residenza, stipulare un contratto di acquisto, stipulare un contratto di vendita. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Asta prima casa bloccata grazie alla legge salvasuicidi.

Dal Tribunale di Trani, arriva il decreto di fissazione udienza per l’omologa di un piano del consumatore che dispone anche la sospensione della procedura esecutiva pendente sulla prima casa.

banditore che batte all'asta l'immobile

Prima casa all’asta: la vicenda

La vicenda coinvolge e travolge dei coniugi che, a causa della perdita del lavoro del marito, non riuscivano più a pagare le rate del mutuo della loro prima casa e, per questo motivo, l’immobile veniva messo all’asta dallo stesso Istituto di credito erogante il mutuo.

La procedura esecutiva sulla loro prima abitazione, veniva intanto bloccata grazie ai diversi decreti legge che si sono susseguiti durante il periodo Covid, tuttavia i coniugi, al fine di salvare la loro prima ed unica abitazione, decidevano di accedere alla procedura legge 3/2012, più nota a tutti come salvasuicidi, e di depositare,  un piano del consumatore nel tentativo di salvare la loro casa da una asta certa. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Condominio: chi paga le spese per la riparazione dei balconi? Fonte: Condominio: chi paga le spese per la riparazione dei balconi?

Vediamo chi paga le spese per riparare i balconi in condominio, tenendo conto della distinzione tra balconi veri e propri e parti decorative degli stessi.
Un piccolo balcone con fiori

I balconi aggettanti sono cose comuni?

I balconi aggettanti sono degli elementi dell’edificio che ne proiettano in avanti la facciata e contribuiscono al decoro del medesimo.

La questione delle spese per la loro riparazione è spesso oggetto di contrasti e ciò anche in ragione del fatto che, ai sensi dell’art. 1117 c.c., si considerano cose comuni tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune ovvero quelle specificamente indicate nel disposto della predetta norma ai numeri 1, 2 e 3. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Rata e canone di affitto richiedono la stessa cifra di stipendio.

Rata e canone richiedono la stessa quota di stipendio. Si torna a comprare casa, in modo più selettivo e puntando a qualità, spazi ampi e quartieri con servizi e progetti.

A fare sorgere il sereno sul mercato della casa sono stati i dati annunciati in settimana dall’agenzia delle Entrate: il 2020 è andato meglio del previsto, con un calo delle compravendite contenuto al -7,7% (46mila unità in meno vendute) e con il quarto trimestre che ha registrato una forte crescita (+8,8% le vendite), soprattutto nei comuni non capoluogo.

Non solo. Oggi ci troviamo in un raro momento storico in cui l’esborso necessario per acquistare casa ha lo stesso peso sullo stipendio, il 25,1%, di quello necessario per vivere in affitto. Insomma acquistare casa conviene. Anche se i tassi di interesse sui mutui si muovono in lieve rialzo.

Chi compra una prima casa, la parte più consistente del fatturato del mercato residenziale è proprio data dalla sostituzione, oggi cerca spazi importanti, anche all’esterno, ed è disposto a spostarsi in location meno centrali pur di ottenere una maggiore qualità della vita.

Un trend che vale anche per il segmento del lusso nelle grandi città. La paura di nuovi lockdown e chiusure repentine spinge a cercare in una abitazione ogni comfort possibile, dalla camera in più alla piccola palestra, dal terrazzo all’area benessere.

Nei grandi centri prendono piede le nuove costruzioni proprio i prezzi del nuovo sono quelli che hanno messo a segno i maggiori rialzi, circa il 3% secondo l’Istat nel terzo trimestre 2020 -, edifici realizzati con aree comune con coworking, piscina e palestra, magari sala cinema da usare su prenotazione e spazi per la consegna della spesa fatta online. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Condominio: Iva al 10% per la luce sulle parti comuni.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le bollette per la fornitura dell’energia elettrica nelle parti comuni dei condomini residenziali si applica l’aliquota Iva ridotta del 10%.

Aliquota Iva fornitura energia parti comuni condominio residenziale.

Iva al 10% nelle bollette che si riferiscono ai consumi dell’energia elettrica per le parti comuni dei condomini residenziali. Questo quanto sancito dall’Agenzia delle Entrate nella recente risposta n. 142/2021 (sotto allegata) data al seguente quesito di un contribuente.

Un Condominio si rivolge all’Agenzia delle Entrare perché desidera sapere quale aliquota Iva deve applicarsi al consumo di energia elettrica necessaria a far funzionare le parti comuni di un Condominio , nella parte esclusivamente residenziale dell’edificio.

Il Condominio infatti comprende diverse unità residenziali e 3 negozi, ma questi ultimi sono autonomi e non collegati ad alcun servizio o parte comune del Condominio. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

Cedolare secca intatta.

La riduzione del canone di locazione in applicazione di clausole legate alla situazione emergenziale Covid-19 non impedisce il mantenimento dei benefici di cui alla cedolare secca.

È quanto specifica l’Agenzia delle entrate con la risposta a interpello n. 165. L’istante chiede di sapere se l’applicazione della riduzione del canone prevista dal nuovo accordo territoriale delle locazioni abitative agevolate, sottoscritto nel suo comune, possa essere in contrasto con la norma di cui all’articolo 3, comma 11 del dl 23/2011 che prevede che «nel caso in cui il locatore opti per l’applicazione della cedolare secca è sospesa, per un periodo corrispondente alla durata dell’opzione, la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se prevista dal contratto a qualsiasi titolo».

In particolare, l’accordo territoriale sulle locazioni abitative sottoscritto dalle associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini del comune dell’Istante prevede che «per i contratti stipulati sotto la vigenza del presente accordo e per un periodo di sei mesi dalla sottoscrizione dello stesso, verrà operata una riduzione del valore massimo delle rispettive fasce di oscillazione per una percentuale del 10%. La riduzione perderà automaticamente efficacia dopo sei mesi dalla entrata in vigore dell’accordo».

L’accordo contiene inoltre una clausola, che si attiverebbe «solo nella ipotesi in cui le parti abbiano convenuto un canone effettivo superiore al 90% del canone massimo della rispettiva fascia di oscillazione». Detta clausola concerne la «riduzione del canone massimo per emergenza covid 19». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Prima casa, termini ampi per trasferire la residenza.

Sconti prima casa, un anno in più per il cambio residenza.

Il termine di 18 mesi si conta a partire dalla data del rogito. Decadenza per chi rivende entro 5 anni. Il prolungarsi della pandemia provoca l’estensione della normativa emergenziale sulla cosiddetta prima casa.

EVITARE LA DECADENZA. Chi vende la prima casa entro cinque anni dal rogito con il quale essa venne acquistata, decade dall’agevolazione se entro un anno non compra un’altra casa da destinare a propria abitazione principale. La decadenza comporta il recupero dell’imposta nella misura ordinaria oltre a una sanzione peri al 30 per cento della differenza tra l’importo dell’imposta calcolato in modo ordinario e l’importo dell’imposta calcolata con l’applicazione dell’agevolazione.

Pure in questo caso si beneficia della sospensione di cui al dl 23/2020. Pertanto, qualora al 23 febbraio 2020 fosse stato in corso questo periodo annuale, esso è sospeso per 678 giorni e riprende il suo corso al 1″ gennaio prossimo; se, invece, la vendita infraquinquennale sia stipulata tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2021, per il riacquisto ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2022.

ABITAZIONE PRE-POSSEDUTA. Non può avere l’agevolazione prima casa chi sia proprietario di altra abitazione, ovunque situata, che sia stata acquistata con l’agevolazione prima casa. La legge tuttavia consente al contribuente di effettuare l’acquisto di un’altra prima casa, a patto che egli, entro un anno, provveda all’alienazione dell’abitazione già di sua proprietà e per il cui acquisto venne sfruttato il beneficio prima casa. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il superbonus anche a chi ha immobili in godimento.

Detrazione maggiorata del 110% anche per gli interventi eseguiti dall’unico proprietario.

Possono fruire del superbonus, però, anche i contribuenti che detengono le unità immobiliari in godimento (locazione e comodato), concessi anche da soggetti che non possono beneficiare dell’agevolazione. Con il comma 66, dell’art. 1 della legge 178/2020 (legge di Bilancio 2021), il legislatore ha apportato alcune interessanti modifiche all’art. 119 del dl 34/2020, convertito con modifiche nella legge 77/2020, con particolare riferimento ai potenziali beneficiari del 110%.

In particolare, la modifica ha previsto una estensione della platea di soggetti che possono accedere al superbonus del 110%, la quale attualmente ricomprende anche le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, di cui alla lettera a), comma 9 del citato art. 119, dopo le recenti modifiche.

Per effetto di tale modifica, pertanto, la detrazione maggiorata del 110% può trovare applicazione anche con riferimento agli interventi (trainanti e trainati) sugli edifici posseduti da un unico proprietario, a condizione che gli edifici medesimi siano composti fino a un massimo di quattro unità immobiliari. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Superbonus sugli edifici diroccati, purché ci sia il riscaldamento.

Superbonus per gli immobili di consorzi comunali. Edifici diroccati con il 110%. Va dimostrata la presenza di impianti di riscaldamento.

Detrazione maggiorata del 110% anche per le unità collabenti gravemente danneggiate e parzialmente diroccate per gli interventi di efficientamento energetico sempre se il contribuente dimostra, sulla base della necessaria relazione tecnica, che nello stato iniziale l’edificio era dotato di un impianto idoneo a riscaldare gli ambienti.

Superbonus ottenibile anche per gli interventi eseguiti da enti che gestiscono il patrimonio di edilizia sociale. Con il comma 66, dell’art. 1 della legge 178/2020 (legge di bilancio 2021), il legislatore ha apportato importanti modifiche all’art. 119 del dl 34/2020, convertito con modifiche nella legge 77/2020, con particolare riferimento ai potenziali beneficiari del 110% e, nel caso esaminato, per gli edifici privi di attestato di prestazione energetica.

Unità collabenti. Con una prima risposta (n. 161), l’Agenzia delle entrate ha valutato la fattispecie relativa a un contribuente, proprietario di un immobile interno ad un parco nazionale, sottoposto a vincolo paesaggistico, costituito da un edificio collabente (categoria «F/2″), gravemente danneggiato e parzialmente diroccato per vetustà, che intende eseguire interventi di realizzazione di un cappotto termico, di installazione di una caldaia a biomassa e di installazione di pannelli solari, fruendo del 110%, e di altri interventi, per i quali vorrebbe fruire della detrazione ordinaria del 50%. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Sismabonus limitato negli «edifici contigui strutturalmente».

Né il super sismabonus né il sismabonus ordinario possono essere fruiti per i lavori su una singola unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, come ad esempio la singola unità che compone una bifamiliare orizzontale.

È possibile, invece, beneficiare del super sismabonus p eri lavori effettuati su «edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze» e sulle «parti comuni di edifici residenziali in condominio» oltre che, dal primo gennaio 2021, si ritiene anche sulle parti comuni dell’edificio, costituito da non più di quattro unità immobiliari, dell’unico proprietario.

A questi interventi si aggiungono, solo per il sismabonus ordinario, gli interventi antisismici sulle parti comuni di edifici non condominiali di un unico proprietario e gli stessi descritti per il super sismabonus, ma senza il vincolo della destinazione residenziale. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Un anno in più per sfruttare i benefici fiscali “Prima Casa”

Di prima e seconda casa si è parlato molto in questi mesi di zone colorate e limitazioni agli spostamenti. Ma se le norme del codice civile non permettono di definire del tutto questi concetti, la normativa fiscale è invece piuttosto chiara in proposito.

E nel decreto Milleproroghe da poco approvato dal Parlamento il governo ha provveduto a dare un altro anno di tempo ai cittadini che intendono fruire dei vantaggi tributari riconosciuti dalla legge, ma hanno difficoltà a farlo proprio a causa delle criticità connesse alla pandemia.

FLESSIBILITÀ . Le imposte in questione sono quella di registro e l’Iva, che normalmente per i trasferimenti di immobili ad uso abitativo sono dovute in misura proporzionale con aliquote rispettivamente del 9 e del 10 per cento. Nel primo caso il valore di riferimento è quello catastale, nel secondo il prezzo della cessione.

Il prelievo però è più contenuto quando la transazione riguarda la “prima casa”. Ovvero, in generale, quando l’acquirente non possiede altre abitazioni.

Ma questa condizione viene applicata in modo flessibile: se si è già acquistata una casa con l’agevolazione e poi se ne compra un’altra, c’è un anno di tempo per vendere la prima senza perdere il diritto. (continua)

Fonte:IlMattino

Maxi incentivo: tutte le novità e i lavori ammessi.

Novità ed interventi ammessi.

Spese. Devono essere documentate e sempre a carico del contribuente. Ammonta al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Le nuove disposizioni che consentono di usufruire di un’agevolazione del 110% delle spese, si aggiungono e non sostituiscono quelle già vigenti. Per questi lavori sono attualmente riconosciute detrazioni più elevate quando si interviene sulle parti comuni dell’involucro opaco per più del 25% della superficie disperdente oppure quando si consegue la classe media dell’involucro nel comportamento invernale ed estivo ovvero quando gli interventi sono realizzati sulle parti comuni di edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico. (continua)

Fonte:QN

Il contratto di locazione concordato.

La locazione abitativa agevolata detta anche “a canone concordato” è disciplinata dall’art. 2 III comma L. 431/98.

Per tale categoria di contratti, le parti non godono di autonomia contrattuale in merito alla determinazione del canone, ma devono attenersi a quanto determinato dagli accordi definiti in sede locale.

Tali accordi vengono stipulati tra le associazioni che rappresentano i proprietari, e le associazioni degli inquilini. Gli accordi stabiliscono i valori minimi e massimi del canone annuo per metro quadro, per ciascuna zona del territorio comunale.

I vantaggi della stipula dei contratti agevolati sono: per i proprietari, una maggiore detrazione sull’imponibile Irpef, la tassa di registro ridotta in misura del 30% (tassa non dovuta in caso di cedolare secca), e la riduzione dell’IMU con avvenuta attestazione di rispondenza da parte del sindacato. per gli inquilini, un canone di locazione è più basso rispetto al costo di mercato. (continua)

Fonte:IlPiccolo

Infissi, schermature solari, finestre e serramenti compresi nei superbonus.

Infissi, finestre e schermature solari sono compresi nel bonus energetico.

Requisiti.

1 – Gli interventi di riqualificazione devono necessariamente essere eseguiti su edifici esistenti e unita immobiliari di qualsiasi categoria catastale.

Ci sono l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature tra gli interventi per cui é possibile richiedere il bonus per la riqualificazione energetica. E compresa anche la sostituzione dei portoni d’ingresso a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio, verso l’esterno o verso locali, non riscaldati. e risultino rispettati gli indici di trasmittente termica richiesti per la sostituzione delle finestre.

La detrazione. da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, varia a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui é stato effettuato.

Una condizione indispensabile per fruire dell’agevolazione è l’esecuzione degli interventi su unità immobiliari e su edifici esistenti di qualunque  categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale. (continua)

Fonte:CorrierediBologna

Prima casa, più tempo.

Sospensione delle scadenze per le agevolazioni prima casa.

Rinviato al prossimo primo marzo la partenza delle segnalazioni, da parte dei consumatori degli esercenti che si rifiutano di acquisire il codice lotteria per la lotteria degli scontrini.

Sono alcune delle novità fiscali contenute nell’articolo 3, comma 11-quinquies e commi 9-11, del disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe (183/2020), approvato ieri dalla camera e che ora va al senato.

Agevolazioni prima casa. Il collima in questione proroga per un ulteriore anno la sospensione (dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020) per il mantenimento delle agevolazioni prima casa. La prima sospensione introdotta dall’articolo 24 del decreto-legge n. 23 del 2020 (decreto liquidità), congelava i termini che condizionano le agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Più in particolare è prorogata la sospensione: «dei termini che condizionano l’applicazione dell’imposta di registro agevolata al 2 per cento agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso, così come il termine per il riconoscimento del credito d’imposta per il riacquisto della prima casa».

I termini sospesi sono: i 18 mesi in cui l’acquirente deve stabilire la residenza nel territorio del comune in cui si trova l’immobile acquistato, i 12 mesi di cui l’acquirente dispone, dalla cessione dell’immobile acquistato con i benefici, per mantenere l’agevolazione procedendo all’acquisto di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale e i 12 mesi che il contribuente ha a disposizione per vendere l’abitazione per cui ha fruito dell’agevolazione, in caso di acquisto di un secondo immobile. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Blocco degli sfratti, il governo pensa ad aiuti e indennizzi.

Indennizzi per i proprietari e sostegni per gli inquilini.

Oltre a proroghe di sfratto diverse a seconda della durata del provvedimento, si valuterà cioè se lo sfratto per morosità è antecedente allo scoppio della pandemia oppure no. Così, con un ordine del giorno che verrà presentato questa mattina alla Camera, il governo si impegna ad affrontare e trovare soluzioni al blocco degli sfratti, la cui proroga contenuta nel decreto Milleproroghe era prevista per il 3o giugno 2021 e invece ora potrebbe avere date diverse.

L’ordine del giorno raccoglie più o meno la maggior parte delle indicazioni contenute negli emendamenti presentati durante l’esame del decreto. Lo stesso ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, annunciando il rinvio del tema, ha promesso di «affrontarlo con più tempo à disposizione: per ora si lavorerà a un ordine del giorno da costruire insieme e nei prossimi giorni si cercherà una soluzione condivisa da attuare in un prossimo provvedimento».

Quindi, è probabile che una prima data da registrare possa diventare il 31 marzo, termine di proroga del blocco degli sfratti per tutti quei provvedimenti partiti prima del marzo scorso, cioè pre Covid-19. Resterebbe il 30 giugno 2021 per quei casi di morosità dovuti espressamente alla pandemia. Ma il nuovo provvedimento includerà soluzioni sia per gli inquilini che per i proprietari di casa. Per i primi, si valuteranno soluzioni per semplificare le procedure per i sostegni degli affitti e un piano di riforma dell’edilizia residenziale pubblica. (continua)

Fonte:IlCorrieredellaSera

Le agevolazioni Incentivi e bonus, ecco chi può chiederli e come.

Vivere in affitto significa anche conoscere nel dettaglio gli sconti e le agevolazioni introdotte nel corso degli anni.

Bonus e detrazioni non sono destinati solo a chi utilizza un bene in affitto, ma anche ai proprietari che, in determinati casi, possono risparmiare un bel po’ se adottano alcuni accorgimenti.

Nei box in pagina sono illustrate misure che nel 2021 sono destinate ad attirare l’attenzione di molti contribuenti. Alcune, di vecchia data, come ad esempio la cedolare secca, il sistema di tassazione agevolato destinato ai redditi da affitto, sono state confermate ma potrebbero essere oggetto di alcune importanti modifiche da parte del nuovo governo.

Altre, come il bonus destinato agli affitti degli studenti fuori sede, sono in attesa dei decreti attuativi per partire in via definitiva. Fa parte di questa categoria, ad esempio, anche il bonus fino a 1.200 euro destinato ai proprietari che riducono il canone di affitto al locatario se l’immobile si trova in un Comune ad alta tensione abitativa: sarà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, atteso fra non molto, a stabilire gli ultimi dettagli prima del via libera. (continua)

Fonte:IlPiccolo

 

Il Superbonus non è solo per le spese 2021.

Edifici fino a quattro unità, posseduti da un unico proprietario o da comproprietari, con detrazione maggiorata al 110%. Non solo per le spese del 2021, ma si ritiene anche per quelle già sostenute nel 2020, al fine di non penalizzare chi è stato più tempestivo nei pagamenti ai fornitori.

È noto che la lett. n), del comma 66 della legge 178/2020 (legge di bilancio 2021) ha modificato la lett. a) comma 9 dell’art. 119 del dl 34/2020, convertito con modifiche nella legge 77/2020, introducendo l’equiparazione indicata tra i condomini e le persone fisiche che, letteralmente, eseguono interventi «su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate».

Preliminarmente, la novellata lettera a), del comma 9, che identifica i destinatari, deve essere combinata con i commi relativi agli interventi, tenendo in considerazione, ulteriormente, che ai sensi del successivo comma 10 i detti contribuenti (persone fisiche) possono beneficiare della detrazione maggiorata del 110% per gli interventi indicati dai commi da 1 a 3 realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, in aggiunta delle detrazioni per gli interventi sulle parti a comuni.

Quindi, dalla limitazione delle due unità sono esclusi, e quindi devono rispettare il limite indicato, gli interventi relativi al rischio sismico, essendo gli stessi collocati nel comma 4 dell’art. 119 del dl 34/2020. Con riferimento alla recente modifica della legge di bilancio 2021 si deve prendere atto, quindi, che gli interventi indicati dai commi 1 a 8 dell’art. 119 possono essere eseguiti, e danno la possibilità di fruire della detrazione maggiorata, dai condomini ma anche dalle persone fisiche uniproprietarie, ma anche in comproprietarie, di edifici composti da due a quattro unità, singolarmente accatastate; non viene specificato se autonome e funzionalmente indipendenti. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus facciate 2021: le novità.

Ecco le novità Enea sul bonus facciate per interventi di efficientamento energetico come da vademecum aggiornato al 25 gennaio 2021
facciate di case

Interventi di efficientamento energetico facciate.

Enea nel Vademecum aggiornato al 25 gennaio 2021 (sotto allegato) prevede alcune novità per quanto riguarda la documentazione che deve essere inviata all’Agenzia al fine di beneficiare del bonus facciate del 90%.

Come chiarisce Enea però “il presente Vademecum riguarda esclusivamente gli interventi sulle strutture opache verticali delle facciate esterne per i quali occorre trasmettere i dati all’ENEA, cioè quelli influenti dal punto di vista energetico o che interessino il rifacimento dell’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva degli edifici esistenti ubicati nelle zone A o B ai sensi del D.M. n. 1444 del 2 aprile 1968, che rispettino i requisiti richiesti.” (continua)

Fonte:StudioCataldi.it

 

Contratti di affitto. Se cambia il Locatore canone non aumenta.

Non di sovente per fortuna, può capitare, che nella locazione ad uso abitativo, a seguito della compravendita dell’immobile, il conduttore che lo utilizza in virtù di un regolare contratto di locazione si veda ritrattare da parte del nuovo proprietario (terzo acquirente) le pattuizioni della locazione ancora in corso (Es. gli viene chiesto un aumento del canone di locazione ecc.) oppure,ancora peggio, si veda mettere in discussione il suo regolare proseguimento (Es. gli viene chiesto di liberare l’immobile) sino alla prestabilita data di scadenza.

Orbene, qualsiasi trattativa in tale direzione è del tutto illegittima.

Con la compravendita, infatti, si realizza la c.d. successione del locatore nella locazione e, quindi, il nuovo proprietario, sin dal giorno del suo acquisto, succede nel contratto di locazione già in corso cosi come è, diventando semplicemente il nuovo locatore senza nulla poter modificare in merito allo stesso.

Ovviamente fatta salva la facoltà del locatore e del conduttore di addivenire ad un nuovo contratto di locazione. Pertanto, volente o nolente, il nuovo locatore è tenuto a rispettare integralmente la locazione nei diritti e nelle obbligazioni cosi come è stata predisposta dai due originari contraenti. (continua)

Fonte:Metropolis

La ristrutturazione edilizia apre la porta al Superbonus.

Quesito: Sono proprietario di un fabbricato costituito da due unità immobiliari, una classificata C/1 («Negozi e botteghe»), sita al piano terra, l’altra, sita al primo piano, classificata A/3 («Abitazioni di tipo economico»). In caso di demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico del fabbricato, derivante dall’aggiunta di un ulteriore piano ed in presenza del rilascio delle relative autorizzazioni, posso fruire dell’agevolazione da Superbonus?

Risposta: L’agevolazione da Superbonus spetta anche a fronte di lavori realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili come «interventi di ristrutturazione edilizia» dì cui all’art. 3, comma 1, lett. d) del Testo Unico dell’Edilizia.

Sono tali, per quanto di interesse nella fattispecie, gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico, laddove, inoltre, gli interventi stessi possono prevedere, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

Domande & risposte…..

Anche le spese di agenzia si possono detrarre dall’Irpef?

Ho acquistato una casa tramite un’agenzia. Posso detrarre dalla mia dichiarazione dei redditi l’importo versato a titolo di provvigione?

Per la spesa di intermediazione immobiliare è riconosciuta una detrazione Irpef del 19%, con il limite massimo di mille euro a condizione che:

  • l’immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale (e cioè quella in cui il contribuente acquirente e/o i suoi familiari abbiano la propria abituale dimora);
  • l’immobile diventi appunto l’abitazione principale dell’acquirente entro il termine di un anno dall’acquisto, salve le specifiche eccezioni.

Si deve inoltre precisare che la detrazione spetta solo all’acquirente e non invece al venditore; se l’acquisto dell’abitazione principale è effettuato da più persone in comproprietà, la detrazione comunque nel limite complessivo di mille euro dovrà essere ripartita in base alle quote di ciascuno. (continua)

Fonte:LaRepubblica

 

Bonus di Stato a chi decide di tagliare i canoni.

Una soluzione insufficiente ma che rappresenta un primo passo per cercare ricomporre la frattura tra proprietari e inquilini e prevenire una nuova ondata dì richieste di sfratto per morosità.

Si tratta del contributo a fondo perduto per i locatori che riducono il canone (quindi non un credito d’imposta, che potrebbe escludere gli «incapienti», cioè i proprietari che pagano poche tasse, avendo pochi redditi).

L’erogazione è pari al 50% dello sconto applicato, spetta a tutti i contribuenti soggetti passivi Irpef e Ires che locano un immobile posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento ma con alcuni limiti:

1) non può superare i 1.200 euro l’anno (pari a uno sconto fino a 200 euro mensili sull’affitto);

2)  la norma (legge di Bilancio 2021, 178/2020, articolo i, commi 381384) è valida solo per il 2021;

3)  il contributo può scattare solo nei Comuni ad alta tensione abitativa e per le case che sono abitazione principale dell’inquilino.

Oltretutto, per un mancato raccardo tra Dl Ristori e manovra , di questo aiuto esistono due versioni: una riservata ai contratti in essere al 29 ottobre scorso, l’altra generalizzata. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Facciate, verde, bagni una pioggia di bonus nella legge di stabilità.

Sono numerose le agevolazioni per ristrutturare case e condomini, comprese le facciate.

Riqualificazione energetica, facciate, persino sanitari. L’ultima legge di stabilità, approvata a fine 2020, è piena di novità e di conferme per il comparto immobiliare. Per prima cosa, è stato chiarito che il superbonus al 110%, garantito per massicci lavori di riqualificazione su condomini o singole case, varrà per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022 (e non solo fino al 31 dicembre di quest’anno).

Se per la metà dell’anno prossimo i lavori saranno completati almeno al 60%, allora il superbonus spetterà anche per quanto speso fino a fine 2022. Chi invece vuole ristrutturare un singolo alloggio può continuare a fare leva sulle detrazioni Irpef/Ires per efficientamento energetico al 65% e per recupero edilizio al 50%, entrambe prorogate.

Lo sconto fiscale del 50%, tra l’altro, ora vale anche sulla sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente.

Proroga con novità, invece, per il bonus mobili: varrà fino a fine anno e il limite massimo di spesa è stato portato da 10 mila a 16 mila. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Le agenzie immobiliari chiedono di essere incluse nel decreto Ristori.

Per la Consulta che riunisce Fiaip, Fimaa e Anama va superata la logica dei codici Ateco e del calo di fatturato su base mensile e va riconosciuta compensazione a tutte le attività che dimostrino di avere avuto un calo di fatturato di almeno il 33% nel 2020 rispetto al 2019.

Secondo la Consulta, nel 5° Decreto Ristori devono rientrare anche le agenzie immobiliari che dimostrino di avere avuto reali difficoltà valutando le perdite su base annua e vanno introdotte nuove formule di ristori cambiando i meccanismi di accesso ai contributi a fondo perduto per le attività direttamente o indirettamente colpite dagli effetti della crisi pandemica, superando la logica del settore di appartenenza e della valutazione del calo di fatturato su base mensile ma riconoscendo i ristori a tutte le attività economiche e professionali, comprese le agenzie immobiliari, che dimostrino di avere avuto un calo di fatturato di almeno il 33% nel 2020 rispetto al 2019. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Locazione rinnovata, serve manifestazione di volontà.

Va esclusa la rinnovazione tacita del contratto allorquando sia intervenuta una precedente disdetta: affinché la locazione possa dirsi rinnovata per facta concludentia è infatti necessaria una manifestazione di volontà contraria a quella precedentemente manifestata dal locatore in ordine alla cessazione del rapporto.

Sono queste le conclusioni cui è giunta la Corte di cassazione nell’ordinanza n. 708/2021, rigettando il ricorso di due conduttrici avverso la sentenza di secondo grado.

In particolare le ricorrenti, che conducevano in locazione un immobile adibito al commercio, lamentavano il fatto che dopo circa 23 anni, il locatore aveva loro notificato la disdetta, senza tuttavia dare seguito a ciò, consentendole così il prosieguo nel godimento del bene e la corresponsione del relativo canone.

Passati nove anni, tuttavia, a fronte della richiesta di sfratto per morosità da parte dello stesso locatore, le ricorrenti La sede delta Canalone eccepivano che il rapporto era ormai risolto con la disdetta e che «si era trasformato in locazione ad uso abitativo per il periodo successivo». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Rovina di parti private in condominio: cosa può fare l’amministratore?

casa in rovina con segnale pericolo

Un problema sempre più diffuso in Italia, quello della rovina di parti private in condominio e della legittimazione ad agire dell’amministratore, facciamo chiarezza.

La disciplina di cui all’art. 677 c.p.

L’art. 677 c.p., rubricato “Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”, punisce “il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo”.

Continua la norma ai commi successivi che “La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo, omette di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione. Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a euro 309″.

Ma quali sono le competenze e le responsabilità dell’Amministratore condominiale, allorquando la parte di edificio ammalorata sia proprietà di un singolo condomino e non parte comune?

La questione è dirimente nei casi in cui la mancata protratta manutenzione di proprietà private minacci di danneggiare la struttura dell’edificio integralmente o in parte, oppure di arrecare pregiudizio a cose e a persone. L’attuale periodo di crisi economica ha contribuito a rendere il problema molto più diffuso, ponendo molti dubbi ad Amministratori e condomini circa le responsabilità collegate e le soluzioni percorribili. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Sì al 110% per il proprietario di un edificio di due unità.

L’edificio composto da due unità immobiliari di cui uno stesso soggetto è, rispettivamente, proprietario e nudo proprietario può accedere al superbonus.

È il chiarimento fornito con la risposta 58/2021 a una istanza di interpello pubblicata il 27 gennaio dall’agenzia delle Entrate. La risposta, di fatto, recepisce le modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020) in tema di più unità immobiliari, non superiori a quattro, che sono possedute da un unico soggetto e supera le indicazioni contenute nella circolare 30/E/2020.

Il caso era il seguente: un contribuente risultava essere proprietario di una delle due unità immobiliari facenti parti di un edificio e nudo proprietario dell’altra; titolare del diritto di usufrutto era suo padre. L’istante era intenzionato a eseguire dei lavori di miglioramento sismico, di realizzazione del cappotto, di sostituzione dei serramenti e rifacimento dell’impianto termico.

Chiedeva se, per tali interventi, potesse beneficiare del superbonus insieme al padre, ripartendo le spese in misura pari al 50% per ciascuno. Chiedeva, inoltre, se per tali spese potesse fruire della cessione del credito prevista dall’articolo 121 del D134/2020.

Nella risposta l’agenzia delle Entrate ricorda che il comma 66 della legge 178/2020 ha modificato il comma 9, lettera a), dell’articolo 119 del D134/2020 includendo tra i soggetti ammessi al superbonus anche le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività dí impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se possedute da un unico proprietario. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Superbonus 2020: tutte le guide e gli articoli.

Il Superbonus 110% in 35 punti, un riepilogo ragionato e in continuo aggiornamento

Superbonus 2020: tutte le guide e gli articoli

Qui di seguito vi proponiamo i punti più salienti sul tema del Superbonus 110%, ad ogni punto corrisponde un articolo di analisi o guida sul provvedimento cardine in ambito edilizio e fiscale.

1) Il Superbonus non vale per le parrocchie.

L’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad interpello n. 14 del 7 gennaio 2020 ha chiarito che, in considerazione del fatto che la disposizione normativa non indica espressamente tra i soggetti beneficiari del Superbonus gli enti religiosi, tali soggetti potranno beneficiare dell’incentivo in esame solo se si tratta di Onlus, Organizzazioni di Volontariato o Associazioni di Promozione Sociale.

2) Il Governo dedica un sito al Superbonus 110% con informazioni e FAQ.

Fortemente voluto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il portale, oltre a contenere tutte le informazioni sulla detrazione e una sezione dedicata alle FAQ, curata dall’Agenzia delle Entrate ed Enea, propone anche un form che consente di inviare le proprie domande specifiche.

3) L’Agenzia spiega quali codici tributo usare e come compilare l’f24 per utilizzare lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Quali sono i codici tributo per l’utilizzo in compensazione? In questo articolo si spiega come fare.

4) Superbonus e unità immobiliari indipendenti

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sono contenuti nella risposta n. 21 dell’8 gennaio 2021 e in un ulteriore chiarimento.

5) Ordinanza 111: il Commissario Straordinario per la ricostruzione spiega le connessioni tra Sisma 2016 e Superbonus

L’Ordinanza prevede importanti novità in numerosi ambiti, dal contributo ai condomini sino al rifinanziamento del Fondo Anticipo per le parcelle dei professionisti. (continua)

Fonte:Teknoring

Esenti gli immobili fatiscenti. Niente imposte locali su fabbricati né su aree edificabili.

Le unità immobiliari fatiscenti e prive di rendita non sono soggette al pagamento delle imposte locali, né come fabbricati né come aree edificabili.

Questi beni immobili non possono essere assoggettati a imposizione fino a quando l’eventuale demolizione restituisca autonomia alle aree per poter essere nuovamente edificate. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 28581 del 15 dicembre 2020.

Per i giudici di legittimità, in presenza di un fabbricato fatiscente è escluso l’assoggettamento a imposizione anche dell’area edificabile.

Infatti il fabbricato collabente, oltre a non essere soggetto a Imu come fabbricato, «in quanto privo di rendita, non lo è neppure come area edificabile, salvo che l’eventuale demolizione restituisca autonomia all’area fabbricabile che, solo da quel momento, è soggetta a imposizione come tale, fino al subentro della imposta sul fabbricato ricostruito».

Per la Cassazione, l’esonero dal pagamento dell’imposta sul fabbricato collabente, iscritto nella categoria catastale F/2, in ragione dell’azzeramento della relativa base imponibile, non può essere superato prendendo a riferimento la diversa base imponibile prevista per le aree edificabili e costituita dal valore venale del terreno sul quale il fabbricato insiste. (continua)

Fonte:IlGiornale

Apposizione di sigilli ai beni ereditari.

In base agli artt. 752 ss. del c.p.c., l’apposizione di sigilli va richiesta al giudice del luogo dove si trova il bene o dov’è aperta la successione.
vecchia busta con sigillo di cera

Quando va richiesta l’apposizione di sigilli.

Nelle more dell’accettazione dell’eredità, può capitare che i beni appartenenti all’asse necessitino di particolare custodia, per scongiurarne la dispersione o la sottrazione da parte di terzi.

In tal caso, i chiamati all’eredità e gli altri soggetti previsti dalla disciplina codicistica possono domandare al giudice l’apposizione di sigilli ai beni ereditari, per impedire a chiunque l’accesso a tali beni.

Come vedremo, l’istituto riveste particolare importanza riguardo ai beni immobili, ma non si limita ad essi.

Nella pratica, il ricorso al procedimento di apposizione dei sigilli è spesso originato da controversie che possono far temere l’impossessamento di un bene da parte di un soggetto, ad esempio di un singolo coerede.

In ogni caso, l’istituto è previsto a tutela degli interessi di chi ha diritti sull’eredità, come i chiamati e i creditori del defunto, e può trovare applicazione su beni incustoditi o già in possesso di terzi o di coeredi. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

Fondo per le morosità incolpevoli 2021.

povero
La manovra 2021 ha rifinanziato il Fondo per aiutare coloro che non riescono a pagare l’affitto e che vengono raggiunti da un’intimazione di sfratto per morosità.

Manovra 2021: 50 milioni al Fondo per le morosità.

La manovra finanziaria 2021 incrementa il fondo per le morosità incolpevoli di 50 milioni di euro per il 2021. Fondo già presente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Gli inquilini morosi che senza colpa non riusciranno a pagare l’affitto nel 2021 potranno contare quindi su questo aiuto.

Cos’è il Fondo per le morosità incolpevoli.

Il Fondo per le morosità incolpevoli, ricordiamolo, è stato istituito con l’articolo 6 del decreto legge n. 102/2013 presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per essere destinato, come dice il nome stesso del fondo, a quegli inquilini che, senza colpa, non riescono a fare fronte alle spese per i canoni di locazioni.

A chi è destinato.

Il Fondo può essere utilizzato dai Comuni ad alta tensione abitativa che hanno avviato bandi o procedure amministrative apposite al fine di erogare contributi per gli inquilini morosi incolpevoli. In pratica il fondo sostiene i soggetti che vengono raggiunti da un atto di intimazione di sfratto per morosità, che non riescono a evitare, per la sopravvenuta impossibilità di provvedere al pagamento dei canoni mensili a causa della perdita totale o della riduzione consistente della propria capacità di produrre reddito. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Utenze: cosa fare in caso di decesso.

martello e targa con parole diritto successione

Cosa deve fare chi eredita un immobile in relazione alle utenze per la fornitura di acqua, luce e gas. Ecco una guida pratica alla voltura delle utenze.

Decesso e utenze.

Quando viene a mancare una persona cara, è necessario sbrigare tutta una serie d’incombenze burocratiche legate agli obblighi che il de cuis aveva assunto in vita. Una delle prime cose da fare con una certa premura è senza dubbio la voltura delle utenze.

Tramite la voltura il coniuge o il figlio che continueranno ad abitare nell’immobile o che andranno ad abitarvi per la prima volta intesteranno i contratti delle utenze di acqua, luce e gas a se stessi. In questo modo cambia solo l’intestatario, non le condizioni del contratto, che resteranno le stesse che venivano applicate al defunto.

Cos’è la voltura.

La voltura quindi non è altro che il cambiamento dell’intestatario dell’utenza per il servizio di fornitura dell’acqua, del gas o dell’energia, che garantisce la continuità dell’erogazione, senza che sia necessario disattivarla in conseguenza della morte dell’intestatario originario.

Attenzione però, perché quando si accetta un immobile in eredità è necessario, anche per procedere alle volture delle utenze, presentare domanda di voltura catastale all’Agenzia delle Entrate, con cui il contribuente comunica di essere il nuovo titolare del diritto di proprietà sull’immobile che gli è pervenuto per successione ereditaria. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

Bonus mobili ed elettrodomestici.

Bonus mobili 2020 - RiflessiIl bonus mobili ed elettrodomestici consiste in una detrazione Irpef pari al 50% che si applica in caso di acquisto di grandi elettrodomestici e di mobili destinati  all’arredamento di un immobile che deve essere ristrutturato. 

Cos’è il bonus mobili.

In particolare, il bonus mobili spetta in caso di acquisto:

  • di elettrodomestici nuovi di classe pari almeno alla A+ (o di forni di classe pari almeno alla A), come ad esempio gli apparecchi per il condizionamento, i ventilatori elettrici, gli apparecchi elettrici di riscaldamento, le piastre riscaldanti elettriche, i radiatori elettrici, i forni a microonde, gli apparecchi di cottura, le lavastoviglie, le stufe elettriche, le asciugatrici, i congelatori, i frigoriferi e le lavatrici;
  • di mobili nuovi, compresi materassi e apparecchi di illuminazione, ma esclusi tendaggi, tende, porte, pavimentazioni e altri complementi d’arredo.
  • la detrazione si estende anche alle spese di trasporto e a quelle di montaggio dei beni acquistati.

Bonus mobili: quando spetta.

L’acquisto dei predetti beni non è sufficiente per poter ottenere il bonus mobili, in quanto, come accennato, a tal fine è necessario anche che il beneficiario abbia contestualmente eseguito degli interventi edilizi.

In particolare, per ottenere la detrazione è necessario che venga eseguito uno dei seguenti interventi edilizi:

  • manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia sul singolo appartamento,
  • restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su interi fabbricati da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione o di cooperative edilizie che vendono o assegnano l’immobile entro 18 mesi dalla fine dei lavori,
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, quando è stato dichiarato lo stato di emergenza,
  • manutenzione (ordinaria o straordinaria), restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

Prima casa.La pertinenza aumenta il bonus per il riacquisto.

Aumenta l’ammontare del credito d’imposta che si origina in caso di riacquisto della prima casa se, dopo aver riacquistato la prima casa, si acquista, con un atto separato, anche una pertinenza dell’abitazione (la cantina, il solaio, l’autorimessa).

Tuttavia, tale aumento non può essere portato in diminuzione delle imposte (di registro, ipotecaria e catastale) dovute per l’atto di acquisto di tale pertinenza, ma solo in diminuzione dell’Irpef dovuta dal contribuente oppure in compensazione (in base al Dlgs 241/1997).

È quanto afferma l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello 44/2021 del 18 gennaio. Il credito d’imposta (articolo 7 della legge 448/1998) compete quando, entro un anno dalla alienazione di un’abitazione comprata con l’agevolazione prima casa, il contribuente acquista un’altra abitazione avvalendosi della medesima agevolazione.

L’ammontare del credito d’imposta è pari:

–  all’importo dell’imposta di registro . o dell’Iva pagate quando venne acquistatala casa poi alienata, se inferiore all’importo dell’imposta di registro o dell’Iva da pagarsi per il nuovo acquisto; . –   —  all’importo dell’imposta di registro o dell’Iva da pagarsi per il nuovo acquisto, se inferiore all’importo dell’imposta di registro o dell’Iva pagate quando venne acquistata la casa poi alienata; l’eccedenza, in sostanza, si “perde”.

Ad esempio, se si è pagato euro 800 di imposta di registro quando si è comprato la prima volta e per il secondo acquisto si pagano 900 euro di imposta di registro, il credito è di 800 euro; se, invece per il secondo acquisto si pagano 600 euro di imposta di registro, il credito è di 600 euro. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Cosa prevede la manovra per l’immobiliare.

Prorogati i bonus, confermata la rivalutazione. Contributo sino a 1.200 euro per chi riduce i canoni. 

Prorogate a tutto il 2021 le detrazioni per spese da interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, bonus facciate, bonus mobili e bonus verde e al 30 giugno 2022 la detrazione da superbonus.

Confermata la legge sulla rivalutazione dei beni d’impresa al 3% con estensione della stessa anche ai beni immateriali privi di tutela giuridica. Istituito un credito d’imposta su eventuali perdite derivanti da Pir che investono (anche) nel settore immobiliare e previsto un contributo sino a un massimo di 1.200 euro per i locatori di immobili in caso di riduzione del canone di locazione. 

Contributo su canoni di locazione. La legge di Bilancio 2021 strizza l’occhio ai locatori di immobili adibiti ad abitazione principale situati in comuni ad alta tensione abitativa: in caso di concessione di una riduzione del canone di locazione da parte del locatore infatti, è previsto un contributo pari al 50% della riduzione del canone entro un limite massimo annuo di 1.200 euro.

La risposta fornita la scorsa settimana dall’Agenzia delle entrate durante il IV Forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili organizzato da ItaliaOggi ha definitivamente chiarito la platea dei soggetti fruitori del bonus: la citazione nella legge di Bilancio, al comma 381, della figura generica del «locatore» consente infatti di ricomprendere tra i destinatari tutti i contribuenti siano essi soggetti passivi Irpef o Ires che locano un immobile a titolo di proprietà. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Ecco il nuovo Dl Covid gennaio.

immagine sul coronavirus

Stato d’emergenza prorogato al 30 aprile. Spostamenti tra Regioni vietati fino al 15 febbraio e visite ad amici o parenti in massimo due persone fino al 5 marzo.

Proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile

È stato approvato stanotte nella notte il decreto legge con le nuove misure in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo 2021 che prevedono ulteriori restrizioni considerato il numero dei contagi in salita e l’emergenza sanitaria che continua. Il via libera al Dpcm 16 gennaio invece è atteso entro oggi.

In primis, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, vista la nota del Ministro della salute e il parere del Comitato tecnico scientifico, ha deliberato la proroga fino al 30 aprile 2021 dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Misure per il contenimento del contagio, spostamenti.

Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute,dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021. Sull’intero territorio nazionale sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. (continua)

Fonte: StudioCataldi

La nomina dell’amministratore di condominio.

abbaini sul tetto di una casa

Vediamo come nominare un amministratore di condominio, tenendo conto che la nomina è obbligatoria solo quando i condomini sono più di otto.

Chi nomina l’amministratore.

L’amministratore di condominio deve essere nominato dall’assemblea condominiale. La sua carica ha una durata di un anno e il suo mandato viene rinnovato in automatico (a meno che non si dimetta o l’assemblea non lo riconfermi). La maggioranza che viene richiesta per la nomina è quella degli intervenuti in assemblea che possiedono almeno la metà dei millesimi. L’assemblea che va a decidere di non riconfermare l’amministratore in carica può essere convocata da un minimo di due condomini (purché rappresentino almeno un sesto dei millesimi di proprietà).

Nel caso in cui al condominio manchi un amministratore, viene previsto dalla legge che anche un solo condomino può ricorrere all’autorità giudiziaria per soccombere a tale mancanza. E’ invece fatto divieto sia al costruttore che al venditore dell’edificio di nominare l’amministratore (nel caso si verifichi tale ipotesi i condomini possono opporsi). La nomina da parte dell’assemblea viene infatti qualificata come norma inderogabile, cosi come riportato all’interno dell’art.1129 del codice civile. (continua)

Fonte: StudioCataldi

Bonus affitti coronavirus: come funziona.

Il bonus affitti è un credito d’imposta introdotto dal dl rilancio riguardante i canoni di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo.

Bonus affitti coronavirus: normativa.

Il bonus affitti coronavirus è una delle misure con le quali si è tentato di fornire una risposta particolarmente incisiva e quanto più possibile immediata alle molte difficoltà che hanno dovuto affrontare famiglie, lavoratori e imprese a causa dell’emergenza da Covid-19.

Del resto, quella relativa ai canoni di locazione si è mostrata sin da subito come una delle problematiche più complesse da gestire: nonostante le chiusure disposte dal Governo, infatti, molti commercianti (e non solo) hanno dovuto comunque continuare a pagare gli affitti dei locali pur non potendo svolgere la propria attività.

Più precisamente, i crediti d’imposta di natura agevolativa per i conduttori, introdotti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono i seguenti:

  • un credito d’imposta per canoni di locazione relativi a botteghe e negozi, di cui all’articolo 65 del D.L. 18/2020;
  • un credito d’imposta per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui all’articolo 28 del D.L. 34/2020. (continua)

Fonte: StudioCataldi

Il superbonus possibile solo sulle unità immobiliari residenziali.

Due risposte dell’Agenzia delle entrate sulla corretta applicazione del superbonus. Solo unità residenziali al 110%. Escluse le spese relative a interventi di ampliamento.

Superbonus del 110% destinato esclusivamente alle unità immobiliari residenziali, con esclusioni delle altre tipologie. Esclusione per le spese relative agli interventi destinati all’ampliamento dell’unità immobiliare, fatta salva la spesa totale dell’installazione dell’impianto fotovoltaico, a servizio anche della nuova costruzione.

L’Agenzia delle entrate sta intervenendo sistematicamente sulla disciplina relativa al superbonus del 110%, di cui agli articoli 119 e 121 del dl 34/2020, convertito con modifiche nella legge 77/2020, con particolare riferimento alla tipologia degli immobili e, più di recente, è intervenuta con le risposte agli interpelli nn. 21 e 24.

Le risposte individuano le unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all’interno di edifici plurifamiliari, per le quali deve sussistere contestualmente il requisito della indipendenza funzionale e dell’accesso autonomo dall’esterno; purtroppo, i chiarimenti in commento risultano tardivi e non tengono conto delle novità introdotte, con particolare riguardo dal comma 66, dell’art. 1 della legge 178/2020 (legge di Bilancio 2021). (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

TEMPO DI RIQUALIFICARE: DUE TERZI DELLE CASE ITALIANE COSTRUITI PIÙ DI 50 ANNI FA.

Vecchio centro storico

In questi ultimi tempi si discute spesso di rigenerazione urbana, ovvero di programmi mirati a contrastare il degrado delle nostre città. E degradato è anche lo stato di conservazione di parte del patrimonio immobiliare italiano: secondo i dati esaminati da Scenari Immobiliari, infatti, solo a livello residenziale sono oltre 70mila gli edifici che necessiterebbero di un intervento urgente di manutenzione. Il motivo di questo numero così elevato è semplice: due terzi delle case italiane sono stati costruiti più di 50 anni fa, mentre appena il 9% risale a questo secolo. Visto che, come si sa, la ricchezza degli italiani è in buona misura legata proprio alle abitazioni (si parla di circa 5,4 miliardi di euro), risulta chiaro che è arrivato il momento di prendere provvedimenti.

Una strategia a livello europeo.

Anche l’Europa si muove in questa direzione, soprattutto con l’obiettivo di migliorare l’impatto ambientale delle case. Attraverso la strategia “A Renovation Wave for Europe”, la Commissione europea vuole incrementare i tassi di ristrutturazione dei prossimi 10 anni e arrivare a 35 milioni di edifici riqualificati entro il 2030: in questo modo, oltretutto, si verrebbero a creare decine di migliaia di posti di lavoro. (continua)

Fonte:Immobiliare.it

Le spese con tetti differenziati. Limiti modulati in base alla tipologia degli interventi.

Limiti di spesa modulati sulla tipologia degli interventi anche se fruiscono del 110%.

Per ciascuna unità abitativa funzionalmente indipendente posseduta e relative pertinenze, infatti, 50 mila euro è la soglia per gli interventi di isolamento, 30 mila per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione, 96 mila per gli interventi antisismici. 54.545,45 per acquisto e posa in opera di infissi, 48 mila per gli impianti fotovoltaici e 3 mila per le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.

Così l’Agenzia delle entrate nella recente risposta (n. 10) ad una istanza di interpello avente per oggetto l’individuazione delle soglie di spesa applicabili per gli interventi da eseguire congiuntamente su unità immobiliari funzionalmente indipendenti, ai sensi dell’art. 119 del dl 34/2020.

L’istante ha premesso di essere titolare di due unità immobiliari, funzionalmente indipendenti, di cui una (A/3) adibita ad abitazione principale su due piani (piano strada e piano terra) con una autorimessa (C/6) e una cantina (C/2) e la seconda (A/3) ad uso civile abitazione al piano primo.

Su ciascuna delle citate unità immobiliari, l’istante ha intenzione di eseguire una serie di interventi combinati, fruendo della detrazione maggiorata del 110%; si tratta, in particolare, del rifacimento della copertura dell’edificio (tetto), nel rispetto della normativa antisismica, della posa del cappotto termico, della sostituzione degli infissi e delle chiusure oscuranti, della sostituzione dell’impianto termico di pertinenza esclusiva di ogni singola unità, di installazione di un impianto fotovoltaico e dell’installazione di una infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Agevolazioni prima casa: il Covid fa slittare i termini per la residenza.

acquisto prima casa

Prorogati causa Covid i termini per fissare la residenza nell’abitazione principale per non perdere le agevolazioni prima casa.

Slittamento termini causa Covid per adibire la prima casa a dimora abituale.

L’Agenzia delle Entrate risponde a due contribuenti, affermando che la pandemia Covid rappresenta una causa di forza maggiore che giustifica lo slittamento del termine in cui è possibile fissare la propria dimora nell’abitazione principale senza provocare la decadenza dei benefici prima casa, con particolare riferimento alla detrazione degli interessi passivi del mutuo. Ma vediamo quali sono i quesiti inoltrati.

Due contribuenti si rivolgono all’Agenzia delle Entrate sottoponendole due quesiti simili, che differiscono tra loro solo per le scadenze. In entrambi i casi gli istanti chiedono se è possibile beneficiare dell’agevolazione prevista per chi acquista la prima casa e che prevede la detrazione degli interessi passivi del mutuo fino a 4000 euro annui, anche se, dopo i lavori di ristrutturazione, a causa dell’interruzione delle opere a causa della pandemia da Covid19, gli stessi non hanno potuto adibire l’unità immobiliare a loro dimora abituale nei termini previsti dalla legge. (continua)

Fonte: StudioCataldi

Fonte: Agevolazioni prima casa: il Covid fa slittare i termini per la residenza https://www.studiocataldi.it/articoli/40767-agevolazioni-prima-casa-il-covid-fa-slittare-i-termini-per-la-residenza.asp#ixzz6iqfRDuRj
(www.StudioCataldi.it)

Fuga dalle città ora la casa si cerca nel verde.

L’anno della pandemia ha avuto un impatto rilevante sul mercato immobiliare, anche dal punto di vista delle mete privilegiate negli acquisti.

Italiani in fuga dalle città, ora la casa si compra nel verde. I dati di Nomisma segnalano un calo delle operazioni del 18,7% a livello nazionale .

A Roma il dato più eclatante, con -20,8% delle vendite nella metropoli e +13% in provincia. Via dalla pazza folla, causa Covid-19, alla ricerca di spazi maggiori, di una veranda su cui fare giardinaggio, di uno sbocco all’aperto quando la circolazione è vietata o comunque sottoposta a forti limitazioni.

L’anno della pandemia ha avuto un impatto rilevante sul mercato immobiliare, anche dal punto di vista qualitativo. Non tanto sotto il profilo dei prezzi medi il calo stimato per l’intero 2020 è nell’ordine dell’1-2% quanto dal punto di vista delle compravendite e delle mete privilegiate negli acquisti.

Fenomeno noto quello sui prezzi, perché il mercato del mattone ha poca elasticità e nei momenti di crisi vede precipitare i rogiti ben prima che le quotazioni si adeguino al calo della domanda; in questo caso poi il lockdown ha oggettivamente messo ostacoli alle visite degli appartamenti e quindi le compravendite hanno avuto un andamento strettamente legato ai Dpcm, con una ripresa nel periodo estivo e una nuova gelata a partire dall’autunno. (continua)

Fonte;LaRepubblica

 

Bonus occhiali: a chi spetta.

La Manovra 2021 istituisce il Fondo per la tutela della vista e stanzia 15 milioni di euro per i prossimi tre anni per aiutare chi deve comprare gli occhiali.

Bonus occhiali: cos’è.

Il bonus occhiali è stato inserito nella manovra 2021 grazie a un emendamento presentato su iniziativa del deputato Paolo Russo. Una vera novità, prevista per aiutare le famiglie che hanno Isee molto modesti e tutelare, in questo periodo di emergenza sanitaria, anche la vista.

Il Fondo per la tutela della vista.

La manovra finanziaria al comma 437, ricalcando il contenuto dell’emendamento proposto da Russo prevede “Al fine di garantire la tutela della salute della vista, anche in considerazione delle difficoltà economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica da COVID-19, nello stato di revisione del Ministero della salute è istituito un fondo, denominato – Fondo per la tutela della vista -, con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.” (continua)

Fonte: StudioCataldi.it

 

Conti correnti: dal 1° gennaio stop ai pagamenti per chi è in rosso.

uomo seduto fuori dalla sede di una banca

L’allarme lanciato da Unimpresa fa seguito alle novità legate alle nuove regole europee che entreranno in vigore definitivamente dal prossimo anno. Si rischia una fortissima stretta al credito.

Debitori in default: le nuove regole EBA

Il 2021 rischia di aprirsi con pessime notizie per i titolari di conti correnti, non solo imprese, ma anche famiglie. Dal 1° gennaio del prossimo anno, infatti, le banche soggette a vigilanza diretta della Banca Centrale Europea (cioè quelle che hanno una rilevanza europea) dovranno iniziare ad applicare la soglia di rilevanza sulle esposizioni in arretrato, definita dalle nuove regole europee.
Si tratta delle novità di cui al Regolamento Delegato (UE) n. 171/2018 della Commissione Europea del 19 ottobre 2017, integrativo dell’art. 178 del Regolamento Ue n. 575/2013, che si occupa delle norme tecniche di regolamentazione relative alla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato per le banche e i gruppi bancari, per le SIM e i gruppi di SIM.
Il provvedimento ha fatto seguito alle linee guida recate dell’EBA, l’Autorità Bancaria Europea, in materia di definizione di “default” (ovvero, in stato di inadempienza di un’obbligazione verso la banca) e dalle norme tecniche sulla cosiddetta soglia di rilevanza.
Si tratta di norme che stabiliscono criteri e modalità più stringenti rispetto a quelli finora adottati dagli intermediari finanziari italiani e che, in parole semplici, modificano le regole sui conti “scoperti”, quelli c.d. “in rosso”. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Bonus idrico di 1.000 euro per chi cambia rubinetti e sanitari.

rubinetto acqua chiuso

Nella manovra 2021: bonus idrico, un fondo per la consapevolezza idrica, uno per le piccole isole e un credito d’imposta per chi eviterà l’acqua nei contenitori di plastica.

Cos’è il bonus idrico: 1.000 euro ai residenti

La manovra di bilancio per il 2021 prevede bonus, fondi e agevolazioni che riguardano il consumo dell’acqua. La prima misura prevede l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente, del “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, al quale sono assegnati 20 milioni di euro per il 2021.

La finalità del fondo è di riconoscere alle persone fisiche che hanno la residenza nel nostro paese, naturalmente nel limite di spesa indicato, il riconoscimento di un bonus idrico” di 1.000 euro che deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2021, per eseguire le seguenti opere:

 

  • sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con apparecchi a scarico ridotto;
  • sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, di soffioni doccia e di colonne doccia con apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici già esistenti o su parti di edifici esistenti o di singole unità immobiliari. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Decreto Natale: spostamenti consentiti e quando serve l’autocertificazione.

controlli per autodichiarazione degli spostamenti

Nello slalom tra giorni rossi e arancioni stabilito dal Governo, ecco quando servirà ancora munirsi di autocertificazione per motivare i propri spostamenti nonostante le restrizioni.

Decreto Natale e autocertificazione: quando è necessaria

L’autocertificazione non va in soffitta neppure durante queste festività natalizie ed è anzi destinata a fare compagnia agli italiani ancora per un po’. Il Governo ha infatti stilato un calendario di prescrizioni da rispettare nei giorni che vanno fino all’Epifania e stavolta lo ha fatto non con lo strumento del D.P.C.M., bensì con un decreto legge, il n. 172/2020 noto come “Decreto Natale” e in vigore dal 19 dicembre, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19.
In realtà, ad andare in soffitta non è stata neppure la divisione in “zone” con cui i cittadini hanno imparato a conviverenell’ultimo mese e mezzo e che prevede una diversificazione delle restrizioni nelle tre aree gialla, arancione e rossa, corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese. (continua)
Fonte: StudioCataldi

 

Esenzione Imu solo se moglie e marito dimorano nella stessa casa.

Per la Cassazione, non spettano le agevolazioni Ici sull’abitazione principale se marito e moglie abitano e risiedono in due abitazioni diverse.

Esenzione Ici abitazione principale.

Per beneficiare dell’agevolazione prima casa il nucleo familiare deve risiedere e dimorare nella stessa casa. La moglie quindi non può beneficiare dell’agevolazione se il marito risiede e abita in una casa diversa.

Questa la decisione contenuta nell’ordinanza n. 28534/2020 della Cassazione, che sbroglia la vicenda che si a illustrare.

A una contribuente viene notificato un avviso di accertamento relativo all’I.c.i del 2010. La donna si rivolge quindi alla C.T.P, che accoglie il ricorso. La s.r.l incaricata della riscossione dei tributi per conto del Comune ricorre quindi alla CTR, che però respinge l’impugnazione. (continua)

Fonte: StudioCataldi

Decreto Natale in vigore: ecco le misure e il testo ufficiale.

donna con mascherina e cappello di babbo Natale incrocia le braccia

Zona Rossa dal 24 al 27 e dal 31 al 3, il 5 e il 6 gennaio. Ok a spostamenti a casa di parenti max per due persone. Autocertificazione obbligatoria.

Festività in lockdown: il nuovo decreto.

Parte il 24 la stretta natalizia le cui misure sono state illustrate nella tarda serata di ieri dal premier in conferenza stampa e contenute nel decreto legge n. 172/2020 pubblicato stanotte in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi (sotto allegato in pdf).

I giorni “rossi” saranno il 24, 25, 26 e 27 dicembre ed inoltre il 31 dicembre e 1,2, 3 gennaio e di nuovo il 5 e 6 gennaio.

“Abbiamo adottato in cdm un decreto che offre un punto di equilibrio tra la stretta e le deroghe necessarie comunque in considerazione dell’importanza sociale e ideale che queste festività hanno” ha detto Conte a palazzo Chigi. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

 

Banche: cosa cambia per i debitori dal 1° gennaio 2021.

Edificio della BCE

Ecco come alcune banche italiane si stanno preparando alle nuove regole dettate dall’Eba sul default che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2021.

Dal 1° gennaio 2021 nuove regole Eba sul default.

Dal primo giorno del 2021 entra il vigore il Regolamento UE n. 171/2018 sulle tecniche di regolamentazione che riguardano la soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato per banche e gruppi bancari, SIM e gruppi di SIM.

Cambiano i parametri per considerare il debitore inadempiente nei confronti delle banche.

D’ora in poi per essere considerati cattivi pagatori basterà davvero poco: se si superano i 500 euro in relazione a uno o più finanziamenti che rappresentano l’1% del totale dell’esposizione nei confronti della banca si parla già di “arretrato rilevante”, mentre per le persone fisiche e le piccole imprese bastano 100 euro. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

 

Abolizione Imu senza barriere.

Con il dl Ristori 4 l’esenzione si applica ad attività commerciali e non si limita ai proprietari.

Abolizione della seconda rata Imu estesa ai gestori degli immobili delle attività commerciali che sono titolari di diritti reali di godimento e soggetti passivi del tributo.

Quindi, il beneficio fiscale non è più limitato solo ai proprietari degli immobili.

Fruiscono dell’esonero dal pagamento del saldo Imu anche i gestori delle attività commerciali individuate dai decreti che si sono succeduti, che pur non essendo proprietari degli immobili sono soggetti passivi dell’imposta nella qualità di usufruttuari, usuari, concessionari, locatari finanziari e via dicendo. Lo prevede l’articolo 8 del dl Ristori 4 (157/2020).

I soggetti beneficiari. Le esenzioni temporanee e la cancellazione della seconda rata Imu, concesse per riparare in parte i danni causati dal Covid 19, si applica a tutti i soggetti passivi del tributo che svolgono le attività commerciali più direttamente danneggiate dalla pandemia, anche se non sono proprietari degli immobili.

Con questo intervento normativo il legislatore ha reso più equo il trattamento agevolato, allargando ulteriormente l’ambito dei soggetti esenti. Il beneficio, infatti, viene esteso a tutti i titolari dei diritti reali di godimento, che non sono proprietari degli immobili. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Lotteria degli scontrini: la guida.

donna che controlla lo scontrino fiscale

La lotteria degli scontrini è un nuovo strumento ideato dallo Stato per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale che partirà il 1° gennaio 2021.

Lotteria degli scontrini: quando inizia.

La lotteria degli scontrini è stata istituita dalla legge di bilancio 2017 (commi da 540 a 544): nel dettaglio, il provvedimento ha previsto la possibilità, per i contribuenti che effettuano acquisti di beni o servizi presso esercenti, di partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Nelle previsioni originarie, la novità sarebbe dovuta partire dal 1° gennaio 2020, ma la sua entrata in vigore è stata posticipata dapprima a luglio 2020 e poi al 2021, in considerazione delle oggettive difficoltà degli esercenti legate all’emergenza da Coronavirus. Da ultimo è stato, l’articolo 141 del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto rilancio) a modificare la data di avvio della lotteria degli scontrini, spostandola al 1° gennaio 2021.

Dal tale data, quindi, scontrini e ricevute saranno sostituiti da un documento commerciale, da emettere esclusivamente utilizzando un registratore telematico (RT) o una procedura web messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle entrate. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

 

Bed&breakfast gestito in casa: Superbonus su metà delle spese.

Abitazione con Bed&Breakfast, il superbonus spetta ma al 50%.

CONFERMATE LE REGOLE.  Le Entrate hanno ripreso l’orientamento del 2018, riferito alle ristrutturazioni. Il caso è quello di un edificio unifamiliare usato anche per attività imprenditoriale.

Bed&Breakfast con casa di abitazione, la formula “mista” è ammessa al Superbonus anche se limitatamente alla metà delle spese sostenute.

Con la risposta 570 all’interpello di un contribuente l’Agenzia delle Entrate ha affrontato e risolto positivamente un caso piuttosto frequente, quello di un edificio unifamiliare (villetta o simili di proprietà unica con una sola unità immobiliare, in ogni caso non un condominio) che ospita in parte l’attività di Bed&Breakfast e in parte l’abitazione del proprietario, che gestisce la ricettività.

Il nodo della destinazione. La questione di fondo è proprio la destinazione dei locali dell’unità immobiliare, che è “mista” ma in parte serve appunto a un’attività imprenditoriale, dato che il contribuente lo dichiara: si tratta di attività svolta con partita Iva attraverso una Snc.

Proprio perché non si tratta di un condominio, non è possibile applicare la regola che “attira” nel 110% tutte le unità immobiliari dell’edificio condominiale, anche non abitative, purché queste ultime non siano percentualmente prevalenti nel fabbricato. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Per l’Imu abitazione principale e residenza devono coesistere.

LA SCADENZA DEL 16.

La Cassazione ha di recente posto un freno all’esenzione sulla casa delle vacanze. Sulle seconde case i Comuni spesso adottano aliquote differenti per le pertinenze.

Le abitazioni tenute a disposizione sono le uniche non affittate che assolvono l’Imu, stante l’esclusione per l’abitazione principale.

Però attenzione che talvolta quella che sembra abitazione principale invece è una abitazione secondaria soggetta all’Imu. Ricordiamo infatti che l’abitazione principale non è soggetta a imposta qualora il possessore e i componenti del suo nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica; sono comunque soggette a imposta le categorie catastali Ai, A8 ed A9.

Questo può comportare che se il contribuente ha la residenza anagrafica in un comune e il coniuge lo abbia in altro comune, entrambe le abitazioni rischiano di non usufruire della esenzione come abitazione principale. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Dpcm Natale: il testo.

calze di Natale con mascherine anti Covid

Dal 21 dicembre al 6 gennaio chiusi i confini delle Regioni. Coprifuoco a Capodanno. Ecco tutte le regole per le festività.

Dpcm Natale, stop agli spostamenti.

Firmato e annunciato poco fa ufficialmente dal premier Conte il Dpcm Natale (che andrà in Gazzetta entro la mezzanotte per entrare in vigore dal 4 dicembre).

Il Governo ha scelto la linea dura per contrastare una terza ondata di contagi da coronavirus in occasione delle feste di fine anno.

Un freno ai contagi si metterà evitando alle persone di muoversi: dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse (compresi quelli da o verso le province autonome di Trento e Bolzano), ad eccezione dei casi comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

In particolare poi, il 25 e il 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni diversi, con le stesse eccezioni (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute). Gli spostamenti saranno vietati anche tra le regioni che sono zona gialla. (continua)

Fonte: StudioCataldi

L’Esperto risponde.

Quesito: Ho intenzione di acquistare un appartamento «chiavi in mano” da una società di investimento che ha in corso un intervento di ristrutturazione, affidato ad una separata impresa di costruzioni, che prevede l’adeguamento sismico e il miglioramento energetico di un intero stabile.

Vorrei sapere se posso usufruire del bonus 110% nonché del bonus mobili. In caso di risposta affermativa, ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale, è sufficiente indicare nel rogito, che stipulerò entro il 31/12/2021, gli importi relativi alle diverse fattispecie di lavori?

Risposta : Si ritiene che l’acquisto dell’immobile rappresentato nel quesito non soddisfa i requisiti per accedere al ed. «Sismabonus acquisti», che si applica solo ai casi di acquisto di case antisismiche direttamente dall’impresa che abbia provveduto alla demolizione e ricostruzione e poi alla vendita entro 18 mesi dalla fine dell’intervento.

Nel caso di specie, la circostanza che i lavori di consolidamento sismico siano effettuati da un soggetto terzo rispetto al venditore preclude l’accesso all’agevolazione. Per quanto riguarda il «bonus mobili», riconosciuto qualora vengano effettuati sull’immobile interventi per il recupero del patrimonio edilizio, previsti dall’articolo 3, dpr n. 380/2001, a), b), e) e d), ovvero manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, interventi di restauro e risanamento conservativo interventi di ristrutturazione edilizia, si precisa che lo stesso spetta a condizione che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Lotteria scontrini, si parte dal 1° dicembre col codice.

parola cashback
Il piano cashless debutterà invece dall’8 dicembre ma bisognerà registrarsi sull’app “Io”. Ecco tutte le novità.

Lotteria scontrini, da oggi il codice.

Conto alla rovescia finalmente iniziato per la lotteria degli scontrini, rinviata più volte. Da oggi sul portale dedicato sarà possibile fare richiesta del codice l’identificativo per accedere alla lotteria, che comincerà ufficialmente da gennaio.

Il codice lotteria è un codice alfanumerico e codice a barre abbinato al codice fiscale che va esibito negli esercizi commerciali al momento dell’acquisto per consentire di partecipare alle estrazioni.

Ecco cosa fare, i passaggi previsti sono 4: accesso al portale e inserimento del codice fiscale; accettazione dell’informativa sulla privacy e inserimento del codice di sicurezza (captcha); visualizzazione del codice sia in formato alfanumerico che di codice a barre; salvataggio sul proprio smartphone (o anche sui device come tablet o desktop) o stampa del codice lotteria.(continua)

Fonte: StudioCataldi

 

 

In centro la sostituzione edilizia è nuova costruzione, spesso vietata.

Prima del decreto semplificazioni (Dl 76/2020), l’articolo 3 del Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/200i) includeva nella definizione di ristrutturazione edilizia (lettera d) gli interventi di demolizione e ricostruzione con il solo limite che non comportassero l’aumento della volumetria del fabbricato esistente.

Il decreto semplificazioni ha modificato l’articolo 3 confermando che nella nozione di ristrutturazione edilizia sono compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione con possibilità di modificare sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche; al contempo ha previsto la possibilità di incrementare la volumetria nei casi previsti: . dalla legge; . oppure dagli strumenti urbanistici comunali.

Edifici vincolati e in centro. Attenzione, però: il decreto semplificazioni contiene disposizioni specifiche di contenuto estremamente restrittivo per quanto riguarda la demolizione e ricostruzione degli edifici vincolati ai sensi del Codice  dei beni culturali e del paesaggio che si trovano nei centri storici. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

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Come cambierà il Settore Immobiliare dopo il Covid 46.

Le infrastrutture delle città dovranno avere una nuova sensibilità per l’ambiente, le dinamiche sociali e il loro buon governo.

La prossima sfida del settore immobiliare? Rilanciare le città attraverso un processo dí rigenerazione urbana per lasciarsi alle spalle l’emergenza Covid. Ponendo più attenzione all’impatto che gli investimenti producono sull’ambiente, sulle dinamiche sociali e sul loro buon governo.

Perché alla ricerca del rendimento va affiancata una gestione corretta ed efficiente. Ne è convinto Aldo Mazzocco, a.d. di Generali Real Estate e presidente di CityLife spa, che invoca un ammodernamento in ottica Esg del patrimonio edilizio.

Partendo da un presupposto: gli immobili sono le infrastrutture dove le persone svolgono le proprie attività e dove si valorizza il capitale umano.

I criteri Esg enviromental, social, govemace riguardano appunto l’ambiente, l’approccio sociale e la gestione aziendale. Quale delle tre componenti è la priorità del settore in tempi di Covid?

Il tema Esg era sconosciuto fino a prima del Covid e ancora oggi viene confuso con la sostenibilità ambientale. Invece va ricordato che i criteri riguardano, oltre alla componente dell’ambiente anche quella della responsabilità sociale, adesso la più cogente perché bisogna pensare maggiormente alla qualità della vita, al benessere delle persone.

Non si tratta di concetti nuovi per il settore immobiliare, basti pensare alla riqualificazione delle periferie. Rendendo l’edilizia e l’urbanistica di qualità, più umana e attenta alla relazione tra cittadini e ambiente possiamo risolvere molti problemi. Il valore fondiario dell’immobiliare è dato dalla «location», che dipende dalla qualità urbana che c’è intorno. (continua)

Fonte: Panorama

Tari: la tassa sui rifiuti, guida completa.

cestini per raccolta rifiuti differenziata

La Tari è una tassa comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell’utilizzatore.

Cos’è la Tari.

La Tari (tassa sui rifiuti) è stata istituita dall’articolo 1, comma 639, della legge n. 147/2013 (cd. legge di stabilità per l’anno 2014), che ha sostituito le precedenti Tia (tariffa di igiene ambientale), Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e Tares (tributo comunale sui rifiuti e sui servizi).

Quando e perché si paga la tassa rifiuti.

Ai sensi dell’art. 1 c. 641 L. n. 147/2013, il presupposto della Tari è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile (cd. aree comuni quali, ad esempio, scale e androne) che non siano detenute o occupate in via esclusiva. (continua)

Fonte: StudioCataldi.it

Bonus casa e 110% rilanciano i lavori, ma attenzione al calendario.

Calendari incrociati. La proroga dei bonus edilizi si intreccia quest’anno con due variabili inedite: il superbonus del 110% e la crisi economico-sanitaria da Covid-19.

Chi sta progettando (o anche solo immaginando) interventi di recupero edilizio deve perciò considerare l’orizzonte delle agevolazioni disponibili. E se le detrazioni “tradizionali” vengono prorogate di 12 mesi dal disegno di legge di Bilancio, per il superbonus già in vigore fino a fine 2021 si prospetta una conferma al 2024 (richiesta da imprese e professionisti e avallata da gran parte delle forze politiche).

Tra complessità e scadenze varie. La detrazione del 110%, punto di partenza di ogni verifica di fattibilità, è però l’agevolazione più complessa da ottenere. Non solo perché richiede l’asseverazione di un tecnico con un’adeguata polizza Rc (sempre) e il visto di conformità (in caso di cessione o sconto in fattura).

Ma anche perché impone un’analisi preliminare e una progettazione di alto livello. Sia per chi sceglie il superbonus in versione “eco” e deve migliorare l’intero edificio di due classi energetiche; sia per chi punta sulla versione “sisma”.

I dati sulle pratiche ora in valutazione da parte di Unicredit pur limitati a chi cede il bonus alla banca offrono un primo spaccato della situazione. Oggi l’88% dei potenziali beneficiari sono privati, soltanto l’8% condomìni e il resto imprese. Il che conferma la difficoltà di avviare gli interventi negli edifici plurifamiliari, dove il passaggio alla fase operativa può richiedere anche sei mesi, tra delibere di fatto rinviate dall’emergenza coronavirus, raccolta dei preventivi, permessi e altri passaggi burocratici. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Quando si paga la TARI.

La TARI, ovverossia la tassa sui rifiuti, si paga annualmente a rate, sulla base di scadenze fissate dai Comuni. Ecco quali sono e su chi grava la tassa.

Chi paga la TARI.

La TARI è la tassa con la quale i Comuni finanziano i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Sono tenuti a pagarla tutti coloro che hanno il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti solidi urbani, senza che a nulla rilevi l’uso al quale gli stessi sono adibiti.

La TARI non è dovuta, tuttavia, per:

  • le aree scoperte che sono pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative;
  • le aree comuni condominiali che non siano detenute né occupate in via esclusiva (ad esempio, scale, ascensori, androni, etc ) .(continua)

Fonte: StudioCataldi

 

 

In arrivo nuove agevolazioni per gli affitti dei pubblici esercizi.

In arrivo nuove agevolazioni per gli affitti dei pubblici esercizi.

Un tema gravoso soprattutto per i tanti bar e ristoranti situati nelle zone arancioni e rosse che hanno dovuto chiudere e che, trovandosi in quartieri di pregio, devono pagare canoni di locazione spesso molto costosi.

Il governo ha allo studio «nuovi schemi di agevolazioni fiscali che senza penalizzare i proprietari possano permettere un abbattimento dei costi sostenuti per le locazioni». Ad annunciarlo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte, intervenuto a conclusione dell’Assemblea 2020 della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio.

Il premier ha annunciato la disponibilità dell’esecutivo a reperire nella legge di bilancio ulteriori risorse rispetto ai provvedimenti di sostegno già adottati con il decreto Ristori bis (contributi a fondo perduto per il calo di fatturato, crediti di imposta per gli affitti commerciali, cancellazione della seconda rata Imu, sospensione dei contributi previdenziali, sospensione degli adempimenti tributari nelle zone rosse e arancioni).

A partire dalla rinegoziazione dei canoni di locazione che però, ha avvertito Conte, «è un tema delicato perché lo stato dovrebbe intervenire nella contrattazione tra privati».

«Siamo valutando qualche formula di intervento compatibile con il quadro costituzionale per evitare contenziosi e arrivare a una soddisfazione economica che sia equa e giusta rispetto alle aspettative economiche dei proprietari degli immobili», ha annunciato il presidente del consiglio. Conte ha risposto alle sollecitazioni del presidente di Fìpe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani che nel suo intervento ha chiesto al governo di fare di più rispetto alle misure già messe in atto. A cominciare da interventi sull’Iva che per un periodo limitato di tempo portino a una riduzione dell’attuale aliquota del 10%. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Certificazione energetica degli edifici: cos’è e gli obiettivi a cui risponde.

L’assegnazione della classe avviene con l’indagine di un tecnico specializzato.

Gli edifici, e per questo le unità immobiliari al loro interno, possono essere classificate per classe energetica. La classe energetica di un immobile viene calcolata in base a quanto combustibile si consuma all’anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata.

Più la classe è elevata (ad es. classe A4 vs classe G), meno energia è necessaria per riscaldare un metro quadro di abitazione. La certificazione energetica degli edifici è una procedura di valutazione volta a promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici in termini di efficienza energetica, grazie all’informazione fornita ai proprietari e utilizzatori, circa i suoi consumi energetici richiesti per mantenere determinate condizioni ambientali interne.

Essa fa parte delle misure volte alla tutela dell’ambiente, sia per un conseguente freno all’utilizzo delle risorse naturali, sia per un desiderabile contenimento delle emissioni clima alteranti. Si tratta di un documento redatto da un tecnico abilitato, chiamato in gergo certificatore energetico, che tiene conto della caratteristiche architettoniche dell’edificio, dei prospetti, della zona climatica, dell’affaccio delle singole facciate, del tipo di riscaldamento e di tutto ciò che può influire sui consumi energetici. (continua)

Fonte:IlRestodelCarlino

Cedolare affitti brevi, con cinque case è attività d’impresa.

OBBLIGO DI PARTITA IVA. Stretta anche per i contratti tramite portali telematici o agenzie immobiliari. 

Il disegno di legge di Bilancio pone fine ai dubbi sulla tassazione dei proventi da locazioni tipo Airbnb: quando il proprietario ne mette in affitto più di quattro vuol dire che sta svolgendo attività d’impresa e dovrà avere la partita Iva con tutto quel che ne consegue.

Una norma che scoraggerà parecchi proprietari, proprio nel momento in cui la pandemia ha tagliato le gambe al turismo. La questione degli affitti brevi, di fatto a scopo turistico, interessa soprattutto le grandi città e i luoghi di attrazione turistica, una bella fetta d’Italia.

Facilitati dalla possibilità di tassazione cedolare secca del 22% come le locazioni “lunghe” (prevista dal Dl 50/2017), hanno creato non pochi grattacapi agli albergatori. Per oltre tre anni il Mef avrebbe «potuto» (e non «dovuto») regolare l’aspetto dei caratteri di imprenditorialità degli affitti brevi entro luglio 2017 (ma in ogni caso questa norma viene ora abrogata) e così anche chi possedesse dieci o venti appartamenti veniva ritenuto un locatore abitativo a tutti gli effetti. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Gli interventi di rifinitura sono ammessi al Superbonus.

CAMBIO DI DESTINAZIONE.

Quesito: Ho una pertinenza agricola (C/2 catastale) non antisismica e ricadente in zona sismica 2.Vorrei sapere se rientra nel Superbonus 110% la demolizione e ricostruzione totale e/o parziale della medesima a parità di volume e superficie utile con cambio di destinazione per civile abitazione e se nel bonus rientrino le spese tecniche e i lavori di rifinitura per rendere abitabile la nuova costruzione.

Risposta: Secondo l’interpretazione dell’art. 119 del decreto Rilancio fornita dall’Agenzia delle entrate, sono ammessi al Superbonus gli interventi su immobili a destinazione «residenziale». Tuttavia, anche i lavori di efficientamento energetico su immobili diversi da quelli residenziali beneficiano delle agevolazioni in commento a condizione che dal provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti la destinazione finale di abitazione dell’immobile oggetto di intervento agevolato.

Tale conclusione trova conferma anche nella prassi dell’Agenzia delle entrate che si è espressa sul punto con risposta ad interpello n. 53812020. Sono, inoltre, ammesse al superbonus sia le spese tecniche, come confermato dall’Agenzia delle entrate con la recente circolare n. 24 I E 2020, sia i lavori di rifinitura per rendere abitabile la nuova costruzione, come precisato dalla prassi dell’Amministrazione finanziaria nella risposta ad interpello n. 224/2020.  (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Vicini rumorosi: cosa fare?

uomo non riesce a dormire per il rumore della tv alta del vicino

Come comportarsi in presenza di rumori molesti provocati dai vicini e quali sono le modalità di tutela che è possibile attivare.

Vicini rumorosi: come comportarsi.

Quella dei vicini rumorosi, purtroppo, rappresenta una problematica assai diffusa e che in molti casi può condurre all’esasperazione. Schiamazzi, radio o televisione ad alto volume, feste fino a tarda notte, rumori intollerabili durante il giorno oppure durante le ore di riposo, tutte situazioni idonee a infastidire e a recare disturbo a chi studia, lavora o riposa.

Ottenere la cessazione di simili atteggiamenti potrebbe rivelarsi complesso. La prima cosa da fare è sempre quella di cercare di accordarsi bonariamente con il vicino molesto, contattarlo per discutere della problematica e spiegarli con educazione le proprie ragioni, rappresentandogli i fastidi provocati dai suoi rumori, magari anche formalmente tramite una missiva o una diffida. (continua)

Fonte:StudioCataldi.it

La via stretta del 110% per le imprese.

Il superbonus del 110% lascia uno spiraglio d’azione ridotto ma non irrilevante per le imprese. Molto si è detto sulla limitazione introdotta in via amministrativa dalle Entrate con la circolare 24/E, che esclude la possibilità di intervenire su immobili non residenziali, a meno che non si tratti di unità comprese in condomìni a prevalente destinazione residenziale (oltre il 150% della superficie).

Qui è appena il caso di notare che, quando il condominio è a prevalenza residenziale, sono agevolati con il 110% i lavori trainanti su unità immobiliari (residenziali e non) possedute da imprese, società immobiliari e così via, a prescindere dal loro utilizzo e qualificazione.

Sono relativamente poco esplorati, invece, gli spazi di manovra per le imprese di costruzione e ristrutturazione, oltre che per le società immobiliari, nell’ambito del superbonus. Ristrutturazione e rivendita La classica operazione di acquisto, ristrutturazione e rivendita di un immobile da parte di un’impresa non può beneficiare del superbonus in versione “eco” (commi i e 2 dell’articolo 119).

La stessa operazione, invece, può beneficiare del superbonus in versione “sisma”. Il comma 4 dell’articolo 119, infatti, prevede espressamente la possibilità di applicare nella misura del 110% anche il cosiddetto sismabonus acquisti (regolato dall’articolo 16, comma i-septies, del Dl 63/2013), che premia le imprese che rivendono immobili ristrutturati in chiave antisismica entro 18 mesi dalla fine dei lavori. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Esonero Imu ad ampio raggio.

E’ in continua evoluzione la platea dei soggetti esonerati dal pagamento del saldo Imu. A distanza di pochi giorni viene aggiornato l’elenco dei titolari di immobili che non pagheranno la seconda rata dell’imposta municipale. Questa volta, però, l’agevolazione si applica a coloro che esercitano le attività riferite ai codici Ateco, ma limitatamente ai territori regionali particolarmente colpiti dalla pandemia.

Lo prevede il dl «Ristori 2» (dl n.149 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.279 di ieri) che cancella la seconda rata Imu per gli immobili destinati a grandi magazzini, empori, commercio al dettaglio di merci varie, servizi degli istituti di bellezza, agenzie matrimoniali e via dicendo, indicate nell’Allegato 2 al decreto, ubicati nei comuni delle regioni individuate con ordinanza del ministro della salute come zona rossa, in base al dpcm del 3 novembre 2020 (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria).

La norma del nuovo dl «Ristori 2», ferme restando le agevolazioni già concesse con i decreti precedentemente emanati, aggiunge al lungo elenco dei beneficiari altre categorie di attività indicate nella tabella Ateco, tra le quali grandi magazzini, empori, commercio al dettaglio, agenzie matrimoniali e così via, ma questa volta l’ambito di applicazione dell’agevolazione è circoscritta alle regioni ubicate nella zona rossa ossia, come recita il dpcm 3 del novembre, «le aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Ai coniugi che risiedono in Comuni diversi non spetta alcuna agevolazione ai fini Imu.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nell’ordinanza 20130 dello scorso 24 settembre, affermando la necessità che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore quanto il suo nucleo familiare non solo vi dimorino abitualmente, ma vi risiedano anche anagraficamente.

La decisione della Corte si pone in netto contrasto con l’interpretazione che il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva fornito nella circolare 3/DF del 18 maggio 2012, a proposito delle differenze tra la definizione di abitazione principale contenuta nell’articolo 13 del Dl 201/2011 per l’Imu e quella relativa all’abrogata Ici, disciplinata dall’articolo 8 del Dlgs 504/1992.

In origine e fino al 31 dicembre 2006, era considerata abitazione principale quella in cui il soggetto passivo e i suoi familiari dimoravano abitualmente. La norma è stata modificata nel senso che per abitazione principale si doveva intendere quella di residenza anagrafica, a meno che non fosse dimostrata (ad esempio attraverso la presenza di utenze come gas, luce, telefono) la mancata coincidenza tra dimora abituale e residenza anagrafica.

I numerosi contrasti giurisprudenziali sorti in merito alla nozione di abitazione principale ai fini Ici, legati alle agevolazioni e alla successiva esenzione dell’imposta comunale sulla prima casa, hanno evidentemente indotto il legislatore ad adottare ai fini Imu una definizione più stringente. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

La via stretta del 110% per le imprese.

Il superbonus del 110% lascia uno spiraglio d’azione ridotto ma non irrilevante per le imprese. Molto si è detto sulla limitazione introdotta invia amministrativa dalle Entrate con la circolare 24/E, che esclude la possibilità di intervenire su immobili non residenziali, a meno che non si tratti di unità comprese in condomìni a prevalente destinazione residenziale (oltre i150% della superficie).

Qui è appena il caso di notare che, quando il condominio è a prevalenza residenziale, sono agevolati con il 1110% i lavori trainanti su unità immobiliari (residenziali e non) possedute da imprese, società immobiliari e così via, a prescindere dal loro utilizzo e qualificazione.

Sono relativamente poco esplorati, invece, gli spazi di manovra per le imprese di costruzione e ristrutturazione, oltre che per le società immobiliari, nell’ambito del superbonus. Ristrutturazione e rivendita La classica operazione di acquisto, ristrutturazione e rivendita di un immobile da parte di un’impresa non può beneficiare del superbonus in versione “eco” (commi i e 2 dell’articolo 119).

La stessa operazione, invece, può beneficiare del superbonus in versione “sisma”. Il comma 4 dell’articolo 119, infatti, prevede espressamente la possibilità di applicare nella misura del 110% anche il cosiddetto sismabonus acquisti (regolato dall’articolo 16, comma i-septies, del Dl 63/2013), che premiale imprese che rivendono immobili ristrutturati in chiave antisismica entro 18 mesi dalla fine dei lavori. In questi casi la detrazione normalmente del 75 o 85% viene maggiorata al 100 per cento. (continua)

Fonte:IlSole 24 Ore

Lotteria scontrini: le nuove regole.

coppia che paga al bar e guarda scontrino

Novità per la Lotteria degli scontrini, alla riffa potranno partecipare solo coloro che effettueranno gli acquisti con mezzi di pagamento elettronici.

Lotteria degli scontrini solo per chi paga con strumenti elettronici.

Cambiano in corsa le regole della Lotteria degli scontrini, in partenza dal primo gennaio 2021, con prima estrazione 11 febbraio 2021.

Nella homepage del sito dedicato appare infatti il countdown riferito alla partenza della lotteria e a fianco un riquadro con del testo in cui si precisa che: “Partecipare è facile e completamente gratuito! Basterà pagare senza contanti e mostrare il codice lotteria al momento dei Tuoi normali acquisti!

Dal 1° dicembre in questo sito troverai lo spazio per ottenere il tuo codice lotteria.”

Il messaggio è chiaro, alla lotteria degli scontrini si può partecipare solo se si effettuano pagamenti con strumenti elettronici, come carte di credito debito, prepagate e app collegate a circuiti di pagamento elettronici.

La novità che limita la partecipazione alla lotteria solo per chi paga in contanti verrà probabilmente ufficializzata nella prossima legge di Bilancio, intanto però è chiaro che con questa novità anche la Lotteria degli scontrini viene impiegata come uno strumento ulteriore per eliminare i contanti dalla circolazione e contrastare l’evasione fiscale. Annunciata la novità, ricordiamo brevemente gli aspetti pratici della Lotteria, ormai alle griglie di partenza. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Dpcm Coronavirus, dal 5 novembre Italia divisa a zone.

coronavirus con sfondo rosso e cerchi

Nuovo dpcm 3 novembre: le norme nazionali.

E’ arrivata nella notte la firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il nuovo Dpcm sulle misure restrittive per contenere il contagio da Coronavirus nel nostro Paese. Il testo (sotto allegato) è stato pubblicato sul sito del Governo e andrà in Gazzetta oggi stesso per essere valido dal 5 novembre sino al 3 dicembre prossimo.

A poco sono servite le perplessità manifestate sul nuovo provvedimento da parte delle regioni. Con ordinanza del ministro della Salute, adottata sentiti i presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici, sono individuate le Regioni o parti di esse che si collocano in uno “scenario intermedio” o “di massima gravità” e con un livello di rischio “alto”.

Il ministro della Salute, con frequenza almeno settimanale verifica il permanere dei presupposti di appartenenza allo scenario intermedio o di massima gravità. Le ordinanze sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre il 3 dicembre, data di scadenza del Dpcm appena approvato.

Lockdown serale.

Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti solo spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Stop pignoramenti prima casa fino a fine anno.

casa avvolta da catene
Il decreto Ristori proroga al 31 dicembre 2020 la sospensione delle procedure esecutive di pignoramento immobiliare aventi ad oggetto l’abitazione principale. Inefficaci le procedure avviate durante lo stop.

Pignoramenti: le novità del Decreto Ristori.

Il Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020) ha introdotto ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
In particolare, a seguito delle restrizioni adottate sul territorio nazionale, sono stati sbloccati tutta una serie di indennizzi destinati alle attività produttive che hanno dovuto chiudere a seguito delle indicazioni del Governo per fronteggiare questa seconda ondata di contagi.

In particolare, è stato attivato un contributo a fondo perduto per gli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive, è stato esteso anche per ottobre, novembre e dicembre 2020 e per ulteriori specifici settori il credito d’imposta per i canoni di locazione e di affitto d’azienda previsto dal D.L. n. 34/2020 ed è stato abolito il versamento della seconda rata dell’IMU 2020 per gli immobili e relative pertinenze in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta col D.P.C.M. 24 ottobre 2020 in ragione dell’aggravarsi dell’emergenza sanitaria. ( continua )

Fonte: StudioCataldi.it

 

Non è tenuto all’Imu il separato di fatto.

Non è tenuto a versare l’Imu chi è separato di fatto e ha la residenza nell’immobile per il quale richiede le agevolazioni. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 24294 del 3 novembre 2020, ha accolto il ricorso del contribuente.

L’uomo era rimasto, dopo la crisi coniugale, nell’abitazione familiare mentre la ex e i figli si erano trasferiti in città. L’assenza di una separazione formale aveva escluso l’ingresso alle agevolazioni. La decisione dell’amministrazione finanziaria di negare l’esenzione era stata confermata anche da Ctp e Ctr.

Ora i Supremi giudici hanno ribaltato completamente le sorti della vicenda: ad avviso del Collegio di legittimità «per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, l’usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente».

In generale, secondo la giurisprudenza di legittimità, ai fini della spettanza della detrazione e dell’applicazione dell’aliquota ridotta prevista per le «abitazioni principali», un’unità immobiliare può essere riconosciuta abitazione principale solo se costituisca la dimora abituale non solo del ricorrente, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione nell’ipotesi in cui tale requisito sia riscontrabile solo nel ricorrente ed invece difetti nei familiari.

Per questo bisogna distinguere fra il nucleo familiare che si divide solo sulla carta abitando in città diverse e quello che, come in questo caso, mette in atto una vera e propria separazione. Solo in quest’ultimo caso sussiste il diritto all’agevolazione fiscale.

Ha quindi sbagliato la Ctr di Livorno nel ritenere tout court esclusa l’agevolazione Imu per il solo fatto che i due coniugi vivessero in due abitazioni diverse, considerato peraltro che l’odierno ricorrente risultava residente presso l’immobile de quo e che l’altro coniuge non aveva beneficiato di tale agevolazione (avendo provveduto al pagamento del tributo il proprietario dell’immobile concesso in comodato alla donna). Ora gli atti della causa da Roma ripartiranno verso Livorno dove una diversa sezione della commissione tributaria dovrà rivedere la sua posizione alla luce dell’indirizzo fornito in sede di legittimità.

Fonte:ItaliaOggi

Case antisismiche, per il 110% serve il rogito entro il 2021.

Chi ha in programma di acquistare una casa antisismica, ricavata da un’operazione di demolizione con ricostruzione, dovrà segnare sul calendario la data del 31 dicembre 2021.

Entro quel giorno, infatti, sarà necessario firmare il rogito di acquisto dell’immobile, per fruire del superbonus al 110%.

L’indicazione è contenuta nell’interpello 515, pubblicato ieri dall’agenzia delle Entrate. Il documento va in una direzione piuttosto penalizzante per imprese e cittadini: non basta il “fine lavori” entro il 2021, infatti, secondo questo schema , per accedere al superbonus.

Il caso esaminato dalle Entrate riguarda l’agevolazione prevista per le zone classificate a rischio sismico 1,2 e 3. In queste aree è possibile, tramite demolizione e ricostruzione di interi edifici, avviare operazioni di messa in sicurezza sismica. ( continua )

Fonte:IlSole24Ore

Senza Imu piscine, palestre, impianti sportivi, ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie.

Senza Imu piscine, palestre, impianti sportivi, ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie.

E un lungo elenco quello delle attività sospese o limitate dal dpcm 24 agosto che costituisce il fulcro di tutto il sistema di agevolazioni previsto dal decreto legge «Ristori». L’ultima versione del provvedimento porta in dote un po’ più di soldi ai comuni (5,2 milioni) a titolo di rimborso per la cancellazione della seconda rata Imu.

La quota che il governo restituirà ai sindaci passa da 96,4 milioni a 101,6 milioni. E viene ritoccata leggermente al rialzo anche la quota Imu statale a cui l’erario rinuncerà (da 19,3 a 19,7 milioni) portando complessivamente la perdita di gettito creata dall’agevolazione a 121,3 milioni.

Per il resto l’esecutivo tira dritto sulla decisione di condizionare l’esenzione alla coincidenza tra gestore dell’attività e proprietario dell’immobile. Un requisito, già previsto dal dl Agosto (dl 104/2020) per la lunga serie di immobili già esentati dalla seconda rata Imu (alberghi, agriturismi, villaggi turistici, bed&breakfast, residence, campeggi, cinema, teatri, sale concerti, sale da ballo, discoteche) ad eccezione degli stabilimenti balneari e degli immobili utilizzati nell’ambito di eventi fieristici per cui invece tale coincidenza non è stata prevista dal dl Agosto. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Le condizioni oggettive: Immobili di lusso, 110% solo per gli interventi sulle parti comuni.

Chi possiede o detiene unità immobiliari di lusso in un condominio può beneficiare della super detrazione del 110% per le spese per gli interventi realizzati sulle parti comuni, ma non può fruire del super bonus per gli interventi trainati realizzati sulle proprie unità di lusso.

Il chiarimento è arrivato ieri dall’agenzia delle Entrate, a Telefisco 2020 110%, in sintonia con quanto riportato nella Faq dell’Agenzia pubblicata nel sito internet del 30 settembre 2020. Pertanto, i possessori o i detentori delle unità immobiliari cosiddette di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) possono fruire della detrazione del super bonus del 110% per le spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni dell’edificio in condominio, ma non possono fruire del super bonus per interventi «trainati» realizzati sulle proprie unità, in quanto il 110% non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie «A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico», A/1 e A/8. Al di fuori del caso delle case di lusso e dei condòmini imprese o professionisti, se una spesa «trainante» agevolata con il super bonus Irpef del 110% viene effettuata dal «condomìnio» sulle parti comuni, questa può trainare l’agevolazione fiscale del 110% anche per altri interventi trainati al super bonus effettuati dai condòmini direttamente sulle proprie singole unità immobiliari residenziali (anche secondarie), ad esempio la «sostituzione degli infissi, la sostituzione del generatore di calore dell’impianto di climatizzazione autonomo esistente», l’adeguamento dei “sistemi di distribuzione” (ad esempio, “i collettori e i tubi”) o di «emissione (per esempio i corpi scaldanti comprendenti anche i sistemi a pavimento, purché compatibili con il generatore di calore), nonché i sistemi di regolazione e trattamento dell’acqua». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

CASSAZIONE. Registrando il documento si evita la decadenza dal beneficio prima casa.

Si evita la decadenza dall’agevolazione “prima casa” quando si vende prima del decorso di cinque anni dalla data del rogito di acquisto, se entro un anno dalla vendita si registra una scrittura privata non autenticata recante l’acquisto di un’altra casa (che l’acquirente poi destina a propria abitazione principale).

In sostanza, per non perdere l’agevolazione non occorre stipulare un rogito notarile né occorre la trascrizione dell’atto di riacquisto nei Registri immobiliari.

Lo afferma la Cassazione nell’ordinanza n. 22488 del 16 ottobre 2020, esaminando il caso (senza precedenti in giurisprudenza) di un acquisto effettuato con una scrittura privata non autenticata in relazione alla quale l’acquirente ha poi domandato la verificazione giudiziale delle sottoscrizioni al fine di rendere il suo acquisto trascrivibile nei registri immobiliari .

Se il contribuente che acquista la “prima casa” aliena l’abitazione nel quinquennio posteriore al giorno del suo acquisto, la legge commina la decadenza dall’agevolazione (con l’effetto che viene recuperata l’imposta ordinaria, conia maggiorazione del 30% della differenza tra l’imposta ordinaria e quella agevolata), a meno che il contribuente medesimo proceda a un atto di “riacquisto infrannuale”: vale a dire, a meno che egli, in un periodo di tempo contenuto entro un anno dalla data dell’alienazione, non compri un’altra casa e la destini a propria “abitazione principale” (stabilendovi la propria residenza). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Famiglia, lavoro e casa: tutti i nuovi bonus in arrivo.

C’è la proroga di tutte le agevolazioni Irpef per i lavori di ristrutturazione edilizia, nella legge di bilancio 2021. Ma ci sono anche i bonus mobili, facciate e giardini, oltre all’ecobonus al 110%, attivo fino a dicembre del prossimo anno.

Per arginare la crisi economica generata dall’emergenza coronavirus, il Governo ha deciso di prolungare una serie di misure per agevolare famiglie e imprese. Inserito anche un fondo di 4 miliardi, che servirà a garantire i finanziamenti destinati alle categorie più colpite: turismo, cultura, spettacolo e ristorazione.

LA MANOVRA. L’indicazione specifica è contenuta nel Documento programmatico di bilancio, che il Governo ha inviato a Bruxelles, con le stime sui conti e la presentazione degli interventi economici adottati nel corso del 2020 e di quelle previsti nella prossima manovra di bilancio. Tutte le proroghe approvate scadranno il 31 dicembre 2021.

RISTRUTTURAZIONI. Prevede una detrazione al 50% per i lavori di ristrutturazione edilizia fino a un tetto di spesa di 96mila euro. ll beneficio si applica a lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, nonché alle ristrutturazioni edilizie. Nel caso di interventi sull’intero edificio residenziale, risultano agevolati anche i lavori di manutenzione ordinaria.

L’ECOBONUS. Proroga al 31 dicembre 2021 della detrazione delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica, il cosiddetto ecobonus, con le stesse aliquote previste per il 2020: il 50% nel caso di sostituzione degli infissi, biomassa e schermature solari e il 65% per le altre tipologie. I tetti di spesa variano a seconda degli interventi. (continua)

Fonte:IlCentro

Valore al metro quadro in riviera, Cesenatico al terzo posto regionale.

Milano Marittima è la regina del mattone, con un prezzo massimo di 6.500 euro al metro quadrato, e si mette dietro alle spalle tutte le località della riviera emiliano romagnola. Cesenatico non dista molto da questi “picchi” visto che la media di costo è attorno ad un migliaio di euro in meno al metro quadro e si classifica al terzo posto tra le località rivierasche, alle spalle anche di Riccione.

E’ quanto emerso in questi giorni dall’Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2020 di Fimaa, con la collaborazione di Nomisma, presentato alla sala convegni “Antonio Batani” della Confcommercio di Cervia.

La classifica. Al primo posto in regione svetta quindi Milano Marittima con un prezzo massimo di top nuovo di 6.500 euro. Seguono al secondo posto Riccione (5.900 euro) e al terzo posto Cesenatico (5.500 euro). La top ten regionale vede poi al quarto posto Cattolica (4.600), al quinto Rimini (4.300), al sesto Cervia (4.000), al settimo Pinarella (3.600), all’ottavo Marina di Ravenna e Lido di Savio a pari merito (3.100), al decimo Punta Marina Terme e Marina Romea a pari merito (2.900), poi Lido degli Estensi assieme aLido di Spina a pari merito (2.700).

I valori di Cesenatico. A Cesenatico un appartamento “top nuovo” va da 3.200 a 5.500 euro al metro quadro, un appartamento centrale usato da 2.200 a 3.600, un periferico usato da 1.500 a 2.600. (continua)

Fonte:CorriereCesena

Locazioni: il canone maggiorato va restituito.

Secondo la Cassazione, il patto che prevede la maggiorazione del canone elude il fisco e non ha efficacia novativa del precedente accordo queste le ragioni per cui gli importi corrisposti vanno restituiti.

Locazione e accordi sul canone.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22126 del 2020 pubblicata il 13 ottobre 2020 torna ad esprimersi in tema di locazione ponendo particolare attenzione agli accordi intercorsi tra i contraenti sull’ammontare del canone.

La Suprema Corte effettua una ricognizione degli istituti giuridici coinvolti, tra novazione e simulazione, concludendo che ove le parti abbiano stipulato un contratto scritto contenente l’indicazione di un canone superiore rispetto a quello dichiarato in un precedente contratto  di locazione registrato, siffatto accordo deve ritenersi non sostitutivo del precedente accordo, ma soprattutto nullo per illiceità della causa in quanto avente lo scopo di eludere il fisco. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Sfratto all’inquilino per i comportamenti molesti con i vicini.

Il conduttore aveva violato il patto di non disturbare gli altri condomini.

Tra le obbligazioni del conduttore, in un contratto di locazione, vi è all’articolo 1587 del Codice Civile quella di servirsi dell’immobile con la «diligenza del buon padre di famiglia».

Per la Cassazione (sentenza 22860/2020) la violazione di questa norma e della relativa pattuizione contrattuale, espressa in continui rumori molesti ai danni del vicinato e del condominio, può provocare la risoluzione del contratto d’affitto e lo sfratto dell’inquilino molesto.

Cosa si intende per questo tipo di diligenza? Che conseguenze ci sono per chi non la rispetta? Nel caso in questione il proprietario di un immobile aveva ottenuto Io sfratto della propria conduttrice proprio sulla base della violazione dei doveri del buon conduttore e del contratto di locazione. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Bonus facciate: mosaico in vetromattone rientra?

L’Agenzia delle Entrate sul bonus facciate per i lavori sul mosaico.

Con la risposta a interpello n. 287 del 28 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate risponde che sì, il bonus facciate è ammesso anche per l’intervento di rifacimento completo del rivestimento esterno in tessere di mosaico delle facciate lato strada.

studio detrazioni fiscali
Vediamo quindi l’iter percorso dall’Ufficio nel fornire la risposta in questione: prima però concediamoci un breve ripasso delle norme che riguardano la detrazione del bonus facciata ed in particolare vediamo quali interventi sulla facciata sono agevolabili con la misura in parola.

Bonus facciate 2020: quali i lavori sulla facciata?

Ricordiamo che essa è stata introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2020 (la legge n. 160/2019) che, in particolare, se ne occupa ai commi da 219 a 224 dell’art. 1.

Si tratta di una detrazione dall’imposta lorda del 90%, senza limiti di spesa, da effettuarsi sulle spese sostenute per interventi sulla facciata e da ripartire in dieci quote annuali di pari importo nell’anno in cui sono sostenute le spese ed in quelli successivi.

Secondo le attuali previsioni sono agevolabili le spese sostenute nel 2020. (continua)

Fonte:Lavorincasa.it

Ecobonus, Irpef, casa: le svolte nelle liti fiscali.

Si prospetta un autunno complicato per il contenzioso tributario, alle prese non soltanto con le problematiche legate alle video-udienze, ma con una serie di svolte su questioni di diritto tributario sostanziale, intervenute in gran parte nel 2020 e che non mancheranno di ripercuotere i loro effetti sul contenzioso pendente.Senza contare gli effetti di possibili nuove misure contenitive.

La svolta nell’ecobonus. Una prima grande svolta del 2020 è stata sicuramente quella sull’ecobonus per gli immobili locati a terzi dalle società immobiliari di gestione: la detrazione (attualmente del 50-65%) di cui all’articolo 1, commi 344-347, della legge 296/2006 e articolo 14 del Dl 63/2013 è sempre stata disconosciuta dal Fisco sugli immobili merce delle imprese, fino a quando, dopo gli interventi della Cassazione a favore dei contribuenti (sentenze 29164 e 19815 del 2019), le Entrate, con la risoluzione 34/E/2o2o, hanno mutato il loro orientamento, riconoscendo il diritto alla detrazione anche per tali soggetti, aggiungendo che deve essere abbandonato il contenzioso pendente in materia.

Cambio di rotta sull’Irpef Passando alle plusvalenze Irpef derivanti da cessione di immobili da demolire o ricadenti in aree oggetto di piano di recupero, le Entrate, con la risoluzione 395/E/2008, avevano stabilito che tale cessione è riconducibile alla fattispecie della vendita di terreno suscettibile di utilizzazione edificatoria di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del Tuir, con conseguente tassabilità della plusvalenza aprescindere dal periodo di possesso del cespite (invece la plusvalenza derivante dalla vendita di fabbricato non è tassata dopo cinque anni dall’acquisto). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Sfratto commerciale: no convalida per morosità lockdown.

La grave situazione di emergenza sanitaria a causa del Covid-19 deve mitigare il giudizio circa gli inadempimenti dei conduttori nelle locazioni commerciali.

Locazioni commerciali e normativa emergenziale.

Lo shock economico senza precedenti generatosi a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19, che ha di fatto impedito a una molteplicità indefinita di commercianti di liberarsi dalle obbligazioni contrattuali strumentali alla loro attività (prime fra tutte l’affitto), ha trovato una mitigazione nella normativa emergenziale ispirata, per quanto possibile, al difficile riequilibrio di posizioni opposte.

Ad esempio, il Tribunale di Palermo, richiesto di pronunciare la risoluzione contrattuale per morosità in relazione a un esercizio commerciale (bar ristorante), con ordinanza del 5 settembre 2020 ha negato la convalida, rigettando l’istanza proposta dal locatore che aveva dedotto inadempimenti sorti durante il periodo di chiusura forzata. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus: tutte le misure fino al 13 novembre.

 

immagine sul coronavirus

Forte raccomandazione a limitare le feste in casa e a indossare la mascherina se si ricevono persone non conviventi. Dopo le ore 21 vietata la sosta fuori dai locali. Ecco cosa prevede il nuovo dpcm in vigore fino al 13 novembre.

Efficacia del nuovo dpcm anti covid

Un mese di tempo per contrastare l’aumento dei contagi da covid 19. È questa la scadenza fissata per il nuovo dpcm firmato stanotte dal presidente Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza e in Gazzetta Ufficiale il 13 ottobre stesso (sotto allegato). Come si legge nel testo del decreto le disposizioni del provvedimento del 13 ottobre «si applicano dalla data del 14 ottobre 2020 »e «sono efficaci fino al 13 novembre 2020». (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus casa, via alla cessione.

Da domani al via la cessione dei crediti d’imposta per i bonus fiscali sulla casa.

Da domani 15 ottobre via libera all’esercizio dell’opzione per la cessione e sconto dei bonus casa. La scelta deve essere comunicata all’Agenzia delle entrate, sia per gli interventi eseguiti sulle singole unità immobiliari sia per gli interventi eseguiti sulle parti comuni, utilizzando il modello ad hoc.

Va a tal proposito detto che il 12 ottobre è arrivato il nuovo provvedimento (prot. n. 326047/2020) con cui sono approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica del modello di comunicazione all’Agenzia e sono, inoltre, apportate alcune lievi modifiche al modello e alle relative istruzioni, al fine di gestire le opzioni relative a tutte le tipologie di interventi indicati all’articolo 121 del dl 19 maggio 2020, n. 34.

Esso si aggiunge ai due decreti del 6/8/2020 del ministero dello sviluppo economico, meglio conosciuti come decreti «asseverazioni» e «requisiti». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

SECONDA CASA. Beneficio escluso sull’acquisto.

Il contribuente italiano residente all’estero che, in luogo dell’acquisto della prima casa, ha a suo dire erroneamente pagato l’imposta sostitutiva come seconda casa, non è legittimato alla presentazione dell’istanza di rimborso.

È la risposta ad interpello n. 462 dell’Agenzia delle entrate, in cui, secondo quest’ultima, «il soggetto legittimato alla richiesta di rimborso della maggiore imposta sostitutiva eventualmente versata è la banca erogatrice del mutuo».

E ciò perché, sulla base del contratto di mutuo risulta che la parte mutuataria ha dichiarato che il finanziamento è stato contratto per acquisto come seconda casa.

Detta dichiarazione ha quindi correttamente determinato il pagamento dell’imposta sostitutiva con l’aliquota al 2%. Tuttavia, qualora il contribuente ritenesse di essere nella condizione di poter fruire dell’agevolazione prima casa, potrà optare per un atto di mutuo sostitutivo e modificativo.

Fonte:ItaliaOggi

Leasing immobiliare.

Il leasing immobiliare è un modo per godere di un immobile introdotto dalla legge di stabilità 2016, replicando una forma contrattuale diffusa per le auto.

Che cos’è il leasing immobiliare.

Il leasing immobiliare è un contratto con il quale è possibile godere di un immobile a uso abitativo acquistato da una banca o da un altro intermediario, versando un canone periodico.

Alla fine del periodo contrattuale, è possibile, alternativamente:

  • acquistare la proprietà pagando una maxi rata finale,
  • restituire il bene.

I presupposti del leasing immobiliare.

Al leasing immobiliare non possono ricorrere tutti, ma per poter stipulare un tal genere di contratto è necessario che:

  • colui che prende in godimento il bene abbia un reddito annuo lordo non superiore a 55mila euro;
  • colui che prende in godimento il bene non abbia la proprietà di immobili a destinazione abitativa;
  • la controparte sia una banca o una società finanziaria. (continua)

Fonte: StudioCataldi

Canone dichiarato per intero anche se i lavori sono sostenuti dal conduttore.

Qualora le parti (locatore e conduttore) non escludano in modo categorico e aprioristico la possibilità per il locatore di trarre vantaggio dalle opere eseguite dal conduttore a cura e spese di quest’ultimo, si applica il principio della Cassazione in base al quale il canone va dal locatore comunque dichiarato nella sua interezza mentre il conduttore può dedurre i costi documentati a tal fine sostenuti.

Così la Ctr Lombardia con la sentenza 2134/20. Una contribuente impugnava un avviso di accertamento emesso a suo carico dalle Entrate in seguito ad un controllo sui redditi fondiari. La ricorrente eccepiva l’infondatezza della ripresa fiscale in quanto sul relativo contratto di locazione era stata specificata una riduzione del canone per circa due annualità e la non debenza dello stesso peri primi due mesi di locazione.

L’Ufficio sottolineava in giudizio come, nel caso di specie, si dovesse far riferimento al canone annuo pattuito atteso, che la diminuzione del canone concordata per circa due annualità nonché la clausola di non debenza del canone per i primi due mesi di locazione avessero un mero valore di pagamento alternativo poiché il conduttore si era impegnato ad effettuare dei lavori all’interno dell’immobile locato per un valore pari all’importo non corrisposto in denaro allocatore. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Tutti i bonus casa 2020.

Tra proroghe dei vecchi bonus e il nuovo bonus facciate, ecco una carrellata dei principali bonus 2020 dei quali può godere chi intende ristrutturare casa.

Ecobonus.

L’Ecobonus prevede una detrazione fiscale Irpef o Ires o uno sconto del 65% da ripartire in dieci quote annuali di pari importo per chi spende fino a 100.000 per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
La detrazione è del 50% per chi acquista finestre comprensive di infissi, di schermature solari o sostituisce gli impianti di climatizzazione invernale con impianti muniti di caldaie a condensazione con efficienza pari almeno alla classe A o per chi acquista impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. (continua)
Fonte: (www.StudioCataldi.it)

Superbonus, cosa è cambiato?

La conversione in legge al Senato del decreto Agosto porta alcune novità sul fronte delle agevolazioni fiscali legate alla ristrutturazione degli immobili.

Tra le più importanti, quella che aumenta del 55% il superbonus per la riqualificazione sismica ed ecologica degli immobili colpiti dai terremoti del 2009, del 2016 e del 2017 nel Centro Italia. In pratica, istituisce per queste realtà un superbonus del 165% come alternativa al contributo per la ricostruzione.

Il beneficio interessa le spese per il ripristino degli edifici, comprese le seconde case o, comunque, quelle diverse dalla prima abitazione. Restano esclusi i fabbricati destinati ad attività produttive. Per quanto riguarda, invece, il superbonus del 110%, sarà possibile fruire dell’agevolazione sulle parti comuni di un condominio anche nel caso in cui ci fossero delle irregolarità urbanistiche o catastali che riguardano una singola unità abitativa. Inoltre, (contrinua)

Fonte: Il Sannio

Immobili con 110% anche se l’ingresso è in cortile.

Dopo i chiarimenti del Mef la legge di conversione facilita il superbonus. L’«accesso indipendente», ora può anche passare da un’area condominiale.

Siamo alla fine della telenovela delle unità immobiliari «con funzionalità autonome»: i proprietari potranno beneficiare del 110% ad ampio raggio, perché con l’emendamento al D1104/2020, che è entrato ufficialmente nella legge di conversione, il problema dell’accesso diretto su strada è stato risolto nella grandissima maggioranza dei casi.

Non solo in quello delle strade private e delle aree destinate a parcheggio, già regolati dal Mef qualche giorno fa, ma anche nell’ipotesi di giardini e cortili condominiali. Il rebus nasce con la conversione in legge del D134/2020, il decreto Rilancio, che all’articolo 119 riconosce il 110% anche alla «unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno».

Una definizione abbastanza ampia, tale da immaginare che, oltre ai piccoli edifici con più unità immobiliari con ingressi indipendenti dall’esterno e impianti separati (tipicamente le villette bifamiliari e trifamiliari), vi potessero venir ricompresi anche gli appartamenti in edifici che rispettassero questi requisiti. Primi tra tutti i loft o in generale quelle unità al piano terreno (ma non solo) dei condomini (i quali sono certamente “edifici plurifamiliari”) con le stesse caratteristiche. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Superbonus Immobiliari, si allarga la cessione del credito.

Cambio di rotta delle Entrate sulla possibilità per le imprese immobiliari di fruire di ecobonus e sismabonus anche sugli immobili merce.

Immobiliari, si allarga la cessione del credito. IMMOBILI MERCE. Con eco e sismabonus possibilità più interessanti del superbonus al 110%.

Variazione delle rimanenze la generica «sopravvenienza attiva» sembra poco soddisfacente, anche da rilevare al netto perché non è mai stato sciolto il nodo dei contributi ricevuti dell’assoggettamento ad Irap.

Il cambio di rotta dell’agenzia delle Entrate sulla possibilità per le imprese immobiliari di fruire dell’ecobonus e del sismabonus anche sugli immobili merce e su quelli concessi in locazione (risoluzione n. 34/E/2020) apre nuovi scenari, non solo a livello di contenzioso e di possibilità di recupero degli oneri non dedotti in passato.

L’incrocio tra questi benefici e la possibilità, per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021, di cedere il credito o di ottenere lo sconto in fattura (in base all’articolo 121 del decreto Rilancio) sollevano un interesse addirittura maggiore del superbonus al che per questi soggetti è stato confinato alle sole quote condominiali di edifici con prevalenza di superficie residenziale. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Effetto moltiplicatore sul 110%.

Nel caso di interventi realizzati su parti in comune degli edifici, il limite di spesa è determinato tenendo conto del numero delle unità immobiliari di cui l’edificio è composto, con un conseguente effetto moltiplicatore. Ciascun condomino, in aggiunta, potrà fruire di una detrazione a lui imputata, anche se superiore alle soglie previste per ogni intervento, nel caso di interventi di isolamento termico o di riduzione del rischio sismico.

Queste le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate, con uno specifico documento di prassi di ieri (risoluzione n. 60/E/2020) sul tema degli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio in condominio e sulle singole unità immobiliari, tenendo conto delle disposizioni contenute negli articoli 119 e 121 del dl 34/2020 (decreto Rilancio).

L’istante ha fatto presente che risiede in un edificio composto da quattro unità immobiliari e che i condomini sono intenzionati ad eseguire una serie di interventi, anche al fine di ottenere la detrazione maggiorata del 110%, di cui all’art. 119 del decreto richiamato. Il piano di interventi prevede, tra l’altro, il rifacimento del cappotto termico e la sostituzione di finestre e portoni esterni ad alta efficienza termica, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione degli impianti autonomi di climatizzazione, il restauro della facciata con sostituzione di grondaie e pluviali, nonché restauro dei parapetti e delle persiane e riduzione del rischio sismico e recupero del patrimonio edilizio. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

I chiarimenti Tutti i lavori vanno saldati entro il 2021.

L’utilizzo del superbonus è accompagnato da un susseguirsi di chiarimenti e circolari , perché la casistica sull’applicazione del maxi incentivo può essere davvero molto variegata. Non solo ogni intervento di riqualificazione segue specifici requisiti applicativi, ma anche l’edificio sul quale si interviene può determinare variazioni.

La norma, ad esempio, precisa che per ottenere il bonus del 110% per la riqualificazione energetica bisogna migliorare la classe energetica di due livelli. Qualora, però, ciò non fosse possibile perché l’edificio in questione è già un gradino appena sotto la classe più alta (A3), il superbonus può essere utilizzato comunque per raggiungere la classe di efficienza energetica maggiore in assoluto (A4).

Tra le precisazioni fornite nel corso delle settimane, anche quella che riguarda la scadenza del superbonus, prevista al momento al 31 dicembre 2021: entro questa data non è necessario concludere i lavori, ma effettuare l’intero pagamento degli interventi. Nei riquadri a fianco, le risposte a 20 domande su alcuni dei temi più frequenti legati all’utilizzo del superbonus per la riqualificazione energetica, in base alle norme e ai chiarimenti via via forniti dall’Agenzia delle Entrate. (continua)

Fonte:IlSecoloXIX

Bonus prima casa e agevolazioni fiscali sul mutuo vanno di pari passo.

Bonus prima casa e agevolazioni fiscali sul mutuo vanno di pari passo: in caso di vendita a rate con riserva della proprietà, il termine di un anno per l’acquisto di un nuovo immobile si calcola dall’atto di compravendita e il mancato rispetto determina un’esclusione anche dagli altri benefici connessi. A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 409 del 25 settembre 2020.

Bonus prima casa e agevolazioni fiscali sul mutuo vanno di pari passo. In caso di vendita a rate con riserva di proprietà, il termine di un anno per l’acquisto di un nuovo immobile da adibire ad abitazione principale deve essere calcolato a partire dall’atto di compravendita ricevuto dal notaio. E se non si rispetta la scadenza, l’esclusione dai benefici riguarda anche le imposte sostitutive applicate al mutuo.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 409 del 25 settembre 2020. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

Internet e pc, in arrivo il bonus da 500 euro.

parola bonus tra i coriandoli

Il bonus spetta alle famiglie a basso reddito e sarà diviso in due parti per Isee sotto i 20mila euro.

Voucher 500 euro Internet e pc.

Saranno presto a disposizione i voucher internet e pc del valore di 500 euro per l’acquisto di abbonamenti internet e per i computer in comodato d’uso.

Ad annunciarlo è stata Paola Pisano, ministro dell’Innovazione. Il bonus da 500 euro spetta alle famiglie a basso reddito e sarà diviso in due parti per Isee sotto i 20mila euro. Dall’incentivo non saranno esclusi gli acquisti diretti di device ma soltanto per piani di connettività e comodato d’uso.

Le risorse stanziate corrispondono a 350 milioni di euro e valgono per chi ha un Isee tra i 20 e i 50mila euro. Per le imprese ci sono altri 600 milioni, sempre per una connessione internet veloce. L’importo del voucher può andare da 500 a 2mila euro in caso di connessione in fibra. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Così il bonus edilizio rischia il flop.

Alle incertezze normative si somma la burocrazia: per ottenere il beneficio servono 40 documenti.

Sembra partire col piede sbagliato, il «Superbonus 110%». Una sfilza di documenti da produrre, norme poco chiare e in certi casi mancanti. Per non parlare dei professionisti ancora sul piede di guerra non sentendosi tutelati dalla mancanza di provvedimenti.

Ad aggravare lo scenario, le norme anti-Covid, anche in questo caso, per lo più inesistenti, e che già iniziano ad inceppare la macchina. Ma andiamo con ordine. E partiamo dal cuore del problema: i condomini.

Sì, proprio i condomini, unico soggetto che può dare il via libera alla richiesta delle misure introdotte dal governo con il decreto Rilancio. E così, molti professionisti appartenenti alla categoria degli Amministratori di Immobili hanno deciso di scrivere a Conte per segnalare ed evidenziare forte preoccupazione e disappunto «in merito all’assoluta mancanza di considerazione normativa, riscontrata nei confronti della categoria professionale e dell’intero mondo condominiale, in occasione dell’emergenza Covid-19 a tutt’oggi in essere». In pratica, «nessun provvedimento scrivono i professionisti è stato assunto in merito alla convocazione delle assemblee condominiali in modalità on line, né protocolli sono stati dettati in materia, lasciando a carico degli Amministratori di Condominio il rischio e la relativa responsabilità, anche penale, che le adunanze assembleari diventino luogo ed occasione di contagio». (continua)

Fonte:IlTempo

Superbonus. Con il comodato viene superato il tetto dei due immobili agevolati.

Superbonus, il comodato depotenzia il tetto di due unità.

AGEVOLAZIONI. Una risposta delle Entrate analizza il vincolo di applicazione del 110%. Sconto per il detentore anche se il proprietario ha consumato il suo plafond.

La limitazione a un «numero massimo di due unità immobiliari», prevista per le persone fisiche che desiderano beneficiare del superbonus del 110% può essere indirettamente superata, coinvolgendo nel sostenimento delle spese relative agli interventi agevolati gli altri possessori o detentori delle unità immobiliari.

E questa detenzione può manifestarsi, semplicemente, anche tramite la stipula e la registrazione di un contratto di comodato prima dell’inizio dei lavori. La conferma di questa indicazione è contenuta in una risposta alle Faq pubblicata dall’agenzia delle Entrate sul proprio sito, secondo la quale «una persona fisica che detiene l’unità immobiliare in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può fruire» del superbonus al 110%, «nel rispetto di ogni altro requisito richiesto dalle norme agevolative», a «prescindere dal fatto che il proprietario dell’immobile abbia o meno fruito» del superbonus per «interventi effettuate su altre due unità immobiliari». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Esenzione IMU a coniugi lontani.

A differenza dell’Ici, la normativa Imu riconosce l’esenzione per la prima casa a entrambi i coniugi che vivono in comuni diversi.

Il legislatore ha ritenuto di non penalizzare i coniugi che vivono distanti uno dall’altro per motivi di lavoro. Ciascuno può fruire dell’esenzione Imu per la propria abitazione principale, tranne nei casi in cui gli immobili siano ubicati nello stesso comune.

In quest’ultima situazione l’agevolazione è esclusa perché si presume che vi sia un intento elusivo. Lo ha stabilito la commissione tributaria provinciale di Lecce, seconda sezione, con la sentenza 945 del 15 luglio 2020.

Per i giudici salentini, «ormai è diffusissima la situazione di coppie di coniugi che vivono in città diverse per motivi di lavoro, pur non essendo separati né giudizialmente e neppure di fatto».

Il legislatore del 2011 si è evidentemente fatto carico di questa nuova situazione e, innovando rispetto alla disciplina dettata in tema di Ici vent’anni prima, ha preso atto delle modifiche sociali nel frattempo consolidatesi e ha ritenuto di non penalizzare i coniugi che vivono distanti l’uno dall’altro, consentendo loro di usufruire dell’esenzione dall’Imu, ciascuno per la propria abitazione principale. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Immobili: ecco il certificato che garantisce l’assenza di abusi.

Il decreto semplificazioni introduce il certificato di stato legittimo che attesta con valore pubblicistico la conformità dell’immobile e l’assenza di abusi.

Dl semplificazioni: stato legittimo degli immobili.

Il dl semplificazioni n. 76/2020, nella versione definitiva approvata, all’art. 10 sancisce due importanti modifiche dell’art. 9 bis del Testo Unico dell’Edilizia D.P.R n. 380/2001. Il primo è il cambiamento della rubrica dell’articolo, che in virtù del dl semplificazioni diventa Documentazione amministrativa e stato legittimo degli immobili.”

l secondo consiste nell’aggiunta all’art 9 bis, dopo il comma 1 del nuovo comma 1 bis, il quale prevede che: “Lo stato legittimo dell’immobile o dell’unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa e da quello che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.

Per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza, e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Le disposizioni di cui al secondo periodo si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non sia disponibile copia

Fonte: StudioCataldi

Immobili da rivendere o in locazione: così l’impresa recupera l’ecobonus.

La marcia indietro delle Entrate sulla legittimità della detrazione da ecobonus per gli immobili locati e gli “immobili merce” posseduti dalle imprese (risoluzione 34/ E/2020) non ha effetti solo sui contenziosi in corso ma anche sulla possibilità, per chi non ha sfruttato il bonus temendo di incorrere in un accertamento, di riappropriarsi di quanto a suo tempo rinunciato.

Vediamo i vari passaggi. Le imprese in contenzioso. Le imprese che, negli anni passati, hanno “disubbidito” (anticipando le sentenze di Cassazione del 2019) alle risoluzioni 303/E/2008 e 340/ E/2008, e hanno fruito dell’ecobonus anche su immobili costruiti per la rivendita oppure concessi in locazione, sono probabilmente in contenzioso con l’amministrazione finanziaria, dopo aver subito un recupero d’imposta.

In questi casi occorre vigilare che gli uffici adempiano all’abbandono della pretesa (indebita) come richiesto dalla risoluzione 34/E/2020, e si pone il tema del recupero delle spese di lite (articolo 44, Dlgs 546/1992). Chi, invece, non è stato accertato non ha più nulla da temere, mentre chi ha pagato in via definitiva (prima o durante il contenzioso) ha purtroppo subito un danno non più recuperabile. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

La cedolare secca negli affitti.

La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo introdotto dal d.lgs. 23/2011 e alternativo al regime ordinario per la tassazione del reddito fondiario.

Che cos’è la cedolare secca.

La cedolare secca è un’imposta ad aliquota fissa cui il locatore può volontariamente decidere di assoggettare il canone percepito per l’affitto di immobili a uso abitativo in sostituzione dell’imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione e sulle sue eventuali proroghe o risoluzione. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso aventi ad oggetto la cedolare secca si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

Quando è possibile scegliere la cedolare secca.

La scelta della cedolare secca deve essere effettuata in fase di registrazione del contratto oppure, per i contratti pluriennali, anche successivamente e va comunicata sia all’Agenzia delle Entrate che al conduttore. L’esercizio dell’opzione per il regime agevolato operata con la registrazione consente l’esenzione delle imposte di registro e di bollo, mentre quella effettuata negli anni successivi non dà diritto al loro rimborso. L’imposta di registro deve comunque essere versata in caso di cessione del contratto di locazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il superbonus del 110% utilizzabile anche dai non residenti.

Il superbonus del 110% attira anche i non residenti. Se proprietari di immobili in Italia, il possesso della sola rendita catastale, astrattamente assoggettabile all’Irpef, li abilita alla detrazione fiscale prevista nel decreto Rilancio.

La sola detenzione dell’immobile o il possesso dello stesso in virtù di un contratto di locazione, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non è invece sufficienti per poter ottenere la super agevolazione fiscale sui lavori effettuati o da effettuare.

La questione è di assoluto rilievo grazie al fatto che i non residenti potrebbero effettuare i lavori edilizi agevolati al 110% non tanto per l’utilizzo diretto della detrazione, che potrebbe non risultare possibile a causa dei modesti redditi imponibili in Italia, ma piuttosto per sfruttare l’opzione per la cessione del superbonus o per lo sconto in fattura. La rilevanza di questo tema è dovuta anche all’elevato numero elevato di immobili presenti sul nostro territorio, specie nelle più belle località turistiche, di proprietà di soggetti non residenti. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Tax credit affitti anche con immobili non C/1.

Il canone agevolato si calcola in proporzione alla rendita dei fabbricati agevolati.

Spetta il bonus botteghe del decreto Cura Italia (DI 18/2020) in presenza di contratti riguardanti indistintamente immobili di differenti categorie catastali. In tal caso, la quantificazione del canone agevolato si effettua in proporzione alla rendita catastali dei fabbricati C/1.

Il chiarimento giunge dalla risposta a interpello 321/2020 diffusa dall’agenzia delle Entrate. La stessa modalità di suddivisione potrà applicarsi per il tax credit affitti del decreto rilancio quando la locazione riguarda anche immobili non utilizzati per l’attività di impresa.

Il bonus previsto dall’articolo 65 del D118/2020 per i canoni di locazione del mese di marzo dei negozi di categoria C/1 continua a formare oggetto di interpelli dei contribuenti. La risposta 321 dell’8 settembre 2020 esamina il caso di un contratto avente a oggetto diversi fabbricati, di cui solo due rientranti nella categoria catastale rilevante per il contributo.

Il canone di locazione è stabilito in un importo indistinto per tutti i diversi immobili, sicché le domande poste dal contribuente alle Entrate sono due: se spetti il bonus botteghe e, in caso affermativo, come quantificare l’ammontare su cui applicare la percentuale del credito di imposta. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Bonus prima casa fino al 2021.

Per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 sospesi i termini per effettuare gli adempimenti previsti per il mantenimento del beneficio prima casa.

Bonus prima casa, cosa cambia?

Sulla prima casa l’agevolazione del credito si allunga fino al 2021. A chiarire la situazione è l’Agenzia delle entrate con la risposta n.310 del 4/9/2020 ad un’istanza di interpello. Rimane sospeso il periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 come periodo di computo dei 12 mesi entro cui riacquistare la prima casa per non perdere l’agevolazione fiscale. I termini riprenderanno a conteggiarsi dal 1° gennaio 2021.

Agevolazione fiscale prima casa e decreto Liquidità.

L’Agenzia chiarisce che «il contribuente incorre nella decadenza dalle predette agevolazioni fiscali in relazione al nuovo acquisto, se non vende entro l’anno l’abitazione agevolata pre-posseduta, con applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché di una sanzione pari al 30 per cento delle stesse imposte e degli interessi – tuttavia – successivamente alla presentazione della presente istanza, è stato emanato il decreto-legge dell’8 aprile 2020, n. 23 (Decreto liquidità, “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”)» che, all’art. 24 ha disciplinato la sospensione dei termini dell’agevolazione “prima casa”. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Sismabonus: come ottenere la detrazione.

Molte zone d’Italia si trovano in aree a elevato rischio sismico. Ne consegue che, in caso di terremoti, le abitazioni di questi territori potrebbero subire danneggiamenti.

Chi desidera mettere in sicurezza la propria casa può contare su un alleato prezioso: il Sismabonus, una detrazione fiscale che è stata elevata al 110% con il recente decreto Rilancio. Il provvedimento consente infatti di effettuare interventi antisismici fino a un limite massimo di spesa di 96mila euro.

La detrazione può essere richiesta dai proprietari di abitazioni collocate nelle zone sismiche 1, 2 e 3, quelle a maggiore rischio di terremoti. Lo sconto vale nel periodo I luglio 2020 – 31 dicembre 2021, Si possono effettuare lavori edili per mettere in sicurezza strutture ubicate in zone ad alto rischio sia per le abitazioni unifamiliari che per le strutture condominiali. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Prima casa, l’agevolazione è congelabile.

Se il contribuente compra una prima casa con la relativa agevolazione, avendo già la proprietà di altra abitazione acquistata in passato con la medesima agevolazione, c’è tempo un anno dopo il nuovo acquisto per vendere la casa comprata in precedenza: se però questo termine annuale cade tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, esso beneficia della «sospensione-Covid», di cui all’articolo 24 dl 23/2020.

Questo significa che il periodo maturato prima del giorno in cui si verifica la sospensione deve sommarsi al periodo che inizia il suo decorso dal i1 gennaio 2021. Lo ribadisce l’agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 310 del 4 settembre 2020, riferita a un nuovo acquisto effettuato il 29 aprile 2019, il quale quindi, se non fosse intervenuta la normativa che ha disposto la sospensione, avrebbe costretto il contribuente in questione secondo l’agenzia a vendere l’abitazione acquistata in precedenza entro il 29 aprile 2020 (per la verità, la scadenza per la vendita «entro un anno» dell’immobile comprato in precedenza, avrebbe dovuto essere quella del 30 aprile 2020, dato che il termine annuale per la vendita dovrebbe iniziare a decorrere dal giorno successivo a quello in cui è avvenuto il nuovo acquisto). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Ecobonus: via allo sconto in fattura.

Disponibile la guida della procedura per la comunicazione dell’opzione relativa alle detrazioni e ai crediti di imposta per gli interventi sugli immobili 2020 e 2021.

Sconto in fattura o cessione: guida alla procedura.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili, oltre al modello per la Comunicazione telematica dell’opzione e le istruzioni per la sua compilazione, approvate entrambe con il provvedimento dell’8 agosto 2020 e il Manuale utente contenente la la guida all’utilizzo della procedura per la “Comunicazione opzione crediti e detrazioni”.

Documenti necessari per comunicare all’Agenzia delle entrate l’opzione della cessione del credito o dello sconto in relazione agli interventi eseguiti sulle singole unità immobiliari nel 2020 e nel 2021 per renderli più efficienti dal punto di vista energetico e più sicuri contro il rischio sismico.

Detta comunicazione deve avvenire, come chiarito anche sul sito dell’Agenzia “utilizzando la procedura telematica disponibile nell’area riservata Entratel/Fisconline. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

L’importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali.

L'importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali

Qual è la differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali? L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine. Le due definizioni non devono essere utilizzate come sinonimi per l’accesso alle agevolazioni, come ad esempio l’esenzione IMU.

Prima casa e abitazione principale non sono la stessa cosa. Bisogna considerare un’importante differenza: i due termini, seppur apparentemente simili, non possono essere usati come sinonimi. L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine.

La normativa, infatti, in base all’utilizzo dell’uno o dell’altro termine prevede requisiti e regole diverse per l’accesso alle agevolazioni fiscali. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

 

 

Il diritto di prelazione.

Sentenza legge martello giustizia

Il diritto di prelazione è quel diritto che consente a un soggetto di essere preferito ad un altro nella costituzione di un negozio giuridico.

Cos’è il diritto di prelazione.

Nell’ordinamento italiano, la prelazione è quel diritto che attribuisce al titolare una posizione di preferenza rispetto ad altri soggetti, a parità di condizioni, ai fini della costituzione di un determinato negozio giuridico.

Il diritto di prelazione può trovare il suo fondamento o nella legge (cd. prelazione legale) o nell’accordo delle parti (cd. prelazione volontaria).

In altri termini: l’esistenza di una causa di prelazione lascia il concedente libero di scegliere se stipulare o meno il contratto ma, nel momento in cui decida di contrarre, lo vincola nella scelta del contraente.

Tale vincolo, invero, si traduce nell’obbligo di denuntiatio, in forza del quale il concedente stesso è tenuto a comunicare al prelazionario la propria volontà di concludere il contratto, unitamente alle sue condizioni e al termine per l’esercizio della prelazione. La dottrina ricostruisce variamente la natura giuridica della denuntiatio quale proposta contrattuale, atto di interpellanza ovvero comunicazione vincolante. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Non spetta al condominio demolire l’abuso edilizio.

demolizione concetto di violenza

Per il T.A.R. Campania il condominio è mero ente di gestione. La sanzione ripristinatoria va rivolta al proprietario e al responsabile dell’abuso, quindi ai singoli proprietari esclusivi.

Ordine di demolizione: va notificato ai singoli proprietari esclusivi.

Il Comune deve ingiungere la demolizione delle opere abusivamente realizzate al “proprietario e al responsabile dell’abuso”.
Non è dunque possibile rivolgere la sanzione ripristinatoria nei confronti del Condominio, mero ente di gestione privo di personalità giuridica, che non può essere individuato come proprietario nemmeno delle parti comuni del complesso immobiliare, che appartengono collettivamente ai singoli proprietari.
Neppure la legge di riforma del Condominio, pur avendogli attribuito un attenuato grado di soggettività, non lo ha comunque fatto assurgere al rango di ente dotato di vera e propria personalità giuridica.
Lo ha precisato il T.A.R. Campania nella sentenza 3005/2020accogliendo il ricorso di un Condominio contro il provvedimento con cui il Comune aveva ordinato la demolizione di opere abusive a seguito della denuncia presentata da una società immobiliare. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Gli incentivi Superbonus del 110%, sarà più facile decidere i lavori in condominio ?

Con il decreto agosto abbassati i quorum: basterà raggiungere la maggioranza dei presenti e solo un terzo del valore dell’edificio. Finora era prevista la metà numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio».

La norma ovviamente non metterà fine alle infinite discussioni e ai litigi anche verbalmente furiosi che in genere caratterizzano le assemblee condominiali in qualunque quartiere e zona della Penisola, ma sicuramente servirà a rendere più fruibile l’agevolazione de1 110%. In questi giorni sono ripartite le convocazioni delle assemblee condominiali e nella stragrande maggioranza dei casi all’ordine del giorno c’è proprio la decisione relativa a lavori straordinari che possono usufruire del superbonus del 110%.

Ma perché se come si sostiene i lavori sono «a costo zero» (la spesa può essere completamente detratta dalle tasse, oppure si può chiedere lo sconto in fattura per il totale dei lavori, o ancora si può cedere il credito ad aziende, banche, assicurazioni, ecce.) qualche condomino dovrebbe mettere i bastoni tra le ruote e votare contro? un’opportunità, non è detto che lo sia per tutti. O almeno non completamente. I cosiddetti lavori «a costo zero» sono tali solo se rientrano nei massimali previsti. (continua)

Fonte:IlGazzettino

Condominio: spese urgenti se non si può avvertire l’amministratore.

La Cassazione ricorda che senza un’urgenza che renda impossibile avvertire amministratore e assemblea, non si possono fare lavori di manutenzione ordinaria e poi chiedere il rimborso.

Interventi di manutenzione ordinaria “urgenti” nel condominio.

Con l’ordinanza n. 16341/2020  la Cassazione chiarisce che anche in un condominio minimo, non si possono eseguire opere di manutenzione ordinaria considerate “urgenti” per garantire la sicurezza del fabbricato, senza prima avvertire l’amministratore e l’assemblea e poi chiedere il rimborso. L’indifferibilità dei lavoro deve essere tale che deve essere impossibile comunicarlo a chi si occupa di amministrare il condominio e all’altro proprietario.

Conclusioni di una vicenda che ha inizio quando un Giudice di Pace accoglie la domanda avanzata dall’attore nei confronti del convenuto, a cui chiede il rimborso della somma di 2676,75 euro, corrispondente alla metà delle spese corrisposte dal 2009 a 2013 per procedere alla manutenzione del fabbricato del condominio minimo. ( continua )

Fonte:StudioCataldi

Spetta all’inquilino pagare i danni causati dal gatto.

Per il tribunale di Monza è onere del conduttore risarcire i danni cagionati dal proprio gatto al divano dell’appartamento se il contratto vieta di tenere animali domestici.

Danni causati dall’animale domestico del conduttore.

Con la sentenza n. 923/2020 il Tribunale di Monza ribadisce il principio in virtù del quale, il proprietario del gatto che cagiona danni all’immobile in locazione è tenuto a risarcire i danni cagionati dallo stesso anche in via extracontrattuale se il contratto vieta di tenere animali domestici che possano danneggiare il bene.

Principio che chiude un giudizio intrapreso da un un locatore al fine di chiedere i danni cagionati all’appartamento di sua proprietà dall’animale domestico dell’inquilino.

Dal verbale di riconsegna dell’immobile all’agenzia immobiliare intermediaria risulta infatti che, per quanto riguarda in particolare il divano, le condizioni sono “da verificare”. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

La circolare Bonus 110% a rischio nei palazzi con uffici.

Superbonus del 110% a rischio nei condomini dove ci sono molti uffici.

L’edificio deve essere a maggioranza residenziale per poter usufruire delle agevolazioni.  La circolare dell’Agenzia delle entrate introduce una distinzione.

Se la maggioranza del condominio non ha destinazione abitativi tra gli edifici prevalentemente residenziali e quelli che non lo sono i negozi e gli appartamenti con usi diversi non avranno l’incentivo. Riuscire deliberare i lavori usando i super-bonus de1110 per cento per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza sismica, potrebbe essere difficile se in un condominio ci sono troppi uffici.

Potrebbe essere questo l’effetto della circolare interpretativa emanata dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi con la quale il Fisco ha dato le indicazioni operative per accedere agli incentivi del governo. Nel provvedimento l’Agenzia introduce una distinzione tra edifici condominiali «a prevalente destinazione residenziale» ed edifici condominiali che invece non sono a prevalente destinazione residenziale. (continua)

Fonte:IlMessaggero

Agevolazioni prima casa, trasferimento nei 18 mesi.

Il trasferimento della residenza dell’ acquirente dell’immobile oggetto della compravendita in regime agevolato per usufruire delle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa deve avvenire entro un termine perentorio di 18 mesi, termine decorrente dalla data di acquisto dell’ immobile.

Inoltre il trasferimento della residenza deve avvenire nel comune in cui l’immobile acquistato si trova ubicato, e non necessariamente proprio nell’immobile che è stato acquistato.

Lo ribadisce la sentenza 197/4 /2020 della Ctr Veneto, depositata il 19 giugno 2020, in seguito ad appello di una precedente sentenza della Ctp di Padova. La sentenza conferma un orientamento giurisprudenziale, prima oscillante, adesso ormai consolidato, e isola anche un orientamento emerso già con la sentenza della CtrVeneto 341 2912007, con cui il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza veniva individuato come decorrente dalla data di ultimazione dei lavori, nel caso di acquisto di un immobile allo stato grezza.

La sentenza ha anche statuito l’irrilevanza di altre vicende (ritrovamento amianto o casa ancora pericolante) che non avessero consentito all’acquirente di ottenere l’agibilità dell’immobile entro il suddetto termine, ivi compreso il fallimento della ditta appaltatrice, che in altri casi era stato ritenuto pacificamente elemento giustificativo del mancato adempimento della norma. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Superbonus: controlli fino a 8 anni e sostegno dalle banche.

percentuale del 110 percento di agevolazioni per lavori

Controlli fiscali penetranti fino a 8 anni su cessione e sconto e al via gli accordi con le banche (Intesa e Unicredit) per la cessione dei crediti.

Superbonus 110% cattive e buone notizie.

Il Superbonus del 110% previsto e disciplinato dal Decreto Rilancio introdotto per dare slancio all’economia e incoraggiare le persone a rendere più efficienti e sicure le proprie abitazioni è una misura che ogni giorno si arricchisce di nuovi dettagli.

L’8 di agosto 2020 infatti sono stati emessi due provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che, tra i vari argomenti trattati, hanno fornito informazioni di dettaglio sui controlli fiscali, mentre il 7 agosto 2020 Confapi e Intesa SanPaolo hanno siglato un accordo di collaborazione per dare un supporto agli interventi rientranti nel Superbonus.

Controlli fiscali fino a 8 anni sul Superbonus.

Come anticipato, la prima notizia che accompagna il Superbonus del 110% previsto dal Decreto rilancio è la previsione di tutta una serie di controlli fiscali relativi a questa mega detrazione fiscale.

Il Fisco infatti effettuerà verifiche sulle cartelle dei contribuenti, per una durata che può arrivare fino a otto anni. In presenza di una detrazione che supera l’importo delle spese sostenute era prevedibile che l’Agenzia si prendesse tutto il tempo per eseguire tutte le verifiche e i controlli del caso.

Di mira in particolare le opzioni dello sconto e della cessione. Si temono infatti inganni su cessione e sconto in fattura, anche se in questo caso fornitore o cessionario sono responsabili in via solidale.

In caso di credito inesistente utilizzato è prevista una sanzione che va dal 100% al 200%. I controlli fiscali sulle detrazioni del 110% da parte del beneficiario seguiranno l’iter ordinario. (continua)

Fonte:StudioCataldi


Superbonus 110% operativo.

Dopo la circolare n. 24/2020 dell’Agenzia delle Entrate che specifica chi sono i soggetti beneficiari, le spese agevolabili e come fruire di sconto e cessione, il Superbonus 110% diventa operativo.

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Chiarimenti dell’Agenzia sul Superbonus 110%.

Con la circolare n. 24 datata 8 agosto 2020 arrivano dell’Agenzia delle Entrate ulteriori chiarimenti sul Superbonus previsto e disciplinato dal Decreto Rilancio. Il provvedimento chiarisce nel dettaglio chi sono i destinatari della misura, come effettuare la comunicazione dell’opzione per chi sceglie il contributo o lo sconto, quali spese rientrano nel Superbonus e cosa possono fare i fornitori e i cessionari con il credito d’imposta. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Ecobonus 110%, circolare e provvedimento AdE: cessione e sconto dal 15 ottobre 2020.

Ecobonus 110%, con la circolare n. 24/E e il provvedimento dell’8 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate fissa gli ultimi punti per l’avvio del super bonus. La comunicazione per la cessione del credito e lo sconto in fattura potrà essere inviata dal 15 ottobre 2020.

Ecobonus 110%, circolare n. 24/E e provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 danno il via ufficiale al super bonus.

Per la comunicazione dello sconto in fattura e per la cessione del credito bisognerà attendere il 15 ottobre 2020, data a partire dalla quale si potrà trasmettere il modello allegato al provvedimento dell’8 agosto 2020, denominato “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica”.

La scadenza è fissata al 16 marzo 2021, per la comunicazione di cessione del credito e sconto in fattura dei lavori sostenuti nel 2020, non solo per l’ecobonus del 110%, ma anche per il bonus ristrutturazioni, per l’ecobonus ordinario e per il bonus facciate.

Se il provvedimento fissa le regole per l’esercizio della cessione del credito d’imposta e per lo sconto in fattura, nella circolare n. 24/E sono contenuti i primi chiarimenti sul super bonus del 110%, dai soggetti beneficiari alle spese ammissibili. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

Come rinegoziare il mutuo quando la casa è già all’asta.

casa legata al cappio evoca pignoramento

Sospendo l’esecuzione, rinegozio il mutuo a migliori condizioni e/o finanziamento con fondo garanzia. Ecco la checklist dei requisiti da rispettare quando la casa è già all’asta.

Casa pignorata all’asta: come rinegoziare il mutuo.

La Legge 19 dicembre 2019 n. 157, art. 41 bis, consente di rinegoziare il mutuo a condizioni migliori, anche se è in corso il pignoramento dell’immobile e la messa all’asta dello stesso.

In alternativa alla rinegoziazione il consumatore può richiedere un finanziamento con assistenza del fondo di garanzia di prima casa, che potrà coprire il 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.

Ecco la checklist dei requisiti per accedere alla rinegoziazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Condominio: rifiuti dei vicini davanti casa, che fare?

Per il Tar Campania, il Comune deve intervenire, pronunciandosi espressamente sull’istanza della condomina che lamenta lo sversamento di rifiuti sul marciapiede antistante la sua abitazione.

cartello di stop con bidoni spazzatura

Rifiuti sul marciapiede antistante l’abitazione in condominio.

Una donna agisce innanzi al Tar Campania, sez. V, per chiedere che venga dichiarata lillegittimità del silenzio dell’amministrazione comunale a cui ha notificato via pec la sua istanza propulsiva finalizzata a ottenere un provvedimento di tipo inibitorio o sanzionatorio nei confronti di alcuni condomini avvezzi a rovesciare sul marciapiede antistante la sua proprietà rifiuti solidi urbani.

La donna fa presente che lo stesso Comune convenuto nel 2016 ha emanato un’ordinanza che ha definito le modalità di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, per una migliore gestione dei rifiuti urbani e per la tutela del decoro e dell’igiene urbana. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

CASE PER VACANZA, VINCE LA MONTAGNA.

Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2020 Fimaa-Nomisma: +11,8% per gli acquisti nelle località montane contro il +3% del mare e il +2,1% dei laghi. Madonna di Campiglio la località più “cara”.

Le case per vacanze in montagna “vincono”, nelle preferenze degli italiani, rispetto a quelle al lago o al mare. Già nel 2019 le transazioni di abitazioni nelle località montane sono infatti, aumentate dell’11,8% rispetto al 2018, a fronte di un aumento molto più contenuto nei laghi 2,1% e nelle località marittime (+3%).

E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2020 di Fimaa-Confcommercio con la collaborazione della Società di Studi Economici Nomisma, che ha “fotografato” l’andamento del mercato 2020 delle case per vacanza in Italia, attraverso la l’analisi dei dati delle compravendite e delle locazioni di 150 località di mare e 55 di montagna e lago.

Nel 2020 il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.220 euro al metro quadro commerciale, con un trend dei prezzi di vendita ancora in contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -0,8% su base annua. Per le abitazioni top nuove nelle località turistiche, le quotazioni medie superano mediamente i 3.000 euro al metro quadro, per le abitazioni centrali usate i valori oscillano tra 1.995 e 2.155 euro, mentre per le abitazioni periferiche usate si mantengono tra 1.350 e 1.500 euro. (continua)

Fonte:Confcommercio

Sconto in fattura a rischio flop.

Analisi di convenienza delle possibilità di usufruire del bonus ristrutturazioni.

I fornitori devono soppesare il recupero nei dieci anni. Lo «sconto fattura» sui lavori di ristrutturazione edilizia rischia di avere poco appeal per i fornitori poiché il credito ottenuto si recupera in un decennio. La nuova modalità di fruizione dei bonus sugli immobili, alternativa alla detrazione, disciplinata dall’articolo 121 del decreto 34/2020, che permette ai beneficiari uno contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori, rischia di rimanere una possibilità «su carta» e di essere opzione poco o per nulla utilizzata perché penalizza fortemente i fornitori.

Benché il comma 1 lettera a) dell’articolo in commento dia la possibilità ai fornitori di recuperare lo sconto effettuato sotto due forme, tramite credito d’imposta compensabile o con possibilità di successiva cessione, entrambe le modalità presentano fattori chiaramente penalizzanti che limiteranno l’uso dello strumento.

Il recupero sotto forma di credito d’imposta infatti potrà si essere «reso liquido” dal fornitore tramite compensazione ma la fruizione non è immediata ma vincolata alla tempistica della detrazione del bonus collegato. Come indicato al comma 3 dell’articolo 121 del decreto legge 34/2020 infatti il credito d’imposta, sia se derivante dallo sconto fattura, sia se proveniente da operazione di cessione, è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Analisi per il 110%, maggioranza di due terzi in Condominio.

II superbonus 110% (articolo 119 del D134/2020, convertito con legge 77/2020) continua a far parlare di sé. In concreto, invece, non si è ancora fatto niente, sostanzialmente.

Mancano ancora, infatti, le “modalità attuative” della misura in parola, che devono essere dettate dall’Agenzia delle entrate entro il 18 agosto (così stabilisce la legge). E dopo la pubblicazione di questo provvedimento (ammesso, e non concesso, che avvenga tempestivamente e cioè come stabilito), c’è da attendersi che anche le banche possano essere pronte per la prevista cessione del credito, e quindi che si parta in velocità.

Uno dei problemi più discussi è quello della maggioranza assembleare necessaria per deliberare l’intervento. In merito e lasciando perdere chi, nella certezza di non sbagliare, non sa che propendere sempre e comunque per l’unanimità! sembra essersi ormai formata una robusta corrente dottrinale che individua la soluzione nell’articolo 1108 del Codice civile, relativo alle innovazioni e agli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione.

La maggioranza dei partecipanti alla comunione, cioè, che rappresenti i due terzi del valore complessivo e questo sia in prima che in seconda convocazione. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Superbonus 110%: la responsabilità è dei proprietari.

Un piccolo balcone con fiori

Doppia possibilità per la fruizione: sconto dal fornitore o cessione del credito. Il controllo ricadrà sui soggetti beneficiari con recupero in caso di assenza e/o mancata integrazione, anche parziale.

Bonus 110%, caratteristiche.

Ancora chiarimenti sulla detrazione del 110% e relativo trasferimento. Le caratteristiche del superbonus 110% prevedono la validità dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e gli interventi agevolati saranno quelli che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e quelli antisismici. I beneficiari sono i condomìni, le persone fisiche che non fanno attività d’impresa, gli istituti autonomi case popolari, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, gli enti del terzo settore e le associazioni sportive dilettantistiche.

Il superbonus invece non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli). (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Acquisti di immobili sotto il cannello del 110%.

Per le spese sostenute dal 1° luglio scorso fino alla fine del prossimo anno (2021), il bonus maggiorato del 110% spetta anche per gli interventi antisismici, compresi quelli relativi agli acquisti di immobili.

Nel caso in cui siano stati eseguiti gli interventi antisismici e la detrazione maggiorata del 110% sia stata ceduta ad un’impresa di assicurazione, con la quale viene stipulata una polizza che copra il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%.

Si evidenzia, infatti, che per le spese sostenute dall’1/07/2020 al 31/12/2021, l’art. 119 del dl 34/2020, convertito nella legge 77/2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18/07/2020 n. 180, ha elevato al 110% l’aliquota delle detrazioni spettanti per gli interventi individuati dai commi 1-bis a 1-septies, dell’art. 16 del dl 63/2013.

Si tratta, in particolare, degli interventi antisismici che permettono di beneficiare del «sisma bonus», anche per acquisti, di cui al comma 1-septies, dell’art. 16 del dl 63/2013. L’aliquota del 110%, quindi, è fruibile anche per gli interventi antisismici, eseguiti dai condomìni, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, sulle singole unità immobiliari, nonché dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp), comunque denominati, e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il bonus prima casa è riciclabile.

È possibile utilizzare l’agevolazione parziale residua per un futuro acquisto.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 223/2020. Il contribuente che non ha utilizzato per intero dell’agevolazione prima casa in sede di rogito notarile può chiedere di utilizzare la rimanente parte del credito in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale dovute per un secondo atto di compravendita.

Ai sensi dell’articolo 7 della 1. 448/1998, ai contribuenti che provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo, entro un anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro e dell’iva per la prima casa, un’altra casa di abitazione non di lusso, è attribuito un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’Iva corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato.

L’ammontare del credito non può essere superiore l’imposta di registro o all’Iva dovuta per l’acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso. Inoltre, il credito spetta anche nell’ipotesi in cui il contribuente proceda all’acquisto della nuova abitazione prima della vendita dell’immobile posseduto. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il contratto d’affitto sopravvive al coronavirus.

nappe segna stanza alla reception di un hotel

Per il tribunale di Rimini, la temporaneità dell’avvenimento straordinario e imprevedibile del Covid19 non fa venire meno il contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta.

Ricorso ex art. 700 c.p.c. e risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta.

Il Tribunale di Rimini con l’ordinanza del 18 giugno 2020 (sotto allegata) respinge il ricorso ex art. 700 c.p.c. avanzato da una ditta che ha affittato un’azienda alberghiera, finalizzata alla successiva presentazione di una domanda di risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, ritenendo che la temporaneità delle misure che hanno impedito alla ricorrente di lavorare nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, non le hanno impedito di riprendere in seguito l’attività, stante i numerosi interventi del governo messi in atto per aiutare anche gli alberghi. Vediamo nel dettaglio cosa è successo per capire come il giudice è giunto a una simile conclusione.

Una ditta il 24 febbraio 2017 stipula un contratto di locazione alberghiera con una S.a.s, nella città di Rimini, con scadenza 31 marzo 2021. Il canone convenuto dalle parti per l’annualità 01/04/2020- 31/03/2021 è di 90.000 euro più Iva, di cui 10.000 già corrisposti per l’Iva. Il pagamento dei canoni è garantito da quattro fideiussioni rilasciate da un Istituto bancario. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Si può vendere casa senza agibilità?

La mancanza dell’agibilità non rende l’immobile giuridicamente non commerciabile

La risposta a questo interessante quesito ce la fornisce lo studio del notariato n. 83-2018/P approvato a fine giugno 2020 (sotto allegato), il quale chiarisce che la mancanza della agibilità non rende un edificio giuridicamente non commerciabile e non incide sulla validità dell’atto di compravendita, per cui non rileva neppure ai fini della responsabilità del notaio.
L’atto con cui si trasferisce la proprietà dell’immobile pertanto è perfettamente valido, anche se manca l’agibilità del bene oggetto della compravendita.

Senza agibilità l’immobile è economicamente incommerciabile.

Occorre però fare una precisazione: se come anticipato la mancanza dell’agibilità non incide sulla commerciabilità giuridica dell’immobile, la sua assenza ne condiziona la commerciabilità economica. L’agibilità infatti è un requisito essenziale dell’immobile, perché gli consente di rispettare la sua funzione sociale, a meno che non si stia vendendo un immobile grezzo. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Enigma superbonus 110%.

Gestione complicata da soglie differenziate, per tipologia di intervento, dai numerosi adempimenti richiesti e dai problemi negli interventi combinati del Bonus 110% anche per le spese relative agli immobili vincolati al rispetto delle condizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio e agli edifici che, per legge, non possono eseguire gli interventi trainanti (cappotto e sostituzione degli impianti di climatizzazione, condominiali o sulle unità singole), in quanto vietati da regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali, a prescindere, e quindi anche in assenza, dell’esecuzione degli interventi principali.

Complicata, inoltre, la gestione del bonus per la presenza di soglie differenziate per tipologia di intervento eseguito, per i numerosi adempimenti richiesti e per il diverso trattamento delle detrazioni fruibili negli interventi combinati. Infatti, sono previsti limiti massimi di spesa oltre i quali l’agevolazione del 110% non spetta, diversificati a seconda della tipologia di intervento «trainante». Queste le indicazioni contenute nella legge di conversione del decreto Rilancio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

Rottamazione auto: come si fa e quanto costa.

centro di rottamazione auto veicoli

La rottamazione è una procedura che prevede la distruzione di un veicolo che non si vuole più usare. Con essa non viene lasciata alcuna traccia del mezzo.

Per rottamare la propria autovettura non è possibile, ai sensi di legge, agire autonomamente.

E’ necessario quindi rivolgersi ai c.d. “demolitori” ossia a qui centri di raccolta autorizzati che poi, come vedremo, si occuperanno anche della cancellazione dal PRA.

Le autovetture sono infatti considerate come dei rifiuti altamente inquinanti e come tali non sono ammesse soluzioni “fai da te”. E’ necessario dunque aderire alla procedura disciplinata normativamente, in particolare dal d.lgs. 24 giugno 2003, n. 209, “Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso”.

A chi va consegnato il mezzo da rottamare?

Per procedere alla demolizione auto, per quanto riguarda il soggetto a cui consegnarlo, il decreto prevede due situazioni.

Rottamazione senza acquisto

Per chi vuole disfarsi del veicolo, senza acquistarne uno nuovo, il soggetto incaricato della consegna sarà un centro di raccolta autorizzato (il demolitore), che provvederà alle operazioni di trattamento e messa in sicurezza del mezzo per la demolizione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Comodato d’uso.

ipoteca mutuo casa prestito

Per il contratto di comodato non è prevista dalla legge alcuna forma ad substantiam, ma è sempre preferibile concluderlo in forma scritta.

Forma del contratto di comodato

Sebbene il comodato possa essere stipulato anche verbalmente, la forma scritta risulta consigliabile per attribuire data certa al contratto, risolvere correttamente eventuali conflitti tra più aventi causa, per dimostrare il titolo in forza del quale l’avente causa si trova nella disponibilità materiale del bene.

Modello di contratto di comodato

Per stipulare un contratto di comodato valido e sicuro è possibile utilizzare il seguente fac simile.

Contratto di comodato

Tra

Sig. __________, nato a ________ il ______________ e residente in _______, via ____________ n. __, C.F.___________________________, di seguito comodante;

e

Sig. __________, nato a ________ il ______________ e residente in _______, via ____________ n. __, C.F.___________________________, di seguito comodatario;

(continua) 

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus affitti, ecco i codici tributo.

La cessione per il bonus affitti è possibile solo con contratto registrato. Il contratto si può sanare se si procede alla registrazione tardivamente.

giovane coppia mostra bonus per affitto casa

Bonus affitti 2020: la risoluzione delle Entrate.

Dall’Agenzia delle Entrate arrivano i codici tributo per la cessione del credito d’imposta del bonus affitto. Ma non solo.

La risoluzione delle entrate n. 39/E del 13 luglio 2020 dà tutte le istruzioni per il cessionario per l’utilizzo in compensazione, grazie al modello F24, del credito d’imposta affitti.

Nello specifico, il credito d’imposta sugli affitti commerciali del 60%, così come il bonus botteghe e negozi, potrà essere utilizzato direttamente dal beneficiario ovvero ceduto a soggetti terzi. Per l’utilizzo diretto del bonus affitti 2020 di marzo, aprile e maggio, sono state le risoluzione n. 13/E e 32/E ad istituire rispettivamente i codici tributo 6914 e 6920, da indicare nel modello F24 ai fini della compensazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus sanificazione: come ottenerlo.

L’Agenzia delle Entrate ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione. Ecco istruzioni e modello.

Sanificazione e acquisto DPI: il credito d’imposta

Il decreto rilancio D.L. n. 34/2020, in corso di conversione, ha introdotto un credito d’imposta del 60% delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti (art. 125). La norma dispone che tale credito d’imposta non può superare la misura di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.
Il credito sostituisce quello previsto dall’art. 64 del decreto-legge 18/2020 e dall’art. 30 del decreto-legge 23/2020, contestualmente abrogate, estendendo sia la platea dei beneficiari che le spese agevolabili.
Con un provvedimento firmato il 10 luglio da parte del Direttore dell’Agenzia delle entrate (qui sotto allegato) sono stati forniti i modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal D.L. Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale (nonché per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro). (continua)
Fonte:StudioCataldi

Fimaa-Confcommercio: «Riduzione delle tasse sulle compravendite come in Gran Bretagna per evitare la fuga di capitali e risollevare il mercato immobiliare»

Il presidente nazionale di Fimaa, Santino Taverna, si rivolge nuovamente al Governo: «Servono misure urgenti e straordinarie». Sull’Iva al 22%: «Anticamera dell’evasione»

«Prendiamo esempio dalla Gran Bretagna per fare ripartire l’economia del Paese attraverso il rilancio del mercato immobiliare». Santino Taverna, presidente nazionale di Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – torna a chiedere al Governo, a nome dell’intera categoria, «urgenti e indispensabili misure straordinarie, a partire da una forte riduzione della tassazione sulle compravendite immobiliari».

«Abbiamo l’urgente necessità», rimarca, «di ridare abbrivio alla filiera rendendola attrattiva, anche e soprattutto per recuperare i 700mila posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni. Stiamo parlando di un comparto capace di produrre oltre il 20% del Pil nazionale, che non riesce a risollevarsi anche per la mancanza di interventi strutturali per una vera ripresa».

Taverna torna a ribadire quanto esposto alla Decima Commissione del Senato durante l’audizione dello scorso 25 giugno, prendendo spunto dalla recentissima misura britannica mirata a incoraggiare gli acquisti di case. Nel Regno Unito per ridare linfa al mercato del settore segnato dal lockdown, ma comunque meno in crisi del nostro, è stata annullata l’imposta di registro per gli acquisti di immobili di valore inferiore alle 500mila sterline. Un provvedimento valido con effetto immediato, che resterà in vigore fino al 31 marzo 2021.

«Dobbiamo evitare le fughe di capitali»

 «Serve un’iniezione di fiducia per convincere le persone a comprare, vendere e cambiare casa, e con questa misura nove persone su dieci non pagheranno l’imposta quest’anno»: così oltremanica viene motivato l’intervento a favore dei settori immobiliari e dell’edilizia (fonte Il Sole 24 Ore). «Dobbiamo percorrere la stessa strada», insiste il numero uno di Fimaa, «non solo per far fronte alla disoccupazione e restituire dignità a chi vive in soglia di povertà, ma anche per ritornare ad alimentare l’economia del Paese attraverso un comparto che può impedire fughe di capitali». Capitali che potrebbero essere investiti in Italia, a fronte di tassazioni ridotte per gli scambi che attirerebbero l’interesse anche delle grandi società straniere.

Oltre all’azzeramento delle tasse fino a una determinata soglia del prezzo d’acquisto come avviene in Gran Bretagna, Taverna coglie l’occasione per ribadire la posizione di Fimaa, già esposta al Senato: «Se non si ridurranno le attuali imposte, anche le località turistiche avranno serie difficoltà a riprendersi dall’emergenza sanitaria».  

Capitolo Iva: Taverna non usa mezzi termini e lancia forte e chiaro l’allarme: «Quando per una compravendita immobiliare (acquistata da una società da una impresa) si deve versare una imposta Iva del 22% sul prezzo da pagarsi, si palesano tutti i presupposti per ritrovarsi nell’anticamera dell’evasione fiscale».

Nel merito, lo stesso presidente nazionale di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, è sempre stato strenuo oppositore dell’applicazione delle clausole di salvaguardia che aggraverebbero ulteriormente i bilanci di famiglie e imprese e, di conseguenza, ostacolerebbero la ripresa economica del Paese.

 

La cessione dei bonus parte dall’affitto dei negozi.

Le difficoltà economiche e ancor più finanziarie causate dall’emergenza coronavirus possono portare a creare un vero e proprio mercato dei crediti fiscali. La spinta è arrivata dal decreto Rilancio (D134/2020, che dopo l’ok della Camera attende ora il via libera definitivo da parte del Senato. Se la partita più grande è quella destinata ad aprirsi con il superbonus del 110% e la cessione delle altre detrazioni per i lavori in casa con annessa opportunità di sconto in fattura, l’anticipo è rappresentato dal tax credit sugli affitti commerciali.

Da oggi, lunedì 13 luglio, scatta la possibilità, tra gli altri, per i titolari di negozi, alberghi, ristoranti di trasferire ai locatori il credito d’imposta maturato sui canoni di marzo, aprile e maggio e avere così uno sconto sull’importo dovuto. Si apre, infatti, il canale per la comunicazione telematica dell’opzione all’agenzia delle Entrate, anche se per ora l’invio è limitato al «fai-da-te».

Poi sarà la volta anche del tax credi per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e di quello per sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione (Dpi) che hanno trovatole regole attuative delle Entrate venerdì scorso. In questi due ultimi casi però il meccanismo prevede più step: bisognerà prima comunicare a partire dal 20 luglio (ma con scadenze diverse) le spese ammissibili e poi si potrà procedere per la cessione.

Più semplice per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per cui il credito potrà essere ceduto dal 1° ottobre 2020. Più complesso per la sanificazione: la cessione potrà scattare solo dopo che l’Agenzia avrà stabilito la percentuale spettante in base a richieste pervenute e risorse disponibili.

Le estensioni soggettive. Guardiamo al fax credit affitti. La cessione può riguardare il tax credit maturato sia in base al decreto “cura Italia” (Dl 18/202o) sia in base all’articolo 28 del decreto Rilancio. Dato che per marzo le due agevolazioni si sovrappongono con regole però diverse, è opportuno verificare sempre per questo mese se chi è rimasto fuori dal bonus regolato da una delle disposizioni vi può rientrare grazie all’altra. I due tax credit per i canoni di marzo, però, non si possono cumulare. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Condominio: cambia la ripartizione delle spese di riscaldamento.

Approvato il decreto che attua la direttiva sull’efficienza energetica.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola e del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha approvato, in sede di esame definitivo, il decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2018/2002, che ha modificato la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Cambiano i criteri di ripartizione delle spese per condomini ed edifici polifunzionali.

Il decreto di attuazione alla Direttiva UE 2018/2002 prevede importanti novità in materia di ripartizione delle spese di riscaldamento nei condomini e negli edifici polifunzionali che sono serviti da impianti centralizzati di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

Il provvedimento prevede che il sistema di contabilizzazione comprenda anche i dispositivi per la misurazione indiretta del calore, come totalizzatori o ripartitori. Per la ripartizione delle spese occorre tenere conto del criterio che si basa sull’attribuzione ai consumi volontari di almeno il 50% delle spese collegate al consumo di calore per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda per un uso domestico. La parte residua, inferiore quindi al 50%, sarà invece distribuita in base a criteri diversi come la quota in millesimi, i mq dell’unità, le potenze o i metri cubi utili. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus casa sempre cedibile.

Nessuna limitazione al trasferimento, parziale o in corso di avanzamento dei lavori, delle detrazioni fiscali. Anche per gli interventi sulle facciate degli edifici.

Lo prevede il decreto Rilancio che dopo l’ok della Camera previsto per oggi va al Senato. Cessione del bonus più libera. Si può procedere anche in corso d’avanzamento lavori.

Cessione dei «bonus casa» anche in corso di avanzamento dei lavori senza attendere la fine. Nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del «bonus facciate». Possibilità anche modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo, in tal caso alla chiusura dell’intervento eseguito.

Queste le ulteriori novità derivanti dalla modifica dell’art. 121 del dl 34/2020 (decreto «Rilancio») sul tema delle detrazioni per gli interventi edilizi e di risparmio energetico.

L’art. 121 richiamato ha disposto che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per determinati interventi, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente, per lo sconto in fattura sul corrispettivo o, addirittura, per la cessione della detrazione. (continua)

L’affitto alto è spia per il fisco.

Scatta l’accertamento se il canone di locazione è troppo alto rispetto a quanto dichiarato nonostante il compagno sia ricco e faccia elargizioni in denaro. È necessario dimostrare che sui depositi in banca le imposte siano già state pagate.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 14060 del 7 luglio 2020, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. La vicenda riguarda una donna che pagava un canone di locazione alto rispetto alla sua dichiarazione dei redditi.

Dopo l’accertamento era riuscita a dimostrare di avere ricevuto in banca del denaro da parte del compagno benestante. Tanto era bastato alla Ctr per far annullare l’atto impositivo. Ora i Supremi giudici hanno ribaltato il verdetto.

Ad avviso della Cassazione, infatti, la mera «prassi familiare» di erogazione di liberalità da parte dei genitori in favore dei figli costituisce un fatto solo probabile e, quindi, non integra un fatto notorio. Inoltre, in tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del dpr n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all’interno del nucleo familiare di tali redditi, ma anche l’entità degli stessi e la durata del possesso in capo al contribuente interessato dall’accertamento, pur non essendo lo stesso tenuto, altresì, a dimostrare l’impiego di detti redditi per l’effettuazione delle spese contestate, attesa la fungibilità delle diverse fonti di provvista economica. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus affitti 2020: come funziona.

Come funziona il bonus affitti 2020, il nuovo credito d’imposta introdotto dal D.L. Rilancio riguardante i canoni di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo.

Una delle maggiori problematiche è stata quella relativa tematica delle c.d. locazioni commerciali. Infatti, nonostante il lockdown, molti commercianti hanno dovuto comunque continuare a pagare gli affitti dei propri locali pur non potendo svolgere la propria attività.

Bonus affitti nel D.L. Cura Italia.

Già con il D.L. Cura Italia la materia, particolarmente “sensibile”, è stata oggetto di una norma ad hoc. Il legislatore ha previsto un credito d’imposta per botteghe e negozi, pari al 60% del canone di locazione, relativo al mese di marzo.
Tale credito d’imposta, riservato agli esercenti attività d’impresa, è stato concesso per l’anno 2020 per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il nuovo “bonus” presente nel D.L. Rilancio appare potenziato sia dal punto di vista dei soggetti che possono beneficiarne, sia dal punto di vista delle tipologie di immobili che consentono di accedere al bonus. Ma non mancano anche dei “paletti”. (continua)
Fonte:StudioCataldi

 

Incentivi per chi cambia auto.

Incentivi auto, l’emendamento al decreto Rilancio

Arrivano fino a 3.500 euro gli incentivi per chi acquista un’auto euro 6 e ne rottama uno vecchio. È stata la commissione Bilancio della Camera ad approvare un emendamento, che stabilisce un bonus statale di 1.500 euro, se il venditore fa uno sconto di almeno altri 2.000 euro, per chi rottama un mezzo di almeno 10 anni di vita. Il testo è stato approvato dalla commissione Bilancio e lunedì arriverà 6 luglio in assemblea.

La ratio è quella di smaltire le macchine rimaste invendute nel corso della chiusura per la pandemia.

Auto, senza rottamazione incentivo dimezzato

In caso di mancata rottamazione l’incentivo è dimezzato senza rottamazione. Il bonus è valido per gli acquisti effettuati tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2020, per le auto con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi a chilometro e con prezzo fino a 40mila euro (al netto dell’Iva). (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus al 110%, chiave per il rilancio.

Se ne parla da settimane, e il suo effetto potrebbe essere dirompente. Si tratta del cosiddetto Superbonus al 110%, provvedimento compreso nell’ultimo decreto Rilancio.

L’obiettivo del provvedimento, in vigore dal prossimo primo luglio fino al 31 dicembre 2021 (a parte le case di edilizia popolare, per le quali è esteso al 2022) è molto chiaro: rilanciare un comparto che ha sofferto la crisi legata al Covid-19, ma che rappresenta una delle spine dorsali del tessuto economico.

PER COSA CHIEDERLO.

Il Superbonus può essere richiesto per alcuni interventi. Il primo è l’isolamento termico delle superfici che ricoprono l’edificio, purché superino il 25% dell’area disperdente. Per essere considerato valido, deve riguardare almeno il 25% della superficie , per esempio,  il cappotto termico.

Il Superbonus al 110% copre anche gli interventi sulle parti comuni degli immobili, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento e raffrescamento a condensazione, purché almeno di classe A.

Detrazioni anche per chi vive in una casa unifamiliare. In questo caso il Superbonus è legato alla sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale obsoleto con un sistema a pompa di calore, anche ibrido o geotermico. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Bonus casa 110% Parte la corsa.

Tre interventi attraggono al 110% lavori soggetti da soli a bonus ridotti. La super detrazione può essere estesa a molte tipologie di interventi.

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino a1 31 dicembre 2021, il decreto Rilancio ha introdotto una nuova percentuale di detrazione Irpef e Ires del 110% nell’ambito degli interventi per il risparmio energetico «qualificato», cosiddetto ecobonus, che è già agevolato con le percentuali del 50-65-70-75-80-85% (le quali rimangono ancora in vigore, se non si rispetteranno i nuovi requisiti del decreto Rilancio).

I LAVORI «TRAINANTI» In particolare, sono stati introdotti i seguenti tre interventi, agevolati con il super bonus del 110%: la «sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti» sugli «edifici unifamiliari» o sulle «parti comuni degli edifici» e l’isolamento termico con materiali isolanti che rispettano i criteri ambientali minimi.

Se viene effettuato uno di questi tre nuovi interventi agevolati al 110%, questa percentuale di detrazione può essere estesa anche a tutti gli altri interventi per il risparmio energetico «qualificato», già agevolati al 50-65 7o-75-80-85%, o all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, già agevolata al 50 per cento.

Per questo motivo, i tre nuovi interventi dell’ecobonus vengono chiamati «trainanti» rispetto agli altri (che sono invece «trainati»). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Classi energetiche: così è possibile migliorarle.

Migliorare la classe energetica di un edificio è possibile ed ora, grazie al nuovo Superbonus del 110%, è anche conveniente. Per ottenere l’ambito beneficio, però, bisogna salire di almeno due classi energetiche e riuscirci non è semplice.

In Italia la gran parte degli immobili, che siano condomìni o private abitazioni, rientrano in classi energetiche molto basse. Le più diffuse in assoluto sono la F e la G; questo vuol dire che l’isolamento termico degli edifici è inesistente, che gli impianti di riscaldamento sono vetusti e che gli infissi non offrono la giusta protezione dall’esterno.

Tutto questo incide in maniera determinante sui consumi energetici e naturalmente anche sui costi che le famiglie sono costrette a sostenere. Per ottenere ottimi risultati in termini di risparmio energetico e accedere al superbonus previsto dal Governo è necessario fare alcune interventi all’immobile in cui si vive.

La prima cosa da fare è scegliere un professionista che dopo un sopralluogo saprà indicare gli interventi adatti al caso specifico e svolgerà i calcoli per verificare che la soluzione prospettata consenta di raggiungere la classe energetica desiderata. A quel punto, tenendo conto del costo dei materiali e della manodopera, sarà possibile conoscere l’entità della spesa e valutare l’opportunità di eseguire gli interventi di ristrutturazione/riqualificazione. (continua)

Fonte: IlGiorno

Case accorpate, il bonus è salvo.

Non decade dai benefici primi casa il contribuente che abbia acquistato una unità immobiliare da unire alla «prima casa» e abbia eseguito lavori che rendono effettivo l’accorpamento. La realizzazione di un’unica unità immobiliare è coerente con la ratio dalla disposizione agevolativa e prevale anche rispetto alle difformi risultanze catastali.

È questo il principio di diritto statuito dalla recente sentenza n. 11322 del 12 giugno 2020, con la quale la Cassazione ha censurato l’operato dell’Ufficio che, illegittimamente, dava esclusivo rilievo al dato formale rinveniente dai dati catastali.

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa. Gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili formati nel territorio dello Stato o, se formati all’estero, aventi a oggetto immobili esistenti nel territorio dello Stato sono soggetti, ordinariamente, all’imposta di registro con aliquota pari al 9%. La base imponibile è rappresentata dal valore del bene trasferito, individuato in misura pari al corrispettivo pattuito.

Con esclusivo riferimento agli immobili a destinazione abitativa, acquistati da persone fisiche che agiscono per fini estranei all’attività commerciale o professionale esercitata, in deroga al principio del prezzo/valore la base imponibile può essere determinata in misura pari alla rendita catastale rivalutata. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Scopriamo l’Ecobonus del 110%: ecco quali interventi sono premiati.

Quando parliamo di riqualificazione energetica ed Ecobonus, parliamo della detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus):

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni). (continua)

Fonte: IlSecoloXIX

Bonus locazioni anche ai B&B.

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo apre le porte anche alle attività extra-alberghiere come affittacamere, case vacanze e B&B. Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle entrate nella circolare 14/E del 6 giugno 2020, il credito d’imposta per le locazioni di cui all’articolo 28 del dl 34/2020 (il decreto Rilancio) è concesso indipendentemente dalla categoria catastale dell’immobile locato, a patto però che lo stesso sia effettivamente destinato allo svolgimento dell’attività «di interesse turistico».

Benché la norma escluda dall’agevolazione le locazioni aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, per le imprese operanti nel settore turistico-ricettivo extra alberghiero questo paletto viene meno poiché l’unità immobiliare presa in locazione, anche se di categoria A (esclusi agli A/10), è di fatto utilizzata per svolgere l’attività.

L’interpretazione dell’agenzia delle entrate, anche se ad una prima lettura può sembrare in antitesi con la norma, in realtà è assolutamente coerente ed in linea con l’intento principale del legislatore ovvero quello di sostenere le attività maggiormente colpite dall’emergenza economica prodotta dal Coronavirus, settore turistico in primis.

La disposizione infatti al comma 3 prevede anche un’ulteriore agevolazione ad hoc per le strutture alberghiere e agrituristiche concedendogli la possibilità di usufruire il credito d’imposta senza dover rispettare il parametro che esclude dal bonus i soggetti con ricavi/ compensi 2019 superiori a 5 milioni di euro. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Ecobonus e Sismabonus ristrutturazioni 2020: come funziona e quali lavori.

Ecobonus 2020: cos’è e come funziona.

L’Ecobonus 2020 riprende le agevolazioni fiscali già introdotte in passato per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e porta la detrazione dal 65% al 110%.
Questo significa che, usufruendo dell’Ecobonus, si avrà diritto a una riduzione delle imposte pari al 110% della spesa sostenuta per ristrutturare.

Queste agevolazioni fiscali sono relative a una spesa massima di 60.000€ per unità immobiliare e si riferiscono a tutte le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020, fino alla fine del 2021. 

La spesa potrà essere recuperata sotto forma di sconto fiscale, in 5 rate annuali di pari importo.

Questo significa che se desideri effettuare un intervento di ristrutturazione che comporta un miglioramento della classe energetica di un edificio, a fronte di 10.000€ spesi potrai ottenere 11.000€ di sconto sulle tasse, nella forma di 2.200€ annui per 5 anni.

In questo caso quindi prima pagherai i lavori di ristrutturazione e in seguito recupererai la spesa. Ma se ti stai chiedendo: “…E se non ho così tante tasse da pagare?” continua a leggere: l’Ecobonus 2020 infatti prevede che tu possa anche ristrutturare casa senza spendere nemmeno un euro! (continua)

Fonte:L’abitativo

Niente sanzioni in caso di ritardi nel pagamento dell’Imu.

Rientra nella casistica anche l’emergenza sanitaria che ha causato la chiusura delle attività. Imu, niente sanzioni per i ritardi. Se c’è uno stato di forza maggiore. E il Covid lo è.

Lo stato di forza maggiore esclude l’applicazione delle sanzioni in caso di mancato pagamento dei tributi alle scadenze fissate dalla legge. Ha sicuramente determinato uno stato di forza maggiore anche la pandemia, che ha comportato la chiusura delle attività commerciali e industriali per un lungo periodo e una crisi economica per i contribuenti interessati.

Quindi, anche in caso di ritardato pagamento dell’Imu, i contribuenti  non devono essere sanzionati se si è in presenza di situazioni che ostacolano il corretto adempimento degli obblighi tributari.

Questa regola va applicata anche in presenza di violazioni commesse per ritardato pagamento della prima rata Imu. Del resto costituiscono cause di esclusione delle sanzioni, per forza maggiore, le difficoltà economiche momentanee, che possono dipendere da vari fattori: ritardi nei pagamenti dei crediti delle imprese da parte dell’amministrazione pubblica, mancanza momentanea di liquidità dovuta alla crisi economica, stato di malattia che impedisce il normale svolgimento dell’attività professionale o imprenditoriale. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Imu, regolamenti locali entro il 31 luglio.

Per le amministrazioni comunali è il tempo delle scelte sulla nuova imposta municipale.

Entro il prossimo 31 luglio dovranno essere adottati i regolamenti Imu, la cui finalità è quella di introdurre delle regole nei limiti consentiti dalla legge. L’articolo 1, comma 777, della manovra di bilancio 2020 (legge i valori delle aree edificabili in misura superiore a quelli fissati dallo stesso ente, con delibera del consiglio comunale o della giunta, se questi valori risultino inferiori a quelli indicati in atti pubblici o privati di cui l’ufficio tributi sia in possesso o a conoscenza.

La disposizione, infatti, attribuisce agli enti le facoltà di determinare periodicamente e per zone omogenee i valori di mercato delle aree edificabili, per limitare il potere di accertamento, di disporre il rimborso per le aree divenute inedificabili, in seguito alle modifiche urbanistiche, di prevedere che i versamenti dell’imposta possano essere fatti anche da un solo contitolare, di differire i termini per i versamenti e esentare gli immobili dati in comodato gratuito al comune o a un ente non commerciale.

Con la legge di Bilancio 2020, quindi, viene riconosciuto agli enti locali di fare delle scelte, anche in deroga ai limiti fissati dalla norma attributiva del potere regolamentare generale comuni di fissare dei valori predeterminati ha la finalità di ridurre il contenzioso con i contribuenti, ma non può impedire la rettifica di quelli dichiarati che non siano in linea con i valori di mercato degli immobili. La deliberazione dei valori non può avere altro effetto che quello di autolimitare il potere di accertamento dell’imposta. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus mobili.

Chi ha ristrutturato nel 2019 ha uno sconto sugli arredi.

In vigore dal 2012, anche quest’anno si può usufruire del Bonus mobili ed elettrodomestici. È nato prima delle agevolazioni introdotte per l’emergenza Coronavirus, e collegato, fin dall’inizio al bonus ristrutturazioni. Il bonus mobili è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 anche per gli acquisti che si effettuano nel 2020 ma spiega l’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) può essere richiesto solo se abbinato a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2019.

COSA PREVEDE. Detrazioni del 50 per cento su mobili e grandi elettrodomestici ,Tetto massimo 10mila euro.

Il Bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione del 50% è applicabile su una spesa massima (per unità immobiliare residenziale, sia prima che seconda casa o per le parti comuni dei condomini) di 10.000 euro.

La detrazione (massimo 5.000 euro) va ripartita in dieci quote annuali (nel caso del tetto massimo, quindi, 500 euro all’anno) presentandola nell’apposito spazio nelle dichiarazioni dei redditi 2021. Si può applicare in due case Non si somma con l’ecobonus al 65% Il vincolo per poterne usufruire è dovuto alla necessaria contemporaneità di un intervento di recupero edilizio (ristrutturazione o acquisto caldaia con bonus al 50%). (continua)

Fonte:QN

Meno tasse sulle compravendite Ossigeno al mercato immobiliare.

Taverna (Fimaa) lancia l’allarme: con il Covid a rischio 200mila transazioni.

Per rilanciare il mercato immobiliare l’Ecobonus messo in campo dal governo non è sufficiente. Serve un taglio delle tasse sulle compravendite. L’ analisi e la proposta sono di Santino Taverna presidente provinciale e nazionale di Fimaa-Confcommercio, che nei giorni scorsi è intervenuto in audizione alla decima commissione del Senato.

«Se non ci saranno interventi strutturali per ravvivarla ha detto taverna questa filiera capace di contribuire al 20 per cento del Pil si spegnerà». Di qui la proposta di una minore tassazione sulle compravendite. anche perchè il rischio grosso è che, per colpa dell’emergenza Covid, quest’ anno duecentomila transazioni non vadano a buon fine.

«Come Fimaa riteniamo necessario, per non dire indispensabile, agire sulla tassazione delle compravendite per alleggerire il fardello impositivo che penalizza fortemente la ripartenza del mercato e degli scambi, spegnendo anche i desideri e le esigenze della collettività». (continua)

Fonte:LaPrealpina

 

Bonus facciate: i chiarimenti dell’Agenzia.

L’Agenzia chiarisce che il bonus facciate spetta anche agli enti pubblici e che per l’assimilazione alle zone A e B serve la certificazione urbanistica.

Gli interpelli al fisco sul bonus facciate.

In virtù della possibile sovrapposizione tra i lavori ammessi al bonus facciate e quelli ammessi agli altri bonus (riqualificazione energetica, patrimoni edilizio, ecc.), l’Agenzia delle Entrate risolve alcuni dubbi in merito ai requisiti necessari con due distinte risposte ad istanze di interpello.

Anche l’ente pubblico può beneficiare del bonus facciate.

Un ente pubblico si occupa della riqualificazione energetica e non delle strutture di sua proprietà e non, compresi gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici. Ritenendo di avere diritto al bonus facciate, chiede conferma all’Agenzia delle Entrate se questa agevolazione si applica a tutti i tipi di edifici, a tutti i tipi di contribuenti soggetti alle imposte sui redditi, comprese le persone giuridiche e agli interventi di isolamento termico. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Sospensione mutui prima casa: come fare.

mano che tiene casa sospesa

Come chiedere la sospensione del mutuo delle prime case grazie al fondo Gasparrini e l’elenco delle banche aderenti.

La crisi accentuata dal lockdown

Il lockdown ha di fatto accentuato una situazione di grave crisi già preesistente.Dobbiamo ricordare infatti che già a gennaio del 2020 l’Italia era in recessione, ovvero già da gennaio le famiglie avevano meno reddito a disposizione.
Per quanto detto molte famiglie oggi, con dei mutui molto vecchi, che hanno un tasso d’interesse più elevato rispetto a quelli oggi applicati ai finanziamenti, mutui che, tra le altre cose, non hanno usufruito della surroga ex legge n. 40/2007, si trovano ancora oggi a pagare delle rate troppo alte rispetto al proprio reddito.
Per far fronte alla grave difficoltà delle famiglie, il Governo ha istituito, sin dal 2007, un fondo di sospensione dei mutui sulla prima casa.
Le domande presentante oggi sono superiori a 134.000, con un importo medio di richiesta di sospensione mutuo di circa €87.000,00, sempre secondo i dati di Bankitalia.
Vediamo nel dettaglio a chi è destinato questo fondo e per quanto tempo viene concesso. (continua)
StudioCataldi

Ecobonus 2020 al 110 per cento nel Decreto Rilancio: come funziona.

Agevolazioni per migliorare l’efficienza energetica degli immobili: ecco tutti i dettagli sull’ecobonus 2020 al 110 per cento previsto dal Decreto Rilancio.

Il Decreto Rilancio tra le misure fiscali a sostegno di imprese e cittadini prevede l’ecobonus 2020 al 110 per cento. L’obiettivo da una parte è alleggerire i costi di restauro, adeguamento energetico e sismico dei proprietari di abitazioni, dall’altro favorire la ripartenza dei cantieri. Vediamo di che cosa si tratta.

Ecobonus 2020, che cos’è e a cosa serve.

Con ecobonus genericamente si intendono tutte quelle agevolazioni previste dallo Stato per i proprietari di immobili che decidono di effettuare lavori particolari ai loro edifici. Interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della struttura, ma anche la ristrutturazione e azioni mirate a migliorare le prestazioni antisismiche degli edifici (sismabonus).

Le detrazioni.

Fino a maggio 2020, le percentuali detraibili variavano per le diverse tipologie di lavori e non erano previste detrazioni così alte come quelle previste dal Decreto Rilancio (pubblicato il 20 maggio in Gazzetta Ufficiale). Come indicato sul portale Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, le detrazioni fino al Decreto Rilancio riguardavano:

  • Bonus casa per le ristrutturazioni edilizie: detrazione al 50%
  • Ecobonus per riqualificazione energetica, che comprende:
  • detrazioni del 50% – Serramenti e infissi, schermature solari, caldaie a biomassa, caldaie a condensazione classe A (continua)

Fonte:AgendaDigitale

 

 

Distacco delle utenze all’inquilino moroso.

Quali sono i rischi a cui va incontro penalmente il proprietario che proceda al distacco delle utenze al conduttore moroso.

Conduttore moroso: i rischi per il proprietario.

In costanza della pandemia e, viste le difficoltà economiche che ne sono derivate, i rapporti di locazione,specialmente quelli ad uso abitativo, sono oggetto di frequenti controversie tra il locatore e il conduttore.
Laddove il conduttore non riesca a far fronte ai canoni pattuiti in sede di stipula del contratto, il locatore, nella sua qualità di proprietario, può azionare la procedura di sfratto per morosità e darvi esecuzione al fine di ottenere la liberazione dell’unità abitativa.
Nella malaugurata ipotesi in cui il locatore, a fronte della morosità del conduttore, decida sua sponte di cambiare la serratura dell’appartamento locato, o di provocare il distacco delle utenze idriche, elettriche e del gas, prima ancora di aver azionato lo sfratto o in pendenza dello stesso, rischia di incorrere per le condotte poste in essere in conseguenze penali.
Vediamo quali. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Bonus affitti.

Canone da locazioni. Credito d’imposta sul 60%. L’articolo 28 del decreto Rilancio, tra le misure per sostenere le attività economiche colpite dall’emergenza Coronavirus, ha previsto un credito d’imposta del 60% del canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili a uso non abitativo, destinati alle attività economiche. Quindi sono esclusi i canoni residenziali. Il bonus affitti, come ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 32/E che ha istituito il codice tributo «6920»,è già utilizzabile e consente la compensazione con il modello F24.

I benefici sono riservati alle attività economiche. Esclusi gli affitti residenziali. Come spiega l’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) «ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente alla data di entrata in vigore del decreto (quindi nel 2019,ndr), spetta un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, turistica o all’esercizio abituale dell’attività di lavoro autonomo». (continua)

Fonte:QN

 

Installazione ripetitore su lastrico solare condominiale: la Cassazione fa chiarezza.

La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha fatto chiarezza su una questione spesso dibattuta in seno alle assemblee condominiali che di frequente si trovano a dover decidere sulla concessione dell’uso del lastrico solare condominiale a società di telecomunicazioni per l’installazione di ripetitori.

Frequenti sono le liti sulle maggioranze necessarie per deliberare la concessione dell’uso del lastrico solare sicché è interessante l’intervento delle Sezioni Unite non solo per la soluzione cui giungono ma anche per l’analisi svolta in merito al carattere dell’installazione nonché alla qualificazione del relativo contratto. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Limite contanti: dal primo luglio fino a 2.000 euro.

Scatta dal primo luglio il nuovo limite dei 2000 euro all’utilizzo dei contanti, modifica introdotta dal decreto 124/2019 in materia fiscale.

Dal 1° luglio 2020 il limite all’utilizzo dei contanti passa da 3000 a 2000 euro, per abbassarsi a 1000 euro a partire dal primo gennaio del 2022. Limitazioni sempre più stringenti per impedire ai furbetti evadere le tasse e per contrastare tutti quei reati che alimentano la criminalità organizzata e il terrorismo.

Dal primo luglio limite di 2000 euro per i contanti.

I contanti dal 1991 in poi hanno incontrato periodicamente dei limiti al loro utilizzo. Le ragioni sono note, contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco.

La legge n. 208/2015, al comma 898 dell’art. 1 dispone la modifica dell’art 49, comma 1 del decreto legislativo n. 231/2007 (che attua la direttiva UE prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo) disponendo il limite dei 3000,00 euro all’impiego del contante. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Imu, è un problema.

Un commento su questo tema è d’obbligo:  occorre una misura di limitazione del peso dell’Imu.

La prima rata del 16 giugno vale 11 miliardi di euro di Imu (i restanti 11 saranno da versare in dicembre). L‘Imu, come noto (anche se molti lo dimenticano o fingono di dimenticarlo), è un’imposta patrimoniale, e come tale ha due soli modi per essere pagata: con i redditi provenienti dal bene colpito, è il caso degli immobili dati in locazione, o con redditi di altra natura, generalmente quelli da lavoro.

In un periodo di eccezionale crisi come questo, però, entrambe le fonti di entrata sono a rischio. Gli affitti, specie quelli dei locali commerciali (negozi, ristoranti ecc.) in molti casi non vengono pagati. Quanto ai redditi di lavoro, quelli sono venuti spesso a mancare o ad essere fortemente ridotti.

A segnalare il problema è stata persino la Cgil. «Grande attenzione è stata posta in questi giorni sulla scadenza della prima rata Imu», si legge nella memoria depositata in Parlamento in occasione dell’audizione sul «decreto rilancio» (anche se sulla «grande attenzione» avremmo i nostri dubbi).

«La data del 16 giugno non è stata modificata né prorogata. Questo potrebbe creare problemi nei pagamenti ad alcuni contribuenti particolarmente colpiti dalla crisi». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Coronavirus: il negozio chiuso non deve pagare l’affitto.

Sovraindebitamento ai tempi del coronavirus. Una prima pronuncia del tribunale di Venezia sospende i canoni di locazione durante il lockdown.

Questo periodo di grave pandemia ha aggravato di fatto la grave crisi economica preesistente.

Lockdown e affitti dei locali.

L’economia della nostra nazione era già in grave recessione prima della diffusione di questa grave epidemia ma, come era certamente prevedibile, dopo tutti questi mesi di fermo obbligatorio, molte piccole realtà artigianali e comunque molte imprese a conduzione familiare, in assenza di un grande consolidamento economico, non riusciranno più a ripartire proprio a causa di tutti i debiti accumulati durante il periodo del lockdown.

Sicuramente ciò che ha pesato molto sulle aziende sono stati gli affitti dei locali adibiti all’attività commerciale ma, dal Tribunale di Venezia arriva un’importantissima sentenza.

Un provvedimento destinato a segnare la storia di questo grave periodo di crisi, e che interessa una vasta platea di imprenditori e titolari di attività economiche che, dopo mesi di chiusura delle loro attività, oggi sono pronti a riaprire le loro saracinesche. (continua)

Fonte:StudioCataldi

“Consentite le visite presso gli immobili abitati: accolta la proposta della Consulta al Governo di correggere la risposta alla Faq”

La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Anama-Fimaa-Fiaip), nei giorni scorsi aveva proposto al Governo la modifica della risposta alla Faq che di fatto consentiva le visite solo agli immobili disabitati generando innumerevoli criticità nello svolgimento dell’attività delle agenzie immobiliari riaperta il 4 maggio in quanto ritenuta di necessaria utilità per la comunità.

La rettifica del Governo ha chiarito che sono consentite le visite anche agli immobili abitati ovviamente nel rispetto delle misure precauzionali e di sicurezza, oramai note, orientate a evitare rischi di contagio da Covid-19 (utilizzo di mascherina, guanti monouso e mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro).

Riteniamo che l’accoglimento da parte del Governo della proposta della Consulta di rettificare la risposta alla Faq – dichiarano il Presidente di Anama Renato Maffey e Coordinatore della Consulta, il Presidente di Fimaa Santino Taverna e il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – è da considerarsi significativa e strategica sia per una più serena operatività delle agenzie immobiliari che erogano un servizio di utilità sociale sia soprattutto per una necessaria chiarezza nei confronti dei cittadini nello scongiurare dubbi su eventuali sanzioni circa le visite “fisiche” agli immobili che rimangono di fondamentale importanza per una scelta consapevole come l’acquisto di un bene di prima necessità qual è il bene CASA”. 

Scarica la nota congiunta

Decreto rilancio: Puoi usare i crediti col fisco come moneta.

Gli sconti del 110% per ristrutturare casa sono vendibili a chiunque. E non sono conteggiati come debito.

Nelle più di 300 pagine del decreto “Rilancio” è stata inserita agli articoli 121 e 122 la cosiddetta “moneta fiscale” che gli autori di questo articolo hanno predicato negli ultimi anni, assieme ad altri. Sotto la spinta di alcuni senatori M5S e del sottosegretario alla Programmazione Economica prof. Mario Turco, è stata a sorpresa inserita nel decreto una cosa potenzialmente utile per l’economia italiana.

Facciamo un esempio di come funziona. Uno degli autori del presente articolo si è visto arrivare in casa la settimana scorsa il rappresentante di una impresa che proponeva un impianto a pannelli solari di ultima generazione per sostituire il bombolone del GPL (si parla di una casa in campagna), senza alcun costo. Come è possibile? Grazie all’art. 121 del decreto-legge.

Se l’impianto costa ad esempio 20mila euro, genera uno sconto fiscale del 110% quindi 22mila euro e questo sconto diventa un credito di imposta vendibile a chiunque, non solo all’impresa che fa i lavori. Dato che è cedibile a tutti e di importo superiore a quello del corrispettivo dovuto per il lavoro, è scontabile facilmente in banca. Per cui l’impresa che propone il lavoro può dire che non ti costerà niente perché lei lo girerà in banca (ovviamente offrendo 20mila euro ad esempio per un credito che all’Agenzia delle Entrate varrà 22mila in detrazioni). (continua)

Fonte:Libero

Speciale Ecobonus.

Lo chiamano Ecobonus ed è una delle misure più importanti contenute nel decreto Rilancio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 e relativo a “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Nei 266 articoli dettagliati in 323 pagine che mettono nero su bianco le misure messe in campo dal governo per la ripresa dell’economia dopo l’emergenza Coronavirus sono previste anche detrazioni fino al 110% delle spese sostenute tra luglio 2020 e dicembre 2021 per specifici interventi di miglioramento dell’ efficienza energetica degli edifici e di riduzione del rischio sismico, oltre che per interventi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Le agevolazioni fiscali previste dall’Ecobonus, secondo quanto spiegato dal vademecum predisposto dall’Agenzie delle entrate, possono essere richiesti dai condomìni; dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari; gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) e gli enti aventi le stesse finalità sociali; le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci”.

Di particolare interesse la norma per la quale l’Ecobonus al 110% è valido sia per le prime case che per le seconde case in condominio e sulle case unifamiliari adibite ad abitazione principale. (continua)

Fonte:Corrieredell’Umbria

Atto notorio e autocertificazione.

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La differenza tra atto notorio, dichiarazione sostitutiva di notorietà e autocertificazione. Cosa sono, come funzionano e gli esempi per scriverli.

L’atto notorio.

Sempre più spesso vengono richiesti per il compimento di determinate pratiche atti quali l’atto notorio, la dichiarazione sostitutiva di notorietà e l’autocertificazione. In molti casi, i “non addetti ai lavori” sono all’oscuro della funzione, del valore e dell’efficacia di tali documenti, che molte volte vengono anche confusi tra di loro o, addirittura, ricondotti erroneamente alla stessa cosa.

Per cominciare, l’atto notorio (detto, anche, atto di notorietà o dichiarazione giurata) è un atto pubblico con il quale una persona, alla presenza di due o più testimoni, rende una dichiarazione su uno o più fatti notoriamente conosciuti da tali persone.

Che valore ha l’atto notorio?

In quanto atto pubblico, l’atto notorio fa prova legale sulla provenienza dal dichiarante e su quanto fatto o dichiarato davanti al funzionario pubblico o al privato esercente una pubblica funzione (si pensi ad esempio al notaio) che lo riceve. Non fa, invece, prova legale circa i contenuti delle dichiarazioni rese. (continua)

Fonte:StudioCataldi

“Fase 2”, ecco le attività dal 25 maggio.

uomini e donne con mascherine per protezione coronavirus

In prima linea ci sono le piscine, le palestre ed i centri sportivi riaperti dal 25 maggio. Ma non solo. La riapertura più attesa è quella di palestre, piscine e centri sportivi. A riaprire saranno anche i luna park, le autoscuole ed i tirocini di presenza.

Ma ci sono novità anche per i noleggi delle auto, per i centri sociali, per i bambini, per le spiagge. Nel frattempo è stata la Conferenza delle Regioni ad integrare le linee guida per le attività economiche e produttive aggiungendo i nuovi settori. Si ricorda che, oltre al distanziamento sociale di minimo un metro e l’utilizzo di mascherine, sono tassativi i cartelli davanti alle strutture, l’igiene delle mani preferita all’utilizzo dei guanti monouso per scongiurare i rischi derivanti da un errato impiego, il controllo della temperatura e in molti casi vetri parafiato alle casse e ai front office.

Per la riapertura di palestre, centri sportivi e piscine predisposti controlli: potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C. Nelle sale attrezzi e negli spogliatoi distanziamento di sicurezza: servirà inoltre «organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro» e regolamentarne l’accesso in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Consentire l’accesso su appuntamento. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Ecobonus 110% come funziona.

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica: Come noto, La possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Quali lavori . Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. (continua)

Fonte:LaNazione

Decreto rilancio, slitta ancora il testo finale Bonus 110% alle seconde case in condominio.

Lavori in corso per il decreto rilancio, approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso ma fino a ieri sera non pubblicato in Gazzetta ufficiale. Nonostante le indicazioni arrivate dalla maggioranza, il via libera finale potrebbe arrivare solo nella serata di oggi.

A quel punto partirà la corsa a mettere a punto provvedimenti attuativi e circolari, necessari per rendere operative molte delle novità: una parte delle quali ha l’obiettivo di accelerare procedure rimaste almeno inizialmente bloccate con il precedente decreto “Cura Italia”.

IN ATTESA DEL BOLLINO. Nel testo che ancora non aveva avuto il “bollino” della Ragioneria generale dello Stato alcuni nodi erano stati sciolti, altri risultavano ancora in sospeso. Un capitolo da mettere a punto è quello del cosiddetto “tax credit” per incentivare le vacanze in Italia, che comunque dovrebbe essere confermato pur se con qualche aggiustamento.

Tra le questioni risolte c’è invece quella relativa al campo di applicazione del superbonus del 110 per cento, per lavori di riqualificazione energetica e prevenzione anti-sismica. Uno strumento che come precisato dal ministro Gualtieri vale 14 miliardi in cinque anni.

Nella prima stesura erano escluse dalla nuova e ulteriore agevolazione tutte le unità immobiliari diverse da quella principale ( ovvero quella in cui il proprietario ha la residenza o la dimora abituale); restava inoltre una certa ambiguità sulla possibilità dei proprietari di seconde case all’interno di un immobile più grande di partecipare a lavori condominiali, sfruttando la detrazione  (continua

Fonte:IlMessaggero

Decreto rilancio: tutte le misure per imprese e autonomi.

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Famiglie, lavoratori e imprese. Sono questi i principali interlocutori a cui si rivolge il D.L. Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo 2020. Un provvedimento “omnibus” con stanziamenti per 55 miliardi di euro, pari a due manovre di bilancio. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa ha parlato di “misure di rilancio e sostegno alle imprese per dare impulso alla crescita, accompagnare l’economia verso una pronta ripartenza”.
Diversi gli interventi concreti e immediati di sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita Iva, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria. Il premier ha menzionato, tra gli altri, aiuti a fondo perduto, riduzione delle tasse, sconti fiscali, sgravi per affitti e bollette elettriche ancora più leggere. (leggi l’articolo)
Fonte:StudioCataldi

Affitti Estivi, Agenzie Immobiliari: arrivano le Linee Guida per “l’Accoglienza Sicura”

Affitti sicuri anche quest’estate nelle case in locazione ai turisti. La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Anama-Fimaa-Fiaip)nell’ottica di fornire un contributo fattivo e propositivo, ha presentato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e al Ministero dello Sviluppo Economico delle ”Linee Guida per l’Accoglienza Sicura” contenente le misure precauzionali per contrastare la diffusione del Covid 19 nella gestione delle locazioni turistiche  da parte delle agenzie immobiliari, nel pieno rispetto della tutela della salute pubblica.

Le tre organizzazioni sindacali di categoria (Anama–Fimaa–Fiaip) sottolineano come, l’adozione di particolari accorgimenti contenuti nelle Linee Guida, all’attenzione del MIBACT e del MISE, sia fondamentale per consentire una ripartenza della stagione estiva in totale sicurezza per chi svolge l’attività di agente immobiliare e per i turisti che vorranno prendere in locazione una casa-vacanza nel territorio nazionale.

“Le Linee Guida  – dichiarano il Presidente di Anama Renato Maffey e Coordinatore della Consulta, il Presidente Nazionale Fimaa Santino Taverna e il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – vogliono essere un valido supporto pratico al documento di valutazione dei rischi (decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche e integrazioni), prevedendo una serie di accorgimenti da adottare al fine di limitare al massimo il rischio di contagio da Covid-19 all’interno degli immobili gestiti dalle Agenzie Immobiliari a tutela e salvaguardia della salute degli operatori, dei turisti e della comunità in generale”.

Il documento si riferisce, in particolare, agli accorgimenti da adottare per la locazione ai turisti di immobili intermediati e/o gestiti da Agenzie Immobiliari che comprendono le operazioni di check-in e check-out, la gestione di eventuali manutenzioni durante il periodo di soggiorno e l’organizzazione della pulizia da farsi prima e dopo la locazione oltre alla gestione di eventuale comparsa di febbre o manifestazione di sintomi da infezione respiratoria da parte del turista.

“Auspichiamo che queste Linee Guida possano essere condivise oltre che dai Ministeri competenti anche e soprattutto dalle Regioni e dalle Amministrazioni Locali in quanto è prioritario far ripartire da subito in totale sicurezza le locazioni estive contribuendo fattivamente a rilanciare il settore turistico da sempre di strategica rilevanza per l’economia nazionale”.

 

Decreto rilancio: tutte le misure.

sveglia che segna tempo di rilancio

Si tratta di un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’atteso provvedimento sarebbe dovuto essere approvato ad aprile ma è slittato ed è arrivato a maggio fortemente ampliato.

Il decreto dovrà dare sostegno alle imprese, alle famiglie, alla scuola, all’università, alla ricerca, al mondo della disabilità, al sistema sanitario, alle forze dell’ordine, al mondo dello sport, al turismo, al settore edilizio. Si tratta di “Un testo complesso” ha chiarito Conte, “ci sono oltre 250 articoli ma tenete conto che parliamo di 55 miliardi pari a due manovre, due leggi di bilancio“.

Le misure per le imprese.

Il decreto introduce diverse misure “concrete e immediate” di sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita IVA, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria.

Contributo a fondo perduto.

Confermato il contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro.
Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, mentre per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Niente Imu per alberghi e stabilimenti balneari.

Taglio Irap, platea più larga.Tassa sulle attività produttive, salta la rata di giugno fino a 250 milioni di fatturato. Accordo sull’Ecobonus, detrazione del 110% se nella scala di efficienza si sale di 2 gradini.

Scritto, riscritto, corretto. Poi più volte emendato dalla Ragioneria generale dello Stato per la mancanza di coperture. Come per la Cassa integrazione. Con il ministero del Lavor