Campagna associativa Fimaa 2017

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Il mercato delle case torna in segno positivo

Si prevede per fine anno una crescita del 6%. Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2016. Continua »

 

Se il notaio non «consiglia» la clausole da inserire nel contratto preliminare di compravendita, paga i danni.

Sul notaio incaricato della stipula di un contratto di trasferimento immobiliare grava l’obbligo di procedere allo svolgimento delle attività accessorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti (Cass. civ., sez. III, 18 maggio 2017, n. 12482).

La trascrizione del contratto preliminare. La controversia sottoposta all’esame di legittimità origina dalla trascrizione di un preliminare di compravendita immobiliare: al riguardo, si rammenta che l’art.2645 bis c.c. estende la pubblicità nei registri immobiliari anche ai contratti preliminari, prevedendo che sono soggetti a trascrizione, se risultano da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente, «i contratti preliminari aventi a oggetto la conclusione di taluno dei contratti di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4) dell’articolo 2643» (comma 1), ossia

  • i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili
  • i contratti che costituiscono, trasferiscono o modificano il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, i diritti del concedente e dell’enfiteuta
  • i contratti che costituiscono la comunione dei diritti menzionati nei numeri precedenti
  • i contratti che costituiscono o modificano servitù prediali, il diritto di uso sopra beni immobili, il diritto di abitazione.

Addio agli studi di settore già da quest’anno.

uomo debitore protetto da un ombrello

 

La commissione bilancio alla Camera ha approvato un emendamento al decreto legge di correzione dei conti pubblici che anticipa a quest’anno l’uscita di scena degli studi di settore, prevista per il 2018, con il conseguente avvento già dal 2017 degli Indici sistematici di affidabilità, destinati a sostituirli.

Provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

Stando così le cose e anticipato l’addio agli studi di settore, si rende necessario e urgente un tempestivo e opportuno provvedimento dell’Agenzia delle entrate: la sua emanazione è stata calendarizzata come da fare entro il termine di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della manovrina.

Niente imposte sugli immobili incompleti.

Nessuna imposta comunale sugli immobili grava sul fabbricato in corso di costruzione, neppure laddove esso sia stato accatastato nella categoria fittizia. La nuova costruzione, infatti, è soggetta a tassazione solo a partire dall’ultimazione dei lavori o dalla data in cui è utilizzato.
 
Lo ha disposto la Corte di Cassazione, quinta sezione civile, nella sentenza n. 11694/2017 pronunciandosi sul ricorso del Comune contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Puglia.

Addio al certificato di agibilità.

Grazie all’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome, ANCI e l’UPI si è raggiunta una tappa fondamentale relativamente all’attuazione dei decreti legislativi sulla Scia unica e sulla ricognizione dei procedimenti amministrativi.
La semplificazione tramite l’introduzione di una sola modulistica “standard” valida per l’intero territorio nazionale riguarderà Scia, Cila ed anche l’agibilità. Per le Regioni c’è tempo fino al prossimo 20 giugno per decidere se mantenere la modulistica oppure apportarvi modifiche, ma, in ogni caso, l’adeguamento dovrà avvenire entro il prossimo 30 giugno.

Tempi duri per le case-vacanze. Arriva l’imposta di soggiorno.

Un’equiparazione delle unità immobiliari date in locazione per meno di trenta giorni alle strutture turistico-ricettive, con la conseguenza di applicare alle prime l’imposta di soggiorno prevista per le seconde.

La manovra correttiva (c.d. manovrina) dei conti pubblici per il 2017 (D.L. 50/2017 in Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017), ha introdotto un regime di cedolare anche per le locazioni brevi.

In particolare, l’art. 4 del citato decreto ha introdotto nuovi adempimenti per le locazioni brevi, più precisamente per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online.

Addio al certificato di agibilità.

Grazie all’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome, ANCI e l’UPI si è raggiunta una tappa fondamentale relativamente all’attuazione dei decreti legislativi sulla Scia unica e sulla ricognizione dei procedimenti amministrativi .
La semplificazione tramite l’introduzione di una sola modulistica “standard” valida per l’intero territorio nazionale riguarderà Scia, Cila ed anche l’agibilità. Per le Regioni c’è tempo fino al prossimo 20 giugno per decidere se mantenere la modulistica oppure apportarvi modifiche, ma, in ogni caso, l’adeguamento dovrà avvenire entro il prossimo 30 giugno.

Il recesso dal contratto.

Definizione di recesso

Il recesso è l’atto con il quale una delle parti può sciogliersi unilateralmente dal vincolo contrattuale, in deroga al principio sancito dall’art. 1372 c.c. secondo il quale il contratto può essere sciolto solo per mutuo consenso o per le altre cause ammesse dalla legge.

Disciplina normativa e tipologie di recesso.

La disciplina generale del recesso è prevista dall’art. 1373 c.c., ma esistono anche diverse previsioni legislative che concedono tale diritto ad una o ad entrambi i contraenti, limitandolo o configurandolo in maniera più ampia (ad esempio il recesso nella disciplina del codice del consumo oppure le ipotesi previste con riferimento ai singoli contratti di vendita, di somministrazione, di appalto, ecc.).

Il recesso unilaterale dal contratto ex art. 1373 c.c., lungi dal costituire una facoltà normale per i contraenti, presuppone “che essa sia specificamente attribuita per legge o per clausola contrattuale (Cass. n. 987/1990).