Campagna associativa Fimaa 2017

Fimaa, Federazione a fianco di ogni associato che agisce secondo i valori che la guidano da sempre professionalità, correttezza e legalità. Continua »

Pietro Corica nuovo Presidente Fimaa Cesena

Eletto in assemblea Fimaa Confcommercio coprirà la carica di Presidente per il quinquennio 2015 - 2020 Continua »

FIMAA-CONFCOMMERCIO: SANTINO TAVERNA È IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE

L’Assemblea Fimaa-Confcommercio, Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, ha eletto per acclamazione Santino Taverna alla Presidenza Nazionale della Federazione per il quinquennio 2015-2020. Taverna prende il posto di Valerio Angeletti che ha guidato la Fimaa dal 2009. Continua »

Il mercato delle case torna in segno positivo

Si prevede per fine anno una crescita del 6%. Continua »

Roberto Marzola è il nuovo Presidente FIMAA Emilia Romagna

Nominato il nuovo Presidente FIMAA Regionale: il ferrarese Roberto MARZOLA, che rimarrà in carica fino al 2016. Continua »

 

L’assenza del certificato di agibilità, se nota al conduttore, non ha alcun effetto sulla locazione.

Se il conduttore viene messo al corrente dello stato fatiscente dell’immobile, l’eventuale omessa concessione delle autorizzazioni urbanistiche per l’uso commerciale dei locali non è di ostacolo alla valida costituzione del rapporto locatizio (Cass. sez. III Civ., ordinanza 8 marzo – 13 aprile 2017, n. 9558).

 

La vicenda.Una società veniva sfrattata da un locale per morosità e condannata al pagamento di tutti i canoni d’affitto non saldati. Essa tuttavia contestava la domanda della locatrice: infatti,secondo la società, nonostante fosse stato stipulato un contratto di locazione ad uso commerciale, l’immobile non solo risultava privo del certificato di agibilità ma la certificazione amministrativa non veniva comunque concessa a causa delle condizioni fatiscenti dei locali.

Alla luce di tali difformità, il contratto di locazione doveva quindi considerarsi nullo per impossibilità dell’oggetto o della causa. Sia il giudice di primo che di secondo grado respingevano tuttavia tali eccezioni, dal momento che le particolari condizioni dell’immobile erano state specificamente indicate nel contratto di locazione ed accettate dalla conduttrice, che aveva approvato per iscritto separatamente ogni relativa clausola.

Sottotetti abitabili se rispettano le altezze medie e i requisiti .

Con il recupero dei sottotetti si può trasformare una soffitta in un locale abitabile. Diversamente da quello che succede per le cantine e per gli altri locali in parte o in tutto interrati, che possono essere recuperati anche per utilizzarli come laboratori e come negozi, i sottotetti è conveniente trasformarli soprattutto in abitazioni.

Un vano destinato all’accumulo di robe vecchie, o in disuso, può diventare una stanza o una mansarda, a seconda della dimensione e delle caratteristiche fisiche del sottotetto. Recuperare spazi inutilizzati può avere vantaggi a diversi livelli. Per i proprietari degli edifici, il beneficio consiste nell’aumento del loro valore.

Quando le superfici da recuperare sono in un condominio, migliorando lo standard complessivo dell’immobile, anche gli appartamenti dei piani inferiori possono crescere di prezzo. La dimensione del vantaggio, e la sua stessa esistenza, dipendono, ovviamente, dalle spese da sostenere per le opere di ristrutturazione. (continua)

Fonte: IlSole24Ore

Addio agli studi di settore: entro dicembre la pagella del fisco.

Pronto l’addio agli studi di settore: saranno approvati entro dicembre 2017 i primi 70 indici sintetici di affidabilità, mentre per i restanti 80 bisognerà attendere il 2018. Lo ha confermato il presidente dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un’audizione alla Camera sul contrasto all’evasione fiscale.commissione che valuta durante selezione concorso

 

I nuovi ISA consentiranno di valutare i non solo il grado di affidabilità dei ricavi, ma anche del valore aggiunto e del reddito, in relazione agli addetti. Gli indici sintetici di affidabilità si comporranno di un insieme di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia che consentiranno il posizionamento dei contribuenti su una scala da 1 a 10, in base al loro livello di affidabilità fiscale .

Affitti, una sola rata in meno costa lo sfratto.

Il mancato pagamento di una sola rata del canone di locazione è, di per sé, grave inadempimento dell’inquilino ai suoi obblighi contrattuali.

15E la gravità è insindacabile dal giudice poiché predeterminata, in caso di locazione di immobili ad uso abitativo, dall’articolo 5 della legge 392/78.

Lo precisa il Tribunale di Genova, con sentenza n. 355 del 3 febbraio 2017. Protagonista, la proprietaria di un appartamento che, visto il mancato pagamento del canone locatizio da parte dell’inquilina, decide di citarla in giudizio per ottenere la risoluzione del contratto…. (leggi l’articolo).

Fonte: IlSole24Ore

Fisco: il DEF stringe sui pignoramenti.

casa messa in vendita con famiglia triste

 

Nei giorni scorsi il Governo ha approvato il DEF e con esso non si è concentrato solo sui tagli alla spesa, ma ha anche promesso battaglia all’evasione fiscale degli italiani.

Concentrandoci su questo secondo aspetto della manovrina, balza subito agli occhi che tra le novità che dovrebbero essere utilizzate come armi nella lotta c’è anche la stretta sui pignoramenti da parte del Fisco nei confronti dei beni dei contribuenti.

Tetto cumulativo.

Se infatti oggi i concessionari della riscossione possono aggredire i beni immobili dei contribuenti solo ove questi superino singolarmente il valore di 120mila euro, con il documento approvato da Palazzo Chigi le cose cambieranno: tale tetto minimo, infatti, dovrebbe essere calcolato non sul singolo bene ma sulla totalità degli immobili dei debitori.

Fimaa News: “PRELAZIONE E PROVVIGIONE”.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 19226 del 28/9/16 esprime un principio di diritto di notevole interesse, per la tutela del compenso del mediatore, in caso di acquisto di immobile locato da parte del conduttore, titolare di diritto di prelazione, al quale sia stato notificato l’invito di legge a esercitare il diritto di acquistare a condizioni pari a quelle offerte dal terzo reperito da un agente immobiliare nell’esercizio della sua attività.

Come è noto, in situazioni del genere l’agente immobiliare, pur avendo operato al meglio e, di fatto determinato, con il reperimento del terzo concreto promissario acquirente, le condizioni economiche della trattativa e poi della vendita, rischia senza sua colpa od omissione alcuna di non poter incassare le provvigioni o, comunque, di non percepirle nella misura piena, se ad acquistare l’immobile non sia il terzo reperito dal mediatore, bensì l’inquilino che eserciti la prelazione.

La fattispecie di cui si tratta è piuttosto tipica. Qualora un proprietario intenda vendere i muri di un negozio, normalmente si rivolgerà in primo luogo al proprio conduttore per chiedergli se è interessato all’acquisto alle condizioni economiche richieste. Non diversamente si comporta il mediatore incaricato dal proprietario di cercare un acquirente. Ove l’inquilino dichiari di non essere interessato all’acquisto dell’immobile in cui esercita la propria attività o, comunque, di non essere disponibile ad acquistarlo al prezzo richiesto dal proprietario, il mediatore incaricato si dovrà attivare per cercare un terzo potenziale acquirente.

Lastrico solare: i condomini non coperti pagano?

Domanda: “Se un appartamento del condominio non è coperto dal lastrico solare oggetto di manutenzione, il proprietario contribuisce alle spese a tal fine necessarie?”

Risposta: “Se un condominio è coperto da più di un lastrico solare (ad esempio perché si appoggia su un promontorio ed è composto da piani terrazzati), può accadere che solo alcune delle unità immobiliari siano gravate (o siano interamente gravate) dalle spese necessarie alla manutenzione dello stesso.

condominio lavori id9441Si pensi, ad esempio, al caso in cui i lastrici siano due e solo uno di essi si trovi in condizioni tali da dover essere sottoposto a un intervento di ristrutturazione.

Con riferimento a tale ipotesi deve ritenersi ormai pacifica l’applicazione del principio della cd. verticale effettiva, in forza del quale la ripartizione delle spese coinvolge soltanto le unità immobiliari (o le parti di unità immobiliari) effettivamente coperte dal lastrico sul quale si effettua la manutenzione, secondo le diverse contribuzioni previste dall’articolo 1126 del codice civile laddove l’uso dello stesso o di una sua parte non sia comune a tutti i condomini.