Archivi Giornalieri: 15 dicembre 2017

Auto prestata: chi paga la multa?

Ricorda la Cassazione che il proprietario del veicolo è obbligato a conoscere l’identità del soggetto a cui affida la conduzione dell’auto e a comunicarne i dati, altrimenti è legittima la contestazione della violazione ex art. 126-bis del codice della strada.

 vigile che mostra cartellino rosso

Il proprietario di un’auto è sempre tenuto a conoscere l’identità del soggetto a cui affida la conduzione del proprio veicolo e a comunicarne i dati all’autorità amministrativa che gliene faccia richiesta, giacché responsabile della circolazione del veicolo stesso nei confronti della P.A. e dei terzi, per cui, in caso di inosservanza del suddetto dovere, la contestazione della violazione di cui all’art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, è legittima. E’ quanto ha affermato la Cassazione, nella sentenza n. 29593/2017.

Cosa prevede l’art. 126-bis del codice della strada.

L’art. 126 bis del codice della strada, che disciplina la patente a punti, prevede, al comma 2 che: “il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido. ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione”.