Campagna associativa Fimaa 2019

Campagna associativa Fimaa 2019

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2020. Continua »

Convegno FIMAA antiriciclaggio

Convegno FIMAA antiriciclaggio

Le nuove regole sulla tematica del antiriciclaggio Continua »

 

Internet e pc, in arrivo il bonus da 500 euro.

parola bonus tra i coriandoli

Il bonus spetta alle famiglie a basso reddito e sarà diviso in due parti per Isee sotto i 20mila euro.

Voucher 500 euro Internet e pc.

Saranno presto a disposizione i voucher internet e pc del valore di 500 euro per l’acquisto di abbonamenti internet e per i computer in comodato d’uso.

Ad annunciarlo è stata Paola Pisano, ministro dell’Innovazione. Il bonus da 500 euro spetta alle famiglie a basso reddito e sarà diviso in due parti per Isee sotto i 20mila euro. Dall’incentivo non saranno esclusi gli acquisti diretti di device ma soltanto per piani di connettività e comodato d’uso.

Le risorse stanziate corrispondono a 350 milioni di euro e valgono per chi ha un Isee tra i 20 e i 50mila euro. Per le imprese ci sono altri 600 milioni, sempre per una connessione internet veloce. L’importo del voucher può andare da 500 a 2mila euro in caso di connessione in fibra. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Così il bonus edilizio rischia il flop.

Alle incertezze normative si somma la burocrazia: per ottenere il beneficio servono 40 documenti.

Sembra partire col piede sbagliato, il «Superbonus 110%». Una sfilza di documenti da produrre, norme poco chiare e in certi casi mancanti. Per non parlare dei professionisti ancora sul piede di guerra non sentendosi tutelati dalla mancanza di provvedimenti.

Ad aggravare lo scenario, le norme anti-Covid, anche in questo caso, per lo più inesistenti, e che già iniziano ad inceppare la macchina. Ma andiamo con ordine. E partiamo dal cuore del problema: i condomini.

Sì, proprio i condomini, unico soggetto che può dare il via libera alla richiesta delle misure introdotte dal governo con il decreto Rilancio. E così, molti professionisti appartenenti alla categoria degli Amministratori di Immobili hanno deciso di scrivere a Conte per segnalare ed evidenziare forte preoccupazione e disappunto «in merito all’assoluta mancanza di considerazione normativa, riscontrata nei confronti della categoria professionale e dell’intero mondo condominiale, in occasione dell’emergenza Covid-19 a tutt’oggi in essere». In pratica, «nessun provvedimento scrivono i professionisti è stato assunto in merito alla convocazione delle assemblee condominiali in modalità on line, né protocolli sono stati dettati in materia, lasciando a carico degli Amministratori di Condominio il rischio e la relativa responsabilità, anche penale, che le adunanze assembleari diventino luogo ed occasione di contagio». (continua)

Fonte:IlTempo

Superbonus. Con il comodato viene superato il tetto dei due immobili agevolati.

Superbonus, il comodato depotenzia il tetto di due unità.

AGEVOLAZIONI. Una risposta delle Entrate analizza il vincolo di applicazione del 110%. Sconto per il detentore anche se il proprietario ha consumato il suo plafond.

La limitazione a un «numero massimo di due unità immobiliari», prevista per le persone fisiche che desiderano beneficiare del superbonus del 110% può essere indirettamente superata, coinvolgendo nel sostenimento delle spese relative agli interventi agevolati gli altri possessori o detentori delle unità immobiliari.

E questa detenzione può manifestarsi, semplicemente, anche tramite la stipula e la registrazione di un contratto di comodato prima dell’inizio dei lavori. La conferma di questa indicazione è contenuta in una risposta alle Faq pubblicata dall’agenzia delle Entrate sul proprio sito, secondo la quale «una persona fisica che detiene l’unità immobiliare in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può fruire» del superbonus al 110%, «nel rispetto di ogni altro requisito richiesto dalle norme agevolative», a «prescindere dal fatto che il proprietario dell’immobile abbia o meno fruito» del superbonus per «interventi effettuate su altre due unità immobiliari». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Esenzione IMU a coniugi lontani.

A differenza dell’Ici, la normativa Imu riconosce l’esenzione per la prima casa a entrambi i coniugi che vivono in comuni diversi.

Il legislatore ha ritenuto di non penalizzare i coniugi che vivono distanti uno dall’altro per motivi di lavoro. Ciascuno può fruire dell’esenzione Imu per la propria abitazione principale, tranne nei casi in cui gli immobili siano ubicati nello stesso comune.

In quest’ultima situazione l’agevolazione è esclusa perché si presume che vi sia un intento elusivo. Lo ha stabilito la commissione tributaria provinciale di Lecce, seconda sezione, con la sentenza 945 del 15 luglio 2020.

Per i giudici salentini, «ormai è diffusissima la situazione di coppie di coniugi che vivono in città diverse per motivi di lavoro, pur non essendo separati né giudizialmente e neppure di fatto».

Il legislatore del 2011 si è evidentemente fatto carico di questa nuova situazione e, innovando rispetto alla disciplina dettata in tema di Ici vent’anni prima, ha preso atto delle modifiche sociali nel frattempo consolidatesi e ha ritenuto di non penalizzare i coniugi che vivono distanti l’uno dall’altro, consentendo loro di usufruire dell’esenzione dall’Imu, ciascuno per la propria abitazione principale. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Immobili: ecco il certificato che garantisce l’assenza di abusi.

Il decreto semplificazioni introduce il certificato di stato legittimo che attesta con valore pubblicistico la conformità dell’immobile e l’assenza di abusi.

Dl semplificazioni: stato legittimo degli immobili.

Il dl semplificazioni n. 76/2020, nella versione definitiva approvata, all’art. 10 sancisce due importanti modifiche dell’art. 9 bis del Testo Unico dell’Edilizia D.P.R n. 380/2001. Il primo è il cambiamento della rubrica dell’articolo, che in virtù del dl semplificazioni diventa Documentazione amministrativa e stato legittimo degli immobili.”

l secondo consiste nell’aggiunta all’art 9 bis, dopo il comma 1 del nuovo comma 1 bis, il quale prevede che: “Lo stato legittimo dell’immobile o dell’unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ne ha previsto la costruzione o che ne ha legittimato la stessa e da quello che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.

Per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d’archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza, e dal titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio che ha interessato l’intero immobile o unità immobiliare, integrati con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali. Le disposizioni di cui al secondo periodo si applicano altresì nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non sia disponibile copia

Fonte: StudioCataldi

Immobili da rivendere o in locazione: così l’impresa recupera l’ecobonus.

La marcia indietro delle Entrate sulla legittimità della detrazione da ecobonus per gli immobili locati e gli “immobili merce” posseduti dalle imprese (risoluzione 34/ E/2020) non ha effetti solo sui contenziosi in corso ma anche sulla possibilità, per chi non ha sfruttato il bonus temendo di incorrere in un accertamento, di riappropriarsi di quanto a suo tempo rinunciato.

Vediamo i vari passaggi. Le imprese in contenzioso. Le imprese che, negli anni passati, hanno “disubbidito” (anticipando le sentenze di Cassazione del 2019) alle risoluzioni 303/E/2008 e 340/ E/2008, e hanno fruito dell’ecobonus anche su immobili costruiti per la rivendita oppure concessi in locazione, sono probabilmente in contenzioso con l’amministrazione finanziaria, dopo aver subito un recupero d’imposta.

In questi casi occorre vigilare che gli uffici adempiano all’abbandono della pretesa (indebita) come richiesto dalla risoluzione 34/E/2020, e si pone il tema del recupero delle spese di lite (articolo 44, Dlgs 546/1992). Chi, invece, non è stato accertato non ha più nulla da temere, mentre chi ha pagato in via definitiva (prima o durante il contenzioso) ha purtroppo subito un danno non più recuperabile. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

La cedolare secca negli affitti.

La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo introdotto dal d.lgs. 23/2011 e alternativo al regime ordinario per la tassazione del reddito fondiario.

Che cos’è la cedolare secca.

La cedolare secca è un’imposta ad aliquota fissa cui il locatore può volontariamente decidere di assoggettare il canone percepito per l’affitto di immobili a uso abitativo in sostituzione dell’imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione e sulle sue eventuali proroghe o risoluzione. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso aventi ad oggetto la cedolare secca si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

Quando è possibile scegliere la cedolare secca.

La scelta della cedolare secca deve essere effettuata in fase di registrazione del contratto oppure, per i contratti pluriennali, anche successivamente e va comunicata sia all’Agenzia delle Entrate che al conduttore. L’esercizio dell’opzione per il regime agevolato operata con la registrazione consente l’esenzione delle imposte di registro e di bollo, mentre quella effettuata negli anni successivi non dà diritto al loro rimborso. L’imposta di registro deve comunque essere versata in caso di cessione del contratto di locazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il superbonus del 110% utilizzabile anche dai non residenti.

Il superbonus del 110% attira anche i non residenti. Se proprietari di immobili in Italia, il possesso della sola rendita catastale, astrattamente assoggettabile all’Irpef, li abilita alla detrazione fiscale prevista nel decreto Rilancio.

La sola detenzione dell’immobile o il possesso dello stesso in virtù di un contratto di locazione, in assenza di altri redditi imponibili in Italia, non è invece sufficienti per poter ottenere la super agevolazione fiscale sui lavori effettuati o da effettuare.

La questione è di assoluto rilievo grazie al fatto che i non residenti potrebbero effettuare i lavori edilizi agevolati al 110% non tanto per l’utilizzo diretto della detrazione, che potrebbe non risultare possibile a causa dei modesti redditi imponibili in Italia, ma piuttosto per sfruttare l’opzione per la cessione del superbonus o per lo sconto in fattura. La rilevanza di questo tema è dovuta anche all’elevato numero elevato di immobili presenti sul nostro territorio, specie nelle più belle località turistiche, di proprietà di soggetti non residenti. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Tax credit affitti anche con immobili non C/1.

Il canone agevolato si calcola in proporzione alla rendita dei fabbricati agevolati.

Spetta il bonus botteghe del decreto Cura Italia (DI 18/2020) in presenza di contratti riguardanti indistintamente immobili di differenti categorie catastali. In tal caso, la quantificazione del canone agevolato si effettua in proporzione alla rendita catastali dei fabbricati C/1.

Il chiarimento giunge dalla risposta a interpello 321/2020 diffusa dall’agenzia delle Entrate. La stessa modalità di suddivisione potrà applicarsi per il tax credit affitti del decreto rilancio quando la locazione riguarda anche immobili non utilizzati per l’attività di impresa.

Il bonus previsto dall’articolo 65 del D118/2020 per i canoni di locazione del mese di marzo dei negozi di categoria C/1 continua a formare oggetto di interpelli dei contribuenti. La risposta 321 dell’8 settembre 2020 esamina il caso di un contratto avente a oggetto diversi fabbricati, di cui solo due rientranti nella categoria catastale rilevante per il contributo.

Il canone di locazione è stabilito in un importo indistinto per tutti i diversi immobili, sicché le domande poste dal contribuente alle Entrate sono due: se spetti il bonus botteghe e, in caso affermativo, come quantificare l’ammontare su cui applicare la percentuale del credito di imposta. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Bonus prima casa fino al 2021.

Per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020 sospesi i termini per effettuare gli adempimenti previsti per il mantenimento del beneficio prima casa.

Bonus prima casa, cosa cambia?

Sulla prima casa l’agevolazione del credito si allunga fino al 2021. A chiarire la situazione è l’Agenzia delle entrate con la risposta n.310 del 4/9/2020 ad un’istanza di interpello. Rimane sospeso il periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 come periodo di computo dei 12 mesi entro cui riacquistare la prima casa per non perdere l’agevolazione fiscale. I termini riprenderanno a conteggiarsi dal 1° gennaio 2021.

Agevolazione fiscale prima casa e decreto Liquidità.

L’Agenzia chiarisce che «il contribuente incorre nella decadenza dalle predette agevolazioni fiscali in relazione al nuovo acquisto, se non vende entro l’anno l’abitazione agevolata pre-posseduta, con applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché di una sanzione pari al 30 per cento delle stesse imposte e degli interessi – tuttavia – successivamente alla presentazione della presente istanza, è stato emanato il decreto-legge dell’8 aprile 2020, n. 23 (Decreto liquidità, “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”)» che, all’art. 24 ha disciplinato la sospensione dei termini dell’agevolazione “prima casa”. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Sismabonus: come ottenere la detrazione.

Molte zone d’Italia si trovano in aree a elevato rischio sismico. Ne consegue che, in caso di terremoti, le abitazioni di questi territori potrebbero subire danneggiamenti.

Chi desidera mettere in sicurezza la propria casa può contare su un alleato prezioso: il Sismabonus, una detrazione fiscale che è stata elevata al 110% con il recente decreto Rilancio. Il provvedimento consente infatti di effettuare interventi antisismici fino a un limite massimo di spesa di 96mila euro.

La detrazione può essere richiesta dai proprietari di abitazioni collocate nelle zone sismiche 1, 2 e 3, quelle a maggiore rischio di terremoti. Lo sconto vale nel periodo I luglio 2020 – 31 dicembre 2021, Si possono effettuare lavori edili per mettere in sicurezza strutture ubicate in zone ad alto rischio sia per le abitazioni unifamiliari che per le strutture condominiali. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Prima casa, l’agevolazione è congelabile.

Se il contribuente compra una prima casa con la relativa agevolazione, avendo già la proprietà di altra abitazione acquistata in passato con la medesima agevolazione, c’è tempo un anno dopo il nuovo acquisto per vendere la casa comprata in precedenza: se però questo termine annuale cade tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, esso beneficia della «sospensione-Covid», di cui all’articolo 24 dl 23/2020.

Questo significa che il periodo maturato prima del giorno in cui si verifica la sospensione deve sommarsi al periodo che inizia il suo decorso dal i1 gennaio 2021. Lo ribadisce l’agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 310 del 4 settembre 2020, riferita a un nuovo acquisto effettuato il 29 aprile 2019, il quale quindi, se non fosse intervenuta la normativa che ha disposto la sospensione, avrebbe costretto il contribuente in questione secondo l’agenzia a vendere l’abitazione acquistata in precedenza entro il 29 aprile 2020 (per la verità, la scadenza per la vendita «entro un anno» dell’immobile comprato in precedenza, avrebbe dovuto essere quella del 30 aprile 2020, dato che il termine annuale per la vendita dovrebbe iniziare a decorrere dal giorno successivo a quello in cui è avvenuto il nuovo acquisto). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Ecobonus: via allo sconto in fattura.

Disponibile la guida della procedura per la comunicazione dell’opzione relativa alle detrazioni e ai crediti di imposta per gli interventi sugli immobili 2020 e 2021.

Sconto in fattura o cessione: guida alla procedura.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili, oltre al modello per la Comunicazione telematica dell’opzione e le istruzioni per la sua compilazione, approvate entrambe con il provvedimento dell’8 agosto 2020 e il Manuale utente contenente la la guida all’utilizzo della procedura per la “Comunicazione opzione crediti e detrazioni”.

Documenti necessari per comunicare all’Agenzia delle entrate l’opzione della cessione del credito o dello sconto in relazione agli interventi eseguiti sulle singole unità immobiliari nel 2020 e nel 2021 per renderli più efficienti dal punto di vista energetico e più sicuri contro il rischio sismico.

Detta comunicazione deve avvenire, come chiarito anche sul sito dell’Agenzia “utilizzando la procedura telematica disponibile nell’area riservata Entratel/Fisconline. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

L’importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali.

L'importante differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali

Qual è la differenza tra prima casa ed abitazione principale ai fini fiscali? L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine. Le due definizioni non devono essere utilizzate come sinonimi per l’accesso alle agevolazioni, come ad esempio l’esenzione IMU.

Prima casa e abitazione principale non sono la stessa cosa. Bisogna considerare un’importante differenza: i due termini, seppur apparentemente simili, non possono essere usati come sinonimi. L’utilizzo come dimora abituale è l’elemento di discrimine.

La normativa, infatti, in base all’utilizzo dell’uno o dell’altro termine prevede requisiti e regole diverse per l’accesso alle agevolazioni fiscali. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

 

 

Il diritto di prelazione.

Sentenza legge martello giustizia

Il diritto di prelazione è quel diritto che consente a un soggetto di essere preferito ad un altro nella costituzione di un negozio giuridico.

Cos’è il diritto di prelazione.

Nell’ordinamento italiano, la prelazione è quel diritto che attribuisce al titolare una posizione di preferenza rispetto ad altri soggetti, a parità di condizioni, ai fini della costituzione di un determinato negozio giuridico.

Il diritto di prelazione può trovare il suo fondamento o nella legge (cd. prelazione legale) o nell’accordo delle parti (cd. prelazione volontaria).

In altri termini: l’esistenza di una causa di prelazione lascia il concedente libero di scegliere se stipulare o meno il contratto ma, nel momento in cui decida di contrarre, lo vincola nella scelta del contraente.

Tale vincolo, invero, si traduce nell’obbligo di denuntiatio, in forza del quale il concedente stesso è tenuto a comunicare al prelazionario la propria volontà di concludere il contratto, unitamente alle sue condizioni e al termine per l’esercizio della prelazione. La dottrina ricostruisce variamente la natura giuridica della denuntiatio quale proposta contrattuale, atto di interpellanza ovvero comunicazione vincolante. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Non spetta al condominio demolire l’abuso edilizio.

demolizione concetto di violenza

Per il T.A.R. Campania il condominio è mero ente di gestione. La sanzione ripristinatoria va rivolta al proprietario e al responsabile dell’abuso, quindi ai singoli proprietari esclusivi.

Ordine di demolizione: va notificato ai singoli proprietari esclusivi.

Il Comune deve ingiungere la demolizione delle opere abusivamente realizzate al “proprietario e al responsabile dell’abuso”.
Non è dunque possibile rivolgere la sanzione ripristinatoria nei confronti del Condominio, mero ente di gestione privo di personalità giuridica, che non può essere individuato come proprietario nemmeno delle parti comuni del complesso immobiliare, che appartengono collettivamente ai singoli proprietari.
Neppure la legge di riforma del Condominio, pur avendogli attribuito un attenuato grado di soggettività, non lo ha comunque fatto assurgere al rango di ente dotato di vera e propria personalità giuridica.
Lo ha precisato il T.A.R. Campania nella sentenza 3005/2020accogliendo il ricorso di un Condominio contro il provvedimento con cui il Comune aveva ordinato la demolizione di opere abusive a seguito della denuncia presentata da una società immobiliare. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Gli incentivi Superbonus del 110%, sarà più facile decidere i lavori in condominio ?

Con il decreto agosto abbassati i quorum: basterà raggiungere la maggioranza dei presenti e solo un terzo del valore dell’edificio. Finora era prevista la metà numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio».

La norma ovviamente non metterà fine alle infinite discussioni e ai litigi anche verbalmente furiosi che in genere caratterizzano le assemblee condominiali in qualunque quartiere e zona della Penisola, ma sicuramente servirà a rendere più fruibile l’agevolazione de1 110%. In questi giorni sono ripartite le convocazioni delle assemblee condominiali e nella stragrande maggioranza dei casi all’ordine del giorno c’è proprio la decisione relativa a lavori straordinari che possono usufruire del superbonus del 110%.

Ma perché se come si sostiene i lavori sono «a costo zero» (la spesa può essere completamente detratta dalle tasse, oppure si può chiedere lo sconto in fattura per il totale dei lavori, o ancora si può cedere il credito ad aziende, banche, assicurazioni, ecce.) qualche condomino dovrebbe mettere i bastoni tra le ruote e votare contro? un’opportunità, non è detto che lo sia per tutti. O almeno non completamente. I cosiddetti lavori «a costo zero» sono tali solo se rientrano nei massimali previsti. (continua)

Fonte:IlGazzettino

Condominio: spese urgenti se non si può avvertire l’amministratore.

La Cassazione ricorda che senza un’urgenza che renda impossibile avvertire amministratore e assemblea, non si possono fare lavori di manutenzione ordinaria e poi chiedere il rimborso.

Interventi di manutenzione ordinaria “urgenti” nel condominio.

Con l’ordinanza n. 16341/2020  la Cassazione chiarisce che anche in un condominio minimo, non si possono eseguire opere di manutenzione ordinaria considerate “urgenti” per garantire la sicurezza del fabbricato, senza prima avvertire l’amministratore e l’assemblea e poi chiedere il rimborso. L’indifferibilità dei lavoro deve essere tale che deve essere impossibile comunicarlo a chi si occupa di amministrare il condominio e all’altro proprietario.

Conclusioni di una vicenda che ha inizio quando un Giudice di Pace accoglie la domanda avanzata dall’attore nei confronti del convenuto, a cui chiede il rimborso della somma di 2676,75 euro, corrispondente alla metà delle spese corrisposte dal 2009 a 2013 per procedere alla manutenzione del fabbricato del condominio minimo. ( continua )

Fonte:StudioCataldi

Spetta all’inquilino pagare i danni causati dal gatto.

Per il tribunale di Monza è onere del conduttore risarcire i danni cagionati dal proprio gatto al divano dell’appartamento se il contratto vieta di tenere animali domestici.

Danni causati dall’animale domestico del conduttore.

Con la sentenza n. 923/2020 il Tribunale di Monza ribadisce il principio in virtù del quale, il proprietario del gatto che cagiona danni all’immobile in locazione è tenuto a risarcire i danni cagionati dallo stesso anche in via extracontrattuale se il contratto vieta di tenere animali domestici che possano danneggiare il bene.

Principio che chiude un giudizio intrapreso da un un locatore al fine di chiedere i danni cagionati all’appartamento di sua proprietà dall’animale domestico dell’inquilino.

Dal verbale di riconsegna dell’immobile all’agenzia immobiliare intermediaria risulta infatti che, per quanto riguarda in particolare il divano, le condizioni sono “da verificare”. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

La circolare Bonus 110% a rischio nei palazzi con uffici.

Superbonus del 110% a rischio nei condomini dove ci sono molti uffici.

L’edificio deve essere a maggioranza residenziale per poter usufruire delle agevolazioni.  La circolare dell’Agenzia delle entrate introduce una distinzione.

Se la maggioranza del condominio non ha destinazione abitativi tra gli edifici prevalentemente residenziali e quelli che non lo sono i negozi e gli appartamenti con usi diversi non avranno l’incentivo. Riuscire deliberare i lavori usando i super-bonus de1110 per cento per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza sismica, potrebbe essere difficile se in un condominio ci sono troppi uffici.

Potrebbe essere questo l’effetto della circolare interpretativa emanata dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi con la quale il Fisco ha dato le indicazioni operative per accedere agli incentivi del governo. Nel provvedimento l’Agenzia introduce una distinzione tra edifici condominiali «a prevalente destinazione residenziale» ed edifici condominiali che invece non sono a prevalente destinazione residenziale. (continua)

Fonte:IlMessaggero

Agevolazioni prima casa, trasferimento nei 18 mesi.

Il trasferimento della residenza dell’ acquirente dell’immobile oggetto della compravendita in regime agevolato per usufruire delle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa deve avvenire entro un termine perentorio di 18 mesi, termine decorrente dalla data di acquisto dell’ immobile.

Inoltre il trasferimento della residenza deve avvenire nel comune in cui l’immobile acquistato si trova ubicato, e non necessariamente proprio nell’immobile che è stato acquistato.

Lo ribadisce la sentenza 197/4 /2020 della Ctr Veneto, depositata il 19 giugno 2020, in seguito ad appello di una precedente sentenza della Ctp di Padova. La sentenza conferma un orientamento giurisprudenziale, prima oscillante, adesso ormai consolidato, e isola anche un orientamento emerso già con la sentenza della CtrVeneto 341 2912007, con cui il termine di 18 mesi per il trasferimento della residenza veniva individuato come decorrente dalla data di ultimazione dei lavori, nel caso di acquisto di un immobile allo stato grezza.

La sentenza ha anche statuito l’irrilevanza di altre vicende (ritrovamento amianto o casa ancora pericolante) che non avessero consentito all’acquirente di ottenere l’agibilità dell’immobile entro il suddetto termine, ivi compreso il fallimento della ditta appaltatrice, che in altri casi era stato ritenuto pacificamente elemento giustificativo del mancato adempimento della norma. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Superbonus: controlli fino a 8 anni e sostegno dalle banche.

percentuale del 110 percento di agevolazioni per lavori

Controlli fiscali penetranti fino a 8 anni su cessione e sconto e al via gli accordi con le banche (Intesa e Unicredit) per la cessione dei crediti.

Superbonus 110% cattive e buone notizie.

Il Superbonus del 110% previsto e disciplinato dal Decreto Rilancio introdotto per dare slancio all’economia e incoraggiare le persone a rendere più efficienti e sicure le proprie abitazioni è una misura che ogni giorno si arricchisce di nuovi dettagli.

L’8 di agosto 2020 infatti sono stati emessi due provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che, tra i vari argomenti trattati, hanno fornito informazioni di dettaglio sui controlli fiscali, mentre il 7 agosto 2020 Confapi e Intesa SanPaolo hanno siglato un accordo di collaborazione per dare un supporto agli interventi rientranti nel Superbonus.

Controlli fiscali fino a 8 anni sul Superbonus.

Come anticipato, la prima notizia che accompagna il Superbonus del 110% previsto dal Decreto rilancio è la previsione di tutta una serie di controlli fiscali relativi a questa mega detrazione fiscale.

Il Fisco infatti effettuerà verifiche sulle cartelle dei contribuenti, per una durata che può arrivare fino a otto anni. In presenza di una detrazione che supera l’importo delle spese sostenute era prevedibile che l’Agenzia si prendesse tutto il tempo per eseguire tutte le verifiche e i controlli del caso.

Di mira in particolare le opzioni dello sconto e della cessione. Si temono infatti inganni su cessione e sconto in fattura, anche se in questo caso fornitore o cessionario sono responsabili in via solidale.

In caso di credito inesistente utilizzato è prevista una sanzione che va dal 100% al 200%. I controlli fiscali sulle detrazioni del 110% da parte del beneficiario seguiranno l’iter ordinario. (continua)

Fonte:StudioCataldi


Superbonus 110% operativo.

Dopo la circolare n. 24/2020 dell’Agenzia delle Entrate che specifica chi sono i soggetti beneficiari, le spese agevolabili e come fruire di sconto e cessione, il Superbonus 110% diventa operativo.

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Chiarimenti dell’Agenzia sul Superbonus 110%.

Con la circolare n. 24 datata 8 agosto 2020 arrivano dell’Agenzia delle Entrate ulteriori chiarimenti sul Superbonus previsto e disciplinato dal Decreto Rilancio. Il provvedimento chiarisce nel dettaglio chi sono i destinatari della misura, come effettuare la comunicazione dell’opzione per chi sceglie il contributo o lo sconto, quali spese rientrano nel Superbonus e cosa possono fare i fornitori e i cessionari con il credito d’imposta. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Ecobonus 110%, circolare e provvedimento AdE: cessione e sconto dal 15 ottobre 2020.

Ecobonus 110%, con la circolare n. 24/E e il provvedimento dell’8 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate fissa gli ultimi punti per l’avvio del super bonus. La comunicazione per la cessione del credito e lo sconto in fattura potrà essere inviata dal 15 ottobre 2020.

Ecobonus 110%, circolare n. 24/E e provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 danno il via ufficiale al super bonus.

Per la comunicazione dello sconto in fattura e per la cessione del credito bisognerà attendere il 15 ottobre 2020, data a partire dalla quale si potrà trasmettere il modello allegato al provvedimento dell’8 agosto 2020, denominato “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica”.

La scadenza è fissata al 16 marzo 2021, per la comunicazione di cessione del credito e sconto in fattura dei lavori sostenuti nel 2020, non solo per l’ecobonus del 110%, ma anche per il bonus ristrutturazioni, per l’ecobonus ordinario e per il bonus facciate.

Se il provvedimento fissa le regole per l’esercizio della cessione del credito d’imposta e per lo sconto in fattura, nella circolare n. 24/E sono contenuti i primi chiarimenti sul super bonus del 110%, dai soggetti beneficiari alle spese ammissibili. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

Come rinegoziare il mutuo quando la casa è già all’asta.

casa legata al cappio evoca pignoramento

Sospendo l’esecuzione, rinegozio il mutuo a migliori condizioni e/o finanziamento con fondo garanzia. Ecco la checklist dei requisiti da rispettare quando la casa è già all’asta.

Casa pignorata all’asta: come rinegoziare il mutuo.

La Legge 19 dicembre 2019 n. 157, art. 41 bis, consente di rinegoziare il mutuo a condizioni migliori, anche se è in corso il pignoramento dell’immobile e la messa all’asta dello stesso.

In alternativa alla rinegoziazione il consumatore può richiedere un finanziamento con assistenza del fondo di garanzia di prima casa, che potrà coprire il 50% dell’importo oggetto di rinegoziazione ovvero della quota capitale del nuovo finanziamento.

Ecco la checklist dei requisiti per accedere alla rinegoziazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Condominio: rifiuti dei vicini davanti casa, che fare?

Per il Tar Campania, il Comune deve intervenire, pronunciandosi espressamente sull’istanza della condomina che lamenta lo sversamento di rifiuti sul marciapiede antistante la sua abitazione.

cartello di stop con bidoni spazzatura

Rifiuti sul marciapiede antistante l’abitazione in condominio.

Una donna agisce innanzi al Tar Campania, sez. V, per chiedere che venga dichiarata lillegittimità del silenzio dell’amministrazione comunale a cui ha notificato via pec la sua istanza propulsiva finalizzata a ottenere un provvedimento di tipo inibitorio o sanzionatorio nei confronti di alcuni condomini avvezzi a rovesciare sul marciapiede antistante la sua proprietà rifiuti solidi urbani.

La donna fa presente che lo stesso Comune convenuto nel 2016 ha emanato un’ordinanza che ha definito le modalità di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani, per una migliore gestione dei rifiuti urbani e per la tutela del decoro e dell’igiene urbana. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

CASE PER VACANZA, VINCE LA MONTAGNA.

Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2020 Fimaa-Nomisma: +11,8% per gli acquisti nelle località montane contro il +3% del mare e il +2,1% dei laghi. Madonna di Campiglio la località più “cara”.

Le case per vacanze in montagna “vincono”, nelle preferenze degli italiani, rispetto a quelle al lago o al mare. Già nel 2019 le transazioni di abitazioni nelle località montane sono infatti, aumentate dell’11,8% rispetto al 2018, a fronte di un aumento molto più contenuto nei laghi 2,1% e nelle località marittime (+3%).

E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2020 di Fimaa-Confcommercio con la collaborazione della Società di Studi Economici Nomisma, che ha “fotografato” l’andamento del mercato 2020 delle case per vacanza in Italia, attraverso la l’analisi dei dati delle compravendite e delle locazioni di 150 località di mare e 55 di montagna e lago.

Nel 2020 il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.220 euro al metro quadro commerciale, con un trend dei prezzi di vendita ancora in contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua pari a -0,8% su base annua. Per le abitazioni top nuove nelle località turistiche, le quotazioni medie superano mediamente i 3.000 euro al metro quadro, per le abitazioni centrali usate i valori oscillano tra 1.995 e 2.155 euro, mentre per le abitazioni periferiche usate si mantengono tra 1.350 e 1.500 euro. (continua)

Fonte:Confcommercio

Sconto in fattura a rischio flop.

Analisi di convenienza delle possibilità di usufruire del bonus ristrutturazioni.

I fornitori devono soppesare il recupero nei dieci anni. Lo «sconto fattura» sui lavori di ristrutturazione edilizia rischia di avere poco appeal per i fornitori poiché il credito ottenuto si recupera in un decennio. La nuova modalità di fruizione dei bonus sugli immobili, alternativa alla detrazione, disciplinata dall’articolo 121 del decreto 34/2020, che permette ai beneficiari uno contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori, rischia di rimanere una possibilità «su carta» e di essere opzione poco o per nulla utilizzata perché penalizza fortemente i fornitori.

Benché il comma 1 lettera a) dell’articolo in commento dia la possibilità ai fornitori di recuperare lo sconto effettuato sotto due forme, tramite credito d’imposta compensabile o con possibilità di successiva cessione, entrambe le modalità presentano fattori chiaramente penalizzanti che limiteranno l’uso dello strumento.

Il recupero sotto forma di credito d’imposta infatti potrà si essere «reso liquido” dal fornitore tramite compensazione ma la fruizione non è immediata ma vincolata alla tempistica della detrazione del bonus collegato. Come indicato al comma 3 dell’articolo 121 del decreto legge 34/2020 infatti il credito d’imposta, sia se derivante dallo sconto fattura, sia se proveniente da operazione di cessione, è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Analisi per il 110%, maggioranza di due terzi in Condominio.

II superbonus 110% (articolo 119 del D134/2020, convertito con legge 77/2020) continua a far parlare di sé. In concreto, invece, non si è ancora fatto niente, sostanzialmente.

Mancano ancora, infatti, le “modalità attuative” della misura in parola, che devono essere dettate dall’Agenzia delle entrate entro il 18 agosto (così stabilisce la legge). E dopo la pubblicazione di questo provvedimento (ammesso, e non concesso, che avvenga tempestivamente e cioè come stabilito), c’è da attendersi che anche le banche possano essere pronte per la prevista cessione del credito, e quindi che si parta in velocità.

Uno dei problemi più discussi è quello della maggioranza assembleare necessaria per deliberare l’intervento. In merito e lasciando perdere chi, nella certezza di non sbagliare, non sa che propendere sempre e comunque per l’unanimità! sembra essersi ormai formata una robusta corrente dottrinale che individua la soluzione nell’articolo 1108 del Codice civile, relativo alle innovazioni e agli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione.

La maggioranza dei partecipanti alla comunione, cioè, che rappresenti i due terzi del valore complessivo e questo sia in prima che in seconda convocazione. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Superbonus 110%: la responsabilità è dei proprietari.

Un piccolo balcone con fiori

Doppia possibilità per la fruizione: sconto dal fornitore o cessione del credito. Il controllo ricadrà sui soggetti beneficiari con recupero in caso di assenza e/o mancata integrazione, anche parziale.

Bonus 110%, caratteristiche.

Ancora chiarimenti sulla detrazione del 110% e relativo trasferimento. Le caratteristiche del superbonus 110% prevedono la validità dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e gli interventi agevolati saranno quelli che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e quelli antisismici. I beneficiari sono i condomìni, le persone fisiche che non fanno attività d’impresa, gli istituti autonomi case popolari, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, gli enti del terzo settore e le associazioni sportive dilettantistiche.

Il superbonus invece non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli). (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Acquisti di immobili sotto il cannello del 110%.

Per le spese sostenute dal 1° luglio scorso fino alla fine del prossimo anno (2021), il bonus maggiorato del 110% spetta anche per gli interventi antisismici, compresi quelli relativi agli acquisti di immobili.

Nel caso in cui siano stati eseguiti gli interventi antisismici e la detrazione maggiorata del 110% sia stata ceduta ad un’impresa di assicurazione, con la quale viene stipulata una polizza che copra il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90%.

Si evidenzia, infatti, che per le spese sostenute dall’1/07/2020 al 31/12/2021, l’art. 119 del dl 34/2020, convertito nella legge 77/2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18/07/2020 n. 180, ha elevato al 110% l’aliquota delle detrazioni spettanti per gli interventi individuati dai commi 1-bis a 1-septies, dell’art. 16 del dl 63/2013.

Si tratta, in particolare, degli interventi antisismici che permettono di beneficiare del «sisma bonus», anche per acquisti, di cui al comma 1-septies, dell’art. 16 del dl 63/2013. L’aliquota del 110%, quindi, è fruibile anche per gli interventi antisismici, eseguiti dai condomìni, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, sulle singole unità immobiliari, nonché dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp), comunque denominati, e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il bonus prima casa è riciclabile.

È possibile utilizzare l’agevolazione parziale residua per un futuro acquisto.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 223/2020. Il contribuente che non ha utilizzato per intero dell’agevolazione prima casa in sede di rogito notarile può chiedere di utilizzare la rimanente parte del credito in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale dovute per un secondo atto di compravendita.

Ai sensi dell’articolo 7 della 1. 448/1998, ai contribuenti che provvedono ad acquisire, a qualsiasi titolo, entro un anno dall’alienazione dell’immobile per il quale si è fruito dell’aliquota agevolata prevista ai fini dell’imposta di registro e dell’iva per la prima casa, un’altra casa di abitazione non di lusso, è attribuito un credito d’imposta fino a concorrenza dell’imposta di registro o dell’Iva corrisposta in relazione al precedente acquisto agevolato.

L’ammontare del credito non può essere superiore l’imposta di registro o all’Iva dovuta per l’acquisto agevolato della nuova casa di abitazione non di lusso. Inoltre, il credito spetta anche nell’ipotesi in cui il contribuente proceda all’acquisto della nuova abitazione prima della vendita dell’immobile posseduto. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il contratto d’affitto sopravvive al coronavirus.

nappe segna stanza alla reception di un hotel

Per il tribunale di Rimini, la temporaneità dell’avvenimento straordinario e imprevedibile del Covid19 non fa venire meno il contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta.

Ricorso ex art. 700 c.p.c. e risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta.

Il Tribunale di Rimini con l’ordinanza del 18 giugno 2020 (sotto allegata) respinge il ricorso ex art. 700 c.p.c. avanzato da una ditta che ha affittato un’azienda alberghiera, finalizzata alla successiva presentazione di una domanda di risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, ritenendo che la temporaneità delle misure che hanno impedito alla ricorrente di lavorare nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, non le hanno impedito di riprendere in seguito l’attività, stante i numerosi interventi del governo messi in atto per aiutare anche gli alberghi. Vediamo nel dettaglio cosa è successo per capire come il giudice è giunto a una simile conclusione.

Una ditta il 24 febbraio 2017 stipula un contratto di locazione alberghiera con una S.a.s, nella città di Rimini, con scadenza 31 marzo 2021. Il canone convenuto dalle parti per l’annualità 01/04/2020- 31/03/2021 è di 90.000 euro più Iva, di cui 10.000 già corrisposti per l’Iva. Il pagamento dei canoni è garantito da quattro fideiussioni rilasciate da un Istituto bancario. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Si può vendere casa senza agibilità?

La mancanza dell’agibilità non rende l’immobile giuridicamente non commerciabile

La risposta a questo interessante quesito ce la fornisce lo studio del notariato n. 83-2018/P approvato a fine giugno 2020 (sotto allegato), il quale chiarisce che la mancanza della agibilità non rende un edificio giuridicamente non commerciabile e non incide sulla validità dell’atto di compravendita, per cui non rileva neppure ai fini della responsabilità del notaio.
L’atto con cui si trasferisce la proprietà dell’immobile pertanto è perfettamente valido, anche se manca l’agibilità del bene oggetto della compravendita.

Senza agibilità l’immobile è economicamente incommerciabile.

Occorre però fare una precisazione: se come anticipato la mancanza dell’agibilità non incide sulla commerciabilità giuridica dell’immobile, la sua assenza ne condiziona la commerciabilità economica. L’agibilità infatti è un requisito essenziale dell’immobile, perché gli consente di rispettare la sua funzione sociale, a meno che non si stia vendendo un immobile grezzo. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Enigma superbonus 110%.

Gestione complicata da soglie differenziate, per tipologia di intervento, dai numerosi adempimenti richiesti e dai problemi negli interventi combinati del Bonus 110% anche per le spese relative agli immobili vincolati al rispetto delle condizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio e agli edifici che, per legge, non possono eseguire gli interventi trainanti (cappotto e sostituzione degli impianti di climatizzazione, condominiali o sulle unità singole), in quanto vietati da regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali, a prescindere, e quindi anche in assenza, dell’esecuzione degli interventi principali.

Complicata, inoltre, la gestione del bonus per la presenza di soglie differenziate per tipologia di intervento eseguito, per i numerosi adempimenti richiesti e per il diverso trattamento delle detrazioni fruibili negli interventi combinati. Infatti, sono previsti limiti massimi di spesa oltre i quali l’agevolazione del 110% non spetta, diversificati a seconda della tipologia di intervento «trainante». Queste le indicazioni contenute nella legge di conversione del decreto Rilancio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

Rottamazione auto: come si fa e quanto costa.

centro di rottamazione auto veicoli

La rottamazione è una procedura che prevede la distruzione di un veicolo che non si vuole più usare. Con essa non viene lasciata alcuna traccia del mezzo.

Per rottamare la propria autovettura non è possibile, ai sensi di legge, agire autonomamente.

E’ necessario quindi rivolgersi ai c.d. “demolitori” ossia a qui centri di raccolta autorizzati che poi, come vedremo, si occuperanno anche della cancellazione dal PRA.

Le autovetture sono infatti considerate come dei rifiuti altamente inquinanti e come tali non sono ammesse soluzioni “fai da te”. E’ necessario dunque aderire alla procedura disciplinata normativamente, in particolare dal d.lgs. 24 giugno 2003, n. 209, “Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso”.

A chi va consegnato il mezzo da rottamare?

Per procedere alla demolizione auto, per quanto riguarda il soggetto a cui consegnarlo, il decreto prevede due situazioni.

Rottamazione senza acquisto

Per chi vuole disfarsi del veicolo, senza acquistarne uno nuovo, il soggetto incaricato della consegna sarà un centro di raccolta autorizzato (il demolitore), che provvederà alle operazioni di trattamento e messa in sicurezza del mezzo per la demolizione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Comodato d’uso.

ipoteca mutuo casa prestito

Per il contratto di comodato non è prevista dalla legge alcuna forma ad substantiam, ma è sempre preferibile concluderlo in forma scritta.

Forma del contratto di comodato

Sebbene il comodato possa essere stipulato anche verbalmente, la forma scritta risulta consigliabile per attribuire data certa al contratto, risolvere correttamente eventuali conflitti tra più aventi causa, per dimostrare il titolo in forza del quale l’avente causa si trova nella disponibilità materiale del bene.

Modello di contratto di comodato

Per stipulare un contratto di comodato valido e sicuro è possibile utilizzare il seguente fac simile.

Contratto di comodato

Tra

Sig. __________, nato a ________ il ______________ e residente in _______, via ____________ n. __, C.F.___________________________, di seguito comodante;

e

Sig. __________, nato a ________ il ______________ e residente in _______, via ____________ n. __, C.F.___________________________, di seguito comodatario;

(continua) 

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus affitti, ecco i codici tributo.

La cessione per il bonus affitti è possibile solo con contratto registrato. Il contratto si può sanare se si procede alla registrazione tardivamente.

giovane coppia mostra bonus per affitto casa

Bonus affitti 2020: la risoluzione delle Entrate.

Dall’Agenzia delle Entrate arrivano i codici tributo per la cessione del credito d’imposta del bonus affitto. Ma non solo.

La risoluzione delle entrate n. 39/E del 13 luglio 2020 dà tutte le istruzioni per il cessionario per l’utilizzo in compensazione, grazie al modello F24, del credito d’imposta affitti.

Nello specifico, il credito d’imposta sugli affitti commerciali del 60%, così come il bonus botteghe e negozi, potrà essere utilizzato direttamente dal beneficiario ovvero ceduto a soggetti terzi. Per l’utilizzo diretto del bonus affitti 2020 di marzo, aprile e maggio, sono state le risoluzione n. 13/E e 32/E ad istituire rispettivamente i codici tributo 6914 e 6920, da indicare nel modello F24 ai fini della compensazione. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus sanificazione: come ottenerlo.

L’Agenzia delle Entrate ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione. Ecco istruzioni e modello.

Sanificazione e acquisto DPI: il credito d’imposta

Il decreto rilancio D.L. n. 34/2020, in corso di conversione, ha introdotto un credito d’imposta del 60% delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti (art. 125). La norma dispone che tale credito d’imposta non può superare la misura di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.
Il credito sostituisce quello previsto dall’art. 64 del decreto-legge 18/2020 e dall’art. 30 del decreto-legge 23/2020, contestualmente abrogate, estendendo sia la platea dei beneficiari che le spese agevolabili.
Con un provvedimento firmato il 10 luglio da parte del Direttore dell’Agenzia delle entrate (qui sotto allegato) sono stati forniti i modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal D.L. Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale (nonché per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro). (continua)
Fonte:StudioCataldi

Fimaa-Confcommercio: «Riduzione delle tasse sulle compravendite come in Gran Bretagna per evitare la fuga di capitali e risollevare il mercato immobiliare»

Il presidente nazionale di Fimaa, Santino Taverna, si rivolge nuovamente al Governo: «Servono misure urgenti e straordinarie». Sull’Iva al 22%: «Anticamera dell’evasione»

«Prendiamo esempio dalla Gran Bretagna per fare ripartire l’economia del Paese attraverso il rilancio del mercato immobiliare». Santino Taverna, presidente nazionale di Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – torna a chiedere al Governo, a nome dell’intera categoria, «urgenti e indispensabili misure straordinarie, a partire da una forte riduzione della tassazione sulle compravendite immobiliari».

«Abbiamo l’urgente necessità», rimarca, «di ridare abbrivio alla filiera rendendola attrattiva, anche e soprattutto per recuperare i 700mila posti di lavoro persi negli ultimi 10 anni. Stiamo parlando di un comparto capace di produrre oltre il 20% del Pil nazionale, che non riesce a risollevarsi anche per la mancanza di interventi strutturali per una vera ripresa».

Taverna torna a ribadire quanto esposto alla Decima Commissione del Senato durante l’audizione dello scorso 25 giugno, prendendo spunto dalla recentissima misura britannica mirata a incoraggiare gli acquisti di case. Nel Regno Unito per ridare linfa al mercato del settore segnato dal lockdown, ma comunque meno in crisi del nostro, è stata annullata l’imposta di registro per gli acquisti di immobili di valore inferiore alle 500mila sterline. Un provvedimento valido con effetto immediato, che resterà in vigore fino al 31 marzo 2021.

«Dobbiamo evitare le fughe di capitali»

 «Serve un’iniezione di fiducia per convincere le persone a comprare, vendere e cambiare casa, e con questa misura nove persone su dieci non pagheranno l’imposta quest’anno»: così oltremanica viene motivato l’intervento a favore dei settori immobiliari e dell’edilizia (fonte Il Sole 24 Ore). «Dobbiamo percorrere la stessa strada», insiste il numero uno di Fimaa, «non solo per far fronte alla disoccupazione e restituire dignità a chi vive in soglia di povertà, ma anche per ritornare ad alimentare l’economia del Paese attraverso un comparto che può impedire fughe di capitali». Capitali che potrebbero essere investiti in Italia, a fronte di tassazioni ridotte per gli scambi che attirerebbero l’interesse anche delle grandi società straniere.

Oltre all’azzeramento delle tasse fino a una determinata soglia del prezzo d’acquisto come avviene in Gran Bretagna, Taverna coglie l’occasione per ribadire la posizione di Fimaa, già esposta al Senato: «Se non si ridurranno le attuali imposte, anche le località turistiche avranno serie difficoltà a riprendersi dall’emergenza sanitaria».  

Capitolo Iva: Taverna non usa mezzi termini e lancia forte e chiaro l’allarme: «Quando per una compravendita immobiliare (acquistata da una società da una impresa) si deve versare una imposta Iva del 22% sul prezzo da pagarsi, si palesano tutti i presupposti per ritrovarsi nell’anticamera dell’evasione fiscale».

Nel merito, lo stesso presidente nazionale di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, è sempre stato strenuo oppositore dell’applicazione delle clausole di salvaguardia che aggraverebbero ulteriormente i bilanci di famiglie e imprese e, di conseguenza, ostacolerebbero la ripresa economica del Paese.

 

La cessione dei bonus parte dall’affitto dei negozi.

Le difficoltà economiche e ancor più finanziarie causate dall’emergenza coronavirus possono portare a creare un vero e proprio mercato dei crediti fiscali. La spinta è arrivata dal decreto Rilancio (D134/2020, che dopo l’ok della Camera attende ora il via libera definitivo da parte del Senato. Se la partita più grande è quella destinata ad aprirsi con il superbonus del 110% e la cessione delle altre detrazioni per i lavori in casa con annessa opportunità di sconto in fattura, l’anticipo è rappresentato dal tax credit sugli affitti commerciali.

Da oggi, lunedì 13 luglio, scatta la possibilità, tra gli altri, per i titolari di negozi, alberghi, ristoranti di trasferire ai locatori il credito d’imposta maturato sui canoni di marzo, aprile e maggio e avere così uno sconto sull’importo dovuto. Si apre, infatti, il canale per la comunicazione telematica dell’opzione all’agenzia delle Entrate, anche se per ora l’invio è limitato al «fai-da-te».

Poi sarà la volta anche del tax credi per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e di quello per sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione (Dpi) che hanno trovatole regole attuative delle Entrate venerdì scorso. In questi due ultimi casi però il meccanismo prevede più step: bisognerà prima comunicare a partire dal 20 luglio (ma con scadenze diverse) le spese ammissibili e poi si potrà procedere per la cessione.

Più semplice per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, per cui il credito potrà essere ceduto dal 1° ottobre 2020. Più complesso per la sanificazione: la cessione potrà scattare solo dopo che l’Agenzia avrà stabilito la percentuale spettante in base a richieste pervenute e risorse disponibili.

Le estensioni soggettive. Guardiamo al fax credit affitti. La cessione può riguardare il tax credit maturato sia in base al decreto “cura Italia” (Dl 18/202o) sia in base all’articolo 28 del decreto Rilancio. Dato che per marzo le due agevolazioni si sovrappongono con regole però diverse, è opportuno verificare sempre per questo mese se chi è rimasto fuori dal bonus regolato da una delle disposizioni vi può rientrare grazie all’altra. I due tax credit per i canoni di marzo, però, non si possono cumulare. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Condominio: cambia la ripartizione delle spese di riscaldamento.

Approvato il decreto che attua la direttiva sull’efficienza energetica.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola e del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha approvato, in sede di esame definitivo, il decreto legislativo che attua la direttiva (UE) 2018/2002, che ha modificato la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Cambiano i criteri di ripartizione delle spese per condomini ed edifici polifunzionali.

Il decreto di attuazione alla Direttiva UE 2018/2002 prevede importanti novità in materia di ripartizione delle spese di riscaldamento nei condomini e negli edifici polifunzionali che sono serviti da impianti centralizzati di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

Il provvedimento prevede che il sistema di contabilizzazione comprenda anche i dispositivi per la misurazione indiretta del calore, come totalizzatori o ripartitori. Per la ripartizione delle spese occorre tenere conto del criterio che si basa sull’attribuzione ai consumi volontari di almeno il 50% delle spese collegate al consumo di calore per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda per un uso domestico. La parte residua, inferiore quindi al 50%, sarà invece distribuita in base a criteri diversi come la quota in millesimi, i mq dell’unità, le potenze o i metri cubi utili. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Bonus casa sempre cedibile.

Nessuna limitazione al trasferimento, parziale o in corso di avanzamento dei lavori, delle detrazioni fiscali. Anche per gli interventi sulle facciate degli edifici.

Lo prevede il decreto Rilancio che dopo l’ok della Camera previsto per oggi va al Senato. Cessione del bonus più libera. Si può procedere anche in corso d’avanzamento lavori.

Cessione dei «bonus casa» anche in corso di avanzamento dei lavori senza attendere la fine. Nessuna limitazione alla cessione, anche parziale, delle detrazioni fiscali derivanti dalla generalità degli interventi, compresi quelli che consentono di fruire del «bonus facciate». Possibilità anche modulata sulla base di due stati di avanzamento dei lavori e di un saldo, in tal caso alla chiusura dell’intervento eseguito.

Queste le ulteriori novità derivanti dalla modifica dell’art. 121 del dl 34/2020 (decreto «Rilancio») sul tema delle detrazioni per gli interventi edilizi e di risparmio energetico.

L’art. 121 richiamato ha disposto che i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per determinati interventi, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente, per lo sconto in fattura sul corrispettivo o, addirittura, per la cessione della detrazione. (continua)

L’affitto alto è spia per il fisco.

Scatta l’accertamento se il canone di locazione è troppo alto rispetto a quanto dichiarato nonostante il compagno sia ricco e faccia elargizioni in denaro. È necessario dimostrare che sui depositi in banca le imposte siano già state pagate.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 14060 del 7 luglio 2020, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. La vicenda riguarda una donna che pagava un canone di locazione alto rispetto alla sua dichiarazione dei redditi.

Dopo l’accertamento era riuscita a dimostrare di avere ricevuto in banca del denaro da parte del compagno benestante. Tanto era bastato alla Ctr per far annullare l’atto impositivo. Ora i Supremi giudici hanno ribaltato il verdetto.

Ad avviso della Cassazione, infatti, la mera «prassi familiare» di erogazione di liberalità da parte dei genitori in favore dei figli costituisce un fatto solo probabile e, quindi, non integra un fatto notorio. Inoltre, in tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del dpr n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all’interno del nucleo familiare di tali redditi, ma anche l’entità degli stessi e la durata del possesso in capo al contribuente interessato dall’accertamento, pur non essendo lo stesso tenuto, altresì, a dimostrare l’impiego di detti redditi per l’effettuazione delle spese contestate, attesa la fungibilità delle diverse fonti di provvista economica. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus affitti 2020: come funziona.

Come funziona il bonus affitti 2020, il nuovo credito d’imposta introdotto dal D.L. Rilancio riguardante i canoni di locazione, leasing o concessione di immobili a uso non abitativo.

Una delle maggiori problematiche è stata quella relativa tematica delle c.d. locazioni commerciali. Infatti, nonostante il lockdown, molti commercianti hanno dovuto comunque continuare a pagare gli affitti dei propri locali pur non potendo svolgere la propria attività.

Bonus affitti nel D.L. Cura Italia.

Già con il D.L. Cura Italia la materia, particolarmente “sensibile”, è stata oggetto di una norma ad hoc. Il legislatore ha previsto un credito d’imposta per botteghe e negozi, pari al 60% del canone di locazione, relativo al mese di marzo.
Tale credito d’imposta, riservato agli esercenti attività d’impresa, è stato concesso per l’anno 2020 per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il nuovo “bonus” presente nel D.L. Rilancio appare potenziato sia dal punto di vista dei soggetti che possono beneficiarne, sia dal punto di vista delle tipologie di immobili che consentono di accedere al bonus. Ma non mancano anche dei “paletti”. (continua)
Fonte:StudioCataldi

 

Incentivi per chi cambia auto.

Incentivi auto, l’emendamento al decreto Rilancio

Arrivano fino a 3.500 euro gli incentivi per chi acquista un’auto euro 6 e ne rottama uno vecchio. È stata la commissione Bilancio della Camera ad approvare un emendamento, che stabilisce un bonus statale di 1.500 euro, se il venditore fa uno sconto di almeno altri 2.000 euro, per chi rottama un mezzo di almeno 10 anni di vita. Il testo è stato approvato dalla commissione Bilancio e lunedì arriverà 6 luglio in assemblea.

La ratio è quella di smaltire le macchine rimaste invendute nel corso della chiusura per la pandemia.

Auto, senza rottamazione incentivo dimezzato

In caso di mancata rottamazione l’incentivo è dimezzato senza rottamazione. Il bonus è valido per gli acquisti effettuati tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2020, per le auto con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi a chilometro e con prezzo fino a 40mila euro (al netto dell’Iva). (continua)

Fonte:StudioCataldi

Superbonus al 110%, chiave per il rilancio.

Se ne parla da settimane, e il suo effetto potrebbe essere dirompente. Si tratta del cosiddetto Superbonus al 110%, provvedimento compreso nell’ultimo decreto Rilancio.

L’obiettivo del provvedimento, in vigore dal prossimo primo luglio fino al 31 dicembre 2021 (a parte le case di edilizia popolare, per le quali è esteso al 2022) è molto chiaro: rilanciare un comparto che ha sofferto la crisi legata al Covid-19, ma che rappresenta una delle spine dorsali del tessuto economico.

PER COSA CHIEDERLO.

Il Superbonus può essere richiesto per alcuni interventi. Il primo è l’isolamento termico delle superfici che ricoprono l’edificio, purché superino il 25% dell’area disperdente. Per essere considerato valido, deve riguardare almeno il 25% della superficie , per esempio,  il cappotto termico.

Il Superbonus al 110% copre anche gli interventi sulle parti comuni degli immobili, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento e raffrescamento a condensazione, purché almeno di classe A.

Detrazioni anche per chi vive in una casa unifamiliare. In questo caso il Superbonus è legato alla sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale obsoleto con un sistema a pompa di calore, anche ibrido o geotermico. (continua)

Fonte:LaRepubblica

Bonus casa 110% Parte la corsa.

Tre interventi attraggono al 110% lavori soggetti da soli a bonus ridotti. La super detrazione può essere estesa a molte tipologie di interventi.

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino a1 31 dicembre 2021, il decreto Rilancio ha introdotto una nuova percentuale di detrazione Irpef e Ires del 110% nell’ambito degli interventi per il risparmio energetico «qualificato», cosiddetto ecobonus, che è già agevolato con le percentuali del 50-65-70-75-80-85% (le quali rimangono ancora in vigore, se non si rispetteranno i nuovi requisiti del decreto Rilancio).

I LAVORI «TRAINANTI» In particolare, sono stati introdotti i seguenti tre interventi, agevolati con il super bonus del 110%: la «sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti» sugli «edifici unifamiliari» o sulle «parti comuni degli edifici» e l’isolamento termico con materiali isolanti che rispettano i criteri ambientali minimi.

Se viene effettuato uno di questi tre nuovi interventi agevolati al 110%, questa percentuale di detrazione può essere estesa anche a tutti gli altri interventi per il risparmio energetico «qualificato», già agevolati al 50-65 7o-75-80-85%, o all’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, già agevolata al 50 per cento.

Per questo motivo, i tre nuovi interventi dell’ecobonus vengono chiamati «trainanti» rispetto agli altri (che sono invece «trainati»). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Classi energetiche: così è possibile migliorarle.

Migliorare la classe energetica di un edificio è possibile ed ora, grazie al nuovo Superbonus del 110%, è anche conveniente. Per ottenere l’ambito beneficio, però, bisogna salire di almeno due classi energetiche e riuscirci non è semplice.

In Italia la gran parte degli immobili, che siano condomìni o private abitazioni, rientrano in classi energetiche molto basse. Le più diffuse in assoluto sono la F e la G; questo vuol dire che l’isolamento termico degli edifici è inesistente, che gli impianti di riscaldamento sono vetusti e che gli infissi non offrono la giusta protezione dall’esterno.

Tutto questo incide in maniera determinante sui consumi energetici e naturalmente anche sui costi che le famiglie sono costrette a sostenere. Per ottenere ottimi risultati in termini di risparmio energetico e accedere al superbonus previsto dal Governo è necessario fare alcune interventi all’immobile in cui si vive.

La prima cosa da fare è scegliere un professionista che dopo un sopralluogo saprà indicare gli interventi adatti al caso specifico e svolgerà i calcoli per verificare che la soluzione prospettata consenta di raggiungere la classe energetica desiderata. A quel punto, tenendo conto del costo dei materiali e della manodopera, sarà possibile conoscere l’entità della spesa e valutare l’opportunità di eseguire gli interventi di ristrutturazione/riqualificazione. (continua)

Fonte: IlGiorno

Case accorpate, il bonus è salvo.

Non decade dai benefici primi casa il contribuente che abbia acquistato una unità immobiliare da unire alla «prima casa» e abbia eseguito lavori che rendono effettivo l’accorpamento. La realizzazione di un’unica unità immobiliare è coerente con la ratio dalla disposizione agevolativa e prevale anche rispetto alle difformi risultanze catastali.

È questo il principio di diritto statuito dalla recente sentenza n. 11322 del 12 giugno 2020, con la quale la Cassazione ha censurato l’operato dell’Ufficio che, illegittimamente, dava esclusivo rilievo al dato formale rinveniente dai dati catastali.

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa. Gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili formati nel territorio dello Stato o, se formati all’estero, aventi a oggetto immobili esistenti nel territorio dello Stato sono soggetti, ordinariamente, all’imposta di registro con aliquota pari al 9%. La base imponibile è rappresentata dal valore del bene trasferito, individuato in misura pari al corrispettivo pattuito.

Con esclusivo riferimento agli immobili a destinazione abitativa, acquistati da persone fisiche che agiscono per fini estranei all’attività commerciale o professionale esercitata, in deroga al principio del prezzo/valore la base imponibile può essere determinata in misura pari alla rendita catastale rivalutata. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Scopriamo l’Ecobonus del 110%: ecco quali interventi sono premiati.

Quando parliamo di riqualificazione energetica ed Ecobonus, parliamo della detrazione nella misura del 110% delle spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus):

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione (la spesa massima detraibile è di 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio nel caso di interventi su parti comuni). (continua)

Fonte: IlSecoloXIX

Bonus locazioni anche ai B&B.

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo apre le porte anche alle attività extra-alberghiere come affittacamere, case vacanze e B&B. Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle entrate nella circolare 14/E del 6 giugno 2020, il credito d’imposta per le locazioni di cui all’articolo 28 del dl 34/2020 (il decreto Rilancio) è concesso indipendentemente dalla categoria catastale dell’immobile locato, a patto però che lo stesso sia effettivamente destinato allo svolgimento dell’attività «di interesse turistico».

Benché la norma escluda dall’agevolazione le locazioni aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, per le imprese operanti nel settore turistico-ricettivo extra alberghiero questo paletto viene meno poiché l’unità immobiliare presa in locazione, anche se di categoria A (esclusi agli A/10), è di fatto utilizzata per svolgere l’attività.

L’interpretazione dell’agenzia delle entrate, anche se ad una prima lettura può sembrare in antitesi con la norma, in realtà è assolutamente coerente ed in linea con l’intento principale del legislatore ovvero quello di sostenere le attività maggiormente colpite dall’emergenza economica prodotta dal Coronavirus, settore turistico in primis.

La disposizione infatti al comma 3 prevede anche un’ulteriore agevolazione ad hoc per le strutture alberghiere e agrituristiche concedendogli la possibilità di usufruire il credito d’imposta senza dover rispettare il parametro che esclude dal bonus i soggetti con ricavi/ compensi 2019 superiori a 5 milioni di euro. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Ecobonus e Sismabonus ristrutturazioni 2020: come funziona e quali lavori.

Ecobonus 2020: cos’è e come funziona.

L’Ecobonus 2020 riprende le agevolazioni fiscali già introdotte in passato per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e porta la detrazione dal 65% al 110%.
Questo significa che, usufruendo dell’Ecobonus, si avrà diritto a una riduzione delle imposte pari al 110% della spesa sostenuta per ristrutturare.

Queste agevolazioni fiscali sono relative a una spesa massima di 60.000€ per unità immobiliare e si riferiscono a tutte le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020, fino alla fine del 2021. 

La spesa potrà essere recuperata sotto forma di sconto fiscale, in 5 rate annuali di pari importo.

Questo significa che se desideri effettuare un intervento di ristrutturazione che comporta un miglioramento della classe energetica di un edificio, a fronte di 10.000€ spesi potrai ottenere 11.000€ di sconto sulle tasse, nella forma di 2.200€ annui per 5 anni.

In questo caso quindi prima pagherai i lavori di ristrutturazione e in seguito recupererai la spesa. Ma se ti stai chiedendo: “…E se non ho così tante tasse da pagare?” continua a leggere: l’Ecobonus 2020 infatti prevede che tu possa anche ristrutturare casa senza spendere nemmeno un euro! (continua)

Fonte:L’abitativo

Niente sanzioni in caso di ritardi nel pagamento dell’Imu.

Rientra nella casistica anche l’emergenza sanitaria che ha causato la chiusura delle attività. Imu, niente sanzioni per i ritardi. Se c’è uno stato di forza maggiore. E il Covid lo è.

Lo stato di forza maggiore esclude l’applicazione delle sanzioni in caso di mancato pagamento dei tributi alle scadenze fissate dalla legge. Ha sicuramente determinato uno stato di forza maggiore anche la pandemia, che ha comportato la chiusura delle attività commerciali e industriali per un lungo periodo e una crisi economica per i contribuenti interessati.

Quindi, anche in caso di ritardato pagamento dell’Imu, i contribuenti  non devono essere sanzionati se si è in presenza di situazioni che ostacolano il corretto adempimento degli obblighi tributari.

Questa regola va applicata anche in presenza di violazioni commesse per ritardato pagamento della prima rata Imu. Del resto costituiscono cause di esclusione delle sanzioni, per forza maggiore, le difficoltà economiche momentanee, che possono dipendere da vari fattori: ritardi nei pagamenti dei crediti delle imprese da parte dell’amministrazione pubblica, mancanza momentanea di liquidità dovuta alla crisi economica, stato di malattia che impedisce il normale svolgimento dell’attività professionale o imprenditoriale. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Imu, regolamenti locali entro il 31 luglio.

Per le amministrazioni comunali è il tempo delle scelte sulla nuova imposta municipale.

Entro il prossimo 31 luglio dovranno essere adottati i regolamenti Imu, la cui finalità è quella di introdurre delle regole nei limiti consentiti dalla legge. L’articolo 1, comma 777, della manovra di bilancio 2020 (legge i valori delle aree edificabili in misura superiore a quelli fissati dallo stesso ente, con delibera del consiglio comunale o della giunta, se questi valori risultino inferiori a quelli indicati in atti pubblici o privati di cui l’ufficio tributi sia in possesso o a conoscenza.

La disposizione, infatti, attribuisce agli enti le facoltà di determinare periodicamente e per zone omogenee i valori di mercato delle aree edificabili, per limitare il potere di accertamento, di disporre il rimborso per le aree divenute inedificabili, in seguito alle modifiche urbanistiche, di prevedere che i versamenti dell’imposta possano essere fatti anche da un solo contitolare, di differire i termini per i versamenti e esentare gli immobili dati in comodato gratuito al comune o a un ente non commerciale.

Con la legge di Bilancio 2020, quindi, viene riconosciuto agli enti locali di fare delle scelte, anche in deroga ai limiti fissati dalla norma attributiva del potere regolamentare generale comuni di fissare dei valori predeterminati ha la finalità di ridurre il contenzioso con i contribuenti, ma non può impedire la rettifica di quelli dichiarati che non siano in linea con i valori di mercato degli immobili. La deliberazione dei valori non può avere altro effetto che quello di autolimitare il potere di accertamento dell’imposta. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus mobili.

Chi ha ristrutturato nel 2019 ha uno sconto sugli arredi.

In vigore dal 2012, anche quest’anno si può usufruire del Bonus mobili ed elettrodomestici. È nato prima delle agevolazioni introdotte per l’emergenza Coronavirus, e collegato, fin dall’inizio al bonus ristrutturazioni. Il bonus mobili è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 anche per gli acquisti che si effettuano nel 2020 ma spiega l’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) può essere richiesto solo se abbinato a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2019.

COSA PREVEDE. Detrazioni del 50 per cento su mobili e grandi elettrodomestici ,Tetto massimo 10mila euro.

Il Bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione del 50% è applicabile su una spesa massima (per unità immobiliare residenziale, sia prima che seconda casa o per le parti comuni dei condomini) di 10.000 euro.

La detrazione (massimo 5.000 euro) va ripartita in dieci quote annuali (nel caso del tetto massimo, quindi, 500 euro all’anno) presentandola nell’apposito spazio nelle dichiarazioni dei redditi 2021. Si può applicare in due case Non si somma con l’ecobonus al 65% Il vincolo per poterne usufruire è dovuto alla necessaria contemporaneità di un intervento di recupero edilizio (ristrutturazione o acquisto caldaia con bonus al 50%). (continua)

Fonte:QN

Meno tasse sulle compravendite Ossigeno al mercato immobiliare.

Taverna (Fimaa) lancia l’allarme: con il Covid a rischio 200mila transazioni.

Per rilanciare il mercato immobiliare l’Ecobonus messo in campo dal governo non è sufficiente. Serve un taglio delle tasse sulle compravendite. L’ analisi e la proposta sono di Santino Taverna presidente provinciale e nazionale di Fimaa-Confcommercio, che nei giorni scorsi è intervenuto in audizione alla decima commissione del Senato.

«Se non ci saranno interventi strutturali per ravvivarla ha detto taverna questa filiera capace di contribuire al 20 per cento del Pil si spegnerà». Di qui la proposta di una minore tassazione sulle compravendite. anche perchè il rischio grosso è che, per colpa dell’emergenza Covid, quest’ anno duecentomila transazioni non vadano a buon fine.

«Come Fimaa riteniamo necessario, per non dire indispensabile, agire sulla tassazione delle compravendite per alleggerire il fardello impositivo che penalizza fortemente la ripartenza del mercato e degli scambi, spegnendo anche i desideri e le esigenze della collettività». (continua)

Fonte:LaPrealpina

 

Bonus facciate: i chiarimenti dell’Agenzia.

L’Agenzia chiarisce che il bonus facciate spetta anche agli enti pubblici e che per l’assimilazione alle zone A e B serve la certificazione urbanistica.

Gli interpelli al fisco sul bonus facciate.

In virtù della possibile sovrapposizione tra i lavori ammessi al bonus facciate e quelli ammessi agli altri bonus (riqualificazione energetica, patrimoni edilizio, ecc.), l’Agenzia delle Entrate risolve alcuni dubbi in merito ai requisiti necessari con due distinte risposte ad istanze di interpello.

Anche l’ente pubblico può beneficiare del bonus facciate.

Un ente pubblico si occupa della riqualificazione energetica e non delle strutture di sua proprietà e non, compresi gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici. Ritenendo di avere diritto al bonus facciate, chiede conferma all’Agenzia delle Entrate se questa agevolazione si applica a tutti i tipi di edifici, a tutti i tipi di contribuenti soggetti alle imposte sui redditi, comprese le persone giuridiche e agli interventi di isolamento termico. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Sospensione mutui prima casa: come fare.

mano che tiene casa sospesa

Come chiedere la sospensione del mutuo delle prime case grazie al fondo Gasparrini e l’elenco delle banche aderenti.

La crisi accentuata dal lockdown

Il lockdown ha di fatto accentuato una situazione di grave crisi già preesistente.Dobbiamo ricordare infatti che già a gennaio del 2020 l’Italia era in recessione, ovvero già da gennaio le famiglie avevano meno reddito a disposizione.
Per quanto detto molte famiglie oggi, con dei mutui molto vecchi, che hanno un tasso d’interesse più elevato rispetto a quelli oggi applicati ai finanziamenti, mutui che, tra le altre cose, non hanno usufruito della surroga ex legge n. 40/2007, si trovano ancora oggi a pagare delle rate troppo alte rispetto al proprio reddito.
Per far fronte alla grave difficoltà delle famiglie, il Governo ha istituito, sin dal 2007, un fondo di sospensione dei mutui sulla prima casa.
Le domande presentante oggi sono superiori a 134.000, con un importo medio di richiesta di sospensione mutuo di circa €87.000,00, sempre secondo i dati di Bankitalia.
Vediamo nel dettaglio a chi è destinato questo fondo e per quanto tempo viene concesso. (continua)
StudioCataldi

Ecobonus 2020 al 110 per cento nel Decreto Rilancio: come funziona.

Agevolazioni per migliorare l’efficienza energetica degli immobili: ecco tutti i dettagli sull’ecobonus 2020 al 110 per cento previsto dal Decreto Rilancio.

Il Decreto Rilancio tra le misure fiscali a sostegno di imprese e cittadini prevede l’ecobonus 2020 al 110 per cento. L’obiettivo da una parte è alleggerire i costi di restauro, adeguamento energetico e sismico dei proprietari di abitazioni, dall’altro favorire la ripartenza dei cantieri. Vediamo di che cosa si tratta.

Ecobonus 2020, che cos’è e a cosa serve.

Con ecobonus genericamente si intendono tutte quelle agevolazioni previste dallo Stato per i proprietari di immobili che decidono di effettuare lavori particolari ai loro edifici. Interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della struttura, ma anche la ristrutturazione e azioni mirate a migliorare le prestazioni antisismiche degli edifici (sismabonus).

Le detrazioni.

Fino a maggio 2020, le percentuali detraibili variavano per le diverse tipologie di lavori e non erano previste detrazioni così alte come quelle previste dal Decreto Rilancio (pubblicato il 20 maggio in Gazzetta Ufficiale). Come indicato sul portale Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, le detrazioni fino al Decreto Rilancio riguardavano:

  • Bonus casa per le ristrutturazioni edilizie: detrazione al 50%
  • Ecobonus per riqualificazione energetica, che comprende:
  • detrazioni del 50% – Serramenti e infissi, schermature solari, caldaie a biomassa, caldaie a condensazione classe A (continua)

Fonte:AgendaDigitale

 

 

Distacco delle utenze all’inquilino moroso.

Quali sono i rischi a cui va incontro penalmente il proprietario che proceda al distacco delle utenze al conduttore moroso.

Conduttore moroso: i rischi per il proprietario.

In costanza della pandemia e, viste le difficoltà economiche che ne sono derivate, i rapporti di locazione,specialmente quelli ad uso abitativo, sono oggetto di frequenti controversie tra il locatore e il conduttore.
Laddove il conduttore non riesca a far fronte ai canoni pattuiti in sede di stipula del contratto, il locatore, nella sua qualità di proprietario, può azionare la procedura di sfratto per morosità e darvi esecuzione al fine di ottenere la liberazione dell’unità abitativa.
Nella malaugurata ipotesi in cui il locatore, a fronte della morosità del conduttore, decida sua sponte di cambiare la serratura dell’appartamento locato, o di provocare il distacco delle utenze idriche, elettriche e del gas, prima ancora di aver azionato lo sfratto o in pendenza dello stesso, rischia di incorrere per le condotte poste in essere in conseguenze penali.
Vediamo quali. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Bonus affitti.

Canone da locazioni. Credito d’imposta sul 60%. L’articolo 28 del decreto Rilancio, tra le misure per sostenere le attività economiche colpite dall’emergenza Coronavirus, ha previsto un credito d’imposta del 60% del canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili a uso non abitativo, destinati alle attività economiche. Quindi sono esclusi i canoni residenziali. Il bonus affitti, come ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 32/E che ha istituito il codice tributo «6920»,è già utilizzabile e consente la compensazione con il modello F24.

I benefici sono riservati alle attività economiche. Esclusi gli affitti residenziali. Come spiega l’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) «ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente alla data di entrata in vigore del decreto (quindi nel 2019,ndr), spetta un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, turistica o all’esercizio abituale dell’attività di lavoro autonomo». (continua)

Fonte:QN

 

Installazione ripetitore su lastrico solare condominiale: la Cassazione fa chiarezza.

La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha fatto chiarezza su una questione spesso dibattuta in seno alle assemblee condominiali che di frequente si trovano a dover decidere sulla concessione dell’uso del lastrico solare condominiale a società di telecomunicazioni per l’installazione di ripetitori.

Frequenti sono le liti sulle maggioranze necessarie per deliberare la concessione dell’uso del lastrico solare sicché è interessante l’intervento delle Sezioni Unite non solo per la soluzione cui giungono ma anche per l’analisi svolta in merito al carattere dell’installazione nonché alla qualificazione del relativo contratto. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Limite contanti: dal primo luglio fino a 2.000 euro.

Scatta dal primo luglio il nuovo limite dei 2000 euro all’utilizzo dei contanti, modifica introdotta dal decreto 124/2019 in materia fiscale.

Dal 1° luglio 2020 il limite all’utilizzo dei contanti passa da 3000 a 2000 euro, per abbassarsi a 1000 euro a partire dal primo gennaio del 2022. Limitazioni sempre più stringenti per impedire ai furbetti evadere le tasse e per contrastare tutti quei reati che alimentano la criminalità organizzata e il terrorismo.

Dal primo luglio limite di 2000 euro per i contanti.

I contanti dal 1991 in poi hanno incontrato periodicamente dei limiti al loro utilizzo. Le ragioni sono note, contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro sporco.

La legge n. 208/2015, al comma 898 dell’art. 1 dispone la modifica dell’art 49, comma 1 del decreto legislativo n. 231/2007 (che attua la direttiva UE prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo) disponendo il limite dei 3000,00 euro all’impiego del contante. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Imu, è un problema.

Un commento su questo tema è d’obbligo:  occorre una misura di limitazione del peso dell’Imu.

La prima rata del 16 giugno vale 11 miliardi di euro di Imu (i restanti 11 saranno da versare in dicembre). L‘Imu, come noto (anche se molti lo dimenticano o fingono di dimenticarlo), è un’imposta patrimoniale, e come tale ha due soli modi per essere pagata: con i redditi provenienti dal bene colpito, è il caso degli immobili dati in locazione, o con redditi di altra natura, generalmente quelli da lavoro.

In un periodo di eccezionale crisi come questo, però, entrambe le fonti di entrata sono a rischio. Gli affitti, specie quelli dei locali commerciali (negozi, ristoranti ecc.) in molti casi non vengono pagati. Quanto ai redditi di lavoro, quelli sono venuti spesso a mancare o ad essere fortemente ridotti.

A segnalare il problema è stata persino la Cgil. «Grande attenzione è stata posta in questi giorni sulla scadenza della prima rata Imu», si legge nella memoria depositata in Parlamento in occasione dell’audizione sul «decreto rilancio» (anche se sulla «grande attenzione» avremmo i nostri dubbi).

«La data del 16 giugno non è stata modificata né prorogata. Questo potrebbe creare problemi nei pagamenti ad alcuni contribuenti particolarmente colpiti dalla crisi». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Coronavirus: il negozio chiuso non deve pagare l’affitto.

Sovraindebitamento ai tempi del coronavirus. Una prima pronuncia del tribunale di Venezia sospende i canoni di locazione durante il lockdown.

Questo periodo di grave pandemia ha aggravato di fatto la grave crisi economica preesistente.

Lockdown e affitti dei locali.

L’economia della nostra nazione era già in grave recessione prima della diffusione di questa grave epidemia ma, come era certamente prevedibile, dopo tutti questi mesi di fermo obbligatorio, molte piccole realtà artigianali e comunque molte imprese a conduzione familiare, in assenza di un grande consolidamento economico, non riusciranno più a ripartire proprio a causa di tutti i debiti accumulati durante il periodo del lockdown.

Sicuramente ciò che ha pesato molto sulle aziende sono stati gli affitti dei locali adibiti all’attività commerciale ma, dal Tribunale di Venezia arriva un’importantissima sentenza.

Un provvedimento destinato a segnare la storia di questo grave periodo di crisi, e che interessa una vasta platea di imprenditori e titolari di attività economiche che, dopo mesi di chiusura delle loro attività, oggi sono pronti a riaprire le loro saracinesche. (continua)

Fonte:StudioCataldi

“Consentite le visite presso gli immobili abitati: accolta la proposta della Consulta al Governo di correggere la risposta alla Faq”

La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Anama-Fimaa-Fiaip), nei giorni scorsi aveva proposto al Governo la modifica della risposta alla Faq che di fatto consentiva le visite solo agli immobili disabitati generando innumerevoli criticità nello svolgimento dell’attività delle agenzie immobiliari riaperta il 4 maggio in quanto ritenuta di necessaria utilità per la comunità.

La rettifica del Governo ha chiarito che sono consentite le visite anche agli immobili abitati ovviamente nel rispetto delle misure precauzionali e di sicurezza, oramai note, orientate a evitare rischi di contagio da Covid-19 (utilizzo di mascherina, guanti monouso e mantenimento del distanziamento interpersonale di almeno un metro).

Riteniamo che l’accoglimento da parte del Governo della proposta della Consulta di rettificare la risposta alla Faq – dichiarano il Presidente di Anama Renato Maffey e Coordinatore della Consulta, il Presidente di Fimaa Santino Taverna e il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – è da considerarsi significativa e strategica sia per una più serena operatività delle agenzie immobiliari che erogano un servizio di utilità sociale sia soprattutto per una necessaria chiarezza nei confronti dei cittadini nello scongiurare dubbi su eventuali sanzioni circa le visite “fisiche” agli immobili che rimangono di fondamentale importanza per una scelta consapevole come l’acquisto di un bene di prima necessità qual è il bene CASA”. 

Scarica la nota congiunta

Decreto rilancio: Puoi usare i crediti col fisco come moneta.

Gli sconti del 110% per ristrutturare casa sono vendibili a chiunque. E non sono conteggiati come debito.

Nelle più di 300 pagine del decreto “Rilancio” è stata inserita agli articoli 121 e 122 la cosiddetta “moneta fiscale” che gli autori di questo articolo hanno predicato negli ultimi anni, assieme ad altri. Sotto la spinta di alcuni senatori M5S e del sottosegretario alla Programmazione Economica prof. Mario Turco, è stata a sorpresa inserita nel decreto una cosa potenzialmente utile per l’economia italiana.

Facciamo un esempio di come funziona. Uno degli autori del presente articolo si è visto arrivare in casa la settimana scorsa il rappresentante di una impresa che proponeva un impianto a pannelli solari di ultima generazione per sostituire il bombolone del GPL (si parla di una casa in campagna), senza alcun costo. Come è possibile? Grazie all’art. 121 del decreto-legge.

Se l’impianto costa ad esempio 20mila euro, genera uno sconto fiscale del 110% quindi 22mila euro e questo sconto diventa un credito di imposta vendibile a chiunque, non solo all’impresa che fa i lavori. Dato che è cedibile a tutti e di importo superiore a quello del corrispettivo dovuto per il lavoro, è scontabile facilmente in banca. Per cui l’impresa che propone il lavoro può dire che non ti costerà niente perché lei lo girerà in banca (ovviamente offrendo 20mila euro ad esempio per un credito che all’Agenzia delle Entrate varrà 22mila in detrazioni). (continua)

Fonte:Libero

Speciale Ecobonus.

Lo chiamano Ecobonus ed è una delle misure più importanti contenute nel decreto Rilancio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 e relativo a “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Nei 266 articoli dettagliati in 323 pagine che mettono nero su bianco le misure messe in campo dal governo per la ripresa dell’economia dopo l’emergenza Coronavirus sono previste anche detrazioni fino al 110% delle spese sostenute tra luglio 2020 e dicembre 2021 per specifici interventi di miglioramento dell’ efficienza energetica degli edifici e di riduzione del rischio sismico, oltre che per interventi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Le agevolazioni fiscali previste dall’Ecobonus, secondo quanto spiegato dal vademecum predisposto dall’Agenzie delle entrate, possono essere richiesti dai condomìni; dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari; gli Istituti autonomi case popolari (Iacp) e gli enti aventi le stesse finalità sociali; le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci”.

Di particolare interesse la norma per la quale l’Ecobonus al 110% è valido sia per le prime case che per le seconde case in condominio e sulle case unifamiliari adibite ad abitazione principale. (continua)

Fonte:Corrieredell’Umbria

Atto notorio e autocertificazione.

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La differenza tra atto notorio, dichiarazione sostitutiva di notorietà e autocertificazione. Cosa sono, come funzionano e gli esempi per scriverli.

L’atto notorio.

Sempre più spesso vengono richiesti per il compimento di determinate pratiche atti quali l’atto notorio, la dichiarazione sostitutiva di notorietà e l’autocertificazione. In molti casi, i “non addetti ai lavori” sono all’oscuro della funzione, del valore e dell’efficacia di tali documenti, che molte volte vengono anche confusi tra di loro o, addirittura, ricondotti erroneamente alla stessa cosa.

Per cominciare, l’atto notorio (detto, anche, atto di notorietà o dichiarazione giurata) è un atto pubblico con il quale una persona, alla presenza di due o più testimoni, rende una dichiarazione su uno o più fatti notoriamente conosciuti da tali persone.

Che valore ha l’atto notorio?

In quanto atto pubblico, l’atto notorio fa prova legale sulla provenienza dal dichiarante e su quanto fatto o dichiarato davanti al funzionario pubblico o al privato esercente una pubblica funzione (si pensi ad esempio al notaio) che lo riceve. Non fa, invece, prova legale circa i contenuti delle dichiarazioni rese. (continua)

Fonte:StudioCataldi

“Fase 2”, ecco le attività dal 25 maggio.

uomini e donne con mascherine per protezione coronavirus

In prima linea ci sono le piscine, le palestre ed i centri sportivi riaperti dal 25 maggio. Ma non solo. La riapertura più attesa è quella di palestre, piscine e centri sportivi. A riaprire saranno anche i luna park, le autoscuole ed i tirocini di presenza.

Ma ci sono novità anche per i noleggi delle auto, per i centri sociali, per i bambini, per le spiagge. Nel frattempo è stata la Conferenza delle Regioni ad integrare le linee guida per le attività economiche e produttive aggiungendo i nuovi settori. Si ricorda che, oltre al distanziamento sociale di minimo un metro e l’utilizzo di mascherine, sono tassativi i cartelli davanti alle strutture, l’igiene delle mani preferita all’utilizzo dei guanti monouso per scongiurare i rischi derivanti da un errato impiego, il controllo della temperatura e in molti casi vetri parafiato alle casse e ai front office.

Per la riapertura di palestre, centri sportivi e piscine predisposti controlli: potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C. Nelle sale attrezzi e negli spogliatoi distanziamento di sicurezza: servirà inoltre «organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro» e regolamentarne l’accesso in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Consentire l’accesso su appuntamento. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Ecobonus 110% come funziona.

Confermato nel Decreto Rilancio il superbonus al 110% per i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica (anche su alcune seconde case). Possibile usufruire sia dello sconto in fattura, sia della cessione del credito, anche ad una banca.

La cessione del credito, peraltro, è prevista anche per altre nuove agevolazioni fiscale previste per l’emergenza Coronavirus, come i crediti d’imposta sull’affitto di commercianti e PMI, o quelli per la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Tempistica: Come noto, La possibilità di applicare sconto in fattura o cessione del credito riguarda i lavori sostenuti nel 2020 e nel 2021. Si applica a tutti i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico per i quali è prevista la nuova detrazione al 110% dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

E’ prevista anche per altri interventi di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, rischio sismico.

Quali lavori . Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. (continua)

Fonte:LaNazione

Decreto rilancio, slitta ancora il testo finale Bonus 110% alle seconde case in condominio.

Lavori in corso per il decreto rilancio, approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso ma fino a ieri sera non pubblicato in Gazzetta ufficiale. Nonostante le indicazioni arrivate dalla maggioranza, il via libera finale potrebbe arrivare solo nella serata di oggi.

A quel punto partirà la corsa a mettere a punto provvedimenti attuativi e circolari, necessari per rendere operative molte delle novità: una parte delle quali ha l’obiettivo di accelerare procedure rimaste almeno inizialmente bloccate con il precedente decreto “Cura Italia”.

IN ATTESA DEL BOLLINO. Nel testo che ancora non aveva avuto il “bollino” della Ragioneria generale dello Stato alcuni nodi erano stati sciolti, altri risultavano ancora in sospeso. Un capitolo da mettere a punto è quello del cosiddetto “tax credit” per incentivare le vacanze in Italia, che comunque dovrebbe essere confermato pur se con qualche aggiustamento.

Tra le questioni risolte c’è invece quella relativa al campo di applicazione del superbonus del 110 per cento, per lavori di riqualificazione energetica e prevenzione anti-sismica. Uno strumento che come precisato dal ministro Gualtieri vale 14 miliardi in cinque anni.

Nella prima stesura erano escluse dalla nuova e ulteriore agevolazione tutte le unità immobiliari diverse da quella principale ( ovvero quella in cui il proprietario ha la residenza o la dimora abituale); restava inoltre una certa ambiguità sulla possibilità dei proprietari di seconde case all’interno di un immobile più grande di partecipare a lavori condominiali, sfruttando la detrazione  (continua

Fonte:IlMessaggero

Decreto rilancio: tutte le misure per imprese e autonomi.

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Famiglie, lavoratori e imprese. Sono questi i principali interlocutori a cui si rivolge il D.L. Rilancio approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo 2020. Un provvedimento “omnibus” con stanziamenti per 55 miliardi di euro, pari a due manovre di bilancio. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa ha parlato di “misure di rilancio e sostegno alle imprese per dare impulso alla crescita, accompagnare l’economia verso una pronta ripartenza”.
Diversi gli interventi concreti e immediati di sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita Iva, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria. Il premier ha menzionato, tra gli altri, aiuti a fondo perduto, riduzione delle tasse, sconti fiscali, sgravi per affitti e bollette elettriche ancora più leggere. (leggi l’articolo)
Fonte:StudioCataldi

Affitti Estivi, Agenzie Immobiliari: arrivano le Linee Guida per “l’Accoglienza Sicura”

Affitti sicuri anche quest’estate nelle case in locazione ai turisti. La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (Anama-Fimaa-Fiaip)nell’ottica di fornire un contributo fattivo e propositivo, ha presentato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e al Ministero dello Sviluppo Economico delle ”Linee Guida per l’Accoglienza Sicura” contenente le misure precauzionali per contrastare la diffusione del Covid 19 nella gestione delle locazioni turistiche  da parte delle agenzie immobiliari, nel pieno rispetto della tutela della salute pubblica.

Le tre organizzazioni sindacali di categoria (Anama–Fimaa–Fiaip) sottolineano come, l’adozione di particolari accorgimenti contenuti nelle Linee Guida, all’attenzione del MIBACT e del MISE, sia fondamentale per consentire una ripartenza della stagione estiva in totale sicurezza per chi svolge l’attività di agente immobiliare e per i turisti che vorranno prendere in locazione una casa-vacanza nel territorio nazionale.

“Le Linee Guida  – dichiarano il Presidente di Anama Renato Maffey e Coordinatore della Consulta, il Presidente Nazionale Fimaa Santino Taverna e il Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini – vogliono essere un valido supporto pratico al documento di valutazione dei rischi (decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche e integrazioni), prevedendo una serie di accorgimenti da adottare al fine di limitare al massimo il rischio di contagio da Covid-19 all’interno degli immobili gestiti dalle Agenzie Immobiliari a tutela e salvaguardia della salute degli operatori, dei turisti e della comunità in generale”.

Il documento si riferisce, in particolare, agli accorgimenti da adottare per la locazione ai turisti di immobili intermediati e/o gestiti da Agenzie Immobiliari che comprendono le operazioni di check-in e check-out, la gestione di eventuali manutenzioni durante il periodo di soggiorno e l’organizzazione della pulizia da farsi prima e dopo la locazione oltre alla gestione di eventuale comparsa di febbre o manifestazione di sintomi da infezione respiratoria da parte del turista.

“Auspichiamo che queste Linee Guida possano essere condivise oltre che dai Ministeri competenti anche e soprattutto dalle Regioni e dalle Amministrazioni Locali in quanto è prioritario far ripartire da subito in totale sicurezza le locazioni estive contribuendo fattivamente a rilanciare il settore turistico da sempre di strategica rilevanza per l’economia nazionale”.

 

Decreto rilancio: tutte le misure.

sveglia che segna tempo di rilancio

Si tratta di un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’atteso provvedimento sarebbe dovuto essere approvato ad aprile ma è slittato ed è arrivato a maggio fortemente ampliato.

Il decreto dovrà dare sostegno alle imprese, alle famiglie, alla scuola, all’università, alla ricerca, al mondo della disabilità, al sistema sanitario, alle forze dell’ordine, al mondo dello sport, al turismo, al settore edilizio. Si tratta di “Un testo complesso” ha chiarito Conte, “ci sono oltre 250 articoli ma tenete conto che parliamo di 55 miliardi pari a due manovre, due leggi di bilancio“.

Le misure per le imprese.

Il decreto introduce diverse misure “concrete e immediate” di sostegno alle imprese e agli altri operatori economici con partita IVA, compresi artigiani, lavoratori autonomi e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria.

Contributo a fondo perduto.

Confermato il contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, comprese le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro.
Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, mentre per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Niente Imu per alberghi e stabilimenti balneari.

Taglio Irap, platea più larga.Tassa sulle attività produttive, salta la rata di giugno fino a 250 milioni di fatturato. Accordo sull’Ecobonus, detrazione del 110% se nella scala di efficienza si sale di 2 gradini.

Scritto, riscritto, corretto. Poi più volte emendato dalla Ragioneria generale dello Stato per la mancanza di coperture. Come per la Cassa integrazione. Con il ministero del Lavoro che ha difeso a spada tratta l’allungamento a 18 settimane dell’assegno, e i tecnici del Tesoro che hanno provato a fermarlo a 14 settimane.

Comunque sia, dopo un mese di una difficilissima gestazione, il testo del provvedimento dovrebbe aver preso la sua forma quasi definitiva. Ieri sera è stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a dire che «tutti i nodi politici sono sciolti». Il consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi il provvedimento. Ci saranno meno Imu e Irap, contributi a fondo perduto e aiuti alla ricapitalizzazione.

Il pacchetto imprese, del resto, è al centro del decreto rilancio. La cancellazione della rata di saldo e acconto dell’imposta sulle attività produttive, dovuta nel prossimo mese di giugno era stata pensata per le imprese di medie dimensioni, quelle con fatturato compreso tra i 5 e i 250 milioni, con l’esclusione di banche e intermediari finanziari. Nella serata di ieri però è stata confermata la possibilità di estendere l’agevolazione anche ai soggetti più piccoli, quelli fino a 5 milioni di ricavi che sono destinatari dei contributi a fondo perduto.

Anche per la temporanea cancellazione dell’Irap la condizione è aver subito ad aprile di quest’anno una riduzione del fatturato pari ad almeno il 33%,: l’aumento al 110 per cento della percentuale di detrazione delle spese per riqualificazione energetica o prevenzione sismica, i cosiddetti ecobonus e sismabonus. Dovrebbe essere saltato il requisito di effettuare contemporaneamente le due tipologie di lavori, che avrebbe limitato l’utilizzabilità. (continua)

Fonte:IlMessaggero

Le misure Irap per le Imprese: Saldo e acconto abolito fino a 250 milioni di ricavi.

Tutte le imprese con un volume di ricavi fino a 250 milioni di euro non verseranno il saldo dell’Irap del 2019 né l’acconto del 40 per cento dovuto per il 2020.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un’intervista al Tg5, ha annunciato che l’abbuono dell’imposta, che serve a finanziare la sanità regionale, vale anche per le piccolissime imprese, ditte individuali e artigiani che in un primo momento sembravano escluse dall’abolizione del saldo-acconto.

Infatti, in una delle ultime bozze del decreto rilancio, lo sconto era previsto solo alle aziende con fatturato compreso tra i 5 e i 250 milioni di euro. Per accedere al beneficio sarà necessario che i ricavi di aprile siano inferiori di un terzo rispetto allo stesso mese del 2019. Per avere un’idea dell’entità di questa misura si può guardare alle statistiche delle dichiarazioni disponibili, quelle presentate nel 2018 sui redditi 2017.

Complessivamente le aziende fino a 250 milioni di fatturato versarono oltre 9 miliardi di euro, garantendo più dei due terzi del gettito dell’Irap. Se veramente tutta questa platea fosse interessata allo sconto si potrebbe arrivare a un abbattimento dell’imposta di 3-4 miliardi di euro. (continua)

Fonte:LaStampa

Decreto rilancio: Ecobonus e Sismabonus al 120%.

Ecobonus e sismabonus, misure per l’edilizia 2020. Il decreto rilancio (ex decreto Maggio) aumenta l’aliquota di detrazione: credito d’imposta al 120% per interventi di riduzione del rischio sismico, sostituzione di impianti termici e installazione di impianti fotovoltaici su edifici.

In alternativa alla detrazione diretta, sconto del 100% sul corrispettivo dell’impresa impiegata, la quale, otterrà un credito di imposta del 120% da usare in compensazione.

Fase 2, il Governo punta sull’edilizia per il rilancio.

Nel decreto rilancio, l’Esecutivo cerca il modo di ripartire proprio dall’edilizia. Di questa strategia fa parte il rafforzamento di ecobonus e sismabonus: percentuale di detrazione al 120% tra le proposte avanzate dai ministeri per il decreto rilancio che la prossima settimana sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri. (continua)

Fonte: StudioCataldi

 

Lavori in condominio senza sborsare un euro.

Un anno e mezzo per rifare il condominio da cima a fondo e senza spendere un euro.

Se il testo predisposto in bozza dal Governo (si vedano gli altri articoli nella pagina) passerà indenne l’esame del Parlamento gli amministratori avranno il loro daffare a coordinare assemblee, chiedere preventivi e organizzare le cessioni del generosissimo credito fiscale da parte dei condòmini per i 18 mesi a partire dal 1° luglio 2021.

La detrazione del 110% comprende infatti non solo la spesa per i lavori, la progettazione, l’Iva, eccetera ma anche buona parte degli oneri finanziari che si devono sopportare nella cessione del credito d’imposta o nella detrazione decennale.

La nuova norma, anche se rivolta a tutti i proprietari immobiliari, a causa di alcune delle tipologie di lavori legati al risparmio energetico, finirà con l’interessare prevalentemente interi edifici. In particolare, il bonus del 110% spetterà per: cappotto termico (con il limite di 60mila euro a unità immobiliare), sostituzione degli impianti attuali con quelli a pompa di calore (limite di 30mila euro a unità, che scende a 10mila se il vecchio impianto era a gasolio e il nuovo è una pompa di calore o una caldaia a condensazione), impianti solari fotovoltaici ma anche ogni altro intervento di efficientamento energetico purché eseguito in abbinata alla sostituzione degli impianti o al cappotto termico. Il risultato finale deve soddisfare i requisiti minimi di cui al Dm del 26 giugno 2015. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

Le agenzie immobiliari scrivono al Premier Conte: “Inopportuno prevedere le visite solo in case disabitate”

Necessario rapido intervento per correggere quanto previsto dalla Faq del Governo

La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare, composta da AnamaFimaa Fiaip, ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere un intervento immediato a tutela del lavoro delle agenzie immobiliari.

Una Faq pubblicata sul sito del Governo infatti prevede che ‘le visite degli agenti immobiliari con i clienti presso le abitazioni da locare o acquistare potranno avere luogo solo quando queste siano disabitate’ rischiando di ridurre tra un 70/80% l’attività delle agenzie immobiliari.

“Si tratta – si legge nella lettera a firma dei presidenti di Anama Renato Maffey, di Fimaa Santino Taverna e di Fiaip Gian Battista Baccarini – di una valutazione che consideriamo in tutta sincerità priva di logica, oltre che inopportuna per la nostra categoria e per i consumatori. Se la Fase 2 deve significare riavvio responsabile di quelle attività produttive che sono state inserite nell’apposito elenco, e se in relazione a tali attività non esiste un divieto espressamente o anche indirettamente posto dalla norma, riteniamo che non possa poi una mera interpretazione contenuta in una FAQ vanificare l’impegno degli operatori nel mettere in campo strumenti e sforzi intellettuali ed economici per riprendere ad esercitare il proprio lavoro nella consapevolezza del proprio operato e nel riconoscimento del diritto alla salute della clientela. Non va inoltre sottovalutato il danno che gli stessi consumatori esclusi, subirebbero nel non potere realizzare i propri programmi di vita ed economici, essendo obbligati a rinviarli immotivatamente”. (continua)

Locazioni brevi e obblighi in questura.

Il ministero dell’interno è intervenuto in merito a due aspetti critici delle nuove regole in materia di affitti brevi.

Come noto, il decreto sicurezza ha previsto, per le locazioni e per le sublocazioni «di durata inferiore a trenta giorni», l’obbligo di comunicare alla questura, entro le 24 ore successive all’arrivo, le generalità delle persone alloggiate, attraverso il sistema telematico «Alloggiati Web», attuativo dell’articolo 109 del Testo unico sulla pubblica sicurezza.

Al proposito, il ministero dell’interno, ha scritto alle questure, invitandole ad adeguare la relativa modulistica di accesso al fine di considerare una tipologia di ospitalità, la locazione (priva di obblighi autorizzativi e simili), diversa da quella riguardante le strutture ricettive, per le quali era stato pensato il sistema «Alloggiati Web».

Rispondendo ad un’altra segnalazione, il ministero ha poi chiarito che, in caso di locazione o sublocazione inferiore a 30 giorni a cittadini estranei all’Unione europea, l’obbligo di comunicazione introdotto dal decreto sicurezza assorbe quello previsto dal Testo unico sull’immigrazione (decreto legislativo n. 286 del 1998).

Si tratta di due interventi importanti su una materia, quella degli affitti brevi, interessata negli ultimi anni da diverse novità legislative (un’altra, in materia fiscale, è quella relativa all’obbligo di ritenuta per la cedolare secca in capo ad agenti immobiliari e piattaforme telematiche) e sulla quale si registrano anche invasioni di campo da parte di alcune regioni, che hanno il solo risultato di creare confusione e inutile burocrazia in un settore che andrebbe invece valorizzato.

Fonte:ItaliaOggi

Riaprono le agenzie immobiliari: ecco il vademecum per la sicurezza.

L’obiettivo è far ripartire il settore , che durante il fermo ha visto rinviati circa 65mila contratti di locazione di varie tipologie e 20mila atti di compravendita.

Uffici riaperti , nelle strade semivuote, in attesa che gli esercizi commerciali alzino le saracinesche. Le agenzie immobiliari sono operative e la categoria si rialza dopo le difficoltà derivanti dal lockdown. Una categoria in grado di parlare con una voce sola, una delle poche.

Le regole nei locali delle agenzie.

Distanziamento delle scrivanie, uso di dispositivi di protezione individuale, igiene ambientale con una frequenza di pulizia di almeno due volte al giorno e successive sanificazioni periodiche; accessi regolamentati e scaglionati secondo precise modalità:

– ampliamento delle fasce orarie;
– nei locali fino a 40 metri quadrati, accesso di una sola persona alla volta, oltre ad un massimo di due operatori dell’agenzia;
– nei locali di dimensioni superiori a 40 metri quadrati, l’accesso sarà regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, se possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

Leggi l’articolo.

Fonte:IlSole24Ore

INTERVENTI ANTICRISI. Imu e soggiorno possono essere azzerati, ma Cosap, Tosap e pubblicità no.

Crescono le richieste ai Comuni per ottenere riduzioni o esenzioni praticamente su tutti i tributi comunali. Ma concederle non è facile, vuoi per motivi di cassa, vuoi per inghippi normativi, di cui i Comuni aspettano la risoluzione nel prossimo decreto.

Ma nell’attesa è bene capire come intervenire a normativa vigente. Il quando varia per ogni tributo, perché le norme che si sono succedute hanno creato un groviglio di scadenze. In generale regolamenti e tariffe vanno decisi entro il temine di approvazione del preventivo, oggi fissato al 31 luglio.

Ma questa regola ha subito quest’anno varie deroghe. Per l‘Imu, il termine per aliquote e regolamenti è il 30 giugno (comma 779, legge 160/2019). Per la Tari e la tariffa corrispettiva, il regolamento era da approvare entro il 30 aprile (articolo 57-bis, Dl124/2019), mentre le tariffe entro il 30 giugno (articolo107, D118/2020). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Calo dei prezzo degli immobili fino al 5%. Agenzie immobiliari cesenati riaprono lunedì in sicurezza. “Tanti contratti da sbloccare”

Tornano al lavoro lunedì 4 maggio centinaia di agenzie immobiliari del comprensorio cesenate, dopo quasi due mesi di forzato fermo-attività.
I clienti verranno profilati e si prenderanno appuntamenti on line e un po’ alla volta riprenderanno i contatti fisici in agenzia nelle visite degli immobili. All’inizio avverranno le viste virtuali degli immobili.
 
In seno alla Consulta interassociativa nazionale dell’Intermediazione immobiliare, Fimaa Confcommercio– informa il presidente cesenate e provinciale Pietro Corica (330 imprese associate) – ha presentato un vademecum contenente le misure precauzionali e di sicurezza negli ambienti di lavoro e nello svolgimento dell’attività di agenzia immobiliare affinché quest’ultima possa rientrare dal 4 maggio tra quelle consentite,nel pieno rispetto, grazie alle misure suggerite, della tutela della salute pubblica.
L’adozione di particolari accorgimenti contenuti e unitamente all’individuazione della Commissione scientifica del coefficiente di rischio “1” come classe di aggregazione sociale e di coefficiente “Basso” per quanto riguarda quello di rischio integrato per l’attività di intermediazione immobiliare, non giustificano più la sospensione dell’attività di agenzia immobiliare”.
“In questo periodo hanno continuato a svolgersi attività di formazione a distanza – afferma il presidente Fimaa – a cui gli agenti molto sensibili all’importanza dell’aggiornamento professionale  hanno partecipato. Il decremento dei prezzi degli immobili resterà contenuto da 2 al 5%, il volume degli affari subirà un rallentamento per gli effetti della crisi”.
“Da sempre – afferma Corica – le agenzie immobiliari svolgono un ruolo strategico sia per la vitalità del settore immobiliare che, nonostante non si sia mai realmente ripreso dalla crisi del 2008, rappresenta ad oggi il 22% del prodotto interno lordo italiano e sia per il soddisfacimento delle esigenze dei cittadini relativamente ad un bene di prima necessità qual è il bene casa. Sono numerosi i contratti di locazione di varie tipologie, a cui si aggiungono quelli relativi ai trasferimenti immobiliari, che non si sono potuti perfezionare a causa dell’effetto coronavirus, creando forti disagi a tanti cittadini.
E proprio nella gestione di tali situazioni assume un ruolo ancor più di strategica importanza l’attività delle agenzie immobiliari nel cercare mediazioni finalizzate a trovare soluzioni che consentano di evitare il forte rischio di contenzioso legale. La partenza avverrà nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. Le agenzie immobiliari  sono attività che, considerata l’erogazione di servizi professionali e l’utilizzo sempre più massivo di strumenti digitali unitamente alla facilità di evitare assembramenti, sono assolutamente in grado di essere esercitate in totale sicurezza a tutela della salute degli operatori immobiliari e dell’intera comunità”.

Nella foto: Il presidente Pietro Corica.

Fimaa: “Le nostre proposte per il rilancio del settore immobiliare, creditizio, merceologico”

Gli agenti immobiliari, i mediatori creditizi e i mediatori merceologici sono pronti a ripartire con le loro attività, in sicurezza e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Per la FimaaFederazione italiana mediatori agenti d’affari, la ripartenza è prioritaria sia per il sostentamento degli operatori delle categorie rappresentate, che ricoprono un indotto di oltre 250mila persone, sia perché la quasi totalità delle attività di intermediazione possono essere svolte in totale sicurezza e nel completo rispetto delle disposizioni e raccomandazioni anti-contagio.

Le proposte a sostegno del settore immobiliare.

L’attuale emergenza da Covid-19 sta delineando uno scenario futuro tutto da decifrare per il settore immobiliare, che come noto contribuisce alla produzione di circa il 20% del Pil del Paese. Per la ripresa del comparto occorre intervenire in fretta e senza esitazione per permettere agli operatori di riprendere le attività, in sicurezza, e ritornare a creare ricchezza nell’interesse di tutta l’economia italiana.

Per il rilancio e il sostegno al settore immobiliare per Fimaa occorre:
(1) Consentire la registrazione telematica dei contratti preliminari di compravendita, così come avviene per i contratti di locazione (RLI), conclusi anche mediante documenti informatici. Infatti, la possibilità di registrare per via telematica tutte le scritture private consentirebbe agli agenti immobiliari, nella fase di post-lockdown, di evitare file e assembramenti negli uffici del registro a tutela della salute delle persone e di velocizzare l’adempimento delle pratiche a vantaggio della collettività;

Negozi in crisi e case: sugli affitti si cercano gli aiuti del governo.

Proprietari e inquilini di oltre sei milioni di immobili affittati misurano i primi danni della crisi e aspettano le prossime mosse del Governo. Dopo il taxcredit di marzo limitato ai negozi in categoria catastale C/1 si va verso un’estensione degli aiuti agli autonomi e agli altri immobili non abitativi.

Gli affitti commerciali sono i primi a soffrire, e in molti casi continueranno a farlo anche durante la fase-2. Una situazione aggravata dal fatto che in Italia oltre il 50% del mercato è in mano alle persone fisiche: 810 mila negozi e uffici, che per molti sono una componente reddituale significativa. Mentre la crisi delle attività si riflette inevitabilmente sul mercato abitativo.

VERSO LA RIAPERTURA. Gli immobili.

Si va verso un’estensione degli aiuti agli autonomi e agli immobili diversi dai negozi, con una dote «sostanziosa» di 2 miliardi destinata anche alla bollette. Verso un nuovo tax credit Gli affitti commerciali sono i primi a soffrire, e in molti casi continueranno a farlo anche durante la fase-2. «Ci sarà certamente una capacità reddituale più contenuta da parte degli inquilini, cui si aggiungono fenomeni come morosità e richieste di rimodulazione del canone», osserva Luca Dondi, direttore generale di Nomisma. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

“Riapriamo in sicurezza le agenzie immobiliari”

Fimaa Confcommercio, unitamente alla Consulta interassociativa nazionale dell’intermediazione immobiliare), in considerazione dei miglioramenti in termini di contenimento del contagio del Covid-19 unitamente al settore di prima necessità in cui operano le agenzie immobiliari ovvero quello della casa, ha proposto al Governo di collaborare fattivamente per la definizione di un protocollo di misure precauzionali e di sicurezza nello svolgimento dell’attività di agenzia immobiliare affinché quest’ultima possa rientrare il più rapidamente possibile tra quelle consentite.

“Le agenzie immobiliari – afferma Pietro Corica, Presidente Fimaa Confcommercio cesenate e provinciale FC vanno inserite tra le imprese che possano riprendere l’attività professionale proponendo di collaborare fattivamente con le esigenze di prima necessità legate alla Casa”.

“Noi agenti– prosegue Corica facciamo parte di una categoria che genera un volume di circa 100 miliardi di euro all’anno, e che svolge anche e soprattutto una funzione sociale per la comunità oggi sono in estrema difficoltà vista l’impossibilità di operare. Nelle settimane di di lockdown sono stati sospesi e in parte annullati numerosissimi atti, 20mila a livello nazionale, un dato spaventoso che si somma alla possibile chiusura del 30% circa delle agenzie immobiliari operanti in Italia, generando disoccupazione e ricorso agli ammortizzatori sociali.

Per le agenzie immobiliari è quindi vitale riprendere l’attività con misure concertate con il Governo che garantiscano la totale sicurezza al fine di mantenere vivo il mercato immobiliare e risolvere situazioni che stanno creando seri disagi alle migliaia di famiglie coinvolte, sia di natura personale che economica, limitando le drammatiche conseguenze in termini di costi sociali generate dall’inevitabile aumento del contenzioso legale”.

IL PRESIDENTE FIMAA CONFCOMMERCIO PIETRO CORICA.

Fimaa Cesena, Giornata di approfondimento.

Mercoledì 22 aprile alle ore 14,30 in diretta live 

sulla pagina facebook Emanuele Vallone business un approfondimento sul tema “La figura strategica dell’Agente Immobiliare”.

 

Vi attendiamo numerosi.

Case e uffici, così il Covid-19 cambia il mercato immobiliare.

I nuovi format prevedono separazioni tra le scrivanie, percorsi prestabiliti per evitare gli incontri e spazi relax in cui stare soli.

Scrivanie distanziate, percorsi tracciati e prestabiliti per evitare di incontrarsi, schermi di plexigas per proteggersi dietro alla scrivania ed entrate contingentate. Il modo nuovo per affrontare la socialità in ufficio sarà la cifra che contraddistinguerà i prossimi mesi, fino all’arrivo dell’agognato vaccino contro il coronavirus.

Ma le innovazioni, e la paura del contagio che resterà a lungo, cambieranno per sempre spazi e modi di lavorare? È la domanda sulla quale si sta interrogando il mondo del real estate per tracciare nuove traiettorie nella realizzazione degli uffici e nella riqualificazione degli esistenti. A lanciare per primi gli spazi flessibili erano stati i vertici di Unicredit nella tower di piazza Gae Aulenti.

Ma gli uffici smart sono stati adottati da molte aziende, con scrivanie da condividere tra persone in smartworking parziale e ampi spazi alle sale relax, aule per massaggi e cucine. Un modello superato dall’emergenza. L’innovazione preme sugli investimenti e sulle locazioni. La pressione creata dalla pandemia è già stata registrata nei numeri degli uffici del primo trimestre 2020, a causa di un mese di marzo a impatto zero. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Il mercato premierà le abitazioni più ampie.

Un terzo degli italiani vive in 80 mq, ma il lockdown cambierà la domanda.

Location, location, location. Il mantra che abbiamo sentito recitare migliaia di volte negli ultimi anni per indicare l’unica regola da seguire nell’investimento immobiliare, in ogni settore e angolo della terra, oggi non vale più. O almeno per il momento è accantonato. Soprattutto in relazione alla casa.

Prima o seconda abitazione che sia, fino a due mesi fa valeva solo se situata in centro, in zone di elevata qualità, in città primarie e così non avrebbe perso di valore, anzi ne avrebbe guadagnato nel tempo. Adesso in piena emergenza Covid sono altre le caratteristiche che fanno di una abitazione un luogo ambito, vivibile e appunto di valore (non solo economico).

La clausura obbligata che da oltre cinque settimane ci trattiene a casa ha fatto emergere i limiti delle nostre abitazioni e sognare spazi esterni, locali ampi, la stanza in più, la mini-palestra o una postazione di smart working. Crisi economica permettendo, perché dalla pandemia si uscirà dritti in una crisi, molti vorranno che quel sogno diventi realtà. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Stop Imu-Tari, il nodo calendario.

Sospensione delle sanzioni lasciata ai Comuni, ai settori in crisi servono tempi lunghi.

La sospensione di sanzioni e interessi per chi pagherà in ritardo Imu, Tari e gli altri tributi locali può rivelarsi il modo migliore per togliere un problema ai contribuenti più in difficoltà limitando i danni per le casse pubbliche.

Per raggiungere l’obiettivo, però, la prospettiva su cui si sta orientando il governo per questa replica locale degli stop fiscali ha bisogno di evitare due rischi: il caos delle decisioni sul territorio, perché la decisione se sfruttare o meno l’opzione che sarà offerta dal decreto Aprile spetterà agli enti, e un tempo supplementare troppo breve per i settori più in crisi.

Molto dipenderà dalla traduzione tecnica dell’idea emersa venerdì. A partire dal calendario della moratoria. Le prime ipotesi parlano di uno stop fino al 30 luglio, ma sarà compito di Mef e Ragioneria generale definire puntualmente la questione perché un mese e mezzo in più (nel caso dell’Imu, che scade il i6 giugno) non è certo risolutivo per i settori alle prese con una crisi strutturale.

Basta pensare ad alberghi, ristoranti e bar, per fare solo un esempio. Una strada per differenziare il trattamento per le (tante) categorie più colpite dal blocco dell’economia c’è. La indica l’articolo 61 del decreto Marzo, che elenca in 16 punti le tipologie di contribuenti interessati dalle prime sospensioni delle tasse statali. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Rent to buy con sgravio fiscale.

Il credito d’imposta per negozi e botteghe spetta anche in caso di contratti «rent to buy». In caso di utilizzo della formula «rent to buy», il bonus pari al 60% del canone relativo al mese di marzo 2020, andrà però calcolato unicamente sulla parte corrisposta dall’affittuario a titolo di godimento dell’immobile mentre, la quota imputabile a corrispettivo per il futuro acquisto, non dovrà essere considerata ai fini della quantificazione dell’agevolazione.

Il rent to buy. Il cosiddetto «rent to buy» (affitto per acquistare), disciplinato all’articolo 23 del dl 12 settembre 2014, n. 133, è una tipologia di contratto preparatorio alla successiva cessione di un bene, che prevede l’immediata concessione del godimento di un immobile, con diritto per il conduttore di acquistarlo entro un termine determinato, imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto.

Come specificato al comma 1-bis dell’articolo 23 del dl 133/2014 infatti, le parti hanno l’obbligo di definire in sede contrattuale in maniera distinta la quota dei canoni imputata al godimento del bene e quella invece che rappresenta un’anticipazione sul corrispettivo che il concedente dovrà inoltre restituire in caso di mancato esercizio del diritto di acquistare la proprietà dell’immobile entro il termine stabilito. Ebbene sulla parte di corrispettivo riferibile alla concessione in godimento del bene, essendo in tutto e per tutto tale pagamento assimilabile a quello di un canone di locazione vero e proprio spetta, al ricorrere dei requisiti dettare dalla norma che disciplina l’agevolazione, il credito all’affittuario. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Cosa è necessario fare per tutelare l’affitto.

In questa fase di grande difficoltà per tutti, vi è un’esigenza che il governo e il parlamento dovrebbero considerare con la dovuta attenzione: quella di salvaguardare le imprese e le famiglie che svolgono la funzione economica e sociale dell’affitto. Una funzione importantissima, sia nel settore abitativo sia in quello degli immobili ad uso diverso (commerciale, terziario, produttivo ecc.), e indispensabile per il raggiungimento degli scopi delle «controparti» della proprietà, che si tratti dell’esercizio di un’attività economica o della possibilità di accedere a un alloggio.

Proprio per questo, il tema va guardato a tutto tondo, considerando ogni punto di vista e, soprattutto, resistendo alla tentazione di spostare i problemi da un privato a un altro. Quanto al settore non abitativo, il decreto «Liquidità» ha aggiunto un tassello non di poco conto nel sostegno alle attività di impresa, tale da rappresentare, attraverso la garanzia dello Stato ai finanziamenti bancari, un ausilio rilevante, fra l’altro, per il pagamento dei canoni di locazione da parte degli esercenti.

In precedenza, con il decreto «Cura Italia», un’ampia are per tutelare l’affitto platea di operatori aveva ottenuto uno specifico supporto costituito dal credito di imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo in favore dei conduttori di locali commerciali rientranti nella categoria catastale C/1.

C’è bisogno di fare di più, nell’interesse di entrambe le parti dei contratti e dell’intera economia. A nostro avviso, è necessario: a) estendere il credito d’imposta di cui al «Cura Italia» a tutte le asset class non residenziali (e quindi ad altre categorie catastali), sempre a condizione dell’avvenuto pagamento del canone; b) attribuire tale credito d’imposta alle proprietà, qualora i conduttori non abbiano corrisposto nei termini il canone (misura che non comporta oneri per l’Erario); c) estendere l’applicazione della norma, ora limitata alla mensilità di marzo, anche al mese di aprile. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

L’estate. Casa-vacanza al mare, forse è l’unica scelta.

C’è chi a gennaio, prima che cambiasse tutto, ha prenotato la casa al mare, la stessa di tutti gli anni, e per il momento ha scelto di non disdire, fiducioso che i mesi caldi porteranno un po’ di serenità. Chi ha richiamato l’agenzia, e chiesto un appartamento con giardino o in mezzo alla campagna, tanto meglio se lontano dal paese o dalla spiaggia.

Ma poi ci sono anche le disdette. Tante, tantissime: quelle degli stranieri non si contano, e solo in alcuni casi potranno essere trasformate in voucher da utilizzare a emergenza finita. Fra le tante incognite di un’estate 2020 falcidiata dalla paura del contagio, dall’incubo di nuove restrizioni e da una crisi economica di cui è ancora difficile intravedere a pieno la portata, e con centinaia di albergatori già rassegnati a veder andare in fumo l’intera stagione, un piccolo, timidissimo segnale di fiducia arriva dal mondo delle case vacanza, percepite come soluzioni tutto sommato più sicure da chi potrà permettersi di partire. (continua)

Fonte:LaRepubblica

 

Il Coronavirus contagia gli immobili, come cambia il mercato.

Giovedì 16 aprile, dalle ore 16.30, diretta facebook sulla pagina Fimaa Italia

con Santino Taverna, Oscar Caironi (Fimaa-Confcommercio) e Luca Dondi (Nomisma) 

 

Roma 15 aprile 2020 – Come sarà il mercato immobiliare dopo la pandemia da Covid-19? Quali gli scenari futuri? Tra formazione online e corsa alla digitalizzazione, cosa resterà nel quotidiano degli agenti immobiliari alla ripresa delle attività? Logistica last mile, co-working e negozi al dettaglio: cosa aspettarsi?

Sono solo alcuni dei temi che affronteranno, giovedì 16 aprile dalle ore 16.30, in un confronto live sulla pagina facebook Fimaa Italia (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia), il presidente nazionale Fimaa Santino Taverna, il presidente Fimaa Lombardia Oscar Caironi e l’amministratore delegato Nomisma Luca Dondi dallOrologio.

Modererà l’incontro Gerardo Paterna, autore e blogger immobiliare.

La diretta sarà fruibile gratuitamente a tutti dalla pagina ufficiale facebook Fimaa Italia e, se non l’avete già fatto, mettete mi piace alla pagina per essere sempre aggiornati sulle attività della Fimaa nazionale e delle Fimaa territoriali.

 

Consulta Immobiliare Fimaa-Fiaip-Anama: “Collaboriamo con il Governo per una riapertura in sicurezza delle Agenzie Immobiliari”

La Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare  (Anama-Fimaa-Fiaip), in considerazione dei miglioramenti in termini di contenimento del contagio del Covid-19 unitamente al settore di prima necessità in cui operano le agenzie immobiliari ovvero quello della CASA, propone al Governo di collaborare fattivamente per la definizione di un protocollo di misure precauzionali e di sicurezza nello svolgimento dell’attività di agenzia immobiliare affinché quest’ultima possa rientrare  il più rapidamente possibile tra quelle consentite.

Le tre organizzazioni sindacali di categoria (Anama–Fimaa–Fiaip) sottolineano l’importanza di inserire le agenzie immobiliari tra le imprese che possano riprendere l’attività professionale proponendo di collaborare fattivamente nella definizione delle modalità di svolgimento dell’attività in totale sicurezza, sempre più online e orientate a ridurre al massimo il contatto fisico con il cliente, affinché vi sia la massima tutela della salute degli operatori e dei cittadini ovvero dell’intera comunità pur consentendo il soddisfacimento delle esigenze di prima necessità legate alla CASA. (leggi l’articolo)

Fonte:Fimaa

Affitti, si riduce anche il credito.

L’accordo di riduzione del canone d’affitto per il mese di marzo taglia proporzionalmente il credito d’imposta per negozi e botteghe. Il nuovo bonus per i C/1, introdotto con l’articolo 65 del decreto cura Italia (DL 18/2020), riconosciuto agli affittuari soggetti esercenti attività d’impresa, è infatti pari al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, di conseguenza, se viene ridotto il canone sulla base di un accordo tra proprietario ed inquilino, anche l’importo del credito si riduce proporzionalmente.

Se ad esempio il canone di locazione relativo alla mensilità di marzo fosse da contratto pari a 1.000 euro, il credito spettante all’affittuario sarebbe di 600 euro; se però, proprietario e inquilino, anche in diretta conseguenza dell’emergenza sanitaria da covid-19, stabilissero una temporanea riduzione del 50% dell’affitto del mese di marzo, anche il credito «spendibile» dall’affittuario si ridurrebbe della stessa percentuale passando da 600 euro a 300 euro.

L’effettivo pagamento del canone. La norma non specifica che ai fini della fruizione del credito da parte dell’affittuario il canone di locazione del mese di marzo debba essere effettivamente saldato. Il comma 1 dell’articolo 65 del dl 18/2020 infatti parla semplicemente di «ammontare del canone di locazione» anche se, nella relazione tecnica allegata al decreto cura Italia invece, il legislatore sembra lasciare intendere di voler legare l’utilizzo dell’agevolazione al principio di cassa utilizzando l’espressione inequivocabile «spese sostenute nel mese di marzo per canoni di locazione». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Condominio: l’impianto dl riscaldamento centralizzato è sempre di proprietà comune.

La Corte di Cassazione chiarisce i termini della questione: la delibera che incide sulla comproprietà della caldaia centralizzata va approvata dall’unanimità dei condomini.
termosifone con modello casa
Sostituire in un condominio la caldaia centralizzata, escludendone la proprietà in capo ad alcune unità immobiliari distaccatesi perché rese autonome, equivale a determinare un mutamento del titolo di comproprietà che necessita della deliberazione unanime di tutti i comproprietari.
In sintesi, sono queste le conclusioni a cui è giunta la Corte di Cassazione, la quale – con ordinanza n. 6090/2020 – ha rigettato il gravame proposto da un condominio che aveva deliberato la richiamata fattispecie con la sola unanimità dei presenti, nelle more della sostituzione di una caldaia più moderna e performante resa indisponibile al servizio di tre unità immobiliari distaccate dall’impianto. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Coronavirus, le attività che riaprono dal 14 aprile.

Dopo il dpcm di Conte del 10 aprile, via libera alla riapertura di cartolerie, librerie e negozi di articoli per neonati, nel rispetto assoluto delle distanze e con mascherine e guanti.

Un piccolo spiraglio si è aperto, con l’annuncio del premier, lo scorso 10 aprile delle prime aperture relative ad alcune attività, tra cui cartolerie e librerie , confluito nel nuovo decreto (in allegato) pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno e in vigore dal 14 aprile.

I limiti che rimangono in vigore.

Un annuncio dato a margine della proroga, fino al 3 maggio, delle misure di contenimento dell’emergenzcoronavirus. Tra i limiti che rimangono in vigore: prosegue il blocco totale dei rientri dall’estero e sui viaggi di lavoro nel nostro Paese, con controlli agli imbarchi e stop ai viaggi per chi ha la febbre. Permangono immutati i limiti agli spostamenti, la chiusura delle scuole, e il blocco delle attività produttive non essenziali. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Niente sospensioni per bollo, ecotassa e Tari.

Anche se auto e seconde case non si possono usare causa quarantena, bisogna versare le relative imposte.

Bollo auto, ecotassa e Tari sono una parte delle tasse che gli italiani dovranno continuare a pagare nonostante il coronavirus. Nel decreto Cura Italia il governo si è infatti dimenticato di una serie di balzelli che dovranno essere corrisposti nonostante si sia costretti a non uscire e a non poter godere dei propri beni, come seconde case e auto,

Partiamo dalle seconde case. Qui i contribuenti italiani dovranno pagare la tassa sui rifiuti, le bollette dell’elettricità e del gas, oltre alle spese condominiali se l’appartamento è all’interno di un condominio. Discorso a parte deve essere fatto per l’Imu. Questo infatti dovrà essere versato a giugno e dunque non è un’imposta del mese di marzo.

È però da sottolineare come iI pagamento dovrà essere lo stesso effettuato a meno che il governo non decida, con un futuro decreto, di sospendere questo adempimento. Problemi anche per chi ha la seconda casa all’estero. In questo caso non si potrà andare nell’abitazione per un periodo molto più lungo rispetto a un immobile in Italia. Il tutto dipenderà dalla nazione in cui la casa è situata. (continua)

Fonte: LaVerità

Bonus prima casa, scadenze rinviate al 31 dicembre.

Bonus prima casa, termini congelati dal 23 febbraio. Al 31 dicembre 2020 le scadenze per cambio di residenza e riacquisto.

Sospesi per 313 giorni (dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020) tutti i termini previsti dalla normativa in tema di agevolazione per l’acquisto della prima casa: lo dispone il decreto legge liquidità al fine di evitare che tutte le difficoltà materiali e giuridiche connesse al periodo emergenziale dispieghino un riverbero negativo in ordine all’avvalimento di questo beneficio fiscale.

«Sospensione» significa che il termine non corre nel periodo in cui è sospeso e che il periodo decorso prima della sospensione si somma a quello che decorrerà una volta cessata la sospensione.

Il trasferimento di residenza. Chi acquista la “prima casa” e non risiede (né lavora) nel Comune ove l’abitazione è ubicata, ha tempo 18 mesi per trasferire la sua residenza in tale Comune. Il termine decorre dalla data del rogito d’acquisto. Se, dunque al 23 febbraio 2020 stava decorrendo il termine in questione, il decorso del periodo di 18 mesi riprenderà il 1° gennaio 2021; se il termine avesse dovuto decorrere tra il 23 febbraio e  31 dicembre 2020, esso inizierà a decorrere il 1° gennaio 2021.

Riacquisto per il credito d’imposta. Chi vende la “prima casa” e ne compra un’altra entro un anno consegue, con il riacquisto, il diritto a un credito d’imposta di importo pari all’imposta di registro (o all’Iva) versata in sede di acquisto della casa poi venduta (in misura però non eccedente l’importo dell’imposta dovuta in sede di riacquisto). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Le due strade per rivedere l’affitto.

Il conduttore può chiedere di rinviare il pagamento senza interessi o penalità. È consigliabile trattare la riduzione dei canoni almeno fino alla riapertura.

Iniziano a manifestarsi i segnali della grave crisi economica che il Covid-19 sta provocando in tutta Italia. Tra questi le difficoltà di molti a far fronte al pagamento dei canoni di locazione. Un problema che accomuna chi ha dovuto, perché obbligato, chiudere l’esercizio commerciale o sospendere l’attività a chi si è trovato improvvisamente (e incolpevolmente) senza lavoro o introiti professionali.

Il coronavirus rappresenta un evento di forza maggiore che sta imponendo a entrambe le parti, locatore e conduttore, l’obbligo di ragionare sulle sorti future del contratto, che in molti casi non potrà proseguire alle medesime condizioni. L’iniziativa spetta al conduttore, essendo lui il primo interessato a trovare soluzioni che possano soddisfare le sue nuove mutate esigenze. Innanzitutto, prima di prendere in considerazione le possibilità offerte dalla legge per far fronte alla situazione, è opportuno che il conduttore contatti il locatore per valutare con lui la migliore soluzione.

È infatti da escludere che il conduttore possa sospendere il pagamento dei canoni di locazione: si tratterebbe di una decisione arbitraria, che giustificherebbe azioni drastiche da parte del locatore. Il conduttore potrebbe invece chiedere al locatore di prorogare la scadenza del pagamento, senza addebito di interessi o di altre penalità. ( continua )

Fonte:IlSole24Ore

Il lockdown può creare contenzioso sugli affitti.

Auspicabile l’accordo tra conduttore e locatore in caso di riduzioni.

I provvedimenti governativi in relazione all’emergenza Covid-19 comportano limitazioni a carico dei titolari di attività imprenditoriali. Per contenere tali effetti, l’articolo 65 del Dl18/20 riconosce agli imprenditori/conduttori di immobili di categoria C/1 un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione dovuto per marzo 2020 da portare in compensazione.

La norma ha due ricadute:

1. da un lato essa attesta l’esistenza di effetti negativi dei decreti di contenimento sui contratti di locazione commerciale;

2. dall’altro fornisce un’indicazione quantitativa del relativo impatto.

La limitazione dell’indennizzo al solo marzo lascia aperto l’interrogativo se gli effetti dell’emergenza debbano essere considerati anche nel rapporto fra conduttore e locatore, in particolare:

1. per i contratti relativi a immobili di categoria “C/1” , in relazione all’eventuale protrarsi dell’emergenza oltre il marzo 2020;

2. in ogni caso per i titolari di contratti di locazione non abitativa di immobili di categoria diversa, le cui attività siano comunque state chiuse o limitate.

I provvedimenti di autorità che impediscano in misura totale o parziale l’adempimento di un’obbligazione rientrano fra le cause giustificative di «forza maggiore». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Coronavirus: proroga misure fino al 13 aprile.

Firmato Dpcm annuncia il premier in conferenza stampa. Su passeggiate con bimbi niente ‘ora d’aria’. Duro anche nei confronti dell’Europa.

Coronavirus fase 2.

Ma sul quando il premier esclude date. “Dire oggi ‘primi di maggio o fine di aprile’ non ha senso. Gli italiani devono sapere che il regime di restrizioni è necessario, nel momento in cui vedremo possibilità di allentare questa morsa, saremo i primi a volerlo fare” aveva già anticipato durante la registrazione dello Speciale Accordi e Disaccordi in onda stasera alle 21,25 sul Nove.

Pasqua in regime restrittivo.

“Mi dispiace che queste nuove misure capitino in una solennità come la Pasqua, purtroppo dovremo affrontare anche questi giorni di festività con questo regime restrittivo” ha aggiunto il presidente del Consiglio. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Sospensione del mutuo: ecco il modello.

mano che tiene casa sospesa

Sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze il nuovo modello aggiornato e semplificato per ottenere la sospensione del mutuo.

Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze è disponibile il modello (sotto allegato) per accedere al Fondo di solidarietà per i mutui contratti per acquistare la prima casa e ottenere in questo modo la sospensione dei pagamenti delle rate.

Come accedere al Fondo di solidarietà per i mutui.

L’Abi nel frattempo ha diramato alle sedi degli associati una circolare (sotto allegata) in cui evidenzia i requisiti richiesti per l’accesso al Fondo, i destinatari e la disciplina della sospensione e alla quale è unito il modello per accedere al Fondo e il testo del decreto Ministeriale del 25 marzo 2020 del Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri.

Sospensione mutui: pronto il modulo aggiornato.

Il sito del Mef informa che è pronta la modulistica aggiornata e semplificata per chiedere la sospensione del mutuo tramite accesso al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa.

(Leggi l’articolo)

Fonte:StudioCataldi

 

CORONAVIRUS: FIMAA-CONFCOMMERCIO, SU DL CURA ITALIA BISOGNA FARE DI PIU’.

Con il decreto legge Cura Italia il governo ha messo sul campo misure per 25 miliardi di euro a sostegno di imprese e famiglie.

”Si tratta di un primo passo, ma non certo sufficiente per l’attuale necessità del settore immobiliare”. Lo afferma Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio imprese per l’Italia, che chiede una moratoria delle scadenze molto più ampia ed inclusiva, occorre rendere al più presto operative le misure per garantire liquidità alle imprese, tenendo conto dei tributi locali (Imu e Tasi) e dei tanti altri che non rientrano nelle attuali previsioni di sospensione.

Anche le misure relative al credito d’imposta per botteghe e negozi, per Fimaa-Confcommercio, ”sono insufficienti. Infatti, per contenere gli effetti negativi derivanti dall’emergenza sanitaria, ai soggetti esercenti attività d’impresa viene riconosciuto un credito d’imposta, utilizzabile solo in compensazione, nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, riferito al mese di marzo 2020, per immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe)”.

Fimaa-Confcommercio afferma che un concreto sostegno potrebbe derivare dall’estensione dell’agevolazione in esame agli affitti da marzo a dicembre 2020. La misura, inoltre, dovrebbe comprendere un ampio elenco di immobili tra cui: uffici e studi privati, magazzini e locali di deposito, alberghi, pensioni, teatri, sale per concerti, spettacoli e simili, discoteche e fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale, grandi negozi, centri commerciali.

Laboratori senza bonus.

Dal credito di imposta per le locazioni commerciali, esclusi quelli nei centri commerciali e i laboratori. Tra i vari incentivi introdotti dal Decreto Cura Italia trova risalto, all’art. 65, il credito d’imposta «per i negozianti». Trattasi di un credito d’imposta (automatico) pari al 60% del canone di locazione immobiliare relativo al mese di marzo 2020.

Si ricorda che l’incentivo spetta unicamente agli esercizi commerciali a cui il dm 11/3/2020 ha imposto la chiusura in quanto esercenti attività ritenute non essenziali. Il credito d’imposta è fruibile esclusivamente in compensazione, utilizzando il modello F24, a partire dal 25 marzo 2020 (data in cui l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo, 6914).

Le maggiori perplessità erano sorte con riguardo all’ambito oggettivo dell’incentivo che è limitato ai soli canoni di locazione immobiliari e ai soli immobili (locati) negozi e botteghe. Le limitazioni impediscono, di fatto, la fruizione del credito alle imprese che gestiscono esercizi commerciali con contratti di affitto di azienda (anziché di immobili). La casistica risulta essere generalmente molto diffusa ed è tipica dei negozi gestiti all’interno dei centri commerciali. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Le case prefabbricate.

Chiavi in mano a 900 € al metro quadro – possibile ...

Cosa sono le case prefabbricate.

Le case prefabbricate sono delle strutture abitative i cui elementi costruttivi sono realizzati a pié d’opera o in fabbrica e poi montati secondo delle procedure codificate.

Nella loro realizzazione sono assenti sia il cemento armato che il laterizio, ma, a livello strutturale, si ricorre generalmente al legno tanto per gli elementi verticali quanto per quelli orizzontali.

L’ancoraggio di tali abitazioni al terreno avviene con piastre in acciaio e tasselli che si legano alle strutture di fondazione e, per tali motivi, esse non possono essere considerate edifici semoventi o smontabili.

Il mercato delle case prefabbricate è in continua crescita perchè il loro impatto ambientale è bassissimo e perchè esse si caratterizzano per un notevole abbattimento di costi e spese rispetto alle case tradizionali. Dal punto di vista burocratico, tuttavia, la realizzazione di tali abitazioni comporta una serie di adempimenti, non dissimili da quelli previsti per le abitazioni in muratura.

Coronavirus: multe fino a 3mila euro per chi viola i divieti.

vigile multa contravvenzione

Il Consiglio dei Ministri ha inasprito le sanzioni per chi viola i divieti introdotti per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Si rischia una multa da 400 a 3.000 euro, aumentata fino a un terzo se si usano veicoli, ma niente confisca dei mezzi.

Nella riunione del 24 marzo 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legge volto a fornire precisazioni sulle misure restrittive attualmente in vigore e anche nei confronti dei “furbetti” che sinora hanno trovato modalità peeludere i sempre più stingenti divieti, in particolare quelli di spostamento, disposti in ragione dell’emergenza legata alla diffusione del virus COVID-19 sul territorio nazionale.

(leggi l’articolo)

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus, bonus autonomi: le istruzioni Inps.

inps

L’Inps fornisce le indicazioni sul bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi previsto dal decreto Cura Italia.

L’Inps con imessaggio n. 1288 del 20 marzo 2020 e il relativo allegato 1 forniscono le prime indicazioni relative al bonus da 600 euro previsto dal Decreto Cura Italiaper i lavoratori autonomi e altre categorie. Vediamo chi sono i soggetti interessati alla misura e i requisiti richiesti per potervi accedere.

Liberi professionisti con Partita Iva iscritti alla Gestione Separata Inps.

Per quanto riguarda gli autonomi, è prevista per il mese di marzo 2020 un’indennità di 600 euro per i liberi professionisti che operano in regime di Partita Iva attiva dal 23 febbraio 2020, compresi coloro che prendono parte a studi associati e società semplici con attività di lavoro autonomo, contemplati dal comma 1 dell’art 53 del Testo Unico delle Imposte sui Redditiscritti alla Gestione separata Inps. (leggi l’articolo)

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus e ammortizzatori sociali: il vademecum Inps.

L’Inps fornisce una prima sintetica illustrazione circa le prestazioni di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga introdotte dal decreto Cura Italia.

Dopo l’entrata in vigore del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (“Cura Italia”), che ha introdotto diverse misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese, l’Inps, nel messaggio 1287 del 20 marzo scorso (disponibile qui sotto insieme all’allegato) fornisce una prima sintetica illustrazione circa le prestazioni di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario Cassa integrazione in deroga, riferite all’emergenza Covid.

Leggi l’articolo.

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus, Conte ha firmato il decreto: ecco quali attività sono consentite e quali no.

, Conte ha firmato il decreto: ecco quali attività sono consentite e quali no.

l premier Giuseppe Conte ha firmato il decreto con la nuova stretta sulle attività produttive del Paese a partire da lunedì. Il decreto verrà pubblicato in un’edizione straordinaria della Gazzetta ufficiale. Lo stop arriva per le attività produttive ma non per quelle professionali. Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 23 marzo fino al 3 aprile.

L’emergenza Coronavirus non blocca supermercati, farmacie, Poste, banche, ma al lavoro ci saranno anche dipendenti di call center, corrieri, negozi di informatica e smartphone. E’ piuttosto lungo l’elenco delle attività che restano consentite.

Il nero su bianco è arrivato dopo una giornata intensa di confronti con le categorie economiche.“ (continua)

Fonte:Cesenatoday

 
 

Locazione commerciale ai tempi del coronavirus.

persone si stringono le mani dopo accordo su affitto

Una soluzione ragionata per ottenere la riduzione del canone di locazione commerciale in questo momento di emergenza per il coronavirus.

In questo momento, in molti si sono chiesti quali siano le sorti dei contratti di locazione commerciale, vale a dire se il conduttore esercente una attività possa omettere ovvero sospendere le mensilità durante le quali debba rimanere chiuso al pubblico.

L’ordine di chiusura delle attività commerciali rappresenta senz’altro un factum principis assoluto, oggettivo e imprevedibile, ma solo ed esclusivamente temporaneo.

Leggi l’articolo.

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus, ecco il nuovo modello per l’autocertificazione.

mano che mette timbro a documento

In relazione agli spostamenti, rispetto al precedente, è stata inserita un’apposita voce con la quale l’interessato autodichiara di non trovarsi in quarantena o positivo al contagio.

Coronavirus, regole più stringenti per gli spostamenti.

Regole più stringenti per gli spostamenti, per questo motivo cambia anche l’autocertificazione del Ministero dell’Interno da esibire alle autorità deputate ai controlli. È on line il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti: il nuovo modulo viene fuori ai sensi del combinato disposto dall’articolo 1 del dpcm 8 marzo 2020 e dall’articolo 1 del dpcm del successivo 9 marzo.

Coronavirus, non è necessario allegare la carta d’identità.

In particolare, l’esplicitazione trova la sua ratio nell’articolo 14 comma 1 del dl 9 marzo 2020 n.14 il quale per garantire la salute pubblica nella situazione di emergenza in atto, autorizza autorizza il trattamento e la comunicazione di dati di natura sanitaria anche da parte dei soggetti deputati a garantire il monitoraggio e l’esecuzione delle misure di cui all’art. 3 del dl n. 6 del 2020 tra i quali rientrano anche le forze di polizia. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Agenzie immobiliari aperte o chiuse? Il Governo chiarisce.

Agenzie immobiliari aperte o chiuse? Il Governo chiarisce.

“Le agenzie immobiliari non sono un servizio essenziale e devono quindi sospendere le proprie attività fino al 25 marzo”.

Così la presidenza del Consiglio dei ministri – alla voce Attività produttive, professionali e servizi delle Faq – conferma l’interpretazione più restrittiva del testo del decreto #Iorestoacasa dell’11 marzo scorso (Dpcm 11.03.2020), già indicata da Fimaa nazionale.

Coronavirus: più tempo per laurearsi e per pagare le tasse.

Il decreto Cura Italia stabilisce lo slittamento dell’ultima sessione di laurea dell’anno accademico al 15 giugno e rinvio delle tasse al 30 maggio
ragazzo con libri in mano guarda scala che porta alla laurea

Coronavirus e università, anno accademico prorogato al 15 giugno. Il decreto Cura Italia stabilisce lo slittamento dell’ultima sessione di laurea dell’anno accademico precedente per consentire agli studenti di non risultare fuori corso qualora non si siano laureati.

Coronavirus, proroga 15 giugno anno accademico università.

È il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi ad evidenziare: «La proroga dell’anno accademico al 15 giugno, una decisione che permetterà agli studenti di laurearsi senza il rinvio alla nuova sessione, con tutte le conseguenze professionali ed economiche». (continua)

Fonte:StusioCataldi

Il contratto di locazione commerciale.

Locazione commerciale: la legge.

Oltre che essere regolamentata dalle norme generali sulla locazione previste nel codice civile, la locazione di immobili ad uso diverso da quello abitativo (c.d. uso commerciale) è disciplinata dalla legge 27 Luglio 1978 n. 392, che se ne occupa dall’articolo 27 all’articolo 42.

Le regole ivi esposte non sono state abrogate dalla legge 431/98, relativa alla locazione di immobili a uso abitativo

Locazione commerciale: durata.

La legge pone limiti ben precisi in merito alla durata minima del contratto di locazione commerciale: esso deve essere di almeno sei anni nel caso in cui l’attività che il locatario andrà a svolgere abbia carattere commerciale in senso stretto o quando egli vi si eserciti lavoro autonomo; di almeno nove anni nei casi specifici in cui l’immobile sia adibito ad albergo o simili (ex art. 1786 cod. civ.) oppure sia utilizzato per l’esercizio di attività teatrale. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Autocertificazione per spostamenti.

Risultato immagini per motivi per autocertificazione per spostamenti

Il decreto per il contenimento della diffusione del Coronavirus dispone che gli spostamenti delle persone del territorio vanno motivati con un’autocertificazione. Vanno compilate specificando le ragioni, che possono essere solo quelle specificate di seguito:

Ci si potrà muovere soltanto per “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro presso il proprio domicilio

Non ci sono presidi fissi o militarizzati, ma sono stati previsti posti di controllo lungo le principali strade, così come presso le stazioni, in cui agenti o militari sono tenuti a chiedere conto delle motivazioni relative agli spostamenti.

Le varie Prefetture a questo proposito hanno deciso di invitare coloro che hanno necessità di spostarsi per le ragioni previste dalla legge a munirsi del modulo di autocertificazione già compilato. In questo modo si possono ridurre i tempi in caso di controllo.

Scarica il Modulo

Sviluppo sostenibile.

Lo sviluppo sostenibile è un modello economico, sociale e istituzionale che si pone l’obiettivo di assicurare una crescita costante dell’economia, nel rispetto dell’ambiente e delle risorse disponibili, per garantirne la disponibilità anche alle generazioni future.

Si parla di sviluppo sostenibile soprattutto dopo la crisi petrolifera del 1973, ma solo nel 2015, 190 paesi si sono assunti l’impegno, nel corso di un’assemblea dell’Onu del 2015, di lavorare, a partire dal 2020, per raggiungere nel giro di 10 anni i 17 obiettivi previsti dall’Agenda 2030. L’Italia, dal 2015 sta lavorando a livello istituzionale per dare attuazione ai Goals dell’Agenda 2030.

Accanto agli organismi pubblici opera però anche l’Asvis, ossia Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che ogni anno pubblica un rapporto aggiornato degli obiettivi raggiunti e da raggiungere, sanciti in sede Onu.

Sviluppo sostenibile: cos’è

Per sviluppo sostenibile di intende un modello economico che prevede un tipo di crescita non solo economica, ma anche sociale e istituzionale, compatibile con le risorse energetiche del pianeta e rispettoso dell’ambiente, nell’ottica di non pregiudicare la capacità delle future generazioni, di soddisfare le proprie necessità. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Coronavirus, Fimaa: “Settore immobiliare già in affanno, servono interventi forti prima che la crisi diventi sistemica”

Disdette da tutta Italia sulle locazioni brevi turistiche.

Roma 9 marzo 2020 – “I telefoni all’interno delle agenzie immobiliari del nord Italia hanno smesso di squillare. Gli effetti economici dell’emergenza coronavirus stanno mettendo in ginocchio le agenzie, gli operatori e le loro famiglie. Il mercato immobiliare residenziale e commerciale, non ancora ripresosi dalle difficoltà della crisi economica del 2008, si ritrova ulteriormente penalizzato dall’emergenza sanitaria innescata dalla diffusione del Covid-19.

In difficoltà è anche il mercato delle locazioni turistiche (inferiori ai trenta giorni): nelle località costiere, lacustri e montane le agenzie immobiliari Fimaa registrano disdette, non solo dalle regioni del nord ma da tutto lo Stivale. A rischio è il 50 per cento del loro fatturato. Mai come oggi gli operatori si ritrovano in grave difficoltà. Il turismo, danneggiato in maniera considerevole dagli effetti del virus, è un settore fondamentale per l’economia italiana ed è fortemente correlato con il settore immobiliare. In questo momento delicato servono azioni decisive a sostegno di tutti i player coinvolti e auspichiamo che non si commetta l’errore di tralasciare interventi forti e mirati anche a sostegno degli operatori del comparto immobiliare, considerato da sempre locomotiva trainante per l’economia del Paese.

Oltre al rinvio delle scadenze fiscali, contributive e delle utenze, sarebbe fondamentale reintrodurre la cedolare secca per le locazioni commerciali. Servono misure decisive per evitare che questa crisi diventi sistemica. Ognuno di noi deve fare la sua parte per contenere la diffusione del virus. Perché se l’emergenza sanitaria non verrà contenuta, a partire dal senso di responsabilità di tutti noi, il rischio è che si fermi l’intero sistema Paese con danni economici irreversibili per tutti i settori”.

È il commento di Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Tutte le istruzioni sui bonus fiscali per ristrutturazioni e riqualificazione energetica.

I bonus fiscali per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica, interventi antisismici e di sistemazione a verde, acquisto di mobili ed elettrodomestici, su immobili privati e parti comuni degli edifici condominiali, sono validi anche per il 2020 alle stesse regole dell’anno scorso.

Nel quadro delle agevolazioni edilizie c’è però una novità: il bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio, e che consiste in una detrazione del 90% delle spese sostenute per gli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

Requisiti dell’immobile. Condizione essenziale per il bonus valido per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 è che l’immobile oggetto dell’intervento sia ubicato nelle zone A e B indicate nel Dm 1444/1968 o in aree assimilabili.

Il bonus facciate amplia il set degli sconti 2020 in base alle norme regionali e ai regolamenti edilizi comunali. Non fanno testo, invece, le categorie catastali degli edifici. Nel dettaglio, la zona A comprende le aree del territorio che rivestono carattere storico, artistico odi particolare pregio ambientale; mentre rientrano nella zona B le aree totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone di tipo A. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

 

Cos’è la donazione.

La donazione è un contratto disciplinato dallart. 769 del codice civile con il quale una persona (detto donante) trasferisce per spirito di liberalità un bene patrimoniale o un proprio diritto ad altra persona (detto donatario).

Donazione: gli artt. 769 ss c.c.

La disciplina normativa della donazione è contenuta negli articoli 769 e seguenti del codice civile. Si tratta di un tipico atto di liberalità che comporta un incremento patrimoniale del donatario (colui che riceve la donazione) con un corrispondentc sacrificio patrimoniale del donante (colui che trasferisce il bene).

Si può parlare di donazione anche quando il donante assume verso il donatario un’obbligazione (c.d. donazione promissoria). L’oggetto della donazione

L’oggetto della donazione.

La donazione può comprendere tutti i beni presenti del donante, mentre se ha ad oggetto beni futuri, secondo l’art. 771 c.c., è nulla rispetto solo a questi ultimi, salvo che si tratti di frutti non ancora separati. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il comodato.

Il comodato è una fattispecie molto diffusa di contratto, di regola gratuito, mediante il quale un soggetto consegna ad un altro un bene affinchè possa servirsene con l’obbligo di restituirlo.  

Cos’è il Comodato.

Il comodato è quel contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) un bene mobile o immobile perché questi se ne possa servire per un tempo o per un uso determinato con l’obbligo poi di restituirlo.

La gratuità del comodato

Si tratta di un contratto essenzialmente gratuito anche se non è esclusa la possibilità di far ricorso a un comodato c.d. “modale” o “oneroso” a patto che l’onere imposto non sia di una consistenza tale da far venir meno la natura tipica del contratto.

Non deve comunque trattarsi di un corrispettivo per il godimento della cosa.

Per quanto possa sembrare una modalità molto semplice per gestire determinati rapporti che si basano sulla fiducia e sulla cortesia, in realtà si tratta di una scelta contrattuale che può creare problematiche di non poco conto, se non altro sotto il profilo procedurale. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il franchising.

Il contratto di franchising, o affiliazione commerciale, è un contratto atipico, cioè non direttamente disciplinato dal Codice Civile, e rientra nella categoria dei contratti di distribuzione. E’ disciplinato dalla legge 6 maggio 2004 n. 129.

Cos’è e come funziona il franchising.

Il Franchising è un accordo di collaborazione commerciale tra due imprenditori giuridicamente ed economicamente indipendenti.

Le parti del franchising.

Da una parte il Franchisor (comunemente detto Affiliante o Casa Madre) e dall’altra il franchisee (detto anche Affiliato ) che attraverso la stipula del contratto di franchising pongono in essere una collaborazione diretta alla commercializzazione di beni e/o servizi con gli stessi elementi distintivi e con le procedure sperimentate dal Franchisor.

Il Franchisor prima di sviluppare il suo franchising ha sperimentato la sua formula di commercializzazione nel mercato, raggiungendo successi e consolidando un brand che ulteriormente a rafforzare attraverso il sistema del franchising. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Eternit.

Copertura in eternit ondulato

 

Cos’è l’Eternit, quando è pericoloso, quando sorge l’obbligo di smaltimento e cosa fare se il vicino di casa ha l’amianto sul tetto.

L’eternit è un materiale di fibrocemento molto utilizzato nei vecchi edifici e, in generale, nell’edilizia dei primi decenni del ‘900, soprattutto per le sue caratteristiche di economicità ed elevata resistenza. Esso, oltre al cemento, contiene anche amianto.

Eternit pericolosità.

Per tale ultima ragione, l’eternit è molto noto ai giorni nostri per la sua pericolosità, in particolare per la nocività per la salute umana della polvere di amianto, che si propaga nell’aria al momento in cui lo stesso inizia a essere usurato per l’utilizzo.Tuttavia, ovviamente, quando si iniziò a utilizzare l’eternit, tale pericolosità non era nota, ma fu scoperta solo a partire dagli anni sessanta.

Tuttavia, ovviamente, quando si iniziò a utilizzare l’eternit, tale pericolosità non era nota, ma fu scoperta solo a partire dagli anni sessanta. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Affitto d’azienda, gli ammortamenti deducibili dal locatore.

In caso di affitto d’azienda, la deducibilità degli ammortamenti relativi agli immobili può restare in capo al proprietario/locatore. Se l’affittuario non entra mai nella piena disponibilità del bene, infatti, non può scomputare dal proprio reddito le quote dei cespiti.

La decisione è stata assunta dalla Ctp Milano, con la sentenza n. 5830/1/19, depositata il 17 dicembre 2019. Il procedimento nasceva da un accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate a carico di una società proprietaria di un centro commerciale utilizzato come outlet, la cui attività era quella di concedere in locazione gli spazi alle diverse catene di negozi e grande distribuzione.

Gli immobili venivano concessi con la formula dell‘affitto d’azienda. A seguito dei controlli effettuati, l’ufficio contestava alla società l’indebita deduzione di costi di ammortamento per circa 2,5 milioni di euro. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

Cedolare secca 2020.

La cedolare secca 2020 con le aliquote confermate dalla legge di bilancio e il ritorno dell’impossibilità di applicarla ai negozi.

Cedolare secca: cosa comporta.

Essa determina la possibilità di pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali e l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo, altrimenti dovute all’Agenzia delle entrate per registrare, risolvere o prorogare un contratto di locazione.

Chi sceglie la cedolare secca, tuttavia, non può chiedere l’aggiornamento del canone di locazione sulla base delle variazioni Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Cedolare secca 2019: negozi.

Nel corso degli anni, la disciplina della cedolare secca è stata oggetto di diverse riforme, tra le quali si ricorda quella apportata dalla legge di Bilancio 2019 che ha previsto, per il 2019, l’applicabilità di tale regime speciale di tassazione non solo agli immobili a uso abitativo, ma anche agli immobili non abitativi e, quindi, ad esempio, ai negozi o ai magazzini. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Facciate, agevolazione estesa ai titolari di reddito d’impresa.

Detrazione del 90% in dieci quote annuali costanti per chi, nel 2020, decida di riqualificare la facciata esterna del proprio edificio. Platea ampia inoltre tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione vista l’estensione, oltre che alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi, anche al mondo delle imprese.

Agevolabili infine non solo la semplice pulitura o tinteggiatura della facciata ma anche interventi su balconi, su grondaie, sui cornicioni nonché sui cappotti termici. Sono questi i principali aspetti presenti nella circolare esplicativa n. 2/E dell’Agenzia delle entrate. L’agevolazione. Pubblicate le istruzioni dell’Agenzia delle entrate per usufruire del cosiddetto bonus facciate.

La detrazione, da ripartire in dieci quote annuali costanti, è pari al 90% della spesa sostenuta senza limiti di tetto massimo detraibile e di spesa ammissibile. Gli edifici sui quali si eseguiranno interventi finalizzati al recupero della struttura opaca del perimetro esterno (vale a dire tutti gli elementi che compongono l’involucro esterno dell’edificio esclusi infissi e vetrate) dovranno però interessare gli immobili (di qualsiasi categoria catastale) che si trovino nelle zone A e B del decreto ministeriale n. 1444/1968. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Diventare amministratore di condominio.

uomo in una piccola casa

La figura dell’amministratore di condominio è sempre più importante e rappresenta per molti uno sbocco lavorativo. Non tutti, però, possono essere amministratori di condominio, ma, a tal fine, è indispensabile: essere in possesso di specifici requisiti; aver proficuamente seguito un corso di formazione iniziale e seguire dei corsi di formazione periodica.

Come diventare amministratore di condominio.

Chi vuole diventare amministratore di condominio deve innanzitutto possedere i seguenti requisiti:

  • godimento dei diritti civili
  • assenza di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per qualsiasi delitto non colposo per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni
  • l’assenza di interdizione o inabilitazione
  • l’assenza di annotazione del proprio nome nell’elenco dei protesti cambiari. (continua)

Fonte:StudioCataldi

 

Agevolati anche gli immobili strumentali locati.

Il beneficio a prescindere dal tipo di contabilità adottato dal contribuente. Sono interessate al bonus facciate, per gli interventi effettuati nel 2020, non solo le persone fisiche, i professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e professionisti, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici e le associazioni tra professionisti, ma anche tutti i soggetti che conseguono reddito d’impresa, con qualunque forma giuridica, come ad esempio, gli imprenditori, le società di persone e quelle di capitali.

Per la circolare 2/E/20, però, per individuare il momento di effettuazione dell’intervento (che deve avvenire obbligatoriamente nel 2020), è necessario utilizzare il principio di competenza e non quello di cassa, non solo per i soggetti in contabilità ordinaria (come previsto per le detrazioni sul risparmio energetico «qualificato» e sulle misure antisismiche «speciali»), ma per tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, «a prescindere dalla circostanza che il soggetto beneficiario applichi tale regola per la determinazione del proprio reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito».

Per il bonus facciate, pertanto, le società di persone e le imprese individuali, familiari o coniugali, applicano il principio di competenza se sono in contabilità semplificata, per cassa o col metodo della registrazione.(continua)

Fonte:IlSole24Ore

Immobili Bonus facciate, Italia divisa in due sulla definizione delle aree ammesse.

Il bonus facciate presenta un punto critico in merito all’ubicazione dell’edificio ammesso al credito d’imposta del 90% delle spese sostenute. Una problematica che accomuna le facciate esterne tanto degli edifici condominiali quanto di quelli con un unico proprietario.

I riferimenti generali sono la legge di Bilancio 2020, la circolare 2/E/20 e il decreto ministeriale h/,4/68. Il problema si pone perché in regioni come, per esempio, la Lombardia e la Liguria ci sono Comuni che non usano più, nei propri strumenti urbanistici, le definizioni zona A, B e C come invece, a titolo esemplificativo fanno ancora oggi la Puglia e la Sicilia, ma utilizzano nuovi termini.

Come ambito storico, ambiti residenziali con sigle da Ri a R4 e ambiti di trasformazione . Definizioni che possono trarre in inganno anche un cattedratico di urbanistica da noi sentito per il quale anche se guardando solo una legenda e non la relativa planimetria di un Comune lombardo «è sicuramente zona omogenea A l’ambito storico ed è quasi sicuramente zona omogenea B l’ambito residenziale consolidato mentre non si evince se gli altri ambiti residenziali R2 e R3 e soprattutto gli ambiti di trasformazione abbiano i requisiti previsti dal Dm i444/68 (si veda la scheda a fianco ndr) per essere considerati zona omogenea B oppure zona omogenea C». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Apertura su immobili d’impresa: agevolati gli «strumentali».

Superata la limitazione per interventi su fabbricati locati o in comodato. La detrazione del bonus facciate interessa gli edifici esistenti di «qualsiasi categoria catastale», quindi, non necessariamente abitazioni.

Naturalmente, non spetta per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile e l’agenzia delle Entrate, con la circolare del 14 febbraio 2020, n. 2/E, ha chiarito che non spetta neanche nel caso in cui vi sia la demolizione del fabbricato, seguita dalla sua ricostruzione «con la stessa volumetria dell’edificio preesistente», nonostante questa tipologia di intervento dal 21 agosto 2013 sia inquadrabile nella categoria della «ristrutturazione edilizia».

La circolare ha chiarito anche che tra gli edifici su cui le imprese possono beneficiare del bonus facciate sono «compresi» anche gli edifici «strumentali», senza specificare se solo per destinazione o anche per natura.

I primi sono quelli utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del possessore, indipendentemente dalla classificazione catastale, mentre i secondi sono quelli tra le categorie catastali dei gruppi B, C, D ed E e la categoria A/10 (risoluzione Catasto 3 febbraio 1989, n. 3/330). (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Casa, rinuncia con bollo.

Bollo e registro per la rinuncia alla casa coniugale. L’atto di rinuncia all’attribuzione della dimora coniugale e i conseguenti adempimenti fiscali, non essendo funzionalmente connessi alla risoluzione della crisi matrimoniale, non possono fruire dell’agevolazione prevista dalle norme sulla disciplina in caso di scioglimento del matrimonio.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 39 del 10/2//2020. L’agevolazione prevista al momento dell’assegnazione dell’immobile è strettamente connessa alla risoluzione della crisi familiare allo scopo di favorirne il possibile superamento.

Ai sensi dell’articolo 19 della legge 74/1987, «tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi o cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui agli artt. 5 e 6 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa».(continua)

Fonte:ItaliaOggi

Giù le tasse: e l’immobiliare può ripartire.

C’era una volta il mattone, oggetto del desiderio di tutti gli italiani. L’investimento sicuro per eccellenza. Quasi una religione, praticata in massa dal gran popolo dei risparmiatori: quasi 8 famiglie su dieci vivono in case di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 4 volte il Pil, oltre 6.700 miliardi di euro.

Poi, però, l’incantesimo si è rotto. Dopo la crisi dei mutui subprìme, nel 2008, la fede nel mattone è crollata insieme ai prezzi. Una stangata dopo l’altra. Non c’è stato governo, negli ultimi 15 anni, che non abbia messo gli occhi sulle case degli italiani per fare cassa e dare una sistematina al bilancio pubblico.

Tradotta in soldoni, una patrimoniale negata a parole ma praticata nei fatti, mascherata sotto decine di sigle (Imu, Ici, Tasi, Tari) che hanno dato il colpo di grazia a un mercato già in corna. Cosi, nonostante i mutui non siano mai stati così convenienti, gli italiani non vendono (perché i prezzi sono troppo bassi) ma neanche comprano. Fra imposte e spese di manutenzione, investire in immobili è diventato un pessimo affare. (continua)

Fonte:QN

Compravendite immobiliari stabili per il 2020.

Crescono in media del 4,3% nel 2019 le compravendite immobiliari residenziali nelle città italiane capoluogo di provincia e relativi comuni minori, rispetto al 2018. Ma l’andamento di compravendite e prezzi degli immobili non va ancora di pari passo: il dato medio nazionale segna un leggero calo dello 0,4% con valori comunque orientati verso la stabilità.

I capoluoghi di provincia medi (tra i 100mila e 300 mila abitanti) segnano la miglior performance (+4.8%). seguiti dai capoluoghi con più di 300mila abitanti e da quelli piccoli (sotto i 100mila abitanti) entrambi con il +4,1%.

Nel Nord Italia, il numero medio delle compravendite registra quasi un +5% rispetto al 2018. La quota media di scambi di appartamenti nuovi sul totale è pari ad appena il 6% del totale delle vendite. Nel 2019, in termini medi, la quota maggiore di appartamenti nuovi compravenduti sul totale delle vendite si realizza nel Centro Italia (6,9%) e riguarda i capoluoghi di provincia medi (con popolazione tra i 100mila e 300mila abitanti).

Servono sei mesi e mezzo per trovare la casa ideale, con uno sconto medio sul prezzo di vendita pari al 10,5% (in riduzione rispetto al I semestre 2019: 12,9%). Per quanto riguarda il mercato delle locazioni, i nuovi contratti ordinari sono cresciuti del 1,8% mentre le locazioni brevi (inferiori a 30 giorni) sono cresciute del 2,6%. I canoni segnano un aumento sia quelli ordinari (+1,4%) sia quelli riferiti alle locazioni brevi (+1,2%). (continua)

Fonte:Metro

Al Presidente Fimaa Forlì-Cesena Pietro Corica la Delega alla formazione.

Gli agenti immobiliari crescono, le compravendite si sono rimesse in moto dopo la grande crisi e puntano sulla formazione e l’aggiornamento professionale dei propri ranghi.

Il cesenate Pietro Corica, presidente di Fimaa Confcommercio cesenate e provinciale Forlì-Cesena (Federazione agenti immobiliari) ha ricevuto la delega alla formazione nel Comitato di coordinamento regionale, che ha eletto come nuovo presidente Ivano Venturini.

“Ringrazio per la delega alla formazione in ambito regionale Fimaa – afferma Corica -: è per me un onore poter dare un contributo grazie all’esperienza maturata in tanti anni di mestiere. La prima regola nel nostro lavoro è mettere al primo posto il cliente garantendo la sicurezza ad ogni compravendita.

Non pochi clienti, purtroppo, hanno ancora una mancata percezione della professionalità dell’agente immobiliare e quindi cercherò, attraverso il mio impegno, di favorire l’incremento della fiduciarietà e la collaborazione tra professionisti, di elevare la propensione all’innovazione di metodo e tecnologia.

Incontrerò i colleghi per recepire le varie istanze, vogliamo sempre più lavorare di squadra. A livello di compravendite siamo ancora in una fase di ripresa, tutta da consolidare e frenata dal pesante carico fiscale sugli immobili e dalla zavorra della burocrazia che rallenta il normale esercizio delle attività”.

“Negli ultimi anni sono cresciuti gli operatori del settore, con l’ingresso di vari giovani – prosegue Corica -. L’attività sindacale di Fimaa punta su convegni e corsi di formazione che toccano tutti gli ambiti del complesso mondo immobiliare e della mediazione, oltre ai servizi d’impresa rivolti all’associato ( polizza obbligatoria, antiriciclaggio, privacy ).

Un nostro valore aggiunto sono i “Quaderni Fimaa”pubblicazioni di grande spessore tecnico e formativo, al loro interno sono raccolte le leggi di riferimento del comparto immobiliare, i casi di Giurisprudenza nelle attività di mediazione immobiliare e i quesiti più frequenti rivolti dai mediatori stessi”.

Nella foto il cesenate Pietro Corica, terzo da sinistra.

L’agenzia multiservizi non decolla.

A rischio flop la nuova legge europea approvata nel maggio scorso che aveva creato tanto scompiglio nel settore perché puntava ad ampliare la gamma dei servizi potenziali offerti dagli agenti immobiliari.

L’ era dell’agente 4.0 deve attendere ancora un po’. Di fatto non si è ancora realizzata l’apertura del mercato introdotta lo scorso anno con Legge europea (3 maggio 2019, n. 37) che ha modificato la legge 3 febbraio 1989 n. 39 sul tema delle incompatibilità e che mirava ad ampliare la gamma di servizi potenziali offerti dagli agenti, a partire da quelli più affini e richiesti come la mediazione del credito, la gestione degli affitti e l’amministrazione di condominio.

Nel pratico, tanti agenti immobiliari stanno provando, presso la relativa Camera di Commercio territoriale, ad aggiungere alla propria partita Iva un altro codice Ateco, diverso dal consueto “68.33.00 Attività di intermediazione immobiliare”. L’intento è poter fatturare regolarmente altri servizi al cliente. Ma quasi sempre la risposta è negativa.

La legge europea ha introdotto delle novità rilevanti, dando la possibilità agli agenti di iscrizione anche in altri settori di impresa. Rimane però la questione del conflitto di interessi, concetto nuovo introdotto dalla norma e che per ora lascia ampi margine di interpretazione. (continua)

Fonte: IlSole24Ore

Attestato prestazioni energetiche da inviare entro 45 giorni.

l Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo per recepire la direttiva (UE) 2018/84 in tema di prestazione ed efficienza energetica.

La direttiva UE.

La direttiva oggetto di recepimento, evidenzia un Comunicato sul sito dell’esecutivo, mira ad accelerare la ristrutturazione economicamente efficiente degli edifici esistenti e a integrare le strategie di ristrutturazione del settore edilizia a lungo termine per favorire la mobilitazione di risorse economiche e la realizzazione di edifici a emissioni zero entro il 2050.
Più in particolare, la direttiva promuove l’installazione di sistemi di automazione e controllo degli impianti tecnologici presenti negli edifici (domotica), anche come alternativa efficiente ai controlli fisici, favorisce lo sviluppo infrastrutturale della rete di ricarica nel settore della mobilità elettrica, e prevede l’introduzione di un indicatore del livello di “prontezza” dell’edificio all’utilizzo di tecnologie smart, da affiancare alla già esistente classificazione dell’edificio operata sulla base della prestazione energetica. (continua)
StudioCataldi

Si torna a puntare sulla casa.

La delusione per i dieci anni di crisi immobiliare che ha eroso i valori del mattone residenziale lascia oggi spazio a un ritorno di interesse, per la prima casa e per l’investimento. La prima casa oggi si cambia con una spesa più contenuta visto il calo dei prezzi sul territorio, calo che ha ‘creato occasioni di acquisto.

Sul fronte investimento, dopo decenni di disaffezione, si torna a valutare l’acquisto per mettere a reddito l’immobile. Trend incentivati dai bassi tassi di interesse che rendono i mutui sempre più appetibili. «Un tempo l’acquisto della prima casa era la prima scelta di investimento dei giovani, oggi invece anche i genitori non comprano più la casa per i figli che vogliono viaggiare, studiare e lavorare all’estero e hanno quindi liquidità da investire ” dice Mario Breglia, presidente dí Scenari Immobiliari.

“A penalizzare la domanda, poi, è lo stock vecchio di immobili residenziali sul mercato. Per il nuovo, poco ancora, il problema non si pone: le richieste sono elevate». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

La servitù di passaggio.

Cos’è la servitù di passaggio.

Innanzitutto ricordiamo che le servitù (tecnicamente dette “servitù prediali” dal latino «praedium», fondo, terreno) rappresentano secondo l’art. 1027 c.c. il «peso imposto sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario».

Nella servitù di passaggio, in particolare, il proprietario del fondo servente è tenuto a consentire il passaggio al proprietario del fondo dominante.

Il rapporto di servitù tra fondi vicini o limitrofi si incentra sull’utilità (c.d. utilitas), attuale o futura, che il fondo dominante ottiene sul fondo servente (il quale subisce la limitazione). Pertanto è palese la correlazione esistente tra servitù e fondo, tale che l’alienazione della servitù potrà avvenire solo congiuntamente a quella del fondo.

Le servitù possono essere volontarie, costituite con atto inter vivos (contratto o testamento), oppure coattive, imposte dal legislatore per consentire al proprietario del fondo dominante un’utilizzazione efficiente dello stesso. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Locazione, sul regime Iva può decidere chi affitta l’immobile.

Le locazioni di immobili, agli effetti dell’Iva, sono prestazioni di servizi che, a seconda delle circostanze oggettive, possono essere esenti oppure imponibili. In alcuni casi, poi, la scelta del trattamento applicabile è rimessa al locatore, che può quindi decidere se avvalersi del regime di esenzione (perdendo il diritto alla detrazione dell’imposta «a monte»), oppure se optare per l’imponibilità.

Le norme e la giurisprudenza Ue. L’art. 135 della direttiva 2006/112/Ce (direttiva Iva) esenta dall’imposta «l’affitto e la locazione di beni immobili», eccettuate: a) le prestazioni di alloggio, come definite dalla legislazione degli stati membri, effettuate nel settore alberghiero o in settori aventi funzioni analoghe, comprese le locazioni di campi di vacanza o di terreni attrezzati per il campeggio; b) le locazioni di aree destinate al parcheggio dei veicoli; c) le locazioni di utensili e macchine fissati stabilmente; d) le locazioni di casseforti. La stessa disposizione accorda agli stati membri la facoltà di restringere il campo dell’esenzione, prevedendo ulteriori eccezioni oltre a quelle (obbligatorie) di cui alle lettere a), b), c) e d). L’art. 137 prevede poi che gli stati membri possono accordare ai loro soggetti passivi il diritto di optare per l’imposizione delle operazioni di affitto e di locazione di beni immobili. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Casa, investire con l’aiuto del Fisco.

Sono le due buone ragioni per cui oggi vale la pena di prendere in considerazione l’idea di acquistare un’abitazione da ristrutturare radicalmente. Le tasse, perché per il 2020 sono stati confermati tutti i bonus fiscali sui lavori di manutenzione straordinaria nelle unità residenziali e quindi le spese fino a 96mila euro danno diritto a una detrazione Irpef, spalmata in dieci anni, del 50%; quota che sale, con tetti variabili a seconda della tipologia di lavori, al 65% per le opere di riqualificazione energetica.

La distinzione I tassi, perché i mutui continuano a viaggiare ai minimi storici e anzi la settimana scorsa il costo dell’Eurirs, il parametro che serve a definire i finanziamenti a tasso fisso, è sceso di 20 centesimi e così i mutui a 20 anni oggi sono prezzati a meno dell’1%, i trentennali a qualche centesimo in più.

Il mix tra sconto fiscale e rate ridotte dei mutui fa sì che, soprattutto per gli immobili di un certo pregio, sia possibile comprare una casa da ripristinare quasi completamente pagandola a un prezzo comprensivo dei costi di ristrutturazione analogo o inferiore rispetto a quello di una casa usata ma abitabile senza lavori tranne quelli strettamente indispensabili (tinteggiare, cambiare i sanitari e poco altro). (continua)

Fonte:CorrieredellaSera

La delega unificata, modello F24, conquista sempre più spazi.

Dal 2 marzo 2020, per la registrazione degli atti privati, in luogo del modello F23, si potrà usare il modello F24, per pagare i tributi e i relativi interessi, sanzioni e accessori.

È previsto un periodo transitorio, durante il quale si potranno usare entrambi. Il pagamento unificato delle imposte, con il modello F24, introdotto inizialmente dall’articolo 17 del decreto legislativo 241/1997,è stato esteso, con decreto del ministero dell’Economia dell’8 novembre 2011, ad altri tributi, quali l’imposta di registro, il bollo, le imposte ipotecaria e catastale e a relativi accessori, interessi sanzioni e tributi speciali.

Le modalità e i termini per l’attuazione, anche progressiva, delle relative disposizioni sono definiti con provvedimento dell’agenzia delle Entrate. Il modello F24 garantisce maggiore efficienza e rappresenta un ulteriore passo verso la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti, che già usano questo modello per il pagamento di numerosi tributi. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

CEDOLARE SECCA – Niente sconti per l’uso ufficio.

Domanda:

Posso avvalermi come locatore, della cedolare secca al 21% per un appartamento accatastato A/2 (abitazione) ma locato ad una persona fisica che ha la partita Iva e che utilizza l’alloggio per «uso ufficio ma senza avere contatti diretti col pubblico»? 

 

Risposta:

La cedolare secca del 21% sulle locazioni richiede che il proprietario sia una persona fisica e che si tratti esclusivamente di unità immobiliari «ad uso abitativo» e relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione. La cedolare secca non si può applicare alle locazioni di unità immobiliari ad uso ufficio, anche se la categoria catastale è A/2.

 

L’Esperto risponde.

Domanda:

La nuova facciata e i balconi. L’assemblea all’unanimità ha deliberato di dare il via ai lavori per il ripristino della facciata. L’amministratore ci ha detto che la spesa, inclusa quella per i balconi, sarà suddivisa in base a millesimi di proprietà. Ma alcune unità immobiliari hanno due balconi, altre tre. Nel regolamento le spese straordinarie sono da ripartire per millesimi di proprietà con tabella a parte solo per ascensore, scale, riscaldamento. Ha ragione l’amministratore? 

Risposta:

Per la giurisprudenza le spese riguardanti i balconi fanno esclusivo carico ai rispettivi proprietari, ad eccezione degli elementi decorativi (frontalini, parapetti, ringhiere, gocciolatoi), la cui spesa va ripartita in base ai millesimi di proprietà se destinati all’abbellimento della facciata nel suo insieme e non del singolo balcone.

È presumibile che il regolamento, rifacendosi al criterio legale di ripartizione delle spese straordinarie in base ai millesimi di proprietà, intenda riferirsi ai decori, considerati parti comuni dell’edificio, e non alle parti estranee alla funzione di abbellimento, come la pavimentazione dei balconi.

Tesseramento Fimaa 2020.

Perché scegliere FIMAA.

Essere associato FIMAA vuol dire usufruire della rappresentanza e tutela sindacale degli interessi collettivi degli Agenti immobiliari, dei Mediatori Creditizi e Merceologici e degli Agenti in attività finanziaria, per incidere, attraverso la grande famiglia Confcommercio, presso le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione amplificando la voce degli Operatori.

Per associarsi alla Federazione basta contattare la sede Territoriale presso l’Ascom o l’Unione del Commercio di riferimento e chiedere l’iscrizione come Impresa operante in uno dei seguenti settori della mediazione: Agenti Immobiliari – Mediatori Merceologici – Mediatori Creditizi – Agenti in Attività Finanziaria – Agente di Servizi Vari.

Gli Associati FIMAA sono partner ideali per affrontare un mercato sempre più complesso e rispondere compiutamente alle esigenze del Clienti-Consumatori.

FIMAA Cesena offre ai propri iscritti servizi esclusivi e qualificati oltre ad indispensabili strumenti professionali.

Contatta la Segreteria Fimaa Cesena per ulteriori informazioni. m.massimo@ascom-cesena.it

 

Fondo Salva-casa: ecco il primo provvedimento.

giudice con martello in tribunale

Abbiamo più volte trattato, in queste ultime settimane, il tema del fondo salva-casa contenuto nella legge di conversione del decreto fiscale n. 124/2019 .

Ora, dal tribunale di Bergamo, arriva il primo decreto di comparizione parti disposto in seguito al deposito di una richiesta di sospensione dell’asta al fine di rinegoziare il mutuo secondo il dettato della nuova legge.

Cos’è il Fondo Salva-casa

Ricordiamo che il Fondo Salva-casa, regolato e disciplinato nel decreto fiscale 2020, ha ridato una nuova speranza a tutti i debitori che hanno contratto il mutuo per l’acquisto della prima casa ma che, a causa della grave crisi economica o per la perdita di lavoro improvvisa ed imprevedibile, si sono trovati in seguito nella condizione di non poter più pagare le rate del mutuo sottoscritto, ed in ultimo si sono visti mettere all’asta la loro unica casa di proprietà e di residenza. (leggi l’articolo)

Fonte:StudioCataldi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si può aumentare l’affitto nel corso del rapporto?

proprietario consegna chiavi affitto inquilino

Nel corso del rapporto il canone di locazione può essere solo aggiornato in base alla rivalutazione dell’Indice Istat, se il contratto lo prevede, ma ma non rideterminato in aumento.

Nei contratti di locazione, sia a uso abitativo che a uso commerciale, si dibatte spesso delle vicende che ineriscono il canone. Molti conduttori sono preoccupati che questo possa subire rideterminazioni nel tempo, in particolare in corso di rapporto.
Ecco, nel dettaglio, cosa dice la legge sulla quantificazione originaria del canone di locazione, pattuita al momento della stipula del contratto, e le eventuali modifiche effettuate in un momento successivo la predetta stipula.

Contratti locazione abitativa.

Per quanto riguarda i contratti di locazione di immobili a uso abitativo, l’aumento in itinere deciso unilateralmente dal proprietario non sembra essere consentito. In tali contratti, il canone viene di solito liberamente determinato dalle parti (c.d. canone libero) oppure stabilito da convenzioni territoriali (c.d. canone convenzionato). (continua)
Fonte:StudioCataldi

Il super ammortamento cambia pelle.

Superammortamento in regola con la compliance nuovi e destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato. Sono in ogni caso esclusi: fabbricati e costruzioni, beni con coefficiente di ammortamento (Dm 31.12.1988) inferiore al 6,5% e autovetture (anche se strumentali) e altri mezzi indicati nel comma i dell’art. 164 del Tuir. Sono invece compresi gli autocarri, trattori, muletti e altri mezzi semoventi non compresi in quest’ultima disposizione.

Esclusi anche i beni di cui all’Allegato 3 alla legge 208/2015 (condutture e simili), nonché i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Per gli investimenti in beni materiali diversi da quelli Industria 4.0 (l’ex iperammortamento, allegato A alla legge 232/2016), il credito di imposta spetta (comma 194) anche ‘agli esercenti arti e professioni. soggetto diverso dal produttore e dal rivenditore purché non siano già stati utilizzati né da parte del cedente né da alcun altro soggetto. ( continua )

Fonte:IlSole24Ore

Arriva la tassa sull’ombra dei balconi?

ombra del balcone in strada

Una tassa sull’ombra dei balconi. Potrebbe essere questa una delle “sorprese” contenute nell’ultima legge di bilancio.

La normativa sul canone di occupazione di suolo pubblico.

La manovra 2020 ha cambiato la normativa sul canone che si paga per l’occupazione del suolo pubblico. Le novità partiranno dal 2021 e con la loro entrata in vigore si rischia di pagare una ‘tassa sull’ombra’ di balconi e verande.

Già oggi la tassa si applica sul cosiddetto ‘soprasuolo’ ma prima era prevista espressamente l’esclusione per balconi e verande. Questa parte della norma adesso è saltata.

Le differenze dal 2021.

A spiegare la problematica, come riporta TgCom24, è lo stesso tributarista che, intervistato, riferisce come la nuova manovra «contiene tra le altre cose la revisione dei tributi locali relativi alla occupazione di suolo pubblico e alla pubblicità. Dal 2021, tutto questo sarà sostituito da un nuovo prelievo, denominato Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Detrazione affitto 2020: obbligo pagamento tracciabile o contanti?

Detrazione affitto 2020: obbligo pagamento tracciabile o contanti? Facciamo chiarezza

 

Detrazione affitto 2020 tra obbligo di tracciabilità e libertà di utilizzo dei contanti: facciamo il punto su come pagare, caso per caso, per non perdere il diritto ai rimborsi Irpef.

Il 2020 è iniziato con un’importante novità per i consumatori, l’obbligo di tracciabilità delle spese ai fini delle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi.

È stata la Legge di Bilancio ad introdurre la nuova regola, presupposto fondamentale per accedere ai rimborsi Irpef per le spese indicate dall’articolo 15 del TUIR.

L’obbligo di pagare con carta, bancomat, bonifici o altri mezzi che garantiscono la tracciabilità della spesa riguarda anche la detrazione dell’affitto, ma solo per le spese relative ai canoni di locazione di studenti universitari.

La detrazione forfettaria riconosciuta per l’affitto dell’abitazione principale resta invece fuori dall’obbligo di tracciabilità e resta possibile pagare in contanti. (continua)

Fonte:InformazioneFiscale

FIMAA: immobiliare in affanno, servono riforme coraggiose.

Nonostante il secondo trimestre del 2018 abbia registrato un aumento del 4,7% delle compravendite immobiliari rispetto allo stesso trimestre del 2017, i valori immobiliari hanno continuato a calare registrando un -0,2% (dati Istat in linea con il sentiment degli operatori FIMAA). Dal 2010 i valori degli immobili sono scesi in media del 15,7% e addirittura del 22,7% se si considerano gli immobili residenziali usati.

Uno dei motivi cardine della continua diminuzione dei valori immobiliari è caratterizzato dalla forte pressione fiscale sugli immobili che induce i proprietari a metterli sul mercato in una fase già caratterizzata dalla forte offerta, soprattutto per quanto riguarda le seconde case. Inoltre, l’andamento altalenante dell’economia e il perdurare della crisi economica potrebbe limitare ulteriormente il potere d’acquisto degli italiani e pertanto anche la disponibilità di accesso al credito (mutuo/finanziamento per l’acquisto). Tali considerazioni richiedono una risposta da parte del mondo politico.

Il forte carico fiscale sugli immobili non può più essere sopportato. Serve maggiore coraggio per avviare un ciclo di riforme che diano ossigeno al settore immobiliare, locomotiva trainante per l’intera economia del Paese.

Il lastrico solare è condominiale Irrilevanti le modalità di accesso all’area di copertura.

A chi appartiene il lastrico solare dell’edificio? Al condominio e non al proprietario dell’appartamento all’ultimo piano, a meno che non risulti diversamente dal titolo d’acquisto dell’immobile. E ciò anche se al terrazzo si accede soltanto dall’abitazione mentre al catasto il lastrico risulta riaccorpato ai locali sottostanti.

Da una parte pesa la presunzione di condominialità ex articolo 1117 del codice civile, dall’altra la circostanza che i dati del catasto sono utili soprattutto a fini fiscali. È quanto emerge dall’ordinanza 22339/19, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione, che ha accolto il ricorso del vicino, che non ci sta: ritiene un «furto» l’operazione compiuta dal condomino dell’interno 23, che ha recintato lo spazio in cima al fabbricato per utilizzarlo come terrazzo.

Il condominio rinuncia all’azione in primo grado e resta contumace nel secondo. Sbaglia la Corte d’appello a riformare la sentenza dal Tribunale, rigettando la domanda di rilascio sul rilievo che il lastrico solare costituirebbe una pertinenza esclusiva dell’appartamento sottostante perché è raggiungibile solo da quell’unità immobiliare. In realtà il tetto dell’edificio svolge la funzione di proteggere lo stabile, anche se può diventare oggetto di usi accessori e dunque essere sfruttato come terrazzo. ( leggi l’articolo )

 

Condominio: non paga chi non usa l’impianto di riscaldamento.

In tema di riscaldamento centralizzato nei condomini, l’art. 1117 del codice civile, a seguito della riforma del condominio n. 220/2012 in vigore nel 2013, annovera gli impianti per il riscaldamento ed il condizionamento centralizzato tra le parti comuni dell’edificio.

Riscaldamento centralizzato e obbligo di partecipare alle spese.

Da ciò deriva l’obbligo in capo a tutti i condòmini di partecipare alle spese di manutenzione e gestione. L’amministratore, dal suo canto, è responsabile per il funzionamento, ferma restando la possibilità in sede di assemblea condominiale, di deliberare in merito alle ore di funzionamento degli impianti. Giova ricordare, tra l’altro, che esistono normative specifiche a seconda delle fasce climatiche e delle Regioni di appartenenza. (leggi l’articolo)
Fonte:StudioCataldi

Gli usi dell’Ecobonus.

L’ecobonus ceduto è utilizzabile per compensare le accise dovute sulla produzione e la vendita di energia elettrica e gas naturale. È la risposta dell’Agenzia delle entrate n. 1 del 7 gennaio 2020. Il caso riguarda un’impresa che si occupa della vendita di energia elettrica e gas naturale, che ha riceve l’ecobonus da un’impresa che ha eseguito interventi di riqualificazione edilizia di edifici condominiali, cessionaria del credito d’imposta ricevuto a sua volta dal committente.

L’istante, chiedeva se il credito possa essere utilizzato in compensazione con i «tributi dovuti a titolo di accise sul consumo di energia elettrica e gas naturale». Ai sensi dell’articolo 14, comma 3.1, del dl. n. 63/2013, il committente (primo cedente) può cedere all’impresa esecutrice (primo cessionario) dell’intervento di riqualificazione a energetica sull’edificio condominiale l’importo che gli spetta ai fini della detrazione d’imposta.

L’impresa acquisisce così un credito d’imposta da utilizzare in compensazione in cinque rate annuali di pari importo, riconoscendo al committente un importo di pari ammontare, sotto forma di «sconto» sul corrispettivo dovuto. (leggi l’articolo)

Fonte:ItaliaOggi

Torna la voglia di comperare casa.

Torna l’interesse per il mattone. Nel 2020 il mercato vedrà vendite e prezzi in territorio positivo. E si torna a investire per mettere a reddito

Opportunità sul mercato dopo dieci anni di cali d iprezzi, tassi di interesse ai minimi storici sui mutui, moderata fiducia anche se la ripresa economica non c’è, sono gli ingredienti che rendono meno amaro il futuro del mercato immobiliare italiano. Un mercato che registra il ritorno al mattone dei risparmiatori, in mancanza di concorrenza.

I privati, infatti, sono invogliati a cambiare casa per il basso costo del denaro e sono attirati a investire nel mattone dal successo degli affitti brevi, ma anche dal fatto che oggi non ci sono valide alternative redditizie per impiegare il proprio capitale.

Il mercato resta condizionato dall’offerta scarsa. La situazione resterà stabile. E con prezzi che, come certificato dall’Istat, tornano a segnare un rialzo dello 0,4% nel terzo trimestre 2019. A livello residenziale, la parte più consistente del mercato, le attese per il 2020 sono tutto sommato positive. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

 

 

In Italia le case valgono più di 6 mila miliardi.

Il valore del patrimonio abitativo, registrato nel 2016, ammonta complessivamente a 6.004,4 miliardi, in calo rispetto al valore registrato nel 2015, pari a 6.096,9 miliardi. Di questi 6 miliardi, circa il 92%, pari a 5,5 miliardi di euro, si riferisce alle abitazioni e relative pertinenze di proprietà delle persone fisiche.

Questi sono alcuni dei dati contenuti nella settima edizione di «Gli Immobili in Italia», realizzata dall’Agenzia delle entrate e dal dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia in collaborazione con Sogei. Nel 2016, su oltre 57 milioni di unità immobiliari, le abitazioni principali sono poco più di 19,5 milioni (circa il 34,2%).

A queste si sommano circa 13,3 milioni di unità relative alle pertinenze (cantine, soffitte, box o posti auto) pari al 23,3%; per un totale pari al 57,5% dello stock di proprietà delle persone fisiche. «Ipotizzando che a ogni abitazione principale corrisponda un nucleo familiare, risulta che il 75,2% delle famiglie risiede in case di proprietà», pari a tre famiglie su quattro. Gli immobili locati sono circa 6 milioni, pesando per circa il 10% sul totale. Infine, ammontano a 1,2 milioni (poco più del 2%) gli immobili concessi in uso gratuito a familiari o ad altri comproprietari. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Dal bonus bebè alle facciate: le novità per famiglia e casa.

Non solo tasse nella manovra. Tra le misure: fondi per gli asili nido e sconti sui lavori green equivalente. 

CASA. Imu e Tasi che diventano un tributo unico e tutti i bonus per le ristrutturazioni confermati, fino all’introduzione di un nuovo sconto per rifare le facciate. È ricca di interventi per la casa la manovra del 2020 che rifinanzia con 10 milioni il Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa e con 50 milioni quello per l’accesso alla casa in affitto.

Per tutti i bonus la detrazione è spalmata su 10 anni, tranne che per il sisma bonus (5 anni e una detrazione fino all’85%). Il nuovo bonus facciate avrà un importo pari al 90% dei lavori documentati realizzati nel 2020 relativi agli interventi di rifacimento delle facciate degli immobili (sì a pulitura e tinteggiatura, esclusi i lavori di sistemazione delle grondaie, dei cavi esterni e degli infissi).

Le zone a scarsa densità urbana non possono richiedere il bonus. Riconfermati il bonus ristrutturazione (50% fino a 96.000 euro) e quello mobili (fino a 10.000 euro) che si può richiedere solo se si sono fatti lavori di ristrutturazione. Resta anche il bonus per i lavori di efficientamento energetico. (continua)

Fonte:IlFattoQuotidiano

Auguri di Buone Feste.

 

La redazione e lo staff di Mediare Oggi augurano a tutti i lettori

un

      Sereno e Felice Natale. 

Spese detraibili al 19% solo con pagamenti tracciati.

La scure della manovra 2020 sulle detrazioni Irpef. Dal 2020 la detraibilità del 19% sarà infatti possibile soltanto nel caso di pagamento delle spese con bonifico bancario o postale ovvero attraverso mediante altri sistemi di pagamento tracciati. Inoltre, sempre con decorrenza dal 2020, la possibilità di avvalersi delle detrazioni irpef previste dall’articolo 15 del Tuir sarà limitata in caso di redditi compresi fra 120 e 240 mila euro, azzerandosi del tutto in caso di redditi complessivi pari o superiori a tale ultimo importo.

E’ questo, in estrema sintesi, l’effetto congiunto di due disposizioni presenti nel disegno di legge di Bilancio 2020 (all’esame della Camera per il via libera definitivo che avverrà probabilmente lunedì prossimo) che disciplinano rispettivamente: la rimodulazione degli oneri detraibili sulla base del reddito e la tracciabilità delle detrazioni Irpef.

Tracciabilità delle detrazioni Irpef Per poter ottenere il diritto alla detrazione Irpef del 19 per cento spettante sulle varie tipologie di spese previste nell’articolo 15 del Tuir, sarà dunque necessario provvedere al pagamento delle stesse attraverso sistemi tracciabili di pagamento. La misura ha chiaramente lo scopo di incentivare il ricorso a tali forme di pagamento e deve leggersi in combinazione con le disposizioni previste rdal collegato fiscale che riducono i limiti di utilizzo del denaro contante.

Restano espressamente escluse dall’obbligo del pagamento tracciato le detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al servizio sanitario nazionale. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Cassazione: No alla vendita se l’acquirente ignora che la casa è stata donata.

L’acquirente può rifiutarsi di firmare il definitivo se si è nascosta l’origine del titolo.

Se viene venduto un immobile che appartiene al venditore per effetto di una donazione e il venditore non ne fa menzione all’acquirente, il quale, quindi, stipula il contratto preliminare senza sapere nulla di tale donazione, il promissario acquirente può rifiutare la stipula del contratto definitivo. È questo l’innovativo principio, a tutela dell’acquirente di beni immobili (ma estensibile anche alla compravendita di quote societarie), che la Corte di cassazione ha sancito nella sentenza n. 32694 depositata il 12 dicembre 2019.

L’appoggio normativo del predetto principio di diritto è riposto nell’articolo 1460 del Codice civile, recante la cosiddetta «eccezione di inadempimento», vale a dire la norma in base alla quale ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l’altro non adempie contemporaneamente la propria.

In passato, invece, la Corte di cassazione (si vedano le sentenze 2541/1994,8002/2012 e 8571/2019) aveva affermato che il compratore può rifiutarsi di stipulare il contratto definitivo solo quando il pericolo di evizione (e cioè il pericolo di perdere la proprietà del bene a causa di un altrui prevalente diritto) sia veramente effettivo e non quando vi sia solo il mero timore che l’evizione possa verificarsi: il semplice fatto che un immobile provenga da donazione e possa essere teoricamente oggetto di una futura azione di riduzione (nella successione ereditaria del venditore) per lesione di legittima esclude di per sé si diceva nella precedente giurisprudenza che esista un rischio effettivo di rivendica; e, quindi, esclude che il compratore possa sospendere il pagamento dovuto al venditore e rifiutarsi di stipulare il contratto definitivo.

Fonte: IlSole24Ore

Borghi storici, piccoli centri e buoni ritorni.

Rigenerazioni. In tutta Italia tante occasioni per comprare edifici o interi paesi da riqualificare e rilanciare turisticamente. Investire nei borghi, piccoli centri ad alto rendimento.

Se invece il castello lo si vuole già ristrutturato e pronto da vivere basta sborsare un po’ di più. Con 1,3 milioni si può comprare un intero castello rinnovato e arredato a 12 chilometri da Spoleto, con vista panoramica e utilizzabile anche come resort. Comprende infatti sette appartamenti per un totale di otto camere da letto, il ristorante, le aree comuni, la piscina e la Spa.

Solomeo e Petralia Soprana sono due borghi d’eccellenza del CentroSud d’Italia, il cui comune denominatore è una storia di abbandono, prima, e di riqualificazione, dopo. Due esempi dei tanti casi di salvataggio delle bellezze architettoniche italiane lasciate a se stesse ma con tante opportunità di rivalutazione. E anche due casi da cui partire per un viaggio nell’Italia dei borghi storici e delle chance di investimento immobiliare, sempre più appetibili per gli stranieri in cerca della favola italiana.

«Solomeo è uno splendido borgo medievale della provincia di Perugia, la cui fondazione risale al XII secolo. La salvezza del borgo di Solomeo porta il nome di un imprenditore illuminato e appassionato, Brunello Cucinelli, che ha saputo mantenere intatti i luoghi e la loro bellezza e ha donato una nuova vita al borgo». Petralia Soprana è invece un borgo siciliano situato nel parco delle Madonie, insignito del titolo “borgo dei borghi 2019”, riconoscimento che ha messo in moto dinamiche che porteranno ulteriori fondi destinati alle piccole città siciliane. (continua)

Fimaa: “Stop cedolare secca su negozi è occasione persa, auspichiamo cambio di rotta”

Dalla manovra economica salta la proroga per la cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali. L’aliquota agevolata, introdotta dalla legge di bilancio 2019 per i contratti di locazione commerciale stipulati nell’anno in corso, era stata confermata anche per il 2020. Ma nella serata di ieri, in commissione bilancio del Senato, sono stati bocciati gli emendamenti sul tema.

“Lo stop sulla proroga per il 2020 della cedolare secca del 21% per gli affitti commerciali è un’occasione persa che danneggia il settore immobiliare – commenta Santino Tavernapresidente nazionale Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia –Da nord a sud del Paese i negozi stanno vivendo una crisi senza precedenti, a causa dello strapotere di internet e delle multinazionali che fanno affari in Italia, ma pagano le tasse nei paradisi fiscali all’estero – continua il presidente Taverna -.

Anziché disincentivare la concorrenza sleale, con questa mancata proroga si incentiva la chiusura dei negozi tradizionali, non solo a danno del comparto immobiliare ma anche del commercio al dettaglio e della sicurezza delle nostre città, che vedono sempre più vetrine spegnersi e saracinesche chiudere definitivamente. La proroga dell’aliquota ridotta – conclude Taverna – avrebbe favorito la locazione degli immobili commerciali sfitti, rivitalizzando il tessuto sociale delle città e disincentivando la desertificazione dei centri storici dei medi e piccoli comuni d’Italia, oltre a portare nuove entrate nelle casse dello Stato. Come Fimaa auspichiamo un repentino cambio di rotta”.

Fimaa Italia

Terreno, l’affitto lungo non è diritto di superficie.

La concessione in affitto per 25 anni di un terreno agricolo per realizzarvi un impianto fotovoltaico non può essere riqualificata dall’agenzia delle Entrate in cessione del diritto di superficie, recuperando un maggiore importo a titolo di imposte di registro e ipocatastali. E ciò, a maggior ragione, dopo che l’articolo 1, comma 87, della legge 205/2017 ha limitato l’attività interpretativa dell’Agenzia agli «elementi desumibili dall’atto medesimo, prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati», con norma che si applica retroattivamente anche ai contenziosi in corso (articolo 1, comma1084, della legge 145/2018).

È questa la conclusione a cui è giunta la Ctr dell’Emilia Romagna  con la decisione 1565/10/2019 depositata il 12 settembre scorso, esaminando un’ipotesi che ha originato molto contenzioso. Secondo l’Agenzia (e la Commissione provinciale che aveva respinto il ricorso in primo grado), il contratto di affitto registrato attribuiva all’affittuario «il potere tipico del titolare del diritto reale di superficie», in virtù della finalità per cui era stato voluto dalle parti (costruzione, gestione e manutenzione di un impianto fotovoltaico). (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

Condominio e casa: i bonus del decreto crescita.

Imposte fisse per chi valorizza gli immobili, sisma bonus, ecobonus semplificato e fondo garanzia per acquistare o ristrutturare la prima casa. Tutti i bonus e le misure del decreto crescita per la casa.

 Il Decreto Crescita, tra le varie misure pensate per rilanciare il paese ne prevede alcune dedicate alla casa.

Imposte in misura fissa chi cede immobili a imprese che poi provvedono a valorizzarli entro i dieci anni successivi, sismabonus anche per le zone a rischio sismico 2 e 3, ecobonus facilitato grazie a un nuovo meccanismo fondato su uno sconto per chi commissiona i lavori e un credito d’imposta da spalmate nelle cinque annualità successive per chi effettua le opere e infine nuove risorse per il Fondo garanzia prima casa. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Fimaa: Soddisfatto il 93% delle aziende che hanno usufruito della consulenza di un mediatore creditizio.

La mediazione creditizia conquista spazi, anche se la banca rimane il punto di riferimento per i finanziamenti. Bene pure il giudizio dei clienti retail, il 72% si dichiara molto soddisfatto della consulenza ricevuta.

È quanto emerge dallo studio di Nomisma per Fimaa-Confcommercio sul mercato del credito e dei mutui presentato a Roma in occasione del 3° Convegno Fimaa sulla Mediazione Creditizia.

Roma, 5 dicembre 2019 – Il 75% delle aziende italiane ha avuto un’esigenza di finanziamento nell’ultimo triennio. La banca con cui si hanno rapporti consolidati rimane il punto di riferimento: l’86% delle aziende ha sottoscritto finanziamenti con gli istituti bancari a cui si rivolge abitualmente.

Nel valutare la proposta di finanziamento, tasso di interesse proposto (56%), importo totale del finanziamento erogato (23%) e importo della rata (11%) rappresentano gli aspetti di maggiore interesse a cui si affiancano fattori complementari relativi alla facilità di accesso al credito, tra cui il tempo rappresenta il parametro più rilevante (indicato dal 78% delle imprese). (continua)

Ecobonus per caldaie, infissi, climatizzatori: detrazioni del 65% e del 50% anche nel 2020.

Nuove caldaie a basso impatto ambientale, infissi ad alta efficienza ma anche climatizzatori di ultima generazione e dispositivi per la domotica che consentono di controllare la temperatura della casa a distanza. Sono solo alcune delle soluzioni che offre il mercato per rendere il proprio appartamento più confortevole e contemporaneamente le bollette meno salate.

Su tutte queste soluzioni, anche per il 2020, sarà possibile usufruire dell’Ecobonus. La detrazione del 65% o del 50% sulle spese sostenute per l’efficientamento energetico è inserita nella legge di Bilancio in corso di approvazione in queste settimane.

Così come avvenuto negli scorsi anni, l’Ecobonus sarà rinnovato per un altro anno (fino al 31 dicembre 2020) così come tutti gli altri sconti fiscali – ad esempio bonus ristrutturazione e bonus mobili previsti per chi decide di investire sul proprio immobile.

ECOBONUS, C’È LA PROROGA. Sulle spese sostenute per l’efficientamento energetico del proprio immobile è previsto uno sconto fiscale Irpef del 65 o del 50%. Da quando è stato introdotto, l’Ecobonus è senza dubbio uno degli strumenti più utilizzati dai contribuenti che nel corso degli anni hanno deciso di cambiare gli infissi o sostituire la vecchia calderina con una più efficace. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSecoloXIX

Arriva il bonus affitto 2020.

Tra i benefit contenuti nel “Piano casa” c’è anche il cosiddetto bonus affitto, ossia l’accesso agevolato agli appartamenti in locazione, un aiuto alle famiglie che vivono in affitto.

  1. Bonus affitto e piano rinascita urbana
  2. Un bando pubblico per il bonus affitto
  3. Fondi limitati

Bonus affitto e piano rinascita urbano.

In manovra, un miliardo di euro sono destinati al “bonus affitto”, ossia quell’aiuto per le famiglie in difficoltà per avere un appartamento in locazione grazie al piano Rinascita Urbana. Si tratta di un programma pluriennale per la riqualificazione e l’incremento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale e la rigenerazione urbana. È il ministero delle Infrastrutture ad occuparsene e stabilendo nel piano altre agevolazioni come il bonus verde, l’ecobonus, il sismabonus ed i bonus ristrutturazioni edilizie. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Ecobonus: correzioni entro il 30 novembre.

Enea informa, rispondendo alle domande più frequenti dei contribuenti  che, chi ha presentato domanda per poter usufruire dell’Ecobonus all’Enea, ha tempo fino al 30 di novembre 2019 per procedere alla correzione di eventuali errori commessi in fase di compilazione. Rettifica possibile solo per chi ha completato i lavori di efficientamento nel 2018.

Per chi ha completato i lavori nel 2017 invece, l’impossibilità di rettificare i dati non fa venire meno il diritto alla detrazione, anche se l’importo delle spese sostenute non indicato nella richiesta, è però riportato correttamente nelle dichiarazioni dei redditi e debitamente documentato.

Rettifica dati documentazione obbligatoria Enea.

Nel momento in cui un contribuente provvede a compilare e inviare la documentazione obbligatoria all’Enea per richiedere la detrazione prevista per l’Ecobonus, è possibile che commetta degli errori. La questione è: una volta commessi questi errori è possibile correggerli? La riposta non è univoca. Tutto dipende infatti dall’anno in cui è stata trasmessa la documentazione obbligatoria necessaria a chiedere la detrazione. ( leggi l’articolo )

Fonte:StudioCataldi

L’agente della riscossione può bloccare vendite immobiliari.

Agenzia delle entrate e riscossione può incassare la revocatoria della vendita immobiliare fatta dal contribuente indebitato con l’Erario. A riconoscere la facoltà di presentare l’istanza oltreché impositore anche all’esattore è la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 30737 del 26 novembre 2019, ha respinto il ricorso di un cittadino.

La terza sezione civili è partita da un preciso ragionamento: infatti, si legge in motivazione, il contribuente interessato a impugnare un atto della riscossione può esercitare l’azione indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario e senza che tra costoro si realizzi una ipotesi di litisconsorzio necessario.

La sentenza è stata accolta con particolare favore dalla dottrina che ha valutato positivamente l’affermazione nei fatti di una sorta di legittimazione passiva alternativa. In particolare, l’ente creditore, quale titolare del diritto di credito oggetto di contestazione, è legittimato passivo per vizi imputabili tanto alla propria attività quanto all’attività dell’agente della riscossione.

Da ciò derivano il rafforzamento e il riconoscimento del profilo unitario dell’amministrazione finanziaria che, nella gestione del rapporto tributario, si propone come interlocutore unico del contribuente. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Le case pignorate perdono metà valore.

Potremmo definirci un Paese all’asta. Mentre le banche, con i tassi in picchiata, propongono mutui per acquistare casa impensabili fino a qualche anno fa, il posto fisso è sempre più raro, e di conseguenza sempre più rischioso il vincolo di un prestito a lungo termine.

La contabilità fa impressione. Al 2018 si sono accumulate 245.100 esecuzioni immobiliari, il 19,46% solo in Lombardia, il 78% ad uso residenziale. Considerando che sul mercato sono state vendute 578.646 abitazioni si può dire che sul lungo periodo una percentuale altissima finisce all’asta perché il compratore non riesce più a pagare le rate del mutuo. I pignoramenti degli ultimi cinque anni hanno coinvolto almeno 1,2 milioni di italiani.

E quella casa comprata con i sacrifici di una vita, quando entra nel girone delle esecuzioni immobiliari, soprattutto se si trova nelle periferie, finisce per perdere oltre la metà del valore. La legge che doveva sveltire i tempi Partiamo dai numeri per orientarci in questo girone dove i database sono infiniti. (continua)

Fonte:CorrieredellaSera

Imu, stretta su chi non paga.

Potrebbe scattare il pignoramento dei conti correnti per chi non paga tasse come Imu e Tasi. Le nuove regole sono contenute nella manovra in fase di approvazione in Parlamento, ma che ha già avuto il parere favorevole da Bruxelles.

Il provvedimento ha come obiettivo la riscossione più facile per i Comuni delle tasse locali. Il meccanismo non si applica alle multe .

«I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta». Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, risponde così a chi gli chiede notizie della possibilità per i Comuni di bloccare i conti correnti dei contribuenti che non pagano i tributi locali. Sarà stato un riflesso condizionato, perché da giorni il premier combatte l’idea di una manovra piena di tasse e trappole fiscali, ma quella norma c’è.

È l’articolo 96 della legge di Bilancio già in discussione, al Senato, e dà anche molta soddisfazione ai sindaci, che in questa riforma della riscossione locale, chiesta a gran voce da tempo. Tanto più, osserva il ministero dell’Economia, che ci sono «ancora 19 miliardi non riscossi dagli enti locali».

Negli affitti brevi contratto scritto da allineare all’online.

Nel mercato degli “affitti brevi” alimentati dalle prenotazioni online tramite i portali come Airbnb e Booldng si è diffusa in Italia l’abitudine di far firmare all’arrivo degli ospiti nell’alloggio un contratto di locazione scritto. Consiste a volte in una schedina di una pagina, più raramente in un lungo e articolato contratto.

Si tratta di una prassi che sta facendo emergere problemi di coordinamento tra il documento firmato e il contratto concluso al momento della prenotazione online. Le ragioni del secondo contratto L’abitudine di far firmare un contratto di locazione breve ai turisti al loro arrivo nell’alloggio è tutta italiana e si è diffusa essenzialmente per due motivi.

Innanzitutto per tutelarsi contro un ospite che non se ne va alla scadenza pattuita: in questo caso il locatore host può ricorrere alla procedura di sfratto, fondata sul contratto di locazione. In secondo luogo per la rilevanza attribuita dalla Polizia municipale ai contratti scritti quando effettuano i controlli negli appartamenti locati. (continua)

Fonte: IlSole24Ore

Agevolazione prima casa, conta anche il soppalco.

Chi acquista una abitazione che, con il soppalco, supera 240 mq non ha diritto alle agevolazioni sulla prima casa. Contano tutte le aree utilizzabili dell’immobile al di là dell’abitabilità.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 29643 del 14/11/2019, ha respinto il ricorso di una contribuente. In fondo alle interessanti motivazioni, il Collegio di legittimità ha affermato espressamente che «ai fini della individuazione di una abitazione di lusso, nell’ottica di escludere il beneficio cosiddetto prima casa, la superficie utile deve essere determinata guardando alla utilizzabilità degli ambienti a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituendo tale requisito, il parametro idoneo a esprimere il carattere lussuoso di una abitazione.

Ne consegue che il concetto di superficie utile non può restrittivamente identificarsi con la sola superficie abitabile, dovendo il dm del 2/8/1969, n. 1072, art. 6, essere interpretato nel senso che è utile tutta la superficie dell’unità immobiliare diversa dei balconi, dalle terrazze, dalle cantine, dalle soffitte, dalle scale e dal posto macchine e che nel calcolo dei 240 mq rientrano anche i soppalchi».

In motivazione gli Ermellini chiariscono inoltre che perde l’agevolazione anche chi unisce due appartamenti, e, in questo modo, supera la metratura delle abitazioni. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus facciate se si paga nel 2020 per i lavori iniziati nel 2019.

Il bonus facciate allarga i suoi confini. La manovra in corso di discussione parla, infatti, di «spese documentate». E questo, analizzando le vecchie pronunce dell’agenzia delle Entrate, renderà applicabile il beneficio del 90% anche a quegli interventi già in corso d’opera per i quali i pagamenti saranno materialmente effettuati l’anno prossimo.

Il disegno di legge di bilancio per il 2020 introduce, tra le misure per la crescita, l’articolo 25, rubricato «bonus facciate»: prevede per i soggetti Irpef, l’attribuzione di una detrazione di imposta del 90%, da recuperare in dieci anni, per le spese documentate, sostenute nel 2020, relative agli interventi edilizi finalizzati al recupero o restauro della facciata di edifici, inclusa la semplice manutenzione ordinaria.

Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi esterni, il rifacimento di intonaci, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage. Da valutare quali di questi interventi potranno rientrare o meno nel concetto di «recupero o restauro della facciata». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Aumentano gli incentivi per rimettere a nuovo le case.

Il Governo prova a rinvigorire ulteriormente il mercato immobiliare con incentivi fiscali. E’ ben noto, infatti, il rapporto di particolare attaccamento che gli italiani hanno con i propri immobili, e in tal senso appare particolarmente apprezzabile l’intervento del Governo di provare a dare una spinta a questo mercato attraverso l’introduzione di nuovi incentivi fiscali, legati alla riqualificazione immobiliare, piuttosto che attraverso la proroga di quelli già esistenti.

Insomma, la casa è al centro dei pensieri di chi ci governa. Nel Decreto Legge relativo alla Legge di Bilancio 2020 infatti è stato introdotto il c.d. bonus facciate, un particolare incentivo di natura fiscale legato alla realizzazione di interventi edilizi, inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o al restauro delle facciate di immobili, sia di proprietà individuale che di proprietà condominiale. In particolare il testo della nuova norma prevede che potranno essere portate in detrazione dalle imposte sui redditi tutte le spese sostenute (e regolarmente documentate) nel corso dell’anno 2020 per la realizzazione di tali interventi, nella misura del 90%, senza limiti di spesa. (continua)

Fonte:Libero

L’immobile all’asta è un vero affare ma serve prudenza.

Comprare una casa all’asta può portare a un risparmio medio del 35% rispetto al libero mercato. Ecco perché questa strada può essere scelta, con attenzione, per investire nel mattone o se si è in cerca della prima casa. A causa della crisi, le offerte di immobili all’asta sono cresciute del 20% nell’ultimo anno.

Ma come muoversi e cosa cercare esattamente? Tre sono le tipologie di immobile che è possibile trovare all’asta: case di privati che non sono più riusciti a pagare le rate, immobili di aziende che in caso di fallimento vedono alienati i propri beni e, infine, gli stabili degli enti pubblici che, quando decidono di vendere una proprietà, devono obbligatoriamente farlo attraverso l’asta che garantisce massima trasparenza.

In questo momento, la casa tipo che va in asta in Italia misura 111 metri quadrati e ha un costo medio di 145mila euro. Per cercare una casa all’asta, la rete è sicuramente un mezzo vincente. Questi immobili devono, infatti, essere obbligatoriamente pubblicizzati sul web. Un’alternativa è il quotidiano cartaceo. Ci sono poi siti specializzati, i siti dei tribunali, o il sito del notariato. (continua)

Fonte:IlGiornale

Bonus verde 2020: abolizione o proroga? Detrazione in bilico.

Bonus verde 2020: abolizione o proroga? Detrazione in bilico

Nel Disegno di Legge di Bilancio 2020 non si parla di proroga del bonus verde, e pertanto la detrazione del 36% potrebbe essere abolita, senza rinnovo per le spese sostenute oltre la scadenza del 31 dicembre.

Il bonus verde è il grande escluso dalla proroga delle detrazioni sui lavori in casa prevista dalla Legge di Bilancio 2020.

Tra conferme e nuovi bonus al debutto, non trova spazio all’interno del Disegno di Legge di Bilancio 2020 depositato in Senato la detrazione Irpef del 36% introdotta per stimolare la cura del verde privato. (continua)

Fonte:Informazione fiscale

Compravendita, niente aumento per l’imposta ipotecaria e catastale.

Stop all’aumento dellimposta ipotecaria e catastale sulla compravendita immobiliare tra privati. A prevederlo la bozza della legge di Bilancio.

Il Documento programmatico di Bilancio prevedeva invece un aumento da 50 a 150 euro per i trasferimenti immobiliari tra privati soggetti a imposta di registro.

Lo stop all’aumento dell’imposta ipotecaria e catastale deciso dal vertice di maggioranza del 30 ottobre 2019 è stato commentato dalla Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

In particolare, tramite una nota, Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa, ha fatto sapere: ” Dopo aver lasciato la cedolare secca sulle locazioni a canone concordato al 10%, anche questa retromarcia in extremis del Governo non potrebbe che farci piacere. Il settore immobiliare è già gravato da un eccessivo carico fiscale, che va semmai ridotto e riordinato per consentire al comparto di ritornare ad essere locomotiva per la crescita economica del Paese”.

Corso “AGENTI D’AFFARI IN MEDIAZIONE”

Operazione 2019-12487/RER Approvata con DET.DIR.16826  del 18/09/2019 PROG. N. 1 – ED. N. 1   

L’agente immobiliare è colui che si occupa della vendita dei beni immobiliari e deve conoscere le linee e le strategie fondamentali dell’azienda e del mercato.

DESTINATARI DEL CORSO e REQUISITI D’ACCESSO: Aspiranti agenti immobiliari in possesso dei requisiti di cui alla L. 03/02/89 n. 39 e successive modifiche. Maggiore età, essere in possesso del Diploma di Scuola Secondaria di secondo grado.

CONTENUTI: La professione di Agente Immobiliare; Psicologia e tecniche di vendita; La mediazione; Diritto Civile; Diritto Tributario; Estimo, catasto e norme immobiliari, La conservatoria dei registri immobiliari; Il credito; Gestione d’azienda; Informatica; Marketing e mercato immobiliare; Elementi di ragioneria e contrattualistica

Affitti calmierati, cedolare secca al 10%.

Scongiurato l’aumento della cedolare secca sugli affitti a canone concordato, i proprietari immobiliari non riescono a sorridere del tutto. L’aliquota della fiat fax sulle locazioni a canone calmierato non salirà al 12,5%, come inizialmente paventato, ma resterà ferma al 10% e per di più in modo strutturale.

Nessuna traccia, invece, del rinnovo della cedolare sui negozi, cosa che mette in allarme, visto anche gli effetti peggiorativi per i contribuenti derivanti dall’unificazione di Imu e Tasi.

Il premier Giuseppe Conte, ha invece difeso la scelta del governo di non inasprire il prelievo su una misura come la cedolare che in questi anni ha svolto un’innegabile funzione antievasione, dimezzando il nero sugli affitti. «Abbiamo deciso di rendere permanente il regime di cosiddetta cedolare secca al 10 per cento per le locazioni a canone concordato, che, a legislazione vigente sarebbe aumentato fino al 15 per cento a decorrere dal 2020». (continua)

Fonte:ItaliaOggi

FIMAA: “BENE STOP AUMENTO CEDOLARE SECCA”

L’aliquota sulle locazioni a canone concordato resterà al 10% nel 2020 e diventerà strutturale .

Roma 30 ottobre 2019 – “Siamo soddisfatti della retromarcia del Governo sull’ipotesi di aumento della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato con aliquota al 12,5% dal 2020. 

La conferma dell’aliquota al 10% dal 2020, in via strutturale, offre una certezza in più ai locatori chiamati a valutare la convenienza delle diverse formule di locazione in un contesto di mercato ancora in difficoltà. L’aumento dell’aliquota avrebbe avuto un impatto economicamente recessivo per il comparto delle locazioni. 

Quanto all’ipotesi di aumentare l’aliquota unificata di Imu e Tasi, siamo pienamente convinti che occorra accorpare le due imposte mantenendo l’invarianza del gettito dei due contributi. 

Così come siamo convinti che per la crescita del Paese e del settore immobiliare resta necessario procedere con determinazione alla riduzione della spesa pubblica improduttiva per liberare, senza ricorrere ad ulteriori balzelli a carico dei cittadini e delle imprese, risorse per gli investimenti”. 

È il commento di Santino Taverna, presidente nazionale FimaaFederazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia

Con recesso concordato niente registro fisso.

Il contratto con il quale le parti contraenti convengono di risolvere un precedente contratto di compravendita immobiliare, tra esse stipulato, è soggetto all’applicazione dell’imposta di registro con l’aliquota propria dei trasferimenti immobiliari e non in misura fissa.

Lo affermano le Entrate nella risposta a interpello 439 del 28 ottobre 2019. La materia affrontata dalla risposta è quella del cosiddetto “mutuo dissenso” o “mutuo consenso risolutivo”, vale a dire l’accordo che provoca la risoluzione di un precedente contratto: nel caso della risoluzione di un contratto a effetti reali, come la compravendita, il mutuo dissenso comporta il ritorno in capo al soggetto alienante della titolarità del diritto che venne trasferito al soggetto acquirente con il contratto poi risolto. Ci si chiede, dunque, se questa vicenda comporti l’applicazione dell’imposizione propria degli atti traslativi di beni immobili. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Leasing, l’Imu tocca ai locatori. A nulla rileva che non sia stato riconsegnato il bene.

La Cassazione torna sui propri passi relativamente ai contratti di leasing per il pagamento dell’Imu. Cambia idea sulla questione del soggetto obbligato al pagamento, sostenendo che il locatore è tenuto al versamento dell’imposta locale anche se il locatario non riconsegna il bene.

Il locatore, infatti, è soggettivo passivo del tributo se il contratto viene risolto prima della scadenza naturale e il locatario non restituisce il bene immobile. Così si sono espressi i giudici di legittimità con la sentenza 25249 del 9 ottobre 2019.

La società ricorrente aveva sostenuto che in caso di risoluzione anticipata del contratto di leasing l’imposta fosse dovuta dal locatore concedente solo dopo l’effettiva riconsegna del bene immobile. Per la Cassazione, invece, la norma di legge che disciplina la locazione finanziaria attribuisce la soggettività passiva Imu alla società di leasing «anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Fimaa Cesena: “Corso di Abilitazione alla Professione di Agente Immobiliare”

ISCOM FORMAZIONE PER LE IMPRESE SCARLEnte accreditato dalla Regione Emilia Romagna, organizza un corso per “AGENTI D’AFFARI IN MEDIAZIONE”

L’agente immobiliare è colui che si occupa della vendita dei beni immobiliari. In primo luogo il mediatore deve conoscere le linee e le strategie fondamentali dell’azienda e del mercato. In generale dovrà: identificare i processi di marketing del proprio settore, conoscere i processi di lavoro inerenti la gestione d’agenzia, saper attuare le tecniche di vendita e di comunicazione più idonee all’approccio al cliente, conoscere gli aspetti di contrattualistica e quelli relativi al fisco e alle normative applicabili al settore di riferimento.

DESTINATARI DEL CORSO e REQUISITI D’ACCESSO:

Aspiranti agenti immobiliari in possesso dei requisiti di cui alla L. 03/02/89 n. 39 e successive modifiche. Maggiore età, essere in possesso del Diploma di Scuola Secondaria di secondo grado.

CONTENUTI:

La professione di Agente Immobiliare; Psicologia e tecniche di vendita; La mediazione; Diritto Civile; Diritto Tributario; Estimo, catasto e norme immobiliari; La conservatoria dei registri immobiliari; Il credito; Gestione d’azienda; Informatica; Marketing e mercato immobiliare; Elementi di ragioneria e contrattualistica

I capannoni senza bonus.

Le detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie (art. 16 bis del dpr 917/86 cd. «bonus casa») sono destinate soltanto agli edifici residenziali.

Per un capannone non è possibile utilizzare queste detrazioni. Un intervento di risparmio energetico si configura come intervento di manutenzione straordinaria e, in generale, va fatta la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverati). Ci possono essere eccezioni, come l’installazione di pompe di calore di potenza utile infrriore a 12 kW per cui non è necessaria.

Oppure, disposizioni diverse previste da norme regionali o da regolamenti comunali. Quindi è consigliabile, comunque, di informarsi presso gli uffici comunali. Questi i chiarimenti Enea contenuti in una serie di faq sulle agevolazioni «bonus casa» (nello specifico faq 4.B e 8. B). (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Lavori in casa, mobili e giardini: ecco tutti i bonus fiscali di quest’anno.

Recupero edilizio, riqualificazione energetica, acquisto di arredi, sistemazione del verde di giardini e balconi. Chi ha rinviato al 2019 le spese per i lavori in casa, o deve ancora concludere (e pagare) interventi già avviati nel 2018, può star tranquillo: la legge di Bilancio ha prorogato di un anno l’accesso ai bonus in scadenza lo scorso 31 dicembre.

Una conferma “secca” delle regole e delle percentuali di detrazione, così come erano state ridisegnate dalla manovra del 2018.

Fermo restando che per i contribuenti Irpef vale sempre il principio di cassa, cioè non conta la data dei lavori o delle fatture ma quella di pagamento (quasi sempre con bonifico), per cogliere le agevolazioni c’è tempo fino al 31 dicembre 2019. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

Successioni, aggiornato il modello.

Aggiornato il modello telematico della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, che prevederà anche le agevolazioni riguardanti il Terzo settore. Il nuovo modello sarà obbligatorio dal 21 dicembre 2019.

Con il provvedimento n. 728796/2019 del 21/10/2019 l’Agenzia delle entrate ha adeguato il modulo di dichiarazione per le agevolazioni previsti per i fabbricati inagibili a causa di eventi calamitosi e alla disciplina che regola gli enti che operano senza scopo di lucro.

In particolare, sono stati aggiornati il modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, le relative istruzioni di compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Le modifiche recepiscono le agevolazioni relative agli immobili diventati inagibili a causa di calamità naturali e quelle in materia di Terzo settore. Inoltre, vengono recepiti alcuni orientamenti interpretativi intervenuti per la gestione dei benefici previsti in relazione ai terreni agricoli e montani (art. 141. n. 383/2001).

Il modello non aggiornato sarà utilizzabile fino al 20/12/19. ( continua )

Fonte:ItaliaOggi

Tasse sulla casa in Italia, che succede se aumenta la cedolare secca.

Aumento degli affitti, boom di sfratti e crescita degli affitti brevi tra le possibili conseguenze.

Il prossimo 30 novembre sarà la prima scadenza per il pagamento della cedolare secca 2019. Ma dal prossimo anno tutto potrebbe cambiare. Quali conseguenze porterebbe l’aumento delle aliquote ipotizzato dalla manovra 2020?

La cedolare secca, come si sa, è una sorta di imposta sostitutiva che si applica ai proventi di coloro che affittano casa. Al momento, se per chi affitta casa a canone libero si applica un’aliquota del 21%, per coloro che optano per il canone concordato l’aliquota applicata scende al 10% andando a sostituire anche le imposte di bollo e di registro.

Con il documento programmatico di bilancio 2020, però, ci potrebbero essere delle novità in merito alla cedolare secca, che, dal 10% potrebbe crescere al 12,5%, accompagnandosi ad un aumento da 50 a 150 euro ciascuna dell’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari (tra privati) soggetti all’imposta di registro (prima casa e altri immobili). (continua)

Fonte:Idealista.it

Nell’affitto d’azienda trattamento fiscale «differenziato» per le spese di manutenzione (sia ordinarie che straordinarie).

Laddove l’affitto riguardi l’unica azienda dell’imprenditore individuale, per le spese di manutenzione sostenute dal locatore trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 71, comma 2 del Tuir secondo cui i redditi da affitto d’azienda sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Conseguentemente, tali spese dovrebbero essere interamente deducibili se inerenti alla produzione del reddito. Nel caso, invece, il locatore sia una società commerciale la deducibilità delle spese di manutenzione segue le regole ordinarie. In particolare, per le spese di manutenzione straordinaria (C.M. 98/E/2000, circolare 10/E/2005 par. 4.3 e circolare 27/E/2005 par.3.2.1), se imputate contabilmente ad aumento del costo del bene cui si riferiscono, gli ammortamenti vanno computati, anche ai fini fiscali, sull’intero valore incrementato del bene.

Diversamente, qualora dette spese siano sostenute per mantenere in efficienza le immobilizzazioni materiali, onde garantire la vita utile prevista e la loro capacità produttiva originaria, esse rappresentano costi di periodo da imputare integralmente al conto economico dell’esercizio di competenza (c.d. spese di manutenzione ordinaria). (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Manovra, Fimaa: Preoccupati per aumento imposte sulla casa.

 Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari.

Il documento programmatico di bilancio varato dal governo, che contiene l’impalcatura della manovra 2020, tra le varie misure prevede l’aumento da 50 a 150 euro ciascuna dell’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari (tra privati) soggetti all’imposta di registro (prima casa e altri immobili) e l’ipotesi di aumento della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato, dal 10% al 12,5%.

Dalla manovra arriva un ulteriore incremento di imposte sull’immobiliare: non solo triplicano le imposte di registro, ma emerge anche l’ipotesi di un aumento della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato, con un’aliquota che potrebbe salire dall’attuale 10 al 12,5%. Dopo l’illusione di attenzioni e promesse disattese per il comparto anziché dare ossigeno ad un settore fondamentale per la crescita economica del Paese, lo si appesantisce ulteriormente utilizzandolo come bancomat per fronteggiare qualsiasi necessità, senza mai ricorrere alla riduzione dei costi della spesa pubblica improduttiva che sta affondando il Paese.

Nuove facciate con sconto al 90%: in arrivo lavori per 2,2 miliardi.

Bonus casa. La nuova agevolazione riguarderà condomini e singole abitazioni e attiverà lavori edilizi per un potenziale fino a 2,2 miliardi. Proroga al 2020 per il pacchetto delle altre agevolazioni.

Chi attiverà lavori edilizi per un potenziale tra 1,4 e 2,2 miliardi di euro il nuovo “bonus facciate” che sarà introdotto con la manovra finanziaria. Inserito un po’ a sorpresa nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), il nuovo incentivo avrà la forma di una detrazione fiscale pari al 90% delle spese sostenute nel corso dell’anno prossimo «per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici».

Premiate case e condomìni.  Il bonus riguarderà sia i condomìni che le singole abitazioni. Il che sembra escludere gli immobili non residenziali e fa pensare a una detrazione Irpef (non anche Ires). Per conoscere i dettagli, però, bisognerà attendere la legge di Bilancio. Va precisato, tra l’altro, in quante rate potrà essere recuperato lo sconto (quasi tutti quelli in vigore sono divisi in dieci anni, alcuni in cinque) e a quali tipi di intervento sarà abbinato.  (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Manovra al via, mini taglio del cuneo.

Sale a 3 miliardi, dai 2,5 previsti in origine, la dote per irrobustire le buste paga. Clausole Iva sterilizzate: bloccati gli aumenti per 23,1 miliardi di euro.

Rinnovo contratti pubblici: per il triennio 2019-2021 stanziati 3,1 miliardi di euro. Il Consiglio dei ministri riunitosi ieri a tarda sera ha avviato la macchina di una manovra 2020 che punta ad attestarsi sui 30-31 miliardi. Il Cdm ha approvato il Documento programmatico di bilancio, cioè il budget da inviare a Bruxelles.

Nel Documento sono state dettagliate le misure della manovra, fatta di legge di bilancio e decreto fiscale, sui quali è stato avviato l’esame a Palazzo Chigi.

Sale a 3 miliardi, dai 2,5 miliardi previsti in origine, la dote per il 2020 per il taglio del cuneo fiscale. Una cifra che dal 2021 salirà a oltre 5 miliardi. L’alleggerimento delle tasse dovrebbe riguardare i redditi fino a 35mila euro. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Sangalli: “Rimodulazione Iva? Meglio rimettere in moto la crescita”

Il presidente di Confcommercio: “Il governo ha detto che l’Iva non aumenterà e che i pagamenti elettronici saranno incentivati senza penalizzare l’uso del contante”. Contro gli sprechi “serve una rigorosa applicazione dei fabbisogni e dei costi standard a tutte le funzioni pubbliche e a tutti i livelli di governo”.

 

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha commentato i risultati dell’analisi sulla spesa pubblica locale presentata dall’Uffcio Studi.“L’analisi del nostro Ufficio Studi conferma la presenza di tanti sprechi nella spesa pubblica locale a fronte di qualità e quantità di servizi che, soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno, sono ancora molto scadenti. (continua)

La Riviera (felice) delle seconde case Il mercato immobiliare cresce (+6%).

Milano Marittima è sempre la più cara. Case vacanze in Riviera, si comincia di nuovo a comprare. Secondo Nomisma, il mercato immobiliare turistico cresce infatti del 6,1%. Non aumentano però i prezzi che, invece, segnano una lieve flessione, iniziata già dal 2008.

La più gettonata resta Milano Marittima dove i prezzi al metro quadro salgono anche fino a 6.500 euro. Seguono Riccione e Rimini, ancora tra le più amate della costa romagnola. La casa vacanze al mare? Per molti è ancora un investimento a cui non poter rinunciare. Il mercato immobiliare turistico torna a risalire la china nel Belpaese dopo i lunghi anni della recessione e anche sulla Riviera romagnola i numeri confermano un aumento sempre più deciso del settore.

In particolare, secondo l’Osservatorio immobiliare 2019 di Nomisma, le compravendite delle case vacanze hanno fatto registrare nel 2018 un incremento del 6,1% sull’anno precedente. E anche per il 2019 le attese sono alte. Di pari passo si conferma il calo dei prezzi costante e omogeneo in atto Riviera dal 2008, più o meno in tutte le località che si affacciano sulla costa, in particolare quelli del riminese, con percentuali fino al -1,5%. Flessione che interessa, per altro, anche l’ambito degli affitti turistici, con canoni ugualmente in discesa, nel contesto di un mercato che gode di una domanda certamente molto vasta, ma che si mantiene stabile nel corso degli anni. (continua)

Fonte: Il Corriere di Bologna

Manovra, piano casa: ecobonus confermato.

Come un puzzle, giorno dopo giorno, la manovra del governo prende forma. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, a margine del Consiglio dei ministri che ieri ha approvato il decreto sul clima, ha detto che ora «si entra nel vivo», ribadendo che sulla lotta all’evasione «serve coraggio».

Ma è sul fronte delle misure che arrivano le principali novità. Dopo le incertezze dei giorni scorsi il governo ha deciso di confermare per il prossimo anno sia l’eco-bonus sulle ristrutturazioni edilizie, che il sisma-bonus.

Le detrazioni fiscali al 65 per cento per chi migliora l’efficienza energetica di appartamenti ed edifici con l’acquisto di infissi, caldaie e altri sistemi ecologici, e lo sconto fino all’85 per cento per chi migliora le prestazioni antisismiche saranno confermati nelle stesse modalità del passato. Sarebbero tramontati, insomma, i propositi di legare al reddito gli sgravi. La seconda novità è l’arrivo di un nuovo piano casa del governo. (leggi l’articolo)

Fonte:IlGazzettino

Imu-Tasi unificata: per l’aliquota si prova il tetto al 10,6 per mille.

Nel ricco capitolo che il decreto fiscale in arrivo promette di dedicare alle tasse locali si fa largo anche l’unificazione di Imu e Tasi. Il ritorno della tassa unica sul mattone è uno degli snodi del provvedimento, e può essere affrontato dal governo anche nella chiave anti-evasione che dovrebbe tessere il filo rosso di tutto il decreto.

Perché la tassa unica si porterebbe con sé la semplificazione delle aliquote, e quindi la possibilità di far partire davvero il modello pre-compilato da spedire ai contribuenti, promesso fin dal 2011 ma finora impantanato nelle circa 300mila variabili che caratterizzano l’Imu-Tasi.

In questo modo dovrebbe essere riassorbita almeno la parte più superficiale del tax gap sull’imposta immobiliare, 5,1 miliardi in tutto secondo il Rapporto sull’evasione fiscale allegato all’ultima Nadef. Prove di fusione sono in cantiere anche per i tributi minori dei Comuni, dalla tassa per l’occupazione del suolo pubblico all’imposta sulla pubblicità. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Proroga cedolare secca: la comunicazione non è obbligatoria, niente più sanzione.

Proroga cedolare secca: la comunicazione non è più obbligatoria, abrogata la sanzione per chi non la invia. La novità è inserita nell’articolo 3 bis del Decreto Crescita, convertito in legge il 27 giugno 2019.

Proroga cedolare secca: la comunicazione non obbligatoria, niente più sanzione.

La volontà di applicare la cedolare secca ai contratti di locazione deve essere espressa in sede di registrazione ed è valida per l’intera durata del contratto.

Ma il sistema, modificato dal Decreto Crescita, prevedeva che nel caso di proroga del contratto, anche tacita, l’opzione doveva essere manifestata entro il termine di versamento dell’imposta di registro, ovvero entro 30 giorni dalla data della proroga, con modello RLI.

Era necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate anche in caso di risoluzione del contratto.

Con le novità introdotte dal Decreto Crescita viene abrogata la sanzione prevista dal decreto legislativo numero 23 del 14 marzo 2011 per chi non rispettava l’obbligo comunicativo.

Leggi l’articolo.

Fonte:InformazioneFiscale

 

Cassazione. La divisione ereditaria di immobili è una vendita.

Rivoluzione in Cassazione: alle divisioni ereditarie si applica la normativa per gli atti traslativi di beni immobili (come la compravendita).

Rivoluzione in Cassazione sul tema dell’applicazione, alle divisioni, della normativa prescritta, a pena di nullità, per gli atti traslativi di beni immobili (qual è, ad esempio, la compravendita), in tema di regolarità edilizia dei fabbricati oggetto del contratto. Le Sezioni Unite civili della Suprema corte, con la sentenza n. 25021, depositata ieri, hanno infatti deciso che:

a) la divisione di una comunione ereditaria è un atto tra vivi e non a causa di morte e, pertanto, a esso si applica la medesima normativa dettata per gli atti tra vivi traslativi di beni immobili (sono così superate le decisioni della Cassazione 15133/2001, 630/2003, 2313/2010);

b) alle divisioni di immobili (sia nella comunione ordinaria che nella comunione ereditaria) si applicano sempre le norme sulla regolarità edilizia dei fabbricati oggetto del contratto, a prescindere dalla data della loro costruzione (viene così superata la decisione di Cassazione 14764/2005); (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Correzione dati catastali, come chiederle e cosa si può modificare.

Nel caso in cui il contribuente rilevi degli errori durante la valutazione dei dati catastali relativi ai propri immobili, magari dietro semplice richiesta di una visura, è possibile domandarne la correzione nella banca dati del Catasto. Ma come fare una correzione dei dati catastali? E che cosa puoi modificare?

Come correggere i dati catastali.

La domanda di correzione dei dati catastali può essere semplicemente presentata presso gli uffici provinciali – Territorio o, in alcuni casi, utilizzando il servizio online “Contact center”. Nel primo caso, sarà sufficiente utilizzare i modelli che si trovano sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata a “Fabbricati e terreni” e, di qui, Correzione dati catastali”.

Il modulo è facilmente compilabile: al richiedente sarà infatti richiesto di indicare le proprie generalità, i dati catastali dell’immobile, la situazione riscontrata e le notizie utili alla correzione dell’errore, che verranno poi processate dai tecnici delle Entrate. (continua)

Fonte:NotiziarioImmobiliare

Mi.Ma. resta la regina del mattone, Pinarella in crescita.

La sorpresa è Pinarella, al settimo posto dietro Cervia, con 3.600 euro al metro quadrato come costo massimo per un appartamento. La stessa Pinarella si colloca davanti a località come Marina di Ravenna e Lido di Savio, confermando il suo trend in crescita pure sul fronte del mercato immobiliare. Passando poi agli appartamenti in affitto, la località fondata dai pionieri milanesi non si smentisce.

Il listino prezzi di Mima presenta infatti un conto settimanale di 1.050 euro nel mese di agosto (700 euro è il prezzo minimo). A Cervia ne servono 900, 100 euro in più di Pinarella e Riccione, mentre Cesenatico si attesta a quota 750. L’unico neo di Milano Marittima sono gli appartamenti datati, che non reggono più i prezzi al rialzo, e rimangono sfitti. «Le famiglie e gli investitori riconsiderano il mattone come bene rifugio afferma l’esperto di Fimaa Fabrizio Savorani -, soprattutto nelle località turistiche e nelle città d’arte. (continua)

Fonte:Corriere di Romagna

Rispunta la riforma del catasto ma il governo la cancella subito.

La riforma del catasto torna nell’elenco delle cose da fare, ma ne esce praticamente subito. Nelle bozze preliminare della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il governo aveva inserito anche questo tra gli oltre 20 disegni di legge “collegati” alla decisione di bilancio: ovvero provvedimenti che dovrebbero essere approvati dopo la manovra complessiva, ma con una sorta di corsia preferenziale in Parlamento.

Naturalmente appare improbabile che tutti questi progetti legislativi, dalle misure per la famiglia alla revisione del codice civile, approdino effettivamente in porto. Ma per quanto riguarda il tema scottante del catasto, lo stop è arrivato sul nascere: il viceministro all’Economia Antonio Misiani ha infatti escluso che la riforma sia tra quelle in programma. E puntualmente il riferimento è sparito nella versione ufficiale della Nota di aggiornamento.  (continua)

Fonte:IlGazzettino

Mattone, quanti affari sotto le stelle.

Nei primi sei mesi del 2019 mini boom degli investimenti che hanno toccato i 5,1% miliardi, in controtendenza rispetto all’Europa. L’80% arriva dall’estero. Alberghi e hotel le tipologie preferite, battuti gli uffici.

Gli investitori si stanno sempre più orientando verso i negozi delle vie del lusso mentre l’interesse per i centri commerciali è scarso, perché le strutture di maggiore attrattiva non sono sul mercato mentre quelle di minor richiamo sono viste con molta circospezione, perché l’esplosione dell’e-commerce pesa come un macigno sulle prospettive di queste strutture. Infine la logistica, con 310 milioni, meno 20% rispetto al 2018. L’80% dei capitali confluiti sugli immobili da investimento è straniera, i più attivi sono stati, con un miliardo in entrambi i casi, gli statunitensi e i francesi.

Gli investitori guardano con maggiore interesse al mercato immobiliare italiano. Il primo semestre del 2019 ha visto operazioni «corporate» per 5,1 miliardi, il risultato più alto mai registrato in questo periodo. Un dato ancora più notevole se si considera che è stato raggiunto in controtendenza rispetto all’andamento del mercato continentale, che, con 102 miliardi di euro, ha fatto segnare un calo del 13%.  (leggi l’articolo)

Fonte:L’Economia

 

Bonus casa 2020: ecco gli incentivi che saranno prorogati.

Il Ministro dello Sviluppo Economico anticipa l’intenzione di prorogare, anche per il prossimo anno, il pacchetto di bonus casa in scadenza a fine 2019.

Proroga bonus casa 2020.

Buone notizie dunque per i bonus casa, il cui esito era apparso incerto per il prossimo anno e che sembrano, invece, destinati a essere prorogati se le dichiarazioni si tradurranno in azioni concrete in sede di bilancio.
Si rammenta che, entro il 27 ottobre, il nuovo esecutivo deve presentare la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef) per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del DEF in relazione alla maggiore disponibilità di dati ed informazioni sull’andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica, anche in vista dell’approvazione della manovra di bilancio. (continua)
Fonte:StudioCataldi

 

Piccola ma tecnologica, è la casa dei millennials.

Nella scelta pesano fattori come la coibentazione e i materiali che devono essere sostenibili e capaci di ridurre i costi di gestione.

Va bene una sistemazione anche piccola ma che sia moderna ed ecologica, arredata con pochi mobili purché di design e dotata di tutte le tecnologie necessarie per essere sempre connessi. I millennials cercano casa e hanno le idee chiare su cosa vogliono: non si accontentano più di vecchi locali da ristrutturare e puntano al meglio.

Nella scelta pesano fattori come la coibentazione e i materiali che devono essere sostenibili e ridurre i costi di gestione. Una generazione digitale, con la testa nella tecnologia e nel futuro, abituata a viaggiare e andare oltre i confini della geografia ma è anche la generazione che si è ritrovata ad affrontare una delle più importanti crisi economiche che ha vissuto il nostro Paese. (continua)

Fonte:La Stampa

Affitto autoridotto solo se il contratto è nullo.

Non importa che il contratto d’affitto non sia stato registrato: l’inquilino che si sia “autoridotto” il canone nel 2012-2013, come prevedeva il Dlgs 431/2011, dovrà restituire tutto l’importo perché quella norma è stata dichiarata incostituzionale nel 2014.

Lo afferma la Cassazione (sentenza 23637/2019, depositata ieri). La società proprietaria dell’immobile aveva effettuato la registrazione del contratto solo per il 2010, mentre nei due anni successivi aveva provveduto direttamente l’inquilino, applicando contestualmente un canone di locazione pari al triplo della rendita catastale, come previsto dal Dlgs 431/2011.

La Cassazione ha ritenuto però del tutto illecita questa scelta, facendo riferimento all’articolo 1, comma 346, della legge 311/2004, che stabilisce la nullità del contratto solo nel caso di mancata registrazione e quando la registrazione è stata semplicemente tardiva. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

Albergo chiuso, la Tari è dovuta. La tassa non si versa solo per le strutture inutilizzabili.

Albergatori e titolari di strutture ricettive non pagano la tassa rifiuti solo se dimostrano che gli immobili adibiti allo svolgimento delle attività sono inutilizzabili. La chiusura invernale delle attività e la mancata utilizzazione, di fatto, delle strutture per alcuni mesi dell’anno non esonera dal pagamento del tributo. La scelta soggettiva del contribuente di sospendere temporaneamente l’attività, infatti, non assume alcuna rilevanza sotto il profilo fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 22705 dell’Il settembre 2019. Per i giudici di piazza Cavour, per ottenere l’esonero dal pagamento «non è sufficiente la sola denuncia di chiusura invernale, ma occorre allegare e provare la concreta inutilizzabilità della struttura». Non rileva fiscalmente «la mancata utilizzazione di una struttura alberghiera per alcuni mesi dell’anno». La volontà o le esigenze del tutto soggettive dell’utente, o il mancato utilizzo di fatto, non sono decisive per ottenere l’esenzione dal tributo. Gli alberghi pagano la tassa rifiuti anche nel periodo in cui sono chiusi e l’attività viene sospesa perché magari è finita la stagione turistica. Nel periodo di sospensione dell’attività non è previsto alcun esonero dal pagamento della tassa. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Credito d’imposta riacquisto prima casa a maglie larghe.

Bonus riacquisto «prima casa» ampio. Il credito d’imposta per chi cambia l’abitazione, come già chiarito dall’Agenzia delle Entrate, spetta anche se quella nuova è comperata prima di vendere la vecchia, purché la vendita avvenga entro un anno dall’acquisto.

Dalla recente risposta a interpello n. 377/2019, inoltre, sembra lecito desumere che il diritto al bonus, in collegamento con la fruizione dell’agevolazione «prima casa» nell’ipotesi in cui, al momento dell’acquisto, l’interessato possieda un’altra abitazione che si impegna però a rivendere entro un anno, sussista anche se, all’atto dell’acquisto del vecchio alloggio, l’agevolazione non era stata utilizzata perché, all’epoca, le cessioni di abitazioni da parte delle imprese costruttrici scontavano oggettivamente l’aliquota Iva minima. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Giurisprudenza casa: All’inquilino l’obbligo di verifica.

«Nei contratti di locazione relativi a immobili destinati a uso non abitativo grava sul conduttore l’onere di verificare che le caratteristiche del bene siano adeguate a quanto tecnicamente necessario per lo svolgimento dell’attività che egli intende esercitarvi, nonché al rilascio delle necessarie autorizzazioni amministrative; ne consegue che, ove il conduttore non riesca a ottenere tali autorizzazioni, non è configurabile alcuna responsabilità per inadempimento a carico del locatore, e ciò anche se il diniego sia dipeso dalle caratteristiche proprie del bene locato.

La destinazione particolare dell’immobile, tale da richiedere che lo stesso sia dotato di precise caratteristiche e che ottenga specifiche licenze amministrative, diventa rilevante, quale condizione di efficacia, quale elemento presupposto o, infine, quale contenuto dell’obbligo assunto dal locatore nella garanzia di pacifico godimento dell’immobile in relazione all’uso convenuto, solo se abbia formato oggetto di specifica pattuizione, non essendo sufficiente la mera enunciazione, in contratto, che la locazione sia stipulata per un certo uso e l’attestazione del riconoscimento dell’idoneità dell’immobile da parte del conduttore».

Corte di Cassazione Sentenza inedita n. 14731P18

La certificazione energetica degli immobili.

Da qualche anno è diventata obbligatoria per poter vendere, acquistare o affittare un immobile la Certificazione Energetica dei fabbricati. Vediamo nel dettaglio obblighi, benefici ed esclusioni.

La Certificazione Energetica misura e classifica la prestazione o rendimento energetico di un edificio o di un singolo immobile. In particolare, il fabbisogno annuo di energia invernale ed estiva necessaria per climatizzare gli ambienti, per riscaldare l’acqua per uso domestico, per la ventilazione e per l’illuminazione, secondo utilizzi standard.

Oltre a valutare l’attitudine al consumo di energia allo stato di fatto, la Certificazione Energetica ha anche lo scopo principe di suggerire i possibili margini di miglioramento, sulla base di alcuni interventi (non obbligatori) atti a ridurre la spesa annuale di energia, con i rispettivi tempi di ritorno economico.

E, quindi, in una certa misura può influenzare il valore dell’immobile stesso. (continua)

Fonte:Mycase.it

 

Al via la riforma della TARI.

Uno dei tributi più discussi sta per entrare in una fase di cambiamento. Si tratta della TARI, la tassa sui rifiuti, ovvero quel tributo destinato a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Al pagamento sono tenuti tutti coloro che possiedono o detengono, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti suddetti.
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), preso atto della situazione assai eterogenea a livello nazionale, promette che, entro il 2019, sarà definito il primo metodo tariffario nazionale assieme alle nuove regole di trasparenza e incentivi agli investimenti per i miglioramenti alla gestione e alla qualità del servizio. (continua)
Fonte:StudioCataldi

Imu-Tasi, controlli accelerati.

Meno tempo a disposizione dei comuni per i controlli su Imu e Tasi.

È la conseguenza dell’allungamento dei termini per la presentazione delle dichiarazioni da parte dei contribuenti previsti dal decreto crescita. L’articolo 3 del decreto legge numero 34/2019, infatti, ha spostato la scadenza dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui si è verificato l’evento che dà origine all’obbligo dichiarativo.

La materia è disciplinata dall’art. 13 del decreto «Salva Italia» (decreto legge n.201/2011), del governo Monti, che in materia di Imu disponeva, prima della recente modifica: «i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Contratto di locazione scaduto? Se il conduttore resta nella detenzione dell’immobile ha gli stessi diritti di prima.

Quando finisce la locazione e il conduttore non libera l’appartamento, il proprietario deve agire in giudizio per riaverlo.

Fine locazione e prosecuzione del conduttore nella locazione.

Spauracchio per tantissimi proprietari che, oltre al degrado del proprio appartamento per l’incuria del conduttore, trovano le principali preoccupazioni nella morosità dell’inquilino e per l’appunto nella ritardata restituzione.

Che cosa deve e può fare un proprietario di appartamento che veda trattenuta l’abitazione da parte del conduttore oltre termine? (continua)

Fonte: Condominioweb

Agenzia Entrate,la vendita dei coniugi separati non cancella il bonus prima casa.

Non si decade dal beneficio in caso di vendita prima del decorso dei cinque anni. Nessun atto di scioglimento del matrimonio può essere tassato.

Nell’ipotesi di vendita di un’abitazione, comprata con l’agevolazione prima casa, prima del quinto anno successivo al suo acquisto, non si decade dall’agevolazione se la vendita avviene nell’ambito di una vicenda di separazione coniugale e il coniuge venditore non acquisti entro un anno un’altra abitazione.

L’agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 80/E di ieri, innova così quanto sostenuto nella circolare n. 27/E del 21 giugno 2012 (paragrafo 2.2). In quell’occasione veniva contemplato il caso della vendita della ex casa coniugale (nell’ambito di un procedimento di separazione coniugale) da parte di due coniugi con prezzo riscosso da uno solo di essi; e l’Agenzia allora affermò che costui, per non decadere dall’agevolazione, avrebbe dovuto comprare un’altra abitazione (da destinare a propria abitazione principale) entro un anno dalla vendita della casa ex coniugale. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Locazioni, la clausola sul deposito non va tassata.

La facoltà di trattenere il denaro in caso di danni non va trattata come penale. La clausola apposta sui contratti di locazione che autorizza il locatore a trattenere invia provvisoria il deposito cauzionale fino al risarcimento dei danni arrecati all’immobile affittato non ha natura penale.

Pertanto, a prescindere dalla nomenclatura formale utilizzata, non può essere assoggettata ad autonoma tassazione ai fini della imposta di registro. Sono queste le principali conclusioni cui è giunta la Ctp di Milano con la sentenza 3042/19/2019 depositata il 5 luglio scorso , smentendo così la posizione assunta da numerosi uffici territoriali dell’agenzia delle Entrate che continuano a notificare avvisi di liquidazione, sia al locatore che al conduttore (in qualità di coobbligato in solido), per recuperare l’imposta di registro di 200 euro (oltre a interessi e sanzioni) nel caso in cui nei contratti di affitto già registrati risultino appostate clausole che regolamentino gli effetti di un determinato comportamento tenuto dall’affittuario. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

L’acquisto del fabbricato da demolire non è tassato come area edificabile .

Se un’impresa vende un’area con il soprastante fabbricato si tratta di un contratto che non ha ad oggetto la cessione di un terreno edificabile (quindi, non si tratta di una operazione Iva imponibile) se è «economicamente indipendente» da altre operazioni successive; e ciò anche se anche se l’intenzione delle parti contraenti, già espressa al momento della compravendita, è che il fabbricato sia totalmente o parzialmente demolito per fare posto a un nuovo fabbricato.

In sostanza, se l’operazione di cessione e l’operazione di demolizione e ricostruzione sono «economicamente indipendenti», al prezzo pattuito per l’operazione di cessione del fabbricato e dell’area non va aggiunta l’Iva.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia UE nella causa C-71/18 (KPC Herning) con sentenza del 4 settembre 2019. Il caso esaminato giunto all’esame della Corte Ue era quello della compravendita di un fabbricato adibito a deposito e della relativa area di sedime e di pertinenza venduto dall’autorità portuale di Odense in Danimarca a una società danese di promozione immobiliare ed edilizia che sviluppa progetti immobiliari. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Cedolare secca in formato XL.Tassa applicabile a contratti prorogati e canoni variabili.

La cedolare secca amplia il perimetro di applicazione. Un’estate intensa per la tassa piatta sulle locazioni interessata da due interpelli di primaria importanza che, oltre a dirimere fondamentali problematiche, aprono il fronte però a una serie di ulteriori dubbi che si aggiungono alle questioni tuttora sospese come la possibilità di applicare la cedolare in caso di affitto per uso foresteria.

I due interpelli estivi, sia la risposta n. 297 del 22 luglio scorso, sia la più recente n. 340 del 23 agosto, rappresentano una presa di posizione forte dell’Agenzia delle entrate che, in entrambi i casi, andando probabilmente oltre la norma, amplia l’ambito applicativo della «nuova» cedolare secca sulle locazioni commerciali, da un lato abbracciando i contratti prorogati, dall’altro accettando (con molti «se» e molti «ma») le locazioni con canoni variabili. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Fimaa a nuovo governo: “Blocco Iva e giù le imposte sugli immobili”

“Facciamo gli auguri al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al nuovo esecutivo. Auspichiamo che il nuovo governo possa trasformare le difficoltà culminate nella recente crisi-politico istituzionale, che ci ha parecchio preoccupati, in una nuova fase di slancio per il Paese e per il settore immobiliare, a partire dal blocco degli aumenti dell’Iva e dalla diminuzione della pressione fiscale sugli immobili.

Il comparto e gli operatori immobiliari hanno bisogno di ritrovare fiducia e confidano nel nuovo esecutivo per una seria lotta contro il fenomeno del dumping fiscale, una concorrenza sleale di cui beneficiano alcune multinazionali che, tramite portali online, pagano imposte in altri paesi pur operando in Italia, relegando operatori e player italiani in una situazione di grave svantaggio competitivo.

Occorre puntare su strategie di riqualificazione in grado di valorizzare gli immobili anche dal punto di vista infrastrutturale e di decoro urbano, per attrarre nuovi investitori e favorire le relazioni sociali a vantaggio pure della sicurezza dei cittadini.

Da dove partire? Innanzitutto impostando una legge di bilancio che contribuisca a rimettere in moto la crescita del Paese. Le risorse possono essere trovate dal riordino e dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva, dalle dismissioni del patrimonio immobiliare e dal contrasto e dal recupero di evasione ed elusione fiscale”.

È il commento di Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, sul nuovo esecutivo Conte, che giurerà domani al Quirinale.

Contratto di locazione scaduto? Se il conduttore resta nella detenzione dell’immobile ha gli stessi diritti di prima.

Quando finisce la locazione e il conduttore non libera l’appartamento, il proprietario deve agire in giudizio per riaverlo.

Fine locazione e prosecuzione del conduttore nella locazione. Quante volte ci siamo trovati dinanzi a questa situazione?

Spauracchio per tantissimi proprietari che, oltre al degrado del proprio appartamento per l’incuria del conduttore, trovano le principali preoccupazioni nella morosità dell’inquilino e per l’appunto nella ritardata restituzione.

Che cosa deve e può fare un proprietario di appartamento che veda trattenuta l’abitazione da parte del conduttore oltre termine? (leggi l’articolo).

Fonte:Condominioweb

Se la denuncia dell’inquilino basta a provare il nero.

La denuncia dell’inquilino fa piena prova dell’esistenza di un contratto verbale di locazione non dichiarato, in quanto proviene direttamente da una delle parti. È questa, in estrema sintesi, la motivazione con la quale Ctp di Milano (sentenza 2718/19/2019, presidente Lo Monaco e relatore Chiametti) ha confermato l’operato dell’ufficio delle Entrate, che aveva notificato un avviso di accertamento relativo ad alcuni canoni di locazione non dichiarati, per il periodo ottobre dicembre 2013.

La vicenda trae origine da una denuncia presentata alle Entrate, con la quale, il 7 febbraio 2014, l’inquilina di un appartamento denunciava di aver avuto un contratto in nero a partire dal 1° ottobre dell’anno precedente. Sulla base di quella denuncia, l’ufficio finanziario notificava un avviso di accertamento ai fini Irpef, con il quale recuperava a tassazione i relativi canoni, maggiorati di interessi e sanzioni. Il locatore impugnava l’accertamento, lamentando innanzitutto il difetto di motivazione per mancata allegazione della denuncia…..(continua)

Fonte:IlSole24Ore

Affitti, impedire l’accesso ai locali non è sempre grave inadempimento.

Se l’inquilino si rifiuta di far visionare l’immobile a un agente immobiliare non scatta necessariamente il «grave inadempimento». Neppure se il contratto prevede in modo esplicito la facoltà della locatrice di ispezionare o far ispezionare i locali. Né se il conduttore ignora la raccomandata, le diffide scritte o le richieste verbali con cui l’agenzia sollecita l’individuazione di tre giorni alla settimana e di una fascia oraria in cui far visionare i locali ai potenziali compratori.

Secondo il Tribunale di Benevento (sentenza 934/2019, giudice monocratico Moretti), l’analisi va fatta caso per caso, considerando anche la posizione delle parti. Nella situazione specifica, il locatore è una società in accomandita semplice (Sas), nella quale l’inquilino riveste il ruolo di accomandante con una quota del 50 per cento. Ragion per cui nel valutare il caso vanno soppesate tutte le circostanze. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Dietrofront delle Entrate sulla cedolare secca per i negozi.

L’Agenzia delle entrate fa dietrofront dando il via libera (con un «però») all’applicazione della cedolare secca anche in caso di contratti di affitto commerciali con canoni variabili nel corso della locazione. La problematica deriva da una ferrea interpretazione della stessa Agenzia delle entrate e dal relativo comportamento degli uffici territoriali che impedivano la registrazione di contratti di locazione commerciale con applicazione della tassa piatta (la cedolare secca appunto) in assenza di canoni costanti «fiat» per tutta la durata del rapporto, senza dunque la possibilità delle parti di concordare variazioni in aumento (o in diminuzione).

Con la risposta all’interpello n. 340 dello scorso 23 agosto, l’AdE sembra in parte tornare sui suoi passi ammettendo che, la possibilità di determinare un canone di locazione variabile (nel caso trattato collegato ai ricavi di un punto vendita), «rientra nella libertà accordata alle parti di determinare il contenuto del contratto e non integra una determinazione privatistica della misura di indicizzazione, né un aggiornamento del canone a qualsiasi titolo di cui al comma 11 dell’art. 3 del dlgs n. 23 del 2011 citato» (continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

 

Cassazione sui tributi ridotti in caso di prima casa.

Nel caso in cui il comune abbia stabilito il diritto a fruire di aliquota agevolata sui tributi locali su immobili concessi in comodato d’uso gratuito al figlio del contribuente, che li utilizzi come abitazione principale, il medesimo contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per il godimento dell’agevolazione, non potendo limitarsi a produrre il certificato storico anagrafico, attestante la residenza del figlio negli immobili per cui è causa.

Così ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 12485 del 10/05/2019. Il tema dell’abitazione principale, in generale, è del resto sempre stato argomento molto controverso, su cui sia la giurisprudenza di merito che quella di legittimità hanno assunto spesso linee anche contrastanti.

La Commissione tributaria regionale del Lazio, Sez. VII, ad esempio, con la sentenza n. 3967 del 12/6/2018, ha stabilito che, ai fini Ici, il contemporaneo utilizzo di più unità catastali contigue non costituisce ostacolo all’applicazione, per tutte, dell’aliquota agevolata e della detrazione prevista per l’abitazione principale, sempre che il complesso abitativo non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono, assumendo rilievo, a tal fine, non il numero delle unità catastali, ma l’effettiva utilizzazione ad abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato.

Leggi l’articolo.

Fonte:ItaliaOggi

Case all’asta perchè oggi si vendono a un terzo del vero valore.

Sono centinaia di migliaia le famiglie costrette a una vendita forzata dei loro immobili perché non più in grado di pagare le rate del mutuo. Ma, a causa di un sistema infernale di ribassi, a intermediari opachi e a una pessima riforma del governo Renzi, ormai la situazione è economicamente (ed eticamente) insostenibile.

E, come spesso accade, il Paese non riesce a seguire gli esempi positivi che arrivano dall’estero. Tanti sono i casi in cui verrebbe da augurarsi il nulla, la paralisi politica, l’inazione dello Stato, il disinteresse delle donne e degli uomini di governo. Ma la casa, si sa, in Italia è una forza superiore alla quale non si riesce a resistere: muove miliardi di euro, legittima professioni, suscita interventi legislativi, piace alle banche perché attira e vincola i clienti e il 70 per cento dei cittadini ne possiede una.

O meglio, ne possedeva, perché con l’inizio della crisi e la compressione dei redditi, milioni di italiani, sia privati sia aziende, non sono più stati in grado di onorare i mutui e si sono visti portare via l’immobile, venduto spesso all’asta a un terzo del proprio valore e con una coda velenosa: al termine di procedure opache e costose, il debitore non è neppure liberato interamente dal debito e non ha più accesso al credito bancario. Una beffa che invece non va in scena in Paesi come la Francia o la Spagna, dove quando ti hanno venduto la casa, almeno riparti vergine. (continua)

Fonte:Panorama

Proroga della locazione, cedolare secca salvifica.

L’omessa comunicazione della proroga di un contratto di locazione non è più sanzionabile, ma ciò solo se trattasi di contratti per i quali si è optato per la cedolare secca. Stessa cosa dicasi in caso di omessa comunicazione della risoluzione contrattuale.

Laddove, invece, ci si riferisca a locazioni soggette a tassazione ordinaria, i menzionati adempimenti restano obbligatori e sanzionatili. Quanto appena affermato è conseguenza della misura contenuta all’art. 3-bis del decreto crescita (dl n. 34/2019 come convertito in legge n. 58/2019), con il quale il legislatore sopprime l’ultimo periodo del comma 3 art. 3, dlgs n. 23/2011 (che fissava in 100 euro la sanzione per mancata presentazione, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento, della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione soggetti alla tassazione sostitutiva. Sanzione ridotta poi a euro 50 se la comunicazione fosse presentata con ritardo non superiore a 30 giorni). (continua)

Fonte:ItaliaOggi

B&B, il fisco ricomincia da tre.

Alloggio offresi, purché il soggiorno non superi i 30 giorni. E con un occhio di riguardo alle norme regionali e al regime fiscale da seguire. In Italia è boom di B&B e di camere o interi appartamenti da locare a turisti. La cosiddetta sharing economy sta diventando un affare per tutti, giovani o vecchi, a prescindere dalla professione o dalla specifica conoscenza in ambito fiscale e informatico.

L’obiettivo non è sempre soltanto quello del guadagno. Perché molto spesso la condivisione resa possibile dagli strumenti della società dell’informazione è per socializzare (è il caso per esempio del Bla Bla car), mentre per quanto riguarda gli immobili l’obiettivo è quello di abbattere i costi di gestione della seconda casa, che non sempre è al mare, in montagna o in una città d’arte. Molto spesso è la vecchia abitazione dei genitori ricevuta in eredità e che, visto l’andamento negativo del mercato immobiliare, molti si ritrovano a ritenere anti-economico vendere. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

I benefici Imu valgono solo per un immobile.

Due coniugi che all’atto del matrimonio hanno scelto il regime di separazione dei beni, non possono fruire dell’agevolazione Imu per l’abitazione principale se utilizzano più immobili come prima casa. Inoltre l’utilizzo di fatto degli immobili, senza un’effettiva unione catastale o solo ai fini fiscali, non consente di godere dei benefici fiscali.

A differenza dell’Ici, la normativa Imu rende più difficoltosa un’interpretazione estensiva che permetta a uno stesso nucleo familiare di utilizzare più immobili come abitazione principale. Questo importante principio è stato affermato dalla commissione tributaria regionale di Milano, sezione IX, con la sentenza 2699 del 21 giugno 2019. Per i giudici lombardi, gli immobili in questione sono “uniti solo di fatto”, hanno “una propria singola rendita”, senza una “effettiva unione catastale o anche solo ai fini fiscali”.(continua)

Fonte:ItaliaOggi

Negozi, cedolare anche ai rinnovi.

Le Entrate allargano il perimetro della «tassa piatta» prevista per i canoni di affitto. La proroga viene considerata come se fosse un contratto di locazione stipulato nel 2019.

La cedolare secca sui negozi affittati può essere applicata anche se quest’anno si verifica la proroga del contratto, situazione in cui potrebbero ricadere circa 120mila contratti. È quanto affermano le Entrate (interpello 297/2019), allargando il campo applicativo di un regime sostitutivo che resta comunque limitato: nel tempo (ai contratti stipulati o rinnovati nel 2019) e nell’oggetto (per i locali accatastati come C/1).

Rimangono incertezze per l’ipotesi in cui un contratto già in corso al 15 ottobre 2018 venga risolto e stipulato con un soggetto “correlato” al vecchio conduttore. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Locazione e divieto di animali.

Lecito il divieto di animali domestici nel contratto di locazione?

Il contratto di locazione di un immobile ad uso abitativo può contenere il divieto di presenza di animali domestici?

Sappiamo che gli animali di affezione sono considerati da molti sempre più quali veri e propri componenti della famiglia; peraltro, l’idea dell’acquisizione dell’animale può avvenire anche successivamente alla stipula del contratto di locazione; ad es. se i figli lo chiedono o, al contrario, proprio quando i figli vanno via di casa etc… Che si fa a quel punto se il contratto contiene il detto divieto?

Quanto concordato un tempo può ad un certo punto essere disatteso? (continua)

Fonte: CondominioWeb

Affitti brevi per 2 milioni di ospiti ma solo la metà è nel radar del del Fisco.

Il Fisco rincorre l’esplosione degli affitti brevi e cerca di mappare il fenomeno con strumenti nuovi. Come previsto dal decreto crescita, presto gli uffici potranno accedere alla banca dati Alloggiati web della Polizia di Stato: qui tutti gli host che affittano su portali come Airbnb, Booking o Homaway, sono tenuti a comunicare le generalità degli inquilini.

L’agenzia delle Entrate, poi, userà queste informazioni per controllare come un “grande fratello” il rispetto degli adempimenti fiscali. Peccato che in questa banca dati a fine 2018 risultassero appena 195mila appartamenti registrati. Un dato che, se confrontato con le sole statistiche di Airbnb (piattaforma di riferimento, anche se non l’unica, per la gestione di affitti brevi), racconta come molte locazioni turistiche rischino di restare “sconosciute” all’amministrazione finanziaria. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Fimaa Fiaip Anama: Homepal intermediario senza i requisiti di legge.

Esercizio abusivo della professione: con questa motivazione Homepal è stata sanzionata dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi dopo l’esposto della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione Fimaa, Fiaip e Anama, che era stato preceduto dalle denunce presentate anche da ognuna delle tre Federazioni.

Dal provvedimento dell’ente camerale, pubblicato il 6 agosto, si evince che “Homepal a Better Place srl, abbia svolto l’attività di intermediazione immobiliare senza avere i requisiti previsti dalla legge, violando così l’articolo 8 della legge n.39/1989, che disciplina l’attività di mediazione immobiliare. L’esercizio abusivo dell’attività è punito con il pagamento di una sanzione amministrativa compresa tra 7.500 e 15mila euro”.

Oltre alla sanzione Homepal dovrà anche restituire tutte le fee (provvigioni) incassate fino al 17 gennaio 2019 ai clienti che ne faranno richiesta.

Già da diverso tempo sotto i riflettori della Consulta (Fimaa, Fiaip e Anama), “il portale Homepal – sottolinea la Consulta – qualifica la propria attività, anche attraverso campagne pubblicitarie mirate, come “un’agenzia senza i costi d’agenzia”, svolgendo nella realtà attività di mediazione, dietro il pagamento di un compenso (di fatto provvigione) ad affare concluso”.

Cedolare secca anche ai rinnovi.

Opzione cedolare secca per locali commerciali non solo per nuovi contratti stipulati dal 2019, ma anche per quelli la cui scadenza naturale ricade in quest’anno d’imposta e, quindi, oggetto di proroga. L’Agenzia delle entrate, implicitamente, con la risposta n. 297/2019 di qualche giorno fa, pur se con riferimento ad un caso diverso, risolve il rebus che si era creato sulla questione.

Il comma 59 della legge n. 145/2018 (manovra di bilancio 2019) ha, infatti, esteso il regime opzionale della cedolare secca, con l’aliquota del 21% ai contratti di locazione aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale, classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe) e le relative pertinenze. La disposizione normativa, tuttavia, prevede che l’opzione può essere fatta solo per i «nuovi» contratti stipulati a decorrere dal 2019. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Immobili all’asta, balzo del 24%.

Sono ancora in aumento le case all’asta. Analizzando le informazioni dei Tribunali italiani, emerge che nel primo semestre 2019 i lotti di immobili pubblicati in asta sono stati 152.708, con una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2018. Una decisa accelerata rispetto alla precedente rilevazione, visto che la crescita annuale tra 2017 e 2018 era stata del 4%.

La serie storica parte dal 2015 dove le aste risultavano 225.891, sono poi salite nel 2016 a 267.323 (+18,5%), per passare a 245.100 nel 2018. Tre lotti su quattro sono finiti all’asta in seguito a pignoramento, la parte restante in seguito a fallimenti o procedure concorsuali. Dal punto di vista del valore e della tipologia di immobile, lo stock è spaccato in due segmenti opposti. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Locazione. Codice identificativo per tutte le strutture e gli immobili destinati all’affitto anche breve.

Il codice identificativo alfanumerico verrà utilizzato negli annunci e verrà affiancato a tutte le strutture e gli immobili destinati all’affitto anche breve. In questo modo il fisco potrà risalire alla tipologia, alle caratteristiche, all’ubicazione e al proprietario.

Affitti brevi. Nel 2017, il legislatore stabilì la possibilità di applicare la cedolare secca al 21% anche sulle locazioni turistiche con durata inferiore ai 30 giorni. In parallelo, tuttavia, è stato previsto anche l’obbligo per i portali che incassano l’affitto e poi lo girano ai proprietari di applicare la cedolare alla fonte.

Avverso tale provvedimento, Airbnb impugnava le norme di fronte al Tar. La sentenza è stata negativa ma Airbnb ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo non ha applicato la cedolare alla fonte. (continua)

Fonte:Condominioweb

Ecobonus e sismabonus, lo sconto in fattura diventa operativo.

Sostituzione di infissi e caldaie a condensazione. Ma anche operazioni più complesse, come la messa in sicurezza antisismica o la riqualificazione dell’involucro di un edificio. Sono tutti interventi per i quali viene attivata per i consumatori la possibilità di ottenere uno sconto in fattura, da parte del fornitore, di importo pari all’ammontare della detrazione.

È l’effetto dell’atteso provvedimento dell’agenzia delle Entrate, pubblicato nella serata di ieri, che dà attuazione al contestatissimo (dalle imprese piccole e medie) articolo 10 del decreto crescita (Dl 34/2019). La sostanza è molto rilevante per i consumatori: anziché pagare un importo di 100 euro, in caso di detrazione al 50%, se ne pagheranno solo 50.

Il resto, corrispondente al valore dello sconto fiscale, sarà recuperato attraverso una procedura che ha assunto contorni definiti. Per tutti gli interventi di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico l’esercizio dell’opzione andrà comunicato all’agenzia delle Entrate, a pena d’inefficacia, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Imu, esenzioni prima casa solo per un immobile.

Due coniugi che all’atto del matrimonio hanno scelto il regime di separazione dei beni, non possono fruire dell’agevolazione Imu per l’abitazione principale se utilizzano più immobili come prima casa. Inoltre l’utilizzo di fatto degli immobili, senza un’effettiva unione catastale o solo ai fini fiscali, non consente di godere dei benefici fiscali.

A differenza dell’Ici, la normativa Imu rende più difficoltosa un’interpretazione estensiva che permetta a uno stesso nucleo familiare di utilizzare più immobili come abitazione principale. Questo importante principio è stato affermato dalla commissione tributaria regionale di Milano, sezione IX, con la sentenza 2699 del 21 giugno 2019.

Per i giudici lombardi, gli immobili in questione sono «uniti solo di fatto», hanno «una propria singola rendita», senza una «effettiva unione catastale o anche solo ai fini fiscali». E i coniugi all’atto del matrimonio hanno optato per il regime di separazione dei beni. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

LOCALI COMMERCIALI. Cedolare secca anche all’erede che succede.

Cedolare secca per locali commerciali anche all’erede se il proprietario degli immobili aveva il diritto di optare per l’imposta sostitutiva del 21%. E’ possibile trasmettere agli eredi l’agevolazione fiscale.

È la risposta dell’Agenzia delle entrate n. 297/2019 del 22 luglio 2019 sul regime della cedolare secca per i contratti di locazione di immobili commerciali. Il regime della cedolare secca, con l’aliquota del 21%, è stato esteso anche ai canoni derivanti dalla stipula dei contratti di locazione, effettuata nel 2019, relativi a immobili ad uso commerciale classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe) e relative pertinenze (locate congiuntamente alle unità immobiliari C/1), ad opera dell’articolo 3 del Dlgs. n. 23/2011. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Contabilizzatori in condominio: multe per chi non è in regola.

termosifone attaccato parete con termovalvola

I condomini avrebbero già dovuto mettersi in regola due anni fa. L’obbligo di dotarsi di contatori individuali nei condomini con riscaldamento centralizzato è in vigore da tempo nel nostro Paese ma di recente sono iniziate le ispezioni e chi non è in regola rischia pesanti sanzioni.

Contabilizzatori di calore, cosa sono.

Ma cosa sono i contabilizzatori di calore? Si tratta di strumenti che consentono ai condomini con riscaldamento centralizzato di ripartire la spesa per i consumi di gas non più in base ai metri quadri bensì in base al reale consumo di ciascun condomino.

Ogni contabilizzatore ha un dispositivo di comunicazione via radio che, grazie a delle centraline sistemate su ogni piano, invia i dati di consumo ad una centrale esterna che raccoglie i dati e determina il consumo del singolo appartamento. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Il Preliminare raddoppia il registro fisso.

Compravendite; Immobili soggetti a Iva: per la caparra si pagano 200 euro.

La registrazione di un contratto preliminare per la cessione di un bene che, con il rogito, sarà imponibile a Iva e che prevede il pagamento di una caparra/acconto (è il caso della casa venduta da un costruttore) si registra con applicazione di una doppia imposta di registro in misura fissa: 200 euro per il preliminare e 200 per l’acconto (il quale sia contemplato in una fattura e assoggettato a Iva).

Lo ribadisce l’Agenzia delle Entrate, che ribadisce anzitutto, che la legge di registro (articolo io della Tariffa parte prima del Dpr 232/1986) dispone la tassazione del contratto preliminare con 200 euro e, inoltre, la tassazione della caparra confirmatoria con l’aliquota dello 0,5% e dell’acconto (non soggetto a Iva) con l’aliquota del 3 per cento. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Quota ecobonus al socio. La partecipazione consente la cessione.

Il diritto pro-quota alla detrazione per le spese sostenute dalla società per interventi di riqualificazione energetica può essere ceduto a un altro socio della società. Questo è solo uno degli ultimi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate, con tre risposte agli interpelli, n. 293, n. 298 e n. 303 del 2019, in tema di cessione e detrazione dell’ecobonus e del sismabonus.

Secondo l’Agenzia nella risposta 303 di ieri, il collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione, necessario ai fini della cedibilità del credito corrispondente all’ecobonus, può essere individuato anche nella partecipazione alla stessa società.

Pertanto, il socio della società di persone che ha diritto proquota alla detrazione per le spese sostenute dalla società per interventi di riqualificazione energetica potrà cedere l’ecobonus ad un altro socio della società. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Agevolazioni prima casa rafforzate.

Non perde le agevolazioni fiscali sulla prima casa chi si trasferisce nel nuovo immobile in comunione e destinato a casa familiare anche se ha la residenza in un altro comune.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza n. 19594 del 19 luglio 2019, ha accolto il ricorso del contribuente.

In particolare l’uomo aveva acquistato un appartamento in comunione con lo moglie doveva si era stabilito con l’intera famiglia, conservando di fatto, però, la residenza in un altro comune. L’ufficio aveva recuperato le maggiori imposte chiedendo la decadenza delle agevolazioni sulla prima casa. (continua)

 

Fonte:ItaliaOggi

 

Fimaa Cesena : A Settembre un Corso per Agenti d’Affari in Mediazione.

REQUISITI DI ACCESSO:


Maggiore età e diploma di scuola media superiore.
E’ previsto un numero minimo di 12 partecipanti.

Il percorso formativo previsto per accedere all’attività di agente d’affari in mediazione fa riferimento alla legge 39/89 e successive modifiche in materia di mediazione immobiliare

Al termine del percorso formativo verrà rilasciato un attestato di frequenza a chi avrà frequentato almeno il 70% delle ore previste e superato la verifica finale.
L’attestato permette di sostenere l’esame presso la Camera di Commercio per accertare l’attitudine e la capacità professionale dell’aspirante Mediatore.

La durata del percorso formativo è di 200 ore.

La partecipazione al corso prevede una quota di iscrizione.

(Calendario date, orari e contenuti potrebbero subire variazioni)

 

Per Informazioni: Rag. Massimo Montanari

Tel. 0546/639858   mail: m.massimo@ascom-cesena.it

Affitti brevi, Airbnb non è mediatore immobiliare.

Un servizio consistente nell’intermediazione, tramite una piattaforma elettronica, tra potenziali locatari e locatori che offrano prestazioni di alloggio di breve durata, in una situazione in cui il prestatore del servizio medesimo non eserciti un controllo sulle modalità essenziali delle prestazioni fornite, costituisce un servizio d’informazione (e pertanto non d’intermediazione).

La normativa ha previsto l’obbligo per società, come Airbnb, che gestiscono portali telematici preordinati a mettere in contatto persone in cerca di un immobile con persone fisiche che dispongono di unità immobiliari da locare, di operare una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto del pagamento, da versare poi all’erario.

La normativa, inoltre, prevede che chi svolge attività di intermediazione immobiliare o gestisce portali telematici, se residente in Italia o ivi avente una stabile organizzazione, dovrà operare come sostituto d’imposta. Nel caso in cui il medesimo soggetto non risieda in Italia e sia riconosciuto privo di una stabile organizzazione, lo stesso sarà tenuto a nominare un rappresentante fiscale per adempiere agli obblighi fiscali in qualità non già di sostituto d’imposta, bensì di responsabile d’imposta. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Cedolare secca sugli affitti di negozi e botteghe.

Titolari comproprietari di immobili, persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di impresa o arti e professioni, possono optare per il regime della cedolare secca sugli affitti. È la risposta n. 268 dell’Agenzia delle entrate, pubblicata ieri, relativa ai soggetti che possono accedere al regime della cedolare fissa sui canoni di affitto di immobili commerciali.

Il regime di tassazione agevolato della cedolare secca prevede l’applicazione dell’aliquota del 21%, in alternativa rispetto alla tassazione del reddito fondiario ai fini delle imposte sui redditi. Essa è riservata al soggetto locatore persona fisica, titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sugli immobili, che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Conti correnti, le nuove regole da gennaio.

Con il provvedimento del 18 giugno 2019 della Banca d’Italia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 5 luglio, vengono introdotti nuovi obblighi per le banche nei rapporti con i loro clienti, per garantire una maggiore trasparenza delle condizioni contrattuali applicate. Aumentano gli obblighi comunicativi da parte delle banche in relazione alle spese e quindi alle voci di costo applicate. Il provvedimento prevede l’obbligo di redigere e mettere a disposizione del cliente fogli informativi più chiari con indicazione del costo complessivo, un riepilogo delle spese e un documento informativo sulle spese più chiari e dettagliati, infine l’onere di comunicare sconfinamenti consistenti. (leggi l’articolo)

Fonte:StudioCataldi

Rassegna Stampa Fimaa del 17 luglio 2019.

F.I.M.A.A. – web
Sempionenews.it · 17-07-2019
SORRISI DI STELLE A VILLE PONTI, UNA SERATA DA FAVOLA
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Immobiliare – Centro Italia
Il Resto del Carlino – Ed. Macerata pag.1 · 17-07-2019
RIPENSARE L’OSPEDALE
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Latina Editoriale Oggi pag.6 · 17-07-2019
PORTA NORD, IN ARRIVO ALTRE VENTIQUATTRO CASE
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Latina Editoriale Oggi pag.28 · 17-07-2019
RIGENERAZIONE URBANA ECCO COSA SI PUO’ FARE
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Immobiliare – Sud Italia/Isole
Cronache di Napoli pag.1 · 17-07-2019
LA CITTA’ IN FRANTUMI, CROLLANO ANCHE I PREZZI DEGLI AFFITTI
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Il Quotidiano di Foggia pag.2 · 17-07-2019
APPROVATO IL REDDITO ENERGETICO, LA PUGLIA E’ LA PRIMA REGIONE IN ITALIA
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Il Quotidiano di Foggia pag.10 · 17-07-2019
IL SINDACO FRANCESCO MIGLIO NOMINA LA GIUNTA COMUNALE
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La Citta’ (Salerno) pag.1 · 17-07-2019
CASE VACANZE NELLA GIUNGLA DI PREZZI E TRUFFE
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La Citta’ (Salerno) pag.8 · 17-07-2019
CONGRUITA’ DEL CANONE COL NUOVO ACCORDO C’E’ LA CERTIFICAZIONE
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La Citta’ (Salerno) pag.16 · 17-07-2019
“IL CENTRO MIGRANTI A S. ANNA NON SI FARA'”
  [Apri PDF]   [solo testo]

La Citta’ (Salerno) pag.17 · 17-07-2019
TECNICI IN PENSIONE, SI FERMA IL CANTIERE
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La Nuova del Sud pag.6 · 17-07-2019
CRISI DEL SETTORE IMMOBILIARE, LE PROPOSTE DI CONFEDILIZIA BASILICATA A SALVINI
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Metropolis pag.1 · 17-07-2019
UN’ALTRA ASTA DESERTA A TORRE VILLA DEIULEMAR E’ MALEDETTA
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Registro e ipocatastali in misura fissa.

L’acquirente in regime d’impresa deve dichiarare nell’atto che intende cedere i beni entro cinque anni dall’acquisto.

Oltre alla neutralità in tema di imposte dirette, il DI crescita sancisce espressamente la neutralità anche per le operazioni poste in essere dalle Reoco in tema di imposte indirette. Vediamo in base a quali modalità. A tal fine vengono introdotti una serie di commi all’articolo 7.1 della legge 130/99.

In particolare il comma 4-bis prevede l’applicazione delle imposte ipocatastali e del registro in misura fissa ai trasferimenti effettuati a favore delle Reoco. Si tratta, in dettaglio, degli atti e delle operazioni inerenti il trasferimento a qualsiasi titolo, anche in sede giudiziale o concorsuale, di beni e diritti di cui ai commi 4 e 5, a favore delle Reoco, inclusi eventuali accolli di debito e le garanzie di qualunque tipo, da chiunque e in qualsiasi momento prestate, in favore della Spv o altro finanziatore ed in relazione all’operazione di cartolarizzazione, a valere sui beni e diritti acquistati dalle Reoco, le relative eventuali surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le relative cessioni di credito.(continua)

Fonte: IlSole24Ore

Immobili in società, non è sottrazione fraudolenta.

Non commette sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, e quindi non scatta il sequestro, chi dopo essersi indebitato con il fisco conferisce i suoi immobili in una società restando titolare delle quote. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 30933/19, ha respinto il ricorso della procura di Lodi.

 

La vicenda riguarda un contribuente accusato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte perché, visti i debiti con il fisco, aveva intestato tutti i suoi immobili a una società estera, conservando la titolarità delle quote. Per questo era scattato il sequestro non confermato dal tribunale delle libertà di Lodi. Inutile, a questo punto, il ricorso della Procura alla Suprema corte per ottenere l’annullamento del dissequestro. (continua)

 

Fonte:ItaliaOggi

Fimaa, il presidente Taverna: “Gli agenti immobiliari hanno il 50 per cento di mercato da conquistare”

“Formazione obbligatoria e professionalità sono il binomio vincente per il consenso dei consumatori”. “Gli operatori sono chiamati a svolgere un ruolo che non può esaurirsi con l’incontro tra domanda ed offerta”

In uno scenario economico-politico in costante trasformazione dove nuove norme, come la legge europea 2018, intervengono anche sullo svolgimento dell’attività immobiliare, gli operatori sono chiamati alla maggiore professionalità per garantire servizi avanzati, adeguandosi alle mutate esigenze dei consumatori. L’indagine 2019 Fimaa-Nomisma, sul ruolo dell’agente immobiliare, dimostra che c’è un’importante fetta di mercato, pari al 50%, ancora da conquistare da parte degli operatori. Formazione continua obbligatoria e professionalità costituiscono il binomio vincente per l’agente immobiliare del futuro.

La professionalità è un fattore indispensabile per acquisire il consenso dei consumatori ed interagire efficacemente nel mercato. La crisi, che ha coinvolto l’economia in generale ed il settore immobiliare in particolare, ha lanciato segnali ed avvertimenti importanti in questa direzione.

Negli ultimi 10 anni il settore immobiliare ha subito una rivoluzione copernicana mettendo in evidenza quattro fattori non più trascurabili. (continua)

Affitti Brevi: Con il Decreto Crescita ecco il Codice Anti-evasione.

Novità in arrivo in materia di normative per il settore delle case vacanza: con la recente approvazione del Decreto Crescita da parte del Governo, infatti, è stato introdotto l’obbligo di un codice unico per identificare le strutture ricettive, che sarà a sua volta registrato in un database. La norma mira a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale sui redditi derivanti dalle locazioni per brevi periodi.

Come funzionerà il codice unico.

L’identificativo di ciascuna struttura ricettiva, comprese quindi le case vacanza, sarà inserito in una grande banca dati condivisa tra Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismoAgenzia delle Entrate Comuni.

Tutti i proprietari, gli intermediari e anche le varie piattaforme di prenotazione online dovranno comunicare questo specifico codice: in caso contrario, potranno essere sanzionate con una multa compresa tra i 500 e i 5000 euro, che raddoppia in caso di reiterazione della violazione.

Questo tipo di sistema di tracciamento è, al momento, utilizzato solo da alcune regioni. ( Lombardia e Toscana).

Gli operatori del settore hanno mostrato opinioni discordanti sul provvedimento: tra i sostenitori Federalberghi e i grandi gruppi che gestiscono immobili in affitto, fiduciosi che il codice identificativo possa favorire l’emersione del nero e velocizzare le verifiche.

L’immobile è mio, il condizionatore è tuo ma il fastidio è del vicino: chi ne risponde?

E” sicuramente vero che una proprietà immobiliare, soprattutto in un grande centro come Roma, sia un sicuro investimento. Gli immobili a Roma, ad esempio, sono certa fonte di reddito se si decide di concedere il bene in locazione. Non sempre, tuttavia, il rapporto locatizio è veicolo di proventi ma, a volte, di varie problematiche.

Il caso di cui si è occupato il Tribunale di Roma, deciso con sentenza n°. 9396 del 06/05/2019, riguardava un giudizio promosso da un Condominio in Roma e due condomini nei confronti di altri due condomini, a loro volta proprietari di altre unità immobiliari facenti parte del medesimo Condominio.

Gli attori lamentavano che i convenuti avessero collocato, all’interno della chiostrina condominiale, due impianti condizionatori a pompa d’aria forzata ed anche una canna fumaria, che arrecano pregiudizio al decoro architettonico. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

 

Prima casa comprata all’asta: subito la richiesta del bonus.

Se un immobile viene acquistato in un’asta giudiziaria la richiesta dello sconto prima casa va fatta prima delle registrazione dell’atto, pena la nullità della domanda. L’indicazione arriva da una direttiva interna dell’agenzia delle Entrate.

Prima casa acquistata all’asta, la volontà dichiarata per tempo.

Se l’immobile è acquistato in un’asta giudiziaria, la richiesta di applicazione dello sconto prima casa va fatta prima della registrazione dell’atto. Pena la nullità della domanda stessa e l’impossibilità di riparare in un secondo momento. Lo ribadisce l’Agenzia delle Entrate in una direttiva diramata a uso interno per la gestione del cospicuo contenzioso in materia.

L’agevolazione prima casa si scontra con gli acquisti con atti giudiziari (a differenza di quanto di solito accade, e cioè che l’acquisto prima casa si effettua con un contratto). Si pensi: . all’acquisto con decreto a seguito di un’asta giudiziaria, ad esempio in esito a una procedura esecutiva; . al caso, meno frequente, dell’acquisto a seguito di sentenza di esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre, in base all’articolo 2932 del Codice civile. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Locazioni, la rinuncia al rinnovo allunga il contratto.

Locazioni a canone concordato: l’omessa rinuncia al rinnovo allunga il contratto. Con una norma di interpretazione autentica contenuta nell’art. 19-bis del dl n. 34/2019 (c.d. decreto Crescita) convertito in legge n. 58/2019, il legislatore risolve la questione riguardante i contratti di locazione a canone concordato (quelli di durata 3 + 2 per intenderci) e in particolare gli effetti della mancata comunicazione della rinuncia di rinnovo.

Si stabilisce che in mancanza, il contratto si intende rinnovato per un altro biennio. Si sta parlando dei contratti previsti dal comma 3, art. 2, legge n. 431/1998, ai sensi del quale, le parti (locatore e conduttore) in alternativa ai contratti di locazione a canone libero di durata 4 + 4, possono effettuare la locazione definendo il valore del canone, la durata del contratto ed altre condizioni contrattuali sulla base di quanto stabilito in appositi accordi locali intervenuti fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative.

Per tale tipologia contrattuale la durata minima è fissata in tre anni, alla scadenza dei quali, se le parti non abbiano concordato diversamente, scatta di diritto la proroga biennale salvo facoltà di disdetta da parte del locatore per i motivi previsti dalla medesima disposizione in commento (comma 5). Quest’ultimo comma prevede altresì che, al termine dei 2 anni di proroga, ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura di rinnovo a nuove condizioni o di rinuncia al rinnovo.  (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Imposte fisse a prescindere dal soggetto cedente.

L’agevolazione per le operazioni di «valorizzazione edilizia» prevista dal dl Crescita (art. 7, dl 34/19 convertito in legge 58/2019) si applica, al ricorrere dei requisiti di legge, agli acquisti effettuati nei confronti di qualsiasi soggetto cedente l’immobile strumentale oggetto di demolizione o ricostruzione (sia privati che soggetti Iva).

La norma infatti non pone limiti soggettivi con riferimento al soggetto cedente e quanto indicato nella relazione illustrativa del decreto ante conversione appare superato a seguito delle modifiche normative apportate in sede di pubblicazione in G. U della legge. La relazione tecnica al decreto infatti, pur nell’assenza di specifiche previsioni nel testo di legge, prevedeva che «(…) la disposizione in materia di incentivi alla rigenerazione urbana introduce alcune agevolazioni relative alla cessione in permuta di immobili abitativi da parte di soggetti non Iva. (leggi l’articolo)

Fonte:ItaliaOggi

Bonus, sconti, banche: il dl crescita è legge.

Bonus, sconti, banche: il dl crescita è legge. Casa e risparmio energetico, rivoluzione rimborsi, E c’è un aiuto per chi riapre negozi nei piccoli comuni, inclusi i sexy shop. Dopo un iter piuttosto travagliato, il Decreto Crescita ieri ha ottenuto il via libera definitivo ed è diventato legge.

LOCAZIONI IMMOBILI. I redditi derivanti da contratti di locazione di immobili a uso abitativo stipulati dal 2020, se non percepiti, non concorreranno a formare il reddito se la mancata percezione sarà «comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento». In mancanza della comunicazione di rinuncia al rinnovo del contratto di locazione agevolato (3 anni + 2), da inviarsi almeno 6 mesi prima della scadenza del biennio, il contratto sia «rinnovato tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio»

SISMABONUS ACQUISTO UNITÀ IMMOBILIARI. Le detrazioni previste per gli interventi di riduzione del rischio sismico realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi E edifici vengono estese agli acquirenti (entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori) delle unità immobiliari ricomprese nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3. La detrazione è pari al 75% o all’85°/0 (a seconda della riduzione del rischio sismico) del prezzo di acquisto dell’unità immobiliare per un importo di spesa massimo di 96.000 euro.

FONDO MUTUI PRIMA CASA. Rifinanziato il Fondo di garanzia per la prima casa, con un importo di 100 milioni. Il fondo dà garanzia statale, nella misura del 50%, ai mutui erogati per l’acquisto o la ristrutturazione ai fini dell’accrescimento …… leggi l’articolo.

Fonte:Il Piccolo

Antiriciclaggio, giro di vite.

Scattano gli obblighi anche per antiquari, gallerie e case d’asta. Vanno denunciati gli affitti pari od oltre i 10 mila euro mensili. Un registro per gli operatori dei bitcoin Obblighi antiriciclaggio anche per chi commercia in opere d’arte, gallerie e case d’asta.

Gli agenti immobiliari dovranno applicare la normativa antiriciclaggio anche per le operazioni di locazioni di immobili con un valore pari o superiore ai 10 mila euro mensili.

Registro dei prestatori di servizi delle criptovalute. Così il decreto antiriciclaggio approvato ieri dal consiglio dei ministri in via preliminare. Dal consiglio dei ministri il primo ok al decreto legislativo che attua la V direttiva Antiriciclaggio.

Nuovi adempimenti anche per gli agenti in affari di mediazione che dovranno applicare la normativa antiriciclaggio anche per le operazioni di locazioni di immobili con un valore pari o superiore ai 10 mila euro(continua)

Fonte:ItaliaOggi

 

Cambiano i servizi dell’agenzia immobiliare.

Gli agenti immobiliari si stanno adeguando alla nuova Legge Europea, trasformandosi anche in property manager, mediatori creditizi o consulenti assicurativi.

Affitti brevi, mutui e manutenzione entrano in agenzia e l’agente del futuro sarà un consulente specializzato e iper tecnologico. E la sua agenzia, un “negozio” multi servizi dove esaudire ogni necessità legata agli immobili, acquistati come abitazione o come investimento.

Mai come in questo 2019 la categoria si trova di fronte alla necessità di una rapida evoluzione, pressata da un mix di novità legislative e da una concorrenza delle agenzie online che sono destinate a crescere.

La Legge Europea di recente approvazione (legge 3 maggio 2019, n. 37) ha aperto il mercato, facendo cadere molte delle incompatibilità che vincolavano l’accesso alla professione, ma che d’altro canto chiudevano anche molti spazi di manovra. Che cosa cambia, nel pratico? In sintesi, oggi si possono fornire tanti servizi accessori alla sola intermediazione, senza paura di cadere in conflitto d’interessi. Servizi che prima erano esternalizzati oppure venivano svolti (e retribuiti) in maniera poco trasparente. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Registrazione locazioni con modello RLI: le novità 2019.

Modello RLI: le principali novità 2019 alla registrazione dei contratti di locazione

Le modifiche dell’Agenzia delle Entrate al Modello RLI per la registrazione dei contratti di locazione

Le principali novità riguardano il tardivo pagamento dell’annualità successiva e gli adempimenti successivi in caso di subentro non dichiarato.

Quando si parla di pratiche per la registrazione dei contratti di locazione è sempre necessario essere aggiornati. L’ultima versione del Modello RLI resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate prevede, oltre a miglioramenti grafici, almeno tre novità importanti, che riepiloghiamo in maniera pratica e sintetica in questo articolo.

Con Provvedimento prot. n. 64442 del 19 marzo scorso l’Agenzia delle Entrate ha comunicato di aver predisposto una nuova versione del modello RLI “Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto di immobili”.

Nel formato cartaceo tale versione, utilizzabile in alternativa a quella precedente fino al giorno 19 maggio 2019, è divenuta, a partire dal 20 maggio 2019, l’unica disponibile.
Nella versione telematica, invece, le novità presenti nella nuova versione sono state operative fin dal giorno 20 marzo.

Oltre ad una semplice riorganizzazione grafica (cambio della posizione di alcuni campi) il nuovo modello RLI contiene tre significative novità. (continua)

Fonte:Soloaffitti

Opponibilità delle clausole del regolamento di condominio: il caso del bed & breakfast.

Le clausole regolamentari che limitano i diritti dominicali dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive, per essere opponibili devono essere approvate da tutti i condomini.

La nascita di Bed & Breakfast in condominio costituisce, ormai, una realtà sempre più diffusa. Soprattutto nelle città turistiche o nelle grandi città. Lo sviluppo di tali realtà è ormai supportato dai principi giurisprudenziali che ne hanno consentito il proliferare sempre più diffuso.

Anche l’ultimo ostacolo del regolamento condominiale sembra superato dal principio ben espresso nella nota sentenza 24707/14 del 20 novembre 2014 con cui la Corte di Cassazione ha chiarito che l’attività di bed and breakfast e affittacamere non costituisce un mutamento delle destinazione d’uso degli immobili utilizzati come “civile abitazione” e, pertanto, i signori condomini non hanno alcun diritto di lamentare la presenza in condominio del B&B. (continua)

Fonte:Condominioweb

 

Condomini, apertura agli agenti immobiliari.

Il Mise prende atto delle mutate condizioni dopo la legge comunitaria. Il Mise smentisce (con cautela) se stesso, con la risposta del vice ministro Dario Galli all’interrogazione 4-01308 del senatore Franco Dal Mas (Fi).

Come anticipato dal Sole 24 Ore del 23 maggio, il Mise (direzione generale per il mercato, divisione VI) aveva dato un’interpretazione all’articolo 2 della legge 37/2019, chiarendo che «anche in questa nuova disciplina permanga l’incompatibilità di detta attività professionale (agente immobiliare, ndr) con quella di amministratore condominiale».

L’interrogazione di Dal Mas chiedeva se il ministero intendesse dar seguito al decreto per intervenire su formazione e tenuta del registro praticanti e aprire un tavolo con le Associazioni degli agenti per attualizzare la legge 39/89 «alle mutate condizioni di esercizio della professione». (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Comodato gratuito, tasse a metà.

Tasse ridotte in caso di comodato gratuito. Tuttavia, affinché si possa usufruire dei benefici, servirà che si verifichino una serie di condizioni.
In caso di comodato gratuito, tasse a metà, come stabilisce la legge 208 del 2015. Ma, affinché, si possa usufruire dei benefici servirà che si verifichino una serie di condizioni. Il comodato d’uso gratuito è un contratto con il quale un soggetto (comodante) dà in uso gratuitamente un immobile a un altro soggetto (comodatario).
La base imponibile (cioè l’importo su cui si calcolano le imposte) è ridotta della metà per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli. Il contratto deve essere registrato presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate e deve essere tra genitori e figli, non sono ammesse altre parentele. L’immobile dato in comodato non deve essere di lusso. (continua)
Condominioweb

Prove di matrimonio Imu-Tasi.

Prove di matrimonio tra Imu e Tasi. A officiare è il vicepresidente della commissione finanze della camera dei deputati, il leghista Alberto Gusmeroli che ieri ha presentato in commissione il progetto di legge che stabilisce, a invarianza di gettito, la fusione tra i due tributi locali. Con l’obiettivo di un percorso accelerato della legge tanto da chiedere che le riunioni della commissione siano in chiave legislativa.

La proposta di legge è un primo passo verso la semplificazione della giungla di aliquote esistente con l’impianto normativo attuale. «Una proposta a neutralità totale, ossia senza nuovi oneri. La somma delle due imposte, infatti, non aumenterà la tassazione e, dall’altra, taglierà un’infinità di aliquote.

Semplificare oggi per ridurre l’imposta domani è un mix virtuoso, ridurre la tassazione e semplificare i sistemi è il modo migliore per far emergere il sommerso e far crescere l’economia. Nello specifico, la proposta definisce a regime l’aliquota massima al 10,6 per mille come attuale somma delle due imposte »  (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Il consenso del locatore ai miglioramenti non può essere implicito.

L’autorizzazione alla effettuazione di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione non è consenso alla effettuazione di miglioramenti, che sono altra cosa rispetto alla manutenzione, sia pure straordinaria, della cosa locata.

I miglioramenti. L’art. 1592 c.c. prevede che “salvo disposizioni particolari della legge o degli usi, il conduttore non ha diritto a indennità per i miglioramenti apportati alla cosa locata.

Se però vi è stato il consenso del locatore, questi è tenuto a pagare un’indennità corrispondente alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna.

Anche nel caso in cui il conduttore non ha diritto a indennità, il valore dei miglioramenti può compensare i deterioramenti che si sono verificati senza colpa grave del conduttore. (continua)

Fonte:Condominioweb

 

Condominio: vietato il divieto d’uso generalizzato delle parti comuni.

Per la Cassazione, accertata la natura condominiale di una porta, non è consentito escluderne l’utilizzo per non essere tale ingresso previsto nel regolamento condominiale.

In condominio, non è ammesso un divieto di utilizzazione generalizzato delle parti comuni. Sbaglia, dunque, il giudice che non consente ai proprietari di accedere al condominio tramite una porta che, pur se parte comune, non è presente tra gli accessi elencati nel regolamento condominiale. Tale decisione, infatti, viola il loro diritto all’utilizzo delle parti comuni.
Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, nell’ordinanza n. 15851/2019, pronunciandosi sul ricorso di alcuni condomini. (continua)
Fonte:Condominioweb

Prorogati gli ecobonus per la casa. Detraibili anche assicurazioni e verde.

Prorogati gli ecobonus per la casa, detraibili anche assicurazioni e verde però occorre tenere sempre le antenne alzate. Possono, infatti, cambiare ogni anno perché molte volte il governo interviene sulle percentuali di “sconto” o sui massimali previsti.

La voce cui i contribuenti guardano maggiormente in fatto di immobili è quella delle ristrutturazioni. La quota di “sconto” che arriva dalle spese affrontate per ristrutturare o per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile è stata molto seguita dai contribuenti negli ultimi anni. Si tratta di una detrazione del 50% sulle spese sostenute per ristrutturare gli immobili.

Per gli interventi di risparmio energetico (caldaie più efficienti, pannelli solari, nuovi infissi etc.) le detrazioni arrivano fino al 65% e sono state prorogate, come quelle per le ristrutturazioni, a tutto il 2019. (continua)

Fonte:LaStampa

Diritti e doveri dei proprietari degli animali.

La scelta di condividere la propria abitazione con un animale domestico ha trovato nella legislazione italiana una regolamentazione chiara solo con la c.d. Riforma del Condominio (L. 220/2012). Il nuovo art 1138 cod.civ. prevede, infatti, che «le norme del regolamento [condominiale, ndr] non possono vietare di possedere o detenere animali domestici» nella propria unità abitativa.

Questa norma, da tanti attesa per regolamentare una questione che ha generato innumerevoli contenziosi giudiziari non sempre sfociati in univoci orientamenti dei Giudici, ha finalmente risolto ogni questione circa il diritto del condomino a detenere -anche contro il parere degli altri un animale domestico nel proprio appartamento.

Essendoci nel condominio parti comuni (es. cortile, giardino, ascensore) ed oggettive connessioni tra diverse proprietà individuali (appartamenti vicini ed attigui), tale diritto incontra delle limitazioni. Queste discendono dal generale principio giuridico del c.d. neminen laedere, in forza del quale ogni cittadino è tenuto a mantenere un comportamento, anche per il tramite di chi vigila e detiene, che non arrechi agli altri un danno od un pregiudizio. (continua)

Fonte:LaStampa

 

Imprese, sconti rafforzati per Ires e Imu sui capannoni.

Il taglio progressivo dell’Ires per chi reinveste gli utili in azienda si attesterà al 20% nel 2023 e non più al 20,5% come prevede orafi decreto crescita. Così come la deducibilità da Ires e Irpef dell’Imu pagata dalle imprese sui beni strumentali sarà integrale (al 100%) e non più limitata al 70 per cento.

Dopo un lungo tira e molla tra i due soci di Governo, la Lega porta a casa con il voto delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera il taglio progressivo delle tasse per le imprese. Taglio che sul fronte Ires garantirà nel 2024, anno in cui le imprese salderanno il conto dell’esercizio 2023, una riduzione del prelievo di oltre 503 milioni di euro e dall’anno successivo di altri 287,5 milioni. Somme tutte recuperate dal fondo per l’operazione “Quota Zoo” previsto dall’ultima legge di bilancio. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Condominio: il cortile sopra i box non è lastrico solare.

Per la Corte di Cassazione si applica l’art. 1125 c.c. con totale rigetto della tesi di chi vorrebbe eseguire la ripartizione delle spese ex art. 1126 c.c..

Chi ha avuto danni da infiltrazioni nel proprio box privato, deve comunque pagare – in virtù dei millesimi di proprietà – la quota necessaria per gli interventi di ripristino del cortile condominiale sovrastante. L’ultima sentenza della Suprema Corte di Cassazione (28.5.2019, n. 14511 sotto allegata) non lascia spazio a dubbi, ed anzi chiarisce inequivocabilmente che alla fattispecie in esame va applicato il combinato disposto dagli artt. 1123 e 1125 cod. civ., con totale rigetto della tesi di quanti vorrebbero eseguire la ripartizione delle spese ai sensi dell’art. 1126 cod. civ.

Perchè questa interpretazione? Il cortile condominiale, nel caso di specie, non assolve anch’esso alla funzione di copertura proprio come il lastrico solare? (continua)

Fonte:StudioCataldi

Area edificabile anche senza indice.

“Parimenti irrilevante è che il Piano strutturale comunale non indichi l’indice di fabbricabilità, incidendo questo aspetto solo sul quantum del valore venale e, dunque, sulla base imponibile”.

Questa la conclusione cui giunge la Corte di Cassazione con le pronunce nn. 12938/2019 e 12937/2019 ove era chiamata a dirimere la questione inerente l’assoggettamento ad imposta delle aree inquadrate tra quelle urbanizzatili nel Piano strutturale comunale (Psc) disciplinato dalla legge regione Emilia Romagna, n. 20 del 2000, e non inserite nel Piano operativo comunale (Poc).

Oltre a ribadire l’assoggettamento ad Ici, e quindi ad Imu, per tali aree, come già emerso in altre pronunce sul Psc ove si rimarcava la differenza tra funzioni urbanistiche e fiscali indipendentemente dalle diverse denominazioni date agli strumenti urbanistici dalle norme regionali, la Corte si spinge ancor più in là ritenendo che anche l’area edificabile, appartenente alle zone urbanizzate o urbanizzabili secondo lo strumento urbanistico, priva di un indice edificatorio è da attrarre alla definizione di area edificabile, ciò in quanto l’assenza dell’indice si riflette non nella determinazione della natura dell’oggetto d’imposta bensì ai fini della determinazione della base imponibile. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Gli italiani hanno sempre il mattone in testa.

Crisi o non crisi, recessione o rallentamento economico, il mattone resta il chiodo fisso degli italiani. Sarà perché i prezzi continuano a galleggiare su livelli accettabili, però la propensione dei risparmiatori a spendere/investire per aggiudicarsi quattro mura e un tetto sulla testa è notevole.

Anzi, secondo il 12esimo Rapporto Nomisma sulla Finanza Immobiliare 2019, potrebbero essere oltre 2,5 milioni le famiglie italiane in cerca di abitazione intenzionate ad attivarsi «da qui a un anno per l’acquisto di una casa». Il che tradotto vorrebbe dire un mercato potenziale di 404,2 miliardi di euro. Secondo l’istituto di ricerca bolognese si tratta in larga parte di giovani, in prevalenza nuclei con figli. E il 47,6% delle famiglie intende ricorrere al canale bancario (1,1 milioni di famiglie) (continua)

Fonte:Libero

VIETATO COLLEGARE CASE IN DUE CONDOMÌNI.

 Il collegamento di due unità immobiliari appartenenti a due condomìni, realizzato mediante l’abbattimento del muro che separa i due edifici, equivale a porre al servizio le parti comuni dell’uno all’altro condominio e viceversa. In sostanza, comporta una situazione di fatto corrispondente a una servitù e implica anche un mutamento di destinazione della funzione dei beni comuni che sono posti al servizio di proprietà estranee al condominio.

Ne segue che si tratta di un intervento ammissibile solo ove risulti il consenso di tutti i condòmini e, trattandosi di una servitù, è necessario che il consenso sia espresso in forma scritta. Il principio, costante nella giurisprudenza di legittimità, è stato recentemente ribadito dal Tribunale di Milano con la sentenza 1138, pubblicata il 15 febbraio 2019.

Il caso in concreto esaminato era caratterizzato da una particolarità: la circostanza che il collegamento era stato realizzato da un conduttore, già proprietario di un’unità nel condominio confinante, previo espresso consenso scritto del locatore, condomino nel primo condominio. (continua)

Fonte:Ilsole24Ore

Casa frazionata senza rifare le tabelle.

In ipotesi di frazionamento orizzontale in due parti di un appartamento in condominio non si determina nessun effetto sulle tabelle millesimali ai fini della revisione dei valori delle unità immobiliari. Questo ha appena statuito la Cassazione con la sentenza 15109, pubblicata ieri.

Il giudice di legittimità argomenta che quando un appartamento viene frazionato in due unità immobili e attribuito a due diversi proprietari (rispetto all’unico originario), occorre fare riferimento non tanto all’articolo 69 delle Disposizioni di attuazione del Codice civile ( il caso trattato era stato aperto prima della riforma del 2012, quando non era stata esplicitata la nozione di «notevole entità») ma all’articolo 1123 del Codice civile.

Spetta quindi all’assemblea dei condòmini l’onere di provvedere a ripartire le spese tra le due nuove parti e i rispettivi titolari, determinandone i valori proporzionali espressi in millesimi sulla base dei criteri sanciti dalla legge. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Comodati e contratti a canone concordato. Dove abita lo sconto.

Comodati e contratti a canone concordato. Sono ancora due e sono stati introdotti con la legge di Stabilità 2016 gli sconti sulla tassazione immobiliare che si applicano in tutti i Comuni italiani. Due benefici non semplicissimi da ottenere, dato il consistente numero di requisiti richiesti, che si possono però sommare alle aliquote specifiche previste da ciascun Comune.

Non è tutto: lo schema, nella sostanza invariato da un triennio, per quanto riguarda la riduzione concessa per i comodati d’uso (il cui contratto, è bene ribadirlo, va registrato all’Agenzia delle Entrate), con l’ultima legge di Bilancio ha visto estendere il beneficio anche al coniuge del comodatario defunto. Però a patto che nell’immobile risiedano anche figli minori. (continua)

Fonte:IlSecoloXIX

Come funziona il calcolo delle imposte.

Lunedì 17 giugno scade il termine per pagare l’acconto 2019 di Imu e Tasi per tutti coloro che possiedono o utilizzano un immobile. Quest’anno occorre considerare che è venuto meno il “blocco” degli aumenti, per cui è possibile che le aliquote siano state ritoccate al rialzo rispetto a quelle del 2018. Bisogna anche fare attenzione ad alcune modifiche intervenute sugli immobili: attribuzione di una nuova rendita catastale, locazione dell’appartamento prima adibito ad abitazione principale eccetera.

Resta comunque la duplicazione di calcolo di due tributi per molti versi perfettamente sovrapponibili, che il legislatore non e ancora riuscito a unificare nonostante siano trascorsi più di cinque anni dall’entrata in vigore della Tasi. Peraltro dal 2016 è stata soppressa l’applicazione della Tasi sull’abitazione principale, che rappresentava l’unica ragione fondante della istituzione del nuovo tributo, per cui la sua applicazione non avrebbe più ragione di esistere. Si tratta comunque di due tributi in autoliquidazione, quindi al versamento deve provvedere il contribuente senza attendere dai comuni i modelli di pagamento precompilati. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Con la compravendita l’imposta è proporzionata ai mesi di possesso.

Nel 2019 ai Comuni è stata ridata la possibilità di aumentare le aliquote Imu e Tasi.

Il termine per approvare le aliquote è scaduto lo scorso 31 marzo, anche se per alcuni Comuni (quelli interessati dal sisma e da situazioni di predissesto) il termine è stato prorogato. La conferma della variazione delle aliquote può essere ottenuta interrogando il singolo Comune nella piattaforma informatica del dipartimento delle finanze; a oggi sono circa 4.200 i Comuni che hanno inviato le delibere tariffarie, ma il termine non è ancora scaduto, visto che la normativa impone ai Comuni di inviare le delibere Imu entro il irF ottobre, perché le stesse per essere efficaci devono essere pubblicate sul sito ministeriale entro il 28 ottobre. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Servitù di passaggio e accesso a terzi.

L’esercizio del diritto della servitù di passaggio e’ consentito anche a terzi? Può definirsi lecito il comportamento del proprietario del fondo dominante, che consegna le chiavi di accesso alla strada su cui insiste la servitù anche ad ospiti e personale di servizio?

Sul punto si è pronunciata di recente la Cassazione, II Sez. Civile con sentenza n. 4821/2019.

Nel caso in esame il sig. Tizio conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Como, i coniugi Caio e Sempronia, per chiedere l’accertamento dell’inesistenza della servitù di passaggio sui terreni di sua proprietà. L’attore nel qualificare il diritto di passo, riconosciuto ai coniugi, come un diritto di natura personale deduceva l’illegittimità del comportamento da essi tenuto, ovvero la consegna anche a terzi, ospiti e personale di servizio, delle chiavi del cancello di accesso alla strada che consentiva il passaggio alle sponde del lago. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Casa, acquisto più accessibile per le famiglie.

+ 6,5 per cento, è l’aumento percentuale delle compravendite registrato nel 2018 dall’Agenzia delle Entrate Rapporto Orni. L’acquisto della casa diventa possibile per il 78% delle famiglie.

Con tassi d’interesse ai minimi, prezzi in discesa da anni, aumento (seppur lieve) del reddito disponibile. Sono i tre principali fattori che permettono alle famiglie di accedere più facilmente all’acquisto della casa e che di conseguenza continuano a sostenere il mercato residenziale. Almeno per quel che riguarda le compravendite, che sono in ripresa dal 2014 e che nel 2018 come confermato dal Rapporto annuale dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate hanno fatto segnare un +6,5%, raggiungendo quota 578.647 scambi.

L’indice di accessibilità. Secondo l’affordability index elaborato dall’Abi, la quota di famiglie che possono acquistare un immobile nel 2018 è salita al 78%. Dato che non stupisce se paragonato alla larga diffusione della casa di proprietà, ma che diventa significativo se paragonato alla quota del 2012, quando solo il 47% dei nuclei poteva permettersi l’acquisto, a causa di prezzi più alti e stretta del credito. Si tratta di un dato generale che non cancella le difficoltà d’acquisto del le famiglie più giovani, solitamente con reddito inferiore alla media e spesso composte da lavoratori precari. ( continua )

Fonte:IlSole24Ore

La classe energetica diventa un criterio prioritario di scelta per chi acquista .

L’attenzione da parte dei potenziali acquirenti alla classe energetica della casa è cresciuta nel tempo: c’è più interesse perché è aumentata la consapevolezza del risparmio che può garantire negli anni. Il costo più elevato di un nuovo immobile costruito in efficienza energetica e i dieci anni di crisi di mercato, hanno portato gli acquirenti a scegliere per lo più soluzioni usate e con bassa efficienza energetica, con costi più contenuti.

Nell’ultimo anno si segnala che chi cerca casa si informa di più su questo aspetto. Per quanto riguarda le nuove costruzioni, essere in classe A è ormai un obbligo per tutti gli operatori nel settore dello sviluppo immobiliare. Una volta il cliente associava il concetto di risparmio energetico alla classe di un elettrodomestico come ad esempio quella di un frigorifero. Oggi invece quando si parla di risparmio energetico l’associazione diretta si fa con la casa, a conferma che il cliente è sempre più attento ed è interessato a ridurre gli sprechi che derivano da un’abitazione in classe energetica bassa. (continua)

Fonte: Il Piccolo

L’agente immobiliare non può amministrare il condominio.

Il Mise risponde ad Arco: l’incompatibilità resta anche dopo la legge europea.

Indietro tutta sulla possibilità che gli agenti immobiliari possano svolgere l’attività di amministratore condominiale. La legge europea 2019 (37/2019, che entrerà in vigore il 26 maggio) aveva cambiato le regole sulle incompatibilità della legge 39/89 (istitutiva del ruolo degli agenti immobiliari); in particolare, il nuovo articolo 5, comma 3 della legge 39/89 stabilisce l’incompatibilità per l’esercizio di: a) attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione; b) attività svolta in qualità di dipendente (ad esclusione delle imprese di mediazione) di ente pubblico o privato, o di istituto bancario, finanziario o assicurativo; c) esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione; d) situazioni di conflitto di interessi.

Per le associazioni di categoria degli agenti le novità avrebbero sdoganato il divieto di esercitare le due professioni, anche se si attendeva comunque l’intepretazione del Mise. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Iperammortamento, compilazione condizionata dalla data di acquisto.

L’iperammortamento entra nel modello Redditi 2019 se la perizia è stata giurata entro fine 2018. Per far scattare I’iperammortamento è sufficiente che entro la data di chiusura del periodo d’imposta si proceda al giuramento della perizia, non essendo necessario dimostrare la data certa di acquisizione da parte dell’impresa. Con l’esercizio 2018, spazio alla agevolazione del costo della struttura dei magazzini automatizzati in forza dí quanto disposto dal decreto crescita n.135/2019.

REGOLE IMMUTATE. L’iperammortamento da inserire nella dichiarazione del 2019 si calcola con le stesse regole dello scorso anno. L’agevolazione riguarda i beni con caratteristiche di cui all’allegato A) alla legge 232/2016 e con gli ulteriori requisiti (interconnessione), i quali, entro il 31 dicembre 2018, sono entrati in funzione e sono stati interconnessi. Con la circolare 8/E/2019, l’agenzia delle Entrate, richiamando la precedente nota 48160 del Mise, ha chiarito che il giuramento della perizia entro la data di chiusura dell’esercizio è condizione necessaria e sufficiente per l’avvio della deduzione, senza che sia richiesto anche dimostrare la consegna del documento all’impresa. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Cedolare secca anche quando si agisce come impresa.

Via libera alla nuova cedolare secca sulle locazioni di immobili a uso commerciale anche quando il conduttore agisce nell’esercizio dell’impresa. Il locatore invece, trattandosi di contratti di locazione che verranno assoggettati a imposizione sostituiva dell’Irpef sui redditi fondiari, dovrà essere necessariamente una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa, arti o professioni.

È questo, in estrema sintesi, il chiarimento contenuto nella risoluzione n. 50/e di ieri dedicata alla corretta portata applicativa del regime della cedolare secca sul reddito da locazione degli immobili ad uso commerciale introdotto dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019). Alcuni uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate, si legge nel citato documento di prassi amministrativa, avevano infatti manifestato perplessità circa la possibilità di assoggettare al regime della cedolare secca i contratti di locazione aventi ad oggetto immobili di categoria catastale C/1 in presenza di conduttori che agivano nell’esercizio dell’attività d’impresa. (continua)

Fonte:ItaliaOggi

Affitti, cedolare secca al bivio quando l’inquilino è una società.

In questi ultimi mesi risultano notificati, da parte delle Entrate, numerosi atti di rettifica sulle locazioni abitative quando i locatori hanno optato per la cedolare secca e i conduttori sono esercenti attività d’impresa. Linea confermata dalla risoluzione 50/E di venerdì scorso, con cui l’Agenzia nonostante la norma “base” sia identica apre alla possibilità che l’inquilino sia un’impresa, ma solo per la cedolare prevista per le locazioni commerciali della legge 145/2018.

Occorre invece rilevare che la norma “base” l’articolo 3 del Dlgs 23/2011 nulla dispone circa il requisito soggettivo del conduttore. La norma lo individua, infatti, solamente per il locatore, prevedendo che il regime della cedolare secca trovi applicazione per le persone fisiche in alternativa rispetto alla tassazione del reddito fondiario, il quale non riguarda gli immobili delle imprese e dei professionisti (articolo 43, comma i, Tuir). Inoltre, il comma 6 dell’articolo 3 dispone che le disposizioni sulla cedolare secca «non si applicano alle locazioni… effettuate nell’esercizio di una attività d’impresa odi arti e professioni». Il riferimento alle «locazione effettuate», oltre al «reddito derivante dai contratti», contenuto nel periodo successivo dello stesso comma 6, non può che riguardare il locatore. (continua)

Fimaa: Tassa unica non sia preludio di nuove imposte sugli immobili.

Santino Taverna, presidente nazionale Fimaa, Federazione italiana mediatori agenti d’affari.

“Riunire Imu e Tasi in un’unica imposta potrebbe riportare maggiore fiducia nel comparto immobiliare, la cui sofferenza negli ultimi anni è stata sicuramente accentuata anche dalla confusione generata dai molteplici balzelli.

Come Fimaa rimaniamo convinti che l’elevata pressione fiscale su immobili, imprese e famiglie continui a costituire una pesante zavorra tanto per il settore quanto per la ripresa economica. L’auspicio è che le indiscrezioni apparse oggi sul principale quotidiano economico italiano di riunire in una nuova unica imposta Imu (esente per la prima casa) e Tasi, possano trovare seguito con la riduzione del carico fiscale, recuperando risorse dalla spesa pubblica improduttiva.

Solo così si potrebbe contribuire all’effettiva ripresa dell’economia e ridare ossigeno al comparto immobiliare, che rappresenta la cartina di tornasole della salute del Paese. Ci auguriamo, inoltre, che la proposta della tassazione unica sulla casa, non sia il preludio per l’incremento o l’inserimento di nuove imposte su immobili ed imprese. Non possiamo permetterci altri balzelli o patrimoniali né tantomeno l’aumento dell’iva, che avrebbe conseguenze nefaste per la ripresa economica e per i consumatori.”

Casa e imprese, pronto il piano per la tassa unica (addio Imu e Tasi).

Ripartono i grandi lavori sulle tasse del mattone, con l’obiettivo di fondere in una nuova imposta unica l’attuale doppione prodotto da Imu e Tasi. A riaprire il dossier è la Lega, che dopo il confronto tecnico con il Mef ha definito la proposta della «nuova Imu».

Resta esente la prima casa, e si punta a una drastica semplificazione delle aliquote per far partire í bollettini precompilati. L’abitazione principale ha cancellato anche sul piano teorico il legame esile fra la Tasi e i servizi comunali; ma sono doppi i calcoli, i moduli da compilare e i gruppi di aliquote da sorvegliare. Ma nei tredici articoli scritti per costruire la «nuova Imu» la fusione delle due imposte è solo la prima delle semplificazioni.

La proposta ripesca una vecchia promessa mai attuata, quella del bollettino precompilato che i Comuni dovrebbero spedire ai contribuenti, ma prova anche a creare le condizioni per attuarla. A renderla impossibile finora è stata la fioritura di oltre 20 mila aliquote diverse sul terreno sempre fertile dell’autonomia tributaria comunale. Perché ogni Comune può introdurre aliquote differenti per ogni tipologia di immobile, identificando le categorie, anche micro, da agevolare o da colpire. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Agenti immobiliari, arriva l’incompatibilità.

Il 26 maggio entra in vigore la Legge europea che esclude dall’esercizio della professione i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi, di enti pubblici o privati e le professioni intellettuali in situazioni di conflitto di interesse con l’attività di mediazione.

Fimaa-Confcommercio: “adesso occorre puntare sulla formazione obbligatoria per gli agenti immobiliari” .

Dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale di sabato 11 maggio, il prossimo 26 maggio entra in vigore la Legge europea 2018 (L. n. 37/2019) che modifica le regole sull’attività di mediazione immobiliare (L. n. 39 del 3 febbraio 1989) in tema di incompatibilità per gli agenti immobiliari.

In pratica, vengono esclusi dall’esercizio della professione i dipendenti di istituti bancari, finanziari, assicurativi, di enti pubblici o privati e le professioni intellettuali in situazioni di conflitto di interesse con l’attività di mediazione. (continua)

Fonte:Confcommercio

 

Cedolare secca ancora al 10% con il canone concordato.

L’aumento dal 95% al 100% della misura dell’acconto della cedolare secca rispetto all’importo dell’anno precedente, introdotto dalla legge di Bilancio 2019, si applicherà solo dal prossimo anno, cioè per gli acconti dovuti per il 2020. L’importo dell’acconto dovuto per la cedolare secca relativa al 2019, quindi, continua a essere pari al minore tra il 95% dell’imposta relativa al periodo precedente (metodo storico) e il 95% dell’imposta relativa al periodo in corso (previsionale).

ALIQUOTE. La base imponibile della cedolare secca è pari al 100% del canone di locazione annuo stabilito dalle parti, al quale si applica, al posto dell’Irpef progressiva, un’aliquota del 21% per i contratti disciplinati dal Codice civile o a canone libero. L’aliquota della cedolare secca sui canoni dei contratti di locazione a canone concordato è stata ridotta dal 15% al 10% per gli anni che vanno dal 2014 al 2019. L’aliquota del 10% (15% dal 2020), al posto di quella ordinaria del 21%, si applica solo per i contratti a canone concordato, relativi ad abitazioni ubicate in uno dei Comuni di cui all’articolo i, lettere a) e b) del decreto legge 30 dicembre 1988, n. 551 (non le lettere c e d), quindi: a) nei Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché nei comuni confinanti con gli stessi; b) negli altri Comuni capoluogo di Provincia. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Il 16 marzo data spartiacque: due regimi di compravendita .

Tutelare i privati interessati ad acquistare un immobile non ancora ultimato direttamente dal costruttore, attraverso un contratto che prevede il trasferimento non immediato del bene, dal rischio in caso, ad esempio, di crisi dell’impresa costruttrice di perdere gli acconti versati. È questo, in sintesi, il senso del sistema di garanzie messo in piedi dal decreto legislativo 122/2005, recentemente rafforzato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Dlgs 14/2019), strutturato per intervenire lungo tutto il processo che conduce al perfezionamento della compravendita: dal preliminare al rogito.

Le ultime modifiche normative che prevedono, tra l’altro, l’obbligo di stipulare il preliminare dal notaio mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata -, sono in vigore dal 16 marzo scorso. Data dalla quale, quindi, coesistono due regimi diversi per questo tipo di compravendite: quello previsto dalle nuove norme, che si applicano a tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo sia stato richiesto o presentato a decorrere dalla loro entrata in vigore; e quello che fa riferimento alla legge preesistente, per i casi in cui permesso di costruire, Scia o Dia, siano stati avviati prima del 16 marzo. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Garanzia per immobili di lunga durata.

Il codice civile, in materia di appalto, detta una disciplina speciale per la rovina o il pericolo di rovina o gravi difetti di immobili di lunga durata.

L’art. 1669 c.c. detta una eccezionale ipotesi di garanzia per vizi e difformità e conseguente responsabilità dell’appaltatore, qualora il contratto d’appalto abbia ad oggetto la realizzazione di edifici o di altri beni immobili destinati, per loro natura, ad avere una lunga durata nel tempo.

  1. Rovina completa o parziale entro dieci anni
  2. Gravi difetti
  3. Natura della responsabilità dell’appaltatore
  4. Responsabilità di altri soggetti
  5. Interdipendenza dei termini di decadenza e prescrizione

Rovina completa o parziale entro dieci anni.

In tali circostanze, ove i suddetti beni, nel corso di dieci anni dal compimento dell’opera, rovinino completamente o parzialmente ovvero presentino imminente pericolo di rovina o gravi difetti, sia che gli stessi dipendano da vizio del suolo o da difetto della costruzione, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché ne sia fatta denunzia entro un anno dalla scoperta. (continua)

Fonte:StudioCataldi

Si paga l’Irpef anche sul canone «usurpato».

Un comproprietario aveva locato la casa all’insaputa dell’altro. Il comproprietario di una casa affittata a sua insaputa da un altro comproprietario paga l’Irpef sulla sua quota di canone, anche se non l’ha incassata. Questo l’esito in Cassazione (sentenza i2332 depositata ieri) di una vicenda di affitti: uno dei due comproprietari (il nipote) di una casa l’aveva affittata e incassava i canoni, mentre il secondo (lo zio), aveva ricevuto un avviso di accertamento dell’agenzia delle Entrate per non aver pagato l’Irpef sulla sua quota di canone mai percepita.

In sostanza, lo zio sosteneva di aver diritto di pagare l’Irpef solo quando fosse riuscito a ottenere dal nipote la sua quota; infatti aveva intrapreso un’azione monitoria nei confronti del nipote. L’Agenzia sosteneva che 1’Irpef fosse comunque dovuta dallo zio. Il contenzioso, iniziato in commissione tributaria, è approdato alla Cassazione. La Corte, nel dare ragione alle Entrate, ha chiarito l’assimilazione ai «canoni non corrisposti» (che vanno tassati come stabilito dall’articolo 26 del Dpr 917/86) dei «canoni usurpati», cioè pagati a qualcuno (il nipote, nella fattispecie) che non ha consegnato la quota allo zio. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Superammortamento al 130% con tetto massimo di 2,5 milioni.

Limite di spesa a 2,5 milioni per il nuovo superammortamento. L’articolo i del decreto crescita riapre i termini per usufruire del superammortamento, ma con una significativa modifica. Per gli investimenti realizzati da imprese e da professionisti dal 1 aprile a 31 dicembre di quest’anno (con coda a giugno 2020 per le prenotazioni entro iL 31 dicembre 2019) torna la maggiorazione del 30% con un tetto complessivo pari a 2,5 milioni. Escluse autovetture, anche strumentali, immobili e beni con coefficiente inferiore al 6,5 per:cento.

Maggiorazione con tetto.  La maggiorazione del 30% del costo rilevante per ammortamenti e canoni di leasing riguarda gli investimenti effettuati dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019, ovvero anche fino al 30 giugno 2020 qualora, entro il prossimo 31 dicembre, sia confermato l’ordine al fornitore e sia pagato un acconto non inferiore al 20 per cento. Non rientrano nel nuovo superammortamento le costruzione i fabbricati, i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, nonché i veicoli indicati nel comma i dell’articolo 164 del Tuir e dunque ogni tipo di autovettura (a prescindere dall’uso), aeromobili da turismo, imbarcazioni da diporto, moto e ciclomotori. Agevolabili, invece, altri mezzi quali autobus, trattori stradali, autoarticolati e autosnodati, autotreni, mezzi d’opera, eccetera. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Imu sui fabbricati strumentali, cresce la deduzione dal reddito.

Tra le misure di favore alle imprese recate nel decreto crescita (Dl 34/2019) si segnala anche l’incremento graduale della deducibilità dell’Imu dal reddito d’impresa e dal reddito di lavoro autonomo fino al 70 per cento. In base all’articolo 3 del decreto, la deduzione per il 2019, appena portata al 40% dalla legge di Bilancio 2019, viene elevata al 50 per cento.

Per le annualità successive si prevede il 60% per gli esercizi 2020 e 2021, e quindi il 70% a partire dal 2022. Il tributo computabile in diminuzione è riferito ai soli fabbricati strumentali, così come definiti nell’articolo 43 del Tuir. Per quanto riguarda le imprese, sono inclusi sia gli immobili strumentali per natura che quelli per destinazione. I primi sono costituiti dalle unità immobiliari aventi destinazione catastale diversa da quella abitativa, non utilizzati direttamente dall’impresa. Si tratta ad esempio degli immobili locati o dati in comodato a terzi. I fabbricati strumentali per destinazione invece sono quelli utilizzati esclusivamente e direttamente per l’esercizio dell’attività commerciale, a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Airbnb versa la tassa di soggiorno ad appena 23 Comuni su 1.020.

Risultati immagini per tassa soggiorno cesenatico

Un’imposta che da sola vale circa 600 milioni di euro, ma che viene applicata solo in una piccola percentuale dei Comuni italiani e praticamente soltanto dalle strutture ricettive «tradizionali», mentre per chi affitta con portali come Airbnb la situazione è controversa: è la tassa di soggiorno.

Un balzello che potrebbe fruttare molto di più se solo fosse più facile esercitare la riscossione: gli albergatori e gli affittuari, che la incassano dai clienti, sono infatti tenuti a riversarla al Comune di appartenenza, ma esistono diversi casi di «grigio». Tra questi spicca la situazione di chi affitta tramite portali Internet per locazioni brevi, come appunto Airbnb: per ovviare al problema la piattaforma ha avviato intese con alcuni Comuni italiani, in base alle quali il sistema di versamento della tassa è automatizzato, ma per gli albergatori la mossa non è sufficiente.

CONTROLLI ANALITICI. Venendo ai numeri, come ha spiegato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, la tassa riguarda appena il 13% dei 7.915 Comuni italiani: si tratta di 1.200 località di cui 997 applicano l’imposta di soggiorno e 23 la tassa di sbarco che però ospitano il 75% dei pernottamenti registrati ogni anno in Italia. La platea potenziale è molto più ampia: sono infatti circa 3.700 i centri capoluoghi di provincia, località turistiche e città d’arte che, in base al decreto legislativo 23/2011, hanno la facoltà di istituire l’imposta di soggiorno. (continua)

Fonte: LaVerità

L’Esperto risponde: “Locazioni: Chi paga per sostituire gli elettrodomestici?”

Domanda: Ho affittato un appartamento ammobiliato (4+4) con elettrodomestici. Se si dovessero guastare, chi paga le spese di riparazione? E la sostituzione? 

Risposta: Se la riparazione è dovuta, per esempio, a un difetto dell’elettrodomestico e non al suo utilizzo da parte del conduttore o di chi per lui, la spesa è a carico del locatore. Quest’ultimo, qualora si renda necessaria, deve sostenere anche la spesa occorrente alla sua sostituzione, a meno che il danno non sia stato provocato da fatto e colpa dell’inquilino: per esempio a causa di un uso improprio del bene. Questo se il contratto e gli usi locali non stabiliscono regole differenti.

Raddoppiano gli acquisti di case efficienti, ma il 40% è in Classe G.

Migliora l’efficienza delle case sul mercato. Gli immobili appartenenti alle prime quattro classi energetiche (A+, A, B e C) rappresentano infatti il 20% delle compravendite residenziali effettuate nel 2018, raddoppiando la quota del 10% registrata nel 2017. Inoltre, se si circoscrive il dato alle sole abitazioni di pregio e alle sole prime tre classi, la quota sale dal 22% del 2017 al 28% dello scorso anno.

A evidenziare il trend positivo è la fotografia scattata da I-Com (istituto per la competitività) in base alle risposte di un campione di 600 agenti immobiliari. Ciò non toglie, tuttavia, che il patrimonio residenziale italiano rimanga per la maggior parte obsoleto: oltre il 40% degli acquisti nel 2018 ha riguardato infatti immobili in Classe G; e presumibilmente la quota di quelli in vendita è sensibilmente più alta. Anche qui c’è però da registrare un miglioramento: «La percentuale di immobili ricadenti nella classe energetica più scadente si legge nel report varia tra il 37% delle villette il 46% delle ville unifamiliari…. (continua)

Fonte:IlSole24Ore

Operatori immobiliari, si all’incompatibilità.

Non tutti possono essere operatori immobiliari. Per svolgere al meglio questo compito bisogna essere adeguatamente preparati e, soprattutto, non considerarlo alla stregua di un secondo lavoro. Ne è convinto Santino Taverna, presidente nazionale e provinciale di Fimaa Confcommercio, che in questi mesi ha lavorato in prima persona affinché fosse modificata la disciplina della mediazione immobiliare.

Obiettivo centrato, con tanto di approvazione da parte del Senato. «Nella prima versione del disegno di legge spiega infatti il presidente veniva prevista la totale apertura del settore con la possibilità per chiunque di poter esercitare la mediazione immobiliare, anche come attività accessoria ad altri mestieri e professioni. Una apertura che avrebbe penalizzato soprattutto i consumatori, annullando di fatto anni di lavoro dedicati alla crescita professionale della categoria». (continua)

Fonte:LaPrealpina