Archivi Giornalieri: 4 dicembre 2017

Casa, ritorno al business. Gli immobili che battono la crisi.

Gli anni favolosi del ballo del mattone non torneranno più. La crisi immobiliare non ha solo ridotto il valore di molte case e tagliato il numero delle compravendite, ma ha cambiato pelle al mercato, agli alloggi che si cercano. Per capire la portata del cambiamento vale ciò che è successo ai cellulari: nel 2007 il Blackberry sembrava il futuro, oggi non esiste più. Nessuna speranza, quindi, per chi compra, vende o possiede un appartamento e spera di recuperare il valore perduto? Non disperate. Ci si può difendere dall’epidemia diffusa dalla bolla immobiliare (e dalla tassazione sulla casa) con una serie di precauzioni.

I nostri padri avevano il mito dell’appartamentino per il figlio. Oggi i figli ventenni e quelli che saranno ventenni fra pochi anni sanno che dovranno con molta probabilità girare il mondo per lavorare. Più che un immobile, avranno come valore la mobilità. «L’economia è passata dal possesso all’uso, il concetto di sharing, ovvero di condivisione di un servizio, è preponderante», spiega Fabio Guglielmi, direttore generale di Santandrea Luxury Houses. «Va tenuto presente quando si pensa al mercato immobiliare. Negli ultimi 10 anni ci sono stati cambiamenti mai visti trent’anni prima». La società oggi chiede una casa diversa rispetto a quella che si vendeva 10 anni fa. Ecco dunque un piccolo percorso per cercare di orientarsi nell’acquisto o per valorizzare ciò che si possiede.

L’Esperto risponde: ” Successioni, come pagare Imu e Tasi”

Domanda: A inizio luglio è venuto a mancare mio padre senza lasciare testamento. Adesso mia madre e noi tre figli ci ritroviamo a dover fare i conti per il versamento dell’Imu e della Tasi. Mio padre era proprietario dell’abitazione principale con una cantina pertinenziale a Milano, dove continua a vivere mia madre, e di un’altra casa in Toscana. Per legge come verranno ripartite le quote delle abitazioni? E chi paga l’Imu e la Tasi che stanno per scadere?

Risposta: Quando il de cuius non ha redatto un testamento, i beni lasciati in eredità vengono ripartiti per legge secondo le disposizioni degli articoli 456 e seguenti del Codice civile. Se a ereditare sono il coniuge e tre figli, al coniuge spetta un terzo di ciascun bene dell’asse ereditario, mentre ai figli andranno gli altri due terzi. Questo si traduce in una percentuale del 33,34% per sua madre e del 22,22% per ciascuno dei 3 figli. Il coniuge superstite vanta sempre il diritto di abitazione sulla casa di famiglia (e sulla cantina pertinenziale).