Campagna associativa Fimaa 2017

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Il mercato delle case torna in segno positivo

Si prevede per fine anno una crescita del 6%. Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2016. Continua »

 

Auto prestata: chi paga la multa?

Ricorda la Cassazione che il proprietario del veicolo è obbligato a conoscere l’identità del soggetto a cui affida la conduzione dell’auto e a comunicarne i dati, altrimenti è legittima la contestazione della violazione ex art. 126-bis del codice della strada.

 vigile che mostra cartellino rosso

Il proprietario di un’auto è sempre tenuto a conoscere l’identità del soggetto a cui affida la conduzione del proprio veicolo e a comunicarne i dati all’autorità amministrativa che gliene faccia richiesta, giacché responsabile della circolazione del veicolo stesso nei confronti della P.A. e dei terzi, per cui, in caso di inosservanza del suddetto dovere, la contestazione della violazione di cui all’art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, è legittima. E’ quanto ha affermato la Cassazione, nella sentenza n. 29593/2017.

Cosa prevede l’art. 126-bis del codice della strada.

L’art. 126 bis del codice della strada, che disciplina la patente a punti, prevede, al comma 2 che: “il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido. ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione”.

Tari 2017: chi deve pagarla?

Cos’è la Tari e quali sono i soggetti obbligati a pagarla?

Cos’è la Tari.

La T.A.R.I. è la tassa sui rifiuti che dal primo gennaio 2014 ha sostituito la T.A.R.E.S.

Chi sono i soggetti obbligati a pagare la Tari.

  • il proprietario
  • il possessore
  • l’occupante
  • il detentore a qualsiasi titolo

di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani o simili. Se il soggetto obbligato è proprietario, possessore, occupante o detentore di un immobile che insiste sulla superficie di due comuni, egli sarà gravato dall’obbligazione tributaria, da calcolarsi sull’intero immobile al comune su cui insiste la superficie quantitativamente prevalente.

  • occupante o detentore temporaneo di locali e/o aree scoperte pubbliche, di uso pubblico, o gravate da servitù di pubblico passaggio (art. 13 del Regolamento per la disciplina della Tassa sui rifiuti)
  • il possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie utilizzati in via temporanea per periodi non superiori a sei mesi nel corso dello stesso anno solare.

IL MATTONE RIPARTE DOPO LA CRISI.

Si vendono più case grazie alle coppie giovani, ma i prezzi sono stabili.

Prezzi stabili e compravendite in crescita nel mercato immobiliare di Ravenna e provincia. Sono le giovani coppie in cerca della prima casa ad aiutare gli scambi riassunti in un più 9,7% per le compravendite mentre rimangono fermi gli acquisti per investimento.

Questi i dati salienti del Rapporto 2017 sul mercato immobiliare a Ravenna e provincia promosso dal sindacato provinciale Fimaa e da Confcommercio e presentato ieri alla sala Cavalcoli della Camera di commercio. Il mercato Il mercato nazionale della compravendita di abitazioni è in ripresa ed è prevista una crescita del 6,1%, visibilmente sotto rispetto al risultato ravennate che registra 2.200 unità vendute o comprate.

Un cambio di segno garantito da un più agevole accesso al credito rispetto al passato e in parte anche alla trasformazioni sociali, le separazioni in famiglia aumentano e cresce la domanda di immobili da parte di persone sole. ( Leggi l’articolo )

Fonte: Corriere Romagna

 

 

 

 

L’usucapione della servitù apparente di passaggio.

L’usucapione della servitù apparente di passaggio

L’usucapione.

L’usucapione permette di acquistare un diritto se sussistono alcune condizioni (costitutive dell’usucapione), come, ad esempio, il possesso del bene e/o l’esercizio del diritto per un periodo di 20 anni. In mancanza di questi requisiti costituivi dell’usucapione, il meccanismo dell’usucapione non si attiva, diversa è l’ipotesi in cui sussistono i requisiti dell’usucapione, ma si vuole interrompere il meccanismo dell’usucapione.

L’usucapione è applicabile a quasi tutti i diritti reali (salvo la difficoltà di distinguere tra i diversi tipi di possesso), questo non esclude che il legislatore preveda delle norme speciali per l’usucapione di particolari diritti, come, ad esempio, le servitù.

Eternit: gli aspetti legali da conoscere.

Che cosa è l’Eternit.

L’Eternit è un marchio di fibrocemento che non viene più commercializzato dal 1994. Venne brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, il quale soprannominò il materiale Eternit ispirandosi alla parola latina aeternitas che significa “eternità”, ad indicare l’elevata resistenza del materiale.

Utilizzo e pericolosità.

A partire dagli anni Trenta l’Eternit è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia. Nei primi anni Sessanta in tutto il mondo iniziò ad emergere la consapevolezza riguardo la pericolosità della polvere di amianto, originata dall’usura dei tetti. Oggi è comprovato come questo materiale sia in grado di causare il mesotelioma pleurico, una forma molto grave e aggressiva di tumore, ma anche l’asbestosi, una malattia polmonare. Dal 1992 in Italia è stata vietata l’esportazione, l’importazione, l’estrazione, la produzione e la commercializzazione di Eternit.

Dove si trova l’amianto.

Purtroppo l’amianto si trova in moltissime costruzioni, in particolare in quelle realizzate prima degli anni Novanta, dove l’Eternit è stato usato per realizzare rivestimenti, coperture e controsoffitti. Ciò significa che questo materiale può essere presente ad esempio nelle tegole, nei serbatoi, nelle tettoie e persino nei pavimenti. Poiché l’Eternit è stato dichiarato fuori legge, chi è proprietario di un immobile in cui è presente ha l’obbligo giuridico di allertare le autorità competenti e procedere al suo smaltimento.

Eternit: l’obbligo di denuncia e cosa deve fare il proprietario dell’immobile in cui c’è l’amianto.

I proprietari o custodi (ad esempio l’amministratore di condominio oppure il dirigente scolastico) dell’immobile in cui è presente l’Eternit sono obbligati a denunciare immediatamente il fatto all’Asl. Presso l’Azienda Sanitaria Locale infatti è stato istituito un registro in cui viene segnalata la localizzazione dell’amianto. In seguito l’Asl di competenza effettuerà un sopralluogo e darà il via ad un programma di controllo e manutenzione coordinato da un responsabile che ha lo scopo di prevenire i rischi per la salute e favorire lo smaltimento.

Questo funzionario avrà il compito di certificare il punto in cui si trova l’amianto, di informare gli inquilini dello stabile della sua presenza e di predisporre tutte le misure di sicurezza necessarie. In seguito redigerà un documento di “valutazione del rischio”. Se l’amianto è in buone condizioni non vi è l’obbligo di rimozione, ma il proprietario (o custode) dell’immobile è tenuto al controllo e alla manutenzione. Se l’Eternit non è in buone condizioni sarà necessaria la dimissione e la bonifica.

Eternit: cosa fare se l’amianto si trova nel condominio

Se l’amianto si trova in un condominio la legge prevede che l’amministratore rispetti alcuni adempimenti precisi. Prima di tutto dovrà effettuare una mappatura degli elementi in Eternit presenti nelle zone comuni avvalendosi della consulenza di un tecnico abilitato che lo aiuterà anche nella compilazione di alcune schede apposite.

Trattandosi di un obbligo di legge, per ottemperare ad esso non è necessaria nessuna approvazione da parte dell’assemblea condominiale. Nonostante ciò l’amministratore è tenuto ad informare i condomini riguardo la presenza di amianto. Nel caso siano presenti manufatti in Eternit friabili e pericolosi per la salute, l’amministratore dovrà denunciare immediatamente la situazione all’Asl competente pena una sanzione amministrativa pecuniaria dai 2582 a 5164 euro. Le spese riguardanti bonifica, rimozione e smaltimento dell’amianto saranno ripartite fra i condomini dello stabile in base alle tabelle millesimali.

Eternit: cosa fare se il vicino ha una copertura in amianto.

Le tettoie in Eternit sono potenzialmente pericolose per la salute, soprattutto perché, essendo esposte all’azione di agenti naturali, possono erodersi più facilmente e provocare malattia croniche e tumori alle persone che abitano nell’ambiente circostante. Cosa fare se ci accorgiamo che il vicino ha una copertura in amianto? Da anni vige l’obbligo di censimento per tutti gli edifici che presentano lastre in Eternit, ciò significa che i proprietari degli immobili in cui è presente l’amianto sono tenuti a denunciare questo fatto.

Se il proprio vicino presenta una copertura in Eternit è possibile segnalarlo rivolgendosi all’Asl oppure ai Vigili urbani o al Nucleo ecologico e tutela ambientale dei Carabinieri. Una volta ricevuta la segnalazione gli enti pubblici provvederanno a contattare l’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) che penserà ad effettuare i relativi sopralluoghi e test per valutare la presenza di amianto e decidere come intervenire.

Eternit: se l’acquirente scopre la presenza di amianto il compromesso è valido?

Con sentenza n. 15742 23/06/2017 la Cassazione civile, sez. II ha stabilito che se l’acquirente di un immobile si accorge della presenza di amianto dopo il compromesso, quest’ultimo risulta comunque valido. Dopo aver stipulato un contratto preliminare di compravendita, il compratore ha scoperto che la copertura era realizzata in Eternit. Per questo motivo ha richiesto la risoluzione del contratto.

I giudici però hanno dato ragione al venditore affermando che questo non è possibile se l’immobile è comunque abitabile e privo di un pericolo effettivo. La legge n 257/92 infatti vieta la vendita e l’utilizzo dell’Eternit, ma non prevede la sua rimozione nelle costruzioni già presenti al momento dell’entrata in vigore della norma. La Cassazione ha però sottolineato la possibilità di richiedere una riduzione del prezzo di vendita in base anche alla specifica pericolosità dell’Eternit presente. In questo caso è necessario richiedere l’intervento dell’Arpa.

Fonte: Studio Cataldi

Mutuo prima casa: come si ottiene, chi ne ha diritto e quali sono le agevolazioni.

Cos’è il mutuo prima casa.

Il mutuo prima casa è una particolare categoria di mutuo, in particolare una forma di prestito ipotecario che viene richiesta da coloro i quali non sono ancora proprietari di un immobile per ottenere la liquidità necessaria per acquistarlo. Si tratta dunque di un contratto in cui una parte, denominata mutuante, consegna ad un’altra parte, denominata mutuatario, una somma che è vincolata all’acquisto di un’unità immobiliare o alla sua realizzazione. Al momento della stipula del contratto viene normalmente costituita un’ipoteca sull’immobile, quale forma di garanzia.

Si ricorda, in via generale, che ai sensi dell’art. 1813 c.c. “il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità“. Nel contratto di mutuo, dunque, una parte si impegna a concedere all’altra una quantità di denaro fissandone, per la restituzione, i modi e i tempi; tale somma è poi maggiorata degli interessi, che rappresentano il vantaggio economico che il mutuante ricava dal concludere il contratto.

Come si ottiene il mutuo prima casa.

Chi vuole ottenere un mutuo prima casa normalmente si rivolge a una banca o a un istituto di credito per verificare le condizioni offerte ed eventualmente stipulare il contratto.

Cassazione: servitù pubblica possibile su strada privata.

terreno al confine proprieta

Anche una strada privata può essere assoggettata a servitù pubblica e a precisarlo è stata, recentemente, la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 28632/2017 , ha chiarito che a tal fine è tuttavia indispensabile o che vi sia una convenzione tra il privato e l’ente pubblico o che sia maturata l’usucapione.

Usucapione di una servitù pubblica.

Nella medesima pronuncia i giudici hanno quindi individuato i requisiti necessari affinché si costituisca per usucapione una servitù pubblica di passaggio su una strada privata.

In particolare, a tal fine è indispensabile il concorso delle seguenti condizioni:

  • il passaggio è stato sottoposto alluso generalizzato di una collettività di individui uti cives e non uti singuli e, quindi, non per un interesse personale esclusivo ad un accesso più agevole a un determinato immmobile ma per un interesse generale,
  • il bene è idoneo a soddisfare il pubblico interesse perseguito con l’esercizio della servitù,
  • l’uso si è protratto per il tempo necessario all’usucapione.