Archivi Autore: Massimo Montanari

Pulizia scale. Nulla la delibera che addebita l’intera spesa al singolo condomino.

Il riparto spese. Tra i poteri dell’assemblea di condominio non vi è quello di addebitare le spese ai condomini, se non sulla base dei millesimi e delle attribuzioni spettanti all’assemblea stessa inerenti, cioè, alla conservazione, innovazioni e godimento delle parti comuni dell’edificio e alla prestazione dei servizi nell’interesse comune.

Questo significa che l’assemblea dei condomini non può farsi giustizia da sé imputando determinati costi, anche a titolo sanzionatorio, ad uno dei condomini.

Perché ciò possa avvenire è necessario sempre che intervenga una sentenza di condanna del giudice.

L’unica ripartizione che l’assemblea può disporre è quella secondo millesimi, non potendo derogare da tale disciplina legale neanche con il consenso di tutti i proprietari (Trib. Milano, sent. n. 5195 del 27.04.2016). 

Fonte:www.condominioweb.com

Condono fiscale. Spunta la sanatoria anche per Imu, Tasi, Ici.

La proposta della Lega mira ad estendere il condono fiscale anche alle imposte patrimoniali degli enti territoriali, come Ici, Imu e Tasi.

Tra i 578 emendamenti presentati al decreto legge fiscale collegato alla manovra, in commissione Finanze al Senato, vi è anche quello che prevede di estendere il condono fiscale anche alle imposte patrimoniali degli enti territoriali, come, ad esempio, Ici, Imu e Tasi, e il bollo auto.

La proposta è contenuta in uno degli emendamenti della Lega al decreto legge fiscale collegato alla manovra, presentati in commissione Finanze al Senato. La proposta di modifica introduce un articolo al provvedimento, che definisce le agevolazioni delle entrate degli enti locali.

No rendita no Ici. Esenti fabbricati e aree edificabili.

Sui fabbricati privi di rendita i contribuenti non pagano l’Ici, e quindi anche l’Imu e la Tasi, né sui fabbricati né sulle aree edificabili sottostanti.

Lo ha affermato la commissione tributaria di primo grado di Trento, seconda sezione, con la sentenza 166 del 5 ottobre 2018. I giudici di merito, dunque, si allineano alla tesi espressa dalla Cassazione sull’intassabilità delle cosiddette aree edificate.

I fabbricati, cosiddetti collabenti, non pagano le imposte locali non perché manca il presupposto impositivo, ma perché non può essere determinata la base imponibile considerato che il loro valore economico è pari a zero.

Tuttavia, questo non autorizza l’amministrazione comunale a richiedere il pagamento dei tributi sull’area edificabile poiché si tratta di un’area che è stata già edificata.

Il condono per il Centro Italia sana piani extra e verande.

DECRETO GENOVA. La norma consente la regolarizzazione con meno di 5.200 euro. 

Un intervento su una parte strutturale, come una trave, un pilastro o un muro portante. La realizzazione di un’apertura, come una finestra. Un cambio di destinazione d’uso, magari effettuato portando una sala da pranzo in un garage.

E ipotesi di ampliamento di volume degli edifici: sopraelevazioni, fino ad aggiungere un intero piano, o chiusure di balconi. È molto ampio il ventaglio di lavori che, analizzando le pieghe del decreto Genova, sarà possibile sanare, in deroga alle previsioni ordinarie del Testo unico edilizia, in fase di ricostruzione nei 140 Comuni inseriti nel cratere del sisma del 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Leggi l’articolo. Fonte:IlSole24Ore

Sempre più mediatori creditizi per scegliere il mutuo giusto.

Mediatori creditizi sempre più al centro del mercato dei mutui residenziali. Cresce la loro “quota di mercato” e i finanziamenti gestiti si muovono in controtendenza rispetto al trend generale.

«Sul totale dei mutui per le famiglie, circa 50 miliardi l’anno, ormai la quota veicolata delle filiali bancarie è scesa dall’80% al 75%, mentre agenti e mediatori creditizi sfiorano il 25%, con la quota di internet che resta invece una piccola nicchia», spiega Ansano Cecchini, coordinatore della Consulta dei mediatori all’interno dell’associazione di categoria Fimaa. (leggi l’articolo)

Fonte:IlSole24Ore

Manovra 2019: cedolare secca anche per le locazioni commerciali.

Una norma del disegno di legge di Bilancio – che nei prossimi giorni sarà sottoposto all’esame del Parlamento – prevede l’estensione del regime della cedolare secca anche alle locazioni commerciali.

In particolare:

  1. sono interessati dalla novità (sempre che venga approvata da Camera e Senato) i canoni di locazione relativi ai contratti stipulati nel 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari destinate all’attività commerciale per la vendita o la rivendita di prodotti, e relative pertinenze locate congiuntamente;
  2. detto regime sarà applicato – con l’aliquota del 21 per cento – su opzione del contribuente; in mancanza si applicherà il regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario;
  3. il regime in esame, peraltro, non si applicherà ai contratti stipulati nel corso del 2019, qualora al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile.

Il mercato riscopre le case tipiche.

Nelle località di lusso prezzi oltre i 10mila euro al mq, mentre basta meno per le residenze caratteristiche.

In montagna cresce l’investimento sulle case tipiche, piace se ben servita e panoramica. E di qualità. Il settore si riprende dalla lunga crisi, ma la domanda si scontra con un’offerta spesso non adeguata.

Il parco immobiliare italiano in vetta offre anche molte soluzioni in cattivo stato, case vecchie e non ristrutturate. Forse per questo i prezzi anche in questi mesi sono scesi nelle località secondarie.

«Anche in questo settore tiene la fascia alta, mentre soffrono le località minori». (continua)

Fonte:IlSole24Ore