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Arriva il condhotel: pronto il decreto.

Dovrebbe essere approvato entro il prossimo autunno il decreto che introduce anche in Italia la formula del condhotel, una sorta di ibrido tra condominio e albergo.
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Dal prossimo autunno anche l’Italia apre al condhotel ossia una sorta di ibrido tra abitazioni e camere d’albergo. Si tratta di una formula usata soprattutto negli USA, nel nord Europa e in Spagna, che adesso arriva nel nostro Paese con un decreto che dovrebbe entrare in vigore a fine settembre.

Ad annunciarlo Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo, in risposta al Question Time in Commissione Attività Produttive alla Camera che ha chiarito «il governo è ben consapevole delle potenzialità dell’intervento ai fini della riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti e della diversificazione dell’offerta turistica. Proseguiremo, a fronte dell’ampio e complesso lavoro sinora svolto, nel nostro impegno per il più celere completamento della fasi procedurali residue».

 Cos’è il condhotel.

In pratica, il proprietario di un albergo vende una camera (con cucina) in modo tale che l’ospite sia indipendente e autonomo. Chi acquista questo genere di camera potrà utilizzarla esclusivamente per scopi propri, ad esempio per trascorrere le vacanze estive o natalizie, ed affittarla in “periodi morti”, affidando l’incarico al gestore della struttura alberghiera, con cui dividerà le entrate totali.

I benefici, da un lato riguarderebbero molti turisti particolarmente affezionati a un hotel o a un luogo di vacanza, dall’altro gli albergatori che potrebbero incamerare risorse da investire per svecchiare le strutture.

Il decreto in arrivo prevede la possibilità di utilizzare fino al 40% dei volumi dell’albergo ristrutturato, per camere, suite o mini appartamenti collocabili come proprietà privata all’interno dall’albergo. I proprietari, a loro volta, potranno godere dei servizi offerti dalla struttura alberghiera.

Indennità per perdita di avviamento e attività imprenditoriale o professionale.

In tema di corresponsione da parte del locatore a favore del conduttore della così detta indennità per perdita di avviamento, la natura professionale o imprenditoriale, che ai sensi di legge indice sul diritto alla corresponsione dell’indennità, va valutata anche in relazione alla organizzazione di lavoro del conduttore e non solamente in relazione alla particolare attività da questi esercitata.

Questo, in sostanza, il risultato cui è giunta la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 13091 del 24 maggio 2017.

Che cos’è l’indennità per perdita di avviamento?

L’art. 34 della legge n. 392/78 chiarisce quando tale indennità deve essere corrisposta, non fornendo tuttavia una compiuta definizione.

Lindennità per perdita di avviamento può essere considerata una compensazione per l’incremento di valore commerciale acquisito dal locale nel quale è stata esercitata l’attività da parte del conduttore.

Proprio per tali ragioni, l’art. 34 della legge n. 392/78 specifica che tale indennizzo, da 18 a 21 mensilità a seconda dell’attività esercitata, può essere aumentato ulteriormente se in quell’unità immobiliare dopo la conclusione del contratto – per ragioni differenti da inadempimento o disdetta o recesso del conduttore o procedure concorsuali a suo carico – è iniziativa la medesima attività o attività incluse nella medesima tabella merceologica che siano affini a quella già esercitata.

Condominio: acquirente obbligato in solido per cinque anni.

Chi subentra nei diritti di un condomino potrebbe presto essere obbligato in solido con quest’ultimo al pagamento dei contributi maturati nel quinquennio precedente il trasferimento della proprietà. Lo ha proposto un disegno di legge presentato da Alessandro Zan alla Camera, che immagina delle modifiche ad alcuni degli articoli delle disposizioni per l’attuazione del Codice Civile già riformati nel 2012.

Acquirente: estensione del vincolo solidale.

Come detto, la novità principale proposta dal DDL è rappresentata dalla modifica dell’articolo 63 delle disposizioni per l’attuazione del Codice Civile , con lestensione del vincolo solidale gravante su chi acquista un immobile facente parte di un condominio, che diverrebbe obbligato con il venditore per tutti i contributi non versati nei cinque anni precedenti il passaggio di proprietà.

Da tale estensione viene fatto discendere anche l’obbligo per l’amministratore di fornire all’acquirente, a richiesta, l’attestazione dello stato dei pagamenti, che comunque andrà allegata al contratto che determina il trasferimento della proprietà.

Il condizionatore invadente va rimosso dalla parete.

Va rimosso il condizionatore se occupa il 60 per cento della superficie del ballatoio disponibile non permettendo agli altri condomini di farne lo stesso uso. È quanto emerge dall’ordinanza della seconda sezione civile della Corte di Cassazione n. 17400/17, depositata il 13 luglio 2017, che non ritiene applicabile nel fattispecie il godimento turnario o differenziato nel tempo e nello spazio, giacché la stabilità dell’installazione altera, definitivamente, il rapporto di equilibrio tra i condomini nel godimento del bene comune.

La sentenza in commendo trae origine dall’azione promossa dal Condominio contro marito e moglie, che avevano installato un impianto esterno di condizionamento a servizio del loro appartamento.

La domanda veniva accolta dal Giudice di Pace, che condannava la coppia a rimuovere l’apparecchiatura per la violazione dell’art. 1102 c.c., in quanto la porzione del ballatoio utilizzata dai coniugi non consentiva agli altri proprietari la stessa installazione.

Condanna pronunciata anche dal Tribunale che, in sede d’appello, confermava l’esattezza del ragionamento seguito dal giudice di prime cure

Anche la Cassazione ritiene che il condizionatore debba essere rimosso.

Recesso dal contratto di locazione, rilascio anticipato e canoni di locazione.

In tema di locazione di immobili ad uso diverso da quello abitativo, nel caso in cui il locatore effettui il recesso consentitogli dalla legge, il conduttore è tenuto al pagamento dei canoni di locazione fino alla data prevista per il rilascio, non potendosi sottrarre alla corresponsione degli stessi nel caso di rilascio anticipato.

Del pari il conduttore deve operare nel caso in cui comunichi recesso per gravi motivi, cioè deve pagare i canoni fino alla data di cessazione del contratto e non a quella eventualmente precedente del rilascio.

In ogni caso fatto salvo un diverso accordo con la parte locatrice. Questa, in breve sintesi, la conclusione cui è giunta la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 13092 del 24 maggio 2017.

In arrivo multe per chi rifiuta pagamenti con bancomat e carte.

In arrivo sanzioni per i professionisti, i commercianti e gli artigiani che rifiuteranno di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito. Questa la normativa allo studio annunciata dal viceministro dell’economia, in un’intervista a Repubblica, che ha l’obiettivo di ridurre l’evasione e allineare l’Italia agli altri paesi europei.

Bancomat: chi rifiuta il pagamento paga 30 euro per ogni violazione.

“Entro settembre prevediamo di firmare il decreto che introduce le prime sanzioni per chi rifiuta un pagamento elettronico ha fatto sapere il viceministro.

Dal 2016, con la Legge di Stabilità, infatti, esercenti e professionisti, dovevano dotarsi di Pos per la lettura delle carte elettroniche accettando pagamenti già a partire dai 5 euro. Ma la norma era rimasta senza sanzione.

Vacanza rovinata: come ottenere il risarcimento?

Non sempre vacanza è sinonimo di relax, distacco da impegni e pensieri che affollano la routine quotidiana: il soggiorno tanto agognato per riposarsi e svagarsi, infatti, può facilmente trasformarsi in un incubo a causa di inghippi o imprevisti, situazioni non programmate e veri e propri imbrogli.
Case vacanza inesistenti o messe davvero male rispetto a quanto pattuito, hotel fatiscenti, voli che vengono in ritardo o addirittura cancellati improvvisamente, sono solo alcuni dei drammi in cui il vacanziere rischia di incorrere. Di fatto il risultato è che la vacanza ne esce spesso del tutto rovinata.